NAPOLI – Si chiama “Mondo volontario” il programma tv voluto dal Csv Napoli per raccontare il volontariato di Napoli e provincia. Il ciclo di puntate, terminato lo scorso 5 gennaio, è stato curato dall’area comunicazione del Csv Napoli e ha ospitato storie di associazioni, volontari, progetti, buone prassi, ma anche denunce. Un focus sul mondo del volontariato di Napoli e provincia che intende mettere sotto i riflettori una realtà spesso trascurata ma fondamentale per la crescita sociale e culturale del territorio. Di seguito, la puntata, con l’intervento di Adriano Tedeschi presidente dell’ associazione sindrome di down onlus, realtà che opera come centro di cultura, d’educazione permanente, d’interscambio e di verifica delle conoscenze per tutte le persone con sindrome di down.
NAPOLI- Dopo gli episodi dell’acqua nera e l’inchiesta per smaltimento rifiuti tossici che coinvolge la Q8, comitato civico di San Giovanni, Coalizione Stop Biocidio e Forum Diritti e Salute promuovono un’ assemblea pubblica per venerdì 29 gennaio ore 17 al consiglio municipale di San Giovanni a “A fine 2015- si legge nella nota diffusa dai comitati- ci sono stati alcuni episodi preoccupanti. Lo scorso 28 ottobre 2015, quando ci si è accorti di acqua nera che usciva dai rubinetti: secondo documenti ufficiali dell’Asl non era potabile per 3 giorni e nessuno ha fatto nulla. Un mese dopo, il 1 dicembre, è arrivata l’inchiesta della magistratura e dell’Antimafia che accusa la Q8 di smaltimento di rifiuti tossici. A Vigliena procede l’allargamento dell’area portuale che si sta mangiando il mare e porta sulle strade dell’area orientale decine di tir e container, mentre nei mesi scorsi si sono ripetuti gli allarmi per la Centrale a Turbogas. Tutto questo ha gravi conseguenze sulla salute dei cittadini, come rivelato dagli studi scientifici sul nesso tra ambiente inquinato e aumento dei tumori”. Se ne discuterà venerdì 29 gennaio alle 17.00 nel corso di un’assemblea pubblica cittadina nella sala del Consiglio municipale di via Atripaldi 1, San Giovanni a Teduccio (adiacenza parco Troisi). A promuoverla il Comitato civico di San Giovanni, la Coalizione Stop Biocidio e il Forum Diritti e Salute. All’incontro sono previsti gli interventi del presidente Isde Medici per l’ambiente Napoli Giuseppe Comella e del geologo Franco Ortolani, mentre dagli Usa il professore Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, invierà un suo contributo scientifico.
FIRENZE – Un software per raccogliere il profilo di tutti i profughi ospitati in Toscana. E’ il progetto a cui sta lavorando la Regione Toscana sui 6.400 migranti accolti tra il 2014 e il 2015. “Solo conoscendo la storia e le capacità di questi ragazzi si possono pensare progetti di inserimento seri e concreti” ha detto l’assessore regionale Vittorio Bugli.
Il modello di accoglienza diffusa dei profughi in Toscana funziona grazie alla collaborazione tra più soggetti: Regione e prefetture, enti locali, privato sociale e terzo settore. “E soprattutto i Comuni sono un tassello fondamentale per farlo funzionare”. L’assessore all’immigrazione Vittorio Bugli lo ha ripetuto nel corso di un incontro pubblico organizzato dalla Prefettura di Arezzo al quale erano presenti, oltre al prefetto Alessandra Guidi, anche il collega Mario Morcone, capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero degli Interni, e molti sindaci, amministratori, associazioni e gestori.
ROMA – «Siamo abituati a essere sommersi dalla malinconia e dalla rabbia quando si parla di accessibilità. Da parole come solidarietà, emotività, ammirazione, obbligo di legge ecc. Troppo spesso si dimentica la bellezza dell’essere liberi e accolti dal mondo circostante, qualsiasi sia il periodo o la condizione che la vita ci sta proponendo». Lo affermano quelli di “Diritti Diretti”, la onlus che, dal 2008, propone attività che evidenziano come l’accessibilità renda un territorio sicuro, confortevole e attraente per tutti con buon ritorno economico nelle varie tipologie di turismo: culturale, enogastronomico, sportivo, congressuale, balneare, montano, termale, scolastico, religioso.
“Diritti Diretti” ha diffuso un video, «contro la tristezza», che sta letteralmente spopolando sui social
NAPOLI – Si chiama “Sguardi d’energia” ed è una campagna itinerante rivolta alle donne affette da tumore ovarico, promossa dall’associazione ACTO onlus, in partnership con Youngblood Mineral Cosmetics e il supporto di Roche. L’iniziativa, che ha coinvolto i maggiori centri italiani specializzati nella diagnosi e nella cura del tumore ovarico, offrirà alle pazienti- all’interno di settimane onco-estetiche- programmi personalizzati di make-up con Make Up Artist professionisti, per aiutarle a riconquistare la propria bellezza. «ACTO – dichiara NicolettaCerana, presidente di ACTO onlus – Alleanza contro il Tumore Ovarico – è nata per stare accanto alle pazienti e sostenerle nel difficile percorso di malattia, segnato da sofferenze fisiche e psicologiche in cui i cambiamenti spesso devastanti dell’aspetto fisico, conseguenti alle terapie, occupano un posto molto importante, in quanto incidono in maniera profonda sulla qualità di vita delle donne. Le problematiche di tipo estetico, per quanto possano apparire secondarie, impattano pesantemente sulla percezione della propria immagine e sull’autostima, generando ansia e depressione, e arrivano ad influenzare persino la risposta alle terapie».
TAPPA NAPOLETANA – La speciale “settimana del trucco” farà tappa anche a Napoli, da lunedì 1 a venerdì 5 febbraio, presso l’ Istituto Nazionale Tumori, Fondazione Pascale. Gli incontri prevedono una seduta di preparazione della pelle di circa 15 minuti e una di trucco della durata di 45, per un totale di 1 ora a seduta. Ogni donna riceverà un kit composto da un cofanetto contenente i prodotti utilizzati (minerali e anti-allergici). Le iscrizioni al programma (riservate esclusivamente alle donne in cura per tumore ovarico) si chiuderanno venerdì 29 gennaio 2016 e per partecipare basta contattare la segreteria organizzativa ad uno dei seguenti recapiti: 081-5903851; 349-7510402.
UN NEMICO SILENZIOSO- In Italia circa 37.000 donne convivono con questo tumore, ed ogni anno si diagnosticano 6.000 nuovi casi (10.2 casi per 100mila pazienti/anno). Nel 75% dei casi viene diagnosticato in fase già avanzata e il 20% ne viene a conoscenza durante controlli di routine. Il tumore dell’ovaio non dà sintomi nelle fasi iniziali, per questo è difficile identificarlo precocemente. Non esistono al momento programmi di screening scientificamente affidabili per la prevenzione, ciononostante alcuni studi hanno dimostrato che una visita annuale dal ginecologo che esegue la palpazione bimanuale dell’ovaio e l’ecografia transvaginale di controllo possono facilitare una diagnosi precoce. (Fonte Airc)