06 Set, 2017 | Comunicare il sociale
ROMA- Il 22, 23 e il 24 settembre migliaia di volontari lungo la Penisola metteranno a disposizione della comunità il loro tempo per riqualificare spazi comuni sporchi e trascurati. Torna Puliamo il Mondo, la storica iniziativa di volontariato ambientale nata in Australia e organizzata in Italia da Legambiente in collaborazione con la Rai. Come ogni fine estate durante l’ultimo week-end di settembre i circoli territoriali di Legambiente insieme a numerosissime scuole, associazioni, comitati di quartiere, comuni, organizzano 3 giornate di pulizie generali per liberare dai rifiuti abbandonati centri storici, strade e piazze di periferia, stazioni, parchi urbani. Spazi resi inospitali dall’incuria e dalla maleducazione torneranno a vivere grazie ad uno straordinario sforzo collettivo. Puliamo il Mondo, da 25 anni, è un’occasione per denunciare le situazioni ambientali e sociali che rendono fragili i nostri territori e per ribadire che, se lo vogliamo, un mondo diverso è possibile.
L’articolo Pulizie generali per il pianeta terra. Torna l’appuntamento con “Puliamo il Mondo” sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
04 Set, 2017 | Comunicare il sociale
NAPOLI – Con i disegni dei bimbi del Rione Sanità di Napoli parte una raccolta fondi da Nord a Sud iniziativa della Inpact che coinvolge 30 tra i migliori pizzerie d’Italia
30 artigiani della pizza napoletana al lavoro per raccogliere fondi per “Magnà”, il laboratorio di disegno alimentare della Casa dei Cristallini, associazione che dal 2002 si occupa di minori e famiglie nella parte più interna e difficile del Rione Sanità, nel cuore di Napoli.
L’idea è della Inpact e della giornalista enogastronomica campana Monica Piscitelli,: le pizze dei Maestri della pizza coinvolti, sia servite al tavolo che da asporto nell’innovativo e salubre contenitore a prova di chilometri e intemperie della azienda di Diego Rubino e Fabio Ditto, e reso unico dalla progettazione dei piccoli designer del Rione, finanzieranno i progetti a favore dei bimbi. L’iniziativa prende il via il primo settembre e andrà a oltranza fino al 29 ottobre prossimo, giorno di presentazione, da parte della Inpact, del progetto a Host 2017.
3000 “box d’arte”, frutto della galoppante fantasia dei bimbi della Associazione napoletana, conterranno altrettante pizze in arrivo nelle case degli italiani che sceglieranno la “Pizza Magnà”, ideata dagli artigiani coinvolti.
“La Casa dei Cristallini si occupa di minori e famiglie nella parte più interna del rione Sanità. Quando il parroco nel 2001 arrivò nel Rione Sanità racconta di essere rimasto profondamente colpito da quelle che erano le «ali estreme» dei Cristallini e di San Gennaro dei Poveri, zone che non fanno propriamente parte della Sanità, ma sono accorpate al suo cuore, già scisso fra la basilica di San Severo e quella di Santa Maria. Poverissime, rappresentano il ghetto nel ghetto, l’humus ideale per una microcriminalità diffusa. E’qui che operiamo dal 2002 ed è da qui vogliamo creare un ponte con il mondo dei professionisti del food per autofinanziarci” racconta Gina Bonsangue, vicepresidente della Associazione Casa dei Cristallini
“Quando mi è stato detto dell’idea di sviluppare l’aiuto tangibile per il progetto Magnà per la casa dei Cristallini, ho avuto immediatamente la spinta emozionale di aiutare, nel mio piccolo, i ragazzi che l’Associazione accoglie. Imbastita l’idea, ho chiamato gli amici artigiani di Inpact che hanno tutti aderito senza farselo ripetere oltre! Quando si tratta di aiutare, il Cuore Napoletano non se lo fa ripetere più di una volta!Spero vivamente che il contributo giunga in modo massiccio da parte di tutti!” racconta Diego Rubino amministratore unico di Inpact.
L’articolo Pizza, innovazione e arte insieme per solidarietà sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
04 Set, 2017 | Comunicare il sociale
NAPOLI – Si terrà sabato 9 settembre, a partire dalle 19, presso il Santuario SS. Maria Del Buon Consiglio in Torre del Greco (zona Leopardi) la benedizione e inaugurazione della nuova autoemoteca del Consiglio Provinciale Fratres di Napoli.
«L’autoemoteca è un ottimo strumento per l’approvvigionamento di sacche, fondamentali per le trasfusioni in ospedale. Tramite questo mezzo – spiega Vittorio Percuoco, Presidente del Consiglio Provinciale Fratres di Napoli – i gruppi Fratres della provincia di Napoli, d’ora in poi, potranno organizzare raccolte di sangue nei territori locali, sensibilizzando la cittadinanza verso questo semplice gesto che può salvare molte vite»
Il movimento Fratres nasce nel 1971 a Lucca, diffondendosi poi sull’intero territorio nazionale, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di una cultura della donazione del sangue e dei suoi componenti, della solidarietà sociale e della fraternità.
Nella provincia di Napoli sono otto i Gruppi Fratres attivi nella raccolta di sangue: Agerola, Grumo Nevano, Napoli Centro, Pimonte, Poggiomarino, Sant’Antonio Abate, Torre Annunziata, Torre del Greco.
La necessità di munirsi di un’autoemoteca è sorta nel 2015, per la sopraggiunta impossibilità di utilizzare le sedi dei rispettivi gruppi. Sarebbero stati troppo lunghi i tempi delle operazioni di adeguamento delle sedi ai nuovi standard di igiene e sicurezza richiesti dalla nuova normativa regionale in materia. È stato necessario, pertanto, adottare una diversa strategia per difendere il patrimonio dei donatori ed il loro prezioso contributo, che ciascun gruppo aveva consolidato.
«Il Consiglio Provinciale Fratres di Napoli, che mi onoro di rappresentare, – continua Percuoco – ha quindi proposto il progetto di utilizzare una autoemoteca, progetto che ha trovato il supporto del Presidente della Consociazione Nazionale, Sergio Ballestracci, e del Consiglio Regionale Fratres Campania, Giuseppe Festa. Si tratta – conclude Percuoco – di un risultato straordinario, raggiunto attraverso un’azione comune dei vari Organi coinvolti e che rappresenta un nuovo punto di partenza per promuovere la raccolta di sangue, che ha registrato un sensibile calo negli ultimi anni»
L’evento, organizzato dal Consiglio Provinciale di Napoli ed aperto alla cittadinanza, vedrà la partecipazione del Consiglio Regionale Fratres Campania, del Presidente della Consociazione Nazionale Fratres e dei dirigenti dei Centri Trasfusionali afferenti al territorio, secondo il seguente programma: ore 19:00, Santa Messa presso il Santuario SS. Maria Del Buon Consiglio; ore 19:45, benedizione autoemoteca; ore 20:00, taglio del nastro del Presidente Nazionale e visita dell’Autoemoteca.
L’articolo Inaugurazione autoemoteca dei gruppi Fratres della Provincia di Napoli sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
04 Set, 2017 | Comunicare il sociale
NAPOLI – Dal 7 al 14 settembre, alle ore 20:30, alla Masseria FERRAIOLI (ex-Masseria Magliulo), prende il via la seconda edizione di Teatro Deconfiscato (il teatro nei beni confiscati alle mafie), rassegna di teatro civile ideata dal drammaturgo e regista Giovanni Meola, che ne firma anche la direzione artistica.
Per la prima volta il teatro entra in un bene confiscato alla camorra, situato nel territorio comunale di Afragola, in provincia di Napoli.
Il bene, in passato, fu fortino del clan Magliulo capeggiato da Vincenzo Magliulo, noto come “l’ingegnere della camorra”, tra l’altro ex-assessore nelle file della Democrazia Cristiana; arrestato nel 1989, fu tra i principali responsabili della sanguinosa faida di camorra con la cosca rivale dei Moccia, tra gli anni ’60 e ’80, causando numerose vittime. Il bene consta di circa 150mila metri quadrati, il più grande dell’intera area della Città Metropolitana di Napoli.
Da quest’anno il bene, assegnato al Consorzio Terzo Settore formato da associazioni attive sul fronte sociale e di impegno civile, è intitolato ad Antonio Esposito Ferraioli, giovane sindacalista di Pagani e vittima innocente di camorra.
La rassegna teatrale prevede tre spettacoli, che andranno in scena 7, 11 e 14 settembre.
L’ingresso sarà gratuito: l’intenzione dell’amministrazione comunale, con l’ass.to alla Cultura e di Virus Teatrali, con il contributo del Consorzio che ospita la manifestazione, è quella di restituire il bene alla comunità.
Il 7 settembre andrà in scena “Il Sulfamidico“, scritto e diretto da Giovanni Meola con Enrico Ottaviano, che affronta il tema dei diritti umani e che vanta il patrocinio di Amnesty International e dell’ambasciata argentina in Italia, oltre che vincitore di premi di drammaturgia.
Il giorno 11 settembre sarà la volta di “Albania casa mia“, storia d’immigrazione, di e con Alexandros Memetaj, per la regia di Giampiero Rappa, già premiata nel 2016 con il Premio Cervi e al festival Avanguardie 20 30, e invitato al festival InScena! A New York nel 2017.
Chiude la seconda edizione della rassegna il 14 settembre “Dita di dama“, una storia di emancipazione femminile, adattata e diretta da Laura Pozone (anche protagonista) e Massimiliano Loizi, tratta dall’omonimo libro di Chiara Ingrao.
Diritti umani, immigrazione ed emancipazione femminile, questi i temi dei tre spettacoli, che hanno come caratteristica comune quella di abbinare comicità a commozione, così che sul palco Deconfiscato si alterneranno momenti tra l’assurdo e il paradosso a situazioni fortemente drammatiche.
Format originale e unico per il suo particolare “palcoscenico deconfiscato”, che mette assieme spettacoli provenienti da autori e drammaturghi diversi tra loro, ma tutti attenti a tematiche sociali di grande rilevanza e più che mai attuali.
Grande novità di quest’anno sarà la presenza di testimonial di grande spessore che, in apertura di serata e provocati da esperti giornalisti, parleranno delle loro esperienze professionali, e talvolta personali, nel campo della lotta alle mafie e delle legalità violate.
Inaugurerà la rassegna, il giorno 7 settembre Catello Maresca, il pm antimafia protagonista della cattura dei due boss super latitanti del clan dei casalesi Iovine e Zagaria, intervistato da Giuseppe Crimaldi giornalista de Il Mattino.
Il giorno 11 settembre sarà la volta di Claudio Fava, Vice presidente della Commissione Anti-Mafia, giornalista, politico, deputato, scrittore, sceneggiatore. Con lui sul palco Ottavio Lucarelli, giornalista di Repubblica e presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania.
In chiusura di rassegna, il 14 settembre, Luisella Costamagna, giornalista e noto volto televisivo, sarà intervistata da Mirella Armiero, responsabile delle pagine culturali del Corriere del Mezzogiorno e collaboratrice del Corriere della Sera.
L’articolo “Teatro Deconfiscato”, il coraggio della cultura: da fortino della camorra a palcoscenico teatrale sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
30 Ago, 2017 | Comunicare il sociale
ROMA-L’emergenza incendi non conosce tregua e non risparmia neanche le maggior aree di valore naturalistico, incluse quelle nella Rete Natura 2000. Non solo il Vesuvio, ma anche tante altre aree protette, nazionali e regionali, sono sotto la morsa degli incendi: dal Cilento e Vallo di Diano, al Gargano, dall’Alta Murgia alla Majella, dalla Sila al Pollino al Gran Sasso passando per la Riserva dello Zingaro in Sicilia, sono troppe le aree di pregio del centro-sud finite in balia di ecocriminali e piromani. Nel 2017 sono ben 24.677 gli ettari delle Zone di Protezione Speciale – ZPS (istituite in base alla direttiva Uccelli per tutelare l’avifauna e i loro habitat) bruciati dalle fiamme, 22.399 quelli dei Siti di Importanza Comunitaria – SIC (istituiti in base alla direttiva Habitat per preservare habitat e specie animali e vegetali minacciate presenti nel nostro Paese) andati in fumo e ben 21.204 gli ettari dei parchi e delle aree protette devastati dalle fiamme. Tenuto conto della parziale sovrapposizione delle tre tipologie, la superficie complessiva stimata colpita dai roghi ammonta a circa 35.000 ettari, un danno ingente al paesaggio, al patrimonio di biodiversità con rischi per l’incolumità delle persone e dei beni. Tra le regioni più colpite Sicilia, Campania e Calabria.
Sono questi i dati elaborati da Legambiente che ha voluto confrontare e analizzare i dati cartografici delle superfici percorse dal fuoco raccolti dalla Commissione europea con quanta parte della “natura protetta” sia bruciata fino ad oggi in Italia, e il quadro che emerge è davvero preoccupante: quasi un terzo dell’intera superficie percorsa dal fuoco, tra il 1 gennaio e il 6 agosto 2017, ha interessato le aree di maggior valore naturalistico presenti in Italia e incluse nella rete Natura 2000, la rete europea a cui afferiscono i Siti di Importanza Comunitaria – SIC designati sulla base della direttiva Habitat e le Zone di Protezione Speciale – ZPS designate sulla base della direttiva Uccelli. Invece in tutta la Penisola la superficie complessiva bruciata, dall’inizio del 2017 fino al 10 agosto, ha superato quota 101.000 ettari, più che raddoppiando quanto andato in fumo in tutto il 2016.
“Il 2017 verrà ricordato, come lo furono il 2007 e il 1997, come un anno orribile per la devastazione prodotta dal fuoco che ha divorato anche gran parte del patrimonio naturalistico italiano – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – Governo, Regioni, Comuni ed Enti parco assumano piena consapevolezza del danno enorme che deriva dall’arrivare impreparati alla stagione critica per il rischio incendi, ancor più oggi che i cambiamenti climatici stanno ulteriormente aggravando tale rischio. In particolare i diciassette anni trascorsi dalla pubblicazione delle legge 353 del 2000, che assegna competenze e ruoli per prevedere, prevenire e contrastare gli incendi boschivi, rappresentano un arco temporale tale da rendere inaccettabile questo disastro ambientale. Ognuno si assuma, dunque, le proprie responsabilità e assolva ai già troppi ritardi accumulati fino ad ora, prima che sia troppo tardi. Servono più prevenzione e controlli e una efficace politica di adattamento ai cambiamenti climatici”.
Tornando ai dati elaborati da Legambiente, gli incendi nel 2017 hanno coinvolto in Italia 87 Siti di Importanza Comunitaria (principalmente in: 31 Sicilia, 24 Campania, 8 Calabria, 7 Puglia, 5 Lazio, 4 Liguria), 35 Zone di Protezione Speciale (10 Sicilia, 6 Campania, 5 Calabria, 5 Lazio, 3 Puglia, 1 Liguria) e 45 Parchi e Aree protette (12 Sicilia, 13 Campania, 5 Lazio, 4 Calabria, 4 Puglia, 1 Liguria), tra cui 9 Parchi nazionali, 15 Parchi regionali e 16 Riserve naturali. Le regioni che hanno perso il patrimoni maggiore sono: laSicilia (con 11.817 ettari (ha) bruciati nei SIC, 8.610 nelle ZPS e 5.851 nelle Aree protette), la Campania (8.265 ha nei SIC, 4.681 nelle ZPS e 8.312 nelle Aree protette), la Calabria(666 ha nei SIC, 3.427 nelle ZPS e 3.419 nelle Aree protette), la Puglia (1.687 ha nei SIC, 1.535 nelle ZPS e 1.283 nelle Aree protette), il Lazio (173 ha nei SIC, 2.797 nelle ZPS e 847 nelle Aree protette) e la Liguria (1.083 ha nei SIC, 325 nelle ZPS e 300 nelle Aree protette). Legambiente ricorda che le Regioni sono le istituzioni che hanno la principale responsabilità per l’efficace ed efficiente gestione della rete Natura 2000, in questa emergenza incendi che ha devastato la Penisola e le aree di pregio naturalistico hanno dimostrato una grande impreparazione nel saper prevenire e mettere in sicurezza il prezioso patrimonio naturalistico dal rischio incendio.
L’articolo Incendi, un 2017 da incubo. Legambiente: «Troppi ritardi ed errori. Servono più prevenzione e maggiori controlli». sembra essere il primo su Comunicare il sociale.