NAPOLI- Il Centro Europeo di Studi di Nisida del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità ha organizzato un incontro formativo sul tema del “Crescere nelle mafie: esperti a confronto” previsto per il giorno venerdì 11 marzo ore 9,30. Questa iniziativa rientra nell’ambito del progetto culturale dal titolo “Le parole degli altri”. Testi ed esperienze sulla giustizia minorile e nella comunità che prevede un ciclo di incontri alla luce delle riflessioni contenute nei volumi, progetti di lavoro emergenti pubblicati nel campo degli studi sul disagio e sulla devianza minorile. Tra i progetti di lavoro si è scelto di presentare il volume: “Bambini a metà. I figli della ‘ndrangheta” di Angela Iantosca che affronta il tema dei minori di ‘ndrangheta, attraverso le carte, gli incontri diretti, le parole dei pm, dei giudici, degli psicologi e di chi, ogni giorno, si fa carico della responsabilità di far conoscere loro un mondo diverso da quello nel quale sono costretti a crescere. Le persone interessate a partecipare possono contattare il Centro Studi all’indirizzo mail ceus.dgm@giustizia.it. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.centrostudinisida.it
ROMA- Attivisti di Greenpeace questa mattina sono entrati in azione a Roma, in piazza Venezia, davanti all’Altare della Patria, per protestare pacificamente contro la strategia energetica del governo e invitare gli italiani a votare al referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile. Gli attivisti hanno disseminato la piazza con una trentina di piccole trivelle e aperto un lungo striscione: “L’Italia non si trivella”. «Siamo in questo luogo così simbolico per il Paese per ricordare ai cittadini che il referendum del prossimo 17 aprile riguarda l’Italia nella sua interezza- dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace-. Le trivelle sono una grave minaccia per i nostri mari, e già questo sarebbe motivo sufficiente per respingerle. Ma esse rappresentano anche un indirizzo energetico insensato, che condanna l’Italia alla dipendenza dalle fonti fossili. Un favore alle lobby del petrolio che espone a rischi enormi economie importanti come il turismo e la pesca».
IL VOTO- Il referendum del prossimo 17 aprile è stato promosso da nove Regioni italiane contro i progetti petroliferi del governo. Secondo Greenpeace, il voto a cui gli italiani sono chiamati è un’occasione importante per respingere una strategia energetica completamente sbagliata. Il governo incentiva le estrazioni di risorse fossili scarse e fa di tutto per affossare le energie rinnovabili causando la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. «Questo governo, che vuole consegnare i nostri mari ai petrolieri, è lo stesso che nei summit internazionali sul clima si vanta dell’impegno dell’Italia contro le fonti fossili. Il voto del 17 aprile serve anche a chiarire che gli italiani pretendono serietà e hanno l’ambizione di essere rappresentati nel mondo da politiche coerenti, non da chiacchiere», aggiunge Boraschi. Secondo l’associazione ambientalista il “governo Renzi ha favoleggiato di 25 mila nuovi posti di lavoro. Se si confronta il potenziale petrolifero dell’Arabia Saudita con quello offshore italiano e si fa una proporzione con i livelli occupazionali garantiti dalla Saudi Aramco – la compagnia di Stato saudita – si scopre che per estrarre il greggio dai nostri mari si potranno creare, al massimo, mille nuovi posti di lavoro. Ovvero, il livello di impiego che può garantire il turismo in una piccola località balneare”. Oggi, in concomitanza dell’azione a piazza Venezia a Roma, Greenpeace lancia anche la sua campagna online. L’associazione ambientalista invita tutti gli italiani a votare Sì al referendum del 17 aprile, per respingere le trivelle e chiedere al governo un diverso futuro energetico.
NAPOLI- Una campagna di sensibilizzazione che mira a promuovere una necessaria cultura della prevenzione per evitare l’insorgere delle malattie. Informare ed educare attraverso percorsi e seminari formativi, è la mission del progetto “Prevenzione della salute lanciato dal Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli e provincia.
GLI INCONTRI- Sono previsti numerosi incontri tematici ed itineranti rivolti alla cittadinanza (promossi dal Comuni e da organizzazioni). Si svolgeranno in scuole, punti di aggregazione, parrocchie e saranno completamente gratuiti e aperti a tutti. Durante gli appuntamenti chiunque potrà entrare in contatto diretto con una rete esperta di medici specialisti, confrontandosi ed interagendo attivamente. « La campagna di prevenzione- dichiara Eleni Katsarou- non è nient’altro che un azione di cittadinanza attiva. L’obiettivo è l’ informazione del cittadino-giovane o meno giovane – su argomenti cruciali come la prevenzione del tumore al seno, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, la corretta alimentazione come strumento di prevenzione delle malattie cardiovascolari. Non abbiamo coinvolto soltanto le istituzioni, ma abbiamo puntato sul ruolo delle organizzazioni come attore di cambiamento, attivatore della società che collabora per il benessere collettivo».
PARTNERS- Coinvolti nell’iniziativa l’Avis (associazione italiana volontari sangue), l’Aspasia di Mileto (un’associazione che ha come scopo principale il sostegno ai soggetti disagiati), la V.O.L.A (che opera nell’ambito della prevenzione sessualmente trasmissibili), l’associazione Mascod (medici associati per il sangue di cordone ombelicale donato), l’ALTS (associazione lotta tumori al seno) e NPS Italia ( lotta all’ AIDS).
PROSSIMI APPUNTAMENTI- 2 gli incontri previsti per giovedì 25 febbraio: nella Sala Convegni del Comune di Cardito, dalle ore 16:00 alle ore 18:00 si terrà il seminario “Prevenzione del tumore al seno” che punta a promuovere la diffusione delle più recenti conoscenze di prevenzione oncologica attraverso la proposta di cambiamenti dello stile di vita e visite senologiche. Si insisterà sull’importanza della tecnica di autopalpazione al seno come approccio ad una diagnosi precoce. Presenti volontari dell’Alts e Salvatore Pollio, medico specializzato in chirurgia oncologica. Dalle ore 10:00 alle ore 13:00, invece a Secondigliano, al centro giovanile Sandro Pertini, si terrà il seminario “Prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili droghe moderne ed effetti collaterali”. Presenti psicologi, infettivologo, ed infermieri. Per tutti gli altri seminari, consultareil sito del CSV Napoli
NAPOLI- Chi ha sentito parlare di Braille almeno una volta, alzi la mano. Il braille è un sistema di scrittura e lettura a rilievo per non vedenti, messo a punto nella prima metà del XIX secolo dal francese Louis Braille. Il metodo consiste in simboli formati da un massimo di sei punti, che vengono impressi con un punteruolo su fogli di carta spessa e orientato, da chi scrive, entro piccole caselle. I caratteri di questo “sistema”, che alcuni chiamano alfabeto, ma è più corretto definire codice, possono anche essere riprodotti mediante una speciale macchina “dattilografica” detta “dattilobraille”, formata a sua volta da 6 tasti per cui ogni tasto imprime un punto sulla carta più il tasto spazio per separare le varie parole. A causa del limitato numero di simboli disponibili nel codice braille, esistono diversi significati per ogni carattere, a seconda dell’argomento trattato e del linguaggio usato: infatti, il braille si adatta anche a rappresentare musica, matematica, greco classico, chimica. Oggi, però, il codice braille sta subendo un vero e proprio attacco da chi, abbagliato dal “progresso” imposto dalla tecnologia, lo vede ormai superato e lo vorrebbe addirittura abolire. Allora perché non abolire tutti i tipi di penne, dal momento che esiste il computer? Certo, la tecnologia sta migliorando nettamente la vita di tutti e quindi anche dei disabili visivi, ma gli assertori della “teoria abolizionista” dimenticano che, anche tra gli strumenti tecnologici, ad esempio ce n’è uno che permette di leggere cosa appare sullo schermo di un comune pc in maniera più discreta delle pur diffuse sintesi vocali; in che modo? In braille. Si sta parlando del display braille, che oggi è presente sul mercato con vari tipi e modelli. Fortunatamente, però, le Istituzioni italiane non considerano il codice braille così obsoleto; infatti, il Parlamento il 3 agosto 2007, con la Legge 126, ha istituito la Giornata nazionale del braille. Una ricorrenza civile, si celebra annualmente il 21 febbraio, come momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone con disabilità visiva, in coincidenza con la Giornata mondiale della difesa dell’identità linguistica promossa dall’Unesco (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura). Nonostante l’importanza del braille, in molte realtà il codice resta ancora poco conosciuto e non applicato , come in molte scuole, o su molte scatole di medicinali, dove ci sono indicazioni in braille di tutto, ma non della scadenza, o nelle aule di tribunale dove a imputati e indagati non vedenti, è ancora negata la trascrizione in braille degli atti processuali.
NAPOLI-“Io grazie a questo libro sono evaso”. E’ una delle tante riflessioni dei detenuti lettori che hanno preso parte a “La lettura libera”, progetto promosso dall’associazione “La Mansarda” e che ha coinvolto più di 40 reclusi del carcere di Poggioreale. Un’iniziativa, nata a gennaio, che ha permesso loro di potersi dedicare alla lettura e alla riflessione e che man mano gli consentirà di incontrare gli autori dei testi. Un primo appuntamento ha visto un confronto con Maurizio De Giovanni e il suo “Il resto della settimana” e Bruno Menna con “In Co’ Del Ponte presso a Benevento” . Presenti anche l’editore di EdiMedia Danila De Lucia, il direttore del carcere Antonio Fullone e Samuele Ciambriello, presidente de “La Mansarda”. «La lettura-sottolinea Ciambriello- oltre a essere un impegno intelligente del tempo, fa diminuire le distanze tra le persone e le stesse disuguaglianze. Una persona che legge, è più ricca rispetto a una persona che non legge e non utilizza la conoscenza. Un modo, un piacere , una fonte di idee, riflessioni, pensieri, perché i detenuti riescano a comprendere l’importanza della lettura, ad amarla e considerarla tesoro da scoprire». Durante la tavola rotonda si è sottolineata la necessità di garantire una continuità educativa e formativa e la priorità di iniziative del genere. «La lettura- ha sostenuto Fullone, direttore del penitenziario- è una leva importante che ti permette di poter cambiare la vita e avere un’occasione di ripensamento. Non c’è atto più intimo che leggere un libro». Nelle prossime settimane verranno donati ai detenuti, altri due libri: “Anche gli angeli mentono” di Giacomo Cavalcanti e “Rapido 904, la strage dimenticata” di Giuliana Covella.