Uniti nelle differenze: Napoli Pride verso il trentennale

Le associazioni Antinoo Arcigay NapoliATN Associazione Transessuale Napoli, ALFI Napoli Le Maree APS ed ETS Pride Vesuvio comunicano la ripresa di un percorso condiviso all’interno del comitato organizzatore del Napoli Pride.
Negli spazi politici e collettivi le differenze esistono, e non sempre sono differenze semplici o ricomponibili. Pensiamo però che l’attivismo politico non sia il luogo dell’uniformità, ma quello del confronto, anche quando è complesso, anche quando mette in discussione, anche quando non produce sintesi immediate. La scelta di lavorare insieme nasce dalla consapevolezza che il Pride sia uno spazio politico troppo importante per essere attraversato solo quando tutto è semplice o quando tutte le posizioni coincidono. Il Pride è, per sua natura, uno spazio plurale, conflittuale, vivo, e proprio per questo deve restare uno spazio aperto, attraversabile e costruito collettivamente.

Unire le differenze per difendere il Pride

Le differenze non vengono cancellate, né nascoste, ma attraversate politicamente, con la responsabilità di continuare a costruire uno spazio comune in un momento storico in cui i diritti, i corpi e le esistenze delle persone LGBTQIA+, delle donne e di tutte le soggettività marginalizzate sono sempre più sotto attacco. Per questo riteniamo che la scelta più responsabile oggi non sia quella di sottrarsi, ma quella di esserci, partecipare, prendere parola e contribuire alla costruzione del Pride, mantenendolo uno spazio libero, politico, dal basso e realmente rappresentativo della complessità della nostra comunità. Il Napoli Pride continuerà a essere uno spazio aperto, plurale e attraversato da posizioni diverse, unite però da un obiettivo comune: difendere, rivendicare e ampliare gli spazi di libertà e autodeterminazione di tutt3.

Il trentennale del Napoli Pride, dal primo corteo nazionale del 1996 a oggi

Il Napoli Pride si prepara a celebrare il trentennale del primo prima nazionale svoltosi a Napoli — prima città del Sud — nel 1996. La data del 27 giugno suggella tre decenni di impegno costante. In questi anni, le battaglie politiche, le azioni di advocacy, il dialogo con le amministrazioni locali per la realizzazione di buone pratiche e la costruzione di rapporti nazionali e internazionali hanno portato alla creazione di numerosi servizi e soprattutto a tante battaglie politiche e sociali vinte. Questi risultati, sebbene lascino inevase numerose istanze, dimostrano come i bisogni delle persone LGBTQIA+ siano sempre più interconnessi e quanto sia oggi più viva che mai l’urgenza di garantire servizi universali, efficaci e impattanti, che considerino in modo intersezionale le nostre rivendicazioni in relazione alla lotta al razzismo, al sessismo, all’abilismo e al classismo.

Diritti LGBTQIA+ e lotte intersezionali: la visione politica del movimento

La richiesta di diritti, nel corso degli anni, ha quindi superato i confini delle istanze legate a genere, sessualità, affettività e relazionalità, acquisendo un carattere intersezionale per proporre un modello di società plurale, alternativo a ogni sistema retto su dominio, esclusione e oppressione. La visione di società che esprimiamo si collega ai diritti di tutt3 i grupp3 social3 discriminati, marginalizzati e sotto attacco, unendosi alle istanze transfemministe, del mondo del lavoro, della precarietà, delle nuove povertà, delle persone disabili e delle persone migranti.

Napoli Pride 2026: prima assemblea pubblica, 12 aprile

Vogliamo costruire un manifesto politico che evidenzi da che parte stiamo: quella queer, transfemminista e antifascista; quella della sorellanza come impegno quotidiano, della lotta al patriarcato e a ogni forma di ciseteronormatività. Senza dimenticare il contrasto a ogni guerra e — lo ribadiamo con forza — a ogni genocidio, affermando così i principi guida inderogabili dell’autodeterminazione dei popoli, delle persone e dei corpi. È convocata per il giorno 12 aprile alle ore 17.00 in Vico San Geronimo 17, la prima assemblea pubblica del Napoli Pride 2026 per costruire, insieme ad associazioni, movimenti e collettivi, il Napoli Pride 2026.

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“Dalla periferia al centro urbano. L’esperienza del Programma Straordinario di Edilizia Residenziale a Napoli”. Il convegno

Sabato 11 aprile ore 10-17 nella sede del Maschio Angioino Sala Litza Cittanova Valenzi si terrà il convegno “Dalla periferia al centro urbano. L’esperienza del Programma Straordinario di Edilizia Residenziale a Napoli”, un approccio interdisciplinare che intreccia la storia dell’architettura e della città con l’urbanistica, la tecnologia e la progettazione architettonica

 
Il seminario curato da Aurora Riviezzo intende ripercorrere una vicenda significativa della storia urbana italiana, sebbene ancora poco al centro della storiografia nazionale: la ricostruzione di Napoli dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980.
Partendo dall’operato della giunta guidata da Maurizio Valenzi, sindaco di Napoli dal 1975 al 1983, l’incontro propone una riflessione critica sul tema della riqualificazione delle periferie, oggi al centro del dibattito contemporaneo. Questo tema è analizzato in relazione al Programma Straordinario di Edilizia Residenziale (PSER), attuato in applicazione del titolo VIII della legge 219 per la ricostruzione del dopo-terremoto.
Il seminario si configura come un’occasione di confronto rivolta a studiosi, progettisti e urbanisti. I partecipanti sono invitati a interrogarsi sul significato della ricostruzione di Napoli nel contesto di una più ampia fase storica, in cui la pratica urbanistica fu posta al centro delle politiche pubbliche di numerose città italiane amministrate da giunte di sinistra. Al tempo stesso, il confronto si misura con alcune delle principali questioni del dibattito attuale: la riqualificazione dell’esistente, il recupero dell’edilizia pubblica, il contenimento del consumo di suolo, l’attenzione alle dimensioni ambientali e il rapporto con le comunità. Particolare attenzione è dedicata anche al ruolo della didattica e dei linguaggi visivi –  dalla fotografia al cinema – nella documentazione e nell’interpretazione delle trasformazioni delle periferie.
Di seguito il programma:

ORE 10:00
Saluti di Lucia Valenzi
Introduzione di Aurora Riviezzo

ORE 10:30
Alexander Höbel, Un decennio di svolta. L’Italia e la Napoli delle giunte Valenzi negli anni Ottanta;
Laura TravagliniCura dei luoghi, conservazione e permanenza nel progetto del PSER;
Massimo VisoneLa periferia al centro: cultura politica e patrimonio locale;
Marica Castigliano e Anna TerraccianoDa dove riparte la “città pubblica”? Fermenti del presente, costruzione di immaginari e progetti di futuro per la periferia orientale;
Mario FerraraFotografia a margine.

ORE 13:00
Light lunch

ORE 14:00
Alessia FranzeseL’infrastruttura collettiva di Ponticelli: racconti di spazi e comunità;
Mario Losasso e Federica Dell’AcquaAbitare la periferia nell’area a nord di Napoli: un futuro per l’esperienza del PSER tra autorialità e innovazione tecnologica-ambientale;
Chiara Ingrosso1983-85, le tracce nascoste nei progetti di Michele Capobianco a Miano;
Marcello RaianoGiovanni KisslingerBraccio Oddi Baglio e Laura GrimaldiIl progetto di rigenerazione urbana dell’isolato residenziale di Purini-Thermes nel Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare.

ORE 16:00
In conclusione, sarà proiettato il lungometraggio Qualcosa resta (2022) di Pasquale Napolitano, che sarà presente al seminario.

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“Dalla periferia al centro urbano. L’esperienza del Programma Straordinario di Edilizia Residenziale a Napoli”. Il convegno

Sabato 11 aprile ore 10-17 nella sede del Maschio Angioino Sala Litza Cittanova Valenzi si terrà il convegno “Dalla periferia al centro urbano. L’esperienza del Programma Straordinario di Edilizia Residenziale a Napoli”, un approccio interdisciplinare che intreccia la storia dell’architettura e della città con l’urbanistica, la tecnologia e la progettazione architettonica

 
Il seminario curato da Aurora Riviezzo intende ripercorrere una vicenda significativa della storia urbana italiana, sebbene ancora poco al centro della storiografia nazionale: la ricostruzione di Napoli dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980.
Partendo dall’operato della giunta guidata da Maurizio Valenzi, sindaco di Napoli dal 1975 al 1983, l’incontro propone una riflessione critica sul tema della riqualificazione delle periferie, oggi al centro del dibattito contemporaneo. Questo tema è analizzato in relazione al Programma Straordinario di Edilizia Residenziale (PSER), attuato in applicazione del titolo VIII della legge 219 per la ricostruzione del dopo-terremoto.
Il seminario si configura come un’occasione di confronto rivolta a studiosi, progettisti e urbanisti. I partecipanti sono invitati a interrogarsi sul significato della ricostruzione di Napoli nel contesto di una più ampia fase storica, in cui la pratica urbanistica fu posta al centro delle politiche pubbliche di numerose città italiane amministrate da giunte di sinistra. Al tempo stesso, il confronto si misura con alcune delle principali questioni del dibattito attuale: la riqualificazione dell’esistente, il recupero dell’edilizia pubblica, il contenimento del consumo di suolo, l’attenzione alle dimensioni ambientali e il rapporto con le comunità. Particolare attenzione è dedicata anche al ruolo della didattica e dei linguaggi visivi –  dalla fotografia al cinema – nella documentazione e nell’interpretazione delle trasformazioni delle periferie.
Di seguito il programma:

ORE 10:00
Saluti di Lucia Valenzi
Introduzione di Aurora Riviezzo

ORE 10:30
Alexander Höbel, Un decennio di svolta. L’Italia e la Napoli delle giunte Valenzi negli anni Ottanta;
Laura TravagliniCura dei luoghi, conservazione e permanenza nel progetto del PSER;
Massimo VisoneLa periferia al centro: cultura politica e patrimonio locale;
Marica Castigliano e Anna TerraccianoDa dove riparte la “città pubblica”? Fermenti del presente, costruzione di immaginari e progetti di futuro per la periferia orientale;
Mario FerraraFotografia a margine.

ORE 13:00
Light lunch

ORE 14:00
Alessia FranzeseL’infrastruttura collettiva di Ponticelli: racconti di spazi e comunità;
Mario Losasso e Federica Dell’AcquaAbitare la periferia nell’area a nord di Napoli: un futuro per l’esperienza del PSER tra autorialità e innovazione tecnologica-ambientale;
Chiara Ingrosso1983-85, le tracce nascoste nei progetti di Michele Capobianco a Miano;
Marcello RaianoGiovanni KisslingerBraccio Oddi Baglio e Laura GrimaldiIl progetto di rigenerazione urbana dell’isolato residenziale di Purini-Thermes nel Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare.

ORE 16:00
In conclusione, sarà proiettato il lungometraggio Qualcosa resta (2022) di Pasquale Napolitano, che sarà presente al seminario.

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Napoli, con “Spring break” laboratori aperti per avvicinare i giovani alle materie scientifiche

Tre giornate per scoprire e approfondire le materie scientifiche, e non soltanto. “Spring break” anima la zona orientale di Napoli con laboratori e altre attività attraverso S.T.E.M. (Scuola, Territorio, Educazione, Motivazione), progetto dell’associazione Maestri di Strada selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale. Fino al 7 aprile 2026, approfittando della pausa didattica, tanti giovanissimi possono partecipare gratuitamente a diverse occasioni di esplorazione.

Le tre giornate – rivolte in particolare ad allieve e allievi delle scuole medie dei quartieri Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio – si svolgono al Centro polifunzionale “Ciro Colonna” e in altri spazi della VI Municipalità di Napoli. Il primo giorno è stato animato dal workshop di narrazione e autonarrazione del territorio animato dall’esperto di Teatro-educazione di Trerrote, dall’esperto di content creating del Consorzio Stress insieme agli educatori di Maestri di Strada. A seguire la visione del film “Sic Est” e gli esercizi di conoscenza, brainstorming sulla narrazione del territorio, introduzione alle tecniche di video-making fino alle esperienze artistico-espressive.

“Spring break” è anche l’occasione per conoscere e scoprire il territorio. Nella seconda giornata si è partiti con il racconto della storia della linea di costa di San Giovanni a Teduccio, tra i resti dell’ex fabbrica Corradini, e si prosegue con una attività di pulizia spiaggia insieme all’esperto di sostenibilità ambientale di Stress. Ad accompagnarli anche l’operatore del laboratorio di content creating e un gruppo di ragazze e ragazzi che si occuperanno di documentare l’esperienza. Si prosegue nel pomeriggio con un brainstorming su quanto vissuto davanti al mare e sui possibili usi e riusi del materiale di scarto raccolto durante la mattinata.

La tre giorni si chiuderà martedì 7 aprile con la “Fiera dell’Est” promossa da Trerrote che prevede la visita agli orti urbani e al centro Remida Napoli per parlare della storia del territorio ma anche di temi che rientrano nell’ambito della sostenibilità ambientale. Al pomeriggio, inoltre, tre laboratori paralleli di restituzione tra podcasting, videomaking e sostenibilità ambientale.

Da diversi mesi l’iniziativa di Maestri di Strada – che si svolge in collaborazione con il consorzio STRESS, con la cooperativa NuReCo e l’Associazione Trerrote – prova a sanare il grande divario di interesse e partecipazione dei giovani alle discipline scientifiche mettendo al centro allieve e allievi degli istituti comprensivi Aldo Moro, Barbato-Marino-Santa Rosa, Toti-Borsi-Giurleo, Porchiano Bordiga e Moricino-Borsellino. Attraverso i laboratori di stampa 3d, informatica, ingegneria civile per la sostenibilità ambientale, chimica e fisica si lavora per rendere le STEM discipline sempre più accessibili e conosciute tra i giovanissimi. Il progetto S.T.E.M. (Scuola, Territorio, Educazione, Motivazione) accompagnerà l’intero anno scolastico per creare sempre più occasioni per tanti grazie al sostegno del Fondo per la Repubblica Digitale.

Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inoccupati, lavoratori a rischio disoccupazione causa dell’automazione, dipendenti, collaboratori e volontari degli enti dell’economia sociale e studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado. L’obiettivo è sperimentare l’impatto dei progetti formativi sostenuti e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it.

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“High Touch Light”: la presentazione al Banco di Napoli

Si terrà il 13 aprile alle ore 15, presso la Fondazione Banco di Napoli a Palazzo Ricca (via dei Tribunali), il seminario di presentazione degli esiti del progetto di ricerca “High Touch Light. Vedere con le mani”. L’iniziativa sarà accompagnata da una mostra visitabile dal 13 al 18 aprile.

Il progetto, sviluppato nell’ambito del DiARC dell’Università Federico II, affronta il tema dell’accessibilità al patrimonio culturale attraverso strumenti multisensoriali. L’obiettivo è rendere la fotografia fruibile anche tramite il tatto, integrando tecnologie come intelligenza artificiale e fabbricazione digitale per la realizzazione di modelli tridimensionali.

Dopo i saluti istituzionali del presidente della Fondazione Banco di Napoli, Orazio Abbamonte, e del direttore Ciro Castaldo, sono previsti gli interventi di Alfonso Morone, Erminia Attaianese e Lucia De Maio, che affronteranno rispettivamente il tema della dimensione sociale della ricerca in design, l’accessibilità dei siti culturali e le nuove modalità di fruizione del patrimonio.

Nel corso dell’incontro sarà presentato il progetto con i contributi di Susanna Parlato, Marzia Bertelli, Domenico Vitucci e Alfredo Spinapolice, oltre alle testimonianze dei partecipanti al percorso di ricerca.

L’iniziativa è promossa da ReMade, con il patrocinio del DiARC e la collaborazione di partner del settore.

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