02 Set, 2026 | Comunicare il sociale
La scuola sta per ricominciare e l’Italia si presenta al nuovo anno scolastico con un dato che, almeno sulla carta, rappresenta una buona notizia. Nel 2025 la quota di giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno lasciato precocemente il sistema di istruzione e formazione è scesa all’8,2%. È il livello più basso raggiunto dal nostro Paese. Un dato che consente all’Italia di centrare in anticipo l’obiettivo europeo fissato per il 2030, ovvero portare sotto il 9% la quota di giovani che hanno al massimo la licenza media e non sono inseriti in un percorso di istruzione o formazione. Nel 2025 la media dell’Unione europea è stata del 9,1% e l’Italia è entrata tra i 17 Paesi che hanno già raggiunto il target. È un miglioramento importante. A metà degli anni Duemila la quota italiana superava il 20 per cento..
Fermarsi all’8,2% rischia di restituire una fotografia troppo rassicurante. Perché la dispersione scolastica non colpisce allo stesso modo tutti i territori e tutte le persone. Il divario comincia dalle città, come si legge nell’analisi pubblicata oggi da Openpolis, che mostra che l’abbandono precoce è più frequente nelle grandi città. Nel 2025 la quota arriva al 9,5%, contro il 7,3 nelle aree a urbanizzazione intermedia e l’8 in quelle rurali. È un dato che invita a guardare oltre la media nazionale. Perché dentro quell’8,2 per cento convivono situazioni molto diverse, determinate anche dal contesto sociale ed economico nel quale i giovani crescono. Già l’analisi di Openpolis, che utilizza i dati territoriali Istat raccolti per la Commissione parlamentare sulle periferie, evidenzia quanto possano essere ampie le differenze tra le grandi città. I dati territoriali sono meno aggiornati rispetto a quello nazionale 2025 e non possono essere letti come una fotografia dell’Italia di oggi. Risalgono al 2021, quando Napoli era al 17,6 per cento. Un dato che la metteva sul podio, dietro soltanto a Catania (26,5%) e Palermo (19,8%).
La disponibilità di dati territoriali aggiornati e omogenei è più limitata rispetto al dato nazionale. Anche Openpolis sottolinea la difficoltà di monitorare il fenomeno nei singoli comuni. La Campania, però, sta migliorando. Un dato regionale più recente esiste e risale ai dati diffusi dal ministero dell’Istruzione lo scorso aprile. Quei dati dicevano che la Campania nel 2025 ha portato la dispersione scolastica sotto il 10 per cento. Sono numeri che raccontano un miglioramento significativo rispetto agli anni precedenti e che rendono ancora più evidente la necessità di leggere la dispersione attraverso dati aggiornati e confrontabili.
L’abbandono scolastico- Il dato sull’abbandono scolastico racconta soltanto una parte della dispersione. È la cosiddetta dispersione esplicita, quella più evidente. Ovvero giovani che escono precocemente dal sistema di istruzione e formazione. Openpolis invita a guardare anche a una forma meno visibile, ma altrettanto importante, la dispersione implicita. Si tratta degli studenti che completano il proprio percorso scolastico senza aver raggiunto competenze di base adeguate nelle materie monitorate dalle prove Invalsi. In altre parole, ragazzi che arrivano al diploma, ma con apprendimenti che non corrispondono al livello di istruzione formalmente raggiunto. Nel 2025, secondo l’elaborazione di Openpolis su dati Invalsi, gli studenti in questa condizione erano l’8,7% alla fine del secondo ciclo di studi. Il dato è in miglioramento rispetto agli anni più difficili della pandemia, ma resta superiore al livello del 2019, quando la dispersione implicita era intorno al 7 per cento. E anche in questo caso il dato medio nazionale nasconde differenze territoriali importanti. La Campania è tra le regioni in cui la dispersione implicita supera il 10%, insieme a Lazio, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
L’Italia ha raggiunto l’obiettivo europeo prima del previsto, ma questo risultato non significa che il problema della dispersione scolastica sia risolto. Significa piuttosto che una parte del problema si è ridotta mentre un’altra continua a essere visibile soprattutto quando si osservano gli apprendimenti e i divari tra territori e gruppi sociali. Openpolis sottolinea che nel 2025, rispetto al periodo precedente alla pandemia, non è stato ancora completato il recupero delle competenze in materie fondamentali. In italiano, alla fine delle superiori, raggiungevano i traguardi previsti il 52% degli studenti, contro il 64 del 2019. In matematica il 49%, contro il 61 del 2019.
di Ciro Oliviero
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02 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Aprirà al servizio viaggiatori il prossimo 11 settembre la linea Cumana tra Torregaveta e Montesanto e, contestualmente, entrerà in esercizio anche la nuova stazione EAV di Pozzuoli. Lo comunicano il Vicepresidente e assessore ai Trasporti della Regione Campania, Mario Casillo, e l’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta.
Buone notizie anche sul fronte della Linea 2, dove si registrano significativi passi avanti verso il ripristino della circolazione ferroviaria tra Napoli Campi Flegrei e Pozzuoli Solfatara. Gli interventi messi in campo da RFI, anche sulla base delle azioni individuate nel corso dei tavoli di confronto tra i diversi soggetti istituzionali promossi dall’Assessorato regionale alla Protezione Civile, stanno infatti producendo risultati positivi. In particolare RFI ha comunicato che i valori di Co2 che erano stati rilevati nella galleria tra Campi Flegrei e Bagnoli sono stati sensibilmente ridotti mediante l’utilizzo di sistemi di ventilazione forzata. Sono ora al vaglio le procedure operative che consentirebbero di riaprire a breve a binario unico la tratta che collega la stazione di piazzale Tecchio (Campi Flegrei) e Pozzuoli Solfatara.
Le condizioni di fattibilità del servizio saranno valutate nei prossimi giorni da parte dell’ASL di competenza, nell’ambito del tavolo tecnico-scientifico coordinato dalla Regione Campania. I dati rilevati da RFI, allo stato attuale sotto soglia, rappresentano dunque un importante avanzamento verso il possibile ripristino del servizio. Per verificarne congiuntamente l’andamento e valutare la sussistenza di tutte le condizioni necessarie alla riapertura, l’assessora Fiorella Zabatta ha sollecitato la convocazione di un nuovo incontro del tavolo tecnico-istituzionale per l’11 settembre, con il coinvolgimento del gestore e dei soggetti competenti. In quella sede saranno esaminati i dati aggiornati e valutate le condizioni ambientali e di sicurezza necessarie per le successive determinazioni sulla ripresa della circolazione.
“La riapertura della linea Cumana sarà possibile grazie al completamento degli interventi di messa in sicurezza della galleria di Monte Olibano, chiusa a seguito degli eventi bradisismici dello scorso 31 luglio. Contestualmente sarà aperta al servizio viaggiatori anche la nuova stazione di Pozzuoli. Un risultato importante per restituire all’area dei Campi Flegrei e a migliaia di pendolari, studenti e lavoratori il collegamento diretto con Napoli”, ha dichiarato il Vicepresidente e assessore ai Trasporti Mario Casillo.
“Sappiamo quanto le difficoltà nei collegamenti abbiano inciso sulla quotidianità dei cittadini dell’area flegrea, già chiamati ad affrontare le conseguenze del bradisismo. È un tema che ci sta particolarmente a cuore e sul quale abbiamo lavorato fin dall’inizio, promuovendo il confronto tra tutti i soggetti competenti per individuare le possibili soluzioni e seguendo costantemente l’evoluzione della situazione. I primi risultati delle azioni messe in campo da RFI su nostra sollecitazione sono incoraggianti e ci avvicinano all’obiettivo della riapertura. La Regione continuerà a seguire ogni passaggio con la massima attenzione, nell’interesse dei cittadini e del territorio flegreo”, ha detto l’assessora regionale alla Protezione Civile Fiorella Zabatta.
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02 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Sabato 12 settembre 2026, dalle ore 16:00, il centro antico di Napoli tornerà a vestire i panni del Cinquecento. Porta Capuana, Spaccanapoli, via Tribunali e il Duomo diventeranno, per un pomeriggio, il palcoscenico a cielo aperto di un patto che la città strinse quasi cinquecento anni fa con il proprio patrono: un voto nato dalla paura e suggellato dalla fede, che ancora oggi lega Napoli a San Gennaro attraverso pietra, oro e devozione popolare.
Tra il 1525 e il 1527 Napoli visse uno dei periodi più drammatici della propria storia. La città era assediata dalle truppe francesi, piegata da un’epidemia che decimò gran parte della popolazione e scossa da terremoti e dalle eruzioni del Vesuvio. Fu in questo clima di angoscia collettiva che gli Eletti dei sei storici Sedili napoletani — Capuana, Nido, Montagna, Porto, Portanova e Popolo, l’antica forma di autogoverno cittadino risalente al Medioevo — decisero di rivolgersi a San Gennaro con un gesto senza precedenti: non una semplice invocazione, ma un vero e proprio contratto notarile.
Il patto, sottoscritto il 13 gennaio 1527 sull’altare maggiore della Cattedrale, impegnava la città a costruire una nuova e più grande cappella in cui custodire per sempre le sacre reliquie del Santo e il suo tesoro, in cambio della salvezza dall’assedio, dalla peste e dalle calamità naturali. Da quel voto nacque l’Eccellentissima Deputazione della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, l’istituzione laica che da allora amministra e custodisce il patrimonio della Cappella.
La Nona Edizione della rievocazione storica
A ricordare quell’evento è la Grande Rievocazione Storica «1527, quando Napoli fece voto a San Gennaro», organizzata dall’Associazione I Sedili di Napoli ETS e giunta quest’anno alla sua nona edizione. La manifestazione gode del patrocinio del Ministero della Cultura, del Comune di Napoli, dell’Oficina Cultural dell’Ambasciata di Spagna, della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro e di altre istituzioni culturali italiane e internazionali, oltre al sostegno di una rete di associazioni e realtà del territorio riunite nel Comitato Luci su Porta Capuana. L’ingresso a tutte le aree dell’evento è libero e gratuito.
Il programma: il corteo, il Duomo e la giostra equestre
La giornata si apre con il Solenne Corteo Storico dei Sedili: oltre centocinquanta rievocatori in abiti rinascimentali fedelmente ricostruiti sfileranno in onore del Santo, scortando un artistico busto di San Gennaro lungo le antiche vie della Neapolis. Il percorso partirà alle 16 da Porta Capuana, e proseguirà per le vie del centro antico fino al Duomo, con esibizioni di archibugieri lungo il tragitto. Proprio in Cattedrale sarà messa in scena la rievocazione della firma del contratto notarile del 1527 tra gli Eletti della città e San Gennaro, il momento che la manifestazione dedica in particolare al Voto dei Sei Sedili.
La seconda rievocazione storica della giornata è dedicata al Trionfo di Carlo V, l’accoglienza trionfale riservata dalla città all’imperatore nel 1535, a conferma dei privilegi cittadini. Il momento conclusivo si consuma a Porta Capuana, dove l’antica piazza d’ingresso alla città torna eccezionalmente a farsi arena rinascimentale, con un fondo temporaneo in sabbia protettiva pensato per la sicurezza di cavalieri e cavalli. Qui prende vita la Grande Giostra Equestre Rinascimentale, un torneo cavalleresco spettacolare tra cavalieri professionisti in armatura, impegnati in giochi d’abilità e duelli a piedi, che rievoca lo storico torneo disputato in quello stesso luogo nel 1536 in onore dell’ingresso trionfale di Carlo V d’Asburgo a Napoli.
Ad accompagnare corteo e torneo saranno le «Note del Cinquecento»: esibizioni dal vivo, danze di corte e musica strumentale e corale rinascimentale, restituite dall’ensemble Musica Reservata con la voce narrante di Lidia Ferrara, chiamata a raccontare la Festa del Trionfo di Carlo V. Alla sfilata prenderanno parte, tra gli altri, l’Associazione Rievocatori Storici Fantasie d’Epoca, l’Associazione Pistonieri Santa Maria del Rovo di Cava de’ Tirreni, la Compagnia d’Arme la Rosa e la Spada, i Cavalieri della Pergamena Bianca, il Corteo Storico Carlo V di San Severo, i Timpanisti Fajanensis di Fasano e il Gruppo Storico Sbandieratori I Farnese di Ortona, insieme a numerose realtà del territorio napoletano riunite nel Comitato Luci su Porta Capuana. La sicurezza dell’evento è affidata all’Associazione di Protezione Civile Base Condor.
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02 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Da oggi i cittadini campani possono usufruire delle nuove funzionalità della Farmacia dei Servizi integrate nell’App SINFONIA Salute e sul Portale Salute del Cittadino, uno strumento che rende ancora più semplice l’accesso ai servizi sanitari territoriali e alle attività di prevenzione offerte dalle farmacie accreditate.
Nelle farmacie aderenti è possibile effettuare prestazioni di prima istanza come elettrocardiogramma (ECG), Holter cardiaco e Holter pressorio (con prescrizione medica), accedere ai servizi vaccinali e partecipare ai programmi di screening promossi dalla Regione Campania.
Attraverso la Farmacia dei Servizi, i cittadini possono inoltre prenotare mammografie, Pap Test e Test HPV, oppure ritirare il kit per lo screening del tumore del colon-retto, rafforzando il ruolo della farmacia come presidio sanitario di prossimità.
Tra le principali novità disponibili da oggi sull’App SINFONIA Salute vi è la possibilità di consultare i referti delle prestazioni effettuate in farmacia, visualizzarne lo storico e ricevere notifiche sulla disponibilità dei risultati. L’applicazione consente inoltre di individuare rapidamente le farmacie accreditate presenti sul territorio e verificare i servizi offerti da ciascuna struttura.
La Farmacia dei Servizi rappresenta un ulteriore passo nel percorso di innovazione digitale della sanità regionale, con l’obiettivo di avvicinare sempre più i servizi sanitari ai cittadini, semplificando l’accesso alla prevenzione e al monitoraggio della propria salute. Per conoscere la farmacia aderente più vicina e scoprire tutti i servizi disponibili è possibile accedere al Portale Salute del Cittadino all’indirizzo
sinfonia.regione.campania.it oppure scaricare l’App SINFONIA Salute.
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01 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Si è conclusa con un pubblico di oltre 600 persone, giunte da ogni parte della Campania, la prima edizione di ÈSPERO – Sunset Experience, il nuovo format/evento di turismo esperienziale di arte, musica ed intrattenimento. Al calare del sole, il Teatro Tempio di Pietravairano si è trasformato in una scenografia viva, in cui tramonto, musica, performance, storia e paesaggio si sono fusi in un’unica narrazione sensoriale.
La serata si è aperta nell’area di accoglienza con l’aperitivo, tra vini, bollicine selezionate e finger food d’eccellenza. Da qui è partito il percorso verso il Teatro Tempio, animato dalla performance dell’associazione OPUS EST, che ha accolto il pubblico con un’esperienza sensoriale ispirata al mondo antico, tra essenze e oli ricomposti secondo le tradizioni della Roma imperiale.
Giunto al teatro, il pubblico ha assistito a una performance di danza con costumi d’epoca e coreografie ispirate al mondo romano, affiancata da suggestive esibizioni di statue viventi che hanno riportato in scena paesaggi, miti e atmosfere dell’epoca. La serata è poi proseguita al tempio con il dj set di Artizhan (Franky B), che ha accompagnato il pubblico fino al termine del tramonto con una colonna sonora live tra elettronica, breakbeat e rivisitazioni ispirate alla canzone partenopea, in omaggio al recente riconoscimento UNESCO.
Il pubblico è quindi tornato a teatro per il momento clou della serata: il monologo di Luca Ward, scritto per l’occasione e dedicato alla storia del Teatro Tempio e delle civiltà antiche che per prime abitarono quest’area del Mediterraneo. L’attore e doppiatore, tra i più noti e amati del panorama italiano, ha catturato la scena prestando la sua voce al racconto delle origini di un luogo tornato a vivere dopo secoli di silenzio. A chiudere l’evento, la Compagnia di Macco del Liceo Classico Teatrale “Leonardo da Vinci” di Vairano Patenora, che ha intonato in lingua greca l’Inno a Helios, canto antico, monodico e corale, riportando la voce al centro dello spazio del Teatro Tempio.
La proposta gastronomica ha visto Christian Cutino, con Ciboh Studio, coordinare insieme a Manuel Lombardi — custode e produttore del Conciato Romano, uno dei formaggi più antichi d’Italia e Presidio Slow Food — la regia del percorso enogastronomico della serata, che ha riunito alcune tra le realtà più rappresentative dell’Alto Casertano: l’agriturismo Le Campestre di Castel di Sasso, la Masseria Del Sesto, il Caseificio Il Casolare, La Tammurriata, Vairo del Volturno e Moscato Cucina Agricola, ciascuna chiamata a offrire piatti espressione dell’identità del territorio. Ad accompagnare la proposta gastronomica, una selezione di vini a firma Vini Alois e Tenuta Tralice.
L’evento, promosso da Media Club Sas e Umile Coppola con la collaborazione del Comune di Pietravairano, ha visto anche la presenza del board di Retina, realtà attiva nel Mezzogiorno nello sviluppo di impianti per la produzione di biometano da reflui zootecnici e sottoprodotti agricoli, con un progetto anche a Pietravairano.
Soddisfazione tra gli organizzatori per la risposta del pubblico e per la capacità dell’evento di mettere insieme bellezza, ritmo, sensi, sapori, cultura, compiendo in pieno il tema trainante del format di far vivere esperienze emozionanti al tramonto e valorizzare i beni archeologici ed architettonici , privilegiando quelli delle aree interne, della regione Campania.
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