A tavola con l’oncologo Gridelli: ecco la cucina “salvavita” in un libro

NAPOLI – Come mangiare in modo equilibrato e salutare per prevenire il cancro a tavola. Questo il consiglio contenuto nel libro “La cucina salvavita” dell’oncologo e cultore gastronomico Cesare Gridelli, scritto a quattro mani con la giornalista esperta in enogastronomia Santa Di Salvo. Il volume, edito da Gribaudo, arriva dopo il successo di “In cucina contro il cancro. Cento ricette per aiutare a contrastarlo” (Il Pensiero Scientifico Editore), scritto dallo stesso Gridelli e pubblicato nel marzo 2014. Direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino e Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Toracica, Cesare Gridelli è stato riconosciuto come il primo oncologo al mondo per il trattamento del tumore al polmone ed è coinvolto nella sperimentazione clinica di nuovi farmaci a bersaglio molecolare e immunoterapici. Un secondo volume capace di offrire gli strumenti necessari per prevenire e lavorare sulla sana alimentazione.  È dal binomio camice bianco-grembiule da chef che nasce questo nuovo libro di Gridelli, un libro di ricette salvavita, un viaggio dal prodotto alla ricetta, con particolare attenzione alla qualità delle materie prime, per dimostrare che si può mangiare con gusto e, soprattutto, senza danneggiare la propria salute. Dalla cipolla alla curcuma: in ogni ricetta saranno indicate le sostanze contenute negli ingredienti ritenuti interessanti per la loro attività antiossidante e antitumorale. «La percentuale delle malattie originate da un’alimentazione squilibrata – spiega Gridelli – oscilla tra il 50 e il 70%. Siamo quello che mangiamo, però mettiamoci l’animo in pace: l’alimento ideale non esiste. Esistono stili alimentari corretti, cotture non nocive, sostanze potenzialmente protettive che aiutano e sostengono la prevenzione».

di Stefania Melucci

L’articolo A tavola con l’oncologo Gridelli: ecco la cucina “salvavita” in un libro sembra essere il primo su Comunicare il sociale.

La Carica della 101 Otto angeli in due anni L’INCHIESTA – SECONDA PARTE

NAPOLI – L’ultimo bambino rimasto in vita è Massimo, operato nell’ospedale Monaldi nel giugno 2014. Dal 2014 al 2016, in soli due anni, sono morti 4 bambini trapiantati su 5 e anche altri 3 bambini inseriti nella lista d’attesa per il trapianto di cuore non sono arrivati al trapianto benché questo dato non sia trasparente perché le liste non sono pubblicate.

LA BATTAGLIA LEGALE – “Dal 2014 le cose sono drasticamente cambiate in termini di esiti, da ciò che abbiamo appreso, è sopravvissuto un solo bambino, di tutti i bambini sottoposti a trapianto. Quali le ragioni? A nostro avviso ha inciso sia un tardivo inserimento in lista, con percorsi di selezione dei pazienti non trasparenti, in mancanza della pubblicazione delle liste d’attesa, sia perché in situazioni di emergenza i bambini hanno bisogno dell’accesso diretto alla struttura, che manca, con perdita di tempo prezioso nelle cure. I bambini non posso essere rimandati a casa ed affidati al medico curante abbisognando in caso di rigetto di una cura specifica immediata. Il tempo fa la differenza tra la vita e la morte. E al Monaldi queste competenze non mancavano. Si tratta di un comportamento che nulla ha a che vedere con il giuramento d’Ippocrate”, sottolinea l’avvocato Carlo Spirito, responsabile dello sportello Salute di Federconsumatori Campania, che ha intrapreso una battaglia legale accanto ai genitori dei trapiantati di cuore per tutelare ed esigere il rispetto del diritto fondamentale alla Salute. “Attualmente, chiuso il centro ai bambini, nell’emergenza i bambini sono affidati, in prima battuta, ai cardiologi, e non direttamente al personale medico del Centro trapianti che, sino al 2014, si è occupato di loro, ma tra responsabilità e competenze, in un campo così specialistico non deve esserci coincidenza? Cosa lo impedisce?”, si domanda ancora l’avvocato Spirito.
In due anni la cardiochirurgia pediatrica è passata da 7 cardiochirurghi (Merlino, Caianiello, Farina, Petraio, Ursomando, Fludas, Nava) a 2. Il Primario Caianiello nel 2014 annuncia le dimissioni, Merlino si sposta ad Ancona, Ursomando e Petraio vengono spostati in CCH adulti, Fludas, come già Nava, finisce il periodo di specializzazione e non viene integrato ed è costretto a spostarsi fuori Italia. Rimangono la dottoressa Farina e arriva il dottor Oppido da Bologna, che entro pochi mesi diviene il nuovo primario del reparto.

I GENITORI – “Viviamo ormai in una situazione perenne di precarietà in cui regna ambiguità sulle responsabilità, sovrapposizione sulle scelte terapeutiche e le procedure, difficoltà di coordinamento con i professionisti che dovevano integrare le competenze (neurologi, nefrologi, pneumologi…). Se i nostri figli trapiantati prima erano seguiti dai cardiochirurghi esperti di berlin heart con i tagli dobbiamo affidarci alla cardiologia semplice che a nostro parere non è capace di agire in casi di emergenza e di occuparsi delle problematiche complesse di un bambino bisognoso di trapianto. In alcuni casi le analisi ecografiche ai nostri figli sono state effettuate solo se energicamente sollecitate dal cardiochirurgo, come se quelli fossero pazienti di serie B, le terapie modificate senza che fosse consultato l’esperto trapiantatore. Con l’avvento del nuovo primario ci auspicavamo la messa in atto di un programma che fosse conservativo per i piccoli pazienti in collaborazione con i medici che per 15 anni hanno raggiunto ottimi risultati. Ma non è stato così”, chiarisce Dafne Palmieri, portavoce del Comitato Genitori dei bambini trapiantati e in attesa di trapianto.  “Noi la qualità l’abbiamo conosciuta- concorda Rosalba Pagano, mamma di Imma trapiantata con successo a 7 anni e mezzo -. Nel 2014 hanno cominciato a smantellare la cardiochirurgia pediatrica: ci dicessero innanzitutto perché hanno allontanato dalle attività i medici che con successo e passione si sono occupati dei nostri figli nel decennio precedente. Negli ultimi due anni i nostri figli sono stati seguiti solo dalla cardiologia del II piano evitando che intervenissero i cardiochirurghi del V piano. Ma se c’è un’emergenza è necessario che ci sia un cardiochirurgo trapiantista pediatrico di turno. Anche una semplice influenza può essere fatale per un trapiantato. Invece l’ultima volta che sono stata nel reparto di cardiologia pediatrica non sapevano neanche quanta ciclosporina (medicinale anti rigetto) somministrare a mia figlia”.

LE STORIE – Emblematica della differenza tra “prima” e “dopo” la storia di Assunta mamma di Giovanni e del piccolo angelo Francesco. Entrambi i figli subito dopo i due anni sviluppano una cardiopatia restrittiva. “Giovanni è nato nel 2009 e nel 2011 dal reparto di cardiologia al II piano del Monaldi mi mandarono alla cardiochirurgia del V piano perché videro che aveva dei problemi di cuore. Furono i cardiochirurghi dell’equipe di Caianiello ad operare mio figlio a luglio 2012. Non dimenticherò mai cosa hanno fatto per noi: erano accanto a Giovanni giorno e notte e ci sostenevano psicologicamente: quando scopri che puoi perdere tuo figlio da un momento all’altro non è facile andare avanti. Dopo un mese mio figlio ha avuto il rigetto ma i medici lo hanno salvato. Dopo 1 anno dal trapianto di Giovanni è nato Francesco che a 2 anni si sente male. I medici lo visitano e scoprono che è come Giovanni. Lo ricoverano e iniziamo un nuovo calvario, ma questa volta è diverso: l’equipe è cambiata, per fortuna siamo riusciti che il cardiochirurgo che aveva operato Giovanni ed era stato trasferito alla CCH adulti operasse anche Francesco ad agosto 2015 ma al medico non permettevano di seguire Francesco come Giovanni poiché era impiegato in un altro reparto. Una mattina ho trovato Francesco viola per la disidratazione e un’infermiera mi ha detto che il medico di guardia si era dimenticato la macchina che asciuga i liquidi accesa. Quando il medico di fiducia che l’aveva operato è andato in ferie la ferita di Francesco si è infettata e il bambino era tutto gonfio. Dopo tutte queste “botte” al cuore un arresto cardiaco me l’ha portato via. Mio figlio è morto a causa della disattenzione, credo che se fosse stato seguito dall’equipe esperta che si è occupata di Giovanni oggi anche lui sarebbe vivo. Il nuovo primario della cardiochirurgia infantile non è venuto neanche una volta a visitare mio figlio. Perché non permettono ai medici esperti di fare il loro lavoro?”

di Alessandra Del Giudice

LEGGI L’INCHIESTA

Prima parte: L’ASSISTENZA AI TRAPIANTI PEDIATRICI SI È FERMATA A NAPOLI

L’articolo La Carica della 101
Otto angeli in due anni
L’INCHIESTA – SECONDA PARTE
sembra essere il primo su Comunicare il sociale.

Riforma del Terzo settore, a che punto siamo

 

NAPOLI- La riforma del Terzo settore si trascina, ormai, da tempo. Votata in via definitva dalla Camera nel maggio dello scorso anno, la legge delega ha dato mandato al governo di semplificare e chiarire alcuni punti lacunosi del settore. Tra questi la revisione della normativa sull’impresa sociale e l’istituzione di un registro unico nazionale. Un anno. Questi i tempi previsti dalla Camera, ma alcuni decreti attuativi sono ancora da scrivere e da approvare. Insomma, i tempi sono serrati. Si dice però fiducioso il sottosegretario con delega al welfare Luigi Bobba che, intervenendo al dibattito organizzato da Federsolidarietà lo scorso venerdì a Napoli proprio su questo tema, ha detto che «il parlamento ci ha dato tempo fino a giugno. Siamo fiduciosi di completare l’iter entro quel periodo».

Dalla sede della cooperativa sociale Ambiente Solidale l’esponente del governo ha sottolineato che alcuni decreti legislativi come quello sulle reti associative e l’impresa sociale sono pronti, ma ha anche ammesso che altri, come quello sulla destinazione del 5 per mille non è ancora pronto. Meriterebbe una discussione a parte lo Statuto della Fondazione Italia Sociale che dovrà passare al vaglio della presidenza della Repubblica che poi lo approverà tramite un decreto a firma di Mattarella. La riforma del Terzo settore è attesa da decenni. L’occasione di dare un riconoscimento giuridico ad un settore che fino ad oggi non lo ha avuto è importante. Così come è importante mettere ordine nel settore, marcare nettamente la differenza tra associazioni e impresa sociale.

SERVIZIO CIVILE-  Tra i decreti legislativi figura anche quello relativo alla riforma del servizio civile. Il nuovo testo prevede il passaggio al servizio civile universale, aperto dunque anche agli stranieri presenti in Italia con regolare permesso di soggiorno. Con le risorse attualmente a disposizione saranno 46mila i giovani che potranno svolgere questa attività.

CSV-  La riforma del terzo settore prevede anche la revisione dei Centri servizio per il volontariato, rivedendo i compiti che fino ad oggi hanno svolto. Con le modifiche sarà previsto libero ingresso nella base sociale, ma nell’assemblea sarà attribuita la maggioranza assoluta dei voti alle organizzazioni di volontariato. Eventuali incompatibilità tra chi svolge ruoli di direzione e contemporaneamente ha cariche di rappresentanza esterna saranno decise insindacabilmente dal governo. Con la nuova norma i Centri servizi per il volontariato non potranno erogare fondi in maniera diretta verso altri enti del terzo settore. A seguire con molta attenzione l’incontro tenutosi nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio anche l’assessore con delega al Welfare per la Regione Campania Lucia Fortini. Nel corso del suo intervento la rappresentante dell’ente di Palazzo Santa Lucia, ha più volte ricordato come sia necessario il confronto sui vari aspetti del terzo settore, invitando anche i rappresenti delle cooperative e associazioni a esporre il proprio punto di vista. Prima di lasciare il tavolo dei lavori la Fortini ha ricordato la due giorni di appuntamenti sulle linee guida della programmazione del welfare in Campania, la “Primavera del Welfare” che si terrà il 20 e 21 marzo presso il centro congressi della Stazione marittima di Napoli.

di Ciro Oliviero

L’articolo Riforma del Terzo settore, a che punto siamo sembra essere il primo su Comunicare il sociale.

Corso di formazione sulla ludopatia al Csv Napoli, c’è tempo fino al 13 marzo per iscriversi GUARDA IL VIDEO

NAPOLI – Si intitola “Esperto in interventi sulle dipendenze da gioco d’azzardo“, il nuovo corso di formazione promosso da CSV Napoli e finalizzato alla formazione di un esperto con competenze in merito alle attività di prevenzione e di contrasto delle ludopatie. Il percorso si propone di offrire ai volontari competenze trasversali per consentire l’analisi e la valutazione del fenomeno sotto vari aspetti e di fornire gli strumenti per contribuire all’elaborazione di progetti educativi individualizzati in favore di soggetti che manifestano una forte dipendenza dal gioco d’azzardo.
Nell’ambito del corso saranno affrontati i seguenti aspetti:
Il Fenomeno: Aspetti Culturali, Aspetti Economici/Sociali, Aspetti Giuridici, Aspetti Sanitari
La Diagnosi: Rischi, Segnali, Comportamenti problematici, Dipendenza
Il Trattamento: Intervento Individuale, Intervento Familiare, Intervento Ambientale, Intervento Riabilitativo
Strumenti e Metodi: Lavoro di Equipe integrata e reti territoriali, Percorsi Individualizzati, Il ruolo del volontariato e delle associazioni di Auto Mutuo Aiuto
FORMATORI
Esperti della tematica impegnati sia in ambito pubblico che nel terzo settore.
METODOLOGIA
Gli argomenti saranno trattati mediante metodologie didattiche “attive”, comprendenti coinvolgimento in discussioni, lavori di gruppo, esercitazioni teorico-pratiche, casi di studio, simulazioni.
MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
Gli incontri sono gratuiti. Per partecipare è necessario compilare il form che segue entro e non oltre lunedì 13 marzo 2017. Le iscrizioni, ricevute secondo l’ordine cronologico, saranno accettate sino ad esaurimento della disponibilità di posti.
DESTINATARI
Saranno ammessi uno/due referenti delle OdV e aspiranti volontari fino ad un massimo di 35 partecipanti.
Il corso sarà attivato a partire da un minimo di 15 iscritti.
TEMPI E LUOGO
48 ore complessive suddivise in
n. 12 incontri dalle 14.00 alle 18.00 di mercoledì
22, 29 marzo; 5, 19, 20, 26 aprile; 3, 10, 17, 24, 31 maggio; 7 giugno 2017
Aula Formazione CSV Napoli – Centro Direzione Isola E/1 – piano 1° – Int. 2
Il corso è organizzato in collaborazione con CNCA Campania ed in collegamento con la CAMPAGNA NAZIONALE “METTIAMOCI IN GIOCO”.

Di seguito un servizio televisivo tratto dalla trasmissione “L’aria d’estate”, su La Sette

L’articolo Corso di formazione sulla ludopatia al Csv Napoli, c’è tempo fino al 13 marzo per iscriversi GUARDA IL VIDEO sembra essere il primo su Comunicare il sociale.

Arriva ROCK! mostra internazionale sulla musica e i suoi linguaggi

NAPOLI – La mostra internazionale sulla musica e i suoi linguaggi ROCK!, ideata e diretta dai giornalisti Carmine Aymone e Michelangelo Iossa e co-organizzata con il Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura, VENERDÌ 10 MARZO 2017 [ore 17.00], in collaborazione con il Consolato Generale degli Stati Uniti d’America per il Sud Italia, presenterà – per il secondo anno consecutivo – ‘MUSIC OF INTEGRATION’, un pomeriggio/evento per celebrare l’integrazione tra culture attraverso il linguaggio universale della musica.

L’Atrio del PAN – Palazzo delle Arti di Napoli farà da cornice a questo pomeriggio che vedrà la musica grande protagonista.
All’appuntamento – coordinato dai giornalisti Michelangelo Iossa e Carmine Aymone – prenderanno parte i rappresentanti del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America per il Sud Italia e il M° Vittorio Nicoletti Altimari.
Protagonista principale del pomeriggio sarà l’ensemble multietnico NAFrythm, che presenterà dal vivo – in anteprima assoluta – il suo primo progetto discografico, l’album “Ocean”.

NAFrythm è un ensemble afro-napoletano che ha messo in musica l’incontro tra diverse culture. Tutto ha avuto inizio nel 2013, quando la Rete co’ Mar, un collettivo di musicisti napoletani, ha dato vita ad un laboratorio musicale gratuito per immigrati provenienti da differenti sponde del Mediterraneo. Da quel momento, ha preso forma un autentico gruppo di lavoro con un repertorio di brani inediti incentrati sul tema della solidarietà internazionale. Tra gli animatori di questo progetto merita un posto d’onore il bassista Vittorio Nicoletti Altimari, già nelle fila della storica band 666, protagonista della stagione della Vesuwave partenopea.
Accanto al cantautore nigeriano Nyong Inyang e al bassista/chitarrista Vittorio Nicoletti Altimari, il collettivo è costituito da alcuni dei migliori musicisti della scena-live mediterranea: Christian Imalaweian (chitarra), Carlo Nicoletti Altimari (voce e chitarre), Carmine Brachi (batteria), Silvia Romano (tastiere), Gigi Brunetti (chitarra), Antonello Petrella (sassofono), Ousmane Sanou (percussioni) vede la featuring del coro polifonico Euphoria Gospel Choir.

La mostra internazionale ROCK!, sin dalla sua prima edizione, è al fianco del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America per il Sud Italia e della programmazione culturale della Missione Diplomatica statunitense in Italia.
Il pomeriggio/evento sarà una delle tappe-simbolo di “ASPETTANDO…ROCK!7”, il calendario di appuntamenti di avvicinamento alla settima edizione della mostra ROCK!, che nelle sue prime sei edizioni è stata visitata da oltre 76.000 persone e che si terrà dal 2 al 30 settembre 2017 negli spazi del PAN – Palazzo delle Arti Napoli, come di consueto.

L’articolo Arriva ROCK! mostra internazionale sulla musica e i suoi linguaggi sembra essere il primo su Comunicare il sociale.