Minori migranti, Parlamento UE: no a detenzione in attesa dello status

ROMA – Tutti i bambini migranti e le famiglie con bambini dovrebbero essere ospitati in strutture non detentive durante la verifica del loro status giuridico. Lo hanno chiesto i deputati europei in una risoluzione non legislativa approvata oggi per alzata di mano. Secondo le stime, sono 5,4 milioni i bambini migranti che vivono in Europa, rileva la risoluzione. Si tratta di 1 bambino migrante su 6 nel mondo (dati UNICEF). Quasi la metà di coloro che sono arrivati negli ultimi anni erano bambini non accompagnati o separati dalla propria famiglia. I deputati sottolineano che la mancanza di informazioni affidabili e la lunghezza del ricongiungimento familiare e delle procedure di nomina dei tutori, nonché il timore di essere detenuti, rinviati o trasferiti, si traducono molto spesso nella fuga dei bambini, che vengono così esposti alla tratta, alla violenza e allo sfruttamento.
Il Parlamento dunque esorta le autorità nazionali ad accelerare le procedure per la nomina di tutori per i minori non accompagnati, i quali dovrebbero essere poi ospitati in strutture separate da quelle degli adulti, al fine di evitare qualsiasi rischio di violenza e abuso sessuale. I deputati si dicono infatti particolarmente preoccupati per lo sfruttamento delle ragazze a fini di prostituzione e chiedono agli Stati membri di intensificare gli sforzi e la cooperazione transfrontaliera per identificare i minori vittime di tratta, abuso e ogni altra forma di sfruttamento.
Nella risoluzione si sottolinea poi l’importanza di istituire un solido sistema di identificazione e registrazione per garantire che i minori entrino in sistemi di protezione nazionali. Richiede inoltre una maggiore cooperazione tra le autorità preposte all’applicazione delle norme e alla tutela dei minori per individuare e proteggere i bambini scomparsi.
Per quanto riguarda le procedure di verifica dell’età, la risoluzione sottolinea che le visite mediche dei bambini dovrebbero sempre essere effettuate “in modo non invadente e nel rispetto della loro dignità”, escludendo categoricamente l’uso della coercizione per l’acquisizione di dati biometrici dei bambini.

di Danila Navarra

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Parlamento Ue: divieto mondiale di sperimentazione cosmetici su animali

ROMA – Il Parlamento europeo chiede un divieto mondiale di sperimentazione dei cosmetici sugli animali. In Europa la vendita di cosmetici testati sugli animali è stata vietata dal 2013 ma l’80% dei paesi del mondo consente la sperimentazione sugli animali. Per far fronte a questo, i deputati chiedono di costituire una coalizione e lanciare una convenzione internazionale nel quadro delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di fermare la sperimentazione animale sui cosmetici prima del 2023.
Oggi il Parlamento, con una risoluzione non legislativa approvata con 620 voti in favore, 14 voti contrari e 18 astensioni, ha dunque esortato l’UE ad avviare un’iniziativa diplomatica per un divieto a livello mondiale sulla sperimentazione dei cosmetici sugli animali prima del 2023. I deputati sottolineano che il divieto di sperimentazione dei cosmetici sugli animali in Europa non ha impedito all’industria cosmetica europea di prosperare e creare circa due milioni di posti di lavoro. Nel sistema Ue sono però emerse carenze, perché alcuni cosmetici vengono testati sugli animali al di fuori dell’Unione, prima di essere nuovamente testati nell’UE con metodi alternativi e immessi sul mercato comunitario. Tutto questo, fanno notare i deputati, mentre la maggior parte degli ingredienti dei prodotti cosmetici sono utilizzati in molti altri prodotti, come quelli farmaceutici, nei detergenti o in certi alimenti, e possono pertanto essere stati già sperimentati sugli animali in base a leggi diverse. Un altro problema evidenziato dal Parlamento europeo è la mancanza di dati affidabili sui cosmetici testati sugli animali e poi importati nell’UE. L’UE dovrebbe dunque assicurarsi che nessun prodotto introdotto nel suo mercato sia stato testato sugli animali in un Paese non comunitario.
L’obiettivo del Parlamento è quello di arrivare a un divieto globale sia della sperimentazione animale per i cosmetici sia del commercio di ingredienti cosmetici testati sugli animali. Per questo i deputati europei “invitano i leader dell’UE a utilizzare le loro reti diplomatiche per costituire una coalizione e lanciare una convenzione internazionale nel quadro delle Nazioni Unite. Tale divieto dovrebbe entrare in vigore prima del 2023”.

di Danila Navarra

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Ambiente, sociale, integrazione: ecco il “Monopoli dei diritti”

NAPOLI – È stato subito ribattezzato il “Monopoli dei diritti”. Ed effettivamente il gioco “EquoPlanet” ricorda un po’ quello che probabilmente è il board game più popolare al mondo. Ma qui c’è qualcosa in più: una forte anima didattica. Già, perché i partecipanti non devono fare i conti con il mitico Parco della Vittoria e stazioni varie. Ogni casella li spinge a riflettere su temi come l’equità sociale, la biodiversità, i pregiudizi e gli stereotipi ancora troppo diffusi, la tutela del paesaggio e dell’ambiente. Argomenti su cui ruota tutto l’impianto di “EquoPlanet”, bella creazione dal respiro educativo firmata dagli studenti di terza A (indirizzo agrario e socio sanitario assistenziale) dell’istituto Sannino-De Cillis di Ponticelli.

Un’idea nata dal progetto sui valori della Costituzione italiana (in occasione dei suoi 70 anni) promosso dalla rassegna “Il Sabato delle Idee”, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Campania, con la stessa scuola napoletana. Cinquecento alunni coinvolti, un mese di attività e venticinque elaborati multimediali incentrati sui principi stabiliti dagli articoli 3 e 9 della Costituzione. Lavori che i ragazzi hanno presentato lo scorso 24 marzo nel corso dell’appuntamento del “Sabato delle Idee”. Poesie, canzoni, video e, appunto, un gioco.

Il kit di “EquoPlanet”, che prevede dai 2 ai 4 giocatori/squadre, comprende un piano di gioco e trenta pedine a rappresentare le diversità di razza, sesso, religione, opinione, lingua, condizione economico-sociale e biodiversità. E ancora, cento gettoni e ottanta carte divise tra imprevisti, probabilità, domande su diritti sociali e biodiversità, da pescare se ci si ritrova rispettivamente sui riquadri rossi, gialli, blu o verdi. Interrogativi a cui i partecipanti dovranno rispondere correttamente per guadagnare gettoni, cercando di non ricorrere al web. L’utilizzo della rete non è proibito. Ma chi sceglierà di affidarsi a internet dovrà restare fermo un turno.

A governare il gioco c’è un SuperCervellone. Vince chi riesce a collezionare il numero più alto di gettoni una volta terminato il giro. Il premio finale? Un sacchetto contenente dei simboli di prosperità, cioè semi di lenticchie o grano da piantare e coltivare. Un premio che si ricollega alla necessità di “un impegno e una cura quotidiana di ciascuno – si legge nel regolamento (scaricabile sul sito de “Il Sabato delle Idee”) – per la realizzazione di un futuro equo e sostenibile in termini economici, sociali ed ambientali”.

di Mario Basile

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Nola, in migliaia alla marcia dei diritti dei ragazzi

NAPOLI – Con la marcia dei diritti dei ragazzi si chiude la sesta edizione del Festival dei diritti dei ragazzi, la kermesse organizzata dall’ufficio scuola della Diocesi di Nola, dalla cooperativa Irene 95 e dall’assessorato alla cultura del Comune di Nola. Migliaia gli alunni partecipanti, provenienti da 18 scuole di ogni ordine e grado dell’area vesuviana e nolana. Proprio le scuola sono state, come ogni anno, protagoniste dell’evento, che ha visto l’alternanza di iniziative ludiche e spettacoli a convegni culturali e sociale. L’esperienza del Festival nasce “dal basso”, nella logica della comunità educante, tra una rete di soggetti pubblici e privati (scuola, associazioni, enti non profit, Comune) con l’intento di creare un movimento educativo e sociale che contribuisca attivamente a conseguire la promozione della dignità delle ragazze e dei ragazzi del nostro territorio.

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Nasce “la città del bello”, spazio aggregativo senza barriere architettoniche

NAPOLI- Uno spazio rivolto ai bambini d Napoli, un luogo dove offrire un’opportunità di crescita sana, mettendo a disposizione competenze e luoghi. È questo l’obiettivo di “Free Entry – la città del bello”, progetto promosso dalla Fondazione di comunità San Gennaro ONLUS e realizzato anche con contributo della Cei, del Gruppo Saint-Gobain (che ha fornito anche supporti pratici), di UniCredit Italia, di Banca d’Italia e Fondazione Cattolica, per un totale di oltre 265 mila euro raccolti.Negli ultimi anni l’Arcidiocesi di Napoli, insieme al Terzo Settore, ha accompagnato e sostenuto lo sviluppo del Rione Sanità, mettendo a disposizione della Comunità spazi e competenze; ha donato una nuova luce al quartiere ri-abilitando luoghi in disuso, riqualificando i beni artistici e architettonici presenti nel Rione, accompagnando le nuove generazioni ad acquisire competenze e favorire l’auto-imprenditorialità.

Gli spazi a disposizione dei centri educativi, però, non riescono più a rispondere alle numerose richieste di accompagnamento, sostegno e proposte educative che vengono dagli abitanti.
Da qui la scelta di realizzare un centro dedicato ai minori, con particolare attenzione a quelli disabili, valorizzando gli spazi situati all’interno del Complesso Monumentale della Basilica del Buon Consiglio a Capodimonte, spazio messo a disposizione gratuitamente dall’Arcidiocesi di Napoli. La scelta nasce dalla posizione favorevole del luogo, che è facilmente accessibile da qualsiasi punto della città di Napoli con i mezzi di trasporto ed è ben collegato al Rione Sanità. Con questi input sono partititi i lavori di adeguamento degli ambienti dell’Ipogeo della Basilica del Buon Consiglio a Capodimonte, per renderli consoni allo svolgimento delle attività previste da “Free Entry – la città del bello”. Il progetto prevede l’attivazione di laboratori educativi gratuiti e di avviamento al lavoro nel Rione Sanità. Le attività laboratoriali che coinvolgeranno i centri Educativi si svolgeranno in fascia pomeridiana, 5 volte alla settimana per tre ore al giorno, e riguarderanno l’informatica, il restauro, il teatro, la musica, il riciclo, ceramica e porcellana, l’orto didattico, la fotografia e la stampa tridimensionale.

I lavori di manutenzione e impiantistica sono stati affidati ad una Cooperativa Sociale di Tipo B “Officina dei Talenti” ONLUS che, tra le altre attività, svolge lavori di adeguamento, ristrutturazione e manutenzione di beni artistici e architettonici. La parte laboratoriale e i lavori di adeguamento, effettuati dalla società specializzata Saint-Gobain Weber, sono stati realizzarti e pensati in stretta collaborazione con l’Associazione Tutti a Scuola Onlus, realtà che da oltre 10 anni si occupa di diritti di persone con disabilità. I luoghi di “Free Entry – la città del bello” saranno completamente accessibili, per permettere la piena fruibilità degli spazi e delle opportunità. L’intervento pratico sostenuto da Saint-Gobain è stato mirato al risanamento delle mura umide in ambiente interrato, affette da infiltrazioni e muffe, con eccellenti risultati di comfort abitativo e risparmio energetico. “Free Entry – la città del bello” è stato resto possibile grazie al contributo della Cei, di Saint-Gobain, di UniCredit, di Banca d’Italia e Fondazione Cattolica. L’intervento di UniCredit è stato realizzato grazie ai fondi raccolti da UniCreditCard Flexia Classic Etica, la carta di credito flessibile che, senza alcun costo aggiuntivo per il cliente, permette di contribuire a iniziative solidali ad ogni utilizzo.  Grazie al suo particolare meccanismo, una percentuale di ogni spesa effettuata con la carta va ad alimentare un fondo di beneficienza. La donazione di UniCredit ha reso possibile l’acquisto degli arredi per l’allestimento dei laboratori educativi gratuiti.
















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