Scampia, il GRIDAS rischia lo sfratto dopo 45 anni. Appello alle istituzioni e Conferenza Stampa “con processione” sotto la Regione

Il GRIDAS (Gruppo risveglio dal sonno), presidio storico di cultura e socialità di Scampia, rischia di perdere la sua sede dopo quasi mezzo secolo di attività. A seguito di una sentenza della Corte d’Appello del novembre 2025, l’associazione è minacciata di sgombero dai locali di via Monte Rosa, di presunta proprietà dell’ACER (ex IACP).

Nonostante la mobilitazione nazionale (che ha visto anche un appello sottoscritto da circa 4000 firme: https://www.change.org/p/gridas-a-scampia-a-rischio-di-sgombero) e i ripetuti solleciti, l’incontro con il Presidente della Regione, Roberto Fico, non è ancora avvenuto.

Per questo motivo, il GRIDAS convoca la stampa e la cittadinanza il giorno 16 aprile, presso la sede della  Regione Campania, Via Santa Lucia (Napoli).

I punti chiave della vicenda
● 45 anni di presidio: dal 1981, il GRIDAS ha trasformato un immobile abbandonato in un
centro di fermento artistico e sociale (noto per lo storico Carnevale di Scampia), operando
senza finanziamenti pubblici o privati.

● Il paradosso legale: sebbene nel 2013 il GRIDAS sia stato assolto in sede penale poiché
la sua attività è stata riconosciuta “di valore sociale per la collettività”, la giustizia civile ha
confermato a novembre 2025 lo stato di “occupazione senza titolo”.

● L’assenza di risposte: l’associazione ha chiesto ufficialmente un incontro al Presidente
della Regione Campania, Roberto Fico, al Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e ai
vertici ACER, senza ricevere finora proposte concrete.

La conferenza stampa assumerà le forme del Carnevale Sociale. Un presidio colorato e simbolico vedrà la partecipazione di “San Ghetto Martire”, Santo protettore delle periferie, che, insieme ai suoi fedeli, consegnerà ufficialmente una lettera aperta indirizzata al Presidente Fico. “Chiediamo soluzioni politiche e amministrative che riconoscano il valore del nostro operato gratuito. Non si può cancellare con una sentenza mezzo secolo di riscatto culturale in una periferia come quella di Scampia.” dicono dal GRIDAS.







 

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BIO-BENZINA: ASI ATTRAVERSA L’ITALIA CON UNA LANCIA FLAMINIA DEL 1967

Una Lancia Flaminia GT Touring del 1967 è la protagonista del road-tour Torino-Palermo con il quale l’Automotoclub Storico Italiano inaugura il test-drive di lunga durata (10.000 km in totale) che l’iconica granturismo affronterà alimentata esclusivamente a bio-benzina di seconda generazione.

L’iniziativa fa parte del programma ASI Net-Zero Classic – promosso dalla Commissione Green della Federazione nazionale di riferimento per il settore dei veicoli storici – che prevede un’ampia serie di attività legate alla sostenibilità. Tra queste, la sperimentazione del bio-carburante, avviata nel 2023 con ottimi riscontri in funzionalità, adattamento ai motori più datati e notevole abbattimento sia delle emissioni nocive sia dei gas clima-alteranti.

I risultati finora raccolti da ASI con l’uso delle bio-benzine indicano chiaramente che non ci sono variazioni di performance se non in senso positivo, che i consumi non aumentano, che le temperature dei gas di scarico sono invariate, che oltre al quasi azzeramento del bilancio netto di CO2 immessa in atmosfera, le emissioni allo scarico diminuiscono significativamente per quanto riguarda i principali parametri usualmente monitorati. Ad esempio, nel ciclo urbano è stata rilevata una riduzione delle emissioni di monossido di carbonio del 26%, salita al 31% in quello extraurbano. Ridotte anche le emissioni allo scarico degli idrocarburi incombusti, compresa la componente metanica, e del particolato carbonioso.

I dati emersi durante i cicli di prova effettuati in ripetibilità sul banco a rulli, dimostrano una riduzione tangibile nelle emissioni delle più importanti sostanze nocive. Inoltre, è dimostrato che questa benzina innovativa è drop-in, non richiedendo motori adattati in alcun modo ed essendo totalmente mixabile con altre benzine in commercio.

Il test-drive dei 10.000 km servirà a valutare gli eventuali effetti della bio-benzina sui vari organi di propulsione. La vettura utilizzata, completamente conforme alla sua configurazione d’origine, ha subìto una totale revisione meccanica per riportare il motore ad una condizione pari al nuovo. Al termine del test, il propulsore verrà nuovamente smontato ed esaminato in ogni sua parte.

Per il road-tour Torino-Palermo, la Flaminia dell’ASI viaggerà dal 16 al 20 aprile seguendo un percorso suddiviso in 7 tappe per un totale di quasi 2.000 km. Le soste sono state programmate in base all’autonomia della vettura, in modo da poter effettuare i rabbocchi del bio-carburante (che non si trova in commercio nelle normali stazioni di servizio) presso le sedi dei Club Federati ASI di Modena (Circolo della Biella), Siena (Siena Club Auto Moto d’Epoca), Bracciano (Legendary Classic Cars), Napoli (Club Antiquariauto), Cosenza (Scuderia Brutia), Catania (Club Titani di Trinacria) e infine Palermo (Veteran Car Club Panormus). Il passaggio a Napoli (Circolo Canottieri Napoli) è previsto sabato 18 aprile alle ore 12.00.

 

LE TAPPE DEL ROAD-TOUR TORINO-PALERMO

 

16 aprile           Torino – Modena

17 aprile           Modena – Siena – Bracciano

18 aprile           Bracciano – Napoli

19 aprile           Napoli – Cosenza

20 aprile           Cosenza – Catania – Palermo

“UNIAMO L’ITALIA SOTTO LA BANDIERA DELLA SOSTENIBILITÀ”

“Siamo estremamente soddisfatti del percorso che ASI sta portando avanti in tema di sostenibilità.” Commenta il Presidente Alberto Scuro. “Siamo i primi e gli unici in Italia ad aver lavorato sulle bio-benzine con un programma così serio e completo utilizzando i veicoli storici. Siamo convinti che anche i motori del passato possano contribuire allo sviluppo futuro e siamo felici di aver riscontrato risultati più che positivi con l’uso dei bio-carburanti. Questa nuova tappa dei 10.000 km ci permetterà di scoprire le ultime incognite che riguardano l’azione della bio-benzina sugli organi meccanici e con la sfida iniziale della Torino-Palermo vogliamo simbolicamente unire l’Italia sotto la bandiera della sostenibilità”.

 

LA BIO-BENZINA DI SECONDA GENERAZIONE

 

Il programma ASI Net-Zero Classic è promosso dall’Automotoclub Storico Italiano con la partecipazione delle Università degli Studi di Firenze, di Bologna e di Trieste, del Politecnico di Milano e di InnovHub – Stazione Sperimentale Carburanti. Prevede la ricerca sull’impiego di bio-benzine di seconda generazione, puntando i riflettori sull’interazione di questi nuovi carburanti con i veicoli di rilevanza storica.

Il tutto con un carburante che, a seguito del suo particolare procedimento produttivo e grazie alle sue materie prime di partenza, consente di evitare l’80% del sovraccarico in atmosfera di CO2 dovuto al suo utilizzo in un motore endotermico, corrispondente ad oltre il 65% nel suo intero ciclo di vita.

Si tratta di carburanti innovativi, prodotti dall’azienda inglese Coryton Advanced Fuels e realizzati utilizzando parti di scarto delle lavorazioni agricole non più adatte all’alimentazione umana o animale, fatte macerare e sottoposte a particolari procedimenti chimico-fisici. Proprio grazie al processo con cui vengono creati, i biocarburanti permettono di ridurre l’aggravio di CO2: l’anidride carbonica emessa allo scarico è per massima parte bilanciata da quella assorbita inizialmente dalle piante per la loro fotosintesi e trasformata secondo un processo naturale in cellulosa, la quale si ritrova alla fine in quegli scarti che servono per alimentare il processo produttivo del bio-carburante stesso.

LA LANCIA FLAMINIA DA SIMBOLO DELLA DOLCE VITA A ICONA GREEN

 

La Flaminia GT Touring è la versione fuoriserie allestita in poco più di 2.000 esemplari dalla Carrozzeria Touring di Milano dell’omonima ammiraglia Lancia nata nel 1956. L’esemplare dell’ASI è del 1967 e, come tutte le Flaminia Touring, è dotata di carrozzeria in alluminio che ne alleggerisce la massa complessiva a vantaggio delle prestazioni e del comportamento su strada.

L’autotelaio è quello di origine, prevede quindi il motore anteriore 6 cilindri a V di 60° da 2.800 cc per 150 CV di potenza massima, alimentato da tre carburatori doppio corpo e dotato di testata in alluminio. La trasmissione è sull’asse posteriore, il cambio è a quattro marce e l’impianto frenante è composto da quattro freni a disco, con quelli posteriori montati entrobordo ai lati del differenziale.

Lo stile di questa coupé è decisamente originale. Il corpo vettura è basso e filante, con cofani anteriore e posteriore molto lunghi e con un piccolo e luminoso padiglione dotato di lunotto panoramico. L’abitabilità è ottima per i due passeggeri, che hanno a disposizione un vano bagagli di tutto rispetto. Elementi che hanno fatto della Flaminia GT Touring una perfetta e veloce compagna di viaggio, ben presto apprezzata da imprenditori, vip e personalità dello spettacolo che hanno alimentato il mito della Dolce Vita.

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Magno for Kids, giornata di screening pediatrici gratuiti

Baronissi compie un passo importante nella promozione della salute infantile con la prima edizione di “Magno for Kids”, la giornata di screening pediatrici gratuiti in programma sabato 19 aprile 2026, dalle ore 8:30 alle ore 17:00, presso il Parco della Rinascita. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Magno con il patrocinio del Comune di Baronissi, rappresenta un’opportunità unica per le famiglie di accedere a controlli specialistici gratuiti, contribuendo a diffondere la cultura della prevenzione sin dalla tenera età.

Per la prima volta sul territorio, un’intera giornata sarà dedicata alla prevenzione pediatrica, con la possibilità di effettuare visite gratuite con pediatra, otorinolaringoiatra, dermatologa, nutrizionista, oculista, dentista e psicologa. Un’offerta ampia e multidisciplinare pensata per favorire la diagnosi precoce e accompagnare le famiglie in un percorso di attenzione e cura costante verso la salute dei bambini.

Accanto agli screening sanitari, “Magno for Kids” offrirà anche momenti di svago e crescita con attività ludiche e creative dedicate ai più piccoli. Laboratori e giochi di una volta trasformeranno il Parco della Rinascita in uno spazio di incontro, condivisione e serenità, dove prevenzione e divertimento si incontrano.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra istituzioni e realtà associative del territorio, a conferma dell’importanza di fare rete per rispondere in maniera concreta ai bisogni della comunità e promuovere benessere, inclusione e partecipazione attiva.

La Sindaca Anna Petta ha dichiarato: “Abbiamo voluto sostenere con convinzione questa prima edizione di ‘Magno for Kids’ perché crediamo che la prevenzione sia uno strumento fondamentale per garantire una crescita sana ai nostri bambini. Offrire screening gratuiti significa dare un aiuto concreto alle famiglie e rafforzare il legame tra comunità, istituzioni e professionisti.”

Dall’Associazione Magno sottolineano: “Questa iniziativa nasce con l’obiettivo di portare la prevenzione tra le persone, rendendola accessibile a tutti. È la prima edizione di un progetto in cui crediamo profondamente e che speriamo possa diventare un appuntamento fisso per il territorio.”

L’invito è rivolto a tutte le famiglie, con l’obiettivo di partecipare a una giornata speciale dedicata alla salute, alla prevenzione e al benessere dei bambini, costruendo insieme una comunità sempre più attenta alle nuove generazioni.

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Il Liceo Pansini di Napoli intitola l’Aula di Giornalismo a Giancarlo Siani

Una stanza che non sia solo un luogo di didattica, ma un incubatore di coscienza critica e di giornalismo. Lunedì 20 aprile, alle ore 15.00, presso la sede di Via San Domenico dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Adolfo Pansini”, si terrà la cerimonia ufficiale di intitolazione dell’Aula di Giornalismo a Giancarlo Siani.

Il cronista de Il Mattino, ucciso dalla criminalità organizzata il 23 settembre 1985 a soli 26 anni, torna simbolicamente tra i banchi di scuola. La targa che verrà svelata non è un semplice tributo alla memoria, ma il segno tangibile di un impegno: trasformare quell’aula in uno spazio capace di “generare” memoria attiva. Non una mera celebrazione del passato, dunque, ma un laboratorio permanente dove il ricordo di Siani possa tradursi in ispirazione quotidiana per i giornalisti del futuro, nel segno della ricerca della verità e del coraggio della denuncia.

Accanto ai docenti e agli studenti del liceo partenopeo, all’evento interverranno due figure centrali nella custodia di questa eredità: il dottor Paolo Siani, fratello di Giancarlo, medico pediatra e principale animatore delle iniziative in onore del cronista attraverso la Fondazione Siani; e il magistrato Armando D’Alteriocivil servant di lungo corso che, con la sua inchiesta, riuscì a squarciare il velo di impunità sull’omicidio del giovane giornalista.

L’iniziativa nasce come coronamento del Corso di Giornalismo del Liceo Pansini. L’idea dell’intitolazione, proposta originariamente da Paolo Siani (già ospite d’eccezione del corso alcuni mesi fa), è stata promossa dal giornalista e scrittore Michelangelo Iossa, docente/esperto del progetto del corso, e accolta con immediato entusiasmo dalla Dirigente Scolastica, prof.ssa Albina Arpaia, e dal coordinatore del corso, prof. Lucio Celot.

L’aula potrà diventare il luogo ideale in cui gli studenti potranno imparare che la scrittura è una autentica ‘responsabilità civile’. Alla cerimonia del 20 aprile parteciperanno numerosi docenti e studenti dell’istituto napoletano, testimoni di un passaggio di testimone ideale: fare in modo che la penna di Giancarlo Siani non smetta mai di scrivere attraverso i sogni e il rigore dei cronisti di domani.

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A Napoli la mostra “Women for Women Against Violence” tra arte, testimonianze e rinascita

Dal 13 aprile al 28 aprile 2026 21 ritratti raccontano violenza di genere e tumore al seno. Gimigliano: “Ogni cicatrice può diventare forza”

Da oggi al 28 aprile 2026 la Galleria del Mare del Porto di Napoli ospita la mostra fotografica “Women for Women Against Violence”, un progetto che porta nel cuore della città un forte messaggio sociale legato ai diritti e alla salute delle donne. L’iniziativa nasce per celebrare i dieci anni del progetto omonimo, che negli ultimi anni ha trovato spazio anche in televisione, e sceglie la fotografia come strumento per affrontare due emergenze ancora centrali: la violenza di genere e il tumore al seno. Il percorso espositivo si compone di 21 grandi ritratti che non si limitano a rappresentare, ma restituiscono esperienze vissute: donne che hanno deciso di trasformare il proprio dolore in consapevolezza e in un racconto pubblico di forza e rinascita. Accanto alle protagoniste compaiono anche testimonial e figure impegnate nel sociale, premiate con il Camomilla Award, che contribuiscono a dare ulteriore risonanza al messaggio della mostra e al suo valore di sensibilizzazione.

Alla base del progetto c’è il percorso personale di Donatella Gimigliano, giornalista e presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, che ha trasformato la propria esperienza di malattia e il suo impegno contro la violenza sulle donne in un’azione continua di sensibilizzazione e impegno civile, che spiega: “Dieci anni fa avevo una storia segnata dal tumore al seno, sapevo cosa significava portare sulla pelle e nell’anima segni indelebili, perché non è solo una diagnosi: è una frattura profonda che compromette la percezione di sé, la sessualità, la maternità e l’intimità. E spesso arriva anche l’abbandono affettivo. Ma, anche se le cicatrici non sono tutte uguali, parlano la stessa lingua: le ho viste anche nelle donne sopravvissute alla violenza, ferite diverse ma ugualmente profonde. Da quel dolore è nato Women for Women against Violence, un progetto che racconta storie di resilienza e rinascita, perché ogni cicatrice può trasformarsi in un simbolo di forza”.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche Loredana Raia, Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Campania, che ha dichiarato: “Arrivando qui e osservando questi 21 ritratti di Tiziana Luxardo, che raccontano storie di rinascita e di coraggio femminile, è stato davvero molto emozionante. Da queste immagini emerge una forza straordinaria che incoraggia, e deve incoraggiare, soprattutto le donne vittime di violenza e quelle colpite da una violenza sanitaria, come nel caso del tumore al seno”.

Tre storie diverse, profondamente legate al territorio, hanno dato voce a percorsi di dolore trasformati in testimonianze di resilienza. A raccontarsi sono state Antonietta Tuccillo, Maria Antonietta Rositani e Filomena Lamberti. Così Antonietta Tuccillo, originaria di Saviano, paziente oncologica affetta da tumore ovarico in fase cronica e oggi stilista: “Il messaggio che lancio da combattente è che non bisogna mai fermarsi. Io non mi sono fermata, non voglio fermarmi e attraverso le mie creazioni voglio ancora vivere e creare bellezza e donarla a tutte le altre”. Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un tentato femminicidio: l’ex marito, Ciro Russo, evaso dai domiciliari a Ercolano, la raggiunse a Reggio Calabria per darle fuoco: “Durante la malattia mi sono sentita protetta in ospedale, ma una volta tornata a casa mi sono ritrovata sola, senza strumenti e senza cure adeguate. Stavo perdendo la vista e solo grazie a Women for Women e a Donatella Gimigliano ho potuto accedere a un intervento fondamentale. Per me è stato un percorso difficile, ma reso possibile dall’aiuto concreto ricevuto nei momenti più critici”.

Filomena Lamberti, di Salerno, prima donna in Italia aggredita con acido solforico: “Il mio volto racconta una donna che ha perso la propria identità, ma anche la consapevolezza di una doppia violenza: quella fisica sulle donne e quella che colpisce chi affronta una malattia come il tumore. In entrambi i casi la vita cambia radicalmente e troppo spesso si resta soli, anche da parte delle istituzioni. Sono 13 anni che porto la mia testimonianza nelle scuole e in tutta Italia, per parlare ai giovani e promuovere una cultura del rispetto, perché il rispetto è ciò che può fermare la violenza. Oggi sono una donna libera e consapevole del valore della mia libertà”.

Esperienze differenti ma unite da una stessa traiettoria di resistenza e ripartenza. Nel corso dell’incontro è stato inoltre conferito il Camomilla Award, realizzato dal maestro orafo Michele Affidato, a Cristina Savarese, giovane madre di Pompei sopravvissuta a una grave aggressione domestica insieme ai suoi figli. La mostra richiama il simbolismo del kintsugi, l’arte giapponese che trasforma le fratture in valore, espresso in uno scatto che ritrae Valentina Pitzalis insieme alla sorella Francesca, unendo due storie di dolore in un’unica immagine di rinascita. Il percorso è arricchito da QR code che permettono di ascoltare le voci delle protagoniste, mentre le fotografie sono firmate da Tiziana Luxardo. La scelta della Galleria del Mare del Porto di Napoli valorizza un luogo aperto e simbolico, legato al mare come spazio di passaggio, incontro e ripartenza, rendendo la mostra accessibile e parte della vita culturale della città.

di Adriano Affinito

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