Sostieni unicef con il calendario della Polizia di stato

ROMA- Torna l’appuntamento con il Calendario della Polizia di Stato, anche quest’anno dedicato all’UNICEFDal 2002 il ricavato della vendita del popolarissimo calendario ufficiale della Polizia viene devoluto all’UNICEF per finanziare programmi e progetti per l’infanzia nel mondo. Ad esempio, grazie all’edizione 2017 sono stati devoluti 150.000 euro in favore di un programma di istruzione e inclusione sociale in Libano, di cui hanno beneficiato adolescenti libanesi poveri e rifugiati palestinesi ospiti nel paese. Complessivamente, la partnership tra UNICEF e Polizia di Stato ha generato fino a oggi ben 2.450.000 euro.

Fino al 25 settembre 2017 sarà possibile prenotare il Calendario ufficiale del 2018 attraverso la consueta modalità di acquisto: un versamento sul conto corrente postale nr. 745000, intestato a Comitato Italiano per l’UNICEF (o UNICEF Italia). Sul bollettino dovrà essere indicata la causale “Calendario della Polizia di Stato 2018” per il progetto Unicef “Italia – Emergenza bambini migranti”. Il bollettino pagato dovrà essere consegnato all’Ufficio relazioni con il pubblico (URP) della questura di appartenenza. Per il calendario 2018 sono stati mantenuti invariati i prezzi: 6 € per quello da tavolo e 8 € per l’edizione da parete. Due le finalità del ricavato della vendita. La prima è destinata all’assistenza per i minorenni migranti e rifugiati, in particolare quelli che giungono nel nostro paese senza adulti al seguito (circa il 93% dei minori che sono arrivati attraversando il Mediterraneo nel 2016 lo hanno fatto da soli). L’UNICEF sta conducendo in Italia un innovativo programma per migliorare gli standard dell’accoglienza per questi ragazzi ed estendere il loro accesso a servizi equi, tempestivi e di qualità che garantiscano loro protezione, cure ed inclusione sociale. Inoltre (per la prima volta nella storia della partnership) 8.000 euro saranno destinati al Fondo assistenza della Polizia di Stato. La caratteristica artistica dell’edizione 2018 del Calendario è rappresentata dalle foto che lo compongono: 11 delle 12 immagini sono state realizzate da giovani fotografi dell’agenzia fotografica Contrasto, mentre il 12° scatto sarà scelto tra le foto inviate dagli agenti di Polizia che hanno partecipato al concorso inviando le proprie creazioni.

Per saperne di più sulle attività dell’Unicef a favore dell’infanzia www.unicef.it

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Pace e dialogo nel Mediterraneo con il concerto diffuso che parte da Lampedusa

AGRIGENTO- Si chiama PeaceDrums ed è un concerto diffuso sul Mar Mediterraneo.. Il 23 settembre da Lampedusa si propagherà lungo le coste del Mediterraneo un’onda potentissima di pace con impatto globale attraverso piattaforme social, live streaming, Facebook. Il concerto inizierà a Lampedusa al tramonto e altri concerti sulle sponde del Mediterraneo risponderanno in streaming con impatto globale attraverso piattaforme social, live streaming, Facebook.
Alle 10.00 della sera il flash mob: su base ritmica composta dal Maestro Paolo Marzocchi chiunque potrà unirsi in una condivisione musicale generando una potentissima e grande onda di energia di pace. Anche dalle navi, in quel momento in rotta sul Mediterraneo, si lancerà un messaggio sonoro.

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Ecco la rifrorma del Terzo Settore spiegata con schede e grafici

MILANO – La riforma del Terzo settore spiegata con schede e grafici. È quanto offre Italia non profit, portale che offre dati e servizi sul mondo del non profit.  “È la prima riforma organica che ri-descrive un ambito così importante per la convivenza civile-dichiara Giulia Frangione, ceo di Italia non profit-, per questo abbiamo ritenuto importante ideare uno strumento digitale e divulgativo rivolto agli enti, agli operatori, ma soprattutto ai cittadini capace di far comprendere in modo chiaro e intuitivo i punti qualificanti della riforma”.

L’intera Riforma è stata ordinata per argomenti consentendo all’utente di navigare trasversalmente a seconda dei propri interessi, creandosi così in maniera autonoma un proprio percorso all’interno della comprensione della Riforma. Per esempio, ipotizzando un utente fundraiser operante nel Terzo Settore che desidera approfondire l’argomento raccolta fondi, può farlo attraverso l’apposita scheda per poi passare ad altra grazie ai suggerimenti proposti.

La Guida alla Riforma risponde alle domande pratiche degli utenti come ad esempio “Come avviene l’iscrizione al Registro Unico? Quali sono obblighi rispetto al 5×1000? Cosa comporta il nuovo servizio civile universale?” fornendo una chiave di lettura innovativa e chiara del testo normativo. La Guida è consultabile online gratuitamente e scaricabile da chiunque in formato pdf così da poter essere consultata in ogni momento di necessità.

(redattore sociale)

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Il calcio come metafora di integrazione, la favola di Afro-Napoli

NAPOLI – L’integrazione può passare attraverso quattro calci ad un pallone. Primi passi che poi diventano una partita di calcio. E poi una stagione di un campionato amatoriale. E ancora la promozione nelle serie minori del calcio professionistico. Questa è la storia di molti calciatori che sono passati e militano nell’Afro-Napoli United, squadra di calcio con base a Napoli, ma la cui composizione multietnica si arricchisce ogni giorno sempre più. Nata nel 2009 dall’idea di Antonio Gargiulo, Sow Hamath e Watt Samba Babaly, amici che sgambettavano assieme nelle partitelle infrasettimanali, in pochi anni la favola della squadra multietnica è diventata una felice realtà del calcio italiano. Un esempio di integrazione e lotta al razzismo che supera qualsiasi forma di comunicazione. Ragazzi che sgambettano, corrono appresso ad un pallone su dei campi impolverati di periferia. Un gol. Un sorriso. Un abbraccio. Un messaggio concreto ed importante che abbatte ogni barriera. Oggi, a pochi di distanza da quela partenza quasi improvvisata, la società ha raggiunto importanti risultati. la principale dorsale multietnica oggi è composta dai giovani che militano nella formazione amatoriale che partecipa al torneo Fcs, competizione da cui tutto era partito e che è stata rimessa in piedi nel settembre dello scorso anno. Questa formazione è composta ad oggi di trenta elementi di diciassette nazionalità differenti. Dagli italiani agli inglesi a rappresentare il continente europeo, ai boliviani e peruviani per il sud America. Dagli africani dela Costa D’Avorio agli asiatici dello Sri Lanka. E ancora calciatori da Ecuador, El Salvador, Paraguay, Perù, Capo Verde, Gambia, Ghana, Guinea, Ghana, Mali, Senegal, Togo, Tunisia. Tra di loro ci sono migranti arrivati con i barconi. Qualcuno di questi ragazzi sarà anche transitato nelle immagini di qualche tv che mandano in ond gli sbarchi. Finiti poi nei centri di prima accoglienza e poi arrivati, attraverso dei provini, tra le fila dell’Afro-Napoli.

«Chi si affeziona resta a giocare con noi», racconta Guido Boldoni, tra i responsabili, assieme ad Armando Cafiero, Umberto Cacace e al preparatore dei portieri Pasquale Matino, della squadra che disputa il tornero Fcs. «Tra questi ragazzi – prosegue Boldoni – ci sono ex prigionieri politici arrivati attraverso la rotta che passa dalla Libia. C’è chi ha lasciato i genitori in Ghana ed è venuto qui col fratello in cerca di un futuro». Tra queste storie c’è quella di Abubakar Sillah, difensore centrale del Ghambia. «Ho lasciato il Gambia tre anni fa», racconta Abubakar, il quale aggiunge che «dopo aver attraversato il deserto ho passato quasi un anno in prigione in Libia. È stato terribile. Ho sofferto tanto e ho visto tante persone e amici morire. Raggiungere l’Italia è stata la mia salvezza. Io voglio solo giocare a calcio». Il calcio per questi ragazzi è diventata una ragione di vita. Non è solo una forma di aggregazione e di integrazione. Per molti è l’unica parte felice della giornata. Per altri un’evasione dalla realtà. Per altri ancora un sogno. Quello di poter diventare come i propri beniamini del calcio internazonale. Per tutti è comunque una realtà. Anche perchè con i piedi ci sanno fare e si tolgono anche molte soddisfazioni ogni domenica. Il calcio è però anche un mezzo che offre opportunità di apprendimento sociale e di sviluppo di competenze trasversali. Sul campo la squadra ha vinto la coppa di lega, ha raggiunto il secondo posto nel torneo campano di calcio a 7 ed è semifinalista del campionato Fcs.

di Ciro Oliviero

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A Ostuni è tempo di vacanze sociali

BRINDISI – “L’abbondanza che genera miseria si combatte con la condivisione’”. E’ questa la massima che declina i programmi di Joinbed, la nuova realtà social che sta prendendo piedi in Italia e sta diventando sempre più reale e sociale. E’ nell’era del bla bla car, dove chi guida offre “uno strappo” a viaggiatori sconosciuti che devono fare lo stesso percorso, dividendo benzina e compagnia per ammortizzare spese e noia, che Marco Messina inventa Joinbed. Joinbed è portale dove chi può e vuole, offre a prezzi stracciati un posto per dormire in un luogo particolare per fare esperienza diversa, assoaggiare prodotti tipici e condividere l’avventura con chi capita. “Luogo che vuoi, esperienza genuina che trovi”, spiega Messina. Basta iscriversi al portale, scegliere la destinazione e scoprire quale esperienza emozionale si vuole vivere. Ad un anno dalla nascita di Joinbed, dopo case messe a disposizioni da brave cuoche per riscoprire la bellezza dei lavori all’uncinetto o l’emozione che in città non si può conoscere, di mungere una mucca, la destinazione che maggiormente sta spopolando è Ostuni. La cosiddetta “Dama Bianca della Puglia” offre la possibilità di fare, a soli 25 euro a notte, una vacanza sociale difficile da trovare sulla nostra penisola: la prima vacanza zen. Tutto è nato dalla proprietaria di una masseria vicino la spiaggia di Monicelli che ha messo a disposizione la sua dimora estiva per guadagnarci su, non solo per ammortizzare la sua cena e le sue spese ma anche per arricchirsi di esperienze diverse. La gestione della masseria spetta alla cuoca Francesca, che nel pacchetto offre servizi di passaggio alla stazione o alla spiaggia, una colazione vegana con prodotti naturali e cene tipiche della zona. La novità vincente resta la passibilità di fare yoga con la maestra Gaya, all’alba o al tramonto incontrasi prima che con gli altri, con se stessi. Un pacchetto zen che offre la possibilià di conoscere o far conoscere ai più piccoli, ad oggi, sempre più lontani dalla natura, come si possono far vacanze tranquille giocando semplicemte all’aria aperta. La produzione dei prodotti resta a Km0, perchè è il contadino Mimino che oggi giorno offre lezioni di agricoltura per spiegare la provenienza di ciò che sarà servito in tavola. La colazione e la cena avvengono in comunione con altri turisti perchè possa esserci quella condivisione di esperienze e di punti di vista che caratterizzano tutte le vacanze proposte da Joinbed.

di Carmen Cretoso

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