29 Apr, 2019 | Comunicare il sociale
Un principe spagnolo in visita all’ospedale pediatrico Santobono. Anzi, due. Per i bimbi ricoverati nel reparto diretto dai dottori Paolo Siani e Claudio Santoro, è stata organizzata una speciale sorpresa. Il Principe Don Pietro di Borbone, Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, insieme al principe Don Giacomo di Borbone delle Due Sicilie, hanno fatto visita e giocato insieme ai “clown” della Fondazione Sorrisi con i piccoli pazienti. Un pomeriggio di allegria e buonumore, ma anche di solidarietà.












La giornata è stata occasione per presentare infatti il dono che il Sacro Ordine Costantiniamo di San Giorgio ha fatto alla Fondazione Santobono – Pausilipon: si tratta di uno speciale “caschetto” che permetterà ai dottori di individuare più facilmente l’apparato venoso dei bimbi per intraprendere le terapie. “Un’avanzata tecnologia con cui si potrà gestire più velocemente le emergenze, per esempio nei pazienti oncologici”, spiega Claudia Matrisciano, direttrice della Fondazione Santobono-Pausilipon. “Siamo venuti per ammirare questa magnifica attività sanitaria e portare un po’ di allegria ai bimbi e alle loro famiglie”, afferma il Principe Don Pietro di Borbone. Durante la visita, i ragazzi della Fondazione Sorrisi che si occupano di clownterapia hanno giocato e scherzato con i piccoli pazienti. Daniele Dell’Aquila, il presidente, orgoglioso dell’iniziativa, spiega quanto sia importante la clowterapia non solo per i bimbi, ma anche per i familiari: “Noi rappresentiamo non solo un momento di svago per i bambini che sono costretti a stare in reparto, ma siamo anche una valvola di sfogo per i loro familiari. E’ per questo che organizziamo anche corsi di formazione, per entrare in contatto con questo ambiente occorre essere preparati. Proprio come recita un versetto biblico, c’è più piacere nel dare che nell’avere, e di fronte alle sofferenze e alle difficoltà, laddove ci si potrebbe arrendere, noi invece troviamo motivi per ritornare sempre”.
di Roberta De Maddi
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29 Apr, 2019 | Comunicare il sociale, Plastic free
Si è tenuta a Napoli, presso il Gran Caffè Gambrinus, la presentazione di “Vesuvius Plastic Free”, la rassegna di eventi promossi dal Parco Nazionale del Vesuvio, che si svolgeranno nel territorio dell’area protetta a partire da maggio e che avranno come comune denominatore la sostenibilità ambientale ed in particolare l’eliminazione dell’uso della plastica.
Si parte con lo sport il 12 maggio con la “Vesuvio Ultra Marathon”, gara trail di 42 km che vedrà centinaia di atleti provenienti da tutta Europa gareggiare correndo in montagna nella cornice mozzafiato dei sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio.
La rassegna continua con l’enogastronomia il 14 e 15 luglio con “Off – Ottaviano Food Festival”, evento che si terrà al Palazzo Mediceo di Ottaviano con la partecipazione di circa cento Chef tra stellati ed emergenti che prepareranno i loro piatti unendo l’innovazione ai prodotti di eccellenza del nostro territorio.
Il programma si chiude il 28 luglio con la musica del Pomigliano Jazz con un concerto al tramonto in cima al Cratere del Vesuvio, in una delle location più suggestive al mondo.
Tutti gli eventi saranno realizzati con la massima attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale, con particolare riguardo all’azzeramento della plastica monouso. Per sancire tali buone pratiche è stato firmato un codice di condotta che gli organizzatori si sono impegnati a rispettare.
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29 Apr, 2019 | Comunicare il sociale
UBI Banca annuncia l’emissione di un nuovo prestito obbligazionario solidale (Social Bond) “UBI Comunità per l’Arcidiocesi di Milano” per un ammontare complessivo di 20 milioni di euro, i cui proventi saranno devoluti, a titolo di liberalità, all’Arcidiocesi di Milano per il progetto intitolato “Mtendere Mission Hospital” in Zambia. Fondato nel 1964 nella cittadina di Chirundu come un piccolo centro di salute rurale, il Mtendere Mission Hospital (MMH) è oggi un importante presidio sanitario per migliaia di persone, in un contesto di grande povertà. Di proprietà della Diocesi di Monze, il Mtendere Mission Hospital è gestito dalla Congregazione delle Suore di Maria Bambina ed è sostenuto dall’Arcidiocesi di Milano nell’ambito di una solidarietà tra chiese sorelle.
Il progetto ha come obiettivo il miglioramento della qualità del servizio di assistenza sanitaria nel Mtendere Mission Hospital garantendo la disponibilità di farmaci e reagenti per un corretto percorso diagnostico e terapeutico. Inoltre, contribuirà a ridurre il tasso di mortalità materno infantile nel Distretto di Chirundu, consentendo al personale medico e paramedico di migliorare la gestione delle gravidanze nell’Ospedale (con particolare attenzione all’ambito della chirurgia ostetrica e del servizio ecografico) e di incrementare il supporto nella gestione dei pazienti nelle 7 Cliniche rurali e negli Health Post (piccoli dispensari di villaggio per interventi di prima assistenza e distribuzione di farmaci essenziali) che fanno riferimento allo stesso Mtendere Mission Hospital.
Beneficiari del progetto saranno i circa 64.000 abitanti del Distretto di Chirundu e non solo: l’ospedale ha infatti un bacino di utenza maggiore a causa della precaria situazione dei servizi sanitari nei distretti limitrofi e in Zimbawe.
Fino a 100.000 € di contributo mediante erogazione liberale
Il contributo complessivamente devoluto da UBI Banca all’Arcidiocesii di Milano, a titolo di liberalità, per sostenere il progetto “Mtendere Mission Hospital”, può arrivare fino a 100.000 euro in caso di sottoscrizione dell’intero ammontare nominale delle obbligazioni oggetto dell’offerta.
Le obbligazioni, emesse da UBI Banca, hanno un taglio minimo di sottoscrizione pari a 1.000 euro, durata 3 anni, cedola semestrale, tasso annuo lordo pari a 0,80% il primo anno (0,592% netto annuo), 1,00% il secondo anno (0,740% netto annuo) e 1,20% il terzo anno (0,888% netto annuo). Possono essere sottoscritte dal 24 aprile 2019 al 29 maggio 2019, salvo chiusura anticipata dell’offerta.
In riferimento al progetto, viene calcolato il valore del beneficio sociale per i destinatari e la collettività collegato al Social Bond, come già avvenuto in occasione del sostegno a iniziative legate a precedenti collocamenti. Il metodo scelto per tale quantificazione è il social return on investment – SROI. Lo SROI è il mezzo per quantificare, in termini economici, il valore sociale o ambientale generato da un progetto, un’iniziativa, un’organizzazione sociale. L’Arcidiocesi di Milano ha calcolato i benefici sociali, stimati in € 3,73 ex-ante per ogni euro investito. Tali benefici sono rappresentati in via principale dalla riduzione del tasso di mortalità adulta e infantile e dal miglioramento della qualità del servizio di assistenza sanitaria nel Distretto di Chirundu, garantendo la disponibilità di farmaci e reagenti per un corretto percorso diagnostico e terapeutico.
Ulteriori ricadute riguarderanno le persone adulte ricoverate, con patologie infettive e non, presso il Mtendere Mission Hospital: beneficeranno infatti di una migliore assistenza grazie a maggiori competenze del personale in loco, riducendo così le morti dovute a malattie curabili. Inoltre, grazie all’accresciuta disponibilità di farmaci e mezzi chirurgici e anestesiologici, si otterrà una riduzione della percentuale di mortalità materna. Infine, grazie al miglioramento dell’assistenza ostetrica e alla trasmissione di nozioni su una corretta igiene e nutrizione infantile, sono attese ricadute in termini di riduzione della malnutrizione e della percentuale di morti infantili. Al termine del progetto verrà rendicontato e comunicato il risultato consolidato (ex-post).
I Social Bond sono prestiti obbligazionari finalizzati al sostegno di iniziative di elevato valore sociale, che offrono ai sottoscrittori un rendimento di mercato e prevedono che, con il funding rinveniente dal collocamento, la Banca eroghi somme di denaro a titolo di liberalità o di finanziamento a condizioni competitive a sostegno di progetti o investimenti ad elevato impatto sociale. Coinvolgono e premiano realtà significative del non profit nei territori di riferimento, caratterizzate da buona capacità di mobilitazione degli stakeholder e con progetti ad alto impatto sociale.
Da aprile 2012 ad aprile 2019 il Gruppo UBI Banca ha emesso 93 Social Bond UBI Comunità, per un controvalore complessivo che supera il miliardo di euro, che hanno reso possibile la devoluzione di contributi a titolo di liberalità per oltre 5 milioni di euro volti a sostenere iniziative di interesse sociale e sono stati sottoscritti da più di 37.000 clienti del Gruppo UBI. Inoltre sono stati attivati plafond per finanziamenti per oltre 21 milioni di euro destinati a consorzi, imprese e cooperative sociali.
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24 Apr, 2019 | Comunicare il sociale
Regimi Fiscali: quelli previsti dal CTS!
In attesa della pronuncia dell’Unione Europea sulla disciplina dell’impianto tributario previsto dalla riforma, proviamo in questo numero a soffermarci sui nuovi regimi fiscali che, plausibilmente a partire dal 1° gennaio 2020, diventano strategicamente fondamentali per scegliere, tra i regimi fiscali previsti dal CTS, quello più adatto all’ente.
Oltre agli attuali regimi di contabilità, ordinario e semplificato, previsti dal TUIR e che continueranno ad essere disponibili alla scelta dell’ETS, entrano nella platea dei regimi applicabili quelli di natura forfetaria introdotti dagli artt. 80 (per tutti gli ETS non commerciali) e 86 del DLgs. 117/2017 (esclusivamente per le Organizzazioni del volontariato e le Associazioni di promozione sociale, anche se commerciali). Diversamente, restringerà il suo campo d’azione, il regime forfetario regolamentato dalla L. 398/91, il quale attualmente risulta fruibile da un numero ridotto di enti (associazioni sportive dilettantistiche iscritte al Coni, dalle associazioni senza scopo di lucro e dalle pro loco, dalle associazioni bandistiche e dai cori amatoriali, dalle filodrammatiche, di musica e danza popolare).
Soffermandoci ancora sui regimi forfetari, si segnala che l’art. 80 del DLgs. 117/2017 introduce, per tutti gli ETS non commerciali, un regime opzionale di determinazione del reddito mediante i seguenti coefficienti di redditività (per le attività commerciali poste in essere dall’ente):
Attività di prestazioni di servizi:
- · Ricavi fino a € 130.000, coefficiente 7%;
- · Ricavi da € 130.001 a € 300.000, coefficiente 10%;
- · Ricavi oltre € 300.000, coefficiente 17%.
Altre attività:
- · Ricavi fino a € 130.000, coefficiente 5%;
- · Ricavi da € 130.001 a € 300.000, coefficiente 7%;
- · Ricavi oltre € 300.000, coefficiente 14%.
Appare quindi molto appetibile il regime di determinazione forfetaria del reddito, con influenze anche nel campo dell’IVA, introdotto dall’art. 86 del DLgs. 117/2017 per le sole APS e ODV, sia commerciali che non commerciali.
La particolare attrattiva di tale regime opzionale di nuova introduzione poggia su coefficienti di redditività estremamente ridotti (1% per le ODV e 3% per le APS), nonché sull’esclusione dal regime di applicazione dell’IVA che permetterà a tali ETS di emettere fattura fuori dal campo di applicazione IVA ex art. 86 del D. Lgs. 117/2017 ed infine dalla circostanza che essi non saranno considerati sostituti d’imposta con esonero dall’obbligo di effettuare le ritenute alla fonte e di trasmettere la dichiarazione Mod. 770 (oltre all’esonero dalla dichiarazione IVA e dalla tenuta dei registri contabili). Il vero ed unico limite di tale regime coincide con la soglia massima di proventi commerciali, al di sotto della quale tale regime si applica, fissato dal comma 1 in € 130.000 annui, superati i quali l’ETS dovrà spostarsi, dall’anno successivo, all’altro regime forfetario previsto dal TUIR ovvero al regime ordinario o sempli- ficato di determinazione del reddito e dell’IVA.
Non ci resta che attendere l’autorizzazione dell’Unione Europea.
> a cura di Maurizio Grosso, Area Consulenza CSV Napoli
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23 Apr, 2019 | Comunicare il sociale
Pollena Trocchia: la scuola che guarda al futuro non può prescindere l’inclusione.
Un concetto che è stato fatto proprio all’Istituto comprensivo “Gaetano Donizetti” che realizzerà all’interno della sua scuola un’aula studi interamente dedicata agli alunni ed agli studenti con diverse forme di disabilità.
Sarà uno spazio nuovo che comprende diverse progettualità – dalla musicoterapia, pressione motoria, strumenti tattili e computer con software specifici e tanti altri – affiancato da personale specializzato, che sarà realizzato grazie ai fondi europei. Lo ha annunciato la dirigente scolastica Angela Rosauro, al termine delle manifestazioni per la giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, che anche a Pollena Trocchia ha visto il coinvolgimento degli alunni delle elementari e della scuola media, che hanno organizzato un flash mob nel cortile del plesso “Viviani”, in via Salvatore Fusco coinvolgendo i propri compagni affetti dalla sindrome nelle varie manifestazioni, “perché l’amore può aiutare”.
L’aula arricchirà l’istituto comprensivo e, sottolinea la dirigente, servirà per completare le offerte formative per chi ha forme di disabilità. “Nel nostro istituto, che conta una platea di circa 1200 studenti tra materne, elementari e media – spiega Rosauro – abbiamo quasi 50 ragazzi con varie disabilità, e di questi oltre l’80% ha diverse forme della sindrome dello spettro autistico. Un dato che si è triplicato rispetto agli anni passati, e la nostra scuola – prosegue – fa di tutto per trovare la chiave di accesso al mondo di questi bambini, per farli relazionare con quello esterno: qualche volta ci riusciamo, e spesso vengono a trovarmi alunni che sono riusciti ad andare avanti”. L’Istituto comprensivo fa parte del Polo d’Inclusione dell’Ambito territoriale.
Le progettualità e l’attenzione per i bambini con varie disabilità sono in continuo crescendo: la stessa manifestazione nei giorni scorsi è stato un modo per richiamare l’attenzione della politica su un tema complesso quale l’autismo del quale non si conosce che una piccola parte. Si deve quindi sensibilizzare l’opinione pubblica per incrementare la ricerca’”, ha concluso la preside.
di Patrizia Panico
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