Competenze per il futuro, studenti e imprese sociali si incontrano alla Federico II

Mettere in contatto università e Terzo settore, trasformando l’orientamento in opportunità concreta di lavoro. È l’obiettivo dell’Open Day “Competenze per il futuro”, in programma venerdì 8 maggio 2026, dalle 9.30 alle 13.30, al Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, nel complesso di San Giovanni a Teduccio.

L’iniziativa, promossa dal Centro Sperimentale di Sviluppo delle Competenze in Innovazione Sociale, è rivolta a studenti, laureandi e giovani laureati interessati a costruire un percorso nell’economia sociale, con un focus su tirocini curriculari e occasioni di placement.

La mattinata si apre con i saluti istituzionali affidati a Paolo Lanzilli, coordinatore di progetto e presidente della Fondazione del Centro, e a Francesco Pirone, coordinatore del corso di laurea magistrale in Innovazione Sociale della Federico II e presidente del CTS. A seguire l’intervento di Giuseppe Cavaliere, componente del gruppo di coordinamento, che presenta finalità e attività del Centro.

Il keynote è affidato a Flaviano Zandonai, open innovation manager e componente del CTS, con un focus sulle nuove traiettorie dell’economia sociale e sulle opportunità occupazionali per le giovani generazioni.

Spazio poi ai project work con i pitch delle cooperative e delle imprese sociali che ospiteranno i tirocini curriculari. Introduce e modera Marco Traversi, esperto in creazione d’impresa e innovazione sociale. La chiusura operativa è dedicata allo speed dating: dieci postazioni per incontri diretti tra studenti e organizzazioni, con l’obiettivo di favorire il matching tra competenze e fabbisogni.

Partecipano Ambiente Solidale, Bambù, Bartololongo, Capovolti, Città della Luna, Culturadice, La Paranza, Partenapolis, Percorsi e Seme di Pace, realtà che operano in diversi ambiti del welfare, della cultura e dell’inclusione sociale.

L’Open Day si inserisce in un percorso più ampio che punta a rafforzare il legame tra formazione universitaria e innovazione sociale, offrendo ai giovani la possibilità di entrare direttamente nei processi organizzativi delle imprese del territorio. I tirocini previsti – tra le 150 e le 200 ore, da maggio a ottobre 2026 – coinvolgeranno gli studenti in project work su organizzazione, service design, comunicazione, community management e innovazione digitale.

La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria seguendo il seguente link : https://forms.gle/JHhrMQ7yzu7nk3NP8

 

Per maggiori info:

Giuseppe Cavaliere (coordinamento organizzativo): g.cavaliere1973@gmail.com

 

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L’ARTE DI FRANZ CERAMI A PIANURA. L’artista ispira i giovani per raccontare il quartiere

Franz Cerami indaga il quartiere Pianura a Napoli coinvolgendo i più giovani. Al via il laboratorio di digital storytelling guidato dall’artista partenopeo di fama internazionale. Ragazze e ragazzi accompagnano Cerami nel percorso tra arte contemporanea e territorio che si fonderanno nelle opere audiovisive che il grande artista realizzerà nel quartiere di Napoli Ovest.

L’occasione è parte di “Città – Ritratto – Comunità. Per una narrazione visiva dei territori”, progetto dell’associazione CTG Turmed, tra i sette progetti espositivi della seconda edizione di “Visioni contemporanee” promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026. Dopo un primo appuntamento dedicato alla formazione dei giovani e un secondo momento in cui sono stati realizzati ritratti a diverse donne di Pianura si prosegue con altri incontri per esplorare la zona occidentale di Napoli focalizzando l’attenzione su alcuni angoli che ispireranno gli adolescenti e l’artista che porterà, per la prima volta, la sua arte nel popoloso quartiere. Si parte, dunque, dall’ascolto dei residenti con il laboratorio con l’obiettivo di realizzare un ritratto di Pianura partendo dal basso. Da metà maggio 2026 i materiali audiovisivi realizzati dai giovani e dal team di Franz Cerami saranno presentati al pubblico animando il centro giovanile comunale “Pio Maimone – Casa della Cultura” così da creare un confronto tra la ricerca artistica e gli sguardi emersi dal lavoro sul territorio.

A seguire nel quartiere arriverà anche una selezione di opere audiovisive e videoinstallazioni di Franz Cerami che conta esposizioni in tutto il Mondo. Il pubblico sarà accompagnato in un percorso che attraversa i temi centrali della ricerca dell’artista attraverso le opere T2 Portraits, Ritratto di Maratea, Mussu, Denzolu, Face It, Limen Portraits, Remix Portraits e Pink City.

Il progetto è curato dall’associazione CTG Turmed in sinergia con la cooperativa sociale Adesia, con la direzione artistica di Paolo Modugno. L’iniziativa è promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026.

Franz Cerami si divide tra Rio de Janeiro e Napoli, dove è nato nel 1963. Nel 2023 è stato nominato per la terza volta Ambasciatore del Design Italiano nel mondo dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Insegna Retorica e Storytelling Digitale presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Cerami ha prodotto ed esposto le sue opere nelle città di Napoli, Roma, Palermo, Parigi, San Pietroburgo, Lisbona, Rio de Janeiro, Milano, Jerevan, Tirana, San Paolo, Marrakech, Sarajevo, Kuala Lumpur.

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Presentazione del volume dedicato al riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata

In occasione del 44esimo anniversario dell’uccisione di Pio La Torre, ispiratore della Legge che ha previsto per la prima volta nell’ordinamento italiano il reato di associazione mafiosa e la confisca dei patrimoni illeciti, il giorno 30 aprile 2026, alle ore 15:30 presso Casa Glo – La Gloriette, in via Petrarca, 50, Napoli, bene confiscato alla camorra, si terrà la presentazione del volume: “Il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Da maltolto a bene comune. Analisi comparativa della legislazione vigente in Italia e in Europa“.
L’opera analizza la normativa italiana ed europea, nonché la normativa di alcuni Paesi europei, in materia di sequestro, confisca e riuso sociale dei beni sottratti alle mafie ed è stato realizzato grazie al contributo di notevoli studiosi provenienti da ogni parte d’Europa. Hanno contribuito alla stesura del volume la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, il già procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, le studiose, gli studiosi, le esperte e gli esperti Mariagisa Landolfi, Jesús Palomo, Luis Vallés, Riccardo Falcone, Tatiana Giannone, Francesco Menditto, Carla Pansini, Carlo Magri, Roberta Rocco, Emilia Wesolowska, Eugenia Grecu, Nicolae Radu, Caroline Peloso ed Enrico Tedesco.
La giornata sarà dedicata alla riflessione in merito al buon riuso dei beni confiscati in un luogo, La Gloriette, dove la cooperativa sociale “L’Orsa Maggiore” porta avanti percorsi di autonomia dedicati alle giovani e ai giovani con disabilità e si concluderà con un breve aperitivo a cura della stessa cooperativa.

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Debutta in prima nazionale lo spettacolo LA NOIA. Un racconto teatrale sul vuoto esistenziale che attraversa le nuove generazioni

Debutta in prima nazionale giovedì 30 aprile alle ore 21, al Ridotto del Mercadante, lo spettacolo La Noia, scritto e diretto da Manuel Di Martino, in scena con repliche fino a domenica 10 maggio, nuova produzione del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale.

Se ti chiedessero di riassumere la tua vita in un singolo attimo, quale sceglieresti? […] Io ti sto chiedendo il momento più forte. Quello più intenso. Come se la vita all’improvviso ti avesse dato un morso.”

È questo l’incipit che introduce lo spettatore nel cuore della narrazione. Un’opera intensa e provocatoria che interroga il pubblico sul senso dell’esperienza, del limite e della responsabilità individuale attraverso il racconto di una generazione sospesa tra la ricerca di emozioni estreme e la perdita di significato.

In scena Giampiero De Concilio (Renato), Marcello Manzella (Thomas), Francesco Roccasecca (Daniel) e Caterina Tieghi (Lara) danno vita ai quattro giovani protagonisti. Le scene sono firmate da Luigi Ferrigno, i costumi da Giuseppe Avallone, le luci da Desideria Angeloni. Le musiche sono di Gianluigi Montagnaro autore e interprete, insieme a Igor “I FLY” Tonso, anche del brano In the dark di prossima uscita su Spotify.

Quando ci sentiamo realmente vivi? È a partire da questa domanda esistenziale che si intrecciano le vite dei personaggi de La Noia.

Ogni settimana, a mezzanotte, i quattro giovani si incontrano in un appartamento privato, chiamato Il Tempio, dove, tra risate e tempo perso, si raccontano gli attimi di vita rubati e rivissuti nei giorni precedenti. Il gioco è semplice e ha regole ben precise e piuttosto rigide. Ciascuno deve far confessare ad un estraneo quale sia stato l’attimo più significativo della sua esistenza, e riviverlo il più rapidamente possibile.

Tutto sembra funzionare, è divertente, ha una qualche sua filosofia. Finché, uno dei partecipanti del gruppo, in cerca di attimi sempre più estremi, supera il limite. Confessa, infatti, di aver dato fuoco all’auto in cui dormiva un senzatetto e di averlo guardato morire.

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DAL POMODORO ALLE CAGLIATE, L’INVASIONE “SILENZIOSA” CHE SOFFOCA IL MADE IN ITALY

Dal concentrato di pomodoro alle cagliate per fare la mozzarella, ogni giorno passano dal Brennero migliaia di tonnellate di prodotti alimentari stranieri che, in assenza di adeguata trasparenza, alimentano inganni commerciali, rischi sanitari e danni economici alle imprese agricole, schiacciando prezzi, redditi e margini di export, in un momento peraltro già difficile a causa dei rincari dei costi legati alla guerra in Iran. È l’allarme lanciato dagli agricoltori della Campania, giunti al Brennero per unirsi ai colleghi di tutta Italia. A dare man forte al presidente Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo si sono uniti il presidente regionale Ettore Bellelli e il vice presidente nazionale il beneventano Gennarino Masiello.
“Con il Brennero – dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo – prosegue un percorso di mobilitazione che ha coinvolto quasi 100mila agricoltori in tutta Italia, uniti nel rivendicare un cambiamento non più rinviabile. Al centro c’è la madre di tutte le battaglie sindacali: la revisione della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale nel codice doganale, un meccanismo che penalizza il lavoro agricolo nazionale e altera profondamente la trasparenza del mercato”.
La difesa del lavoro delle imprese agricole passa in primis dall’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari venduti in Europa e dalla riforma dell’attuale codice doganale, che consente autentici inganni commerciali grazie alla regola dell’“ultima trasformazione sostanziale”.
Un prodotto simbolo sono le cagliate. “Ne arrivano in Italia 150mila tonnellate, di cui il 90% proprio dal Brennero, secondo un’analisi del Centro Studi Divulga su dati del Ministero della Salute. Sono usate come semilavorato per produrre mozzarelle e altri formaggi a pasta filata, spesso venduti successivamente come “Made in Italy”, intrufolati nei banchi al fianco di quelli originali. Dal valico altoatesino transita anche tra il 75 e l’80% del latte liquido acquistato dalle imprese italiane del settore agroalimentare, della logistica e del commercio. Si tratta di 1,1 milioni di tonnellate che alimentano caseifici e industrie lattiero-casearie per yogurt, formaggi e burro” afferma il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli.
“Un altro prodotto della Campania minacciato dalle importazioni selvagge è il pomodoro. Quello trasformato (256mila tonnellate) consente di realizzare sughi pronti e conserve vendute all’estero come italiane” aggiunge.
Ma ci sono anche i prosciutti freschi (560mila tonnellate), base per prosciutti magari a denominazione di origine Igp i cui disciplinari non prevedono limitazioni geografiche sulla provenienza dei maiali.
Ma il problema riguarda un po’ tutti i prodotti che sono abitualmente presenti sulle tavole degli italiani. “Dai porti arrivano i quasi 6 milioni di tonnellate, ad esempio, di grano tenero straniero usati per fare pane e biscotti, mentre 2,9 milioni di tonnellate di grano duro, compreso quello canadese al glifosato, finiscono nella produzione di pasta secca, simbolo della Dieta mediterranea esportata nel mondo. Le patate seguono a ruota: 857mila tonnellate di kg fresche più 337mila congelate, per un totale di 1,91 milioni, pronte per purè, fritti e piatti tradizionali. L’olio d’oliva tocca le 615mila tonnellate mentre i calamari (67mila tonnellate) riforniscono ristoranti e supermercati per fritture e zuppe di pesce” aggiunge il vice presidente Gennarino Masiello.

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