Luna del Cervo: emozioni sotto il Vesuvio

Un’esperienza unica tra natura, emozione e consapevolezza. Appuntamento Mercoledì 29 Luglio 2026 alle ore 20:30 con l’associazione Terzigno Verde OdV, che propone “Il Rituale della Luna del Cervo”, un percorso immersivo nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, pensato per vivere il territorio attraverso una dimensione più lenta, intima e suggestiva.

Il punto di ritrovo sarà l’Agri Resort del Vesuvio, situato al termine di via Vicinale Lavarella a Terzigno, da cui prenderà il via il percorso guidato. I partecipanti, accompagnati dalla luce della luna piena, percorreranno un facile sentiero in lieve pendenza che conduce fino al suggestivo Bosco della Cupaccia, una pineta immersa nel verde dalla quale si apre un ampio panorama sul territorio vesuviano.

Ad accompagnare il gruppo lungo il cammino sarà la guida naturalistica Francesco Servino, che illustrerà le caratteristiche del paesaggio e degli ambienti attraversati, trasformando la passeggiata in un momento di conoscenza e connessione con il patrimonio naturale del Vesuvio.

Raggiunto il bosco, l’esperienza proseguirà con un momento dedicato al benessere e alla meditazione, guidato dall’insegnante di yoga Rosaria Di Maria, attraverso pratiche ispirate all’ascolto interiore e alla relazione con gli elementi naturali circostanti.

Il percorso sarà arricchito da suggestioni visive e sonore, capaci di accompagnare i partecipanti in un’esperienza immersiva tra natura, silenzio e percezioni.

La durata complessiva dell’esperienza sarà di circa due ore.

Ai partecipanti è consigliato portare uno zaino contenente: un telo mare o un tappetino yoga; una bottiglia d’acqua; un giubbotto leggero.

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Intesa Croce Rossa Italiana e CSVnet per rafforzare la collaborazione sui territori

Lo scorso 28 giugno è stato sottoscritto a Solferino, luogo simbolo per la nascita della Croce Rossa Internazionale, il protocollo d’intesa tra la Croce Rossa Italiana e CSVnet, l’associazione nazionale dei 49 Centri di servizio per il volontariato.
L’accordo, siglato dal presidente della Croce Rossa Italiana Rosario Valastro e da Chiara Tommasini, presidente CSVnet, consolida la collaborazione tra due reti che, con ruoli diversi, operano ogni giorno per sostenere il volontariato e favorire la partecipazione dei cittadini allo sviluppo delle comunità. L’obiettivo è sviluppare iniziative condivise, valorizzare le esperienze presenti nei territori e mettere in relazione competenze e strumenti al servizio delle organizzazioni.

L’intesa assume un significato particolare nel contesto del 2026, proclamato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale dei Volontari per lo Sviluppo Sostenibile (International Volunteer Year 2026). Un’occasione per promuovere iniziative comuni che mettano in evidenza il contributo del volontariato alla qualità della vita delle persone, alla coesione sociale e alla capacità delle comunità di affrontare le trasformazioni in corso.

Tra gli obiettivi del protocollo figurano la promozione della cultura del volontariato e della cittadinanza attiva, la realizzazione di attività formative e di ricerca, il sostegno al ricambio generazionale nelle organizzazioni e la valorizzazione delle esperienze territoriali, anche in vista della Capitale Italiana del Volontariato 2027, titolo assegnato alla città di Verona. L’accordo prevede inoltre una cabina di regia nazionale per accompagnare le iniziative condivise e favorire il raccordo tra la rete dei Comitati della Croce Rossa Italiana e quella dei Centri di servizio per il volontariato.

“Questo accordo consolida il legame tra la Croce Rossa Italiana e i Centri di Servizio per il Volontariato. L’obiettivo è semplice ma importante: far crescere la solidarietà, dare una mano a chi si impegna ogni giorno per gli altri e far nascere nuovi progetti per i nostri territori. Perché, alla fine, “fare rete” non è solo un modo di dire. Significa unire le forze, le storie e quei valori che ci accomunano per essere davvero vicini alle persone quando ne hanno bisogno”, ha commentato il Presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro.

“L’Anno Internazionale dei Volontari per lo sviluppo sostenibile non rappresenta soltanto una ricorrenza, ma un’opportunità per riportare il volontariato al centro del dibattito pubblico come risorsa capace di generare legami, partecipazione e responsabilità condivise – ha dichiarato Chiara Tommasini, presidente di CSVnet –. Con questa intesa rafforziamo la collaborazione tra due reti nazionali che condividono la convinzione che il volontariato non sia soltanto risposta ai bisogni, ma anche uno spazio in cui le persone imparano a prendersi cura della propria comunità. Mettere in rete esperienze e competenze significa creare maggiori opportunità per chi oggi sceglie di impegnarsi e rendere più forte la capacità del volontariato di contribuire allo sviluppo sociale del Paese.”

Il protocollo resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027 e accompagnerà le iniziative che Croce Rossa Italiana e CSVnet realizzeranno insieme a livello nazionale e territoriale.

Cooperiamo per il bene comune: il campo volontariato del Centro Astalli Sud

Grumo Nevano, tre giorni di lavoro volontario al Centro Astalli Sud
Fino a mercoledì 29 luglio, dalle 18 alle 21, il Centro Astalli Sud di Grumo Nevano apre le porte a chi vuole dare una mano con lavori di manutenzione. Pulizia degli spazi, sistemazione del giardino e tinteggiatura sono le attività in programma, da svolgere insieme agli ospiti della struttura.
Il centro accoglie da oltre vent’anni rifugiati e persone in difficoltà nell’area a nord di Napoli. Chi lo gestisce sottolinea come questo tipo di accoglienza rappresenti un’alternativa concreta a politiche nazionali e locali definite sempre più restrittive nei confronti di chi si trova in condizioni di fragilità.
L’appuntamento è al Centro Astalli Sud, in via Giuseppe Mazzini 7. Ai volontari viene chiesto di presentarsi con abiti comodi, pronti a occuparsi in prima persona dei lavori di ristrutturazione degli spazi comuni.

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Lo studio oltre le sbarre: la seconda occasione di Joanderson

Assicurare l’accesso all’istruzione superiore anche a chi sta scontando una pena detentiva: è questo il cuore della collaborazione strategica tra l’Ateneo Federico II di Napoli e il Polo Universitario Penitenziario (PUP). Da questa virtuosa sinergia nasce una nuova storia di successo: Joanderson Monaco ha brillantemente raggiunto il traguardo della laurea in Scienze Gastronomiche Mediterranee, ottenendo il punteggio di 109/110. La sua tesi, dal titolo «Novel food: sostenibilità, accettazione sociale e prospettive applicative delle colture cellulari», ha affrontato un argomento di stretta attualità e dal forte valore scientifico. Il percorso di Monaco ha inizio nel 2022 quando, a due anni dal diploma, decide di immatricolarsi al corso promosso dal PUP. Le lezioni, curate dai docenti del Dipartimento di Agraria, si sono svolte all’interno della Casa Circondariale «Pasquale Mandato» di Secondigliano. In questo contesto, lo studente ha intrapreso un cammino formativo capace di intrecciare cultura, identità territoriale e nuove tendenze della gastronomia, mettendosi subito in luce per la grande dedizione, la serietà e i brillanti voti riportati. Proprio in virtù del suo ineccepibile percorso personale e accademico, a Monaco è stata concessa una misura alternativa al carcere, con l’affidamento in prova ai servizi sociali. Questa misura gli ha consentito di completare gli studi direttamente nella sede universitaria di Portici. Contemporaneamente, il neo-laureato ha trovato un impiego con regolare contratto presso un laboratorio di pasticceria: un’occasione concreta per tradurre sul campo, con passione e rigore professionale, le nozioni apprese durante il percorso di studi.

Danilo Ercolini, Direttore del Dipartimento di Agraria, rimarca l’impatto del progetto: «Il Polo Universitario Penitenziario dimostra nei fatti come sia possibile realizzare un autentico recupero sociale e culturale delle persone private della libertà. La vera vittoria dell’università si misura in percorsi come questo: una persona che incontra la formazione in carcere e sceglie con determinazione di portarla a termine. Possiamo affermare con orgoglio di aver centrato l’obiettivo della rieducazione. Abbiamo seminato valore, dimostrando che la società è pronta a riaccogliere chi sceglie di investire sul proprio futuro e trasformarsi in un professionista».

La vicenda di Joanderson Monaco offre una testimonianza tangibile di come la formazione universitaria vada oltre la semplice trasmissione di nozioni tecniche, configurandosi come una leva fondamentale di emancipazione umana, integrazione e reinserimento nella collettività. Una dimostrazione pratica di come il sistema punitivo debba tendere, come da dettato costituzionale, alla rieducazione dell’individuo. A rimarcare il valore del traguardo è anche la professoressa Manuela Rigano: «La storia accademica di Monaco, germogliata all’interno del Polo Penitenziario, è la prova di come l’alta formazione possa fondere cultura, tutela del territorio e spinta innovativa, rivelandosi uno straordinario motore di riscatto individuale e coesione sociale».

di Adriano Affinito

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DON MIMMO BATTAGLIA, IN VIAGGIO MISSIONARIO, INAUGURA IN TOGO LA NUOVA STRUTTURA POLIFUNZIONALE PER L’ACCOGLIENZA DEI MALATI

A Kouvè, in Togo, l’ospedale delle Suore della Provvidenza custodisce, dal 1986, una storia  di dedizione e di speranza costruita «mattone su mattone». Nato come centro di recupero nutrizionale per i bambini colpiti da malnutrizione severa, l’ospedale è cresciuto negli anni fino a diventare un vero e proprio complesso ospedaliero, riconosciuto dallo Stato togolese come Centro Medico-Sociale, e ha sempre accolto ogni malato senza distinzione di razza o di religione.
Fino a poco tempo fa, però, i pazienti in condizioni più fragili erano costretti ad attendere cure ed esami in un semplice appatam, una capanna aperta al sole e alle intemperie, priva di ogni possibilità di ascolto riservato. Una condizione che stride con la dignità dovuta a chi soffre, e a cui la Chiesa di Napoli ha scelto di rispondere concretamente.
È così che, grazie alla Caritas e  all’Arcidiocesi di Napoli, quello spazio precario si è trasformato in una moderna sala polifunzionale, capace di garantire accoglienza, riservatezza e cura secondo gli standard sanitari nazionali. Oggi ogni paziente può contare su uno spazio dignitoso, nella consapevolezza che dietro la sofferenza fisica si nasconde spesso un cuore impaurito, segnato dalla solitudine e dal timore dell’abbandono.
L’intervento si inserisce nel solco delle Opere Segno che la Diocesi di Napoli ha voluto realizzare durante l’Anno Giubilare «Pellegrini di Speranza» 2025, e resterà un segno duraturo e visibile di una presenza fraterna tra chiese sorelle, custodito nel cuore della comunità, dei malati e di chi lavora quotidianamente in ospedale. Sarà proprio l’Arcivescovo Metropolita di Napoli don Mimmo Battaglia, in occasione del viaggio missionario in Togo previsto dal 27 luglio al 2 agosto, a benedire la nuova struttura: la celebrazione si terrà il 30 luglio insieme al vescovo di Kouvè. Nei giorni successivi il Cardinale farà visita alle Opere Missionarie delle Suore della Provvidenza, presenti in Togo da oltre cinquant’anni.
San Luigi Scrosoppi, fondatore delle Suore della Provvidenza, era solito ripetere alle sue consorelle: «Provvidenza di Dio… provvedeteci voi». E così, ancora una volta, è stato, grazie all’impegno costante della Chiesa di Napoli e della sua Caritas diocesana.
La Diocesi di Napoli accompagna spiritualmente don Mimmo in questo viaggio missionario, nel carisma della prossimità che egli incarna e traduce nel proprio ministero episcopale, affinché ogni cuore, superando confini geografici e mentali, possa sentire e vivere che «ogni uomo è mio fratello».

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