Iscrizione anagrafica di prossimità: da Marigliano un modello che restituisce diritti alle vittime di sfruttamento lavorativo

La lotta allo sfruttamento lavorativo non comincia soltanto con la repressione dei fenomeni criminali, ma dal riconoscimento effettivo dei diritti delle persone.

È questo il messaggio emerso dalla conferenza stampa che si è svolta presso la Sala Consiliare del Comune di Marigliano, durante la quale sono stati presentati i risultati dei primi sei mesi dell’iscrizione anagrafica di prossimità per le persone vittime di sfruttamento lavorativo e caporalato, promossa dal Comune di Marigliano insieme alla Rete Vesuviana Solidale nell’ambito del Polo Sociale regionale del progetto Su.Pr.Eme. 2 – Lotto 4 Area Vesuviana.

L’esperienza avviata da Marigliano non nasce con l’obiettivo di rimanere un caso isolato. Fin dalla sua approvazione, l’iscrizione anagrafica di prossimità è stata concepita come un modello amministrativo replicabile, capace di offrire una risposta concreta a uno dei principali ostacoli che impediscono alle persone vittime di sfruttamento di uscire da condizioni di ricattabilità e di accedere ai diritti fondamentali. Non a caso, nei mesi scorsi l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania, Andrea Morniroli, ha trasmesso una specifica nota a tutti i Comuni campani invitando le amministrazioni locali a conoscere e valutare l’adozione di questa esperienza quale buona pratica di inclusione sociale.

A sei mesi dall’avvio della misura, i numeri raccontano una realtà che va ben oltre una semplice innovazione amministrativa. Venticinque persone hanno potuto ottenere un’iscrizione anagrafica che ha consentito loro di uscire da una condizione di invisibilità amministrativa e di iniziare un concreto percorso di emancipazione. Tra queste, quattordici erano state segnalate dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni a seguito di accessi ispettivi, mentre nove sono state individuate direttamente dagli operatori dello Sportello regionale di contrasto al caporalato. Grazie a questo strumento sono già stati rilasciati quattro permessi di soggiorno per sfruttamento lavorativo, altre dieci procedure sono in corso, cinque persone hanno potuto accedere con urgenza alle cure sanitarie, tre hanno ottenuto l’accesso all’Assegno di Inclusione, mentre sono stati attivati otto tirocini lavorativi e tredici percorsi formativi.

Ad aprire i lavori sono stati il Sindaco di Marigliano Gaetano Bocchino, l’Assessore alle Politiche Sociali Luigi Amato e l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Scisciano Raffaele Ambrosino, che hanno sottolineato il valore di una collaborazione stabile tra istituzioni, terzo settore e comunità locali per costruire strumenti concreti di inclusione e contrasto allo sfruttamento.

«Questa non è una celebrazione – ha affermato l’assessore Luigi Amato – ma il racconto degli effetti concreti prodotti da una scelta amministrativa che consideriamo un autentico atto di civiltà.»

Il Sindaco Gaetano Bocchino ha ricordato come l’Amministrazione abbia scelto di sostenere questa misura nella convinzione che «quando un’istituzione può aiutare concretamente persone ridotte in condizioni di sfruttamento e di semischiavitù, ha il dovere di farlo», sottolineando come la tutela della dignità delle persone rappresenti anche uno strumento di rafforzamento della legalità e della coesione sociale.

Nel suo intervento, Alessio Malinconico, presidente dell’associazione Restiamo Umani e attivista della Rete Vesuviana Solidale, ha ricordato come l’iscrizione anagrafica per domicilio non costituisca una concessione dell’amministrazione, ma l’applicazione di un diritto già previsto dall’ordinamento italiano e recentemente ribadito anche dall’ISTAT e dall’ANUSCA. Senza una residenza anagrafica, infatti, una persona può trovarsi nell’impossibilità di ottenere un contratto di lavoro regolare, accedere al Servizio Sanitario Nazionale, ritirare un permesso di soggiorno già riconosciuto o aprire un conto corrente, rimanendo intrappolata proprio nelle condizioni che alimentano sfruttamento e caporalato.

Il momento più intenso della conferenza è stato rappresentato dalle testimonianze di Imrul Khayes e Joy Md Farhan Rahim, due lavoratori di origine bengalese che hanno raccontato il percorso che li ha condotti, attraverso la presa in carico dello Sportello e l’iscrizione anagrafica di prossimità, dal lavoro irregolare e dallo sfruttamento alla possibilità di ottenere un permesso di soggiorno, un contratto di lavoro e una prospettiva di autonomia. Le loro storie hanno restituito un volto concreto ai dati illustrati nel corso dell’incontro, mostrando come un diritto apparentemente amministrativo possa trasformarsi nella chiave di accesso a una nuova possibilità di vita.

Significativo, in questo senso, il percorso di Joy Md Farhan Rahim, che dopo essere stato vittima di sfruttamento lavorativo è oggi mediatore culturale del progetto Su.Pr.Eme. 2, a testimonianza di come percorsi efficaci di presa in carico possano trasformare le persone da vittime di sfruttamento a protagoniste attive dei processi di inclusione e di tutela dei diritti.

Nel dibattito sono intervenuti anche Fedele Salvatore, presidente della cooperativa sociale Irene ’95 e del CNCA Campania, Ojjal Mia, lavoratore, mediatore culturale e attivista della Rete Vesuviana Solidale, e Ayoub Halloumi, operatore per l’integrazione dell’associazione Restiamo Umani. Da prospettive diverse, tutti hanno richiamato la necessità di considerare l’iscrizione anagrafica non come una misura eccezionale, ma come uno strumento ordinario di garanzia dei diritti e di contrasto alle condizioni di ricattabilità che alimentano lo sfruttamento lavorativo.

La conferenza ha rappresentato anche un momento di rilancio del percorso avviato sul territorio. Dopo Marigliano, il Comune di Scisciano sta completando l’iter amministrativo per l’attivazione della misura, mentre il Comune di Poggiomarino ha già avviato le prime iscrizioni anagrafiche di prossimità, delineando una rete territoriale sempre più ampia di enti locali impegnati nel contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato.

L’auspicio condiviso da amministratori, operatori e organizzazioni intervenute è che questo percorso possa estendersi rapidamente ad altri Comuni della Campania, raccogliendo l’invito già rivolto dalla Regione agli enti locali. Ma la prospettiva è ancora più ampia. Le criticità emerse nel corso della conferenza – dalle distorsioni del sistema del decreto flussi alle difficoltà di accesso alla residenza, ai documenti, alla sanità e al lavoro regolare – interessano migliaia di persone su tutto il territorio nazionale.

Per questo motivo, l’esperienza sviluppata a Marigliano si propone oggi come un modello di politica pubblica replicabile, capace di coniugare tutela dei diritti, contrasto allo sfruttamento e promozione della legalità. L’obiettivo è che l’iscrizione anagrafica di prossimità non rimanga un’esperienza circoscritta a pochi territori, ma possa essere adottata sempre più diffusamente a livello regionale e nazionale, contribuendo a costruire un sistema nel quale nessuna persona vittima di sfruttamento sia costretta a rimanere invisibile perché privata dell’accesso ai propri diritti fondamentali.

 

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Il decalogo AISLA per l’estate

Il caldo può rendere più complessa la quotidianità delle persone con SLA e delle loro famiglie. Organizzare una partenza, trascorrere qualche giorno fuori casa o affrontare le temperature elevate nel proprio ambiente richiede attenzione, preparazione e la possibilità di contare su riferimenti competenti.
Per questo AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica pubblica “Il decalogo AISLA per l’estate”, dieci indicazioni pratiche dedicate alle persone con SLA, ai caregiver e alle famiglie.
Il documento raccoglie informazioni utili per prevenire le criticità legate alle alte temperature e preparare con maggiore sicurezza la vita quotidiana, gli spostamenti e le vacanze. Dalla gestione dell’idratazione e dell’alimentazione all’organizzazione delle terapie, dall’attenzione agli ausili e ai dispositivi alla pianificazione dell’assistenza e dei trasporti: il decalogo aiuta a considerare in anticipo ciò che può fare la differenza.
Non si tratta di una lista di divieti, ma di uno strumento per orientarsi. Perché anche una giornata fuori casa, una partenza o un cambiamento nelle abitudini diventano più semplici quando bisogni, contatti e possibili imprevisti sono stati valutati per tempo.
«Con questo decalogo vogliamo offrire alle famiglie uno strumento essenziale, concreto e immediatamente utilizzabile», dichiara Fulvia Massimelli, presidente nazionale AISLA. «Quando si convive con la SLA, anche ciò che per molti è ordinario può richiedere un’organizzazione complessa. Avere informazioni chiare e sapere a chi rivolgersi significa poter compiere scelte più consapevoli e affrontare l’estate con maggiore sicurezza. È esattamente il senso di Ovunque Vicini: fare in modo che la competenza possa raggiungere le persone, ovunque si trovino».
L’iniziativa nasce nell’ambito di Ovunque Vicini – Cura specialistica per le persone con SLA, il progetto promosso da AISLA per offrire orientamento e consulenza specialistica a distanza, favorendo la continuità della presa in carico e il raccordo con i servizi presenti sul territorio.
Dal 15 luglio il servizio è attivo su tutto il territorio nazionale. Le persone con SLA e le loro famiglie possono rivolgersi alla Centrale Operativa di Ovunque Vicini, attiva tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 20.00. I bisogni sanitari vengono valutati e, quando necessario, indirizzati verso il consulto specialistico; quelli sociali, assistenziali e organizzativi trovano risposta attraverso il Centro di Ascolto e la rete territoriale AISLA.
Il decalogo sarà disponibile sul sito e sull’APP di AISLA e diffuso attraverso i canali social dell’Associazione.
Perché l’estate non ha bisogno di promesse: ha bisogno di informazioni affidabili, organizzazione e riferimenti che restino presenti. “Il decalogo AISLA per l’estate” è un’iniziativa di Ovunque Vicini.
“Ovunque Vicini – Cura specialistica per le persone con SLA” è un progetto promosso da AISLA APS in collaborazione con Fondazione Serena Onlus. È finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Ministro per le Disabilità, a valere sul Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità.

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Ricerca oncologica: presidio dei lavoratori del Pascale, a rischio i posti di lavoro

Martedì 28 luglio, alle ore 16.00, sotto la sede della Regione Campania, in via Santa Lucia a Napoli, si raduneranno sotto
le bandiere della FP CGIL di Napoli i borsisti e i 44 lavoratori della ricerca del polo oncologico campano, assunti con i fondi del PNRR. La protesta nasce per contrastare il ricorso sistematico a impieghi a termine e, soprattutto, per scongiurare che da agosto prendano avvio i primi recessi dei loro contratti.
Si tratta di professionisti impegnati nella ricerca oncologica presso l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale, assunti negli ultimi anni grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per potenziare l’attività scientifica del polo campano. I loro contratti, legati alla natura temporanea di quei fondi, cominceranno a scadere nelle prossime settimane, senza che al momento sia stata individuata una soluzione per la loro stabilizzazione: una prospettiva che rischia di disperdere competenze scientifiche costruite in anni di lavoro e riconosciute anche a livello internazionale.
Il presidio del 28 luglio arriva a pochi giorni da un primo sit-in organizzato all’esterno dell’istituto. «Dopo il sit-in di qualche giorno fa svolto all’esterno del Pascale — spiega Antimo Morlando, segretario regionale Sanità Pubblica della FP CGIL — si è deciso di continuare la protesta con un presidio sotto la sede della Regione Campania.
È mortificante l’indifferenza che la politica riserva a questi validissimi ricercatori — aggiunge Morlando — molti dei quali pluripremiati o che hanno rinunciato a proposte professionali all’estero pur di restare nella nostra comunità, e che oggi rischiano comunque di ritrovarsi senza lavoro. Ci auguriamo che il Presidente Fico possa ascoltarli e prorogare almeno i primi contratti in scadenza — conclude Morlando — per darci il tempo di portare avanti, a Roma, la richiesta al Ministro della Salute di percorsi rapidi di stabilizzazione».

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Luna del Cervo: emozioni sotto il Vesuvio

Un’esperienza unica tra natura, emozione e consapevolezza. Appuntamento Mercoledì 29 Luglio 2026 alle ore 20:30 con l’associazione Terzigno Verde OdV, che propone “Il Rituale della Luna del Cervo”, un percorso immersivo nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, pensato per vivere il territorio attraverso una dimensione più lenta, intima e suggestiva.

Il punto di ritrovo sarà l’Agri Resort del Vesuvio, situato al termine di via Vicinale Lavarella a Terzigno, da cui prenderà il via il percorso guidato. I partecipanti, accompagnati dalla luce della luna piena, percorreranno un facile sentiero in lieve pendenza che conduce fino al suggestivo Bosco della Cupaccia, una pineta immersa nel verde dalla quale si apre un ampio panorama sul territorio vesuviano.

Ad accompagnare il gruppo lungo il cammino sarà la guida naturalistica Francesco Servino, che illustrerà le caratteristiche del paesaggio e degli ambienti attraversati, trasformando la passeggiata in un momento di conoscenza e connessione con il patrimonio naturale del Vesuvio.

Raggiunto il bosco, l’esperienza proseguirà con un momento dedicato al benessere e alla meditazione, guidato dall’insegnante di yoga Rosaria Di Maria, attraverso pratiche ispirate all’ascolto interiore e alla relazione con gli elementi naturali circostanti.

Il percorso sarà arricchito da suggestioni visive e sonore, capaci di accompagnare i partecipanti in un’esperienza immersiva tra natura, silenzio e percezioni.

La durata complessiva dell’esperienza sarà di circa due ore.

Ai partecipanti è consigliato portare uno zaino contenente: un telo mare o un tappetino yoga; una bottiglia d’acqua; un giubbotto leggero.

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Intesa Croce Rossa Italiana e CSVnet per rafforzare la collaborazione sui territori

Lo scorso 28 giugno è stato sottoscritto a Solferino, luogo simbolo per la nascita della Croce Rossa Internazionale, il protocollo d’intesa tra la Croce Rossa Italiana e CSVnet, l’associazione nazionale dei 49 Centri di servizio per il volontariato.
L’accordo, siglato dal presidente della Croce Rossa Italiana Rosario Valastro e da Chiara Tommasini, presidente CSVnet, consolida la collaborazione tra due reti che, con ruoli diversi, operano ogni giorno per sostenere il volontariato e favorire la partecipazione dei cittadini allo sviluppo delle comunità. L’obiettivo è sviluppare iniziative condivise, valorizzare le esperienze presenti nei territori e mettere in relazione competenze e strumenti al servizio delle organizzazioni.

L’intesa assume un significato particolare nel contesto del 2026, proclamato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale dei Volontari per lo Sviluppo Sostenibile (International Volunteer Year 2026). Un’occasione per promuovere iniziative comuni che mettano in evidenza il contributo del volontariato alla qualità della vita delle persone, alla coesione sociale e alla capacità delle comunità di affrontare le trasformazioni in corso.

Tra gli obiettivi del protocollo figurano la promozione della cultura del volontariato e della cittadinanza attiva, la realizzazione di attività formative e di ricerca, il sostegno al ricambio generazionale nelle organizzazioni e la valorizzazione delle esperienze territoriali, anche in vista della Capitale Italiana del Volontariato 2027, titolo assegnato alla città di Verona. L’accordo prevede inoltre una cabina di regia nazionale per accompagnare le iniziative condivise e favorire il raccordo tra la rete dei Comitati della Croce Rossa Italiana e quella dei Centri di servizio per il volontariato.

“Questo accordo consolida il legame tra la Croce Rossa Italiana e i Centri di Servizio per il Volontariato. L’obiettivo è semplice ma importante: far crescere la solidarietà, dare una mano a chi si impegna ogni giorno per gli altri e far nascere nuovi progetti per i nostri territori. Perché, alla fine, “fare rete” non è solo un modo di dire. Significa unire le forze, le storie e quei valori che ci accomunano per essere davvero vicini alle persone quando ne hanno bisogno”, ha commentato il Presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro.

“L’Anno Internazionale dei Volontari per lo sviluppo sostenibile non rappresenta soltanto una ricorrenza, ma un’opportunità per riportare il volontariato al centro del dibattito pubblico come risorsa capace di generare legami, partecipazione e responsabilità condivise – ha dichiarato Chiara Tommasini, presidente di CSVnet –. Con questa intesa rafforziamo la collaborazione tra due reti nazionali che condividono la convinzione che il volontariato non sia soltanto risposta ai bisogni, ma anche uno spazio in cui le persone imparano a prendersi cura della propria comunità. Mettere in rete esperienze e competenze significa creare maggiori opportunità per chi oggi sceglie di impegnarsi e rendere più forte la capacità del volontariato di contribuire allo sviluppo sociale del Paese.”

Il protocollo resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027 e accompagnerà le iniziative che Croce Rossa Italiana e CSVnet realizzeranno insieme a livello nazionale e territoriale.