20 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Sabato mattina i carabinieri della compagnia di Caivano sono intervenuti nell’istituto scolastico Morano all’interno del Parco Verde su richiesta della dirigente scolastica.
Tre ragazzini – due hanno 13 anni mentre il terzo ne ha 14 – erano stati trovati in possesso di 3 coltelli.
I tre ragazzini sono stati segnalati alla Procura per i minorenni di Napoli per poi essere affidati ai rispettivi genitori. Le armi sono state sequestrate.
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20 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Anche quest’anno l’Associazione di Promozione Sociale P.A.S.E. realizza un progetto dedicato alla tutela dell’ambiente e all’ecosostenibilità, dal titolo “Produci-Amo arte e accessori sostenibili”, sostenuto dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese.
Le attività si svolgeranno presso l’Istituto Ozanam nel Rione Sanità, nel periodo compreso tra novembre 2025 e gennaio 2026, e presso la Cooperativa Sociale Occhi Aperti di Scampia, da gennaio a giugno 2026.
“Produci-Amo arte e accessori sostenibili” nasce con l’obiettivo di sensibilizzare bambini e ragazzi al rispetto dell’ambiente attraverso attività creative e laboratori pratici. L’iniziativa intende educare le nuove generazioni alla sostenibilità e al riuso dei materiali, mostrando come ogni oggetto possa essere trasformato e avere una seconda vita, nel rispetto del Creato.
Il progetto include inoltre un percorso di orientamento scolastico in classe, con sessioni pratiche e teoriche che consentono agli studenti di sperimentare le proprie attitudini e potenzialità, favorendo una maggiore consapevolezza rispetto al proprio futuro formativo e professionale.
Scuola e famiglia sono riconosciute come attori fondamentali dell’educazione ambientale, anche se spesso fattori sociali o territoriali ne limitano l’efficacia. Il progetto si propone quindi come un’occasione educativa concreta, capace di stimolare comportamenti responsabili e consapevoli nei confronti del pianeta.
Particolare attenzione è rivolta ai più piccoli, che verranno guidati nel riconoscimento, nella differenziazione e nel corretto smaltimento dei rifiuti, oltre che nella realizzazione di lavori artistici con materiali naturali e coloranti ecologici ricavati da piante e spezie. Tutti gli oggetti realizzati saranno donati alle strutture ospitanti, con finalità espositive o benefiche.
Attraverso l’unione tra arte, scienza e sostenibilità, il progetto vuole offrire ai ragazzi una nuova prospettiva: imparare a vedere in ogni materiale una risorsa e a trasformare con consapevolezza ciò che la natura offre, contribuendo così alla costruzione di un futuro più verde e armonioso.
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17 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Sarà presentato lunedì 20 ottobre 2025, alle 10.30, presso la Sala dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, il Family Film Festival, la prima rassegna interamente dedicata ai cortometraggi realizzati su tematiche familiari, che si svolgerà a Napoli dal 20 al 27 ottobre.
Il festival rappresenta l’epilogo del Progetto “Azione Famiglia”, avviato nel gennaio 2024 e promosso dal Forum Provinciale delle Associazioni Familiari di Napoli e dall’Associazione NOI del Forum APS, con il coinvolgimento attivo di studenti e genitori dell’I.C. Virgilio IV e dell’I.P.S.E.O.A. Duca di Buonvicino.
Durante la conferenza stampa interverranno:
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Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, per i saluti istituzionali;
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Giuliana Sepe, presidente del Forum delle Associazioni Familiari di Napoli e ideatrice del Family Film Festival;
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Francesco Manca, giornalista e presidente UCID Napoli;
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Domenico Ciruzzi, direttore artistico del Festival;
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Michelangelo Pascali, docente dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”;
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Lucia Vollaro, dirigente scolastica dell’I.C. Virgilio IV di Scampia;
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Enrico Maria Cotugno, componente del Consiglio Direttivo della Fondazione Gagliardi Marino Angeloni.
Saranno inoltre presenti i sottoscrittori del Protocollo d’intesa del Progetto Azione Famiglia, segno della forte rete istituzionale e culturale che sostiene l’iniziativa.
Il Family Film Festival si propone di valorizzare il cinema come strumento educativo e inclusivo, capace di raccontare la famiglia nelle sue molteplici sfumature e di promuovere il dialogo intergenerazionale attraverso il linguaggio audiovisivo.
Alla realizzazione hanno collaborato, a titolo gratuito, docenti provenienti dall’Università Federico II di Napoli (Master in Drammaturgia e Cinematografia), dall’Università Suor Orsola Benincasa, dall’Accademia di Belle Arti di Napoli e dal Conservatorio San Pietro a Majella.
L’iniziativa gode del patrocinio gratuito del Comune di Napoli, del Patto Educativo per Napoli e del MED – Associazione Italiana per l’Educazione ai Media e alla Comunicazione, oltre al sostegno di numerosi partner: CSV Napoli, Istituto Italiano di Studi Filosofici, Real Orto Botanico di Napoli, Teatro Trianon Viviani, Fondazione Gagliardi Marino Angeloni, Ordine dei Giornalisti della Campania, L’Antica Pizzeria da Michele, Caritas Diocesana di Napoli, Ordine degli Avvocati di Napoli, UCSI Campania e AIDU.
Durante la conferenza stampa saranno presentati il programma, le sezioni tematiche e le collaborazioni che animeranno la settimana di proiezioni, incontri e momenti di confronto.
Un festival che nasce per parlare di famiglia con il linguaggio universale del cinema: uno spazio di cultura, formazione e speranza che mette al centro le persone, i legami e la comunità.
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17 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Oggi, 17 ottobre, si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, ma i numeri diffusi dall’UNICEF invitano a una riflessione profonda: nel mondo, quasi un miliardo di bambini vive in condizioni di povertà multidimensionale, mentre oltre 300 milioni sopravvivono con meno di 2,15 dollari al giorno e 800 milioni con meno di 3,65 dollari.
«È allarmante che negli ultimi anni i progressi nella riduzione della povertà infantile abbiano subito un rallentamento – ha dichiarato Nicola Graziano, presidente dell’UNICEF Italia –. Le minacce globali come conflitti, crisi climatica e aumento del costo della vita hanno contribuito a questo arretramento. La povertà infantile è una sfida universale: esiste in ogni Paese, anche in quelli ad alto reddito».
Secondo l’UNICEF, anche brevi periodi di povertà possono compromettere lo sviluppo fisico e cognitivo dei bambini. «La povertà dei bambini non è statica – ha aggiunto Graziano –. Famiglie e minori possono entrare e uscire da situazioni di disagio economico spinte da eventi improvvisi come perdita del lavoro, sfollamenti o disastri naturali».
La fotografia italiana non è più confortante: secondo gli ultimi dati ISTAT 2024, la povertà assoluta coinvolge oltre 1 milione e 283mila minorenni, pari al 13,8% dei bambini residenti, con picchi del 16,4% nel Mezzogiorno. Un dato stabile rispetto al 2023, ma ancora ai massimi livelli dal 2014.
Per questo, l’UNICEF Italia ha ribadito che la povertà dei bambini è una scelta politica, chiedendo al Governo di valutare l’impatto delle nuove misure economiche in base al miglioramento reale delle condizioni dei minori.
Con il Monitoraggio 2025 – “Le cose da fare: Agenda UNICEF 2022–2027”, l’organizzazione propone una serie di azioni concrete: dal rispetto del principio di non discriminazione all’attuazione del Piano nazionale per la garanzia dell’infanzia, fino all’aumento degli investimenti in servizi sociali, educativi, sanitari e culturali di qualità.
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17 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Un nuovo sportello multilingue per contrastare in modo più efficace lo sfruttamento lavorativo, che spesso colpisce i cittadini stranieri e i lavoratori extracomunitari. È la nuova iniziativa presentata questa mattina nella sede dell’Ispettorato del Lavoro dell’Area Metropolitana di Napoli, in via Amerigo Vespucci, durante un incontro che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della magistratura e delle forze dell’ordine.
Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal Ministero dell’Interno e attuato in collaborazione con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’OIM – Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e il FAMI – Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, prevede l’apertura di uno sportello attivo ogni venerdì dalle 9.30 alle 12.30, dove mediatori culturali e personale specializzato offriranno assistenza ai lavoratori stranieri vittime di abusi, sfruttamento o caporalato.
«Si tratta di uno step fondamentale nel percorso di contrasto al fenomeno dello sfruttamento lavorativo – ha dichiarato Giuseppe Cantisano, direttore dell’Ispettorato dell’Area Metropolitana di Napoli –. Lo sportello multilingue è un punto di ascolto e di denuncia per chi vive situazioni di irregolarità e di sfruttamento. Negli ultimi anni abbiamo riscontrato oltre 500 lavoratori stranieri, per il 50% irregolari, impiegati in condizioni di sfruttamento da parte di sedicenti datori di lavoro poi denunciati alla Procura della Repubblica per il reato previsto dall’articolo 603 bis del Codice penale, che punisce l’intermediazione illecita e lo sfruttamento della manodopera. In molti casi – ha aggiunto Cantisano – le attività imprenditoriali coinvolte sono state sospese. Serve ora una rete istituzionale ancora più forte per debellare definitivamente questo fenomeno».
Il direttore ha ricordato anche gli interventi della Multi Agenzia, che ha operato in particolare nel settore tessile del territorio vesuviano e dell’area Nord di Napoli, dove sono stati scoperti laboratori gestiti da imprenditori del Bangladesh con manodopera connazionale impiegata in condizioni di sfruttamento. «Il problema del caporalato – ha sottolineato – non è solo legato al lavoro in sé, ma coinvolge sicurezza, legalità, rispetto dei contratti e dignità delle persone. È un tema che abbraccia l’intero sistema di controllo e vigilanza».
Sulla stessa linea l’intervento di Aldo Policastro, procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli, che ha riconosciuto i progressi compiuti ma anche le criticità ancora da affrontare: «Qualcosa è stato fatto, ma molto resta da fare. Le condizioni di sfruttamento sono così gravi da spingere le persone ad accettare lavori inaccettabili. Le istituzioni devono essere accoglienti e in grado di intercettare i bisogni reali, soprattutto dei lavoratori stranieri. Aprire uno sportello con mediatori culturali – ha spiegato Policastro – significa dare un segnale forte: non bisogna considerare lo sfruttamento come inevitabile, ma combatterlo con strumenti concreti, fino al sequestro delle imprese responsabili».
Un quadro più ampio della situazione nazionale è stato tracciato da Aniello Pisanti, direttore centrale della Direzione Centrale Vigilanza e Sicurezza del Lavoro dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che ha fornito dati significativi: «Negli ultimi anni abbiamo sottoposto a verifica circa 8.000 imprese, controllando quasi 50.000 posizioni lavorative. Grazie alla collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, siamo riusciti a offrire assistenza concreta a molti lavoratori sfruttati, non solo reprimendo i reati ma anche aiutando le vittime con percorsi di tutela e reinserimento».
Pisanti ha affrontato anche uno dei nodi centrali del problema: l’omertà. «Il silenzio è il principale alleato dello sfruttamento. Molti lavoratori, per paura di perdere il lavoro o di essere espulsi, non denunciano. Con questi progetti vogliamo far capire che chi collabora con le autorità non viene punito ma protetto, e può essere accompagnato verso un impiego regolare. Anche l’opinione pubblica deve capire che rispettare le regole conviene a tutti: chi lavora a basso costo danneggia l’intero sistema economico e sociale».
A chiudere l’incontro, l’intervento dell’assessore regionale all’Immigrazione e alla Sicurezza, Mario Morcone, che ha ringraziato l’Ispettorato per il lavoro svolto e per la nuova iniziativa: «Sul tema del caporalato c’è ancora chi non vuole vedere. C’è chi costruisce il proprio benessere sulla pelle di persone fragili, costrette ad accettare qualsiasi condizione per sopravvivere. Lo sportello multilingue rappresenta un passo concreto nella giusta direzione: ascoltare, proteggere e restituire dignità a chi lavora».
di Antonio Sabbatino
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