Sant’Agnello Pink Race: la città si tinge di rosa per sostenere la ricerca sui tumori femminili

Dopo il successo della prima edizione, sabato 25 ottobre torna la Sant’Agnello Pink Race, la camminata solidale che colora di rosa le strade cittadine. L’appuntamento è in piazza Matteotti dalle 9 del mattino, per un evento che unisce sport, prevenzione e solidarietà a sostegno della Fondazione Umberto Veronesi, impegnata da oltre vent’anni nella ricerca sui tumori femminili.

La manifestazione è promossa dal Comune di Sant’Agnello e dalla Commissione Pari Opportunità, Politiche di Genere e Diritti Civili. «La Sant’Agnello Pink Race unisce solidarietà, prevenzione e cura del benessere psicofisico – dichiarano il sindaco Antonino Coppola, la vicesindaca Maria Russo e la consigliera delegata allo sport Rosa Mastellone – Scegliamo di partecipare insieme, ognuno al proprio passo, per sostenere la ricerca e incoraggiare chi sta affrontando momenti difficili legati alla salute. Come recita la maglietta di questa edizione: la salute inizia con un passo

Dopo il riscaldamento, la partenza è fissata per le 10:00: un percorso di circa 4 chilometri tra le vie cittadine, aperto a tutti, indipendentemente da età o preparazione fisica. Il cammino si concluderà intorno alle 11:00, sempre in piazza Matteotti, con testimonianze, musica, esibizioni e riconoscimenti simbolici.

Durante la cerimonia finale sarà annunciato l’importo raccolto grazie alle iscrizioni e alle donazioni, che sarà devoluto alla Fondazione Veronesi per finanziare progetti e ricercatori impegnati nello studio dei tumori femminili.

La partecipazione prevede un contributo minimo di 5 euro, con possibilità di aggiungere una donazione libera. È possibile iscriversi compilando il modulo online al link:

forms.gle/Qjs5Zi9gUqS2TyEj7.

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Nuovi progetti solidali per il Santobono, il carcere di Aversa e la nuova stagione formativa

  Si è svolta nella Sala Consiliare del Comune di Pompei la conferenza stampa di presentazione dei nuovi progetti solidali a sostegno della Fondazione Santobono Pausilipon, della Casa di Reclusione di Aversa e delle attività della Vincenzo Iannucci Academy, punto di riferimento nazionale per la formazione nell’arte bianca di pizzaioli e pasticcieri. 

All’incontro hanno preso parte il Sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, che ha elogiato il lavoro e l’impegno di Vincenzo Iannucci nel promuovere una formazione di qualità e valori di solidarietà, e l’On. Mario Casillo, Consigliere della Regione Campania, che ha sottolineato l’importanza del legame tra istituzioni e realtà formative del territorio.

Durante la conferenza sono stati presentati due importanti progetti solidali che testimoniano la missione sociale dell’Accademia:

  • “Le Mani che Donano”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Santobono Pausilipon, dedicato ai bambini ricoverati negli ospedali pediatrici. I pizzaioli dell’Accademia terranno incontri e laboratori per insegnare ai piccoli pazienti come preparare la pizza, regalando momenti di gioia e condivisione.
  • Progetto con la Casa di Reclusione di Aversa, che prevede corsi di formazione per detenuti finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro, offrendo una seconda possibilità attraverso la conoscenza e la professionalità nell’arte bianca.

All’evento hanno partecipato la dott.ssa Flavia Matrisciano, Direttrice della Fondazione Santobono Pausilipon e il dott. Angelo Russo funzionario pedagogico della Casa Circondariale di Aversa.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre annunciata l’apertura ufficiale dei nuovi corsi dell’Accademia, rivolti a pizzaioli e professionisti del settore, con l’obiettivo di ampliare le competenze e diffondere una cultura dell’eccellenza accessibile e inclusiva. 

Vincenzo Iannucci, partner ufficiale di Molini Pivetti, fondatore e guida dell’Academy ha dichiarato:

“Credo profondamente che la formazione debba essere non solo un percorso professionale, ma anche umano. Con questi progetti vogliamo dimostrare che la pizza e l’arte bianca possono unire, donare e offrire nuove opportunità a chi ne ha più bisogno.”

Alla conferenza erano presenti anche numerosi associati e docenti dell’Accademia, nomi di spicco del panorama nazionale dell’arte bianca, che hanno rinnovato il loro impegno a sostenere una formazione sempre più etica, solidale e aperta a tutti.

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AIL Napoli cerca volontari per dare sostegno ai pazienti oncoematologici

La AIL (Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mielomi) sezione Napoli, creata dall’ematologo Bruno Rotoli nel 2007, cerca nuovi volontari per le proprie importanti attività nel reparto di ematologia dell’ospedale Cardarelli.

I volontari, come spiega la referente Fabrizia Romano, non devono avere specifiche competenze o conoscenze mediche o infermieristiche perché prima di entrare nei corridoi ospedalieri avranno l’opportunità di fare formazione – prima introduttiva e poi permanente – durante la quale potranno affinare tecniche di ascolto attivo, conoscenza delle buone prassi da utilizzare in reparto ed empatia prima ancora di imparare nozioni sui tumori del sangue.
I volontari AIL devono sapersi relazionare ai pazienti oncoematologici e ai loro familiari nel tentativo di migliorare la loro permanenza in ospedale e il corretto e snello svolgimento delle visite e delle terapie collaborando con i professionisti sanitari e sociali, nel pieno rispetto dei ruoli e delle competenze.

La disponibilità di impegno richiesta al volontario deve essere di almeno una mattinata a settimana così da affiancare il paziente e il proprio caregiver nel momento del Day Hospital.

«Purtroppo il Covid ha chiuso l’accesso ai volontari negli ospedali e ciò ha ridotto l’interesse e la partecipazione attiva dei volontari. A ciò si sono aggiunte particolari cambiamenti nella gestione del reparto napoletano per cui al momento stiamo cercando di coinvolgere nuovi volontari e formarli» afferma Fabrizia Romano, che aggiunge che l’impegno in ospedale è affiancabile anche a quello ai gazebo per gli eventi di raccolta fondi e acquisti solidali durante le festività e le campagne di sensibilizzazione presso gli istituti scolastici. «Partecipare agli eventi è importante perché crea gruppo e fa avvicinare alla causa tanti nuovi sostenitori. Il volontario AIL non è solo una risorsa operativa, ma diventa testimone concreto di vicinanza e umanità, portando luce e sostegno a chi affronta momenti di fragilità. Il volontario AIL è una persona che sceglie di donare il proprio tempo, le proprie energie e le proprie competenze per migliorare la qualità della vita dei pazienti ematologici e delle loro famiglie».

La formazione e gli incontri mensili dei volontari si tengono nella sede associativa in Via Terracina, 10 Parco del Pino a Napoli.

Per candidarsi e saperne di più sull’associazione e sulla possibilità di unirsi come volontario i riferimenti sono la mail psicologia@ailnapoli.it e il sito della sezione napoletana dell’associazione https://www.ailnapoli.it/it/

 

di Emanuela Nicoloro

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Da Portici un nuovo alimento terapeutico per sconfiggere la fame in Africa

Un viaggio in Uganda per consegnare alla popolazione africana un alimento in grado di combattere la malnutrizione acuta severa. Sono partiti ieri mattina i vertici dell’associazione di volontariato onlus NutriAfrica Odv, con sede a Portici e guidata dal presidente e fondatore Vincenzo Armini. Un ruolo fondamentale è rivestito anche da Elena Vuolo, segretaria dell’associazione nonché dottoressa in Scienze e Tecnologie Alimentari e Tecnologo alimentare, residente invece a Pimonte. Con il viaggio a Gulu (città dell’Uganda che conta circa 150mila abitanti) è partito così il progetto operativo, cominciato con una raccolta fondi che ha consentito di acquistare i macchinari per produrre questo alimento a base di spirulina: il NutriMas. “La nostra associazione – afferma Armini – nasce con l’intento di rivoluzionare l’approccio alla Cooperazione Internazionale in ambito alimentare. Infatti, punta sul trasferimento tecnologico e sulla sostenibilità energetica e alimentare, attraverso la valorizzazione delle risorse umane e materiali locali. Pensiamo – continua – che la strategia giusta per risolvere alcune delle problematiche più annose dei Paesi del Sud Globale sia esportare conoscenze e competenze e non prodotti finiti”. Sulla stessa lunghezza d’onda è la segretaria Vuolo.

“Con NutriAfrica ODV – afferma – speriamo di fare un concreto passo in avanti verso un mondo in cui il diritto all’alimentazione sia garantito a tutti. Secondo l’articolo 25 della Dichiarazione dei Diritti Umani, infatti, diritto al cibo significa avere un accesso permanente ad una alimentazione di qualità, per assicurare salute fisica e mentale. Tuttavia – continua – le frequenti crisi di malnutrizione infantile nei Paesi del Sud Globale, sfociate in innumerevoli casi di malnutrizione severa, ci dimostrano come questo obiettivo non sia ancora stato raggiunto e ancor peggio poco attenzionato. Solo quando ogni essere umano avrà cibo sufficiente, adeguato dal punto di vista nutrizionale, potremo parlare di un mondo davvero equo e giusto.” L’idea alla base dell’associazione nasce nel 2016 con l’obiettivo di produrre direttamente nei paesi del Sud Globale un alimento speciale per la cura della malnutrizione acuta severa, che nel mondo colpisce circa 13 milioni di bambini, di questi almeno 4 milioni sono in Africa. Oltre all’ottimizzazione della ricetta, NutriAfrica ODV trasferirà in Uganda, a Gulu, l’impianto di produzione del NutriMAS, per donarlo alla comunità locale che, in questo modo, potrà provvedere in autonomia ai propri bisogni.  Questi alimenti speciali si presentano come una pasta, simile alle creme spalmabili. Composti da un mix di componenti, servono a reintegrare i nutrienti necessari ai bambini dai 6 mesi ai 5 anni di età. Si tratta di un genere di cibo che ha il vantaggio di essere facilmente trasportabile e consente il trattamento delle carenze nutrizionali anche nei villaggi, decongestionando gli ospedali. Il NutriMAS è prodotto con ingredienti facilmente reperibili nei paesi africani, come soia, sorgo, olio di girasole, zucchero impalpabile e lecitina. Inoltre, la sua ricetta prevede anche Spirulina, semplice da coltivare in climi caldi e tropicali.

Per il progetto NutriMAS è attiva anche una raccolta fondi su Crowdnet, la piattaforma di crowdfunding di CSV Napoli, qui il link

NutriMAS for Uganda

 

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Scugnizzeria Libreria: una piccola, grande rivoluzione nell’area Nord di Napoli

La Scugnizzeria Libreria Mugnano è un posto magico, in cui si incontrano libri, giochi ma soprattutto storie. Inaugurata a marzo, la prima libreria indipendente per bambini e ragazzi aperta all’interno del centro commerciale Mugnano rappresenta la rivoluzionaria sfida della casa madre “La Scugnizzeria” di Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo. «Arrivare al cuore della gente, uscire in qualche modo dalla “bolla”, incrociare un pubblico nuovo, che non è quello solito ma che arriva comunque dal nostro territorio compreso tra Melito e Calvizzano, in un luogo come questo, un centro commerciale in cui passano circa 3milioni di persone all’anno». Così Rosario Esposito La Rossa, CEO della casa editrice Marotta&Cafiero, spiega la mission della nuova impresa dell’area nord di Napoli, dedicata alla memoria di Bruno Vallefuoco, vittima innocente di camorra.

 

Due le finalità principali: la sensibilizzazione alla lettura “ad alta leggibilità” e ai temi sociali attraverso la proposta di libri specifici per dislessici, ipovedenti e persone affette da disturbi cognitivi da un lato; l’inclusione sociale e lavorativa che da sempre costituisce l’anima dello storico progetto made in Scampia dall’altro.



 

Nella libreria, infatti, sono impiegate due ragazze, Amalia e Martina, entrambe under 30, provenienti una da Mugnano, l’altra da Santa Maria Capua Vetere, che sognavano di fare le librarie. «Ci piaceva l’idea di una gestione al femminile, in questo modo abbiamo anche incrementato le quota rosa dell’azienda», sottolinea Rosario. La risposta del centro commerciale è stata ottima, la direzione offre spazi per presentazioni di libri, laboratori per bambini, bookcrossing ed eventi tematici. Ce ne sono già diversi in programma da Halloween a Natale, e la gente partecipa sempre di più. «Noi contiamo sull’auto-sostenibilità del progetto – precisa il responsabile della Scugnizzeria – Per ora, stiamo chiudendo con un utile. Vuol dire che c’è attenzione per questi temi. Peraltro, il pubblico risponde alla grande. Stiamo avendo grande riscontro soprattutto per l’area fumetti, per cui stiamo diventando un vero e proprio punto di riferimento sul territorio».

 

Il prossimo ambizioso obiettivo della libreria di Mugnano: quello di creare uno spin-off della Scugnizzeria di Mugnano per farla diventare “volante”. «Stiamo pensando a una sorta di carretto che ci consenta di andare nei luoghi più frequentati dalle persone, come sagre, borghi, paesini della nostra regione per portare il nostro progetto e i suoi lavori, in maniera itinerante», annuncia Rosario Esposito La Rossa. Tutte le informazioni sulle novità e sulle prossime iniziative sulle pagine social della Scugnizzeria Libreria Mugnano.

 

di Maria Nocerino

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