Una sala gremita al Teatro Dumas del Palazzo Grenoble ha accolto il Gala conclusivo della 18a edizione di OMOVIES Film Festival, festival internazionale di cinema di cultura omosessule, transgender e e questioning-queer promosso da i Ken APS ETS, che ha registrato una partecipazione ampia, calorosa e continuativa, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del panorama della promozione cinematografico del Sud Italia.
Il Gala ha celebrato il meglio del cinema queer internazionale ed è stato il momento culminante di un’edizione particolarmente significativa, che ha coinciso anche con i 20 anni dalla fondazione di i Ken.
La serata: conduzione, ospiti e interventi artistici
Il gala si è aperto con un’ouverture teatrale di Stefano Taranto, che ha recitato una pièce tratta da “A me gli occhi, please” di Gigi Proietti, omaggio al teatro e alla grande tradizione attoriale italiana. Un’apertura intensa e coinvolgente che ha subito stabilito il tono della serata, mettendo in dialogo parola, memoria e presenza scenica con il linguaggio del cinema.
La serata è stata condotta dal direttore artistico Carlo Cremona insieme a Stefano Taranto, alternando cinema, arti performative e interventi istituzionali. Ad accompagnare la cerimonia di premiazione, le interventi artistici di Adele Pandolfi, Franky Capuano, Laura Misticone, Luigi Nappi e Margaret Ianuario, che hanno portato sul palco musica, parola, movimento scenico e suggestioni visive in dialogo con il linguaggio cinematografico.
Presenti in sala, tra gli altri, Titta Fiore, presidente della Film Commission Regione Campania, Giulio Baffi, giornalista e presidente dell’associazione dei critici teatrali italiano, Nadia Carlomagno, docente dell’Università Suor Orsola Benincasa, gli attori Gino Curcione e Sara Carbone, e la console di Francia a Napoli S.E. Lise Moutoumalaya, Console Generale di Francia e direttora dell’’Institut Français Napoli.
Ospite d’onore della serata è stata Vladimir Luxuria, omaggiata da OMOVIES per il suo costante impegno nella difesa dei diritti, della visibilità e della libertà di espressione delle persone LGBTQIA+. Un percorso che oggi trova ulteriore riconoscimento anche nel suo ruolo di direttrice del Lovers Film Festival di Torino, spazio di dignità, autorevolezza e piena rappresentanza per le soggettività queer ed in particolare delle persone transgender.
«Questa diciottesima edizione ha riaffermato la forza di OMOVIES come spazio culturale libero,illuminato e resistente, dunque in continua evoluzione. La partecipazione del pubblico restituisce il senso profondo di un lavoro che sostiene artisti, opere e visioni capaci di contribuire alla costruzione di una società più aperta, consapevole e non escludente come impone la Costituzione Repubblicana. È stata una serata che ha celebrato il cinema e, insieme, la libertà delle persone di raccontarsi», ha dichiarato Carlo Cremona, direttore artistico del festival.
I vincitori della XVIII edizione e i premi speciali
Il cortometraggio “La Mela Bacata” di Anna Rita Del Piano, intenso racconto sul bullismo e sui pregiudizi vissuti da una giovane cresciuta in una famiglia omogenitoriale in una realtà di provincia, ha ricevuto Il Premio “Vincenzo Ruggiero”. Gli spagnoli Ane Inés Landeta e Lorea Lyons fimano la regia di “Azkena un corto intimo sul femminile e l’eredità transgenerazionale: memoria, traumi e storie familiari che si ripetono, che vince il concorso come miglior cortometraggio, mentre il film francese “One of us” scritto e diretto da Marine Place è stato il Miglior Lungometraggio, opera che affronta il tema dell’asilo politico per persone LGBTQIA+ costrette a dimostrare la propria omosessualità o identità di genere.
Nel corso della cerimonia è stato conferito il David Queer 2025, articolato in due sezioni. Il David Queer 2025 – Sezione Cinema è andato a Renato Giordano, per il film Qui staremo benissimo, opera capace di raccontare con delicatezza e profondità l’esperienza queer e la ricerca di uno spazio di riconoscimento e appartenenza, contribuendo in modo significativo all’evoluzione delle narrazioni LGBTQIA+ nel cinema italiano contemporaneo in un film che parala di genitorialità di una donna transgender e che la protagonista è parte della stessa vera narzione. Il premio è stato consegnato da Titta Fiore, presidente della Film Commission Regione Campania. David Queer 2025 – Sezione Teatro invece è stato conferito a Luciano Melchionna, per il suo percorso artistico e registico nel teatro contemporaneo, caratterizzato da un linguaggio innovativo, ampio e liquido quindi radicale, capace di ampliare l’immaginario scenico e dare voce alle singole soggettività rappresentando al meglio la queerness. Il premio è stato consegnato da Giulio Baffi, giornalista e critico teatrale.
Nel corso della serata è stato assegnato anche il Premio Soap Power 2025, riconoscimento destinato a persone e realtà che si sono distinte nella lotta ai pregiudizi e nella promozione dell’inclusione culturale e sociale. I premiati: Franky Capuano – Jazz with Franky; Fondazione Lyceum – Mara Fusco; Roberta Inarta, direttrice della Scuola di Cinema di Napoli; Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli; Maria Clotilde Paisio, dirigente scolastica del Liceo G.B. Vico; “Regalaci una Storia” – Eliseo Verde; Luigi Nappi, per le attività di COR A COR e Note di Classe.
Un festival che cresce
Fondato nel 2007, OMOVIES Film Festival è il primo festival internazionale di cultura omosessuale, transgender e queer del Sud Italia. L’edizione 2025 è stata realizzata con il contributo della Regione Campania Film Commission, nell’ambito del Piano Cinema Campania – Sezione 2, e con il patrocinio del Comune di Napoli.
La locandina ufficiale dell’edizione ha presentato una reinterpretazione contemporanea di Pulcinella, realizzata con tratti dinamici e colori vividi: un simbolo di metamorfosi, identità in movimento e libertà espressiva, ponte ideale tra tradizione napoletana e nuove narrazioni queer. Pulcinella è queer perché la maschera che indossa è la stessa che molte persone devono ancora indossare per sopportare lo sguardo e il pregiudizio sociale verso le individualità non assimilabili alla “cosiddetta normalità”.
Nel programma proiezioni, incontri e masterclass in diverse sedi prestigiose della città, tra cui la Scuola di Cinema di Napoli, la Sala Cinema del Rainbow Center “Questa Casa non è un Albergo”, il Teatro Dumas dell’Institut Français Napoli.
Di fondamentale importanza la collaborazione con l’università degli studi di Napoli l’Orientale. Le opere sono state proiettate in versione originale con sottotitoli in italiano curati dal progetto inTRANSlation, e con le docenti Prof.ssa Kathrine Russo e Phd Arianna Del Gaudio, il laboratorio si è affermato come un luogo di ricerca avanzata, formazione professionale e riflessione critica sui linguaggi contemporanei e delle traduzione verso l’italiano degli audiovisivi. Questo progetto amato dal corpo studentesco è un elemento arricchente e fondamentale nella realizzazione del Festival da molti anni. Importante anche la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli grazie ai docenti Luigi Barletta e Sandro Dionisio, della Scuola di Cinema e dei corsi universitari legati al cinema, e del liceo “Giambattista Vico”.
Dal recupero e supporto dei minori alle iniziative nelle case di riposo, dai progetti per la solidarietà a Gaza all’animazione e al sostegno ai reparti pediatrici ospedalieri. Oltre l’Orizzonte APS è Associazione di promozione sociale nata nel settembre 2025, frutto di un lungo percorso condiviso da un gruppo di volontari uniti da anni di esperienza e passione nel mondo del volontariato.
“Il nostro nome, Oltre L’Orizzonte, rappresenta il cuore della nostra visione: andare oltre i limiti, gli ostacoli e le barriere sociali, culturali ed emotive, per costruire ponti di speranza, inclusione e solidarietà. –spiega la vicepresidente Valeria Feola – L’associazione è nata per portare piccoli spazi di sollievo, ascolto e normalità nei luoghi in cui la sofferenza è più evidente, soprattutto accanto ai bambini e alle loro famiglie”.
Oltre l’Orizzonte è formata da professionisti, volontari e persone impegnate nel sociale, un gruppo coeso che concentra la propria attività principalmente in Campania, Lazio e Lombardia.
“La nostra prima iniziativa è stata una delle più delicate e significative per noi. Abbiamo scelto di dedicarla al piccolo Francesco Pio Angelico, un bambino molto importante per me, la cui storia ha segnato profondamente tutti noi. Francesco Pio oggi non c’è più, ma desideriamo mantenerne vivo il ricordo trasformando il suo nome in un gesto d’amore verso altri bambini. È stato seguito dal reparto di Neurochirurgia Pediatrica dell’Ospedale Santobono-Pausilipon. – ha continuato Valeria Feola, vicepresidente di Oltre l’Orizzonte – Grazie alla generosità di tante persone che sostengono l’associazione, abbiamo realizzato una raccolta fondi che ci ha permesso di destinare una somma al supporto dei progetti e delle necessità di quel reparto, in modo concreto e immediato. Inoltre organizzeremo una piccola cerimonia di consegna, alla presenza delle rappresentanze dell’ospedale, per trasformare il ricordo di Francesco Pio in una forma di sostegno per altri piccoli pazienti e per le loro famiglie. Questo progetto, per noi, rappresenta il cuore emotivo da cui è nato tutto”.
L’associazione ora è impegnata in un progetto per i senzatetto, e ha stretto una collaborazione con l’organizzazione di beneficenza La brigata Solidale.
“E’ una realtà che stimiamo molto, per concretezza e approccio umano. – dice la vicepresidente– Siamo riusciti ad acquistare la fornitura di materie prime come la pasta per un anno intero per supportare la Brigata solidale nelle loro cene di beneficenza per i senza fissa dimora. Stiamo definendo un programma operativo che unisca le rispettive competenze per ampliare l’impatto sul territorio. E’ importante sottolineare che abbiamo due direzioni principali: il supporto ai bambini ospedalizzati, che rappresenta il cuore emotivo dell’associazione; la vicinanza alle fragilità, “a chi non riesce ad arrivare”, “a chi non può fare”. Siamo un’Associazione giovane che sta cercando di ramificarsi in vari settori e direzione, insomma speriamo e cerchiamo di non dimenticare nessuno. Abbiamo bisogno di tantissimi volontari che si uniscano a noi. Sono ambiti diversi ma uniti dallo stesso filo conduttore: restituire dignità, ascolto e presenza”.
Da quasi quarantacinque anni è un presidio culturale, sociale e umano nel cuore di Scampia. Oggi, però, il Gridas – Gruppo risveglio dal sonno rischia lo sgombero dal suo storico centro sociale di via Monterosa, lo spazio che ha restituito vita a un luogo abbandonato trasformandolo in casa della cultura, dell’arte pubblica e della partecipazione popolare.
La causa è una sentenza della Corte d’Appello che ha respinto il ricorso dell’associazione, condannandola per “occupazione senza titolo” in favore dell’Acer, ente regionale ritenuto proprietario dell’immobile. Una decisione che riaccende il dibattito sul destino degli spazi sociali e sul valore dell’autogestione come bene comune.
Il Gridas, nato negli anni Settanta, ha sempre operato senza finanziamenti pubblici o privati, mantenendo lo stabile, pagandone le utenze e garantendo gratuitamente attività culturali, educative e solidali rivolte soprattutto agli ultimi della periferia nord di Napoli. Già nel 2013 l’associazione aveva ottenuto una piena assoluzione in sede penale, proprio per aver agito nell’interesse della collettività.
Oggi lo sgombero appare ancora più grave perché arriva a due mesi dalla 44ª edizione del Carnevale Sociale di Scampia, evento simbolo che ogni anno parte proprio dal centro sociale e coinvolge bande musicali, associazioni e cittadini provenienti da tutta Italia. Un Carnevale che non è folklore, ma atto politico e culturale, capace di ribaltare lo stigma dei territori marginali.
Da qui l’appello pubblico del Gridas, sostenuto da numerose personalità del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo. Tra i primi firmatari figurano, tra gli altri, Roberto Saviano, Maurizio de Giovanni, Marisa Laurito, Mario Martone, Patrizio Rispo, Alex Zanotelli, insieme a musicisti, attori e attivisti. L’obiettivo è chiaro: chiedere al Presidente della Regione Campania Roberto Fico e al Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi una responsabilità politica immediata per fermare una sentenza che colpisce non solo un edificio, ma un’idea di città fondata sulla partecipazione e sulla cultura come diritto.
Il centro sociale è anche custode della memoria artistica di Felice Pignataro, figura centrale della cultura popolare napoletana. I suoi murales impreziosiscono le pareti del Gridas e la sua opera è stata riconosciuta nel 2018 come bene comune immateriale della città di Napoli, oltre a essere celebrata nella proposta della stazione “FELImetrò” della Linea 1. Un patrimonio che va oltre i confini del quartiere e parla un linguaggio universale.
Per sostenere il Gridas e chiedere il blocco dello sgombero è possibile firmare l’appello pubblico sulla piattaforma Change.org, già sottoscritto da numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Un gesto semplice ma necessario per difendere uno spazio che da quasi mezzo secolo rappresenta cultura, partecipazione e riscatto sociale per Scampia e per l’intera città di Napoli. Petizione “GRIDAS a Scampia a rischio di sgombero” su Change.org
Stash con i The Kolors sarà uno degli ospiti musicali della serata natalizia di Autouno, ChristmUS Night – Il valore di essere noi, condotta dal conduttore radiofonico Gianni Simioli. Un evento con tanti obiettivi: inaugurare il nuovo quartier generale del Gruppo, uno spazio di oltre 900 metri quadrati (dedicata ai brand Peugeot, Opel, Citroën e Leasys One), festeggiare il Natale, ripercorrere la storia dell’azienda e fare del bene, grazie al sostegno all’associazione Si può dare di Più, che forma e crea opportunità di lavoro per i giovani con disabilità cognitive e comportamentali.
Da Italo Disco a Un ragazzo e una ragazza fino a Tu con chi fai l’amore saranno tanti i successi che i The Kolors riproporranno nella serata che si terrà il 18 dicembre, a partire dalle ore 20:00, nella nuova sede di Autouno di SanVitaliano in Via Guglielmo Marconi, dove troveranno casa la divisione commerciale, il service e gli uffici centrali del Gruppo.
Un percorso fino alle origini
Un nuovo spazio che porta a sette le sedi di Autouno, che oggi può contare su più di 200 collaboratori. Quello di SanVitaliano sarà un nuovo hub che accoglierà anche un flagship store Leasys One, con un’offerta completa di mobilità: dal noleggio a lungo termine alla consegna dei veicoli, fino ai servizi post-vendita, oltre ai brand Peugeot, Opel e Citroën.
Durante la serata, gli spazi degli showroom diventeranno scenografia di un viaggio nella memoria e nel futuro: attraverso dei totem, i presenti, dipendenti, collaboratori e partner, potranno rivivere momenti chiave, innovazioni e persone che hanno contribuito alla crescita dell’azienda, nata nel 1974, quando Antonio Veneruso iniziò a importare auto e veicoli commerciali da tutta Europa.
Al termine del percorso gli ospiti potranno vivere la festa, tra food experience e musica, aspettando il momento più atteso, l’esibizione dei The Kolors, che porteranno sul palco la loro carica:
«Abbiamo voluto fortemente la presenza di un giovane campano di successo come Stash, anche per dare un messaggio: la Campania ha uno straordinario potenziale di talenti e bisogna fare sempre di più per investire sul territorio e sui giovani», spiega Ciro Veneruso, CEO di Autouno Group.
Una serata dedicata alla sostenibilità sociale
Il Gruppo Autouno è da sempre stato attento alle tematiche sociali, con un impegno di lunga data sul fronte della difesa delle donne vittime di violenza, grazie all’attività della compianta Elisa Russo, impegnata in prima linea con l’associazione “La Forza delle Donne”. Per quest’occasione speciale, l’azienda ha deciso di sostenere Si Può Dare di Più, associazione attiva dal 2014 per l’inclusione sociale lavorativa di giovani con disabilità cognitive e comportamentali, offrendo formazione (con corsi di sala, pizza, teatro e percorsi di autonomia) con l’opportunità di essere assunti dalle aziende campane che sono nella rete dell’iniziativa. Autouno ha scelto di essere parte di questo progetto, acquistando i gadget natalizi dell’associazione, realizzati con il contributo delle ragazze e dei ragazzi nel laboratorio artigianale:
«Abbiamo conosciuto l’associazione grazie a uno dei manager della nostra azienda che vive in prima persona le complessità e le sfide legate alla disabilità in famiglia. Anche grazie al suo supporto ci siamo avvicinati a Si Può Dare di Più e alle necessità delle tante famiglie campane che hanno figli che vivono situazioni di fragilità e hanno bisogno di tutela, ma soprattutto di opportunità di inclusione nel mondo del lavoro e nella società. Questo primo passo è solo l’inizio di un percorso che ci vedrà protagonisti di tante iniziative insieme», conclude Veneruso.
«Ringraziamo Autouno Group per aver scelto di essere al nostro fianco, con un gesto concreto che esprime responsabilità sociale d’impresa. Come associazione, crediamo nel valore delle alleanze tra aziende e comunità: insieme possiamo costruire possibilità reali di autonomia per i giovani, tutti, nessuno escluso. Dietro questo progetto non c’è solo solidarietà, ma ci sono storie, persone e un’idea di futuro fondata su inclusione, sostenibilità sociale e impatto condiviso», spiega Mery Albano, responsabile dei progetti di Si Può Dare di Più.
Durante l’evento sarà possibile conoscere da vicino il lavoro dell’Associazione, che avrà uno stand apposito, e sostenerla.
Chi è Autouno: Azienda familiare nata nel 1974, quando Antonio Veneruso iniziò a importare auto e veicoli commerciali da tutta Europa. Nel tempo è diventata un punto di riferimento nel settore automotive a Napoli, ottenendo mandati ufficiali per marchi come Volkswagen, Peugeot, Citroën, Opel e, più recentemente, BYD. Oggi Autouno unisce tradizione e innovazione, con sedi moderne, servizi di noleggio a lungo termine e un Business Development Center che supporta i clienti e lo sviluppo commerciale. Dopo cinquant’anni, continua a crescere con un obiettivo chiaro: mettere al centro le persone e la loro mobilità. Info: https://www.gruppoautouno.it/
Sono circa 200 mila le mini e microimprese che a partire da oggi dovranno fare il loro ingresso nel mondo della tracciabilità informatica dei rifiuti. Opifici artigianali e manifatture di piccole e piccolissime dimensioni, che rappresentano una fetta importante del tessuto economico nazionale ma che ancora faticano a tenere il passo delle imprese medie e grandi in termini di digitalizzazione dei processi. Per accompagnarle lungo il cammino della doppia transizione ecologica e digitale, la software house napoletana Nica – azienda del Gruppo Zucchetti specializzata nello sviluppo di applicativi gestionali per i rifiuti – e l’omologa bolognese Rifiutoo hanno scelto di unire le forze, dando vita a una nuova sinergia che potenzia l’offerta nazionale di servizi informatici a supporto della compliance ambientale.
Con l’ingresso di Nica nel capitale sociale di Rifiutoo, formalizzato nei giorni scorsi, le due aziende ICT avviano un percorso condiviso per la messa a punto di strumenti e servizi digitali dedicati a imprese ed enti alle prese con obblighi e responsabilità della normativa ambientale in materia di rifiuti, economia circolare e simbiosi industriale. Uno scenario in costante evoluzione, nel quale innovazione tecnologica e digitalizzazione dei processi sono sempre più driver di competitività e sostenibilità. “Transizione ecologica e digitale sono sempre più protagoniste dei piani di sviluppo delle imprese italiane. Per questo abbiamo scelto di arricchire le competenze ultratrentennali di Nica, specializzate nello sviluppo di applicativi al servizio dei grandi player del waste management, con il know how di Rifiutoo specializzato sulle esigenze dei produttori iniziali di rifiuti. Una scelta strategica alla luce delle trasformazioni in atto sul fronte delle politiche ambientali, in particolare in vista della piena implementazione degli obblighi legati al Rentri”, dichiara Giovanni Paone, amministratore unico di Nica. A partire dal prossimo 15 dicembre, infatti, il nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti Rentri aprirà le porte al terzo e ultimo scaglione di soggetti obbligati. Dopo le grandi imprese, i gestori ambientali e i produttori di rifiuti tra 50 e 10 dipendenti, toccherà ai produttori di rifiuti pericolosi con meno di 10 dipendenti iscriversi alla piattaforma digitale nata per sostituire la gestione cartacea di registri di carico e scarico e formulari di trasporto.
A partire dalla data di iscrizione, le nuove imprese dovranno tenere il registro esclusivamente in modalità digitale mentre dal 13 febbraio 2026 dovranno abbandonare definitivamente il formulario cartaceo e passare al nuovo modello telematico. Secondo il Digital Intensity Index di Eurostat, tuttavia, nel 2023 solo il 58,7% delle imprese italiane tra 10 e 50 dipendenti ha raggiunto un livello almeno basico di alfabetizzazione digitale. Legittimo immaginare che per quelle ancora più piccole il livello di propensione alla digitalizzazione possa essere addirittura inferiore. Cosa che di certo non agevolerà il passaggio alla nuova tracciabilità dei rifiuti. In questo scenario, i produttori e distributori di applicativi gestionali svolgeranno un ruolo fondamentale, affiancando e supportando le imprese con soluzioni sempre più integrate e semplici da calare nella propria vita operativa. “La compliance ambientale non deve essere un costo invisibile o un ostacolo burocratico. Attraverso questa sinergia, ci impegneremo nel fornire soluzioni snelle, intuitive e chiavi in mano che trasformino l’obbligo del Rentri in una reale leva di efficienza operativa, competitività e sostenibilità per tutti, dai più grandi ai più piccoli. Unire la nostra profonda conoscenza delle esigenze dei produttori iniziali di rifiuti con le competenze di Nica – leader nell’applicativo per i grandi player e parte del solido Gruppo Zucchetti – ci permette di rafforzare la nostra capacità di supporto diretto, in un momento cruciale” dichiara Andrea Cavagna, amministratore di Rifiutoo.