A Ponticelli la marcia in memoria delle vittime del bar Sayonara

L’11 novembre 2025, in occasione del 36° anniversario della strage del bar Sayonara del 1989, si svolgerà la XV edizione della marcia in memoria di Gaetano De Cicco, Domenico Guarracino, Salvatore Benaglia e Gaetano Di Nocera, vittime innocenti di mafia. L’11 Novembre 1989, a Napoli, al centro del quartiere di Ponticelli, nel corso di un regolamento di conti per il controllo del territorio fra clan camorristici rivali, venivano feriti a morte quattro innocenti. Gaetano De Cicco, Domenico Guarracino, Salvatore Benaglia e Gaetano Di Nocera erano persone perbene, senza colpa, ciascuna con una propria storia di “normalità” e di “sogni” spezzata. Come loro, le tante altre vittime innocenti del nostro territorio, uccisi per sbaglio o caduti nel fuoco incrociato di bande che agiscono indisturbate.
A più di trent’anni dalla strage, Ponticelli continua ad essere un quartiere marginalizzato, che ha visto un aumento esponenziale della criminalità e delle vittime innocenti. Ma le esperienze virtuose di partecipazione dal basso, sviluppatesi soprattutto negli ultimi mesi, hanno dimostrato in maniera forte e decisa la volontà e le possibilità della popolazione di alzare la voce contro le ingiustizie che quotidianamente vengono perpetrate, nel nostro quartiere e tutto il mondo. Così, come ogni anno, la Fondazione Polis della Regione Campania, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e il Presidio di Libera Ponticelli “Vittime Innocenti dell’11 Novembre 1989” e le realtà aderenti (ArciMovie, SVT, Caccioppoli, TerradiConfine APS, Casa del Popolo, ReMida Napoli) organizzano su Ponticelli una serie di iniziative in Memoria delle Vittime dell’11 Novembre 1989, per culminare nella marcia che partirà proprio Martedì 11 Novembre, alle 9:30, dall’incrocio tra via Argine e Viale Margherita (Ponticelli). Pace e Giustizia le parole chiave di quest’anno: in questi ultimi anni, i conflitti armati e le stragi nel mondo ci hanno riconfermato l’importanza di questi valori fondamentali, che devono ritornare al centro del dibattito culturale e dell’agenda politica affinché le comunità e le popolazioni civili possano scrivere il proprio futuro.
In avvicinamento alla marcia, il Presidio di Libera Ponticelli insieme alle realtà del territorio, durante queste settimane che precedono la marcia, sta volgendo laboratori di sensibilizzazione (artistici e culturali) presso gli Istituti Scolastici del territorio, proprio sul tema “Pace e Giustizia”. Ponticelli chiede pace dalla criminalità dilagante e giustizia per tutte le vittime innocenti di camorra, per immaginare e costruire un quartiere – e un mondo – sicuro, libero e bello dove crescere e vivere.

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“Maschi si nasce, uomini si diventa”: a Napoli la tappa di Feltrinelli contro la violenza di genere

Prosegue a Napoli Le relazioni pericolose, la nuova rassegna nazionale ideata da Feltrinelli con la collaborazione di PARI. Insieme contro la violenza di genere, che dal 28 ottobre al 25 novembre attraversa dieci città italiane con 20 incontri17 associazioni territoriali coinvolte e oltre 65 voci tra scrittrici, scrittori, artiste e attiviste.
Un programma che mette al centro la cultura come strumento di consapevolezza e cambiamento, interrogando le radici della violenza di genere e i modelli linguistici e simbolici che la alimentano.
Mercoledì 13 novembre, alle 18.00, la Feltrinelli di Piazza dei Martiri ospita “Maschi si nasce, uomini si diventa”, un incontro corale condotto da Mario Gelardi e realizzato in collaborazione da Gruppo FeltrinelliPARI e Capgemini.
Ad aprire l’appuntamento saranno Barbara Nardi, Direttrice Generale Polo Canali Gruppo Feltrinelli, e Alessandra Miata, Consigliera di PARI e CSR Director di Capgemini, che racconteranno il valore della rassegna e della partnership tra Feltrinelli e il network di aziende impegnate a promuovere un cambiamento culturale profondo nel contrasto alla violenza di genere.
L’incontro napoletano sceglie un formato inedito: nessuna conferenza, nessuna presentazione tradizionale, ma un percorso corale di lettura e riscrittura condivisa.
A scandirne le tappe sarà il bookclub transfemminista Archetipe, che ha realizzato una caccia al tesoro letteraria tra i classici della narrativa, alla ricerca delle frasi che – spesso inconsapevolmente – tramandano stereotipi patriarcali e sessisti.
Le parole, scovate nei testi di Verga, Manzoni, Austen e Moravia, diventano il punto di partenza per due momenti di approfondimento letterario affidati a Francesco Pacifico (La voce del padrone, ADD Editore) e Antonella Ossorio (La fame del suo cuore, Neri Pozza), insieme all’attrice di cinema e teatro Cristina Donadio – famosa per il suo ruolo di Scianel in Gomorra – e a Giovanna Sannino e Gaetano Migliaccio – tra gli interpreti della fortunata serie Mare fuori – le cui voci daranno corpo alle pagine e alle domande che le abitano.
Gli scrittori e gli artisti non “interpretano” ma aiutano a guardare più a fondo, a interrogare la mascolinità, il potere, la dipendenza e la libertà attraverso la letteratura, restituendo al pubblico uno spazio di ascolto e consapevolezza.
Accanto a loro, le studentesse e gli studenti delle scuole, insieme ai propri insegnanti, portano il frutto di un laboratorio di riscrittura che li ha visti protagonisti nel trasformare le frasi individuate in nuove parole, libere da stereotipi e pregiudizi, tracciando un varco verso il futuro.
Durante l’incontro, il pubblico sarà invitato a lasciare una parola contro la violenza su un post-it, che confluirà in un racconto visivo collettivo: i contributi saranno condivisi sui canali social di feltrinelli_librerie come segno di una riflessione che continua e si allarga.
A guidare il palinsesto nazionale, il messaggio della nuova campagna di comunicazione Feltrinelli “Leggere insegna a leggere”, in cui Le relazioni pericolose diventa monito per cogliere e interpretare i segnali subdoli che si celano dietro relazioni apparentemente ordinarie.
«114 femminicidi nel 2024, 52 solo nei primi sei mesi del 2025: numeri che raccontano una violenza strutturata, che si ripete di anno in anno e che non si riesce a sradicare. E, sempre più spesso, a commetterli sono giovani uomini, poco più che ventenni. Per cambiare rotta servono parole nuove, capaci di generare consapevolezza e trasformazione. I libri e la cultura possono aiutarci a trovarle, aprendo spazi di ascolto e confronto, specialmente tra i giovani: significa offrire strumenti per aiutarli a decodificare le loro emozioni, a interrogarsi sulle relazioni, sulle gerarchie e sugli immaginari che plasmano la quotidianità, e a riconoscere le forme di violenza e discriminazione ancora presenti.
La nostra rassegna “Le relazioni pericolose” nasce da qui: è un invito a mettere in discussione e ribaltare un paradigma troppo difficile da scardinare, a smontare i silenzi e le convenzioni che alimentano la violenza di genere e a immaginare, con il sostegno della cultura, relazioni più libere, eque e responsabili.»
commenta Alessandra Carra, Amministratrice Delegata di Gruppo Feltrinelli.
Ad arricchire la riflessione, una proposta bibliografica curata con il contributo della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, composta da oltre 100 titoli tra narrativa, saggistica e reportage che raccontano e denunciano la violenza di genere e promuovono l’educazione all’affettività come strumento di trasformazione.
Il mese tematico Feltrinelli si estende anche alle scuole, con due incontri in diretta streaming organizzati da Prima Effe. Feltrinelli per la scuola, destinati agli studenti delle Scuole Secondarie di I e II grado di tutta Italia.
Le relazioni pericolose è un progetto a cura di Feltrinelli, con la collaborazione di PARI. Insieme contro la violenza di genere.

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“Quartieri di Vita. Life infected with social theatre!”, il festival della Fondazione Campania dei Festival dedicato al teatro sociale

Romania, Repubblica Ceca, Polonia, la regione belga delle Fiandre, Austria e Germania. Sono questi i Paesi di provenienza degli artisti stranieri che animeranno la decima edizione di “Quartieri di Vita. Life infected with social theatre!”, il Festival di formazione e teatro sociale ideato da Ruggero Cappuccio, finanziato dalla Regione Campania e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, in collaborazione con i cluster EUNIC di Roma e Napoli.
Il progetto, che crea una virtuosa sinergia tra gruppi teatrali campani che lavorano da anni nei territori del disagio e alcuni registi internazionali che operano, allo stesso modo, nelle arti performative orientate al terzo settore, prenderà il via il 18 novembre con l’inizio dei workshop di formazione teatrale e si concluderà dal 28 al 30 novembre con le restituzioni sceniche.
Un’esperienza unica nel suo genere, capace di coniugare il teatro e la sua funzione civile con le fragilità di donne vittime di violenza, adolescenti in povertà educativa, giovani a rischio, persone con problemi di dipendenza, minori non accompagnati, madri e bambini stranieri in prima accoglienza.
Uno dei luoghi simbolo di questa edizione è sicuramente quello che ospita la Casa Famiglia della Parrocchia dei Santi Giovanni e Paolo in piazza Ottocalli a Napoli. Nella chiesa del popolare quartiere di San Carlo all’Arena, dove ricevette il sacramento del battesimo Enrico Caruso, Adriana Follieri della storica associazione Manovalanza e lo scrittore e drammaturgo austro-tedesco Mazlum Nergiz, reduce da progetti con giovani artisti al Maxim Gorki Theater di Berlino e allo Schauspiel di Hannover, daranno vita ad un laboratorio comune con giovani madri della comunità locale. La performance pubblica è invece in programma il 29 novembre alle 10.45 nel teatro parrocchiale, dove a partire dalle ore 18 del giorno 30 si terrà anche un meeting finale con tutti i protagonisti della rassegna, a bilancio e condivisione delle esperienze.
Coinvolgerà gli abitanti di Ponticelli, quartiere della periferia est di Napoli, e quelli del comune vesuviano di Cercola il progetto affidato alla cura congiunta di Giulia Amodio dell’associazione N:EA – Napoli Europe Africa e del regista e drammaturgo ceco Jan Horák. Restituzione scenica nello Spazio Metamorfosi di via Argine a Ponticelli alle 19.30 del 29 novembre.
A Salerno, invece, Gina Ferri di TraversArte APS / La Tenda lavorerà in collaborazione con Frederico Araujo, attore e regista brasiliano residente nella
regione belga delle Fiandre. Destinatari del laboratorio saranno uomini con disturbi da dipendenza e minori stranieri non accompagnati. Tutti impegnati nell’appuntamento finale del 28 novembre alle ore 17 nello spazio del Piccolo Teatro del Giullare.
Continua, inoltre, tra Grazzanise e Mondragone, in provincia di Caserta, la fruttuosa collaborazione tra Antonio Nardelli di Teens’Park e l’artista polacco Christian Costa. Un sodalizio che coinvolge da anni in performance pubbliche essenziali e di grande significato sociale adolescenti e gruppi multietnici residenti nel basso Volturno e nelle zone limitrofe. Evento conclusivo, a compimento del workshop, il 29 novembre alle 16.30 nella palestra dell’istituto Giuseppe Garibaldi a Castel Volturno (Ce).
È destinato ai giovani, in particolare a ragazzi tra i 15 e i 18 anni, anche il progetto che vede impegnate ad Avellino Rossella Massari e Roberta Prisco di Vernice Fresca con l’artista interdisciplinare rumena Alina Pietrãreanu. La restituzione scenica del lavoro di laboratorio è in programma il 28 novembre alle 20 nel Libero Spazio d’Arte del capoluogo irpino.
Ha una sua completa autonomia, infine, il percorso formativo che Antonino Intorcia del teatro Solot di Benevento realizza con un gruppo di adolescenti provenienti da contesti sociali eterogenei e spesso fragili. Insieme a loro nasce “Brav* Ragazz* 2.0”, in scena il 30 novembre alle 12 al Mulino Pacifico, che parte da una storia di cyberbullismo e approda alle domande giuste per creare consapevolezza e riscatto.
La decima edizione di “Quartieri di Vita. Life infected with social theatre!” è realizzata in partenariato e in collaborazione con Czech Centre di Roma, Istituto Polacco di Roma, Rappresentanza Generale della Comunità Fiamminga e della Regione delle Fiandre, Accademia di Romania a Roma, Istituto Culturale Romeno, Forum Austriaco di Cultura di Roma, Goethe-Institut Neapel.

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Fede, terra e speranza: ad Acerra la 75ª Giornata del Ringraziamento

Nei giorni otto e nove novembre la Diocesi e l’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana organizzano ad Acerra due giorni di riflessione e preghiera sulla valorizzazione e la giusta distribuzione dei doni della terra, sul rispetto dell’ambiente e il sostegno ai lavoratori delle campagne.

La Giornata del Ringraziamento della CEI – coordinata dall’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro in collaborazione con le Associazioni di ispirazione cristiana del mondo rurale: ACLI Terra, Coldiretti, Fai CISL, Feder. Agri-MCL, Terra Viva – promuove la seconda domenica novembre di ogni anno in una diversa Chiesa del territorio nazionale questa «occasione opportuna di riflessione ed evangelizzazione».

Il vescovo di Acerra ha «desiderato» nella sua diocesi l’appuntamento convinto che «il lavoro della terra è il primo antidoto al deturpamento del nostro territorio», il cui riscatto «non può prescindere dalla difesa delle campagne e dal rilancio dell’economia agricola» dichiara il presule.

La due giorni si aprirà sabato 8 novembre alle 10 nel Teatro Italia in via Francesco Castaldi con l’introduzione di don Bruno Bignami, direttore Ufficio Nazionale PSL- CEI, sul tema “Giubileo, rigenerazione della terra e speranza per l’umanità”, scelto dai vescovi per la Giornata in questo Anno Santo 2025.

La professoressa Filomena Sacco, docente di Teologia Morale a Napoli, parlerà su “Giubileo della Terra nella Bibbia”, e il generale Giuseppe Vadalà, commissario Unico per la Bonifica della Terra dei Fuochi, interverrà su “Speranza e rigenerazione nelle Terre dei Fuochi”.

Le “buone pratiche” introdurranno la Tavola Rotonda – moderata da Antonio Maria Mira – dei referenti delle Associazioni ACLI Terra, Coldiretti, Fai CISL, Feder. Agri-MCL, Terra Viva.

Il pranzo alle 13.30 nel Seminario in Piazza Duomo, e la visita alla Locanda del Gigante in via Calabricito, precederanno la preghiera del Vespro alle 18 nella Chiesa di Maria del Suffragio in Piazza Castello, dove sabato e domenica ci sarà un Villaggio Agricolo con stands espositivi di prodotti locali e degustazioni tipiche. L’animazione di Dj Animation con la partecipazione dei Suoni Barricati e del sassofonista Mario Moro arricchiranno il pomeriggio di festa, in cui si potranno visitare il Museo della Civiltà Contadina e gli altri musei nel Castello dei Conti.

Domenica 9 novembre alle 11 nella Cattedrale in Piazza Duomo la Messa presieduta dal vescovo Antonio Di Donna, in diretta su Rai 1, e la successiva benedizione dei mezzi agricoli in Piazzale Renella chiuderanno la due giorni di preghiera e riflessione, una vera e propria Festa della Terra.

 

La Giornata nasce nel 1951 per iniziativa della Coldiretti, quando i contadini intuiscono «durante il secondo dopoguerra» che «nell’agricoltura c’è il valore aggiunto della provvidenza di Dio» e «non resta che ringraziare il Signore» ha affermato don Bignami presentando l’appuntamento.

Nel 1973 i vescovi italiani con il documento La Chiesa e il mondo rurale italiano assumono l’iniziativa per stimolare la riflessione nelle Chiese su evangelizzazione e mondo agricolo.

Nel 2005 la Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace aggiorna il documento del 1973 con la nota Frutto della terra e lavoro dell’uomo. Mondo rurale che cambia e Chiesa in Italia. Ogni anno il Papa ricorda la Giornata all’Angelus domenicale.

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Badizo: escursionismo e passeggiate nel segno dell’inclusione 

Non solo trekking e camminate, ma una vera e propria scelta di condivisione. Badizo Trekking è molto più di un’organizzazione di volontariato che si occupa di escursionismo: è un progetto di vita condivisa, nato nel cuore della Campania tra Napoli e Pozzuoli, dove il camminare diventa strumento di incontro, inclusione e rispetto per l’ambiente. Fondata nel gennaio 2021, questa realtà no profit propone un “ritorno all’essenziale” attraverso l’escursionismo, promuovendo uno stile di vita autentico e solidale, che guarda al mondo con gli occhi di un pellegrino: aperto, curioso, accogliente. «Oggi noi parliamo ancora di escursioni accessibili. – spiega – Antonio Di Martino presidente dell’associazione Badizo Trekking –  Il nostro obiettivo è quello di togliere il termine ‘accessibile’ vicino alla parola escursione.  Cioè vogliamo normalizzare quello che oggi sembra straordinario». L’escursionismo è il cuore pulsante delle attività di Badizo Trekking, che ogni settimana accompagna i partecipanti alla scoperta di angoli preziosi del patrimonio naturalistico, storico e paesaggistico, sia in Campania che oltre i confini regionali e nazionali. Dal 2021 a oggi, l’associazione ha messo in cammino centinaia di appassionati con oltre 110 eventi tra escursioni giornaliere, weekend immersivi, giornate di formazione e attività di manutenzione sentieristica. Uno dei progetti che sta portando avanti Badizo è quello di rendere la montagna accessibile a chiunque, senza barriere.



Quindi un progetto di escursionismo accessibile promosso in collaborazione con l’associazione Ulyxes trekking di Sorrento. Nato nel 2022, il progetto prevede il censimento a livello nazionale di sentieri percorribili da persone con disabilità motoria, la mappatura di dispositivi come la Joelette o la K-Bike. «Questo progetto lo portiamo avanti con la presenza di accompagnatori che sono formati per questa tipologia di attività.

Questo, tra l’altro è un progetto non finanziato. – spiega ancora Antonio Di Martino – Anzi le uniche cose che siamo riusciti a fare tramite una raccolta fondi è stato proprio l’acquisto di alcuni dispositivi grazie a qualche comune e qualche benefattore. Sono strumenti che costano tra i 3000 e i 5500 euro, ma siamo riusciti a comprarne abbastanza qui in Campania. Però per il resto è un progetto che non ha fine in realtà perché poi possono sempre essere registrati dei nuovi percorsi, possono essere sempre registrati nuovi dispositivi così come nuovi accompagnatori. Il profilo di utilità è che una persona che ad esempio viene dal Veneto, viene in Campania a fare un soggiorno, vorrebbe fare un’escursione, ma non può perché chiaramente ha delle problematiche legate alla sua condizione di salute allora trova sul portale Fiemaps un percorso, un dispositivo e l’associazione cui rivolgersi per farlo. Questa l’utilità pratica che si vuole dare al progetto». Badizo Trekking, sin dalla sua nascita, è affiliata alla storica compagine della Federazione Italiana Escursionismo (FIG), nata nel 1927 e riconosciuta nel 1946 su tutto il territorio nazionale come ente morale.

 

di Adriano Affinito

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