Scampia: 14enne si lancia dallo scooter durante inseguimento. Carabinieri denunciano due minorenni

Siamo a Napoli, nel quartiere Scampia. I carabinieri della sezione radiomobile stanno percorrendo via Ciccotti quando notano uno scooter 125 cc sena targa. In sella due ragazzini che insieme non arrivano a 30 anni.

La paletta si alza ma l’Alt non viene rispettato. Chi guida ha il casco, il passeggero no. Inizia l’inseguimento tra le strade di Scampia con manovre spericolate e alta velocità.
Durante la fuga, ciò che non ti aspetti. Il 14enne senza casco si lancia dallo scooter. Dopo un centinaio di metri il centauro, anche lui 14 anni, si ferma.
I carabinieri bloccano entrambi e fortunatamente il passeggero sta bene.

I ragazzini vengono denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, il mezzo viene sequestrato. I due 14enni sono stati affidati ai rispettivi genitori.

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A CITTÀ DELLA SCIENZA UNA LEZIONE DI RAFFAELE CANTONE INAUGURA UN CICLO DI INCONTRI SULL’ETICA PUBBLICA PER FORMARE I CITTADINI DI DOMANI

In un mondo che richiede cittadini sempre più consapevoli e responsabili, Città della Scienza rafforza il suo impegno nella formazione delle nuove generazioni inaugurando un nuovo Ciclo di Incontri Informativi e Formativi sull’Etica Pubblica. Coerentemente con la sua missione di promotore del progresso scientifico e sociale, l’istituzione apre le sue porte a un percorso ambizioso dedicato ai pilastri della convivenza civile: la legalità, la trasparenza e la responsabilità.

 

L’appuntamento inaugurale, che si terrà venerdì 28 novembre 2025 alle ore 10.30 presso la Sala Archimede, avrà come protagonista una delle figure più autorevoli nella lotta all’illegalità, Raffaele Cantone. Il Procuratore della Repubblica di Perugia, già primo Presidente dell’Agenzia Nazionale Anticorruzione (ANAC), terrà una lectio magistralis dal titolo “Il contrasto alla corruzione tra prevenzione e repressione”. Sarà un’occasione unica per analizzare non solo come si combatte un fenomeno che frena lo sviluppo del Paese, ma soprattutto come si costruisce una cultura della legalità che agisca prima che l’illecito si manifesti. L’approfondimento del binomio “prevenzione e repressione” fornirà ai più giovani strumenti critici essenziali per comprendere che una società giusta non si fonda solo sulle sanzioni, ma sulla promozione di comportamenti etici e virtuosi.

 

A dare il benvenuto saranno i saluti istituzionali di Riccardo Villari, Presidente di Città della Scienza, che aprirà l’incontro, seguito dagli interventi di Leandro Limoccia, docente del Dipartimento di Economia, Istituzioni e Management dell’Università Federico II di Napoli, e di Francesco Fuschillo, Preside del Liceo “Don Milani” di Gragnano, a testimonianza della forte sinergia tra istituzioni culturali, accademiche e scolastiche. L’incontro sarà coordinato da Gianfranco Nappi, Responsabile Prevenzione Corruzione e Trasparenza di Città della Scienza.

 

Questo primo evento sarà un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva. La platea, composta da studenti universitari e delle scuole superiori, oltre che dai dipendenti di Città della Scienza, sarà invitata a dialogare direttamente con il Procuratore Cantone. Si vuole così stimolare un confronto intergenerazionale aperto, convinti che la trasmissione di valori etici sia la chiave per formare professionisti e cittadini integri, capaci di contribuire a una società più equa e trasparente.

 

Un momento di alta formazione civica, un’opportunità per riflettere insieme su temi cruciali per il nostro futuro e per sostenere l’impegno collettivo nella costruzione di una solida cultura della legalità.

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«Rinascere insieme»: la forza silenziosa degli Alcolisti Anonimi

Una stanza semplice, senza insegne vistose né simboli che attirino l’attenzione. È qui, a Napoli e in tante città della Campania, che uomini e donne si incontrano periodicamente per raccontarsi, condividere le proprie fragilità e ritrovare la speranza. Sono gli Alcolisti Anonimi, persone che hanno conosciuto il buio dell’alcol e che hanno scelto di combattere insieme, in anonimato e in solidarietà, una battaglia che non si vince mai da soli.

A.A. nasce nel 1935 negli Stati Uniti e arriva in Italia nel 1972. Oggi nel nostro Paese ci sono circa 450 gruppi attivi, e la Campania rappresenta un presidio importante di questa rete di sostegno. A Napoli i gruppi si riuniscono in diversi quartieri, così come a Caserta e Benevento. Luoghi di ascolto e condivisione che diventano casa per chi decide di dire basta all’alcol e vuole ricostruire la propria vita.

Il principio è semplice, ma potente: non ci sono medici, psicologi o volontari esterni. Non ci sono registri, né quote associative. Ci sono solo persone che hanno vissuto la dipendenza e che mettono la propria esperienza a disposizione di chi sta ancora lottando. «L’unico requisito per entrare in A.A. – raccontano i membri – è il desiderio di smettere di bere». Da quel momento in poi, il percorso è fatto di incontri, di confronto e del metodo dei 12 Passi, sperimentato da milioni di alcolisti in tutto il mondo.

Le riunioni sono momenti di intensa umanità. In un clima protetto dall’anonimato, ciascuno può raccontare la propria storia, ascoltare quella degli altri, scoprire che non è solo. L’anonimato non è solo privacy, ma anche uguaglianza e rispetto: nessuno è più importante dell’altro, ogni voce ha lo stesso peso. Ed è proprio in questa parità che nasce la forza del gruppo.

Chi frequenta A.A. lo sa bene: smettere di bere è solo il primo passo. La vera sfida è restare sobri, evitare le ricadute, non cedere alla tentazione di “un bicchiere solo”. Per questo gli incontri diventano un’àncora: «Frequentare regolarmente il gruppo aiuta a spezzare i vecchi schemi – spiegano – e a costruire uno stile di vita nuovo, più sano, più libero».

Accanto al percorso personale c’è sempre un messaggio collettivo: nessuno è abbandonato, la condivisione è la medicina più forte. A Napoli e in Campania i gruppi si incontrano più volte alla settimana, in orari e luoghi accessibili, spesso in parrocchie, centri sociali o spazi messi a disposizione dalla comunità. Ogni incontro è un piccolo laboratorio di rinascita: chi è sobrio da anni incoraggia chi è arrivato da pochi giorni, chi ha ricominciato dopo una ricaduta trova mani tese invece che giudizi.

La storia di A.A. dimostra che il cambiamento è possibile. In Campania tanti uomini e donne hanno ricostruito il rapporto con la famiglia, con il lavoro, con se stessi. «L’alcol mi stava portando via tutto – confessa un partecipante – ma qui ho trovato ascolto, comprensione e la forza di rialzarmi».

Alcolisti Anonimi non promette miracoli: il percorso è lungo, fatto di cadute e di risalite, ma è un cammino reale, sostenuto dall’esperienza di chi c’è già passato. È un luogo in cui la parola “sobrietà” non è una condanna, ma una liberazione; non è privazione, ma possibilità di vivere davvero.

In un tempo in cui i legami sembrano fragili, i gruppi A.A. di Napoli e della Campania ricordano che la comunità può salvare vite, che dall’ascolto può nascere la speranza, che dall’anonimato può germogliare la dignità. Ogni incontro è una testimonianza silenziosa di rinascita: quella di chi, giorno dopo giorno, sceglie la strada della vita.

 

di Francesco Gravetti 

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A Napoli il primo diploma nazionale in Safeguarding: la Chiesa investe nella tutela di minori e adulti vulnerabili

La tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa cattolica passa attraverso la formazione di persone competenti e consapevoli. Con questo spirito la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sezione San Tommaso d’Aquino lancia il Diploma nazionale in Safeguarding, realizzato in collaborazione con il Servizio Nazionale Tutela Minori e Adulti Vulnerabili (SNTM) della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), l’USMI e la CISM. Il corso è stato presentato venerdì 7 novembre durante una conferenza stampa con la partecipazione della dott.ssa Chiara Griffini e della dott.ssa Emanuela Vinai (SNTM), del preside Francesco Asti, del decano Antonio Foderaro e dei direttori del corso Luigi Sabbarese e Gennaro Busiello.

 

Per Antonio Foderaro decano della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Tommaso: “La necessità di dar vita a questo corso nasce dal fatto che era una domanda che veniva dal territorio. Quindi il Servizio Nazionale ha intercettato questa domanda e incontrando le nostre competenze ci ha chiesto di realizzare questo percorso.
È rivolto a coloro che operano in contesti ecclesiali, siano essi laici, religiosi, sacerdoti, tutti coloro che operano in quelli che sono contesti che noi come chiesa cattolica curiamo. Questo significa che la Chiesa non fa chiacchiere, ma quando si impegna si impegna realmente ed è realmente attenta al bene di tutti”.

 

Il Diploma in Safeguarding per la tutela di minori e adulti vulnerabili nei contesti ecclesiali prevede tre moduli – giuridico, psicodinamico e pastorale – per un totale di 30 ECTS.
Le lezioni si terranno dal 14 febbraio al 26 giugno 2026, il venerdì pomeriggio e il sabato mattina, con didattica online.  Il corso si rivolge a operatori pastorali, religiosi, insegnanti, allenatori, educatori e genitori interessati a promuovere la cultura della tutela e della prevenzione.

 

“È il primo che vogliamo lanciare e desideriamo che diventi un modello replicabile in tutte le altre facoltà teologiche presenti nel nostro Paese ma ci piacerebbe anche realizzare collaborazioni anche con le Università statali. – spiega Chiara Griffini, Presidente SNTM –
Già nel corpo docente ci sono anche docenti che provengono dalle università statali. Crediamo molto nel generare un approccio che è transdisciplinare dal diritto alla psicologia, ma anche offrire delle formazioni laboratoriali che consentiranno ai corsisti di applicare quanto appreso nei loro contesti di professione o di attività di volontariato educativo e sociale. Il corso è rivolto a chiunque è interessato a promuovere la tutela del minore oggi. È previsto anche un elaborato finale e un evento conclusivo in forma di convegno”.

 

Il safeguarding richiede di superare la vecchia logica della protezione passiva e sviluppare strategie di prevenzione proattive. L’obiettivo è trasformare la cultura ecclesiale in una cultura della responsabilità, dell’ascolto e della cura reciproca, consolidando una rete di operatori formati e comunità accoglienti e sicure.

di Adriano Affinito

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SARA’ DEDICATO ALLA MEMORIA DI GAETANO MONTANINO IL PRIMO PUNTO LETTURA DELLA “RETE 3L PER NAPOLI”

Mercoledì 12 novembre p.v. alle ore 11:30 presso il plesso Sant’Eligio dell’I.C. Moricino-Borsellino, si terrà l’inaugurazione del primo punto lettura della RETE 3L PER NAPOLI – Libri e Letture 0-6 per la Legalità, dedicato alla memoria di Gaetano Montanino, vittima del dovere per mano della criminalità organizzata, ucciso il 4 agosto 2009 nella vicina piazza Mercato.
Il progetto, promosso dall’associazione Annalisa Durante, è sostenuto dal Cepell a valere sul bando “Leggimi 0-6”, in partenariato con I.C. Moricino-Borsellino ed AIB-Associazione Italiana Biblioteche, con la collaborazione della Fondazione Polis della Regione Campania, Gatto Verde Edizioni e numerosi Enti del Terzo settore operanti nella città di Napoli.
L’inaugurazione costituirà una delle tappe del programma di “Job-Shadowing” (apprendimento sul campo), messo in campo dal Ministero dell’Educazione francese, che sarà in visita a Napoli per conoscere ed approfondire le buone pratiche educative sulla legalità. La delegazione, proveniente dalla Corsica, sarà costituita da insegnanti, magistrati e giornalisti, e sarà accompagnata dai funzionari dell’USR Campania. In particolare,  il presidente dell’associazione Annalisa Durante Giuseppe Perna, unitamente alla bibliotecaria Nunzia Pastorini, alla dirigente scolastica Giuliana Zoppoli e agli insegnanti  dell’I.C. Moricino-Borsellino coinvolti, illustreranno la pratica della lettura precoce per la prevenzione delle devianze minorili ed alcune azioni educative volte alla promozione della cittadinanza attiva presso gli studenti della scuola media. Queste ultime afferiscono al progetto “Educare a Forcella”, sostenuto dal Dipartimento per la famiglia della Presidenza del Consiglio per il contrasto alla povertà educativa. Nella fattispecie, gli studenti simuleranno la pratica dei parlamentini, con la discussione ed approvazione di proposte di intervento per la legalità da presentare nei prossimi mesi al Prefetto di Napoli e ai rappresentanti istituzionali di Regione Campania e Comune di Napoli.
All’iniziative del 12 novembre parteciperanno, tra gli altri, i familiari delle vittime innocenti di criminalità Lucia Di Mauro, vedova Montanino, e Giannino Durante, papà di Annalisa, per testimoniare l’esperienza di giustizia riparativa e di rigenerazione sociale di cui si sono resi interpreti per indicare ai giovani la strada della legalità.

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