Libera, Chiesa di Napoli, movimenti sociali, realtà educative in piazza per la Marcia popolare dell’educazione

Oltre 150 associazioni aderenti, artisti, scrittori, rappresentanti della società civile firmatari dell’appello, che porta come prima adesione quella dell’Arcivescovo Metropolita di Napoli don Mimmo Battaglia, per chiedere un impegno maggiore nel contrasto alla povertà educativa, la dispersione scolastica e il disagio giovanile, mettendo in rete scuole, società civile, istituzioni, Chiesa e Terzo Settore

Maurizio De Giovanni, Silvio Petrella, Valeria Perrella, Viola Ardone, Peppe Lanzetta, Roberto Andrò, Mimmo Basso, Costanza Boccardi, Luciano Stella, Isaia Sales, sono solo alcuni dei nomi che hanno espresso la propria adesione alla grande marcia popolare per l’educazione e la prevenzione, lanciata da Libera, Chiesa di Napoli, e le realtà educative e i movimenti sociali. Appuntamento sabato 16 maggio con partenza da Piazza Garibaldi e arrivo in Piazza Dante dove si terrà un’assemblea pubblica.

Al centro della mobilitazione la necessità di fare rete, rafforzando il processo del Patto Educativo, superando la frammentazione degli interventi e creando una “comunità educante” attiva per i giovani napoletani e la proposta di politiche pubbliche che vadano in discontinuità con le politiche spot e repressive: un Decreto Comunità (non con un altro nome di città o quartiere per marchiare chi ci abita) e una Legge Regionale sull’Educativa di Comunità che prevedano la continuità dei progetti educativi; la dignità e la stabilità con un salario mensile minimo di chi lavora nel sociale; l’accesso gratuito a cultura e sport; misure straordinarie per l’infanzia; la riqualificazione e il riutilizzo sociale e pubblico degli spazi abbandonati, dei beni confiscati alle mafie, delle terre incolte per generare lavoro, mutualismo ed economia sociale; la, co-programmazione e co-progettazione degli interventi e delle risorse; un piano anticorruzione negli ambiti sociali di zona; un’idea di educazione di comunità dove la scuola sia al centro di una relazione aperta e costante negli spazi del quartiere e nel tempo di vita; un’educazione fondata su pratiche nonviolente e collettive. L’iniziativa vuole dare voce a chi ogni giorno lavora nei quartieri popolari, nelle scuole, nelle carceri, nelle comunità con minori, con i giovani, con le persone fragili, spesso in condizioni precarie, e rilanciare un impegno collettivo per contrastare marginalità, povertà e violenze.

«La marcia popolare dell’educazione- spiega don Mimmo Battaglia, Arcivescovo Metropolita di Napoli – è un’opportunità importante per ribadire che la repressione non basta perché serve prevenzione.  La camorra si nutre della povertà educativa e del vuoto di futuro. Per questo si combatte prima di tutto nei luoghi della crescita, nei legami spezzati, nelle solitudini che feriscono i nostri ragazzi. Ogni giovane sottratto alla strada è una vittoria di civiltà. Ogni vita salvata è un argine al male. Il Patto Educativo è oggi la forma concreta della speranza per Napoli: una rete viva che tiene insieme istituzioni, Chiesa e società civile, e che non può permettersi di spezzarsi. In questa direzione si collocano con forza le parole di Papa Leone, che ha ricordato: “Non si spezzi questa rete che vi unisce, non si spenga questa luce che avete iniziato ad accendere nel buio… Continuate a portare avanti questo Patto, radunate le forze, lavorate insieme, camminate uniti… per sollevare la città e restituire a Napoli la sua chiamata ad essere capitale di umanità e di speranza”. È un appello che diventa responsabilità storica. Perché Napoli si salva solo restando insieme, e nessun futuro nasce senza un “noi” che resiste, educa e ricostruisce».

«La marcia- commenta Mariano Di Palma, coordinatore regionale di Libera- sarà anche un momento di festa, arte e condivisione, con musicisti e artisti di strada, per costruire una città più giusta e bella, forte contro le armi, contro chi le vende, contro chi le usa. Una città che ricorda i suoi giovani e le sue vittime innocenti, e che si unisce per fermare la violenza culturale, patriarcale, ambientale delle camorre e dei sistemi corruttivi. Una città che deve dare ascolto, dignità, risorse e spazio alle reti educative, al rapporto tra scuola e comunità, rendendo gratuito l’accesso alla cultura e allo sport, rigenerando gli spazi inutilizzati e beni confiscati, scommettendo per una volta davvero nell’educazione come antidoto alla cultura delle camorre e delle violenze. Armi e droga devono sparire dai codici informali ed illegali della città. Finché non ci libereremo dal possesso illegale e diffuso delle armi e finché non renderemo i quartieri più popolari luoghi di risanamento pubblico e sociale continueremo a sentire colpi di pistola, vedere il sangue per le strade, piangere giovani vittime».

 

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Laboratori a cielo aperto con “Festival STEM-UP”: esperimenti e scienza al parco Attianese

Napoli celebra la scienza con “Festival STEM-UP”. Il parco comunale Attianese nel quartiere Pianura, nella zona occidentale del capoluogo campano, si trasforma in un laboratorio a cielo aperto ospitando esperimenti, dimostrazioni e altre attività grazie al coinvolgimento di oltre cento studenti e studentesse di cinque scuole campane, insieme a personale docente e ricercatore. Appuntamento per martedì 19 maggio 2026, dalle ore 9:30 alle 13, a ingresso gratuito.

In campo allieve e allievi di tre istituti scolastici del quartiere Pianura e di due scuole del salernitano che negli ultimi mesi sono stati protagonisti del progetto “STEM-UP! Scienza, Tecnologia, Creatività” – promosso dal Centro Turistico Giovanile TURMED con il sostegno del Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo e realizzato insieme al CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche e alla Aries Cooperativa – nato con l’obiettivo di avvicinare i più giovani alle discipline scientifiche attraverso la realtà virtuale, laboratori e linguaggi digitali creativi.

“Festival STEM-UP” sarà aperto alla cittadinanza e a chiunque voglia avvicinarsi con curiosità alle scienze. Ad attenderli studentesse e studenti del progetto STEM-UP che presenteranno quanto appreso durante il percorso di crescita e formazione a contatto con docenti, tutor e ricercatori del CNR. Una occasione per valorizzare l’impegno degli scolari, stimolare la curiosità scientifica e promuovere un apprendimento partecipato e inclusivo grazie al contatto con coetanei e con persone di ogni età.

Studentesse e studenti delle scuole coinvolte presenteranno al pubblico esperimenti e attività realizzati nel corso del progetto trasformando il parco in un grande laboratorio scientifico a cielo aperto. I percorsi sperimentali spazieranno dall’ottica all’elettricità, con dimostrazioni dedicate alla propagazione della luce, alla riflessione e rifrazione, all’uso di lenti e strumenti ottici, fino alla costruzione e al funzionamento di semplici circuiti elettrici. Attraverso attività pratiche e interattive, il pubblico potrà osservare fenomeni fisici, partecipare a esperimenti guidati e scoprire come la scienza sia presente nella vita quotidiana e nelle tecnologie contemporanee. Le attività saranno raccontate direttamente dagli studenti e dalle studentesse che condivideranno il proprio percorso di scoperta, curiosità e apprendimento, mostrando come il metodo scientifico possa diventare uno strumento di partecipazione, creatività e collaborazione.

Il festival rappresenta così non solo un momento di divulgazione scientifica ma anche un’occasione di incontro tra scuola, ricerca e territorio, capace di valorizzare le competenze acquisite e promuovere una cultura scientifica inclusiva e accessibile a tutte e tutti.

“Festival STEM-UP” aprirà alle 10:30 con i saluti istituzionali dei rappresentanti dell’associazione CTG Turmed, della cooperativa ARIES e del CNR. Si prosegue con le numerose attività con protagonisti studenti, esperti e curiosi. Insieme agli stand delle scuole coinvolte – a Napoli gli istituti comprensivi “Giovanni Falcone”, “Ferdinando Russo” e “72° Palasciano” e dal salernitano l’istituto comprensivo “Battipaglia Salvemini” e l’istituto omnicomprensivo “Parmenide” di Roccadaspide – sono previsti la ludoteca scientifica a cura del CNR – per coinvolgere bambini, ragazzi e famiglie in attività interattive e divertenti legate al mondo delle STEM – insieme allo spazio allestito dalle ARIES e all’area di CTG Turmed per calarsi nel mondo virtuale grazie ai visore 3D.

“Con il Festival STEM-UP abbiamo voluto creare uno spazio aperto in cui ragazze e ragazzi potessero sentirsi protagonisti della conoscenza, mostrando alla comunità ciò che hanno costruito attraverso il confronto con la ricerca, la sperimentazione e il lavoro di gruppo. Il progetto nasce con l’obiettivo di avvicinare i giovani alla scienza non solo come materia scolastica, ma come opportunità concreta di crescita personale, creatività e partecipazione attiva al territorio” evidenziano dall’associazione CTG Turmed

“STEM UP è un percorso che unisce scuola, ricerca e territorio per trasformare la curiosità in conoscenza, l’esperienza in competenza e la scienza in uno strumento di inclusione, partecipazione e futuro”, sottolinea Antigone Marino del CNR.

“Il progetto rappresenta un’opportunità preziosa e una risorsa fondamentale per le scuole e per i territori: ha aiutato gli studenti e le studentesse a comprendere che le STEM sono parte concreta della loro realtà quotidiana e non restano confinate nei libri. Il festival offrirà un punto di vista diverso su temi affrontati in classe, arricchendoli grazie alla passione, alla curiosità e alla dinamicità di un evento di gruppo” afferma Claudia Giorleo della ARIES cooperativa.

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Premio Campania Coraggiosa, a Villa Doria d’Angri la terza edizione dedicata alle eccellenze che rigenerano il territorio

Dalla legalità alla medicina, dall’impegno sociale alla cultura, passando per giornalismo, arte e ricerca. Torna il “Premio Campania Coraggiosa”, il riconoscimento annuale ideato da Ferdinando Sorrentino e realizzato dal maestro scultore Domenico Sepe, nato per valorizzare le eccellenze campane che contribuiscono, con il proprio lavoro, a costruire una immagine positiva e generativa del territorio.

La terza edizione si terrà il prossimo 22 maggio alle ore 17 nella suggestiva cornice di Villa Doria d’Angri, con il patrocinio del Comune di Napoli e la collaborazione dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope. L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale “Non me ne vado”, realtà impegnata nella valorizzazione del capitale umano e culturale della Campania.

L’obiettivo del premio è raccontare una Campania diversa, fatta di persone che ogni giorno operano nei rispettivi ambiti con responsabilità, competenza e senso civico. Una idea di coraggio che non si lega soltanto ai gesti straordinari, ma anche alla capacità quotidiana di restare, costruire, innovare e generare impatto sociale in contesti spesso complessi.

Tra i premiati dell’edizione 2026 figurano rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico, sanitario, culturale e dell’informazione. Riceveranno il riconoscimento, tra gli altri, il presidente della Corte dei Conti Campania Massimo Gagliardi, il presidente del Consiglio regionale della Campania Massimiliano Manfredi, il presidente di UNICEF Italia Nicola Graziano, lo scienziato e oncologo Antonio Giordano, l’attrice Rosalia Porcaro, lo stilista Gianni Molaro, il direttore di Canale 8 Gennaro Coppola, lo scrittore e vicedirettore de Il Mattino Vittorio Del Tufo.

Il premio, dunque, continua a dare spazio a professionisti, operatori sociali, medici, artisti e figure impegnate nella crescita civile del territorio. Una scelta che rappresenta il cuore della manifestazione: mettere insieme mondi diversi ma accomunati dalla volontà di produrre valore collettivo.

Dopo le prime due edizioni, svoltesi tra il 2024 e il 2025, l’appuntamento torna dunque con un format ormai consolidato, capace di intrecciare istituzioni, arte, impegno civile e promozione del territorio in uno dei luoghi simbolo della cultura napoletana.

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Dal buio alla rinascita: l’associazione L’Aliante torna in scena per dare voce ai talenti “unici” dei suoi ragazzi

Una sede nuova per un’associazione che crede che la diversità sia un valore aggiunto. Uno spazio per suonare scrivere disegnare e vivere, non sopravvivere. Perché i disagi non sono un elemento discriminante. Ma arricchente. Dopo anni di blocco ritorna a far parlar di se’ l’associazione L’Aliante. E lo fa con una performance libera scritta e realizzata su tela e su racconti dei suoi iscritti il 31 maggio prossimo al Miramare alle 19,30. Uno spettacolo “Dal buio alla rinascita. Oltre l’inizio della luce”, con in scena i ragazzi che non vogliono sentirsi diversi ma unici che si racconteranno con musica colori e parole. Raccogliendo i fondi per incontrarsi e confrontarsi e aprirsi ad altri talenti diversamente abili.
Come racconta entusiasta Annamaria Auricino Santoro, presidente dell’associazione dí Castellammare: “Dal 2000 l’associazione esiste e lavora per e con i ragazzi – spiega la responsabile mamma anche di uno degli artisti, Gaetano – ma dopo il blocco per il covid e l’assenza di una sede stabile (adesso i giovani si incontrano in uno spazio privato non adeguato con barriere architettoniche e ambiente limitante) si son ridotti i numeri degli iscritti e le possibilità di farci conoscere e uscir sul territorio. Percio’ abbiamo deciso di riprovarci con tutor esperti e collaborazioni esterne per realizzare i sogni dei nostri ragazzi che vogliono dire noi ci siamo: ascoltateci”.

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“Like o solitudine?”: studenti e istituzioni a confronto sul vero volto dei social

Si è svolto l’evento conclusivo del concorso “Valori in Corso”, dedicato quest’anno a un tema quanto mai attuale: il rapporto tra giovani, social network e solitudine emotiva. L’iniziativa dal titolo “Like o solitudine? Il vero volto dei social” ha riunito studenti, docenti, educatori ed esperti in un momento di confronto e riflessione sui rischi e le opportunità dell’universo digitale.

Nel corso della mattinata, i ragazzi protagonisti del progetto hanno presentato elaborati, testimonianze e contenuti creativi nati da un percorso di approfondimento sviluppato durante l’anno scolastico. Al centro del dibattito il peso che i social media esercitano nella costruzione delle relazioni, dell’identità personale e della percezione di sé, soprattutto tra gli adolescenti.

L’evento ha rappresentato anche l’occasione per rilanciare l’importanza dell’educazione digitale e dell’ascolto delle nuove generazioni, spesso immerse in una connessione continua che, però, non sempre coincide con relazioni autentiche. Tra gli interventi emersi durante l’incontro, particolare attenzione è stata dedicata ai fenomeni dell’isolamento sociale, della dipendenza da approvazione virtuale e del cyberbullismo, ma anche alle potenzialità positive dei social come strumenti di espressione, partecipazione e condivisione.

Il concorso “Valori in Corso” si conferma così uno spazio educativo capace di stimolare consapevolezza e senso critico, mettendo al centro i giovani e il loro modo di vivere il presente. Un percorso che ha saputo trasformare la scuola in luogo di dialogo e cittadinanza attiva, coinvolgendo studenti e comunità educante in una riflessione collettiva sulle sfide della contemporaneità.

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A NAPOLI IL PRIMO BAR ITALIANO GESTITO DA PERSONE CON DISABILITÀ DENTRO UNA SCUOLA PUBBLICA

La Bottega dei Semplici Pensieri, associazione nata a Quarto (NA) nel 2012 e attiva nella formazione professionale di giovani con sindrome di Down e lievi deficit cognitivi, inaugura il 19 maggio alle ore 11.00 il primo bar gestito da persone con disabilità all’interno di una scuola pubblica italiana. Si chiama Terzo Tempo e nasce all’interno dell’Istituto di Istruzione Superiore “Francesco Saverio Nitti”, in viale John Fitzgerald Kennedy, nel quartiere Fuorigrotta di Napoli.

È il terzo capitolo di un percorso che la Bottega porta avanti da quasi quindici anni, con un metodo costante: trasformare la formazione in lavoro reale, e il lavoro in autonomia. Attualmente l’associazione accompagna oltre 30 giovani in contesti professionali autentici – cucina, agricoltura sociale, servizio bar, accoglienza, produzione artigianale – e ha sede a Casa Mehari, bene confiscato alla criminalità organizzata a Quarto, diventato presidio di legalità, lavoro e inclusione.

Dal Kè Bar a Terzo Tempo: dieci anni dietro al bancone

Terzo Tempo è il punto di arrivo di un percorso costruito un pezzo alla volta dalla Bottega.

Il primo passo è del 2016, con la nascita del Kè Bar all’interno della Multicenter School di Pozzuoli: la prima aula di formazione permanente in cui i giovani dell’associazione imparano il mestiere – preparazione delle bevande, gestione del banco, relazione con il cliente, lavoro di squadra. È qui che la formazione della Bottega incontra per la prima volta la realtà quotidiana di un servizio bar.

Dall’esperienza del Kè Bar nasce Brindisi Solidale, il primo street bar itinerante d’Italia gestito da persone con disabilità. Un’ApeCar attrezzata che porta il servizio della Bottega fuori dai luoghi protetti – eventi pubblici, cerimonie, manifestazioni – e mette il lavoro alla prova del territorio.

Con Terzo Tempo, la Bottega compie il terzo passo: dalla formazione al servizio sul territorio, fino all’impresa sociale stabile dentro una scuola pubblica. Il nome richiama il terzo tempo del rugby – il momento dopo la partita in cui le due squadre si siedono allo stesso tavolo – ma è anche, letteralmente, il terzo capitolo di una storia di lavoro. Una formula come questa, un’impresa sociale autonoma, condotta da lavoratori adulti con disabilità, dentro una scuola pubblica, non risulta attiva altrove in Italia.

Lavoratori, non tirocinanti

La scelta della Bottega per Terzo Tempo è precisa: dietro il bancone ci saranno ragazze e ragazzi con disabilità formati, contrattualizzati e regolarmente retribuiti. Non tirocinanti, non volontari. Lavoratori, con un contratto e una busta paga. È il salto che l’associazione ha sempre indicato come obiettivo del proprio metodo: passare dalla formazione al lavoro vero, dalla protezione all’autonomia.

Il progetto nasce da un protocollo d’intesa siglato tra la Bottega dei Semplici Pensieri, l’Istituto Nitti e la Città Metropolitana di Napoli, ed è realizzato con il contributo di Fondazione Prosolidar – ETS.

Mariolina Trapanese, presidente della Bottega dei Semplici Pensieri, commenta così l’apertura:

Terzo Tempo è il punto di arrivo di un percorso lungo quasi quindici anni e il punto di partenza di qualcosa di nuovo. Non lo apriamo per dimostrare che si può fare: lo apriamo perché si deve fare. I nostri ragazzi non saranno lì come simbolo, e neanche come tirocinanti: saranno baristi, con un contratto e una busta paga. Una scuola pubblica è esattamente il posto in cui l’inclusione smette di essere un’eccezione e diventa quotidianitàNon è stato semplice, ma non abbiamo mai smesso di crederci. E con noi, tanti amici e sostenitori: da soli non si va mai da nessuna parte“.

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