“Marcia popolare dell’educazione” contro le violenze e per una città inclusiva

Una grande marcia popolare per l’educazione e la prevenzione, lanciata da un’alleanza che che va da Libera contro le mafie,alla Chiesa di Napoli, dalle realtà educative e ai movimenti sociali, si terrà a Napoli il 16 maggio con partenza da Piazza Garibaldi e arrivo in Piazza del Plebiscito.

L’iniziativa vuole dare voce a chi ogni giorno lavora nei quartieri popolari, nelle scuole, nelle carceri, nelle comunità con minori, con i giovani, con le persone fragili, spesso in condizioni precarie, e rilanciare un impegno collettivo per contrastare marginalità, povertà e violenze.

Al centro della mobilitazione, il bisogno di unire Napoli – divisa dalle disuguaglianze e dalle etichette – e la proposta di politiche pubbliche che vadano in discontinuità con le politiche spot e repressive: un Decreto Comunità (non con un altro nome di città o quartiere per marchiare chi ci abita) e una Legge Regionale sull’Educativa di Comunità che prevedano la continuità dei progetti educativi; la dignità e la stabilità con un salario mensile minimo di chi lavora nel sociale; l’accesso gratuito a cultura e sport; misure straordinarie per l’infanzia; la riqualificazione e il riutilizzo sociale e pubblico degli spazi abbandonati, dei beni confiscati alle mafie, delle terre incolte per generare lavoro, mutualismo ed economia sociale; la, co-programmazione e co-progettazione degli interventi e delle risorse; un piano anticorruzione negli ambiti sociali di zona; un’idea di educazione di comunità dove la scuola sia al centro di una relazione aperta e costante negli spazi del quartiere e nel tempo di vita; un’educazione fondata su pratiche nonviolente e collettive

La marcia sarà anche un momento di festa, arte e condivisione, con musicisti e artisti di strada, per costruire una città più giusta e bella, forte contro le armi, contro chi le vende, contro chi le usa. Una città che ricorda i suoi giovani e le sue vittime innocenti, e che si unisce per fermare la violenza culturale, patriarcale, ambientale delle camorre e dei sistemi corruttivi.

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PER LA PRIMA VOLTA A NAPOLI IL CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO ACCESSIBILE ANCHE IN LINGUA DEI SEGNI

Un’esperienza che si apre a tutti, senza barriere. È questa la novità più significativa dell’edizione 2026 del Mini Corso di Avvicinamento al Vino di Cantine Carputo, che per la prima volta sarà accessibile anche nella Lingua dei Segni Italiana (LIS), grazie alla presenza dell’interprete Valentina Di Leva.

 

Un passo importante verso un’idea di vino sempre più inclusiva, capace di parlare a tutti e di essere vissuta da tutti, nel segno della condivisione e dell’accessibilità.

 

La cantina apre le sue porte a un viaggio sensoriale che va oltre il semplice bere: un racconto fatto di profumi, territori, tecniche e storie, in cui ogni calice diventa occasione di scoperta. Un’esperienza che unisce formazione e piacere, guidando i partecipanti a imparare non solo a degustare, ma a comprendere davvero il vino. Le lezioni saranno tenute da relatori e degustatori dell’Associazione Italiana Sommelier – Campania, figure di riferimento del settore che accompagneranno i partecipanti lungo un percorso strutturato ma coinvolgente. Ogni incontro avrà una durata di circa due ore e, al termine del corso, verrà rilasciato l’attestato di partecipazione AIS.

 

Il programma si articola in sei appuntamenti: dopo Dalla vigna alla bottiglia: Viticoltura ed Enologia” e Il vino: introduzione all’analisi organolettica”, il 5 maggio “L’arte della degustazione: i sensi al servizio del vino”, 12 maggio “L’importanza del terroir: vini di sole, collina, mare e vulcano”, 23 maggio “Visita in cantina e degustazione”, 26 maggio “Abbinamenti perfetti: cibo e vino per ogni occasione”.

 

A guidare il percorso sarà l’AIS Campania nelle persone di Nicoletta Gargiulo, Paola Licci, Franco De Luca e Gabriele Pollio. Per tutta la durata del corso sarà garantita la presenza dell’interprete LIS Valentina Di Leva, a conferma dell’attenzione di Cantine Carputo verso un’esperienza formativa realmente accessibile.

 

“Ogni vino ha qualcosa da raccontare ed è proprio nell’ascolto, nella scoperta e nella condivisione che nasce il vero valore di questa esperienza”, è il messaggio che accompagna il corso, pensato per trasformare la curiosità in consapevolezza e l’assaggio in emozione.

 

“Il vino è condivisione, è relazione, è racconto. E un racconto, per essere davvero tale, deve poter arrivare a tuttisottolinea Valentina Carputo -. Abbiamo voluto fortemente che questo corso fosse accessibile anche nella Lingua dei Segni, perché crediamo che il vino non debba avere barriere. È un passo importante per noi, che nasce dal desiderio di rendere la nostra cantina un luogo sempre più aperto, inclusivo e accogliente”.

 

Per info e prenotazioni: tel. 3534084324 o info@carputovini.it

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Malavia, proiezione speciale al Modernissimo

Torna in sala per una proiezione speciale Malavia, il film di Nunzia De Stefano, storia intensa di crescita, musica e seconde possibilità, giovedì 7 maggio alle ore 21.00, al Multicinema Modernissimo (Via Cisterna dell’Olio, 49/59). La regista saluterà il pubblico insieme con il cantautore, rapper e attore, tra i protagonisti del film, Giuseppe “PeppOh” Sica, l’autore delle musiche Speaker Cenzou e le attrici protagoniste Daniela De Vita e Francesca Gentile.
Malavia, diretto da Nunzia De Stefano, che firma anche la sceneggiatura con Giorgio Caruso, è prodotto da Matteo Garrone, una produzione Archimede e Rai Cinema, distribuito da Fandango. Nel cast del film anche, il protagonista Mattia Francesco Cozzolino con Junior Rodriguez, Ciro Esposito, Artem e Nicola Siciliano.
Sasà è uno scugnizzo di tredici anni, della periferia di Napoli. Trascorre le giornate con i suoi due migliori amici, Cira e Nicolas, ascoltando musica rap. Cresciuto senza padre, vive da solo con la sua giovane madre Rusè. Tra i due c’è un legame molto profondo, che spesso sfocia in una sproporzionata gelosia da parte del 7iglio. Amante dell’hip hop e dotato di un grande talento musicale, Sasà aspira a diventare un rapper famoso per permettere alla madre una vita migliore. L’incontro con Yodi, noto rapper della old school partenopea, sembra dare slancio al suo sogno e lo porta a comporre il suo primo vero pezzo: un rap dedicato a Rusè. Tuttavia, lo scontro con la realtà cinica del mondo della musica e della strada, costringe Sasà ad abbandonare le proprie aspirazioni. Disilluso, cede alla criminalità̀ pur di aiutare economicamente la madre, ritrovandosi a spacciare nel cortile della scuola. Quando viene scoperto, rischia di perdere tutto. Divorato del senso di colpa, dal dolore provocato a Rusè e dalla possibilità̀ di essere portato in una casa-famiglia, Sasà sprofonda in una forte depressione dalla quale non sembra esserci via di uscita. Soltanto un nuovo incontro con Yodi riesce a far breccia nell’animo del ragazzino, facendogli ritrovare l’entusiasmo perduto con il quale affrontare il futuro, qualunque cosa accadrà.

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Con GIO.V.E. i giovani al centro del cambiamento: partecipazione, formazione e prime attività nel Rione Sanità

Nel Rione Sanità il progetto GIO.V.E., promosso da CSV Napoli e dall’istituto bancario UniCredit, entra nel vivo e, a pochi mesi dall’avvio, restituisce un primo quadro fatto di sperimentazione, adattamento e coinvolgimento crescente dei giovani. Il report di avanzamento racconta un processo ancora in divenire, ma già capace di attivare dinamiche significative sia sul piano individuale che comunitario.

Entrando nel merito, uno dei primi nodi affrontati riguarda l’organizzazione degli incontri. I tutor hanno lavorato insieme ai volontari per costruire un calendario condiviso, adattandolo alle esigenze reali del gruppo. Gli appuntamenti sono stati spostati nel tardo pomeriggio, con una certa flessibilità anche nei giorni. Accanto ai momenti formali, non sono mancati spazi informali — come una pizzata serale — che hanno contribuito a rafforzare il gruppo. Oggi il riferimento è il martedì pomeriggio, ma la gestione dei tempi resta una questione aperta.

Ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti più interessanti del progetto: la difficoltà organizzativa diventa occasione educativa. La negoziazione di orari e impegni si trasforma in esercizio concreto di partecipazione e responsabilità. Nonostante gli impegni, i ragazzi continuano a esserci. Un segnale chiaro di coinvolgimento, anche se ancora in fase di consolidamento.

Sul territorio, intanto, si rafforza il lavoro di rete. La presenza costante dell’équipe nella Rete Educativa Sanità sta contribuendo a consolidare relazioni e a rendere più strutturata la proposta di volontariato giovanile nel quartiere.

Lo sguardo è ora rivolto ai prossimi appuntamenti. L’evento di primavera rappresenterà il primo vero banco di prova per i volontari e un momento pubblico per il progetto. Parallelamente continua l’attività di coinvolgimento di nuovi giovani, affidata soprattutto al passaparola e al racconto diretto tra pari. Una scelta precisa, che punta su dinamiche spontanee più che su canali formali, e che sta già dando i primi risultati.

Tra gli snodi centrali di questa fase c’è anche l’avvio dell’Hub del Volontariato. Il lavoro di coordinamento con la rete territoriale permette di intercettare bisogni concreti e di orientare meglio le attività dei volontari. Un meccanismo che, passo dopo passo, si sta affinando e che rappresenta uno degli elementi più innovativi del progetto.

Dopo i primi tre mesi, il quadro che emerge è articolato. Da un lato, cresce l’interesse dei giovani coinvolti, sempre più curiosi rispetto al proprio ruolo nel quartiere. Dall’altro, resta la difficoltà di garantire una partecipazione costante: scuola, università e lavoro incidono sulla continuità. La gestione del tempo si conferma quindi una delle principali sfide operative.

Sul fronte delle attività, sono partiti i percorsi di formazione e le azioni legate all’Hub. La formazione generale è quasi conclusa e ha offerto un primo spazio di confronto sui temi del volontariato e della partecipazione. Intanto è già iniziata quella specifica, legata all’evento di primavera in programma a inizio maggio, che vedrà i giovani impegnati insieme agli enti del territorio.

L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio dedicato ai diritti dei bambini. Al centro, questa volta, il tema degli spazi verdi: nel Rione Sanità il Parco San Gennaro è chiuso da anni. Da qui la scelta di lavorare su un’opera d’arte collettiva, strumento capace di trasformare un bisogno del territorio in un messaggio visibile e condiviso.

Infine, i numeri. Al 31 marzo sono 20 i giovani coinvolti, tra i 16 e i 25 anni. Un risultato in linea con gli obiettivi annuali e un primo segnale concreto: il gruppo prende forma e, gradualmente, cresce anche la consapevolezza del proprio ruolo.

 

di Adriano Affinito

 

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“Like o solitudine? Il vero volto dei social”. Evento conclusivo del concorso “Valori in corso”

Si terrà mercoledì 13 maggio 2026 alle ore 09:00, presso la Chiesa San Vincenzo Ferreri, la manifestazione conclusiva del concorso “Valori in corso”, giunto a una nuova edizione e dedicato al
tema: “Like o solitudine? Il vero volto dei social”.

L’iniziativa, promossa dal Centro Ozanam ODV, ha coinvolto studenti e giovani partecipanti in un percorso di riflessione sull’impatto dei social media nella vita quotidiana. Attraverso elaborati
creativi e contenuti originali, i ragazzi sono stati invitati a interrogarsi sul significato autentico delle relazioni nell’era digitale, mettendo in discussione il valore apparente dei “like” rispetto alla qualità dei legami reali.

Durante la mattinata si terrà la premiazione dei migliori elaborati, selezionati per originalità, profondità e capacità comunicativa. L’evento rappresenterà un importante momento di incontro tra
scuola, famiglia e territorio, con l’obiettivo di promuovere un uso più consapevole e responsabile delle tecnologie digitali.

La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Sant’Antimo e del CSV Napoli, a testimonianza dell’importanza sociale e educativa del progetto.

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A Bacoli apre la Casa di Matteo: accoglierà 14 bambini e ragazzi con disabilità

Quando nacque a Napoli, circa 10 anni fa, era la prima struttura del Sud ad accogliere bambini e neonati malati in affido o adozione. “La Casa di Matteo”, il progetto nato da un’idea dell’allora presidente della Fondazione A Ruota libera Luca Trapanese, dopo una lunga esperienza in città, si sdoppia, sbarcando a Bacoli. La struttura flegrea sarà inaugurata giovedì 30 aprile 2026 (ore 10,30, via Campi Elisi 1) e si presenta come la “gemella” di quella del Vomero, avendo la stessa vocazione della prima: prendersi cura, con amore, di bambini con gravi o gravissime disabilità, che spesso richiedono assistenza 24 ore su 24.

Nata anche per rispondere alle numerose richieste del territorio, La Casa di Matteo di Bacoli aprirà i battenti in via Campi Elisi 1, all’interno di un edificio del Settecento, con ampi spazi e terrazzi panoramici sul mare, dato in comodato d’uso gratuito dal Pio Monte della Misericordia: un luogo incantevole, pensato per accogliere bambini che hanno bisogno non solo di amore, ma anche di bellezza.

Nello specifico, saranno accolti in due diverse unità abitative, complessivamente, 14 bambini e ragazzi, gravemente malati in stato di affido o di adozione. I minori saranno quindi suddivisi in due “comunità”: una dedicata alla fascia di età che va dai 3 ai 12 anni e l’altra, che accoglierà adolescenti tra i 12 e i 15 anni. Per tutti loro, ci sarà anche una bellissima ludoteca, concepita come uno spazio educativo, relazionale e di gioco.

L’obiettivo, alla base dell’iniziativa ideata da Trapanese, oggi vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, resta immutato ora come allora: creare luoghi capaci di garantire accoglienza, cura, dignità e speranza per il futuro ai bambini più fragili. Anche La Casa di Matteo di Bacoli vuole onorare la memoria di Matteo, un bambino adottato da due coraggiosi genitori, Rosa e Luigi, che lo accolsero come figlio pur sapendo che l’amore che avrebbero potuto donargli avrebbe avuto una scadenza.

Una storia molto cara allo stesso Trapanese, dolcissimo papà di Alba, una bellissima bambina affetta dalla sindrome di down che lui ha adottato da single e omosessuale, in un momento in cui la vita politica non era nemmeno in programma.

Oggi questo progetto, non senza ostacoli, prende vita, lì dove fino a pochi mesi fa – su iniziativa dell’assessorato al Welfare del Comune di Napoli, guidato ancora da Luca Trapanese – erano ospiti mamme e bambini ucraini scappati dalla guerra. A gestire la seconda casa saranno due enti: l’associazione di promozione sociale di Napoli Casa di Matteo, presieduta da Marco Caramanna, e la cooperativa sociale In Contatto di Bacoli, presieduta da Vincenzo Patella.

All’inaugurazione, in programma a Bacoli giovedì 30 aprile alle 10,30, parteciperanno il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione, il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania Luca Fella Trapanese, insieme a rappresentanti delle istituzioni, educatori, volontari, operatori sociali e cittadini. Sarà, inoltre, presente il governatore del Pio Monte della Misericordia Fabrizia Paternò, storico ente benefico napoletano che ha reso possibile la realizzazione del progetto, concedendo in comodato d’uso gratuito a tempo illimitato la struttura di Bacoli.

 di Maria Nocerino

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