Mai più spose bambine. Parte la Campagna di Amnesty International Italia

Secondo le stime del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa), 13.5 milioni di ragazze ogni anno nel mondo sono costrette a sposarsi prima dei 18 anni con uomini molto più vecchi di loro: 37 mila bambine ogni giorno alle quali, di fatto, viene negata l’infanzia.

Isolate, tagliate fuori da famiglia e amicizie e da qualsiasi altra forma di sostegno, perdono la libertà e sono sottoposte a violenze e abusi. Molte di loro rimangono incinte immediatamente o poco dopo il matrimonio, quando sono ancora delle bambine.

I matrimoni precoci e forzati sono un fenomeno da contrastare e bandire.

Per difendere e proteggere le bambine dai matrimoni forzati e da altre forme di violenza, dal 18 ottobre all’1 novembre, Amnesty International Italia – di cui quest’anno ricorre il 40° anniversario – lancia MAI PIÙ SPOSE BAMBINE campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite SMS solidale al 45594.

Amnesty International Italia intende così sensibilizzare l’opinione pubblica su questo fenomeno che si radica nella povertà, nella discriminazione e nell’arretratezza culturale; incrementare l’attenzione dei governi nei paesi in cui è presente questa pratica affinché sia bandita; favorire l’avvio di indagini imparziali, tempestive ed esaurienti su ogni denuncia di violazione dei diritti umani basata sulla discriminazione; contribuire a far sì che le bambine non subiscano decisioni riguardanti il loro corpo che siano causa di violazioni dei diritti umani e vivano la propria vita senza interferenze da parte di altri.

Contribuire alla campagna MAI PIÙ SPOSE BAMBINE significa aiutare Amnesty International Italia a realizzare un cambiamento positivo nella vita di queste donne e bambine per cui non c’è libertà, non c’è giustizia, non ci sono diritti umani.

Per saperne di più www.amnesty.it

“Sterminata Bellezza”, al via la II edizione del premio che combatte il degrado ambientale e culturare

Legambiente lancia la seconda edizione del “Premio Sterminata Bellezza“, il riconoscimento dedicato a enti, associazioni, amministrazioni, imprese, aziende, cittadini, a tutti coloro che a vario titolo si sono spesi in progetti capaci di ridefinire la qualità dei contesti ambientali, sociali ed economici dei territori di appartenenza, generando benessere e accrescimento culturale, occupazione, tutela dei beni comuni, solidarietà.

L’Italia ha un patrimonio di bellezza che tutto il mondo ci riconosce. La sfida che abbiamo davanti non è solo conservarla, contrastando la bruttezza che in questi ultimi decenni ha modificato i nostri territori, ma produrne di nuova, quale risorsa primaria per dare qualità al futuro proiettandoci oltre questa crisi.

L’obiettivo del “Premio sterminata Bellezza” è dunque far conoscere e valorizzare le idee e le esperienze che già producono nuova bellezza, per ispirare e contagiare l’intero Paese.

C’è tempo fino al 23 novembre per presentare i progetti.

scarica il bando di partecipazione…clicca qui

Play for change: lo sport contro la dispersione scolastica

PLAY FOR CHANGE – Napoli è un progetto della Fondazione Milan che nasce con l’obiettivo di offrire ai ragazzi spazi e momenti dove poter essere sostenuti ed accompagnati nel percorso scolastico e nel proprio percorso di crescita, attraverso modelli positivi di socialità.
Il progetto si rivolge al territorio partenopeo creando occasioni di formazione e incontro sia per i ragazzi detenuti nel carcere minorile di Nisida che hanno già scontato un terzo della loro pena e hanno avuto il permesso per frequentare corsi di formazione professionale fuori dal carcere; sia per coetanei a rischio dispersione scolastica segnalati dalle reti territoriali e dai servizi di zona.
La realizzazione di iniziative che mettano in contatto l’ambiente esterno con la realtà carceraria favorisce il superamento della reciproca diffidenza e la creazione di un rapporto solidale tra società e detenuti, nella convinzione che completando un percorso educativo e formativo insieme, i ragazzi possano rinascere e crescere come cittadini.

15 ragazzi sono già stati selezionati e sono stati inseriti in un percorso di “Insegnamento della tecnica calcistica giovanile e Gestione delle dinamiche relazionali di uno sport di squadra” con l’obiettivo di far acquisire loro competenze tecniche e relazionali per gestire in autonomia le squadre dei bambini più piccoli.

Partendo dall’osservazione delle squadre iscritte alla SSD Europa, associazione sportiva partner, i ragazzi vengono formati in aula (sulle parti tecniche e tattiche) e sul campo (sulla gestione delle dinamiche relazionali), fino ad affiancare un allenatore nella preparazione e nell’allenamento per il campionato dei piccini.

Accompagnati da uno psicologo e un educatore, attraverso l’allenamento motivazionale i ragazzi acquisiscono maggiore fiducia in se stessi, consapevolezza dei propri limiti e delle proprie risorse. Si insegnano loro gli elementi di base della comunicazione in campo e li si guida ad osservare come i bambini gestiscono le emozioni e quali siano le differenze cognitive e relazionali per fasce d’età. Ancora meglio, si rafforzano le abilità di base, l’autonomia e l’autostima.

Per maggiori informazioni sul progetto…clicca qui

Social World: scatti in mostra all’aeroporto per raccontare la solidarietà

Bambini, adulti, immigrati, disabili, cittadini di desolate periferie. Vite ai margini, ma anche storie di speranza e di integrazione. A raccontarle è “Social World“, la mostra fotografica organizzata da Gesco, gruppo di imprese sociali, in collaborazione con Gesac, società di gestione dell’aeroporto di Capodichino.
Undici scatti, esposti nello “Spazio all’arte” del Terminal Sala d’Attesa al Primo piano dello scalo, che porteranno i viaggiatori a riflettere su temi quali la solidarietà, l’accoglienza, l’ambiente, la disabilità. Le fotografie, selezionate tra i migliori scatti pervenuti nell’ambito del concorso fotografico “Scambio di Visioni” sono state realizzate da Renato Orsini, Gerardo Filocamo, Roberto Franco, Ludovico Simone, Alessia Massa, Ciro Iacobelli, Alessandra Del Giudice, Celine Vignacq, Sabrina Merolla, Nunzia Esposito e Gianluca Montone.

La mostra resterà aperta al pubblico, tutti i giorni, 24 ore su 24, fino a sabato 16 gennaio.

Medici Senza Frontiere: una petizione per chiedere verità sul bombardamento dell’ospedale a Kunduz

Lo scorso 3 ottobre un aereo da combattimento statunitense ha ripetutamente bombardato un ospedale di Medici Senza Frontiere a Kunduz, nel nord dell’Afghanistan. Gli attacchi hanno ucciso 22 persone – 12 operatori di MSF e 10 pazienti – e ferito circa 40 tra pazienti e staff dell’organizzazione. L’ospedale stesso è stato distrutto, privando centinaia di migliaia di persone della possibilità di ricevere cure traumatologiche d’urgenza.

I sopravvissuti parlano di un’esperienza spaventosa.

Attaccare un luogo protetto come un ospedale è una grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario e delle Convenzioni di Ginevra.

Gli Stati Uniti, la NATO e il governo afghano hanno avviato delle indagini, ma è impossibile aspettarsi che le parti coinvolte nel conflitto portino avanti accertamenti indipendenti e imparziali su fatti che li vedono direttamente coinvolti.

È per questa ragione – in nome dei medici e pazienti uccisi e feriti, e per tutti gli operatori e pazienti nel mondo – che Medici Senza Frontiere chiede che la Commissione d’Inchiesta Umanitaria Internazionale (IHFFC), l’unico organo permanente specificamente istituito per indagare sulle violazioni del Diritto Internazionale Umanitario, avvii un’indagine internazionale indipendente sugli eventi del 3 ottobre.

Ora che l’appello per mobilitare l’IHFFC ha ricevuto risposta, si chiede agli Stati Uniti e all’amministrazione Obama di dare il proprio consenso all’investigazione.

Firmando la petizione, puoi aggiungere la tua voce all’ appello di Medici Senza Frontiere. Che non riguarda solo Kunduz, e non solo gli Stati Uniti, ma è diretto a tutte le nazioni e a tutte le parti in conflitto. Ed è un’opportunità per tutti per riaffermare il proprio impegno nei confronti del Diritto Internazionale Umanitario.

Per firmare…clicca qui