31 Gen, 2019 | News dalle odv
Un sondaggio anonimo, rivolto a tutta la popolazione maggiorenne, sia LGBTI sia eterosessuale (lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersessuali), in Italia e all’estero, attraverso il quale sondare la percezione, le risorse e i bisogni della comunità LGBTI anziana ed elaborare, sulla base di quanto raccolto, risposte efficaci. E’ questa l’azione che Arcigay promuove in questi giorni nell’ambito del progetto Silver Rainbow. Azioni multilivello per l’invecchiamento positivo della popolazione anziana LGBT, il contrasto alle solitudini involontarie, il dialogo intergenerazionale e la promozione dell’accoglienza e della visibilità in contesti non LGBTI, realizzato dall’associazione, in collaborazione con Arci pesca FISA e con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Quanto sono visibili le persone anziane LGBTI? Siamo preoccupati di invecchiare? Uomini e donne nello stesso modo? Sono più soddisfatti della propria vita sessuale i giovani, gli adulti oppure gli anziani? E per quanto riguarda l’amore? Sono questi alcuni dei temi che la ricerca vuole approfondire. Il processo di invecchiamento, infatti, può essere di per sé una condizione che porta gli individui a un rischio di invisibilità, solitudine involontaria, esclusione sociale o discriminazione. La terza e quarta età LGBTI è questione ancora più complessa e relativamente nuova che va affrontata su più livelli: oggi le persone LGBTI senior sono tendenzialmente invisibili. L’idea del progetto è di affrontare questa invisibilità e contrastare le solitudini involontarie a più livelli: conoscere meglio i bisogni dell’anziano LGBTI; promuoverne la visibilità, il benessere e l’integrazione nella comunità LGBTI favorendo il dialogo intergenerazionale e percorsi abitativi adatti; promuoverne la visibilità, il benessere e l’integrazione in contesti non tipicamente LGBTI grazie ad una maggiore contaminazione culturale, fatta grazie a laboratori, formazione e campagne di comunicazione in quei contesti.
Dopo questa prima fase di somministrazione dei questionari, il progetto proseguirà con dei focus group realizzati in alcune città campione, per poi arrivare a creare materiali di formazione e comunicazione.
Il questionario è disponibile online al link: https://goo.gl/zPtHGF
31 Gen, 2019 | News dalle odv
È on line il portale educativo interattivo “Jacky può” (E chi non può è il suo sottotitolo) ideato da Mani Tese in collaborazione con ActionAid, Fondazione Finanza Etica, Oxfam e WWF e con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Gli studenti nella fascia 14-19 anni sono a rischio di analfabetismo economico, dal momento che la loro alfabetizzazione economica avviene (se avviene) fuori dalla scuola, nei contesti educativi informali.
Secondo una ricerca internazionale di ING Direct realizzata da TNS Nipo, il 46% degli italiani non ha una formazione specifica in ambito economico, nonostante l’economia sia al centro della vita quotidiana di tutti.
Tra i cittadini che sostengono di avere ricevuto una preparazione in ambito economico e finanziario, solamente nel 18% dei casi ciò è avvenuto nell’ambito della scuola secondaria, l’11% ha intrapreso degli studi universitari economici, mentre ben il 25% è completamente autodidatta: ha acquisito conoscenze leggendo libri (16%) e informandosi attraverso internet, quotidiani o riviste e programmi televisivi (9%).
Solo una persona su cinque, in sostanza, dichiara di aver sentito parlare di economia a scuola, esclusa l’università.
Il portale Jackypuò (http://www.jackypuo.it) è un sito educativo e interattivo che parte proprio dall’analisi e dalla decostruzione dell’homo economicus.
Valigetta, carte di credito e macchina sportiva, circondato da banconote e vestito in modo impeccabile: Jackypuò è la caricatura dell’uomo economico razionale, né così vera da incoraggiare l’identificazione, né così lontana dalla realtà da metterla in ridicolo con troppa leggerezza.
Il percorso didattico, pensato soprattutto per le classi con l’accompagnamento dell’insegnante o dell’educatore (a cui il portale dedica una guida specifica), permette ai ragazzi di prendere consapevolezza del modello che Jacky può rappresenta per poi smontarlo e provare a ricostruirlo.
Guarda il portale
31 Gen, 2019 | News dalle odv
Si terrà giovedì 14 febbraio a partire dalle ore 9.30 a Palazzo Pacanowski (Aula 1.2 – VIA GENERALE PARISI,13) a Napoli l’incontro dal titolo “La Riforma del Terzo settore: sfide e opportunità”. L’iniziativa è organizzata dall’Università degli studi di Napoli Parthenope in collaborazione con la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia e il CSV Napoli.
Di seguito il programma degli interventi:
SALUTI
ALBERTO CAROTENUTO, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
MARCO ESPOSITO, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
ROBERTA GAETA, Assessore Politiche sociali e welfare del Comune di Napoli
NICOLA CAPRIO, Presidente Csv Napoli
ANGELO IACOVIELLO, Presidente Regionale Misericordie
VINCENZO MORETTA, Presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli
RELAZIONI:
GABRIELE SEPIO, Consigliere nazionale del Terzo settore
Presente e futuro del Terzo settore
MATTEO POZZOLI, Associato presso l’Università degli Studi di Napoli“Parthenope”
Profili di governance: Principali novità
MAURIZIO POSTAL, Consigliere nazionale del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili con delega al no profit
Profili fiscali: Principali novità
RENATO BRIGANTI, Aggregato presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
I Rapporti tra enti del Terzo settore e amministrazioni pubbliche
EDOARDO ALES, Ordinario presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
I rapporti di lavoro nel Terzo settore
TESTIMONIANZE:
Come cambia il Terzo settore
ANDREA DEL BIANCO, Direttore Confederazione delle Misericordie d’Italia
EGIDIO CIANCIO, Direttore Anpas Campania
PAOLO MONORCHIO, Presidente Croce Rossa Napoli
La partecipazione all’evento attribuirà n.4 crediti formativi validi ai fini della fpc per gli iscritti all’albo di dottore commercialista ed esperto contabile
Per maggiori informazioni…
28 Gen, 2019 | News dalle odv
Mercoledì 30 gennaio la Cooperativa Sociale ERA con Fondazione San Gennaro e le Associazioni JolieRouge e Via Nova presenteranno Sentimmece, lo sportello gratuito di ascolto dedicato ai genitori, agli insegnanti e alle famiglie del Rione Sanità.
Lo sportello sarà inaugurato con una grande festa intitolata Bonaser@Sanità: un’occasione per incontrare la popolazione del quartiere, presentare tutte le attività del progetto ThinkAbility, i laboratori di educazione digitale attivi presso l’Ipogeo di Capodimonte, gustare i fantastici dolci offerti dalla nota pasticceria Poppella, sponsor della manifestazione.
Il progetto ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere un’ importante azione di rinnovamento socio-culturale per i giovani del quartiere, disabili e non, favorendo le relazioni interpersonali e l’inclusione sociale, sviluppando l’autonomia e accrescendo la conoscenza di nozioni di digitale e nuove tecnologie, le abilità di base oltre alla capacità di lavorare in gruppo.
I bambini e i ragazzi del quartiere durante la presentazione potranno intrattenersi in attività ludiche che, con l’impiego delle tecnologie digitali, permetteranno di imparare divertendosi.
La serata sarà allietata da canti e balli della tradizione per vivere un momento magico accompagnati dal suono della tammorra. Sarà un’esperienza unica per godersi il quartiere e per conoscere tutte le iniziative che lo rendono vivo.
Un evento da non perdere dunque. L’appuntamento è dalle ore 17.00 alle 20.00 presso la chiesa di San Severo in Piazzetta di San Severo a Capodimonte 81.
24 Gen, 2019 | News dalle odv
In Italia, ogni anno, migliaia di bambini sono colpiti da una grave malattia che li costringe a trascorrere tante ore della loro vita in ospedale e ad affrontare cure molto pesanti. Per loro tutto ciò significa perdere la propria vita da bambino, la spensieratezza e talvolta anche la voglia di vivere.
E’ su questo presupposto che 14 anni fa è stata fondata Make-A-Wish Italia Onlus un’Organizzazione non profit, che realizza i desideri di bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 17 anni, affetti da gravi patologie per portar loro gioia, forza e speranza.
L’associazione opera su tutto il territorio nazionale grazie sull’aiuto dei volontari, persone che donano la cosa più preziosa di tutte: il loro tempo libero e la loro voglia di fare.
Con il tuo lavoro, la tua passione e il tuo impegno anche tu potrai aiutare l’associazione a far vivere ai “nostri” bambini l’esperienza del desiderio del cuore che si realizza.
Diventando volontario potrai fare la differenza nella vita di molti bambini e arricchire profondamente la tua esperienza di vita.
L’associazione ha aperto le iscrizioni per l’incontro di formazione per volontari che si terrà a Marzo 2019 a Napoli. Per partecipare è necessario inviare una mail all’indirizzo volontariato@makeawish.it entro domenica 17 febbraio. La partecipazione all’incontro sarà preceduta da un colloquio conoscitivo e motivazionale.
Per maggiori dettagli sull’attività dell’Associazione è possibile consultare il sito www.makeawish.it e la pagina Facebook.
23 Gen, 2019 | News dalle odv
Città avvolte dallo smog, dove l’aria è irrespirabile sia d’inverno sia d’estate e dove l’auto privata continua ad essere di gran lunga il mezzo più utilizzato. È quanto emerge da Mal’aria 2019, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in Italia che restituisce un quadro puntuale del 2018. Un anno da codice rosso per la qualità dell’aria, segnato anche dal deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea in merito alle procedure di infrazione per qualità dell’aria e che costerà multe salate alla Penisola. Anche in Campania la fotografia della qualità dell’aria è nera. A parlare chiaro sono i numeri: nel 2018 in ben 3 capoluoghi di provincia su 5 sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono (35 giorni per il Pm10 e 25 per l’ozono). Ad Avellino e Napoli il limite è stato superato per entrambi i parametri, con la conseguenza diretta, per i cittadini, di aver dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi nell’anno. La città che lo scorso anno ha superato il maggior numero di giornate fuorilegge è Avellino con 89 giorni (46 per il Pm10 e 43 per l’ozono), seguita da Napoli con 72 (37 per il Pm10 presso centralina della Ferrovia e 35 per l’ozono presso il Parco Virgiliano). Benevento ha sforato 27 giorni e sempre per l’ozono.
Un quadro preoccupante che per Legambiente indica l’urgenza a livello nazionale di pianificare misure strutturali capaci di abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinamento presenti e di riportare l’aria a livelli qualitativamente accettabili. Misure che spesso oggi mancano, dimenticando così che ogni anno in Europa, stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente, sono oltre 422mila le morti premature all’anno per inquinamento atmosferico e l’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione, pari a più di 60.600 nel solo 2015.
Ma anche in questo inizio dell’anno non tira una bella aria nella città campane. Secondo i dati dell’Arpac nei primi 21 giorni di gennaio sono ben undici le città che registrano già oltre cinque giorni di superamenti dei limiti giornalieri previsti per le polveri sottili. Maglia nera San Vitaliano nel nolano con già 12 sforamenti su 20 giorni di monitoraggio, segue Teverola (Ce), Nocera Inferiore (Sa) e Pomigliano d’Arco con 11 giorni. Anche Napoli in due centraline (via Argine e Ospedale N. Pellegrini) ha superato per ben sei volte i limiti di legge di Pm10, facendo peggio del 2018 quando al 20 gennaio aveva sforato solo due volte.
“Anche nella nostra regione – dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – continua a pesare enormemente la mancanza di una efficace strategia antismog e il fatto che in questi anni l’emergenza inquinamento atmosferico è stata affrontata in maniera disomogenea ed estemporanea. I sindaci delle nostre città devono ancora metabolizzare politicamente che la sfida importante che oggi devono affrontare è quella di fare della mobilità sostenibile il motore del cambiamento e di ripensare le città per le persone, non per le auto. È questo il cambio di paradigma che deve prendere piede nella nostra regione. E – conclude Imparato – se a livello nazionale per far uscire l’Italia dall’emergenza cronica dello smog occorre realizzare in primis un Piano Nazionale contro l’inquinamento con misure strutturali ed economiche di ampio respiro e redigere PUMS ambiziosi ripensando l’uso di strade, piazze e spazi pubblici delle città, creando ampie “zone 30” e prevedendo nuovi spazi verdi nei centri urbani, a livello locale è fondamentale incentivare davvero la mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico locale, urbano e pendolare, vera spada di Damocle delle nostre città dove i continui tagli, ritardi, guasti e disservizi si traducono nel quotidiano nel disastro della Circumvesuviana e dei continui problemi alle linee 1 e 2 della metropolitana. Meno efficienza e efficacia del trasporto pubblico significa inevitabilmente più auto private per strada e più smog per i polmoni dei cittadini”.
Il dossier completo è disponibile a questo link https://legambiente.campania.it/approfondimenti/2019/01/22/malaria-2019/