20 Nov, 2025 | In evidenza
Riproponiamo l’articolo di Chiara Meoli per Cantiere Terzo Settore relatico al dl 159/2025 e all’introduzione di obblighi su formazione, dispositivi di protezione e controlli sanitari per organizzazioni e volontari, riconoscendo la specificità del Terzo settore.
Il decreto legge 31 ottobre 2025, n. 159, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 254/2025, introduce un pacchetto di misure in tema di salute e sicurezza.
Tra queste, si interviene sulle organizzazioni di volontariato di protezione civile, sulle reti associative e sugli altri enti del Terzo settore che svolgono attività di protezione civile, definendo un quadro più preciso di diritti e doveri per enti e volontari (art. 18).
Chi rientra nella nuova disciplina
Si qualifica come “organizzazioni di protezione civile” le organizzazioni di volontariato, le reti associative e gli altri Ets che annoverano la protezione civile tra le attività di interesse generale, insieme alle altre forme di volontariato organizzato iscritte nell’elenco nazionale previsto dal Codice della protezione civile (art. 18 che modifica il dlgs n. 81/2008 introducendo anche l’art. 3-bis).
Le regole si applicano anche al Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, alle componenti volontaristiche della Croce Rossa Italiana e ai corpi dei vigili del fuoco volontari delle Regioni a statuto speciale.
Volontari equiparati (solo in parte) ai lavoratori
Il volontario di protezione civile è equiparato al lavoratore soltanto per gli aspetti collegati a formazione, informazione, addestramento, controllo sanitario e utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Resta il dovere di prendersi cura della propria salute e di quella delle altre persone presenti nelle sedi, nei luoghi di intervento, formazione ed esercitazione, in coerenza con la formazione ricevuta e con le procedure operative.
Il legale rappresentante dell’organizzazione è tenuto ad assicurare il rispetto degli obblighi previsti dal nuovo articolo 3-bis, salvo il caso in cui vi siano rapporti di lavoro, per i quali continua a valere la disciplina generale del dlgs n. 81/2008.
Obblighi di formazione, DPI e controlli sanitari
L’art. 18 del dl n. 159/2025 concentra gli obblighi delle organizzazioni su alcuni punti chiave:
- garantire a ogni volontario, in relazione agli scenari di rischio e ai compiti svolti, adeguata formazione, informazione e addestramento;
- assicurare un controllo sanitario di base, inteso come insieme di accertamenti medici finalizzati alla prevenzione;
- fornire attrezzature e dispositivi di protezione individuale idonei per lo specifico impiego, accompagnati da formazione e addestramento al corretto utilizzo.
Il controllo sanitario può essere svolto da strutture mediche interne, da altre organizzazioni con cui si stipulano accordi oppure da strutture del Servizio sanitario nazionale, pubbliche o private accreditate, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.
Un chiarimento importante riguarda i luoghi: sedi, aree di esercitazione, formazione e intervento dei volontari, salvo che vi si svolgano attività lavorative, non sono considerati “luoghi di lavoro” ai fini del dlgs n. 81/2008. Ciò consente una disciplina più aderente alle caratteristiche del volontariato, pur mantenendo obblighi specifici di prevenzione.
Sorveglianza sanitaria mirata
Le organizzazioni, la Croce Rossa Italiana e il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico devono individuare i volontari che, nello svolgimento dell’attività, sono esposti ai fattori di rischio oltre determinate soglie, affinché siano sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo l’art. 41 dlgs n. 81/2008.
Nelle province autonome di Trento e Bolzano e nella regione Valle d’Aosta tale individuazione, così come le modalità di valutazione del rischio, sono affidate alle autorità di protezione civile competenti; la sorveglianza sanitaria segue comunque le modalità già definite da un decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile.
Continuità e prossimi passi per gli Ets
Il decreto riconosce la validità delle attività di formazione, informazione, addestramento e controllo sanitario già svolte dalle organizzazioni, se coerenti con gli scenari di rischio individuati dalle autorità.
Prevede inoltre che ulteriori misure su formazione, dispositivi di protezione, controllo e sorveglianza sanitaria possano essere definite con successivi decreti del Presidente del Consiglio o dell’Autorità politica delegata in materia di protezione civile.
Per le organizzazioni di volontariato, le reti associative e gli altri Ets che operano nella protezione civile, il dl. introduce un quadro più chiaro di responsabilità, chiede di strutturare meglio formazione e controlli sanitari e riconosce al tempo stesso la specificità del volontariato e la necessità di non rallentare gli interventi in emergenza.
20 Nov, 2025 | In evidenza
Tre giorni di confronto, idee e visioni per il sistema dei Centri di servizio per il volontariato. Si svolgerà a Palermo dal 21 al 23 novembre il Meeting nazionale dei presidenti e dei direttori dei Csv, promosso da CSVnet con il titolo “Insieme per i territori. Il volontariato come motore di cambiamento”.
Territori che resistono: il volontariato come motore delle aree interne
Il Meeting si aprirà venerdì 21 novembre alle 17 con il seminario pubblico “Territori che resistono. Il volontariato come motore delle aree interne”, in programma presso l’Aula Magna della Facoltà Teologica di Sicilia (Corso Vittorio Emanuele 463, Palermo).
L’incontro, promosso da CSVnet in collaborazione con i tre Centri siciliani – Csv di Palermo, Catania e Messina e con il sostegno di Banco BPM nell’ambito di Palermo Capitale italiana del volontariato 2025, metterà al centro le aree interne come luoghi di partecipazione e innovazione, dove il volontariato contribuisce a costruire fiducia, coesione e nuove economie di comunità.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, di Giuditta Petrillo presidente Csv Palermo, di Mariantonia Bartolotta, referente terzo settore e istituzioni religiose Banco BPM e Chiara Tommasini presidente CSVnet, la discussione si articolerà in tre momenti di dialogo.
Nel primo, “Radici che innovano”, Edoardo Pistolesi, presidente dell’associazione Antiche Fonti di Petritoli (Fermo), ed Elisa Chillura, comunicatrice sociale di Maghweb e co-fondatrice di Rifai – Rete italiana dei facilitatori delle aree interne, racconteranno esperienze di rigenerazione dal basso e di innovazione sociale nate nei territori più periferici.
Il secondo dialogo, “Il ruolo dei Csv nella rigenerazione dei territori”, sarà dedicato al contributo dei Centri di servizio come facilitatori di reti e processi di cambiamento, con l’intervento di Giacomo Ricciutelli, direttore del Csv Marche.
Infine, “Politiche e alleanze per le aree interne” aprirà un confronto con le istituzioni locali sul ruolo pubblico nella costruzione di strategie di sviluppo condivise, con Gandolfo Librizzi, sindaco di Polizzi Generosa e delegato di Anci Sicilia.
L’incontro si concluderà con l’intervento di Andrea Valzania, docente del Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive dell’Università di Siena, che proporrà una riflessione sul contributo del volontariato alla coesione e all’innovazione territoriale. Modera Francesco D’Angella, Studio Aps.
Sarà possibile seguire il seminario anche on line a questo link.
Le giornate di lavoro dei Csv
Il confronto proseguirà sabato 22 novembre all’Astoria Palace Hotel con una giornata dedicata alla programmazione e al dialogo interno tra Csv. La mattina sarà scandita da due tavole rotonde: la prima sul rapporto tra fondazioni e volontariato come leva per lo sviluppo dei territori, la seconda sulle nuove forme di leadership e di rigenerazione delle comunità.
Nel pomeriggio, dopo la relazione della presidente di CSVnet, i partecipanti si divideranno in gruppi di lavoro tematici per approfondire alcune questioni centrali per il futuro del sistema dei Csv: la collaborazione con gli altri attori territoriali, il rafforzamento delle competenze e della partecipazione interna, e il ruolo della collaborazione tra i Csv stessi come strumenti di sintesi e rilancio.
Il Meeting si concluderà domenica 23 novembre con l’Assemblea dei soci di CSVnet, dedicata alla condivisione degli orientamenti strategici e delle priorità di lavoro per il 2026.
14 Nov, 2025 | Bandi e opportunità, In evidenza
L’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” ha emanato il bando di concorso per l’ammissione al Master di I livello in “Gestire l’inclusione nei contesti lavorativi: il Disability Manager” per l’anno accademico 2025/2026, con sede presso il Dipartimento di Psicologia dell’ Ateneo.
Il corso è a numero chiuso; il numero massimo di candidati ammissibili è fissato a 20. Il corso sarà attivato con un minimo di 12 iscritti.
È previsto l’incremento del 10% del numero programmato, in favore del personale dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria.
Sono ammessi al concorso per l’accesso al Master di I livello in “Gestire l’inclusione nei contesti lavorativi: il Disability Manager” coloro che siano in possesso dei seguenti titoli: tutte le lauree triennali e lauree specialistiche e/o magistrali ex D.M. 509/1999 e D.M. 270/2004);
Per essere ammessi al concorso gli aspiranti dovranno presentare la domanda di partecipazione, dal giorno successivo alla pubblicazione del bando ed entro e non oltre le ore 23.59 del giorno 10 dicembre 2025, esclusivamente tramite procedura informatica, seguendo le istruzioni contenute sul sito web d’Ateneo nella sezione Concorsi on-line.
Il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania l’avv. Paolo Colombo, che è tra i promotori dell’iniziativa e fa parte del Comitato Scientifico e dei docenti del Master, dichiara: “L’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” è la prima università pubblica del centro sud che predispone un Master di I livello in “Gestire l’inclusione nei contesti lavorativi: il Disability Manager”. In conformità con lo stile dell’Ateneo, innovazione e attenzione al sociale e con la riforma della disabilità, l’iniziativa senz’altro contribuirà alla formazione di una nuova e più adeguata cultura sulla disabilità nel mondo del lavoro e in generale nella società.”
Per maggiori informazioni consulta il bando
13 Nov, 2025 | Bandi e opportunità, In evidenza
Il 12 novembre la Commissione europea ha pubblicato l’invito a presentare proposte Erasmus+ 2026, che offre nuove opportunità di finanziamento nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport in Europa e oltre.
Con un bilancio di circa 5,2 miliardi di euro per il 2026, il programma continua a investire nello sviluppo delle competenze e nell’educazione alla cittadinanza attraverso progetti di mobilità e cooperazione transfrontalieri.
Rimanendo fedele al suo sostegno di lunga data alla mobilità e alla cooperazione, nel 2026 il programma Erasmus+ sosterrà un maggior numero di partenariati e di mobilità nel settore scolastico. Questa iniziativa aiuterà le organizzazioni a testare e attuare metodi di insegnamento innovativi che favoriscano lo sviluppo delle competenze di base, sostenendo gli sforzi dell’UE in materia di impegno civico, partecipazione democratica e promozione dei valori condivisi.
Il bando Erasmus+ 2026 abbraccia la strategia dell’Unione delle competenze, che mira a migliorare lo sviluppo delle competenze per un’occupazione di qualità, a promuovere l’apprendimento permanente e a contribuire a rafforzare la resilienza.
Inoltre, il programma continua a perseguire le sue priorità generali di inclusione, transizione digitale e verde e partecipazione democratica.
Erasmus+ continua anche a sostenere gli studenti e gli educatori ucraini in Ucraina, nonché gli ucraini che sono stati sfollati nell’UE o in un paese associato al programma.
Il bando 2026 offrirà esperienze di mobilità per l’apprendimento a circa 1 275 000 partecipanti. Sosterrà oltre 100 000 organizzazioni coinvolte in progetti Erasmus+, quali istituti di istruzione superiore, scuole, centri di istruzione e formazione professionale, imprese, organizzazioni giovanili e sportive.
Per scaricare la Guida al programma 2026, clicca qui.
11 Nov, 2025 | In evidenza
Lo Stato stanzia 500 milioni di euro per il Terzo Settore. Fino al 100% di contributo per interventi di efficienza energetica e fonti rinnovabili.
Il Conto Termico è un incentivo pubblico che sostiene interventi di riqualificazione energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili. È gestito dal GSE – Gestore dei Servizi Energetici, società pubblica controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e operante sotto l’indirizzo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
L’obiettivo è duplice: migliorare la sostenibilità degli edifici e ridurre i costi energetici per enti pubblici ed enti del Terzo Settore.
Lo Stato ha destinato 400 milioni di euro alle strutture pubbliche e 500 milioni di euro ad associazioni e cooperative non profit iscritte al RUNTS, offrendo la possibilità di accedere a finanziamenti fino al 100% delle spese ammissibili, inclusi i costi di progettazione.
Cosa finanzia il Conto Termico
Gli interventi ammissibili riguardano:
- l’installazione o la sostituzione di sistemi di climatizzazionee pompe di calore;
- la sostituzione di infissicon modelli ad alta efficienza energetica;
- l’installazione di impianti di illuminazione LEDe di sistemi di controllo intelligente di illuminazione e ventilazione;
- l’attivazione di sistemi di monitoraggio e gestione da remotodei consumi.
Le operazioni devono essere realizzate da ESCo (Energy Service Company) certificate secondo la norma UNI CEI 11352. Le imprese non percepiscono compensi se il progetto non viene finanziato e offrono una verifica preliminare gratuita per valutare la finanziabilità degli interventi.
Requisiti per partecipare
Possono accedere agli incentivi gli enti:
- iscritti al RUNTS;
- che dispongono legalmente dell’immobile(proprietà, usufrutto, diritto di superficie, locazione o comodato registrato, concessione amministrativa).
Gli edifici devono appartenere alle categorie catastali B1 o B5, che includono:
- B1: collegi, convitti, seminari, orfanotrofi, ospizi, conventi, caserme — immobili ad uso collettivo e sociale;
- B5: scuole e laboratori scientifici — edifici destinati ad attività didattiche o formative.
In entrambi i casi, l’immobile deve essere utilizzato per finalità coerenti con la missione dell’ente e con gli obiettivi del bando.
Come partecipare
Il bando prevede un Click Day a partire dal 1° febbraio. I progetti saranno caricati sulla piattaforma del GSE e valutati secondo i criteri di ammissibilità previsti dal Decreto Interministeriale 16 febbraio 2016.
È consigliabile avviare subito la raccolta dei documenti tecnici e catastali e rivolgersi a una ESCo qualificata per la predisposizione delle pratiche.
Per approfondire
11 Nov, 2025 | In evidenza
La Scuola di Fondazione Barilla riapre le porte alla quarta edizione del progetto d’inclusione sociale che ha l’obiettivo di offrire una possibilità concreta di riscatto a 10 ragazzi e ragazze provenienti da contesti svantaggiati.
La scuola prevede:
8 settimane di corso dal 16 marzo all’8 Maggio 2026
lezioni della durata di 6,5 ore al giorno per 5 giorni a settimana
classi teoriche tenute dal team di esperti di Fondazione Barilla
classi di pratica tenute chef qualificati provenienti da tutta Italia
vitto, alloggio, diaria compresi
educatori e tutor a supervisione per l’intera durata del corso
Stage/Collocamento – ameno 2 mesi – retribuito in strutture gastronomie, GDO, ristoranti su tutto il territorio nazionale
Parametri di selezione:
Età compresa tra 18 e 30 anni
Varietà geografica, di genere ed etnia
Motivazione personale e passione relativa al settore della gastronomia/ristorazione
Difficoltà economiche e sociali dimostrabili
Stabilità psico-emotiva (che assicuri l’impegno a portare a termine il progetto)
Disponibilità al trasferimento per tutta la durata del corso
Livello conoscenza della lingua italiana per partecipanti esteri: B2
Documenti e permesso di soggiorno in regola (per stranieri)
Dichiarazione sostitutiva del casellario giudiziale e dei carichi penali pendenti
Documenti:
Scheda Candidato
Presentazione progetto
Le richieste di adesione resteranno aperte fino alla prima metà di febbraio.
Per info e candidature:
scuolafondazionebarilla@next14.com