14 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
12 nuovi progetti saranno avviati nelle regioni del Sud Italia e coinvolgeranno 45 biblioteche comunali, con l’obiettivo di renderle luoghi di inclusione sociale e spazi di rigenerazione urbana, con particolare attenzione per le zone interne e periferiche. Saranno avviati in Sicilia (3 progetti nelle province di Agrigento, Palermo e Trapani), Puglia (3 iniziative nelle province di Lecce, Bari e Brindisi), Campania (2 progetti in provincia di Napoli), Calabria (2 progetti in provincia di Cosenza), Basilicata (1 iniziativa che sarà avviata in provincia di Potenza) e Sardegna (1 progetto in provincia di Sassari).
I progetti sono stati selezionati con la quarta edizione del Bando “Biblioteche e Comunità”, promosso dalla Fondazione con il Sud e dal Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura, in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), e saranno sostenuti con 1 milione di euro (500 mila euro messi a disposizione dalla Fondazione con il Sud; gli altri 500 mila euro dal Centro per il libro e la lettura).
Oltre alle biblioteche che hanno ottenuto la qualifica di “Città che legge” nel biennio 2022-2023, le iniziative che saranno avviate prevedono anche il coinvolgimento di comuni privi di questa qualifica, che verranno accompagnati nel processo di ottenimento favorendo la condivisione e la replicabilità delle buone pratiche.
“Continua la proficua collaborazione con il Centro per il libro e la lettura, nella convinzione che le biblioteche abbiano un ruolo centrale per favorire coesione e integrazione sociale”, ha dichiarato Stefano Consiglio, Presidente della Fondazione con il Sud. “Grazie a questi progetti le biblioteche spalancano ancora di più le proprie porte, aprendosi alle comunità e raggiungendo in particolar modo chi è tradizionalmente lontano dalla cultura e dalla lettura, portandone la ricchezza e la bellezza anche nelle zone più interne e periferiche del nostro Sud, generando occasioni di incontro, di scambio culturale e intergenerazionale, di crescita e sviluppo personale e comunitario”.
“Biblioteche e comunità: il titolo del bando riassume i termini di un connubio naturale”, sostiene Giuseppe Iannaccone, Presidente del Centro per il libro e la lettura. “Senza biblioteche, senza condivisione di libri e lettura non può maturare quel processo fecondo da cui si sviluppa il senso profondo dell’appartenenza a una comunità. La lettura non è solo intrattenimento: è anche e soprattutto inclusione, crescita culturale e civile. Dare linfa nuova alle biblioteche del Mezzogiorno significa garantire anche a luoghi spesso meno coinvolti nelle pratiche culturali l’opportunità di una formazione viva, capace di rendere partecipi giovani e meno giovani a un comune percorso di incontro e dialogo“.
Purtroppo la propensione alla lettura non è omogenea sul territorio nazionale. Analizzando i più recenti dati disponibili, elaborati da Istat per il gruppo Crc nell’ambito del rapporto “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”, infatti possiamo osservare come a livello nazionale la percentuale di ragazzi di età compresa tra i 6 e i 17 anni che hanno l’abitudine alla lettura tra il 2022 e il 2023 sia stata del 52,4%. Le differenze tra regioni, sia in positivo che in negativo, su questo fronte appaiono molto marcate. La percentuale più elevata è quella della provincia autonoma di Trento dove i giovani lettori rappresentano il 72,6%, un dato che supera di oltre 20 punti percentuali la media nazionale. Seguono Toscana (63,9%), Valle d’Aosta (62,8%) e Veneto (61,8). Viceversa, le percentuali più basse si registrano in Calabria (36,7%), Campania (35,4%) e Sicilia (29%).
Secondo quanto emerge dai dati dell’Osservatorio #conibambini, a cura di Openpolis e Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, nelle regioni con minore densità di biblioteche per minore si registra spesso anche una bassa propensione alla lettura: si fa in particolare riferimento a Puglia (4,8 strutture attive nel 2022 ogni 10mila residenti con meno di 18 anni) e Sicilia (5,2). Poco sopra Campania (5,6) e Lazio (6).
Le azioni previste dai progetti selezionati con la quarta edizione del bando “Biblioteche e comunità” si articolano su due linee principali: il potenziamento dei servizi offerti all’interno degli spazi bibliotecari e l’attivazione di presidi diffusi sul territorio, capaci di raggiungere comunità più fragili o normalmente lontane dai servizi di promozione culturale. Tutte le iniziative puntano a trasformare le biblioteche in veri e propri hub culturali inclusivi, integrando tecnologie innovative, servizi ampliati e programmi di partecipazione attiva.
Oltre a laboratori e attività di animazione socio-culturale, saranno avviati numerosi nuovi servizi, alcuni dei quali supportati dall’utilizzo di tecnologie e strumenti digitali, con un generale ampliamento dell’orario di apertura delle biblioteche coinvolte. Si propone di raggiungere un’ampia fascia di cittadini, con un’attenzione particolare alle persone solitamente più lontane dai processi di fruizione culturale (minori, migranti, persone con disabilità e anziani) anche attraverso la diffusione di presidi culturali sul territorio e il coinvolgimento di volontari.
Tra le iniziative che saranno avviate: percorsi di formazione per realizzare attività in comunicazione aumentativa alternativa (CAA) dedicate a lettori con specifici bisogni comunicativi, percorsi sensoriali e aree immersive, l’acquisto di testi in braille; servizi itineranti di prestito di libri e podcast di letture nei quartieri periferici e all’interno di carceri, reparti ospedalieri e case di riposo, eventi serali, laboratori creativi e gruppi di promozione della lettura per bambini e famiglie, iniziative interculturali e intergenerazionali; laboratori creativi, teatrali e artistici, incontri con autori, concorsi e gruppi di lettura anche in spazi aperti come parchi comunali, luoghi di interesse naturalistico, archeologico e sportivo; festival di cultura per bambini; letture ad alta voce anche nei reparti di neonatologia o a domicilio per anziani e persone con disabilità; bibliocamper per portare libri, attività e servizi nelle aree periferiche e più isolate; l’istituzione di human libraries, basate sulla condivisione di saperi e memorie da parte dei membri di una comunità.
Con le precedenti 3 edizioni del bando sono stati selezionati 35 progetti, per un contributo complessivo (50% Fondazione con il Sud e 50% Centro per il libro e la lettura) di quasi 3 milioni di euro.
L’articolo BIBLIOTECHE AL SUD: 12 nuovi progetti per creare coesione e integrazione attraverso la lettura, anche nelle aree interne del Sud Italia. proviene da Comunicare il sociale.
14 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Ennesimo grave episodio di omofobia e violenza si è verificato ieri sera presso la stazione ferroviaria EAV di Torre Annunziata, dove Francesco Caraviello, giovanissimo attivista di Antinoo Arcigay Napoli e presidente dell’associazione Discovery Queer, è stato vittima di una brutale aggressione verbale culminata in gravissime minacce di accoltellamento.
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio, quando Caraviello si trovava nei pressi della stazione. Due ragazzi appena scesi da un treno hanno iniziato a rivolgergli una sequenza di insulti a sfondo omofobo con le solite frasi come «ricchione», «fr****», «lo prendi nel c***» e poi l’agghiacciante minaccia: «fr**** che lo prendi nel c*** ti accoltello in faccia»**.
L’episodio, ci racconta Francesco non è isolato, ma gli sfottò e gli insulti andavano avanti da giorni. Oggi Francesco però ha trovato la forza e il coraggio di reagire.
Antinoo Arcigay Napoli ha immediatamente espresso piena solidarietà e supporterà Francesco, che sta bene, ma provato per l’accaduto, nella denuncia alle autorità di Pubblica sicurezza.
Antonello Sannino, Presidente di Antinoo Arcigay Napoli, dichiara: “Ancora una volta si è sfiorata la tragedia. La frase ‘ti accoltelliamo in faccia’ non è una bravata, ma una gravissima minaccia che poteva trasformarsi in tragedia. Insieme a Francesco denunceremo l’accaduto alle autorità sul territorio. Chiediamo con urgenza maggiori interventi su quella che è sempre più una emergenza sicurezza per le persone LGBTQIA+. Le istituzioni devono agire immediatamente per garantire la sicurezza e il rispetto di tutti i cittadini e di tutte le cittadine, soprattutto delle fasce della popolazione maggiormente esposte ad un crescente odio omotransfobico, alimentato dai discorsi d’odio di una parte della classe politica nazionale e locale”.
L’articolo Torre Annunziata, violenta aggressione omofoba: “Fr**** che lo prendi nel c*** ti accoltello in faccia” proviene da Comunicare il sociale.
13 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
È stato presentato il 7 ottobre all’Università di Salerno e il 9 ottobre all’Università degli Studi di Napoli Federico II il ChangeLab – Hackathon Residenziale, l’innovativo laboratorio di innovazione sociale promosso dal Centro Sperimentale di Sviluppo delle Competenze in Innovazione Sociale – Social Innovation Factory (S.I.FA.), progetto della Regione Campania finanziato con fondi europei.
L’iniziativa, in programma dal 23 al 25 ottobre presso la Fattoria Sociale “Fuori di Zucca” di Lusciano (Aversa), offrirà a studentesse, studenti e neolaureati un’esperienza immersiva di tre giorni dedicata alla progettazione di soluzioni concrete e sostenibili per l’economia sociale.
Durante l’hackathon, i partecipanti lavoreranno in team su sei sfide reali proposte da imprese sociali e organizzazioni del territorio, supportati da mentor ed esperti del settore che li guideranno nello sviluppo di progetti innovativi ad alto impatto. Il programma combinerà momenti di lavoro collaborativo, mentorship e networking, con l’obiettivo di stimolare nuove competenze e visioni per il futuro delle imprese sociali.
Il ChangeLab non richiede di partire da un’idea già formata: è pensato per chi desidera mettersi alla prova nell’innovazione, nel lavoro di squadra e nella costruzione di modelli sostenibili di impresa sociale.
L’esperienza sarà residenziale, con ospitalità presso l’Hotel Artemide di Aversa e servizio navetta da e per la Fattoria Sociale (10 minuti di tragitto).
Le iscrizioni sono aperte e i posti limitati: per partecipare basta compilare il form online al link
https://forms.gle/ekoMA223UorMPh8J6
L’articolo Giovani e innovazione: il ChangeLab – Hackathon Residenziale per l’economia sociale proviene da Comunicare il sociale.
13 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
La città di Napoli ha accolto una tappa cruciale del progetto internazionale “Med 25 – Le Bel Espoir”, un’odissea di pace e dialogo che vede protagonisti duecento giovani provenienti dalle cinque sponde del Mediterraneo. L’iniziativa, promossa in continuità con gli “Incontri del Mediterraneo” svoltisi con papa Francesco a Marsiglia nel 2023, si svolge a bordo della nave scuola a tre alberi “Le Bel Espoir”, trasformata in una vera e propria “scuola della pace” itinerante.
Da marzo a ottobre 2025, la nave ha solcato le acque del “Mare Nostrum”, toccando una trentina di porti e imbarcando in otto diverse sessioni gruppi di 25 giovani, di età compresa tra i 19 e i 35 anni, di diverse nazionalità, culture e fedi religiose. L’obiettivo è quello di costruire concretamente la fraternità e la comprensione reciproca, valori fondamentali in un’area segnata da conflitti e divisioni.
In linea con lo spirito di quest’esperienza, l’Arcidiocesi di Napoli si fa ponte e luogo di ascolto per le nuove generazioni, mettendo in risalto la necessità di “fare la pace” attraverso l’incontro e l’educazione alla non-violenza, al servizio della giustizia e della pace. Questo coinvolgimento sottolinea come la costruzione della pace non sia solo un ideale politico, ma un cammino spirituale e umano che coinvolge attivamente le realtà ecclesiali.
Sintesi degli incontri
La tappa di Napoli è stata l’ottava e ultima sessione di navigazione prima dell’arrivo finale a Marsiglia.
Durante il periodo di sosta nel porto partenopeo, i giovani partecipanti, che a bordo hanno condiviso la vita marinara e i compiti quotidiani, affrontando le sfide del dialogo, si sono preparati a condividere le loro esperienze e riflessioni con la comunità.
Gli incontri a terra, organizzati in collaborazione con l’Arcidiocesi, si sono concentrati sul tema della “Costruzione della Pace”, il filo conduttore dell’ultima tappa.
Attraverso convegni, tavole rotonde e testimonianze, i giovani portatori di speranza hanno avuto modo di confrontarsi con esperti, rappresentanti istituzionali e, soprattutto, con i coetanei napoletani, per elaborare un “libro bianco della gioventù mediterranea” che raccolga proposte concrete per un futuro di convivenza pacifica e solidale. La conclusione del viaggio a Napoli segna il passaggio del testimone: l’esperienza formativa in mare diventa impegno civile e religioso nelle comunità.
L’articolo Napoli, tappa di pace per “Med 25 – Le Bel Espoir” proviene da Comunicare il sociale.
13 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
I reati di violenza di genere e gli arresti che ne conseguono sono ormai all’ordine del giorno ma questo non deve cadere nella banale normalità e i carabinieri del comando provinciale di Napoli tengono alta l’attenzione su questo fenomeno sempre più allarmante.
I numeri sulla violenza di genere sono impressionanti. Dal primo gennaio ad oggi in tutta Napoli e provincia i carabinieri hanno arrestato 855 persone di cui 70 in “differita”. Denunciate, invece, 3.677 persone. Un totale di 4.532 casi di violenza di genere tra arresti e denunce per una media vicina ai 16 casi al giorno in cui si imbattono i carabinieri del comando provinciale di Napoli.
Gli ultimi due episodi si sono verificati in due punti della provincia di Napoli molto distanti tra loro. Il primo a Pozzuoli mentre l’altro a Qualiano e, altro dato oggettivo, avvengono di Domenica. Non è un caso: non è la prima volta che tragedie familiari capitino di domenica o nei giorni di festa. Un ossimoro emotivo dove la tranquillità del giorno festivo da vivere con i propri cari si scontra nella violenza tra le quattro mura.
Partiamo da Pozzuoli. I Carabinieri della sezione radiomobile della locale compagnia stanno percorrendo via Roma quando alcuni passanti catturano la loro attenzione e chiedono aiuto. Poco distante da lì c’è un uomo che sta prendendo a calci e pugni una donna. Quella strada è già nota ai carabinieri che accendono le sirene e corrono. Lo scorso 15 agosto, infatti, una donna era stata colpita al volto con un pugno dal marito. Per quell’aggressione un setto nasale fratturato, una prognosi di 30 giorni e l’attivazione del codice rosso. Denuncia mai presentata.
I carabinieri raggiungono l’indirizzo segnalato. Un gruppo di persone sta bloccando con non poche difficoltà un uomo e l’arrivo della gazzella non lo calma, anzi. A terra, poco distante, una donna visibilmente scossa e dolorante. I due sono marito e moglie, la famiglia è la stessa di agosto. L’ira dell’uomo non si placa e i carabinieri lo arrestano.
Dai primi accertamenti si comprende come poco prima l’uomo – incensurato 50enne – aveva aggredito la propria moglie in strada con schiaffi e pugni per poi scaraventarla contro il finestrino di un’auto in sosta. La donna, 47enne, ha la forza di urlare e di chiedere aiuto. Da lì, l’intervento di 3 giovani che hanno permesso alla donna di sfuggire dalle grinfie dell’uomo. La lite tra i due era nata in auto ma la donna, ormai consapevole della violenza quotidiana del marito, era scesa dal mezzo per evitare le botte temendo il peggio. A quel punto l’uomo, sceso anche lui dall’auto, l’aveva raggiunta e aggredita.
L’uomo – nonostante la donna non si sia ancora decisa a denunciarlo – è stato arrestato e trasferito in carcere, deve rispondere di lesioni e maltrattamenti in famiglia. Per la donna 5 giorni di prognosi.
Nelle stesse ore a Qualiano i carabinieri della sezione radiomobile di Giugliano in Campania intervengono in un appartamento per la segnalazione anonima di una lite in famiglia. In casa un 40enne e sua moglie 37enne. Ci sono anche i tre figli minori. L’abitazione è completamente a soqquadro. Tra urla e pianti i carabinieri bloccano il 40enne e ricostruiscono cosa fosse accaduto.
L’uomo aveva aggredito la vittima con calci e pugni. La violenza poteva terminare in tragedia quando il 40enne ha minacciato con un coltello la donna che già in passato lo aveva denunciato. L’arrivo dei carabinieri è stato provvidenziale. L’arma viene sequestrata e durante la perquisizione trovano anche una dose di cocaina.
Il 40enne è in carcere.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli ribadiscono l’importanza di segnalare ogni episodio di violenza e ricordano che il numero di emergenza 1-1-2 è attivo 24 ore su 24.
L’articolo Violenza di genere, 16 casi al giorno solo a Napoli e provincia. I dati diffusi dai Carabinieri proviene da Comunicare il sociale.
13 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Salerno diventa per tre giorni la capitale della donazione e dei trapianti. Si è aperta oggi la tre giorni che vede la partecipazione di esperti da tutta Italia per un confronto sul tema della gestione del processo di procurement (acquisizione) di organi e tessuti per i trapianti, quello che in gergo tecnico si definisce Transplant Procurement Management” (TPM). L’evento campano riunisce tutti gli attori della rete regionale e nazionale per affrontare le nuove sfide dell’attività donativa e trapiantologica. Tra i focus principali, la donazione a cuore fermo (CDC), pratica che in Campania ha avuto un momento storico lo scorso giugno con il primo intervento realizzato al Cardarelli di Napoli. Una novità che apre scenari concreti per accorciare le liste d’attesa, in una regione che da sola conta un trapianto su dieci a livello nazionale.
«La donazione a cuore fermo rappresenta un tassello fondamentale per aumentare le opportunità di donazione – spiega Pierino Di Silverio, coordinatore del Centro Regionale Trapianti Campania –. Condividere esperienze e modelli organizzativi, come stiamo facendo al TPM, significa tradurre la speranza in possibilità reali di cura». Il programma del TPM Campania mette al centro anche i grandi temi di sistema: dall’espressione di volontà alla gestione del consenso informato, fino al ruolo delle famiglie e dei Comuni. Una visione che intreccia aspetti clinici, etici e civili. «Il trapianto è una sfida che riguarda tutti: istituzioni, operatori e cittadini – prosegue Di Silverio – la collaborazione tra ASL, Aziende ospedaliere e Comuni è il vero punto di svolta per trasformare la cultura della donazione in pratica diffusa».
Accanto alle sessioni formative, il TPM Campania ospita un ricco ciclo di tavole rotonde che coinvolge i vertici della sanità campana. Un momento di confronto importante con dibattiti sulle esigenze del territorio e sull’integrazione tra ospedali, ASL e Comuni, con la partecipazione dei direttori generali Concetta Conte (ASL Avellino), Antonio Limone (ASL Caserta), Giuseppe Russo (ASL Napoli 3 Sud), Gennaro Sosto (ASL Salerno), Tiziana Spinosa (ASL Benevento) e Monica Vanni (ASL Napoli 2 Nord). Un’altra tavola rotonda sarà dedicata all’organizzazione efficiente del processo donativo, con focus su cuore fermo e tessuti, e vedrà confrontarsi i direttori generali Maurizio Di Mauro (IRCCS Pascale), Gaetano Gubitosa (ASL Napoli 1 Centro), Mario Iervolino (AOU Vanvitelli), Maria Morgante (AO San Pio Benevento), Germano Perito (AO Moscati Avellino) e Gennaro Volpe (AO Sant’Anna e San Sebastiano Caserta). Il confronto culminerà nella tavola rotonda conclusiva, “Le esigenze di una regione con sei milioni di abitanti: un trapianto su dieci riguarda cittadini campani”, con i direttori generali Elvira Bianco (AOU Federico II), Rodolfo Conenna (AO Santobono Pausillipon), Antonio D’Amore (AORN Cardarelli), Anna Iervolino (AO dei Colli) e Ciro Verdoliva (AOU Ruggi d’Aragona).
Oltre ai rappresentanti regionali, saranno presenti anche i coordinatori dei Centri Regionali Trapianti di altre regioni: Loreto Gesualdo (Puglia), Chiara Lazzeri (Toscana), Giorgio Battaglia e Antonino Scafidi (Sicilia), Mariano Feccia (Lazio) e Maria Grazia Schievenin (Basilicata), Alessandro Buonsignore (Liguria), Lorenzo D’Antonio (Sardegna) e Anna Guermani e Federico Genzano Besso in rappresentanza del CRT Piemonte. Il congresso vede inoltre la partecipazione di esperti internazionali, tra cui Bélen Estebanez dell’Hospital La Paz di Madrid, e i rappresentanti del Centro Nazionale Trapianti di Roma. Accanto al focus clinico, spazio anche alle esperienze emozionali con le storie di vita dei pazienti e alle sessioni dedicate alla donazione di cornee, affidate alla Banca degli Occhi della Campania. Il TPM Campania non è solo un corso, ma un vero e proprio laboratorio operativo per la rete regionale, che nei prossimi mesi dovrà consolidare i protocolli sulla donazione a cuore fermo e potenziare le attività di sensibilizzazione sul consenso informato.
L’articolo Trapianti, 1 su 10 riguarda un cittadino campano. La Regione accelera sulla donazione a cuore fermo proviene da Comunicare il sociale.