In marcia a piedi scalziper sostenere e accogliere chi ha bisogno

1NAPOLI- Hanno marciato a piedi nudi da Piazza Plebiscito a Castel dell’Ovo con in mano un fiore che è stato poi lasciato al mare.  Sono donne,  uomini, bambini scesi  in piazza per l’iniziativa di solidarietà promossa da Amnesty International, a cui hanno aderito circa 50 associazioni napoletane. Più di 1000 persone hanno sfilato per le vie della città rigorosamente scalzi, allargando le braccia, nonostante i  problemi di una città che è pronta ad accogliere. Un gesto simbolico che indica “da che parte stare”. «La marcia –dichiarano gli organizzatori- vuole iniziare un lungo cammino di civiltà, dà vita ad un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano. Non si può fermare chi scappa da fame, paura, disperazione». «Bisogna mettere in campo gesti ed azioni concrete-dice un cittadino-. Io sono qui perché ci spero. Le cose urgenti che oggi rivendichiamo sono: corridoi umanitari, diritto d’asilo europeo, chiusura dei centri di detenzione e solidarietà concreta nel nostro quotidiano».

di Carmela Cassese

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Tre nuovi asili nido realizzati dalla Municipalità 6

NAPOLI – Tra le dieci Municipalità di Napoli, la Municipalità 6 è la prima ad aver realizzato quanto previsto dal Piano di Azione e Coesione Infanzia (PAC), Primo Riparto: tre micro nidi per complessivi 40 posti destinati a bambini dai 13 ai 36 mesi. L’utilizzo dei finanziamenti relativi ai Piani di Azione e Coesione ha permesso di realizzare nuovi servizi per i cittadini e di creare occasioni di lavoro in questa parte della Città.

I tre nidi saranno inaugurati lunedì 14 settembre :

Alle ore 10:00 l’inaugurazione del micro nido di 10 posti presso la Scuola Comunale dell’Infanzia Scialoja, in via Pazzigno nel quartiere San Giovanni a Teduccio;

Alle ore 10:45 l’inaugurazione del micro nido di 10 posti presso la Scuola Rodinò, Istituto Comprensivo Statale, in via Mastellone nel quartiere Barra;

Alle ore 11:30 l’inaugurazione del micro nido di 20 posti presso la Scuola Comunale dell’Infanzia Lotto O, in via dei Papiri Ercolanesi nel quartiere Ponticelli.

I micro nidi saranno gestiti dai consorzi di cooperative sociali “Co.re.” e “La Rada”, che hanno partecipato a un bando indetto dal Comune di Napoli. Spiega Giovan Paolo Gaudino, presidente del consorzio Co.re. : “Garantiremo un servizio in quartieri periferici della città: immaginiamo i micro nidi come parte di un più ampio e importante progetto di sviluppo del territorio, a beneficio di chi in quelle zone vive e lavora. Lavoriamo da tempo in questa direzione e continueremo a farlo”.

Aggiunge Elena Silvestri, presidente del consorzio “La Rada”: “Porteremo a Napoli l’esperienza maturata a Salerno, dove già abbiamo ottenuto buoni risultati. Si tratta di un progetto nel quale crediamo molto”

I finanziamenti del Programma per i Servizi di Cura per l’Infanzia sono destinati in modo esclusivo a quattro regioni meridionali: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Sono risorse finalizzate a rafforzare ed a riequilibrare, da un punto di vista territoriale, l’offerta complessiva dei servizi per la prima infanzia.

La Municipalità 6 (Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio) per il Piano d’Azione Coesione – Infanzia ha avuto uno stanziamento di € 653.944,00 per il primo riparto e di € 1.206.889,00 per il secondo riparto. E’ stata l’unica a proporre all’Autorità di Gestione del Ministero dell’Interno un piano che prevedeva di utilizzare l’intero finanziamento del primo riparto per la creazione di nuovi posti di asili nido.

Il Piano proposto dalla Municipalità 6 ha colto pienamente le finalità perseguite dai PAC, l’ampliamento dell’offerta complessiva dei servizi ed il loro riequilibrio territoriale. Infatti la Municipalità 6 è stata la prima ad aver avuto approvato il Piano relativo  ai PAC Infanzia nel luglio 2014.

Queste risorse sono state utilizzate per realizzare i tre micro nidi e creare 40 nuovi posti di asilo riducendo  ulteriormente le liste di attesa.

Sono stati riqualificati gli spazi inutilizzati di due scuole comunali dell’infanzia, Lotto 0 a Ponticelli e Antonio Scialoja a San Giovanni, e di una scuola statale, l’I.C. 68° Giulio Rodinò a Barra.

Pertanto ai 360 posti già esistenti nei 6 asili nido comunali, già funzionanti, se ne aggiungono altri 40. Si è giunti  ad una disponibilità complessiva di 400 posti. La Municipalità 6 per l’anno 2015/2016 oltre ad essere la Municipalità con il maggior numero di scuole comunali per l’infanzia (13), con l’apertura dei tre nidi realizzati con le risorse PAC, sarà anche quella con il più alto numero (9) di asili nido dell’intera Città.

L’Autorità di Gestione del Ministero dell’Interno ha  già approvato il Piano di Azione e Coesione Infanzia, Secondo Riparto, della Municipalità 6 che prevede, tra l’altro, l’apertura a settembre 2016 di un decimo asilo nido, presso la scuola dell’infanzia comunale Il laghetto

“Impronte nella neve”, il rapporto choc di Greenpeace sulle sostanze chimiche nei vestiti

Expedition to Haba Snow Mountain in China to Detox the Great OutdoorsROMA – Sostanze chimiche pericolose e persistenti, usate anche nella produzione di abbigliamento outdoor, lasciano tracce nei luoghi più remoti e apparentemente incontaminati del globo. Lo rivela “Impronte nella neve”, un rapporto di Greenpeace pubblicato sulla diffusione nell’ambiente dei Pfc, composti poli e per-florurati impiegati in numerosi processi industriali. Fra maggio e giugno otto squadre di attivisti di Greenpeace hanno intrapreso spedizioni in altrettante aree montane e remote di tre continenti, per prelevare campioni di acqua e neve che sono stati poi analizzati in laboratorio al fine di verificare la presenza dei pericolosi Pfc.

Le concentrazioni maggiori sono state trovate nel lago di Pilato, sui Monti Sibillini, tra Umbria e Marche, ma anche negli Alti Tatra, in Slovacchia, e sulle Alpi, nel parco nazionale svizzero. Le altre spedizioni sono state portate a termine nella Patagonia cilena, in Cina, Russia, Turchia e nei Paesi scandinavi. «Dei diciassette composti riscontrati in tutti i campioni di neve analizzati, ben quattro hanno mostrato le concentrazioni maggiori nei campioni di neve raccolti presso il lago di Pilato, tra cui il Pfos (Perfluorottano sulfonato) già soggetto a restrizioni nell’ambito della Convenzione di Stoccolma», afferma Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace Italia.

I Pfc sono impiegati in molti processi industriali per la produzione di beni di consumo: il settore dell’abbigliamento outdoor li usa nelle finiture impermeabilizzanti e antimacchia. Una volta rilasciati nell’ambiente si degradano molto lentamente, restando nella forma originaria per diversi anni e disperdendosi così su tutto il globo. Alcuni Pfc possono causare danni al sistema riproduttivo e ormonale, favorire la crescita di cellule tumorali e sono sospetti agenti mutageni. Il nuovo rapporto di Greenpeace mostra come tutti i campioni esaminati contenessero anche Pfc a catena corta, maggiormente volatili, che possono essere trasportati anche nelle regioni più remote del pianeta.

Marchi che producono anche abbigliamento outdoor, come Puma e Adidas, hanno già adottato obiettivi ambiziosi per l’eliminazione dei Pfc. Alcune aziende più piccole ma specializzate nella produzione per l’outdoor, come Fjällräven, Paramo, Pyua, Rotauf e R’Adys, producono già intere collezioni di abbigliamento idrorepellente Pfc-free. Ma sono proprio i marchi leader del settore, come The North Face, Columbia, Patagonia, Salewa e Mammut, a mostrare scarso senso di responsabilità quando si tratta di eliminare i Pfc. Climber, sciatori ed escursionisti, ma anche famiglie e persone che amano stare all’aria aperta – chiunque abbia a cuore la salute e l’ambiente – tutti possono unirsi al movimento su detox-outdoor.org per chiedere al settore dell’outdoor di eliminare subito le sostanze chimiche pericolose.

di Danila Navarra

Ottaviano, contrasto alla povertà: borse lavoro per gli over 30

 

NAPOLI – Venti borse lavoro per uomini e donne dai 30 ai 65 anni, che non hanno un’occupazione e si trovano in condizioni economiche disagiate. Le ha istituite il Comune di Ottaviano, nell’ambito dei vari interventi di contrasto alla povertà previsti dall’amministrazione comunale. C’è tempo fino al 15 settembre per presentare la domanda: tutta la modulistica si può trovare sul sito internet del Comune di Ottaviano.

Il progetto, denominato, “Borsa lavoro e formazione: una opportunità per crescere” ha come obiettivo quello di facilitare l’inserimento nel mercato del lavoro di soggetti appartenenti alle cosiddette fasce deboli. Le venti borse lavoro sono state divise in quattro categorie di formazione-lavoro:  6 posti riservati a soggetti ultracinquantenni disoccupati di lunga durata (superiore a 24 mesi) come risulta dai dati del Centro per l’impiego della Provincia di Napoli, non percettori di alcun tipo di indennità;  8 posti per soggetti disoccupati in condizione di indigenza che non percepiscono alcun reddito o similari; 3 posti per soggetti disabili ai sensi della legge 68/99 art.1 con grado di invalidità non superiore al 74%;  3 posti per ragazze madri.  I beneficiari della borsa lavoro saranno inseriti a discrezione della commissione giudicatrice in quattro ambiti formativo – lavorativo: servizi a supporto delle attività amministrative; servizio manutenzione stradale; servizio verde pubblico; servizio manutenzione uffici pubblici.

Ogni progetto di borsa lavoro avrà la durata di tre mesi non rinnovabili alla scadenza e senza vincoli di subordinazione con il datore di lavoro.  L’impegno richiesto sarà pari a 20 ore settimanali, ossia  4 ore giornaliere dal lunedì al venerdì.  E’ previsto il pagamento di un rateo mensile posticipato pari a 400 euro oneri inclusi commisurato alle ore di effettiva presenza giornaliera. Spiegano il sindaco Luca Capasso e l’assessore alle politiche sociali Ciro Sesto: “Stiamo portando avanti da tempo una serie di interventi a favore delle fasce deboli, cercando di considerare tutte le fasce di età”.

Protagonista di una scuola che si apre al mondo? Diventa volontario con We Word

NAPOLI – WeWorld Onlus nata a Milano nel 1999 e presente in 13 paesi e in Italia, vuole coinvolgere persone motivate e desiderose di diffondere i principi e i valori della cittadinanza mondiale. Per questo ha attivato un corso di formazione per aspiranti volontari che ha l’obiettivo di scoprire e recuperare il tema dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nella sua complessità a partire dalle diverse identità e culture di ciascuno per confrontarsi con identità e culture altre. Lavorare nelle scuole e nei quartieri della province di Napoli e Caserta permetterà di costruire un futuro responsabile, condiviso e sostenibile. Sono previsti 2 incontri della durata di 14 ore (8 ore teoriche per la prima giornata e 6 ore pratiche laboratoriali per il secondo giorno) che si terranno nei giorni 25 e 26 settembre 2015. L’ incontro teorico di terrà presso il centro Opera don Calabria a Napoli mentre la pratica verrà svolta presso la Cooperativa Made in Castel Volturno.
Il corso è gratuito; è richiesto un contributo di 10 euro per le spese relative ai pasti di venerdi e di sabato. La quota di 10 euro andrà consegnata al tutor d’aula il primo giorno di corso.

Le iscrizioni saranno aperte sino al 18 settembre 2015. Sono ammessi 20 partecipanti e le richieste saranno accolte in ordine di arrivo.

Per informazioni e iscrizioni
WeWorld Onlus – Ufficio volontariato
Tel. 02.36.21.53.18
Email volontari@weworld.it

Giffoni Innovation Hub: la cultura nelle mani del crowdfunding

giffoniSALERNO – 11 progetti selezionati tra web series, mostre e reportage fotografici, documentari e eventi artistici; 3 campagne di crowdfunding all’attivo grazie alla collaborazione con la piattaforma DeRev; 20 mila euro raccolti in meno di 12 mesi: questi i dati che caratterizzano il primo anno di attività firmato Giffoni Innovation Hub, azienda nata per valorizzare la creatività e la voglia di far impresa dei giovani.

Dopo il successo dei mesi scorsi, il GIH ricomincia la sua corsa. «Abbiamo da sempre puntato sul crowdfunding come strumento innovativo per il finanziamento dei giovani artisti e delle loro idee – spiega Luca Tesauro, CEO di Giffoni Innovation Hub – continueremo ad investire le nostre energie su questo mezzo, ormai sempre più diffuso e conosciuto, con la piena convinzione che dove c’è cultura deve esserci futuro».
. Da pochi giorni è stata avviata sulla piattaforma di crowdfunding DeRev la campagna dedicata a La Città Eterna, una web serie ideata da tre ragazzi: Tommaso Rossi Edrighi, sceneggiatore (26 anni); Davide Borgobello, autore e direttore artistico (25 anni) e Simone Guarany, attore (25 anni). Il ricavato permetterà al team di girare i primi episodi.
«La serie racconta di come un gruppo di amici si ritrovi a fronteggiare una vera e propria apocalisse zombie. – spiega Simone Guarany – Come tutte le piccole produzioni che nascono dal basso siamo aperti al confronto. Giffoni Innovation Hub è una realtà giovane ma che ha già all’attivo diversi successi. È un piacere collaborare con chi crede nell’arte e nelle potenzialità dei nuovi talenti, sostenendo un modo di fare cinema diverso dagli schemi».
Una storia che descrive Roma 24 ore dopo l’apocalisse, in un clima di terrore e decadenza dove c’è ancora qualcosa che rifiuta di marcire. Per la prima stagione sono previste sei puntate sul web agli inizi del 2016, affidate a sei registi tra i quali molti youtuber, una equipe di truccatori, un’organizzazione che permette di servirsi di effetti speciali all’avanguardia, un cast di giovani attori professionisti: Simone Guarany, Andrea Dianetti, Emiliano Guido, Andrea De Rosa, Valentina De Angelis, Valeria Zazzaretta, Francesca Antonucci, Matteo Quinzi, Francesca Tartaro, Arturo Scogliamiglio e Frank Messina.

Per sostenere la startup basta collegarsi al sito: www.derev.com/it/zombiearoma