12 Ott, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Il 15 ottobre a piazza Giovanni Paolo II festa d’ottobre con il Mammutbus delle meraviglie, giochi all’aperto, sport, musica e merenda per tutti. Un motivo per festeggiare insieme il cambio di stagione e i nuovi frutti, coltivare insieme lo spazio pubblico come luogo di vita e non di desolazione, un’opportunita per conoscere le attività e proposte dell’anno insieme a bambini, ragazzi e adulti.Il Centro Ricerche Mammut è nato a Napoli nel 2007 dall’esperienza del Centro Territoriale a Scampia e dell’Associazione di promozione sociale Compare. Ha sede in Piazza Giovanni Paolo II, a Scampia, sotto le colonne di un grande e strano porticato di sei colonne chiamato dagli abitanti del quartiere, per il profilo delle sue forme, o Mammut. In questi anni Il Mammut ha sviluppato una ricerca azione articolata e complessa, dando vita a pubblicazioni e organizzazioni territoriali anche in altre regioni d’Italia. La ricerca Mammut intreccia pedagogia, urbanistica, teatro e arti figurative nel tentativo di sperimentare forme di sociale e convivialità valide nel nostro tempo. La sperimentazione su didattica, relazione di cura e partecipazione urbana ha coinvolto oltre 10.000 tra bambini, ragazzi e adulti italiani, migranti e rom e contribuendo alle azioni di recupero per una 50 di spazi pubblici nei diversi contesti visitati. Riuscendo a raccogliere molte “prove” sulla possibilità di recuperare spazi pubblici attraverso le pratiche della pedagogia attiva e partecipata. Una piazza grande e desolata come un deserto si è riempita di bambini, momenti di incontro, giornate di studio.
12 Ott, 2015 | Bandi e opportunità, Comunicare il sociale
ROMA- Fondazione Telecom Italia dedica un canale specifico attraverso il quale gli enti non profit possono proporre la propria idea progettuale. I progetti possono essere presentati da enti privati senza scopo di lucro ed enti pubblici nei periodi: 1° SETTEMBRE – 31 OTTOBRE 2015. Proporre un progetto è molto semplice, basta raccontarlo all’interno dell’application form dedicata suddivisa in step. All’interno di ogni step, sarà possibile rispondere alle domande e allegare documenti, presentazioni, immagini e tutto ciò si riterrà necessario per descrivere al meglio il progetto. Per proporre un ‘idea, è necessario che l’ente non profit sia iscritto al sito. Per registrare il proprio ente, occorre scegliere nome utente e password ed è necessario allegare atto costitutivo, statuto, visura camerale (per enti iscritti al registro imprese o al REA), ultimi due bilanci regolarmente approvati (o bilancio previsionale per enti di recente costituzione), copia del documento d’identità del legale rappresentante. Dopo la registrazione sarà possibile presentare la propria idea di progetto sulla pagina dedicata.
12 Ott, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Lasciarsi andare per colmare un vuoto. È quello che fa Katie, ogni volta con un uomo diverso, donando il suo corpo, ma non il cuore. Rendendosi schiava di un bisogno che ha il volto della paura: amare è pericoloso da quando suo padre non c’è più. Katie (interpretata da Amanda Seyfried) è la protagonista di “Padri e figlie”, l’ultimo film di Gabriele Muccino, in tutte le sale dal 1 ottobre. Ventisettenne dal viso d’angelo, Katie è un’assistente sociale orfana di ambo i genitori. Il padre in particolare, è Jack Davis (Russell Crowe): scrittore che prima di morire riesce a terminare il libro omonimo che dà il titolo al film, vincendo prestigiosi premi letterari che non potrà mai ritirare di persona. La storia è ambientata nel presente, ma anche nel passato, snocciolandosi attraverso continue analessi che incastrano gli eventi l’uno dopo l’altro come in un puzzle. Si comincia nel 1989, a New York. In seguito a un incidente d’auto Jack rimane vedovo e vittima di un serio disturbo mentale, che lo costringerà al ricovero in una clinica psichiatrica, e ad affidare temporaneamente Katie agli zii materni. A nulla serviranno le cure dei medici. Sette mesi dopo, infatti, la malattia nervosa di Jack si ripresenterà più forte che mai, provocandogli attacchi psicotici sino alla morte. La stessa morte che separerà un padre e una figlia legati da un amore viscerale. A molti anni di distanza, Katie, ormai adulta, vuole diventare psicologa, ma deve fare i conti prima con se stessa per poter aiutare il prossimo. Il circolo vizioso del sesso in cui, suo malgrado, si trova imbrigliata, la spinge da un locale all’altro in cerca di avventure estreme, con uomini di cui non ricorderà nemmeno il nome. Fin quando un giorno non incontra Cameron (Aaron Paul), giornalista freelance e aspirante scrittore. Lettore, fra l’altro, dell’ormai celebre Jack Davis. La scintilla fra i due scoccherà subito, ma Katie è troppo spaventata per poterlo ammettere. Per amare sinceramente un altro uomo che non sia suo padre, e che, soprattutto, non l’abbandonerà.
Dopo “La ricerca della felicità” e “Sette Anime”, Muccino torna al cinema con un film che si caratterizza per l’intimità del sentimento, che sonda i dolori e le ferite dell’animo. E lo fa con un cast di tutto rispetto: tra gli altri la sempre elegante Jane Fonda nella parte dell’agente letterario, e Diane Kruger in quella della zia umiliata dal tradimento. La Katie bambina è invece interpretata dalla piccola Kylie Rogers, perfetta nell’anticipare quelle rotture che durante l’infanzia possono inevitabilmente compromettere il futuro di chi è stato segnato da episodi traumatici. La vera cura non sembra essere l’amore, ma il coraggio di ricominciare. Rimettersi in gioco nel tempo presente: senza paura, né il tormento di demoni passati.
di Francesca Coppola
12 Ott, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Il Centro di Servizi per il Volontariato partenopeo, chiede ai tanti volontari il contributo per rispondere in modo coerente ed efficace ai bisogni sempre nuovi del volontariato per l’elaborazione della programmazione 2016 .Attraverso un breve questionario on-line, il volontario potrà aiutare il CSV Napoli ad effettuare un’analisi delle esigenze e ad individuare gli obiettivi prioritari verso cui orientare le attività del prossimo anno. L’indagine on-line rimarrà attiva fino al 20 ottobre 2015. Per procedere alla compilazione del questionario…clicca qui
12 Ott, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Hanno sfidato il mare agitato e il maltempo e alla fine ha vinto l’entusiasmo dei velisti partecipanti a “Una regata con persone speciali”, evento organizzato dall’associazione regionale Sindrome di Down e dalla Lega Navale di Napoli, in occasione della “Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down”. Si tratta di una regata per imbarcazioni a vela d’altura in cui ogni equipaggio accoglie in barca uno dei giovani soci dell’associazione. «Questa è una regata “con” persone speciali e non “per” – racconta il presidente dell’associazione Sindrome di Down Adriano Tedeschi, – lo scopo è mettere in correlazione il mondo della vela con quello dei nostri ragazzi, così da regalare un’esperienza unica a entrambi». La manifestazione, giunta alla XIII edizione, ha visto la partecipazione di dieci equipaggi che si sono dati battaglia nel golfo di Napoli. Si tratta infatti di una regata vera a propria, inserita nel Campionato Autunnale del golfo di Napoli, che prevede per regolamento che a bordo ci sia « una persona speciale regolarmente tesserata alla Federazione Italiana Vela».
«Molti equipaggi – continua il presidente Tedeschi – conoscono già il ragazzo che partecipa con loro, perché ha già regatato nelle edizioni precedenti, sa come comportarsi durante la gara, ed ha instaurato rapporti di amicizia, che proseguono durante tutto l’anno. Oggi i ragazzi non si allenano nella vela, ma stiamo organizzando dei corsi appositi per fare in modo che il prossimo anno la partecipazione sia il più attiva possibile». I ragazzi che hanno partecipato alla regata di ieri hanno dai 18 ai 40 anni e sono una rappresentanza dei circa 150 soci dell’associazione, che accoglie e assiste i loro familiari nelle problematiche giornaliere. «Questa regata è diversa dalle altre perché è più completa da un punto di vista sentimentale; – racconta il presidente della Lega Navale di Napoli Alfredo Vaglieco – lo scopo della Lega è soprattutto quello di promuovere e diffondere lo spirito marinaresco e in particolare la cultura della vela, quindi occasioni come questa ci permettono di raggiungere a pieno il nostro scopo sociale. Gli armatori sono felicissimi di accogliere questi ragazzi sulle loro barche e di riscontrare il loro interesse. Stiamo lavorando ad un corso ben strutturato per ragazzi con sindrome di down, a cadenza settimanale, per fare in modo che l’esperienza della regata sia più attiva e consapevole».
di Daniele De Somma – foto di Pamela Orrico
08 Ott, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI – Gli studenti di 10 scuole napoletane (Stefano Barbato, Gragnano 3-Staglie-Parco Imperiale, Principe di Napoli, Giacomo Leopardi, Istituto Suore Trinitarie, Plesso Ex Nautico, Istituto San Tarcisio, Maria Palladino, Moscarella, Istituto di Via Guglielmo Pepe) potranno imparare grazie alle lezioni di alcuni volontari i concetti base dell’informatica e del pensiero computazionale. Il tutto nell’ambito del progetto nazionale «Programma il Futuro», iniziativa di TIM, del Miur e del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per Informatica) che avrà luogo questo venerdì a livello nazionale.
L’obiettivo del progetto è quello di fornire alle scuole una serie di strumenti semplici, divertenti e facilmente accessibili per formare gli studenti ai concetti di base dell’informatica. Nell’organizzazione dell’iniziativa si è partiti infatti da un progetto avviato negli Stati Uniti d’America che ha visto nel 2013 la partecipazione di circa 40 milioni di studenti e insegnanti di tutto il mondo.
L’iniziativa, al momento, coinvolge le scuole primarie ma nei prossimi anni sarà rivolta anche agli studenti delle medie e delle superiori. Gli studenti, aiutati dai docenti e dai volontari, prenderanno parte ad un percorso formativo che si basa sul materiale didattico di Code.org ed è disponibile attraverso la piattaforma www.programmailfuturo.it
TIM, prima azienda ad aver aderito al programma, metterà a disposizione propri dipendenti volontari per offrire supporto ed attività di tutoraggio per docenti e studenti, in particolare, in quelle classi che ne faranno richiesta. L’iniziativa durerà tre anni e prevedere due differenti percorsi: uno di base ed uno avanzato. Spesso infatti i più piccoli si trovano ad utilizzare computer e tablet senza però conoscere le basi dell’informatica. In questo modo saranno più consapevoli e potranno sviluppare le loro potenzialità.