06 Ago, 2015 | Comunicare il sociale
ROMA – In Italia è stata approvata la prima legge nazionale sull’autismo, dopo anni di attesa. Una notizia positiva, sicuramente un passo avanti. Tuttavia le ombre restano molte ed esperti, associazioni di volontariato e genitori di figli autistici non stanno lesinando, in queste ore, critiche e commenti. La legge, infatti, non ha un budget dedicato ma promuoverà inclusione sociale, omogeneità di diagnosi e terapia nei confronti delle persone affette da disturbi dello spettro autistico. Prevede anche l’inserimento della malattia nei livelli essenziali di assistenza e l’aggiornamento triennale delle linee guida per prevenzione, diagnosi e cura, oltre a maggior impegno nella ricerca sul tema. Fin qui tutto bene, tanto che lo stesso ministro della Salute Beatrice Lorenzin, commenta “è il frutto di un complesso lavoro collettivo, svolto insieme ai rappresentati della comunità scientifica e delle associazioni e delle famiglie”. Ma, per esempio, Maria Teresa Bellucci, Presidente Nazionale del MODAVI Onlus, specifica su Twitter: “Approvazione legge su autismo è una tappa storica, ma senza un esplicito riconoscimento della disabilità resta una legge monca”. E Gianluca Nicoletti, giornalista de Il Sole 24 Ore e papà di un ragazzo autistico (diventato negli anni testimonial di battaglie per il riconoscimento di maggiore diritti agli autistici) scrive su La Stampa: “I genitori si sentiranno forse confortati perché finalmente c’è una legge che riconosce l’esistenza degli autistici, va bene, purché non si tratti di un’edizione speciale del solito format che si ripete ogni 2 aprile per la nostra giornata mondiale. A noi in concreto non cambia nulla se si accendono di blu i palazzi del potere, si fanno discorsi, si organizzano passerelle. Il giorno dopo abbiamo sempre continuato a inventarci tappabuchi, con interlocutori spesso ignoranti, palese espressione di un paese ancora molto ignorante sull’autismo. Spero che almeno sulla scia emotiva della legge si possano attivare cambiamenti concreti nella vita delle persone autistiche; non vorrei più vedere famiglie in continua transumanza verso i pochi centri d’eccellenza, per postulare una diagnosi seria, un’indicazione su percorsi abilitativi efficaci, per alleggerirsi un po’ della gestione h24 di un gigante irrequieto che nessuno vuole più prendersi in carico, perché troppo cresciuto per essere ancora chiamato «bambino autistico» e quindi fantasma a tutti gli effetti”.
di Francesco Gravetti
03 Ago, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI – “Scetate Majestà” ovvero: Napoli 1799…la rivolta dei lazzari. Da lunedì 3 agosto a sabato 29 agosto 2015, su otto storiche piazze della Comunità Montana Partenio-Valle di Lauro, “La Compagnia dell’Accademia” del Teatro Totò porterà in scena “Scetate Majestà” ovvero “Napoli 1799… la rivolta dei Lazzari” . Regia di Enzo Liguori.
Lo spettacolo, che vede in scena oltre 60 attori tutti rigorosamente in costume dell’epoca, intende rievocare il ruolo avuto dai lazzari in quelle tragiche giornate della Repubblica Napoletana del 1799. Giornate che si aprirono con l’arrivo a Napoli dei francesi e si chiusero con il ritorno di Re Ferdinando, preceduto dal Cardinale Fabrizio Ruffo, che con “l’Armata Cristiana e Reale della Santa Fede in Nostro Signore Gesù Cristo” fu protagonista della riconquista del Regno di Napoli e della caduta della Repubblica Napoletana del 1799.
Calendario degli spettacoli dal 3 al 29 agosto 2015. Orario di inizio : ore 21,00
Monteforte 3 agosto, Montefusco 6 agosto, Mercogliano 12 agosto, Pannarano 18 agosto, Rotondi 19 agosto, Lauro 22 agosto, Avella 27 agosto, Visciano 29 agosto.
La storia ha inizio nel dicembre del 1798, con l’occupazione dello Stato Pontificio da parte dei francesi del Generale Championnet e con la fuga in Sicilia del Re Ferdinando IV di Borbone sotto la protezione degli inglesi (21 dicembre 1798); l’incarico di vicario generale del Regno viene affidato al conte Francesco Pignatelli, che conclude, a Sparanise, un gravoso armistizio col generale Championnet e abbandona Napoli (11 gennaio del 1799).
Nell’anarchia che ne segue, i Giacobini napoletani favoriscono l’ingresso in città alle truppe di occupazione francese (23 gennaio 1799); a nulla vale la strenua ed eroica resistenza dei Lazzari (popolani) napoletani, capitanati da un personaggio a dir poco suggestivo, tale Michele Marino detto “’o pazzo”. Circa 3.000 popolani antifrancesi muoiono negli scontri.
La vita della neonata Repubblica si presenta difficile fin dagli inizi: manca l’adesione dei popolani napoletani e soprattutto quella delle province; contro gli oppositori del regime i giacobini francesi rispondono con una repressione spietata e sanguinaria, che certo non aiuta a conquistare le simpatie popolari; difatti durante i cinque mesi della Repubblica, numerosi comuni della provincia vengono saccheggiati (vedi Marzano e Lauro, 27/ 30 aprile 1799) e moltissime persone vengono condannate a morte e fucilate dopo sommari processi politici.
In queste tragiche giornate non mancano delicate storie d’amore come quella della nobildonna Camilla di Lauro, moglie del Barone di Castelvetere con un generale francese. Il racconto si chiude con l’abbandono della città di Napoli da parte di Championnet (7 maggio) e con l’arrivo dell’Esercito della Santa Fede, guidato dal cardinale Fabrizio Ruffo, con al seguito i lazzari (15 giugno 1799).
03 Ago, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI – Graffiti, recupero urbano e riabilitazione viaggiano insieme per Pollena. Si è svolto nell’area mercatale adiacente al municipio l’evento finale del progetto Pollena’s Art realizzato all’interno del servizio di riabilitazione psichiatrica dell’ASL NA 3 Sud gestito dalla Cooperativa Litografi Vesuviani – Servizi Salute e Lavoro – Soc. Coop. Soc. a r.l. ormai da un anno.
Il progetto è stato realizzato dagli operatori e un esperto writer come tutor della Cooperativa, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Pollena Trocchia guidata dalla dottoressa Elena Capriola e dal Comune di Pollena Trocchia, che ha messo a disposizione i locali per la formazione teorica agli utenti e la parete comunale dell’area mercatale destinata al grande murales.
«Il gruppo riabilitativo è stato composto dagli utenti che avevano la passione per la pittura e l’arte dei murales e, inoltre, che avessero espresso la volontà di poter imparare ad esercitare le tecniche come dei veri writer professionisti. Lo scopo del progetto, come tutte le attività della Cooperativa, è quello di socializzazione e integrazione degli utenti con il territorio e le istituzioni». Lo ha dichiarato il presidente della cooperativa Litografi Vesuviani Annunziata D’Aiello. «Una iniziativa che ha messo insieme, dunque, esigenze e capacità diverse con un progetto sociale e di riqualificazione urbana che ha avuto un grande successo sul territorio con un’opera di riqualificazione urbana e restituendo a centinaia di pazienti psichiatrici una vita rinnovata», ha dichiarato il sindaco di Pollena Trocchia Francesco Pinto presente all’iniziativa insieme all’assessore Fiorillo.
03 Ago, 2015 | Comunicare il sociale

ROMA- E’ un’iniziativa lanciata dai Giovani per la Pace della Comunità di Sant’Egidio per raccogliere e raccontare le storie di solidarietà della nostra estate. Dall’Europa all’Africa, dall’Asia alle Americhe, le iniziative sono tante: le cene con i poveri, le vacanze con gli anziani, i bambini e i disabili, l’accoglienza ai profughi, le feste e tanto altro. Per tutto il periodo delle vacanze il sito
www.santegidio.org accoglierà le storie dell’estate solidale di Sant’Egidio in Italia e nel mondo. Segui le storie su facebook e twitter e condividi la tua estate di solidarietà con l’hastag
#estatesolidali.
03 Ago, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- L’attenzione all’adolescenza come età complessa con caratteristiche specifiche che occorre riconoscere e porre in attenzione, è una priorità, già richiamata nella programmazione sociale territoriale, che ha trovato piena legittimazione e sostegno nelle “Linee di indirizzo per la realizzazione di azioni sperimentali per il coinvolgimento e la partecipazione degli adolescenti” approvate con Delibera n. 381 del 11/06/2015. In questo quadro si colloca l’azione dell’ Avviso pubblico finalizzato a promuovere e sostenere l’elaborazione e la realizzazione di progetti innovativi nel campo degli interventi per gli adolescenti, prevedendo il finanziamento delle attività programmate, il coordinamento delle diverse iniziative e il percorso di riflessione, sistematizzazione e mainstreaming delle buone pratiche realizzate. La proposta progettuale dovrà prevedere la realizzazione di attività per 12 mesi e potrà prevedere una spesa, a carico dell’Amministrazione Comunale, non superiore a € 80.000,00. Possono presentare progetti i soggetti del terzo settore di cui all’art. 13 della L.R. 11/2007 – con esclusione delle associazioni di volontariato – che abbiano sede operativa sul territorio cittadino con finalità statutarie aventi ad oggetto la promozione dei diritti dell’infanzia e adolescenza. Per partecipare c’è tempo fino alle ore 12.00 del giorno 30 settembre. Per
consultare l’avviso completo è possibile visitare il sito del Comune di Napoli.
03 Ago, 2015 | Comunicare il sociale
FIRENZE – Dopo il nubifragio che sabato pomeriggio ha colpito Firenze, nella zona sud della città rimangono i postumi. Decine di alberi sradicati e caduti a terra, famiglie evacuate, dehors divelti e finite in mezzo alla strada. Ci sarà molto da lavorare e, per ottimizzare i tempi, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, come si apprende dall’agenzia giornalistica Redattore Sociale, ha pensato di impiegare i profughi per aiutare nella pulizia della città, utilizzando anche la convenzione attivata con Inail per l’assicurazione per lavori di pubblica utilità. Un modo per favorire l’integrazione di questi migranti e per accelerare i lavori di ripristino delle strade. A confermare l’ipotesi di Rossi è il sindaco di Firenze Dario Nardella. Che ha affermato: “I profughi, su base volontaria, saranno impiegati per ripulire le strade e per collaborare con il verde pubblico per la rimozione degli alberi. La Regione Toscana ha fatto una norma che ci consente di assicurare questi profughi ed impiegarli per questi lavori”. Sono circa 1.550 i profughi ospitati nelle strutture della provincia di Firenze e già da oggi potremmo vederli con pettorina arancione e ramazza ad aiutare i tecnici del Comune.