Napoli, tornano le Agenzie di cittadinanza: 650mila euro per progetti sociali VIDEO

agenzieNAPOLI – «Valorizzare le risorse e le competenze del territorio per incrementare la partecipazione, la cooperazione, le esperienze di auto mutuo aiuto e ad attivare forme di aiuto leggero a fasce sociali a rischio»: è questo l’obiettivo del “Bando Agenzie di Cittadinanza“, che, presentato ieri mattina nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, è giunto alla sua seconda edizione. L’iniziativa è stata promossa dal Csv Napoli insieme al Comune ed è finalizzata al sostegno delle “Agenzie di cittadinanza”, nate nelle dieci municipalità.

«Il bando – ha dichiarato Roberta Gaeta, Assessore al welfare del Comune di Napoli –presenta sia delle novità che un consolidamento della fruttuosa sperimentazione fatta nella precedente edizione. I requisiti del bando sono precisi, ma è anche vero che è prevista una certa flessibilità, solo in questo modo si è in grado di dare risposte concrete alle diverse esigenze dei vari territori».

Soddisfazioni sono state espresse anche da Nicola Caprio, Presidente CSV Napoli. «Il bando Agenzie di Cittadinanza – ha spiegato – è stato attivato in via sperimentale l’anno scorso portando degli ottimi risultati. Siamo contenti di questa rinnovata sinergia con il Comune per un progetto in cui crediamo molto soprattutto per l’impatto sociale che ha avuto sulle 10 municipalità». Varie sono le iniziative e le novità del nuovo bando che prevede un finanziamento di 650mila euro.

di Emiliana Avellino

Premio Turismi Accessibili. La comunicazione oltre le barriere

ROMA – Attiva dal 2008 nel settore del turismo accessibile, la onlus Diritti Diretti (www.dirittidiretti.it) organizza il primo premio nazionale “TURISMI ACCESSIBILI – Giornalisti, Comunicatori e Pubblicitari superano le barriere”. “TURISMI ACCESSIBILI” premia articoli, servizi radio-televisivi, spot pubblicitari, video e campagne di comunicazione realizzati da giornalisti, pubblicitari e comunicatori per raccontare chi è riuscito a produrre sviluppo socio-economico unendo i concetti di attrattività, innovazione, estetica e/o sostenibilità alla cultura dell’accessibilità. Lo scopo del premio è di dare visibilità alle buone pratiche utilizzate da realtà pubbliche e private (enti, aziende, istituzioni culturali, associazioni ecc.) che, operando direttamente o indirettamente nel settore del Turismo e della Cultura in Italia, abbiano reso la visita e la fruizione dei luoghi un evento piacevole per tutti. In sostanza, il premio è dedicato a chi ha superato gli ostacoli architettonici, ambientali e culturali per una fruizione agevole e sicura di mezzi di trasporto, strutture turistico-ricettive o di luoghi d’interesse artistico, storico e culturale. “TURISMI ACCESSIBILI” premia quindi l’accessibilità che già esiste nelle varie tipologie di turismo: culturale, enogastronomico, sportivo, congressuale, balneare, montano, termale, scolastico, religioso ecc. Attraverso questa sua iniziativa, infatti, la onlus Diritti Diretti desidera mostrare a manager pubblici e privati come l’accessibilità può migliorare un territorio e la sua offerta turistico- culturale, con notevoli progressi sulla vivibilità delle persone che lo visitano e lo abitano, oltre che con importanti profitti per il mondo delle imprese.

Per partecipare c’è tempo fino al 21 febbraio 2016.

Clicca qui per scaricare il bando

 

#voglioprendereiltreno: Il video di Jacopo conquista il web

iacopoFIRENZE- Un video ironico, ma di amara realtà quello realizzato da Iacopo Melio, il giovane 22enne toscano, che quasi un anno fa, lanciò via Twitter  la campagna #voglioprendereiltreno, per denunciare il tema delle barriere architettoniche. In una sorta di appello alla politica, Iacopo ha ricordato quanto difficile sia la vita dei cittadini nel compiere anche i gesti più scontati, laddove ci siano dei problemi oggettivi di mobilità. Anche prendere un mezzo di trasporto pubblico, si legge su suo sito internet, diventa una vera impresa, se non addirittura un’utopia, dovendo affrontare ogni genere possibile di barriera: da quella architettonica a quella culturale e sociale.
“Sono single per forza, non piglio l’autobus!”, era il titolo del post. Sì perché potersi spostare liberamente non significa solo poter andare a lavoro, a scuola o visitare le bellezze del nostro Paese. Viaggiare significa essere cittadini attivi e parte di una comunità, significa tessere delle relazioni sociali e quindi, sì, garantire anche il diritto di essere amati.

“Officine Libera”, si punta sui giovani per un nuovo modello di sviluppo locale

liberaROMA – Oltre 500 giovani coinvolti, 20 cantieri di lavoro, una tappa per ogni regione. L’area di impegno “Giovani&Innovazione” di Libera darà il via al percorso nazionale di progettazione partecipata “Officine Libere”. Un viaggio che attiverà nel Paese progetti di innovazione sociale per dare vita ad un diverso modello di sviluppo locale. Un percorso che offre una occasione per incidere sui propri territori attraverso un’azione che mira a contrastare forme di illegalità e ingiustizia sociale. Le esperienze che prenderanno forma nei diversi incontri in programma saranno al centro della due giorni “L’innovazione Libera” che si terrà a Napoli il 7 e l’8 dicembre. Il percorso è realizzato in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per i Giovani

“Maurice”, una storia d’amore di stringente attualità

NAPOLI- Il 26 Giugno scorso Barack Obama twittava #LoveWins, annunciando un grande passo verso l’uguaglianza: il diritto al matrimonio per coppie gay e lesbiche. Da allora, siccome qui in Italia nulla è stato fatto o chiaramente detto in merito, migliaia di omosessuali continuano ad attendere delle risposte, di veder riconosciute le Unioni civili. La difesa dell’amore verso una persona dello stesso sesso risale all’antica Grecia, se ne trovano tracce a cominciare dal “Simposio” di Platone eppure, ad oggi, nessuno dei politici che siede in Parlamento sembra aver concretamente preso a cuore la questione. Restando in ambito letterario non si può non ricordare “Maurice”, il primo romanzo di Edward Morgan Forster ,ma pubblicato postumo, nel 1971. Un capolavoro della giovinezza in cui il venerato autore di “Passaggio in India” racconta il graduale risveglio emozionale e sessuale di Maurice Hall: borghese appartenente all’intransigente società londinese dei primi anni del Novecento.

Dopo l’iscrizione all’università di Cambridge la vita di Maurice prenderà una piega che mai avrebbe immaginato. La frequentazione con Clive Durham, intellettuale cui visione dell’omosessualità è del tutto idealizzata, lo condurrà verso una nuova consapevolezza di se stesso, del suo amore incondizionato verso gli uomini. I due intratterranno una relazione platonica fino a quando Clive, sedotto dalle convenzioni sociali dell’epoca, deciderà di passare dall’altra parte: sposerà Anne, tradendo la fiducia di Maurice e quella parte del suo vero io che gli fa troppa paura. Terzo protagonista maschile della storia è Alec Scudder: guardiacaccia che lavora a Penge, tenuta di cui proprio Clive è proprietario. In una notte di «travaglio fisico» Maurice e Alec si doneranno l’uno all’altro senza riserbo, celebrando la stessa carnalità che Clive ha respinto. L’epilogo è una difesa del matrimonio non come istituzione sociale ma come vento di cambiamento e opposizione: libertà, accettazione, due uomini che possono sfidare il mondo sono i concetti chiave che soggiacciono al testo.

Per tutti questi motivi “Maurice” rimase nel cassetto di Forster per cinquantasette lunghi anni, anche in seguito alla decriminalizzazione dell’omosessualità avvenuta nel 1967. Passata la paura della prigione l’autore temette la reazione critica che la pubblicazione del romanzo avrebbe sicuramente innescato in tutti quelli che, sino a dopo la sua morte, ne ignoravano l’orientamento gay. Leggere “Maurice”, un modello di decoro e tenerezza, di amore leale che non scade mai nell’oscenità, potrebbe sensibilizzare quella fetta di politica e opinione pubblica fossilizzata in convinzioni ormai obsolete, che gran parte del mondo condanna. Il linguaggio di Forster, inoltre, è squisitamente allusivo, è una continua epifania che da Joyce in poi consegna al lettore rivelazioni improvvise: due individui dello stesso sesso possono amarsi e rispettarsi come tutti gli altri, nei secoli dei secoli, Amen.

di Francesca Coppola

Orticoltura e al verde urbano con Legambiente

ROMA- Dal 2 al 4 ottobre torna la terza edizione di Orti in festa, la campagna di Legambiente dedicata all’orticoltura e al verde urbano, che coinvolge scuole, comuni, cittadini, organizzazioni e aziende locali. Coltivare un orto in città è funzionale a tanti obiettivi: la tutela del territorio e della biodiversità autoctona, la diffusione di azioni di volontariato ambientale, la di festa del suolo contro il degrado e il rischio idrogeologico, il miglioramento della qualità dell’aria contro l’inquinamento, la collaborazione e la coesione sociale. Un ricco programma di attività che venerdì 2 e sabato 3 ottobre vede protagoniste le scuole: in queste giornate realizzeranno orti scolastici riutilizzando materiali riciclati, dando spazio a piante tipiche locali. Sabato 3 e domenica 4 ottobre, invece, ad essere coinvolti saranno i cittadini e le istituzioni, con l’apertura al pubblico degli orti e dei giardini di Legambiente. Visite guidate, attività di laboratorio sull’agricoltura sostenibile e di autoproduzione domestica, visite ad aziende agricolte locali, azioni di guerrilla gardening per il recupero di aree abbandonate. Coltivare un orto urbano è una delle azioni fondamentali della Nuova Agricoltura, l’agricoltura che non inquina, che risana, che contribuisce alla mitigazione e alla lotta ai cambiamenti climatici, che si fa promotrice dell’adozione di stili di vita sostenibili. Nel periodo della campagna utilizza sui social l’ hashtag #ILMIOORTO ed invia i tuoi consigli sul come fare un orto in città, in casa, sul balcone, un orto creativo fatto con oggetti riutilizzati e riciclati. Per saperne di più www.legambiente.