FARINDOLA (PE) – “L’acqua della piscina era ancora calda, caldissima rispetto alla neve e al ghiaccio che erano tutt’intorno. E che avevano divorato ogni cosa”. Lorenzo Botti, caposquadra dei Vigili del fuoco di Roma, istruttore esperto nazionale di Unità cinofila, è tra i primi ad arrivare all’hotel Rigopiano, il resort a 4 stelle travolto da una valanga mercoledì dopo le forti scosse di terremoto che insieme alla tormenta hanno messo in ginocchio vaste aree montane di Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria già provate dal sisma.
Il 24 agosto ad Amatrice, il 30 ottobre a Norcia, adesso Farindola. A Rigopiano Lorenzo ci arriva dall’alto “con l’elicottero, perché i mezzi da un certo punto in poi non riuscivano più ad andare avanti e la turbina procedeva molto lentamente”.
Botti ci parla dal cellulare. La comunicazione si interrompe spesso. “Ora stiamo scendendo a Penne. I colleghi ci hanno dato il cambio e i soccorsi proseguiranno fino all’alba”. Redattore Sociale lo ha raggiunto nella notte. E’ di queste ore la notizia del ritrovamento di sei persone, ancora vive nel solaio del resort. Le operazioni di salvataggio proseguono alacremente. Riportiamo, di seguito, la testimonianza del vigile del fuoco, capace di illustrare al meglio le difficoltà delle operazioni e il clima che si respira nell’area in questione.
Che cosa hai visto appena arrivato all’hotel?
“Mi aspettavo di trovare qualcosa, invece non c’era più niente. Solo una parte della struttura era rimasta in piedi ma la neve aveva sfondato tutto. In questo punto dell’hotel le luci erano accese e le caldaie ancora in funzione. Tutt’intorno solo buio, neve e un silenzio impressionante. Avvicinandoci al resort, in un cono di circa 600 metri abbiamo trovato materassi, tovaglie, cialde di caffè. La violenza della valanga aveva spazzato via tutto quello che aveva trovato lungo il percorso. Il primo posto che abbiamo ispezionato è stato il piano terra, dove c’era la piscina, cercando di farci strada in quello che era diventato un muro di tronchi d’albero, detriti e macerie”.
I vostri cani sono fondamentali…
I cani hanno subito segnalato diversi punti e in uno di questi abbiamo trovato la prima persona. Altri punti non erano accessibili: ci troviamo tutt’ora in una situazione molto complessa perché la valanga è aperta, la grande quantità di neve che ha travolto l’hotel non si è stabilizzata e la stessa struttura è stata colpita pesantemente. C’è il fortissimo rischio di crolli.
Come vi siete mossi nella struttura?
Attraverso le testimonianze abbiamo cercato di ricostruire i movimenti delle persone all’interno del resort, orientando le ricerche nella parte dell’albergo in cui potevano essersi radunati. E nel frattempo abbiamo studiato i movimenti che la struttura aveva fatto dopo l’impatto con la valanga. I cani sono stati i primi ad entrare e sono stati bravissimi ma abbiamo avuto grossi problemi. Hanno dato indicazioni importanti su dove cercare ma con il freddo s’è creata una miscela di fango, ghiaccio e macerie, tutto compattato, che rende le ricerche estremamente difficili. E’ un problema muovere questo muro di materiali perché potrebbe franare tutto da un momento all’altro. Anche i cani hanno lavorato in condizioni estreme, dopo aver camminato tutta la notte in mezzo a una tormenta di neve e ghiaccio per raggiungere l’albergo”.
Prima dell’emergenza al Rigopiano, tante altre criticità causate dalla neve e dal terremoto. Che situazione avete trovato sull’Appennino?
Mercoledì siamo stati a Cittareale per alcuni crolli e le neve alta. Poi ci hanno mandato a Teramo e a Montereale. Il viaggio è stato infernale, attraversando l’Appennino abbiamo incontrato paesi completamente isolati. C’era un quantità impressionante di neve ed è stato veramente difficile, nonostante i nostri mezzi, arrivare dall’Aquila a Teramo. Avevamo numerose segnalazioni di persone rimaste isolate, soprattutto anziani, che non rispondevano al telefono da ore. Arrivati sul posto, nella maggior parte dei casi li abbiamo trovati che stavano bene. Anzi, alcuni si sono sorpresi nel vederci. ‘Siamo abituati alla neve – ci hanno detto -, stiamo bene’. Erano molto organizzati, evidentemente davvero abituati a fronteggiare situazioni simili. Erano impauriti per il terremoto ma fuori casa avevano due metri di neve e non potevano uscire. In qualche modo hanno scelto di affrontare il terremoto invece della neve. Il male minore, secondo loro.
Poi l’allerta per l’hotel di Farindola.
Ci hanno dirottati all’hotel Rigopiano verso le 17 di mercoledì, ma siamo riusciti a raggiungere la struttura solo molte ore dopo. La strada era impraticabile, il buio e le neve che continuava a scendere rendevano tutto più difficile. Arrivati alla strada che porta all’hotel abbiamo dovuto aspettare la turbina. Dietro di noi c’erano le macchine degli altri soccorritori e quelle dei familiari degli ospiti e dei dipendenti dell’hotel che volevano salire per soccorrere i propri cari. La situazione era molto critica anche perché continuava a nevicare senza sosta. Abbiamo montato le catene e ci siamo incolonnati ma la turbina procedeva molto lentamente. E’ andata avanti così per tutta la notte fino a che ci siamo imbottigliati negli ultimi tre chilometri. A quel punto una parte dei soccorritori ha proceduto con gli sci, mentre le nostre squadre sono state imbarcate dall’elicottero appena è riuscito a mettersi in volo.
NAPOLI – Il 26 gennaio 2017 alle 18.30 presso la sede di Napoli dell’Ordine Psicologi Campania si terrà l’evento di presentazione del libro “Maritè non morde” scritto da di Veronica Tranfaglia, farmacista, madre e appassionata di alimentazione e cosmetologia.
“Maritè non morde”, Alberti compagnia editoriale, è la storia autobiografica di una madre e della sua bambina con la Sindrome di Down, unite in una lotta quotidiana per la conquista di una vita serena. Ne discutiamo presso la sede di Napoli dell’Ordine degli Psicologi della Campania, nell’evento di presentazione del libro che fa parte della rassegna “Letture in Ordine”, il calendario di eventi letterari dedicato agli psicologi, agli studenti di Psicologia e a tutti gli appassionati di lettura.
A partire dalle 18.30 del 26 gennaio 2017 presso la sede di Napoli dell’Ordine Psicologi Campania, dopo i saluti della Presidente Antonella Bozzaotra, la Vicepresidente Lucia Sarno introduce e modera gli interventi di Caterina Arcidiacono, Professoressa di Psicologia di Comunità presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, Emilia Tarantino, Psicologa Psicoterapeuta esperta in Psicologia Ospedaliera, e Valentina Manna, Psicologa che ha realizzato il progetto Dear Sibling finanziato dal CNOP sulla Sindrome di Down.
BELLUNO – La Casa circondariale di Belluno ha la sua rivista. Si chiama “Sconfinamenti” ed è nata grazie a un progetto dell’associazione Jabar, che da due anni e mezzo tiene un corso di informatica in carcere, e al finanziamento del Csv di Belluno, che garantirà la pubblicazione di tre numeri da qui alla fine dell’anno. Il primo è uscito a dicembre come supplemento della ben più nota “Ristretti orizzonti”, rivista del carcere Due Palazzi di Padova.
All’interno è possibile leggere la presentazione del progetto Sconfinamenti da parte della presidente Elisa Corrà, la descrizione degli ambienti e dei servizi del carcere di Belluno, il racconto di vita e una poesia di Amarildo, albanese arrivato in Italia su una nave negli anni Novanta, la descrizione del progetto “Young2younger” con cui l’associazione partner Belluno-Donna sta portando un percorso di consapevolezza contro la violenza tra i giovani studenti, una riflessione sulla funzione rieducativa del carcere di Luca e Giuliano, un’altra sulla reiterazione del reato di Gianpaolo. Infine un flusso di coscienza in “5 righe”, due poesie e una striscia di vignette. L’impaginazione grafica è di Nicola De Bon, la direzione è di Ornella Favero. Altra associazione partner è “Blhyster”.
L’associazione Jabar è nata a maggio del 2014 per perseguire e tutelare i diritti delle persone socialmente svantaggiate. Da luglio di quell’anno opera all’interno della Casa circondariale di Baldenich, dove entra ogni sabato pomeriggio per tenere ai detenuti aderenti un corso di informatica strutturato su vari livelli di apprendimento. Proprio in seno al corso è nata la volontà di esprimersi e far sentire la propria voce anche all’esterno delle mura carcerarie.
Per chiederne una copia scrivere a: associazione.jabar@gmail.com
ROMA – Fino al 5 febbraio con un sms o una chiamata da rete fissa al 45526 è possibile sostenere Pronto Alzheimer, la linea telefonica della Federazione Alzheimer Italia che offre un servizio di orientamento, assistenza e sostegno ai familiari dei malati.
Solo nel 2016, si contano 4.961 richieste di aiuto giunte a Pronto Alzheimer. E nel complesso dei 23 anni di vita della linea telefonica, le chiamate arrivate da tutta Italia e a cui è stata data una risposta, un consiglio, un’indicazione sono oltre 145.000. Diventato ormai un punto di riferimento nazionale sia per i familiari dei malati sia per le figure professionali che si occupano della malattia, il servizio risponde al numero 02-809767, a cui è possibile richiedere informazioni sulla malattia di Alzheimer e consigli di terapia occupazionale per facilitare l’assistenza e la gestione del malato in ogni momento della vita quotidiana; aiuto psicologico, consulenze legali, previdenziali e sociali; indicazioni sulle strutture sanitarie e sociali presenti sul territorio e invio di materiale illustrativo e informativo.
La linea è attiva dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 (negli altri orari e durante il fine settimana risponde una segreteria telefonica) ed è gestita da una struttura dedicata composta da 2 persone affiancate da volontari.
“Noi della Federazione Alzheimer Italia operiamo da sempre mettendo al primo posto la dignità e la qualità di vita della persona malata e dei suoi familiari – commenta Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia – Per questo sono fondamentali servizi come Pronto Alzheimer, che rispondono a necessità non solo mediche, ma anche di relazione, solidarietà e inclusione, facendo sentire i familiari meno soli”.
L’Alzheimer è la più comune causa di demenza: ne rappresenta infatti il 60% dei casi.
In Italia si stima che siano 1.242.000 le persone con demenza, destinate a diventare 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050: si tratta quindi di una malattia in continuo, costante e preoccupante aumento. L’ultimo Rapporto Mondiale Alzheimer, datato settembre 2016, mette in risalto l’importanza di un’assistenza particolarmente attenta alla qualità di vita delle persone con demenza e di chi se ne prende cura. La Federazione Alzheimer risponde a questa esigenza fin dal 1993 mettendo a disposizione di familiari e malati servizi come Pronto Alzheimer.
«Ho provato a mandare il mio spot all’Adidas, ma non mi hanno risposto», è questo quello che il giovane studente di cinema di 26 anni tedesco alla Filmakademie Baden-Württemberg, Eugen Merher, ha raccontato all’Huffinton Post americano. Ed è facile che nella casa delle tre strisce abbiano commesso un errore, anche sorprendente, visto invece i consensi che sta riscuotendo in rete questo bel cortometraggio che mostra la voglia di riscatto di un anziano maratoneta all’interno di una casa di riposo. Ve lo riproponiamo
NAPOLI- Si chiama “Unioni civili e convivenze di fatto: come cambia il volto dei servizi demografici” la giornata di studio rivolta agli operatori dei servizi demografici che si terrà martedì 24 gennaio ad Ottaviano, nei locali del Palazzo Mediceo, a partire dalle 9. L’evento è organizzato da Anusca (Associazione Nazionale degli Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe) con il patrocinio del Comune di Ottaviano. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Luca Capasso e del vicesindaco Virginia Nappo, assessore con delega ai servizi demografici, ci sarà l’intervento di Lorella Capezzali, esperta Anusca, che affronterà alcuni aspetti importanti della nuova legge sulle unioni civili. Dopo la seduta del comitato provinciale Anusca, che dovrà rinnovare le sue cariche, e la pausa pranzo, con un light buffet offerto dall’amministrazione comunale di Ottaviano, il seminario riprenderà alle 14. Alle 17 è, infine, previsto il dibattito sugli argomenti trattati.