08 Feb, 2017 | Comunicare il sociale
NAPOLI- «Nel tempo di Papa Bergoglio, forse i cattolici non hanno preso fino in fondo coscienza dell’ampiezza della sfida che proviene loro dalla post modernità. E rischiano di non avvertire che, nell’orizzonte seppur secolarizzato, la comunità cristiana è chiamata a operare e inserirsi». Vuole essere una riflessione culturale e una ‘provocazione’, rispetto al ruolo dei credenti nella nuova questione meridionale, l’ultimo libro di Massimo Milone, “Dal Sud per l’Italia. La Chiesa di Papa Francesco, i cattolici, la società” (Guidaeditori), con interviste al Cardinale Crescenzio Sepe e al presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Nel saggio, che raccoglie in appendice i documenti della Chiesa italiana sul Mezzogiorno, il direttore di Rai Vaticano si avvale dei contributi di personalità illustri del mondo dell’associazionismo, dell’imprenditoria, della cultura, della finanza: Giancarlo Abete, presidente dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, Giuseppe Acocella, docente di Filosofia del Diritto all’Università “Federico II”, Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud, Roberto Cogliandro, presidente dell’Associazione Italiana Notai Cattolici, Michele Cutolo, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori e Daniele Marrama, presidente della Fondazione Banco di Napoli. E con loro – come ha spiegato durante la presentazione del volume, nel Palazzo Arcivescovile di Napoli – il giornalista si chiede se è ancora possibile, ai giorni nostri, «invocare uno sforzo di ricostruzione generale del Paese che sappia parlare il linguaggio della moralità, dell’etica, del bene comune».
Politica come servizio – Per Milone «parlare di questione meridionale oggi significa guardare a quello che accade nel mondo, che ha dei riverberi e si ribalta sulla questione italiana e sul divario tra le due Italie. La fuga dei cervelli, la mobilità e la coesione sociale, il lavoro che manca e il lavoro sommerso, l’accoglienza e l’integrazione dell’ondata di immigrati, le periferie, il localismo e la globalizzazione sono tutte questioni che interpellano la società meridionale, ma devono interpellare innanzitutto i credenti, perché è legittimo interrogarsi da credenti su cosa sia possibile fare oggi per il Paese, davanti a una politica incapace di una visione strategica rispetto alla complessità di una crisi che è economica, ma anche sociale e morale». In questo scenario la «Chiesa istituzionale fa la sua parte, nel contesto di una Chiesa profetica e missionaria che è quella di Papa Francesco». E i cattolici non possono rimanere «assenti, pessimisti o timidi. Penso ad esempio al servizio della politica come alta forma di carità che impone il farsi presenti, forse in modo nuovo, come punta avanzata di un possibile cambiamento».
Cento vescovi per discutere di giovani e lavoro – Il saggio accompagna idealmente il convegno “Chiesa e Lavoro”, in programma l’8 e il 9 febbraio alla Stazione Marittima, promosso dall’Arcidiocesi napoletana. Un’iniziativa che vedrà la partecipazione di oltre cento vescovi provenienti dalle regioni del Meridione e di rappresentanti delle istituzioni, dell’imprenditoria e dei sindacati, per dare risposte concrete al dramma dell’occupazione giovanile nel Sud Italia. «Il libro è in sintonia con il percorso di lavoro che il Cardinale ha definito – ha aggiunto Carlo Borgomeo –. Penso che questa sia una grande iniziativa di denuncia. Il dibattito politico e istituzionale è permanentemente lontano da questioni che interessano la vita di tanta gente. La Chiesa del Mezzogiorno rimette al centro con forza e autorevolezza il tema del lavoro nel Sud». «Il convegno non ha la finalità di piangere sui propri mali, vuole essere un momento propositivo – ha sottolineato il Card. Sepe –. Di fronte a una persona, a una comunità che vive un disagio la Chiesa non può chiudere gli occhi. I giovani stanno vivendo una stagione nella quale, di fatto, sembra che la loro generazione non esista. Noi abbiamo immaginato di dare un segno di speranza, offrendo possibilità reali».
di Paola Ciaramella
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03 Feb, 2017 | Comunicare il sociale
SALERNO – Lunedì 6 febbraio 2017, alle ore 12.00, nell’Aula Gemellaggi di Palazzo di Città, a Cava de’ Tirreni, sarà presentata la Campagna di Sensibilizzazione contro le Malattie Sessualmente Trasmissibili. Iniziativa promossa dal Forum dei Giovani con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche Giovanili, dell’Amministrazioni Servalli.
Interverranno:
– L’Assessore alle Politiche Giovanili, Paola Maschillo;
– Il Presidente della Commissione Consiliare Sanità e Servizi Sociali, Paola Landi;
– Il Presidente del Forum dei Giovani, Benito Ventre.
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03 Feb, 2017 | Comunicare il sociale
NAPOLI – L’occhio vigile del Comune di Cardito questa volta punta ai giovani. Ne è testimonianza il recente progetto GenerAzioni Sane, promosso dall’associazione “Nuova Solidarietà” di Cardito: partirà il 7 febbraio e vedrà impegnati 27 giovani selezionati a seguito di un bando indetto dal Ministero della Solidarietà Sociale.
L’iniziativa punta a promuovere il benessere dei cittadini attraverso l’informazione e la sensibilizzazione ad una corretta alimentazione e all’esercizio dell’attività fisica. I ragazzi NEET (Not (engaged) in Education, Employment or Training), ovvero coloro che sono stati scelti per partecipare al progetto, hanno un’età compresa tra i 18 e i 29 anni e fanno parte dei giovani residenti a Cardito o nei paesi limitrofi, in possesso di una licenza media e che versano in un’attuale situazione di inoccupazione o disoccupazione.
Al termine del percorso di formazione gli stessi riceveranno un attestato, che servirà loro per testimoniare l’impegno profuso nell’iniziativa ed a rafforzare la loro formazione curriculare. Il corso viene diviso in 60 ore, comprendenti dapprima un percorso formativo che si svolgerà nella Sala Convegni del Palazzo Mastrilli, per fornire teoricamente le regole basilari di una corretta alimentazione e dell’importanza di una sana pratica sportiva quotidiana. Dopodiché proseguirà nei mesi di Aprile e Maggio presso il Parco Taglia di Cardito con attività pratiche sul territorio, offerte gratuitamente ai partecipanti.
Un’occasione per proporre nuove opportunità di coinvolgimento, apprendimento e prospettive lavorative nei confronti dei giovani e per animare la Villa Comunale di Cardito, attraverso la partecipazione anche di anziani e famiglie alle attività caratterizzanti il progetto. Il percorso formativo è stato realizzato grazie al progetto Gas (Genera Azioni Sane) promosso dall’Associazione Nuova Solidarietà (presieduta da Giovanni Varracchio), dal Comune di Cardito e dall’Associazione Pro Ability ed è stato finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’Ambito della legge quadro sul volontariato 266/91. L’iniziativa nasce da una precisa volontà dell’amministrazione Cirillo ed in particolare dell’assessore al ramo, Raffaella Dolente, di aiutare i giovani nella crescita personale attraverso azioni mirate ad un sano sviluppo psicofisico e alla valorizzazione del territorio per evitare un loro allontanamento.
Sovente i ragazzi risultano sfiduciati dalle istituzioni locali e tendono a cercare di trovare nuove opportunità lavorative fuori dal contesto in cui vivono. Compito dell’ente Comune, in questo contesto, è quello di evitare distacchi o perdite delle giovani generazioni e favorirne l’inserimento nel tessuto socio-occupazionale dei nostri territori. Inoltre, l’Associazione Nuova Solidarietà si è recentemente impegnata in una simile iniziativa a favore degli anziani gestendo, insieme al Comune di Cardito, un Centro Sociale Diurno Anziani presso l’Istituto Comprensivo Statale “M. Polo” di via Pietro Donadio di Cardito. Gli obiettivi sono stati gli stessi che hanno spinto ad intervenire per i giovani: impegnare gli anziani in attività di carattere culturale, sociale e ricreativo.
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03 Feb, 2017 | Comunicare il sociale
ROMA – Le nuove pratiche di polizia e rimpatrio avviate dal governo italiano potrebbero dare vita ad una serie di violazione dei diritti umani. Lo segnala Amnesty International, che ha appreso dell’esistenza di un telegramma, datato 26 gennaio 2017, diramato dal Ministero dell’Interno alle questure di Roma, Brindisi, Caltanissetta e Torino in cui si richiede alle autorità competenti di liberare posti nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) delle rispettive città per la detenzione di 50 donne e 45 uomini di nazionalità nigeriana, anche attraverso il rilascio di cittadini di altre nazionalità se necessario. Nel telegramma, inoltre, si fa riferimento alla necessità di “procedere al rintraccio di migranti nigeriani in posizione irregolare ai fini di eseguirne il rimpatrio”. Secondo Amnesty, la richiesta di rintracciare e detenere migranti irregolari di una specifica nazionalità fa ipotizzare che verranno o siano già state poste in essere attività di polizia discriminatorie, in violazione di numerosi trattati internazionali.
ISOLAMENTO – “Nell’esperienza di Amnesty International simili pratiche portano alla stigmatizzazione ed isolamento di interi gruppi etnici o religiosi”, spiegano in una nota i responsabili dell’associazione, che aggiungono: “È elevato il rischio che le attività richieste nel telegramma sfocino in un’espulsione collettiva, senza tenere conto delle circostanze individuali dei migranti. Le espulsioni collettive sono vietate dal diritto internazionale. Grave è anche il rischio che venga violato il divieto di refoulement, ovvero di espellere una persona verso un paese in cui potrebbe essere esposta a violazioni ed abusi. Il divieto di refoulement tutela ogni straniero indipendentemente dal fatto che sia regolarmente presente sul territorio o che abbia fatto o meno domanda di asilo”.
NIGERIANI – Sorprende, poi, il suggerimento a rilasciare dai Cie, ove necessario, cittadini di altra nazionalità per far posto a migranti nigeriani: una circostanza che fa supporre che la detenzione dei primi non fosse assolutamente necessaria e possa essere stata arbitraria. Amnesty International sottolinea che “il diritto alla libertà personale può essere limitato solo in ultima istanza dopo avere considerato misure alternative meno coercitive”. Inoltre, si legge sempre nella nota “la detenzione non può essere adottata come regola per un’intera categoria di persone senza riguardo alle circostanze individuali, come invece sembra fare il telegramma, in violazione del diritto alla libertà e sicurezza personali”.
APPELLO AL MINISTRO – Amnesty International chiede che il Ministro Minniti riconsideri con urgenza le direttive impartite con questo telegramma e assicuri che qualunque attività tesa al ritorno di migranti in posizione irregolare sia fatta nel rispetto degli obblighi di diritto internazionale per evitare discriminazioni, espulsioni collettive e soprattutto di riconsegnare persone bisognose di protezione a situazioni di grave rischio per la loro sicurezza.
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03 Feb, 2017 | Comunicare il sociale
Dopo l’area Napoli Nord, anche a Somma Vesuviana nasce uno sportello per il volontariato, destinato a tutta l’area vesuviana. È stata, infatti, siglata la convenzione tra il Csv Napoli (Centro di Servizio per il Volontariato) e il Comune per l’apertura di uno sportello territoriale. A firmarla, nella giornata di ieri, sono stati il presidente del Csv Napoli, Nicola Caprio e il sindaco facente funzioni Clelia D’Avino, alla presenza dell’assessore alla formazione Simona Cerbone e della referente per la promozione del Csv Napoli Eleni Katsarou.

Una volta a settimana, un operatore del Csv Napoli sarà al lavoro in locali di proprietà del Comune, in piazza Vittorio Emanuele III, accanto al palazzo municipale, e sarà a disposizione dei volontari e delle associazioni di tutta l’area vesuviana.
L’apertura dello sportello territoriale a Somma Vesuviana segue quello di Caivano, riguardante l’area a nord di Napoli. L’obiettivo è stato raggiunto grazie all’impegno, portato avanti nel tempo, del sindaco Pasquale Piccolo e del consigliere comunale di Progetto Somma Lello D’Avino, che insieme all’assessore Cerbone hanno concertato l’apertura dello sportello col Csv Napoli.
Spiega l’assessore Simona Cerbone: “Lo sportello Csv di Somma Vesuviana rappresenta una grande opportunità di crescita per la cittadinanza attiva dell’Ambito N22 e per l’area vesuviana. Un luogo di animazione territoriale per la diffusione della cultura della solidarietà, la promozione di nuove iniziative di volontariato ed il rafforzamento delle organizzazioni e delle associazioni esistenti. Ringrazio il presidente Csv Napoli, Nicola Caprio, per l’impegno e l’entusiasmo che ha investito in questo progetto nella nostra città, da oggi punto di riferimento per l’area vesuviana”.

Aggiunge, invece, il presidente del Csv Napoli Nicola Caprio: “Con l’apertura dello sportello Csv a Somma prosegue il nostro lavoro per dare più voce e più servizi all’intero territorio della provincia di Napoli. E’ importante che il volontariato ed il terzo settore diventino una priorità per gli enti pubblici: in questo senso, abbiamo apprezzato la disponibilità del Comune di Somma Vesuviana e di tutti quegli amministratori che scelgono di dialogare con noi per far crescere la cultura del volontariato e dell’associazionismo”
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01 Feb, 2017 | Comunicare il sociale
ROMA- Torna la Giornata di Raccolta del Farmaco, che quest’anno si terrà in tutta Italia sabato 11 febbraio. Giunta alla 17ima edizione, l’iniziativa coinvolgerà oltre 3.600 farmacie che aderiscono all’iniziativa e ne espongono la locandina. Sarà possibile acquistare uno o più medicinali da banco da donare ai meno abbienti, assistiti dai volontari di Banco Farmaceutico (anche quest’anno sono più di 14.000). I farmaci acquistati saranno consegnati direttamente agli oltre 1.600 enti convenzionati con la Fondazione Banco Farmaceutico onlus. Nella passata edizione sono stati raccolti in tutto il Paese 353.851 farmaci, per un controvalore commerciale pari a circa 2 milioni di euro. Ne hanno beneficiato oltre 557.000 persone assistite dagli enti convenzionati.
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