Partita del sole, con lo sport un’opportunità di raccolta fondi per le OdV

NAPOLI- Il prossimo  30 maggio,  a partire dalle ore 9.00 si terrà allo Stadio S. Paolo di Napoli un grande evento di calcio  e solidarietà .  “La partita del sole”, questo il nome della manifestazione,  sarà dedicata alla valorizzazione dello Sport come strumento per costruire integrazione e promuovere i valori della solidarietà e della legalità. Parteciperanno all’evento personaggi dello spettacolo napoletani e romani, magistrati di Napoli e di altre città italiane, calciatori in attività ed ex calciatori delle Società Calcio Napoli, Roma e Lazio. Prima dell’inizio del triangolare previsto per le ore 11.00 il pubblico potrà assistere all’esibizione di cantanti e a uno spettacolo di intrattenimento con artisti vari. Le associazioni di volontariato e le Onlus di Napoli e provincia sono invitate a promuovere la partecipazione alla “Partita del Sole” per supportare il messaggio dell’evento che incoraggia un tifo sano valorizzando il calcio e lo stadio come strumenti e luoghi di aggregazione sociale. Lo stadio deve tornare ad essere un luogo dove giovani e famiglie possono recuperare il piacere di stare insieme e condividere una passione.

L’evento rappresenta per le associazioni anche un’opportunità di fare raccolta fondi per le proprie attività di solidarietà e di advocacy. L’intero incasso della manifestazione sarà, infatti, devoluto in beneficenza. Le associazioni che vogliono realizzare una piccola attività di fundraising a supporto di progetti che hanno attivi o intendono attivare sul territorio, possono descrivere l’azione specifica che intendono mettere in campo all’Associazione Calciatori-Attori Italiani Onlus e contestualmente chiedere uno o più carnet di biglietti in conto vendita (cercando di limitare la prima richiesta in modo da non avere eccessivi resi). A seguito della richiesta, da effettuare attraverso il form che segue, saranno contattate dagli organizzatori per le informazioni relative alle modalità di ritiro dei biglietti. Alle associazioni che si occuperanno della vendita dei biglietti l’intero ricavato verrà restituito dopo 30 giorni circa dall’evento. Il costo dei biglietti per curve e i distinti è di 2,50 €, mentre per la tribuna è di 5,00 €.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Calciatori-Attori Italiani Onlus con la collaborazione della Rappresentativa Italiana Magistrati, e si svolgerà allo Stadio San Paolo coinvolgendo, anche attraverso il Provveditorato agli Studi, il Comune di Napoli ed il CSV Napoli (Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli e provincia), le scuole di Napoli e provincia nonché le associazioni di volontariato che si occupano di infanzia, legalità e tutela dei diritti. Questa iniziativa itinerante che prende il via da Napoli ha una grande valenza didattica, oltre che solidaristica, perché intende promuovere lo sport con una particolare attenzione al rispetto delle regole di tolleranza e di convivenza sociale. Per maggiori informazioni sulla “Partita del Sole” è possibile scrivere all’indirizzo e-mail info@lapartitadelsole.it oppure contattare il referente della Onlus “Associazione Calciatori-Attori Italiani”, Dott. Livio Lotti al 335 6119838.

Per richiedere i biglietti basta compilare il FORM ONLINE

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A contatto con la natura per favorire la socializzazione e l’integrazione

SALERNO-  A Capaccio, domenica all’aperto in una fattoria didattica per i ragazzi diversamente abili della Cooperativa sociale “Mare Luna” di Vallo della Lucania (SA). «Questa giornata a contatto con la natura rappresenta una delle tante iniziative che organizziamo durante tutto l’anno. Così facendo cerchiamo di favorire la socializzazione e l’integrazione sociale dei ragazzi con disturbi correlati a disabilità relazionali e cognitive», ha spiegato Antonella Amorelli, assistente sociale referente della cooperativa “Mare Luna”. In particolare, i ragazzi sono stati coinvolti in una serie di attività educative e ludiche. È stato spiegato loro come si coltiva un orto, mostrandogli i diversi semi e come questi vengono piantati nel terreno. Hanno potuto vedere come vivono e cosa mangiano le capre, le mucche, le pecore, le galline e i tacchini della fattoria. Inoltre, seguendo la via del latte delle capre e delle mucche – attraverso un laboratorio didattico in cui è stata mostrata l’estrazione della cagliata, la messa in stampo e rivoltamento dei formaggi –, hanno imparato come si arriva alla sua trasformazione in formaggi e ricotta.

Infine, dopo una degustazione dei prodotti caseari e delle verdure dell’orto della fattoria, i ragazzi della cooperativa sociale “Mare Luna”, presieduta da Luigi Ruggiero –  insieme ad alcuni dei bimbi del Piccolo Coro di Voci Bianche “Letitia Vox” di Agropoli (diretto da Nunzia Iermano e Paola Tozzi) –, si sono esibiti in alcuni canti preparati durante gli incontri settimanali nel centro diurno presso il Parco della musica a Vallo della Lucania. A dimostrazione di come il linguaggio universale della musica sia in grado di abbattere le barriere fisiche e mentali, integrando socialmente e regalando sorrisi e gioia a chi, ogni giorno, deve affrontare tante difficoltà e pregiudizi.

La Cooperativa sociale “Mare Luna”- Si occupa di persone con abilità diverse proponendo loro attività abilitative, ricreative ed integrazione e socializzazione. Dal 15 aprile 2015 è attivo il centro diurno “Gli Amici di Aida” presso il parco della musica in Vallo della Lucania, dove si svolgono laboratori di creatività. La cooperativa si avvale di: un servizio navetta, figure professionali esterne alla cooperativa, presenza di volontari, figure professionali interne come: assistente sociale, psicologo, educatori e sociologi, volontari e tirocinanti.

di Rosy Merola

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Reati ambientali, giornata di studio ricordando Federico Bisceglia

NAPOLI.  Una giornata di studio sui reati ambientali, partendo dall’esempio del magistrato autore di numerose inchieste sulla “Terra dei fuochi” morto due anni fa in un tragico incidente stradale. L’iniziativa, promossa dall’Università degli studi di Napoli Parthenope e dal consorzio nazionale dei rifiuti dei beni a base di polietilene Polieco, si svolgerà giovedì 23 marzo dalle 9.30 alle 17.30 a Napoli presso Palazzo Pacanowsky. “La nuova tutela  penale dell’ambiente tra prevenzione, accertamento e oneri risarcitori- ripristinatori”: questo il nome della giornata, che sarà suddivisa in una prima sessione dal titolo “Dal disastro “innominato” all’inquinamento e disastro ambientale” e in una seconda dal titolo “Reati ambientali e problematiche processuali”.

Ad aprire i lavori saranno i saluti del rettore e del coordinatore del corso di studi in Giurisprudenza della Parthenope, Alberto Carotenuto e Marco Esposito, il presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Napoli Armando Rossi, il vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice e il direttore del Polieco Claudia Salvestrini.

La prima sessione, coordinata dal docente della Parthenope Alberto De Vita, vedrà le relazioni di Domenico Airoma, procuratore aggiunto del Tribunale Napoli nord; Mauro Catenacci, docente dell’ università Roma Tre; Alessandro Milita, sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere; Raffaele Piccirillo, direttore Ufficio affari penali del Ministero della giustizia; Antonio Marfella, oncologo dell’associazione Isde- Medici per l’ambiente; Sergio Costa, comandante regionale Carabinieri forestale della Campania.

La seconda sessione, coordinata dalla docente della Pathenope Carla Pansini, vedrà la partecipazione di Michele Scudiero, emerito di diritto costituzionale della Federico II; Donatella Curtotti, docente dell’università di Foggia; Elisabetta Rossi, consigliere di Corte della Cassazione; Giuseppe Visone, sostituto procuratore Tribunale di Napoli; Bruno Botti, foro di Napoli; Nicola Chinappi, foro di Roma.

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“Fuori Tratta”, l’impegno di Dedalus per le ragazze nigeriane vittime di sfruttamento sessuale

NAPOLI – Alcune di loro sono a Napoli da anni e non sanno neppure che qui c’è il mare. Sono giovanissime, spesso hanno appena quindici o sedici anni: arrivano nel nostro Paese con debiti enormi da restituire ai trafficanti – che oscillano tra 35mila e 60mila euro – e vengono buttate in strada, ridotte ad un corpo da mettere in vendita. Il dramma delle ragazze nigeriane vittime della tratta ai fini dello sfruttamento sessuale sta assumendo dimensioni impensabili fino a pochi mesi fa: nel 2016, secondo l’Associazione Internazionale per le Migrazioni, ne sono entrate in Italia oltre 10mila, mischiate ai flussi dei richiedenti asilo che fuggono da povertà e guerre. Da anni la cooperativa sociale Dedalus è capofila del progetto “Fuori Tratta” – finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità – e opera per arginare questa schiavitù dei nostri giorni, che colpisce non soltanto le donne costrette a prostituirsi, ma anche quanti vengono sfruttati per accattonaggio forzoso, lavoro para-schiavistico, attività illegali. Un percorso costellato di successi e difficoltà, di cui si è parlato il 20 marzo durante il seminario “Squarci… di futuro”, alle Officine Gomitoli di Piazza Enrico De Nicola, una delle sedi operative della cooperativa.

Dalla strada alla costruzione dell’autonomia – Il primo contatto parte dalla strada, come raccontano le due mediatrici culturali di Dedalus, Blessing Orowe, nigeriana, e Carmen Farauanu, di origine rumena, che hanno un ruolo delicatissimo e fondamentale: «Andiamo in strada – dice Carmen – innanzitutto per fare prevenzione sanitaria. Poi per dare alle ragazze informazioni di vario tipo: in molte non conoscono la lingua, il territorio, i servizi». «Quando scendo dal camper mi siedo proprio vicino a loro, nel posto dove lavorano, per non sentirmi diversa – aggiunge Blessing –. Diamo il nostro numero di telefono, offriamo caffè o the, facciamo complimenti. Quando le portiamo a fare le visite cominciano ad avere fiducia in noi e a raccontare la propria storia». Le tappe successive sono l’accoglienza e l’accompagnamento verso la costruzione dell’autonomia, attraverso il rafforzamento delle competenze necessarie per trovare un lavoro e l’assistenza legale per ottenere il permesso di soggiorno o lo status di protezione internazionale.

Una situazione di emergenza – «Fuori Tratta non si occupa soltanto dello sfruttamento a fini sessuali e non solo dello sfruttamento a fini sessuali che riguarda le donne nigeriane. Se però oggi abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione su questo tema è perché ne sentiamo proprio l’urgenza – spiega Enrica Di Nanni, coordinatrice del progetto –. Da settembre scorso abbiamo fatto circa 120 colloqui con donne e ragazze nigeriane e più di 50 accompagnamenti sociosanitari. Al momento seguiamo una settantina di donne e ragazze, di cui 30 sono accolte direttamente nelle strutture che fanno capo al progetto, le altre in strutture che fanno riferimento al sistema della protezione internazionale, nei centri Sprar o Cas». Attualmente la situazione che gli operatori stanno affrontando è di vera e propria emergenza: «Qui si presentano ragazze con la valigia che ci chiedono accoglienza e i posti che noi abbiamo a disposizione sono occupati. In molte sono incinte e l’accoglienza per loro non può esaurirsi in poco tempo». Nella casa rifugio di Dedalus per le vittime di tratta attualmente «abbiamo quattro donne, di cui tre in articolo 18 e una con richiesta di asilo – sottolinea la responsabile dell’area accoglienza della cooperativa, Tania Castellaccio –, e tutte sono in stato avanzato di gravidanza. Ciò fa sì che i tempi dell’accoglienza non siano coerenti con i loro bisogni, perché quando una donna arriva al settimo mese senza un documento le questioni da affrontare sono tantissime», a cominciare dall’accesso al sistema sanitario, fino al «problema di coloro che devono partorire e non hanno ancora un documento di riconoscimento. È un lavoro che non può essere assolutamente fatto in quattro o sei mesi».

Necessaria la sensibilizzazione a tutti i livelli – Secondo Roberta Gaeta, assessore al Welfare del Comune di Napoli, contro la schiavitù della tratta «il sistema di alleanze è fondamentale» e sono necessarie «azioni di contrasto e di sensibilizzazione a tutti i livelli. C’è una parte su cui vorrei che ci impegnassimo insieme che è la parte dei clienti, di quel mercato che evidentemente produce una domanda». E poi bisogna evitare «la separazione netta, la condanna, il giudizio, il sentirsi salvi perché si è distanti. L’esperienza che stamattina abbiamo condiviso va condivisa in maniera molto più ampia» perché si capisca che questa realtà fa parte della nostra società.

di Paola Ciaramella

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L’INCHIESTA – QUINTA PARTE Poca trasparenza, troppa burocrazia: così la querelle trapianti si ingarbuglia ancora di più

NAPOLI – In seguito all’audit dell’Azienda Ospedaliera Monaldi da parte del Centro Nazionale Trapianti l’attività trapiantologica viene bloccata e l’Azienda ospedaliera comunica in un articolo di aver già adottato al 6 dicembre 2016 un nuovo modello organizzativo funzionale all’assistenza di prassi, ma agli occhi della Federconsumatori e del Comitato Genitori questa risposta appare paradossale.

“Per oltre un anno abbiamo denunciato che il problema principale è l’inadeguatezza dell’accoglienza pre e post trapianto perché è in quelle fasi che sono morti i bambini – spiega Dafne Palmieri, portavoce del Comitato Genitori -. Se l’audit ha messo in luce la cattiva organizzazione del servizio, perché sospendere i trapianti e affermare al contempo che si può assicurare l’assistenza ai bambini? Il punto non è andare ad operarsi in un’altra regione, ciò che ci preoccupa è che se un nostro figlio sta male non riceva pronta e adeguata assistenza. Se il responsabile del team multidisciplinare, il case manager non c’è in ospedale a chi ci si rivolge in caso di emergenza se non esiste una procedura chiara e non ci sono più i medici esperti di cui ci fidavamo?”
Dopo l’audit tutti i bambini in lista d’attesa per il trapianto al Monaldi vengono cancellati e costretti ad iscriversi in altre regioni.
Tra gli eliminati dalla lista c’è Angelo, mandato a Bergamo benché fosse stato inserito per 4 anni in lista. E poi Sofia, che invece è rimasta ricoverata 3 mesi in cardiologia senza che sia stata mai inserita in lista trapianti. E Martina di 16 anni ,che è nata con una malformazione congenita e sospesa dalla lista a Napoli perché ritenuta in buone condizioni. “Ci siamo sempre trovati benissimo al Monaldi – spiega Umberto, papà di Martina-, avevamo come punto di riferimento dei medici esperti per qualsiasi problema, poi all’improvviso hanno cancellato Martina dalla lista d’attesa. Così l’abbiamo iscritta a Bergamo nonostante non poteva essere sospesa perché ha una difficoltà del cuore del 30%. Il punto è però che temiamo per la sua salute in caso di emergenze: se Martina ha una crisi e non c’è il medico capace di usare la macchina adatta mia figlia, visto che è stato trasferito in un altro reparto, mia figlia muore come sono morti altri bambini”.

“Una questione per la quale chiediamo fin dall’inizio risposte- sottolinea l’avvocato Carlo Spirito, responsabile dello sportello salute di Federconsumatori Campania – è secondo quali criteri e chi selezionava i bambini da mettere in lista. Le testimonianze dei genitori inducono a pensare che in alcuni casi la tardiva immissione in lista abbia giocato un ruolo rilevante sul destino dei loro figli.
L’organo competente per la trapiantologia in Campania era il CRT (Centro Regionale Trapianti) che è stato soppiantato dal DIT (Dipartimento Interaziendale Trapianti) che ha sede presso l’A.O. Cardarelli, istituito dal governatore Caldoro per “razionalizzare” il CRT con delibera DCA 30 del 2013 cui fa seguito il decreto n. 103 del 2013 che sottrae le funzioni al CRT, delibere che però non abbiamo trovato pubblicate sul Burc. Ad oggi il DIT è l’unica struttura d’Italia che svolge le funzioni dell’organo di legge (nelle altre regioni sono rimasti in essere i CRT). Mancando un regolamento pubblicato rimane difficile capire ruolo, funzioni e poteri del DIT le cui funzioni, come capiamo indirettamente leggendo una delibera della Asl Na2 del 2016: “operatività e funzionalità del Sistema Regionale Trapianti nelle more della definitiva attuazione del DIT sono supportate dal Centro Nazionale Trapianti”. C’è quindi un vuoto gestionale riempito dal Centro Nazionale Trapianti e, in mancanza di pubblicazione di liste d’attesa e di una carta dei servizi, la gestione dell’attività trapiantologica non è trasparente. Vorremmo che la Campania recuperasse la sua piena autonomia gestionale”.

A sostegno della questione sollevata dell’avvocato Spirito riportiamo degli stralci della dichiarazione di Claudio Napoli (A.O. Universitaria della Sun, servizio di immunologia clinica immunoematologia, medicina trasfusionale ed immunologia dei trapianti) coordinatore del CNT dal 2011 all’istituzione del DIT nel resoconto della 11 seduta di audizione della V commissione consiliare del 22/10/2015 che ebbe come argomento “La rete trapiantologica nella Regione Campania”: “Nel 2012 abbiamo trapiantato complessivamente 27 cuori e siamo diventati in quell’anno il primo centro trapianti di cuore d’Italia, ne abbiamo trapiantati ben 3 più del Niguarda che è un rispettabilissimo centro di trapianti di cuore del nord Italia. Che cosa è successo nel 2013? (…) I donatori totali di organi sono scesi da 60 a 51 e soprattutto nel secondo semestre, cioè da quando è stato istituito questo Dipartimento Interaziendale dei Trapianti, i dati sono stati particolarmente deludenti rispetto al semestre precedente (…). In questi anni 2013-2014 non sono state prese iniziative di campagne, di convegni sensibilizzatori sulla materia della donazione degli organi, che di fatto la condizione del Centro Nazionale Trapianti di essere il Coordinatore nazionale di quest’attività, ma di essere anche, di fatto, il gestore di quest’esperienza del Dipartimento Interaziendale di Trapianti ci colloca in una posizione di essere i controllori e i controllati nella stessa persona e ci mette anche nella condizione di non sapere per quale motivo non poter essere autosufficienti in una materia nella quale dovremmo essere autosufficienti, anzi, dovremmo cercare di crescere”.
Intanto il 9 febbraio 2017 l’Autorità Nazionale Anticorruzione su sollecito di Federconsumatori riscontra gravi omissioni degli obblighi di trasparenza da parte dell’Azienda Specialistica dei Colli di Napoli e richiede all’A.O. dei Colli l’adeguamento del sito internet istituzionale con particolare riferimento alla pubblicazione delle liste d’attesa e della carta dei servizi specifica per il centro trapiantologico.

di Alessandra Del Giudice

LEGGI L’INCHIESTA

Prima parte: L’ASSISTENZA AI TRAPIANTI PEDIATRICI SI È FERMATA A NAPOLI

Seconda parte: OTTO ANGELI IN DUE ANNI

Terza parte: LA STORIA DI IRENE

Quarta parte “IL DIRITTO AD UN’ASSISTENZA DI QUALITA’”

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Bullismo: ecco la scuola che forma studenti anti violenza

NAPOLI – “Il bullo per essere tale ha bisogno del consenso. Se ai ragazzi insegniamo che non bisogna assecondare tale fenomeno, il bullismo viene di fatto arginato”. A dirlo è Giuseppe Pezza, preside dell’istituto tecnico “Galvani” di Giugliano (che si trova a pochi chilometri da Mugnano dove venerdì sera un 13enne è stato picchiato per strada da tre suoi coetanei) che da oltre un anno ha avviato un singolare progetto nella sua scuola e che sta andando avanti con discreto successo. Due-tre alunni per classe sono stati appositamente formati ad aiutare non solo le potenziali vittime di atti di bullismo ma anche gli stessi bulli. I ragazzi hanno seguito un vero e proprio seminario di formazione che ha visto in cattedra esperti e psicologi. Anche perché, fanno capire dalla scuola, bisogna valutare caso per caso, comprendere con attenzione se si tratta realmente di un fatto di bullismo o di altro. “Il bullo agisce – dice il preside Pezza – quando ha il consenso del gruppo. E se ai ragazzi spieghiamo che bisogna sempre dire no alla violenza e alla sopraffazione il bullo finisce per non non avere consenso non ha più il motivo per comportarsi in questo modo”. E sono proprio i ragazzi scelti e formati nelle varie classi, che tengono un colloquio costante con i loro docenti, a illustrare di continuo ai loro compagni questa strategia. “In questo modo – prosegue il dirigente scolastico – attuiamo un’opera di prevenzione costante che sta dando dei risultati soddisfacenti”.

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