29 Mag, 2017 | Comunicare il sociale
NAPOLI- E’ durato solo pochi mesi il percorso intrapreso da Codici con Consumers’ Forum, un’associazione nata dall’accordo delle più rappresentative associazioni di consumatori, diverse imprese industriali e le loro associazioni di categoria. L’ingresso del Codici nell’associazione e l’adesione all’iniziativa erano state motivate dalla volontà di portare il contributo costruttivo per un dialogo diverso tra rappresentanti degli interessi dei consumatori e quello delle imprese. “L’attuale presa di distanza, fatto questo ormai inderogabile- i legge in una nota – è però legata alla presa di coscienza da parte del Codici, della mancanza delle condizioni che ci aspettavamo e alcune delle decisioni prese dal Consumers’ Forum che, a nostro giudizio, pregiudicano una libertà di movimento e autonomia dell’associazione. La decisione presa dal CODICI è infatti stata motivata da alcune divergenze maturate nel corso del periodo in cui l’associazione ha fatto parte dell’organismo aggregativo; la decisione, approvata dall’Assemblea Nazionale del Codici è stata pertanto comunicata dal Segretario Nazionale, all’Ufficio di Presidenza e al Segretario Generale del Consumers’ Forum”.
“Gli scopi statutari del Codici non collimano più con la politica adottata dal Consumers’ Forum. Le divergenze maturate nel breve periodo in cui abbiamo fatto parte dell’organismo associativo sono purtroppo incolmabili, e non ce la sentiamo di condividere alcune delle scelte e delle direttive da esso adottate. – ha dichiarato il segretario nazionale Giacomelli – La decisione di prendere le distanze dall’organismo associativo è stata da noi molto meditata, e quindi ratificata, tenendo sempre presente lo scopo primario e fondativo della nostra Associazione, ovvero il bene del cittadino e del consumatore e la tutela dei suoi diritti innanzi le iniquità cui quotidianamente incorre”. L’uscita da Consumer’s Forum non pregiudica i rapporti con le altre associazioni e le imprese che proseguiranno singolarmente, ma non possiamo permettere e accettare che tale aggregato si sostituisca alle singole associazioni nella politica consumeristica.
di Danila Navarra
L’articolo Codici fuori da “Consumers’ Forum” sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
29 Mag, 2017 | Comunicare il sociale
ROMA- A meno di due mesi dall’approvazione della legge quadro sull’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, sono pronte le Linee guida per diventare tutore volontario. Si tratta di privati cittadini, adeguatamente selezionati e formati, guidati dalla volontà di vivere una nuova forma di genitorialità sociale e di cittadinanza attiva. «Una figura importantissima – spiega Filomena Albano, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, nel trasmettre le Linee Guida a esperti e Tribunali dei Minori – che ha l’obiettivo di incarnare una nuova idea di tutela legale: non solo rappresentanza giuridica ma figura attenta alla relazione con i bambini e i ragazzi che vivono nel nostro paese senza adulti di riferimento, capace di farsi carico dei loro problemi ma anche di farsi interprete dei loro bisogni e garante dei loro diritti».
Sarà proprio l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza insieme ai garanti regionali e delle province autonome a selezionare e formare i tutori, che verranno poi inseriti in appositi elenchi istituiti presso il Tribunale per i minorenni. Questi elenchi – prevede la legge 47/2017, in vigore dal 6 maggio – devono essere istituiti entro 90 giorni dall’entrata in vigore dell legge, ovvero entro il 6 agosto. L’obiettivo delle Linee Guida è quello di assicurare una tendenziale uniformità e di garantire un effettivo esercizio della funzione di tutore sul territorio nazionale. Le Linee Guida parlano espressamente di «una nuova idea di tutela legale, espressione di genitorilità sociale e di cittadinanza attiva». Sei sono i principi cardine individuati: tempestività della nomina, non discriminazione (indipendentemente dall’età e dallo status migratorio), indipendenza e imparzialità, qualità e appropriatezza, trasparenza e responsabilità, partecipazione del minore. Possono presentare domanda cittadini italiani, di altri Paesi europei o in regola con la normativa del soggiorno, di almeno 25 anni di età (tutti i requisiti sono nelle Linee guida, scaricabili qui). È possibile anche segnalare in fase di candidatura uno specifico titolo di studio, la conoscenza di lingue straniere, esperienze con MSNA nella scuola o nel volontariato. La formazione prevista è di 24/30 ore, su tre moduli: quadro fenomenologico, modulo giuridico e modulo psico-socio-sanitario. I tutori già iscritti negli elenchi esistenti saranno automaticamente inseriti nei nuovi elenchi dei tutori volontari.
fonte vita.it
L’articolo Minori non accompagnati, arrivano i tutori volontari sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
24 Mag, 2017 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Una due giorni per raccontare l’integrazione attraverso la cultura e l’arte per un nuovo mondo migrante, senza frontiere. E’ l’iniziativa “Culture Migranti” organizzata dalla cooperativa Dedalus in collaborazione con i tre istituti culturali europei di Napoli, Institut français, Goethe-Institut e Instituto Cervantes, associati nell’ambito della rete “EUNIC Naples”, tenutasi lo scorso weekend. L’evento è stato patrocinato dal Comune di Napoli e dall’Accademia di Belle Arti di Napoli ed è rientrato nel programma di Wine&theCity 2017, ospitando artisti internazionali e rappresentanti di diverse realtà e cooperative sociali europee, per promuovere e sviluppare uno scambio di esperienze tese a testimoniare e a valorizzare l’integrazione attraverso la cultura e l’arte, in particolare dei giovani.
LA TAVOLA ROTONDA- Si è tenuta nella sede della cooperatica Dedalus, la tavola rotonda“La Cultura come integrazione. Esperienze Migranti” che ha visto tre importanti testimonianze provenienti da Francia, Spagna e Germania con Sarah Affani, responsabile del polo “Passion di Singa France”, Quim Guinot, direttore della “Fundación Soñar Despierto” e Salma Jreige, direzione Progetto Multaka. Tre realtà ed esempi differenti di cooperative sociali per un confronto europeo sul tema dei migranti, che promuovono ogni giorno, concretamente, l’integrazione attraverso l’esperienza e la conoscenza dell’arte. Sono intervenuti anche Elena de Filippo, presidente Dedalus cooperativa sociale, Jean-Paul Seytre, console generale di Francia a Napoli e direttore dell’Institut français Napoli, Maria Carmen Morese, direttrice Goethe-Institut, Luisa Castro Legazpi, direttrice Instituto Cervantes Nápoles e Giuseppe Gaeta, direttore Accademia di Belle Arti di Napoli.
Ha modereto l’incontro il giornalista e conduttore della trasmissione Zazà di Radio 3 Rai Piero Sorrentino.
L’articolo Una Napoli multietnica con “Culture Migranti” sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
22 Mag, 2017 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Il 24 maggio alle ore 9.00, allo stadio Albricci di Napoli, si disputerà il 6° Trofeo Partenope, il torneo studentesco di rugby organizzato dall’Associazione Polisportiva Partenope Rugby Junior. Data la coincidenza con il 25* anniversario della strage di Capaci e data anche la valenza sociale dello stesso, testimonial dell’evento sarà Giuseppe Costanza, autista di Giovanni Falcone, sopravvissuto al drammatico attentato del 23 maggio del 1992. Il trofeo è interamente dedicato alle scuole medie e superiori, con il patrocinio dell’Assessorato allo sport e all’istruzione del Comune di Napoli. Prima della premiazione, alle ore 12.00 si terrà una partita amichevole di rugby femminile under 14, ragazze della Partenope e di Scampia, per sottolineare la crescita del rugby tra gli adolescenti e ospite sarà Maria Cristina Tonna responsabile nazionale della Federazione Italiana Rugby del settore femminile. Il torneo è un vero e proprio “challenge” in stile America’s Cup, in cui ogni anno la squadra-scuola detentrice, il “defender”, dovrà difenderlo dalle scuole sfidanti. Quest’anno a difendere il titolo per la categoria under 12, sarà la scuola Media Miraglia-Sogliano, per l’under 16 il Liceo Scientifico De Luca di Avellino e per l’under 18 il Liceo Scientifico Cuoco. A sfidare le squadre detentrici ci saranno per la categoria under 12 le scuole medie Belvedere, Costantinopoli, Maiuri, Solimena e Sarria-Monti. Per le categorie under 16 e under 18 i seguenti istituti: ITC Caruso, ITIS Da Vinci, IS Casanova. L’associazione Partenope Rugby Junior, in questi anni, ha fatto si che ogni evento legato ad una manifestazione sportiva diventasse un modo di socializzazione e di condivisione tra ragazzi, non solo di diverse estrazioni sociali ma anche di diverse regioni d’Italia e di altri paesi europei come Francia e Irlanda.
L’articolo 6° Trofeo Partenope, dove si incontrano sport e legalità sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
22 Mag, 2017 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Un tour nelle principali città italiane per promuovere l’attività educativa contro bullismo, cyberbullismo e dispersione scolastica. Ovvero la mission di Mentoring USA-Italia onlus, presieduta da Sergio Cuomo, che con la sua opera quotidiana ha portato, in 20 anni di attività, al reinserimento sociale di oltre 10 mila ragazzi. Dal 25 maggio al 1 giugno sarà in Italia Matilda Cuomo, fondatrice e presidente onorario di Mentoring USA-Italia oltre che moglie dell’ex Governatore dello Stato di New York, Mario, e madre dell’attuale Governatore dello Stato di New York, Andrew. Tra le tappe in agenda (previste alcune ospitate televisive in RAI) incontri con Vertici Istituzionali a Roma, Napoli, Torino e Salerno. E sempre a Salerno, il 26 maggio, nella sede della Camera di Commercio, avrà luogo la cerimonia per la consegna dell’ “International Award Mario Cuomo 2017”, onorificenza istituita in memoria dell’ex Governatore dello Stato di New York, Mario, e quest’anno assegnata al presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Gli eventi sono promossi e organizzati da Mentoring USA – Italia in stretta collaborazione con il Comitato Europeo pro Andrew Cuomo, presieduto da Sergio Cuomo e Alfonso Ruffo. Prevista durante la visita di Matilda Cuomo anche la terza edizione di “The Person Who Changed My life”, appuntamento che ospiterà esponenti della politica (tra cui il Governatore della Campania Vincenzo De Luca), cultura, impresa (Susanna Moccia, Andrea Prete, Paolo Scudieri, Bruno Venturini) che racconteranno l’incontro con la Persona che ha cambiato la loro vita, contribuendo al loro successo umano e professionale. L’evento è ispirato all’omonimo libro scritto dalla stessa Matilda Cuomo, con prefazione dell’ex Segretario di Stato statunitense e candidato alla Casa Bianca per i Democratici, Hillary Clinton.
L’articolo Tour italiano per Mentoring USA-Italia, onlus internazionale che si occupa di anti bullismo sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
12 Apr, 2017 | Comunicare il sociale
ROMA – Secondo il rapporto dell’Unicef pubblicato oggi, “Silent Shame: Bringing out the voices of children caught in the Lake Chad crisis”, il numero di bambini utilizzati in attacchi suicidi nel conflitto del lago Ciad – che coinvolge Nigeria, Ciad, Niger e Camerun – è aumentato a 27 nei primi tre mesi del 2017, rispetto ai 9 casi nello stesso periodo dell’anno scorso. Secondo il rapporto questo incremento rispecchia una pericolosa tattica dei ribelli. Finora, dal 2014, sono stati utilizzati 117 bambini per portare a termine attacchi con bombe in luoghi pubblici in Nigeria, Ciad, Niger e Camerun: 4 nel 2014, 56 nel 2015, 30 nel 2016 e 27 solo nei primi tre mesi del 2017. Nella maggior parte di questi attacchi sono state utilizzate ragazze. Per questo, le ragazze, i ragazzi e anche i bambini vengono visti con maggiore timore presso i mercati e ai checkpoint, in quanto si sospetta che trasportino esplosivo.
“Nei primi tre mesi di quest’anno, il numero di bambini utilizzati in attacchi con bombe equivale quasi al numero complessivo dello scorso anno; questo è l’utilizzo peggiore possibile di bambini in un conflitto – ha dichiarato Marie-Pierre Poirier, direttore regionale Unicef per l’Africa Centrale e Occidentale -. Questi bambini sono vittime, non colpevoli. Costringerli o raggirarli per utilizzarli in questo modo e’ riprovevole”.Il rapporto, lanciato tre anni dopo il rapimento di oltre 200 studentesse a Chibok, fornisce racconti preoccupanti di bambini cresciuti in cattività per mano di Boko Haram e su come questi bambini siano guardati con sospetto quando tornano nelle proprie comunità.
Nelle interviste, molti bambini che sono stati associati a Boko Haram hanno dichiarato di non parlare con nessuno della loro esperienza perché hanno paura sia di essere stigmatizzati, sia di possibili rappresaglie violente da parte delle loro comunità. Molti di loro sono costretti a sopportare gli orrori subiti in silenzio e si allontanano da altri gruppi per paura di essere banditi o stigmatizzati.
Il rapporto, inoltre, sottolinea le sfide che le autorità locali devono affrontare con i bambini che sono stati fermati ai checkpoint e presi in custodia amministrativa per fare loro domande e controlli, facendo crescere la preoccupazione sui prolungati periodi di custodia. Nel 2016, circa 1.500 bambini sono stati in custodia amministrativa in Nigeria, Ciad, Niger e Camerun. Il rilascio di oltre 200 bambini dalle autorità nigeriane, il 10 aprile, rappresenta un passo positivo per la protezione dei bambini colpiti dalla crisi in corso.
L’Unicef chiede alle parti in conflitto di impegnarsi nelle seguenti azioni per proteggere i bambini nella regione: porre fine alle gravi violazioni di Boko Haram contro i bambini, compreso il reclutamento e l’utilizzo di bambini in conflitti armati con attacchi suicidi; trasferire i bambini da contesti militari a civili prima possibile. I bambini presi in custodia esclusivamente per il loro presunto o effettivo collegamento a gruppi armati dovrebbero essere immediatamente consegnati alle autorita’ civili per il loro reintegro e supporto. Questa procedura dovrebbe essere attuata in ognuno dei 4 paesi per i bambini che vengono ritrovati durante operazioni militari. Inoltre, garantire cure e protezione ai bambini separati e non accompagnati. Tutti i bambini colpiti dalla crisi hanno bisogno di ricevere supporto psicosociale e spazi sicuri per riprendersi.
Nel 2016, l’Unicef ha raggiunto oltre 312.000 bambini fornendo sostengo psicosociale in Nigeria, Ciad, Camerun e Niger, e oltre 800 bambini sono stati riuniti alle loro famiglie. L’Unicef sta lavorando con le comunità e le famiglie per combattere lo stigma verso i sopravvissuti a violenze sessuali e per costruire ambienti sicuri per le persone che erano state rapite.
In una crisi in cui oltre 1,3 milioni di bambini sono stati sfollati, l’Unicef supporta anche le autorità locali per garantire acqua sicura e servizi sanitari salva vita; ridare accesso all’istruzione creando spazi temporanei per l’apprendimento e distribuire alimenti terapeutici per curare i bambini malnutriti. La risposta alla crisi è ancora ampiamente sotto finanziata. L’anno scorso, l’appello dell’Unicef per il bacino del lago Ciad, di 154 milioni di dollari, è stato finanziato solo per il 40%.
Fonte dire.it
L’articolo Bambini usati in attacchi suicidi. Il rapporto choc di Unicef sul conflitto centro africano sembra essere il primo su Comunicare il sociale.