08 Mar, 2018 | Comunicare il sociale
SALERNO- Venerdì 9 alle ore 9, presso la “ Sala Tonna”, del convento dei frati francescani, in piazza Municipio 1 a Sarno (SA) sarà presentata l’indagine dal titolo “Le risposte dell’agro nocerino-sarnese ai bisogni sanitari, socio-assistenziali e lavorativi dei migranti”. L’indagine è stata realizzata dagli operatori del progetto “Italiani & Migranti, Giovani & Solidali”, promosso grazie al cofinanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del servizio Civile Nazionale.
Saluteranno i presenti Giovanfiore Lanzetta, presidente dell’associazione Gorèe, che da anni si occupa delle problematiche dei migranti, ed Anna Rufino, coordinatrice del progetto. La ricerca sarà presentata da Giancarlo Cursi, docente dell’Università Salesiana e coautore del Rapporto nazionale sulla condizione giovanile. Sono previsti interventi dei rappresentanti dei Comuni dell’area, dell’Asl, delle scuole, del terzo settore ed i capi delle comunità etniche locali. Al termine della presentazione sarà inaugurata la mostra fotografica “Corpi Migranti (bi)sogni.respinti.integrati.italiani”, a cura del Museo Africano di Verona.
L’evento rappresenta la conclusione del progetto sociale “Italiani & Migranti, Giovani & Solidali”, promosso dall’associazione Gorèe Onlus, rivolta alla popolazione dei Comuni dell’Agro Nocerino – Sarnese e, in particolare, ai più giovani. Numerose le iniziative messe in campo negli ultimi mesi al fine di coinvolgere giovani italiani e stranieri, la cui presenza nella provincia di Salerno è andata via via aumentando negli anni: seminari, corsi di formazione, mostre, anche la costituzione di una cooperativa per l’avviamento al lavoro di persone in stato di disagio. Le attività si sono svolte tra Sarno, Nocera Inferiore, Angri, Scafati, San Valentino Torio, san Marzano sul Sarno.
L’associazione Gorée Onlus offre servizi di accompagnamento, assistenza, consulenza e formazione sul territorio dell’Agro Nocerino – Sarnese, privilegiando, in modo mirato, le risposte ai bisogni della popolazione migrante, femminile e giovanile. Si occupa, in particolare, di assistenza socio-assistenziale a persone in stato di particolare bisogno, a tutela dei minori e delle donne a rischio di devianza e di sfruttamento lavorativo e sessuale.
L’articolo Presentazione dell’indagine sui bisogni dei migranti nell’Agro-Nocerino Sarnese sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
08 Mar, 2018 | Comunicare il sociale
ROMA- La Presidenza della Repubblica celebra oggi al Quirinale la Giornata Internazionale della Donna, quest’anno dedicata al tema ‘Donne e Costituzione’. Il Quirinale, alla presenza del Presidente Sergio Mattarella, ha reso omaggio all’impegno delle donne protagoniste del cammino verso la progressiva conquista della parita’ dei diritti. La cerimonia, trasmessa in diretta su Rai Uno dalle ore 11.00 e condotta da Cristiana Capotondi, si è aperta con la proiezione del video ‘Donne e Costituzione’. La prolusione è stata affidata alla professoressa Linda Laura Sabbadini ed è intervenuta Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio con delega alle pari opportunita’. Ha concluso la cerimonia l’intervento del Presidente Mattarella. L’attrice Valeria Solarino ha letto alcuni brani significativi di interventi delle onorevoli Angela Guidi Cingolani e Teresa Mattei e della senatrice Angela Merlin, in rappresentanza delle prime 21 donne elette alla Costituente. Spazio anche alla musica con la cantautrice Chiara Civello, accompagnata da un Trio d’archi di musiciste. Prima della cerimonia il Presidente Mattarella ha premiato le scuole vincitrici del concorso ‘Le madri della Costituzione’ promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca. Tutta al femminile, come di consueto, la Guardia d’Onore del Palazzo del Quirinale. (dire.it)
L’articolo Festa della donna al Quirinale sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
07 Mar, 2018 | Comunicare il sociale
ROMA- Esce il 4 aprile “Quanto Basta” il quarto film del regista toscano Francesco Falaschi, con Vinicio Marchioni e Valeria Solarino, distribuito da Notorious Pictures. La pellicola racconta di Arturo (Vinicio Marchioni), uno chef molto talentuoso che nel corso della sua carriera si è guadagnato anche le famose stelle Michelin che ad un certo punto della sua vita è costretto a rivedere completamente la sua rotta. Finisce infatti ai servizi sociali a causa del tuo temperamento aggressivo che lo spinge più volte a cercare la lite su luogo di lavoro. Il progetto che gli viene affidato per lo sconto di pena è un Corso di Cucina in un centro, dove lavora Anna (Valeria Solarino), che si occupa di cura e integrazione di ragazzi affetti da varie forme di autismo, per l’occasione sono state selezionate 8 persone di una scuola riabilitativa in Toscana, davvero autistiche. Tra questi c’è Guido, un giovane che soffre di Sindrome di Asperger (patologia comunemente considerata un disturbo dello spettro autistico “ad alto funzionamento”) con una grande passione per la cucina. Arturo tratta Guido senza filtri, senza pietismo e in modo istintivo, cosa volutamente ricercata dagli autori per dare all’opera un respiro positivo e leggero. Quando le circostanze obbligheranno Arturo ad accompagnare Guido a un talent culinario tra i due si instaurerà un rapporto di amicizia e di fratellanza che cambierà la vita e i destini di entrambi. <<Commedia d’incontri, feel good movie, o come vogliamo definirlo, “Quanto basta” è in primo luogo un film che non ha paura di mettere in gioco emozioni e sentimenti positivi >>, nonostante la tematica delicata, come spiega il regista Falaschi, già avvezzo alle tematiche dei disturbi comportamentali come nel suo primo lungometraggio “Emma, sono io”. Ecco il trailer della pellicola
di Caterina Piscitelli
L’articolo “Quanto basta”, al cinema tra autismo, cucina e integrazione sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
31 Gen, 2018 | Comunicare il sociale
NAPOLI- La Direzione Generale per le Politiche sociali e socio-sanitarie della Regione Campania ha approvato l’aggiornamento del Registro regionale delle associazioni di volontariato al 31 dicembre 2017. Per scaricare il decreto dirigenziale di approvazione e consultare il registro…clicca qui
L’articolo Pubblicato l’aggiornamento delle associazioni iscritte al registro regionale del volontariato sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
31 Gen, 2018 | Comunicare il sociale
NAPOLI- “Questa casa non è un albergo”. E’ scritto così, a caratteri cubitali, sulla porta d’ingresso di un appartamento di via Genovesi, nei presi di piazza Carlo III. La nuova realtà, inaugurata questa mattina alla presenza, tra gli altri, del ministro delle politiche sociali Giuliano Poletti, è una casa rifugio sorta in un bene confiscato alle mafie e offre prima accoglienza per Lgbt in situazioni di disagio o vittime di discriminazione e violenza. La struttura, gestita dall’associazione I-Ken onlus, è il primo rifugio di questo genere realizzato in un immobile confiscato, in questo caso al clan camorristico dei Mallardo. La struttura è stata in parte finanziata dallo Stato, attraverso il dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile della Presidenza del Consiglio. I beni confiscati sono beni comuni in Comune. È da questo concetto che parte la rivoluzione sulla gestione dei beni sottratti alla criminalità.
Seguendo la procedura burocratica di affidamento è nata la realtà di “Questa casa non è un albergo”, un progetto innovativo, unico sul territorio nazionale. La “Casa” realizza interventi di accoglienza temporanea e percorsi di formazione rivolti ai giovani LGBT e ai giovani della Campania tra i 14 e i 35 anni in condizioni di difficoltà in contesto familiare e sociale violento e discriminante. La “casa” di via Genovesi di Napoli, è stata completamente ristrutturata attraverso il progetto finanziato dal PAC. Un Cofinanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. “Questa casa non è un albergo” sarà, infatti, non solo “casa rifugio” per il mutuo soccorso e per il contrasto all’omofobia, alla transfobia ed ogni forma di ingiustizia sociale, ma un incubatore di idee dal comune denominatore: sensibilizzare sull’importanza politica, civile, economica e sociale di una cultura delle differenze basata sulla parità e l’uguaglianza. Un servizio che avrà la consulenza psicologica e legale di esperti e professionisti, ma che vedrà anche eventi culturali specifici realizzati in itinere. Si svolgeranno incontri e tavole rotonde su aree tematiche, workshop e seminari in cui relazionare le attività del progetto con la realtà sociale del territorio di riferimento.
di W.M.
L’articolo Inaugurata, in un bene confiscato, la prima casa rifugio per per Lgbt in situazioni di disagio o vittime di discriminazione e violenza sembra essere il primo su Comunicare il sociale.
29 Gen, 2018 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Nell’ambito dei progetti innovativi per la valorizzazione e partecipazione degli adolescenti del Comune di Napoli, si è svolta al Vomero la giornata di confronto “La Città dei ragazzi in Azione” con l”Assessore al Welfare Roberta Gaeta e il Presidente di Municipalità Paolo De Luca, organizzata con la Coop Soc La Locomotiva. «Ho ascoltato con attenzione i ragazzi, che hanno fatto un lavoro di lettura del territorio attento e preciso. In un periodo in cui si addebita all’assenza di valori e di riferimenti da parte dei più giovani la responsabilità di episodi di violenza – spiega l’Assessore Gaeta – sono proprio i ragazzi di Napoli a dimostrare che è in atto una vera e propria rivoluzione culturale: hanno scelto di approfondire e confrontarsi su temi quali il sovraffollamento delle carceri, il funzionamento del trasporto pubblico locale e l’accesso alla sanità, come esercizio di cittadinanza attiva. Questo è solo un esempio che dimostra come Napoli stia vivendo un riscatto culturale che parte proprio dai più giovani: la scorsa settimana abbiamo inaugurato a Secondigliano un murales con i ragazzi dell’educativa territoriale “Oltre la Tenda”, come modello di cura e bellezza del territorio; sabato 3 febbraio saremo a San Giovanni, al Centro Diurno Fondazione Famiglia di Maria, per un presidio di legalità. Come Amministrazione, quindi, stiamo costruendo percorsi in cui tutte le componenti entrano in gioco, e la risposta attiva dei ragazzi è la dimostrazione che c’è del bello e del buono nei giovani napoletani. Gli atti di violenza possono essere marginalizzati superando l’indifferenza e aprendosi alla condivisione e al cambiamento sociale, perchè l’egemonia culturale di questa Città non è nelle mani dei delinquenti».
L’articolo Babygang, Gaeta : «Il riscatto culturale degli adolescenti parte dai laboratori di cittadinanza attiva» sembra essere il primo su Comunicare il sociale.