13 Mar, 2018 | Comunicare il sociale
MILANO – Profit al servizio del non profit per alleggerire i gravissimi disagi vissuti dai “pendolari della salute”, ovvero i malati costretti ad attraversare l’Italia per ricevere cure adeguate o sottoporsi ad interventi chirurgici. Martedì 20 marzo a Milano si terrà il convegno “La migrazione sanitaria, un fenomeno in crescita. UBI Banca e CasAmica, un incontro di valore”, dedicato al circolo virtuoso attivato dall’associazione CasAmica Onlus e da UBI Banca sul fronte della migrazione sanitaria, che ogni anno vede quasi un milione e mezzo di italiani, di cui circa 400 mila in situazioni di grave disagio, in viaggio verso strutture ospedaliere lontane dalla propria città e dalla propria regione.
Nell’ambito dell’incontro – in programma, a partire dalle ore 10, nella sede UBI Banca di via Fratelli Gabba, 1 – si parlerà ad ampio spettro del diffuso ma poco conosciuto fenomeno della migrazione sanitaria, con focus sui risultati ottenuti finora da CasAmica Onlus sul fronte dell’assistenza “logistica” ed emotiva ai malati fuori sede e sulle prospettive future.
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13 Mar, 2018 | Comunicare il sociale
NAPOLI – Nella città della carità la chiesa non forma solo le coscienze dei giovani: pensa anche al loro futuro lavorativo. La curia di Pompei, per i minori a rischio, ha creato il progetto «Un mestiere per il futuro». L’iniziativa è rivolta ai giovani svantaggiati del territorio ed è in linea con la tradizione d’illuminata politica formativa praticata dal fondatore del santuario e delle opere di carità annesse, il beato Bartolo Longo. Il progetto, «Un mestiere per il futuro», messo in campo dal Santuario di Pompei e dalla Caritas Nazionale per i giovani a rischio del territorio, si svolgerà presso il centro educativo «Bartolo Longo». L’intento è di offrire a minori, che vivono situazioni di disagio, la possibilità di rendersi protagonisti del proprio futuro. È una iniziativa che si pone come risposta al bisogno d’inserimento lavorativo, necessario non solo a tanti giovani, ma anche alle loro famiglie che, spesso, non hanno i mezzi per sostenerli. «Un mestiere per il futuro» coinvolgerà 16 ragazzi, di età compresa tra i 16 e i 18 anni, che potranno frequentare, per tre anni, laboratori teorici e pratici, durante i quali le esperienze sul campo si integreranno con il reale apprendistato. Si tratta di replicare una forma esemplare di apprendimento dei mestieri sulla scia dell’iniziativa di Bartolo Longo. Si punta a valorizzare le attitudini personali, di un numero limitato di giovani a rischio esclusione, attraverso il modello di reinserimento psico-sociale basato su principi di responsabilità, legalità e solidarietà. Il progetto prevede laboratori per falegname, idraulico, estetista e parrucchiere. I corsi si terranno al mattino, dal lunedì al venerdì, e avranno la durata di 3 ore. I ragazzi potranno usufruire di un servizio navetta in cui sarà sempre garantita la presenza di un educatore. Il progetto coinvolgerà anche le famiglie dei partecipanti, al fine di «educare» anche loro ad una crescita umana e civile. Il fondatore del Santuario, delle opere di carità e della nuova Pompei, realizzò l’istituto di accoglienza – a lui dedicato – affinché i figli dei carcerati «imparassero un mestiere». Bartolo Longo, da grande pedagogo, innovativo e profetico, dimostrò che: «il lavoro farà sì che questi giovanissimi possano vivere in maniera del tutto diversa dai propri genitori annullando un luogo comune: il figlio di un carcerato non può che delinquere come il padre».
di Susy Malafronte
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12 Mar, 2018 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Lo sport è da sempre utilizzato non solo come attività ma soprattutto come veicolo di valori umani imprescindibili, come la solidarietà e il rispetto reciproco. E’ da questo principio che muovono tantissimi progetti sociali con l’intenzione di aiutare minori che vivono in contesti di povertà educativa e fragilità sociale ad allontanarsi dal rischio di prendere strade sbagliate. E’ certamente il caso del progetto “Una Vela per Sperare”, finanziato da Fondazione l’Albero della Vita, che permette ogni anno dal 2010 a circa 80 bambini tra i 7 e i 12 anni del Rione Sanità, di San Pietro a Patierno e di Caivano, di seguire gratuitamente corsi di vela. L’iniziativa ha preso vita grazie all’incontro dell’Associazione L’Altra Napoli Onlus con la Marina Militare Italiana, la Lega Navale di Napoli e L’Albero della Vita Onlus. La vela come strumento di elevata valenza educativa, affiancato da interventi di contenuto per offrire ai ragazzi in situazioni di disagio sociale una speranza: quella di una vita normale, lontana dalle miserie e dal degrado del quartiere, e basata su valori – lealtà, onestà – che sono imprescindibili, in mare e nella quotidianità, per costruire un futuro migliore. «Il percorso pedagogico che proponiamo, denominato “Gli Argonauti” – sottolinea Patrizio Paoletti, Presidente della Fondazione Albero della Vita – è finalizzato, attraverso l’utilizzo della metafora del viaggio per mare, ad introdurre i giovani nella scoperta della forza e delle emozioni, ad accompagnarli nel mondo delle relazioni extra-familiari, a consentirgli di confrontarsi con il limite e la norma». Un progetto che si arricchisce nel tempo, che si evolve e coinvolge altre realtà: alcuni dei ragazzi che hanno mostrato una particolare attitudine alla vela hanno potuto nel corso degli anni proseguire la loro formazione con dei campo scuola dedicati. E non solo, come in ogni bella storia, da questa esperienza è nato un campione, Marco Crispino giovane del quartiere Sanità che i genitori spingono fin da piccolo a frequentare attività extrascolastiche per non fargli trascorrere i pomeriggi per strada. Prima il violino nella Sanitansamble poi la vela nel 2011, ed è amore a prima vista. Nel 2013, Marco Crispino, è tra i migliori 20 del Trofeo Kinder di vela, che si è disputato a Napoli e ha visto al via 200 atleti da tutta Italia. All’epoca i tecnici non hanno dubbi, il ragazzo ha stoffa, il passaggio al settore agonistico è semplice e naturale, «Marco fa passi da gigante – dichiarò Alfredo Vaglieco, presidente della sezione partenopea della Lega Navale – ma la più grande soddisfazione è sapere che se si offre ai ragazzi una opportunità concreta, loro sono pronti a coglierla». E’ lui infatti che permette negli anni a Marco di continuare a studiare e ad esercitarsi per seguire il suo sogno nonostante il progetto sia concluso. Oggi la vela è parte fondamentale della vita di Crispino entrato nel club sportivo del Circolo del Remo e della Vela Italia, quest’anno si è qualificato insieme a Simone Tagliatela negli Under 19 dei Campionati Europei Juniores delle classi 420 e 470 con quasi 200 iscritti provenienti da 23 Nazioni molte delle quali extra-Europee, come Brasile, USA, Uruguay, Argentina e Canada.
di Caterina Piscitelli
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12 Mar, 2018 | Comunicare il sociale
ROMA- Sono 86 i progetti approvati da Con i Bambini attraverso il Bando Adolescenza (11-17 anni). Di questi, 69 per la graduatoria A (regionali) e 17 graduatoria B (multiregionali), selezionati tra le 248 proposte ammesse alla seconda fase e complessivamente tra le 800 idee pervenute in risposta al Bando, per un ammontare complessivo di 73, 94 milioni di euro erogati (una media di oltre 884 mila euro a progetto). Per sostenere le iniziative, sono state coinvolte 2748 organizzazioni, tra enti del Terzo settore, scuole ed enti locali. L’obiettivo del Bando Adolescenza, rivolto alle organizzazioni del Terzo settore e al mondo della scuola, è promuovere e stimolare la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di dispersione e abbandono scolastici di adolescenti nella fascia di età compresa tra 11 e 17 anni.
“L’esperienza del Fondo e la rapidità di attuazione, nonostante il processo sia di per sé articolato, dimostra come se ci sono la volontà politica e la capacità organizzativa di ‘fare’ è possibile aggredire un fenomeno che è tra più ingiusti e pericolosi per il Paese – ha dichiarato Carlo Borgomeo presidente di Con i Bambini. La povertà educativa minorile in Italia, come emerge anche dal primo rapporto che abbiamo pubblicato la scorsa settimana – ha aggiunto Borgomeo – è diffusa in tutto il territorio e in particolare nelle aree meridionali e nelle grandi città. Dovrebbe essere una priorità assoluta perla politica, perché un Paese che abbandona i suoi ragazzi è un Paese che, di fatto, rinuncia al futuro”.
L’obiettivo del Bando Adolescenza, rivolto alle organizzazioni del Terzo settore e al mondo della scuola, è promuovere e stimolare la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di dispersione e abbandono scolastici di adolescenti nella fascia di età compresa tra 11 e 17 anni. Di grande rilievo sarà il contributo offerto dalle “comunità educanti” dei territori, ovvero coloro che a diverso titolo si rivolgono agli adolescenti (scuole, famiglie, associazioni e organizzazioni non profit, fondazioni, enti territoriali, gli stessi ragazzi). I progetti dovranno, da un lato, promuovere percorsi formativi individualizzati, complementari a quelli tradizionali, dall’altro coinvolgere anche i gruppi classe di riferimento e prevedere azioni congiunte “dentro e fuori la scuola”, che affianchino all’attività ordinaria delle istituzioni scolastiche l’azione della comunità educante, favorendo il riavvicinamento dei giovani che hanno abbandonato gli studi o che presentano forti rischi di dispersione. Ovvero, mettere in sinergia attività scolastiche, extra-scolastiche e tempo libero per sviluppare e rafforzare competenze sociali, relazionali, sportive, artistico-ricreative, scientifico-tecnologiche, economiche e di cittadinanza attiva, a contrastare lo sviluppo di dipendenze e del fenomeno del bullismo.
Oltre al bando Adolescenza, sono stati pubblicati i bandi Prima Infanzia (0-6 anni) e Nuove Generazioni (5-14 anni). Con il primo sono stati finanziati 80 progetti, con 62,2 milioni di euro. Il Bando Nuove Generazioni, che mette a disposizione 60 milioni di euro, si è concluso a febbraio con 432 proposte pervenute attualmente in fase di valutazione
A febbraio Con i Bambini ha pubblicato il Primo rapporto sulla povertà educativa in Italia, disponibile al seguente link: http://www.conibambini.org/primo-report-sulla-poverta-educativa-promosso-dallimpresa-sociale-bambini/
Tabella sintetica esiti bando Adolescenza
Graduatoria A
Graduatoria B
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12 Mar, 2018 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Si intitola “Interventi sulle dipendenze da gioco d’azzardo e altre dipendenze comportamentali” il corso promosso da CSV Napoli e finalizzato alla formazione di operatori volontari capaci di operare nelle attività di prevenzione psico-pedagogica e di contrasto al variegato mondo delle dipendenze comportamentali. 60 ore suddivise in 12 incontri che permetteranno ai corsisti di imparare a riconoscere i segnali precoci dei soggetti che manifestano una dipendenza da comportamenti additivi. Il corso, gratuito, prenderà il via giovedì 5 aprile. Per partecipare compilare il form online entro e non oltre giovedì 29 marzo. L’iniziativa è organizzata in collaborazione ed in collegamento con la CAMPAGNA NAZIONALE “METTIAMOCI IN GIOCO”. Per maggiori informazioni scarica e consulta la locandina
09 Mar, 2018 | Comunicare il sociale
«Oggi piove. Ma l’acqua viene giù calda come un brodo». Lo sguardo alla finestra è quello di Mara, intento a raccontare le giornate trascorse in un luogo non specificato, ma identificabile con l’isola di Lampedusa. Di mestiere Mara fa la volontaria in un campo d’accoglienza per migranti e alla sera, quando la baraonda giornaliera lascia il tempo di riposare, scrive lettere a un fidanzato lontano, di cui nulla viene detto al lettore. Un alone di mistero che pervade interamente le pagine di questo racconto epistolare di Dacia Maraini e che porta il nome della sua protagonista, “Mara” (Kellerman Editore), appunto. Si tratta di un’edizione fuori commercio, stampata in cento copie, con un intervento in copertina realizzato da Claudio Beorchia con verderame e frammenti di coperte termiche di emergenza.
Mara condivide la sua tenda con Carmela e insieme ne vedono di cotte e di crude, come quando «una barca si è capovolta vicino alla riva e abbiamo passato la giornata a consolare, pulire, avvolgere, nutrire, annotare nomi, cognomi e date di nascita». Mara passa ore ad ascoltare le storie di Jasmine, di Leila, di Jul, tanto che viene rimproverata di trascurare le incombenze pratiche: «c’è da preparare i vaccini, c’è da distribuire le buste col cibo, c’è da assistere una partoriente». Troppo lavoro per poche mani e un unico medico, Luca, al punto che ai volontari si uniscono «due coppie di nigeriani che sono nel campo da mesi e ci aiutano a curare i malati e a tenere a bada i piccoli orfani».
Quando le cucine del campo sono vuote la sopravvivenza altrui è affidata alla generosità della gente, alla disponibilità della Croce Rossa o dei camion del Ministero che mandano centinaia di scatolette di tonno sott’olio, oppure di fagioli in scatola fino alla nausea. È una vita di imprevisti continui, quella di chi arriva nel campo, che Mara vorrebbe a tutti i costi alleggerire, come «se dicessi loro: dammi un poco del tuo peso, camminerai più spedito».
di Francesca Coppola
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