Papa Francesco telefona a Nunzia, volontaria ischitana malata di cancro

NAPOLI- Ha dedicato la sua vita agli ultimi e anche ora che affronta un male oscuro, più grande di lei, non li ha dimenticati. Nunzia Mattera vive a Ischia e sull’isola Verde è nota per la sua immensa generosità. Da più di due anni ha fondato la “Catena Alimentare”, un’associazione che aiuta famiglie in difficoltà, lontano dai riflettori e dal clamore mediatico. E così quando la sera dell’11 marzo Papa Francesco ha telefonato, Nunzia non ha chiesto nulla per sé e per la battaglia che affronta da molto tempo contro un cancro. “Mi raccomando, Santità, mettete la nostra Casamicciola nelle vostre preghiere”. È tutto raccontato in un video realizzato dal figlio della donna sessantenne, Cesare Gravina, che è stato postato su Facebook per testimoniare l’incredibile conversazione. Un colloquio di un minuto e mezzo tra la donna e il Papa che promette di pregare per Nunzia e per la sua terra colpita da un terribile terremoto lo scorso 21 agosto e che oggi, ancora non riesce a rialzarsi abbandonata tra le sue macerie. “Ho fatto un sogno Santità -racconta Nunzia al Papa- ho sognato che venivate in elicottero e mi avete tenuto abbracciata come un papà fa con una figlia. Ho solo un sogno prima di andarmene, vorrei tanto incontrarla”. “Invece di arrivare con l’elicottero sono arrivato con il telefono”, risponde il Papa che questo fine settimana sarà a Pietralcina e perché no, proprio sull’isola Verde per realizzare il desiderio di questa donna, anche se al momento pare che non ci saranno cambiamenti nel viaggio del Pontefice. Il video in pochissimo tempo ha fatto il giro del web, non solo per testimoniare l’incredibile semplicità di Papa Francesco, a cui ormai siamo abituati, ma soprattutto la storia di Nunzia che anche in un letto, allo stremo delle forze, continua a lottare per la sua terra. Non più di due settimane fa il Sindaco del Comune di Ischia le ha conferito un encomio solenne “per il notevole impegno profuso a favore delle fasce più deboli del territorio, esempio di vera e disinteressata solidarietà”. A raccontare la storia di Nunzia Mattera al Papa è stato Monsignor Pietro Lagnese, il Vescovo dell’isola. Al termine della telefonata il Papa promette di pregare per lei; ed è proprio quando la conversazione si conclude che il video mostra la commozione della donna, anche se solo per pochi secondi. Il resto di quella emozione è privato, lontano dal clamore mediatico. Come tutto quello che Nunzia ha sempre fatto per gli altri.

di Clara Marino

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Spreco alimentare: Acli Napoli cerca associazioni per la distribuzione del cibo in eccedenza

Le Acli provinciali di Napoli, da tempo impegnate nella lotta allo spreco alimentare, danno il via ad un progetto di raccolta e ridistribuzione delle eccedenze alimentari a sostegno di chi vive in condizioni di disagio e marginalità.

Scopo dell’iniziativa è di promuovere comportamenti responsabili e solidaristici coinvolgendo l’intero territorio nel sostegno alle nuove forme di povertà. Sono già tante le realtà imprenditoriali della ristorazione, del commercio e della distribuzione ad aver sostenuto il progetto, permettendo di avviare una rete di recupero delle derrate alimentari in eccedenza.

Adesso tocca al terzo settore: l’invito delle Acli è quello di aderire, in tanti, al progetto affinché nulla di ciò che viene recuperato venga sprecato, piuttosto ridistribuito tra Napoli e provincia alle tante persone in stato di bisogno.

Per partecipare ed entrare a far parte di questa grande rete di solidarietà scrivi a aclinapoli@acli.it indicando nella mail il nome della associazione/cooperativa/ente, il territorio in cui opera, i contatti di un referente (telefono e mail).

Per maggiori informazioni sul progetto:
ACLI Napoli
0815634967
3669091506

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Povertà, Gazzi (assistenti sociali): “Iniquità il vero dramma, serve coraggio”

ROMA – “I dati resi ieri da Bankitalia sul livello raggiunto nel nostro Paese dalla povertà sono molto preoccupanti. Uniti a quelli che mostrano l’ulteriore espandersi di una diseguaglianza ormai strutturale tracciano un quadro complessivo assolutamente inaccettabile. I dati di Via Nazionale mostrano come bene abbia fatto il Governo a varare le misure che costituiscono il reddito di inclusione ma mostrano anche che è necessario rafforzare maggiormente quelle misure i cui effetti positivi, però, si potranno percepire solo tra alcuni mesi”.
Così Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali sui dati sulla povertà diffusi da Bankitalia.
“E’ inaccettabile – dice ancora Gazzi – che chi già ora è in condizione di povertà, o rischi di esservi trascinato, veda aumentare la probabilità di diventare povero mentre chi è ricco abbia la concreta possibilità di diventarlo ancora di più: una situazione intollerabile per un Paese che voglia dirsi civile”.
“Forse è questo il primo vero banco di prova su cui dovranno cimentarsi il nuovo Parlamento e successivamente il Governo. Nessuna ricetta miracolistica, ma una strategia attenta che parta da quanto già in essere rinforzando e ampliando gli strumenti di sostegno e prevenzione”, conclude il presidente degli assistenti sociali italiani.

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I “pendolari della salute”: focus sul fenomeno

MILANO – Profit al servizio del non profit per alleggerire i gravissimi disagi vissuti dai “pendolari della salute”, ovvero i malati costretti ad attraversare l’Italia per ricevere cure adeguate o sottoporsi ad interventi chirurgici. Martedì 20 marzo a Milano si terrà il convegno “La migrazione sanitaria, un fenomeno in crescita. UBI Banca e CasAmica, un incontro di valore”, dedicato al circolo virtuoso attivato dall’associazione CasAmica Onlus e da UBI Banca sul fronte della migrazione sanitaria, che ogni anno vede quasi un milione e mezzo di italiani, di cui circa 400 mila in situazioni di grave disagio, in viaggio verso strutture ospedaliere lontane dalla propria città e dalla propria regione.

Nell’ambito dell’incontro – in programma, a partire dalle ore 10, nella sede UBI Banca di via Fratelli Gabba, 1 – si parlerà ad ampio spettro del diffuso ma poco conosciuto fenomeno della migrazione sanitaria, con focus sui risultati ottenuti finora da CasAmica Onlus sul fronte dell’assistenza “logistica” ed emotiva ai malati fuori sede e sulle prospettive future.

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«Un mestiere per il futuro», progetti per i ragazzi a rischio al Santuario di Pompei

NAPOLI – Nella città della carità la chiesa non forma solo le coscienze dei giovani: pensa anche al loro futuro lavorativo. La curia di Pompei, per i minori a rischio, ha creato il progetto «Un mestiere per il futuro». L’iniziativa è rivolta ai giovani svantaggiati del territorio ed è in linea con la tradizione d’illuminata politica formativa praticata dal fondatore del santuario e delle opere di carità annesse, il beato Bartolo Longo. Il progetto, «Un mestiere per il futuro», messo in campo dal Santuario di Pompei e dalla Caritas Nazionale per i giovani a rischio del territorio, si svolgerà presso il centro educativo «Bartolo Longo». L’intento è di offrire a minori, che vivono situazioni di disagio, la possibilità di rendersi protagonisti del proprio futuro. È una iniziativa che si pone come risposta al bisogno d’inserimento lavorativo, necessario non solo a tanti giovani, ma anche alle loro famiglie che, spesso, non hanno i mezzi per sostenerli. «Un mestiere per il futuro» coinvolgerà 16 ragazzi, di età compresa tra i 16 e i 18 anni, che potranno frequentare, per tre anni, laboratori teorici e pratici, durante i quali le esperienze sul campo si integreranno con il reale apprendistato. Si tratta di replicare una forma esemplare di apprendimento dei mestieri sulla scia dell’iniziativa di Bartolo Longo. Si punta a valorizzare le attitudini personali, di un numero limitato di giovani a rischio esclusione, attraverso il modello di reinserimento psico-sociale basato su principi di responsabilità, legalità e solidarietà. Il progetto prevede laboratori per falegname, idraulico, estetista e parrucchiere. I corsi si terranno al mattino, dal lunedì al venerdì, e avranno la durata di 3 ore. I ragazzi potranno usufruire di un servizio navetta in cui sarà sempre garantita la presenza di un educatore. Il progetto coinvolgerà anche le famiglie dei partecipanti, al fine di «educare» anche loro ad una crescita umana e civile. Il fondatore del Santuario, delle opere di carità e della nuova Pompei, realizzò l’istituto di accoglienza – a lui dedicato – affinché i figli dei carcerati «imparassero un mestiere». Bartolo Longo, da grande pedagogo, innovativo e profetico, dimostrò che: «il lavoro farà sì che questi giovanissimi possano vivere in maniera del tutto diversa dai propri genitori annullando un luogo comune: il figlio di un carcerato non può che delinquere come il padre».

di Susy Malafronte

 

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Una vela per sperare, dal 2010 in mare per superare gli stereotipi

NAPOLI- Lo sport è da sempre utilizzato non solo come attività ma soprattutto come veicolo di valori umani imprescindibili, come la solidarietà e il rispetto reciproco. E’ da questo principio che muovono tantissimi progetti sociali con l’intenzione di aiutare minori che vivono in contesti di povertà educativa e fragilità sociale ad allontanarsi dal rischio di prendere strade sbagliate. E’ certamente il caso del progetto “Una Vela per Sperare”, finanziato da Fondazione l’Albero della Vita, che permette ogni anno dal 2010 a circa 80 bambini tra i 7 e i 12 anni del Rione Sanità, di San Pietro a Patierno e di Caivano, di seguire gratuitamente corsi di vela. L’iniziativa ha preso vita grazie all’incontro dell’Associazione L’Altra Napoli Onlus con la Marina Militare Italiana, la Lega Navale di Napoli e L’Albero della Vita Onlus. La vela come strumento di elevata valenza educativa, affiancato da interventi di contenuto per offrire ai ragazzi in situazioni di disagio sociale una speranza: quella di una vita normale, lontana dalle miserie e dal degrado del quartiere, e basata su valori – lealtà, onestà – che sono imprescindibili, in mare e nella quotidianità, per costruire un futuro migliore. «Il percorso pedagogico che proponiamo, denominato “Gli Argonauti” – sottolinea Patrizio Paoletti, Presidente della Fondazione Albero della Vita – è finalizzato, attraverso l’utilizzo della metafora del viaggio per mare, ad introdurre i giovani nella scoperta della forza e delle emozioni, ad accompagnarli nel mondo delle relazioni extra-familiari, a consentirgli di confrontarsi con il limite e la norma». Un progetto che si arricchisce nel tempo, che si evolve e coinvolge altre realtà: alcuni dei ragazzi che hanno mostrato una particolare attitudine alla vela hanno potuto nel corso degli anni proseguire la loro formazione con dei campo scuola dedicati. E non solo, come in ogni bella storia, da questa esperienza è nato un campione, Marco Crispino giovane del quartiere Sanità che i genitori spingono fin da piccolo a frequentare attività extrascolastiche per non fargli trascorrere i pomeriggi per strada. Prima il violino nella Sanitansamble poi la vela nel 2011, ed è amore a prima vista. Nel 2013, Marco Crispino, è tra i migliori 20 del Trofeo Kinder di vela, che si è disputato a Napoli e ha visto al via 200 atleti da tutta Italia. All’epoca i tecnici non hanno dubbi, il ragazzo ha stoffa, il passaggio al settore agonistico è semplice e naturale, «Marco fa passi da gigante – dichiarò Alfredo Vaglieco, presidente della sezione partenopea della Lega Navale – ma la più grande soddisfazione è sapere che se si offre ai ragazzi una opportunità concreta, loro sono pronti a coglierla». E’ lui infatti che permette negli anni a Marco di continuare a studiare e ad esercitarsi per seguire il suo sogno nonostante il progetto sia concluso. Oggi la vela è parte fondamentale della vita di Crispino entrato nel club sportivo del Circolo del Remo e della Vela Italia, quest’anno si è qualificato insieme a Simone Tagliatela negli Under 19 dei Campionati Europei Juniores delle classi 420 e 470 con quasi 200 iscritti provenienti da 23 Nazioni molte delle quali extra-Europee, come Brasile, USA, Uruguay, Argentina e Canada.

di Caterina Piscitelli

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