“Tutta n’ata storia” con il Meeting dell’attivismo giovanile a Sant’Antonio Abate (NA) il 29 settembre: un incontro tra giovani under 35 che individualmente o in gruppo si impegnano per la comunità in cui vivono.
Il prossimo 29 settembre nella Villa Comunale di Sant’Antonio Abate, giovani attivisti under 35 si incontreranno per discutere le tematiche che più interessano le nuove generazioni.
Dall’ambiente ai diritti civili, dal mondo della scuola a quello del lavoro, dalla questione immigrazione alla necessità di riappropriarsi di spazi in città. Si parlerà di questo e di tanto altro per prendere spunto gli uni dagli altri e mettere a sistema progetti e riflessioni. L’invito è rivolto ad associazioni o a giovani impegnati individualmente sui loro territori, ma anche a cittadini curiosi di scoprire se e come possono contribuire alla crescita del luogo in cui vivono. L’iniziativa è dell’associazione di promozione sociale “Tutta n’ata storia”
“Tra gli attuali iscritti al meeting – spiega il presidente Feliciana Mascolo – abbiamo rappresentati di importanti realtà abatesi come il gruppo scout Sant’Antonio Abate 1 e i ragazzi dell’Azione Cattolica impegnati in località Pontone. Non mancheranno delegati di associazioni internazionali quali Amnesty International e No Hate Speech Moviment e ci saranno anche giovani attivi in gruppi politici tra i quali Potere al Popolo e Giovani Democratici. Parteciperanno, inoltre, altre associazioni, collettivi studenteschi e singoli under35 che hanno fatto dell’attivismo e della partecipazione alla vita pubblica la loro vocazione. Speriamo che sia utile portare nella nostra città tante testimonianze. Avremo raggiunto davvero il nostro obiettivo solo se anche i nostri concittadini verranno ad ascoltarle e proveranno a farne tesoro”.
L’evento si aprirà alle 9:30 con la colazione riservata agli iscritti al meeting. L’assemblea, che sarà invece aperta a tutti, prenderà il via alle 10:30. A conclusione del confronto si terranno i festeggiamenti per il secondo compleanno dell’associazione promotrice con buffet e taglio della torta. Fino al 19 settembre è possibile iscriversi tramite modulo online. Tutte le informazioni sono disponibili sui canali social di “Tutta n’ata storia”.
HySolarKit: il sistema brevettato da un gruppo di docenti e ricercatori del laboratorio eProLab (Energy and Propulsion Laboratory).
Un sistema che permette di convertire un’auto tradizionale in un veicolo ecologico ibrido-solare, riducendo i consumi di combustibili fossili e le emissioni di CO2, tra le cause del riscaldamento globale. Si chiama HySolarKit ed è stato brevettato da un gruppo di docenti e ricercatori afferenti al laboratorio eProLab (Energy and Propulsion Laboratory) del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Salerno. Nel 2014, per dare una prospettiva imprenditoriale e industriale al progetto, il team ha fondato lo spin-off eProInn (Energy and Propulsion Innovation), oggi PMI innovativa. «Noi diamo un valore a ciò che facciamo in termini di innovazione sociale. La nostra proposta è improntata al Riuso, che rappresenta una delle tre R dell’economia circolare, della sostenibilità – spiega il Prof. Gianfranco Rizzo, docente di Ingegneria Meccanica nell’Ateneo salernitano e fondatore di eProInn –. Guardando all’intero ciclo di vita della vettura, la nostra opzione può essere più sana ed ecologica anche rispetto alla scelta di rottamare un veicolo per acquistarne uno elettrico o ibrido: liberandoci di un’auto che potrebbe durare fino a vent’anni dopo appena quattro o cinque anni, infatti, non sfruttiamo pienamente il suo patrimonio di energia, mettendo in gioco, al tempo stesso, una nuova quantità di energia e di emissioni per costruirne un’altra».
Attualmente il lavoro è portato avanti nell’ambito del progetto europeo LIFE-SAVE (Solar Aided Vehicle Electrification), da una squadra di quattro partner industriali: accanto ad eProInn ci sono Landi Renzo di Reggio Emilia, leader mondiale nel settore delle energie alternative per le automobili, e la Mecaprom di Torino, che opera nello sviluppo di sistemi di motopropulsione e trasmissione «e con la quale abbiamo sviluppato una collaborazione nel corso degli anni, tanto che ha aperto una sede nel Campus di Fisciano e assunto una decina di nostri laureati», continua Rizzo. E infine Solbian, azienda italiana impegnata nella produzione di pannelli fotovoltaici per applicazioni automobilistiche e marine. LIFE-SAVE, che è finalizzato allo sviluppo di prototipi finiti pronti per l’industrializzazione e alla costituzione di una NewCo tra i partner, è finanziato dal programma LIFE, strumento della Comunità Europea per il sostegno alle iniziative di salvaguardia dell’ambiente.
– COME FUNZIONA –
Premiato con il “Seal of Excellence”di Horizon 2020, HySolarKit può essere applicato ai veicoli che hanno due ruote non motrici e possibilmente non sterzanti.
«Nelle ruote posteriori di una vettura a trazione anteriore vengono integrati dei motori elettrici, che la trasformano in un’auto quattro per quattro. I motori elettrici sono collegati ad una batteria addizionale al litio, che può essere posizionata nel cofano, al posto del ruotino».
Completano il kit dei pannelli solari flessibili apposti sul tetto e sul cofano, che ricaricano gratuitamente la batteria sia durante la guida che mentre la macchina è parcheggiata, naturalmente alla luce, riuscendo a prendere energia fino a dieci ore al giorno. La batteria, inoltre, viene ricaricata dalle ruote posteriori durante le discese e le frenate. Con un tipico utilizzo urbano della vettura, di circa un’ora al giorno, il kit permette di ridurre consumi ed emissioni inquinanti fino al 20-25% ed oltre, ricaricando la batteria anche dalla rete. «In questo modo l’auto può essere assimilata ad un veicolo ecologico – aggiunge il fondatore di eProInn –, accedendo in modalità elettrica alle zone a traffico limitato e utilizzando il motore tradizionale per muoversi fuori dalla ztl».
Il progetto è partito da uno stadio di prototipi funzionanti, che nella scala TRL – Technology Readiness Level, usata dalla Comunità Europea per finanziare i progetti in base al livello di prontezza tecnologica –, che va da 1 a 9, corrisponde al livello 5-6. «Terminerà a settembre 2020, ora stiamo andando verso il livello 9». LIFE-SAVE è stato considerato tra i progetti di maggiore impatto nel settore automotive, perché consente di limitare la rottamazione di massa di veicoli in parte nuovi e ancora funzionanti. «I vantaggi per l’utente sono molteplici: in primo luogo il risparmio dei consumi, che può andare dal 10 al 20%, in base a come viene utilizzata la vettura. E soprattutto, oggi che si parla di abolizione dei motori diesel, installare questo kit vuol dire non essere costretti a cambiare la macchina, con un notevole vantaggio economico. Per poterlo industrializzare, si dovranno adeguare le norme sull’omologazione, ma siamo fiduciosi che ciò possa avvenire presto. Stiamo anche lavorando per lanciare una campagna di Equity Crowdfunding, per permettere di investire a chi crede in questa proposta».
Da oggi il parco dei Quartieri Spagnoli prolunga l’orario pomeridiano sino alle 18.30. Dopo settimane di tira e molla alla ricerca di una soluzione che consentisse lo svolgimento delle attività legate alle educative territoriali, la svolta: ai 3 dipendenti che di solito si occupano della cura dell’area situata a vico delle Trinità delle Monache, situata su un’area demaniale nei pressi dell’ex ospedale militare, si aggiungeranno due della cooperativistica a disposizione del Comune che saranno utilizzati almeno per tutto il mese di settembre. A deciderlo, togliendo le castagne dal fuoco, l’assessore con delega alle politiche attive per il lavoro Monica Buonanno che nei giorni scorsi si è confrontata con la collega di giunta Roberta Gaeta, assessore alle Politiche Sociali che sovraintende le attività delle educative territoriali all’interno del parco dei Quartieri Spagnoli. Grazie a questa svolta, il parco sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18.30 e non più sino alle 15.30 come avveniva dal 1 agosto scorso a causa della penuria di personale e il sabato e la domenica sino all’orario di pranzo. «Con tenacia, abbiamo trovato una soluzione che consenta ai ragazzi delle educative territoriali di riprendere le proprie attività. Siamo stati sempre sul pezzo e alla fine il tutto si è risolto per il meglio» commenta l’assessore al Welfare Gaeta. «Ci stavamo lavorando da giorni, sapevamo della problematica e grazie ad un confronto sinergico il parco ora sarà aperto anche al pomeriggio inoltrato» le parole dell’assessore Buonanno.
World Cleanup Day: il 21 Settembre, la più grande azione di pulizia al mondo.
Il 21 settembre in oltre 150 Paesi si celebra il World Cleanup Day, la più grande azione civica di pulizia del mondo. Il 16 settembre, presso il Centro servizi per il volontariato di Napoli si è tenuta la conferenza stampa di presentazione. Ad oggi sono oltre 600 le azioni che si sono registrate per il prossimo 21 settembre in tutt’Italia. In queste ore associazioni, gruppi informali, aziende continuano a registrarsi sul sito di Let’s Do It! Italy. Alla presenza del World Cleanup Day era presente anche la presidente della commissione Ambiente al Senato, Vilma Moronese. «Quello ambientale è un problema serissino che grazie ai volontari resta al centro dell’attenzione. Credo sia necessaria una riflessione e la sensibilizzazione generale, oltre alla promozione dei comportamenti virtuosi che sono presenti nel Paese», ha detto la senatrice. Molte le associazioni che hanno preso parte alla conferenza di presentazione. Wwf Napoli, Csi Gaiola Onlus, Prendi 3, Round Table, cooperativa L’uomo e il legno. Tra le associazioni partner del World Cleanup Day anche Legambiente con Puliamo il mondo. Al tavolo dei relatori questa mattina la presidente regionale della Campania Mariateresa Imparato.
«Iniziato il conto alla rovescia che ci porta al 21 settembre. Siamo nella settimana di riduzione di rifiuti. Le azioni sono sempre maggiori. Oggi sono oltre 600 su tutto il territorio italiano. Per questo voglio ringraziare tutti i partner, a partire dal ministero dell’Ambiente che ha dato il patrocinio morale all’iniziativa». A dichiararlo il presidente di Let’s Do It! Italy, Vincenzo Capasso. L’obiettivo di quest’anno è il coinvolgimento del 5 per cento della popolazione mondiale. Un traguardo importante. Per raggiungerlo Let’s Do It! Italy potrà contare sull’adesione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che ha accolto con favore la richiesta di partenariato inviata da Let’s Do It! Italy. Si confermano partner di questa edizione due aziende che stanno spostando sempre più la propria attenzione sulla sostenibilità: Decathlon e Carrefour. Tra le aziende si aggiungono Philip Morris, Booking Cares.
Il 21 settembre in oltre 150 Paesi si celebra il World Cleanup Day, la più grande azione civica di pulizia del mondo. I numeri della prima edizione, quella dello scorso 15 settembre, sono importanti. Quest’anno possiamo e vogliamo migliorarli anche grazie all’ampliamento della rete. La strada per risolvere il dramma dello smaltimento o riuso illegale dei rifiuti è lunga e tortuosa, ma le attività di ricerca e sviluppo, oltre che le azioni di pulizia, non si fermano.
L’obiettivo di quest’anno è il coinvolgimento del 5 per cento della popolazione mondiale. Un traguardo importante. Per raggiungerlo Let’s Do It! Italy potrà contare sull’adesione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che ha accolto con favore la richiesta di partenariato inviata da Let’s Do It! Italy. Si confermano partner di questa edizione due aziende che stanno spostando sempre più la propria attenzione sulla sostenibilità: Decathlon e Carrefour. Tra le aziende si aggiungono Philip Morris, Booking Cares.
«In Decathlon – ha detto il responsabile alla sostenibilità dell’azienda, Giorgio Possi – creiamo articoli sportivi che verranno utilizzati anche all’esterno, in natura. Sta a noi prenderci cura di questo ambiente naturale per proteggere il nostro senso (rendere lo sport accessibile al maggior numero di persone). Mantenendo puliti i luoghi di pratica sportiva, contribuiremo a far sì che rimangano in buono stato anche per le generazioni future. Siamo dunque fieri di far parte di questa iniziativa».
«Siamo molto orgogliosi di partecipare anche quest’anno alla giornata del World Clean Up Day e proseguire nella nostra missione di sensibilizzazione di clienti e collaboratori verso stili di vita sostenibili e consumi responsabili. Proteggere il pianeta è per Carrefour Italia una responsabilità e un’opportunità, perché la condizione attuale dell’ambiente impone a tutti noi, come singoli e come imprese, di considerare attentamente l’impatto delle nostre azioni e abitudini sul nostro pianeta», afferma Alfio Fontana, Responsabile Corporate Social Responsibility Carrefour Italia.
«La coesione internazionale su questo tema sta portando i primi risultati. Quest’anno in Italia partiamo dalle oltre duecento azioni dello scorso anno. Siamo fiduciosi che il numero cresca anche per le adesioni che stanno arrivando. L’aumento dell’inquinamento sta danneggiando la salute pubblica, la qualità dell’acqua e dell’aria». A dichiararlo il presidente di Let’s Do It! Italy, Vincenzo Capasso.
Hanno già aderito al World Cleanup Day Legambiente con Puliamo il mondo, Zero Waste Italia, Aica, Retake Italia, Aiesec, La Gaiola Onlus, Forum dei Giovani, Cleanap, Plasticaqquà Taranto, Vitaru, Fondali Campania, Radio Siani, Clean Coast Sardinia, 3Place, Nemo Ischia, Facta Scafati.
La conferenza stampa nazionale di presentazione dell’iniziativa avrà luogo lunedì 16 settembre 2019 alle ore 10 presso il Centro di servizi per il volontariato di Napoli (isola E1, centro direzionale).
Alla conferenza prenderanno parte la presidente della Commissione Ambiente al Senato, Vilma Moronese, il presidente del Csv Napoli, Nicola Caprio, il direttore del Csv Napoli, Giovanna De Rosa, il presidente di Let’s do It! Italy, Vincenzo Capasso, la presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato. All’appuntamento interverranno rappresentanti di alcune delle associazioni ed aziende partner dell’iniziativa.
Colpi di arma da fuoco contro la sede della Fondazione Famiglia di Maria a San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia di Napoli. Secondo quanto conferma la Polizia di Stato, due fori sono stati individuati sul portone di ingresso. La presidente della Fondazione, Anna Riccardi, all’indomani dell’agguato, il 9 aprile, nel Rione Villa che fu messo in atto davanti ad un bimbo di soli 4 anni – fu ucciso il nonno Luigi Mignano – si fece promotrice di una lettera-appello al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in cui si chiedeva una maggiore presenza dello Stato nel rione Villa. Il presidente della Repubblica lo scorso 13 aprile incontrò sia le mamme del quartiere che la stessa Riccardi. La Fondazione che in passato ha ricevuto anche la visita del presidente della Camera, Roberto Fico, offre una serie di servizi e di attività di laboratorio per circa 150 ragazzi del rione.