09 Dic, 2022 | Comunicare il sociale
Christmas Jazz è un concerto natalizio che si terrà sabato 10 dicembre nello splendido scenario del Complesso Monumentale Donnaregina situato nel centro storico di Napoli. Previsti due turni, quello delle 17.30 e delle ore 20.00.
Sulla scia del riscontro avuto nelle precedenti edizioni , quest’anno viene replicata la splendida formula musicale dedicata alle magiche atmosfere del Natale eseguite per la prima volta con la fusione di jazz e voce lirica.
Presente il soprano Romina Casucci, soprano di fama internazionale, che sarà accompagnata dalla Jazz Band VMood composta da affermati talenti del settore protagonisti di diversi festival italiani.
Il Complesso Donnaregina, situato a pochi passi dal Duomo di Napoli, rappresenta uno dei più suggestivi luoghi di bellezza del territorio ed è la cornice ideale per lasciarsi trascinare dalla magia della musica e del Natale.
L’organizzazione è curata da Nomea che organizza eventi musicali in location emozionanti e panorami mozzafiato pronti a meravigliare i partecipanti.
Il concerto si colloca tra le esperienze uniche caratterizzate dal mescolarsi di musiche, ambientazioni e format che sprigionano forza espressiva e suggestione.
Nomea sostiene la campagna sociale natalizia dell’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma dedicata alla ricerca scientifica per i tumori infantili.
I biglietti, il cui costo oscilla dai venti ai 5 euro, sono acquistabili su www.azzurroservice.net
di Maria Rosaria Ciotola
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09 Dic, 2022 | Comunicare il sociale
Il progetto delle Vele di Scampia nasce da un’utopia sociale ed abitativa in cui gli spazi individuali venivano inseriti in un ampio contesto di aree comuni andando a favorire il senso di comunità e creando in un solo edificio una “macchina abitativa” simile ad una città autosufficiente in piccolo.
Ci si auspicava la realizzazione di una città modello con alloggi dimensionati in base alle esigenze degli abitanti, aree verdi e grandi vie di scorrimento. Ogni famiglia non avrebbe rappresentato una realtà a sé ma una parte di una vera comunità.
Il progetto utopico delle Vele è miseramente naufragato fino a divenire un disastro strutturale e morale senza precedenti.
Non è stata mai realizzata l’originaria struttura prefabbricata a cavalletto calcolata da Riccardo Morandi, famoso strutturista italiano, la parabola che identificava il profilo a vela fu sostituita da uno ziggurat e da facciate chiuse che hanno condizionato la forma e la luce degli spazi interni, mai create le previste arre gioco, spazi verdi ed aree pubbliche né creato infrastrutture pubbliche di collegamento con il resto della città.
Monica Buonanno, nel libro “Siamo solo sognatori abusivi – Scampia ammaina la vela” (casa editrice De Nigris, pagine 144, costo Euro 18.00) ha voluto offrire una testimonianza al fine di valorizzare la lunga lotta del comitato Vele dai connotati sociali, etici e politici e del suo impegno politico e civico al servizio del bene comune.
L’autrice, ex assessore alle Politiche sociali ed al lavoro del Comune di Napoli , ha coordinato azioni di sviluppo occupazionale, seguito importanti vertenze simbolo del Mezzogiorno, assistito la riqualificazione di Scampia e di Napoli Est.
Ricordare i passaggi dei quali si è resa sostenitrice e che hanno accompagnato l’abbattimento delle vele, significa riconoscere dignità ed importanza a decine e decine di persone , ad un popolo di “ sognatori abusivi” capaci di attivare processi di partecipazione democratica.
Abbattere le vele ha significato liberare un quartiere da un angosciante passato, dare senso ad una battaglia durata quaranta anni, offrire voce ed importanza alle tante persone capaci ed oneste di quel territorio che non hanno mai cessato di sperare, credere nelle potenzialità e nelle bellezze della propria terra.
Molte le lotte ancora da affrontare per riqualificare Scampia. Fondamentale sarà la collaborazione tra le Istituzioni centrali e locali con la gente del quartiere, rivedere l’impianto normativo sull’edilizia residenziale sociale, avviare un’azione integrata di riqualificazione del verde, del decoro urbano, impegnare risorse a favore di interventi specifici per le marginalità urbane nell’ottica delle politiche di prossimità.
di Maria Rosaria Ciotola
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09 Dic, 2022 | Comunicare il sociale
Il diritto alla sessualità per una persona con disabilità fisica o psicologica è una questione complessa ma anche troppo spesso dimenticata.
È evidente la persistenza di un pregiudizio che probabilmente affonda le sue radici nell’ostilità nei confronti di un corpo che non rientra nei canoni di normalità e bellezza socialmente imposti.
Da qualche tempo, però, è stata introdotta tale tematica ed ha iniziato a sgretolarsi quella idea del tutto fuorviante che la persona disabile non provi desideri legati al suo corpo o ai suoi sentimenti.
In questo ultimo periodo si è assistito ad un cambio di rotta, per lo meno nello spazio che queste tematiche sembrano guadagnarsi sugli stessi mezzi di comunicazione, portando la questione a conoscenza di un pubblico sempre più vasto. Libri, film, servizi televisivi stanno aiutando a far capire come una persona con disabilità abbia necessità e diritto di vedere accolti questi suoi bisogni, anche se questo non basta, o comunque, da solo, non è sufficiente.
In tale quadro si colloca il progetto Sensuability dall’obiettivo scandalosamente ambizioso, ossia ridisegnare un nuovo immaginario erotico sulle persone con disabilità, ideato da Armanda Salvucci, presidente dell’Associazione “NessunotocchiMario” a Roma.
Il tema sessualità e disabilità viene affrontato in modo ironico, gioioso e diretto con articoli, concorsi, dibattiti, eventi, film, incontri nelle scuole, interviste, mostre, pubblicazioni.
Armanda Salvucci , contattata, si è resa disponibile ad un’intervista telefonica.
Può meglio illustrare tale progetto?
Sensuability ha come obiettivo di abbattere i pregiudizi e gli stereotipi legati alla sessualità e alla disabilità, attraverso tutti i linguaggi artistici quali la cinematografia, la fotografia, la pittura, la musica e il fumetto. Le diverse forme artistiche utilizzate sono il mezzo per rompere i tabù che circondano questo tema.
Quali sono i maggiori problemi legati alla sessualità dei disabili?
La sessualità è un tabù per tutti, figuriamoci quando viene accostata alla disabilità. La società ha un problema con il corpo e con la disabilità. C’è il preconcetto che il corpo di una persona con disabilità non possa essere attraente: accostare l’idea di piacere, di sensualità, di consapevolezza del proprio io a un corpo non perfetto è quasi inaccettabile. Il principale problema è proprio nell’incontro tra questi due mondi, sessualità e disabilità, visto con gli occhi della società di oggi: due tabù che si incontrano e creano un cortocircuito. Superare la visione delle persone con disabilità come esseri angelicati o supereroi lontani dalle amenità terrene, potrebbe certo aiutarci a fare importanti passi avanti.
Come poter sostenere le famiglie dei disabili, in attesa di una legge nazionale che ne tuteli il diritto?
Stare al fianco di genitori e familiari che si occupano di un figlio o un congiunto disabile è fondamentale. Il concetto di disabilità racchiude in sé sfaccettature molto diverse, che incidono in modo differente sulla vita delle famiglie ma che inevitabilmente si ripercuotono sulla quotidianità di tutti. Quello che diventa fondamentale è portare avanti politiche e misure volte a garantire il diritto a una vita indipendente per le persone con determinate disabilità. Permane lo status quo e questo porta molte famiglie a fare i conti con difficoltà che potrebbero non essere tali: basti pensare alle barriere architettoniche. Vanno assunti provvedimenti in grado di dare risposte reali e certe alle esigenze di queste persone, al di là delle belle parole. Guardando, invece, agli argomenti di cui ci occupiamo, le famiglie sono lasciate da sole ad affrontare i problemi legati al binomio sessualità-disabilità, mentre servirebbe una educazione sessuale e affettiva a cui partecipino scuole ed istituzioni.
Quanto è importante attivare percorsi per far accettare il proprio corpo con le sue limitazioni?
Come anticipato, il corpo, in particolare quello femminile, è troppo spesso oggetto di stereotipi e pregiudizi. Vedere la disabilità come negativa ha fatto sì che le stesse persone si sentissero sbagliate nei loro corpi, li nascondessero, negando la loro fisicità in un’esaltazione estrema dell’importanza dell’essere “belli dentro”, interiorizzando il body shaming, la vergogna verso il loro corpo e l’oppressione fisica perpetrata dalla società abilista. La nostra associazione, negli ultimi anni, sta lavorando moltissimo su queste tematiche e non solo con le persone disabili. Sono tantissimi i ragazzi e le ragazze senza alcuna disabilità che si rivolgono a noi per confrontarsi sui temi della sessualità e dell’accettazione del proprio corpo. Recentemente abbiamo pubblicato il quinto bando di Sensuability& Comics, il concorso di illustrazioni che si propone proprio di guardare negli occhi la disabilità e riportarla sulle tavole nella sua sensualità, nella sua forma più complice, erotica e – perché no – divertente. Anche iniziative di questo tipo aiutano molte persone a confrontarsi con la propria fisicità e vederla sotto una luce diversa.
Chi sono e cosa fanno gli assistenti sessuali ed emotivi per i disabili?
L’OEAS (Operatore all’Emotività, Affettività e Sessualità) può essere molto utile soprattutto nei casi di disabilità gravissima o con disabilità cognitiva. Potrebbe insegnare ai ragazzi come canalizzare i propri impulsi. Ma serve un’educazione per chi si occupa di educazione: basta una parola sbagliata per fare più danni di una guerra nel caso in cui ad occuparsene sia qualcuno che per primo ha problemi con la sua sessualità. Non tutti i casi di disabilità, però, richiedono a mio avviso l’intervento di queste figure. Quello che deve essere considerato un diritto di tutti è passare una serata in un locale, conoscere persone nuove e avere la possibilità di vivere anche delle avventure, l’importante è che ci sia il consenso. Tutto ciò implica parlare di barriere architettoniche, pregiudizi, limitazioni. È questa la priorità che NessunotocchiMario si è posta.
di Maria Rosaria Ciotola
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09 Dic, 2022 | Comunicare il sociale
A raccontare a Comunicare il Sociale le prime fasi di intervento dopo la frana del 26 novembre a Casamicciola è Ugo Barano, volontario del Centro italiano protezione civile isola d’Ischia
di Walter Medolla
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05 Dic, 2022 | Comunicare il sociale
Donne e uomini del mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura e della società civile mettono a disposizione volti e parole per testimoniare l’importanza del volontariato, della tutela del bene pubblico, della condivisione. È questo il senso della nuova campagna di comunicazione del Centro di Servizio per il volontariato della città metropolitana di Napoli che vuole promuovere la solidarietà.
12 testimonial hanno prestato la propria immagine e donato un pensiero sulla partecipazione civica e sull’agire volontario: hanno aderito l’attore e comico Alessandro Bolide, il missionario comboniano Padre Alex Zanotelli, l’attrice Antonella Prisco, il musicista Antonio Onorato, il poeta e scrittore Franco Arminio, le calciatrici del Napoli femminile Melissa Nozzi e Lucia Strisciuglio, lo speaker radiofonico Francesco Mastandrea, il comico Lino Barbieri, l’attrice Maria Bolignano, il sacerdote Padre Antonio Loffredo, il duo comico Enzo e Sal, l’attrice Cinzia Cordella. Dai loro sorrisi e dalle loro belle parole, l’impegno per valorizzare il ruolo del volontariato e la cultura del dono, elementi essenziali per una società più inclusiva e solidale. Con le immagini corredate dai messaggi dei testimonial è stato realizzato il calendario solidale 2023 che viene presentato agli Ets, ai volontari e ai media oggi, lunedì 5 dicembre, in occasione delle celebrazioni per la 37esima Giornata Internazionale del Volontariato.
«Il volontariato, come hanno dimostrato gli ultimi anni segnati prima dalla pandemia e poi dalla crisi ucraina, si conferma certamente uno dei pilastri della coesione sociale nel nostro Paese, un fenomeno che coinvolge circa 6 milioni di italiani e produce, attraverso 50mila organizzazioni non profit, oltre il 5% del PIL nazionale. I volontari sono sentinelle dei territori, sono i protagonisti dei processi di civismo e di democrazia e per questo vanno riconosciuti come un valore aggiunto della nostra società. CSV Napoli, con questa iniziativa, ha voluto far incontrare il mondo del volontariato napoletano con il mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura e dell’impegno civile, perché soltanto la strada della condivisione di processi e responsabilità ci permetterà di ripensare, riprogettare e proporre un nuovo modo di fare comunità», spiega il presidente di CSV Napoli, Nicola Caprio.
Il calendario è disponibile presso gli uffici di CSV Napoli e presso gli Sportelli Territoriali e sarà distribuito ai volontari in occasione di un incontro tra le Istituzioni e le associazioni della città metropolitana che avrà luogo il giorno 14 dicembre presso il Centro Congressi Tiempo al Centro Direzionale di Napoli, isola E5. Si tratta di un momento di confronto e dialogo tra i diversi attori coinvolti nello sviluppo dei nostri territori affinché si possano avviare percorsi collaborativi capaci di generare reali cambiamenti nella nostra comunità, nella direzione della sua crescita sociale, economica e culturale.
A questo link il video dedicato all’iniziativa
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02 Dic, 2022 | Comunicare il sociale
Nasce dove non ti aspetti l’iniziativa che da qualche giorno colora anche i muri di Portici. Era il 2015 e l’Iran viveva uno dei momenti più bui della sua storia, la povertà e il disagio erano tangibili e i racconti di carestia e sopravvivenza arrivavano sulle cronache occidentali grazie ai reportage giornalistici. Nel buio, però, ecco uno sprazzo di luce attraverso atti di generosità random. In alcune località rurali i cittadini iniziarono ad appendere ai muri esterni delle loro povere case quelle cose che a loro non servivano più: giacche, giochi, utensili. Chi aveva bisogno poteva prendere senza nemmeno il prezzo di un grazie.
Sulla scia di questa storia, a Portici è stato inaugurato nei giorni scorsi in via Libertà (quarta traversa sx) il ‘muro della generosità’. Il muro in questione è quello della scuola per l’infanzia “Il Ciliegio” che, col patrocinio del Comune vesuviano, ha voluto dar vita all’iniziativa che è nello stesso tempo un modo per dare e un modo per insegnare. Insegnare il valore delle cose e della solidarietà ai piccoli allievi della scuola e alle loro famiglie ma non solo.
Si tratta di un’installazione permanente composta di cassette per la frutta riadattate nelle quali i bambini lasceranno dei giochi, magari quelli che non usano più, per chi ha più bisogno.
«Un gesto finalizzato a ridare il giusto valore agli oggetti evitando sprechi ed eccessi ed a promuovere nei bambini la cultura dell’ altruismo – commenta l’assessore all’Istruzione Luca Manzo – Una magnifica iniziativa che mi ha fatto conoscere un’altra bella realtà della nostra Comunità che conferma la grande qualità dell’offerta formativa presente sul nostro territorio».
di Bianca Bianco
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