I ragazzi di Baraonda? Vanno on the road Speciale SEMI DI BENE

Fino al 30 novembre è possibile aiutare le associazioni che hanno vinto il bando “Semi di Bene” a ricevere un ulteriore bonus in denaro da parte dell’UniCredit, promotrice, assieme al CSV Napoli, del fondo di contributi economici a sostegno di progetti che favoriscono lo sviluppo e il benessere duraturo delle comunità.

Tra i quattro progetti vincitori, nella Fascia 2 che richiedeva contributi per importi tra i 9.000 euro e gli 11.999 euro c’è il progetto “Baraonda on the road” di TAM Cooperativa Sociale.

Dopo aver aperto il Baraonda, caffetteria in via Gandhi 27 a Cercola, e formato per il lavoro tre ragazzi e due ragazze con disabilità psichica o disturbo dello spettro autistico, il sostegno di UniCredit e CSV Napoli permetterà alla Cooperativa l’avvio di un nuovo progetto sociale che darà a nuovi ragazzi con disabilità la possibilità di poter lavorare, anche fuori dal bar.

L’idea imprenditoriale permetterà infatti ad altri 2 giovani baristi di imparare a gestire l’attività di ristorazione in eventi in esterna, nelle piazze, durante congressi o feste private con un servizio di catering professionale e di qualità.

«Il progetto on the road ha in particolare due obiettivi. Il primo è comunitario perché portare avanti il discorso di diffusione delle possibilità lavorative dei ragazzi autistici è assolutamente sociale. Il secondo obiettivo è di tipo economico perché permetterà l’inserimento lavorativo di altri due giovani cercando, come sta accadendo al bar, di rendere l’attività commerciale sostenibile a lunga durata» afferma il Dottor Agostino Borroso, psicologo che segue i ragazzi della Cooperativa.

Oltre al contributo economico dato dal bando dell’ente bancario, le associazioni vincitrici fino a fine novembre devono impegnarsi a raccogliere altri soldi grazie alla piattaforma IlMioDono, sulla quale sono state lanciate campagne di crowfunding, con la possibilità di ottenere un ulteriore contributo bonus da parte di UniCredit al raggiungimento di specifiche soglie di donazione.

I primi contributi bancari sono serviti per le attrezzature professionali e tutti i materiali necessari per avviare l’attività da gennaio prossimo mentre la raccolta di donazioni da privati cittadini servirà ad acquistare le divise di lavoro per i barman on the road. Con poche decine di euro sarà possibile aiutare a comprare grembiuli, gilet, camicie, pantaloni e gonne per rendere i ragazzi dei perfetti e professionali baristi.

Per poter contribuire basta cliccare il link sotto, stabilire la quota che si vuol destinare all’obiettivo e donare!

https://www.ilmiodono.it/it/organizzazioni/campania/tam_cooperativa_sociale/iniziative/un_ondata_di_stileacquistiamoinsiemeledivisedilavoroprofessional.html?fbclid=IwY2xjawOH-bRleHRuA2FlbQIxMABicmlkETB1eGRiT2VnYnBIb3p1ZXhCc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MghjYWxsc2l0ZQEyAAEeY8-i6mcbBQHwBCm2494TjUI7gBbvhDcFjGXuuMHoUJtZrgl_6dA7ohbiy-E_aem_B4G6XctzXv8ZPS4UFjwYLA

 

di Emanuela Nicoloro

 

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SENEGAL, BALOUO SALO COSTRUISCE IL PRIMO CENTRO MEDICO PER IL CONTRASTO ALLA MALNUTRIZIONE INFANTILE

Oltre 7 mila bambini colpiti da malnutrizione acuta, con un tasso di malnutrizione infantile del 12,5%: è la fotografia allarmante della regione di Sédhiou, nel sud del Senegal, scattata dall’Agence Nationale de la Statistique et de la Démographie, l’Agenzia nazionale di statistica del Senegal. Si tratta di una delle incidenze più alte del Paese, dove la scarsità di infrastrutture sanitarie, la difficile accessibilità alle risorse alimentari e le condizioni economiche aggravano il rischio di mortalità, soprattutto nelle aree rurali.
Per rispondere a quella che è da anni un’emergenza nazionale, l’organizzazione umanitaria indipendente Balouo Salo ha avviato la costruzione di un Centro Medico per il Contrasto alla Malnutrizione Infantile nella Regione di Sédhiou, la più deficitaria del Senegal. Il progetto nasce per offrire un servizio sanitario stabile e integrato, dedicato alla prevenzione e alla cura della malnutrizione infantile, con un approccio che unisce architettura sostenibile, formazione comunitaria e inclusione sociale. Costruito in autocostruzione con il contributo di oltre 800 volontari e collaboratori locali, insieme alla partecipazione della comunità beneficiaria, il centro rappresenta un esempio concreto di cooperazione dal basso, fondato sulla partecipazione attiva delle comunità.
«Con questo progetto vogliamo costruire un luogo di speranza, dove la cura diventa consapevolezza e la solidarietà diventa libertà – spiega Raoul Vecchio, presidente e fondatore di Balouo Salo. Il Centro per il Contrasto alla Malnutrizione Infantile offrirà spazi dedicati a visite mediche, dormitori per bambini a rischio, sale per formazione degli operatori sanitari e aree ludico-ricreative, creando un ambiente positivo e sicuro in cui promuovere la consapevolezza sui temi della salute, dell’igiene e dell’alimentazione. Miriamo ad offrire un supporto completo, che sia anche preventivo ed educativo, creando un punto di riferimento fondamentale per la salute e lo sviluppo dei bambini nel Paese. Un luogo dove chiunque possa riconoscersi e sentirsi coccolato».
Il centro – che sarà dedicato alla memoria di Simona Diebate, una bambina della regione scomparsa per malnutrizione – garantirà assistenza sanitaria continua e formerà una squadra di infermiere comunitarie. Tra le attività principali previste, anche la programmazione di corsi e seminari per sensibilizzare le famiglie sulle buone pratiche alimentari e un programma radio educativo, pensato per raggiungere anche i villaggi più isolati e diffondere conoscenze fondamentali per la salute dei bambini.
Il Centro per il Contrasto alla Malnutrizione Infantile sorgerà nel capoluogo del comune di Baghere – in una posizione strategica lungo la strada Nazione 6 – e sarà un punto di riferimento sanitario per oltre 7.000 bambini fino a cinque anni e per altri 15.000 che beneficeranno indirettamente dei servizi di prevenzione e assistenza. Il progetto si distingue anche per la sua bio-architettura innovativa, basata sulla tecnica conosciuta come Rammed Earth, ovvero terra compattata e stabilizzata. Frutto di una selezione internazionale e pensata per rispondere al clima tropicale, garantirà isolamento termico naturale, migliorando di 10-15°C la temperatura interna rispetto all’esterno.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di sviluppo comunitario che Balouo Salo porta avanti da oltre un decennio nel sud del Senegal. Ad aprile è stata inaugurata la Casa dell’Acqua di Baghere, un’infrastruttura innovativa con impianti di depurazione in grado di fornire acqua potabile a oltre 16mila persone ogni giorno. Mentre il Centro Polivalente Culturale e Museo delle Tradizioni di Tanaff, alla cui costruzione hanno partecipato circa 1200 collaboratori locali, verrà inaugurato tra pochi giorni in collaborazione con il Ministero della Cultura senegalese e, grazie alla conservazione di oggetti e memorie secolari, punterà a diventare Patrimonio nazionale. Entro la fine dell’anno sarà avviata, inoltre, la costruzione di un Centro di formazione per le donne della regione, come luogo di riferimento per le associazioni del territorio.
«La realizzazione del Centro per il Contrasto alla Malnutrizione Infantile è un’altra tappa di un percorso iniziato nel 2014 e fondato sulla partecipazione comunitaria. Ad oggi – sottolinea Vecchio – ci sono più di 2500 collaboratori locali che prendono attivamente parte a tutte le fasi dei progetti di Balouo Salo, con un’importante partecipazione delle associazioni femminili. Il nostro obiettivo – conclude Vecchio – è quello di andare oltre il mero concetto di assistenza e beneficenza. Puntiamo piuttosto sull’ascolto e sul diretto coinvolgimento delle comunità, senza imporre soluzioni dall’esterno, elaborando insieme le migliori soluzioni dando vita a processi di consapevolezza e autodeterminazione. Ogni progetto nasce dal territorio e con il territorio, con l’obiettivo di stimolare la popolazione a credere nelle proprie capacità, a diventare autonome, resilienti e indipendenti».

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Italian Brainrot, il fenomeno digitale diventa live e arriva in Campania con un tour dedicato

Tung Tung Saur e Cappuccina Assassina prendono vita e arrivano in Campania. Sabato 22 e domenica 23 novembre, il Centro Commerciale Campania ospiterà il tour ufficiale degli Skifidol™ Italian Brainrot Days, fenomeno che, pur apparendo bizzarro e incomprensibile agli occhi degli adulti, si è affermato come un autentico crocevia della cultura giovanile contemporanea. L’arrivo di questo show live non è solo un evento commerciale, ma un prezioso spunto di riflessione per pedagogisti e sociologi sul modo in cui le nuove generazioni, la Generazione Z e Alpha, consumano e producono identità e appartenenza.

Il termine “brainrot” (letteralmente “marciume cerebrale”), sebbene coniato in modo critico, descrive perfettamente la natura ipnotica e ripetitiva dei contenuti virali che costituiscono questo universo: tormentoni, balli compulsivi e personaggi iconici come Tung Tung Tung e Cappuccino Assassino. Da un punto di vista pedagogico, questo fenomeno può essere interpretato come l’ultima, rapidissima evoluzione della cultura partecipativa digitale. I giovani non sono solo spettatori passivi, ma co-creatori che trovano nell’eccesso, nella logica del meme e nella ripetizione dei refrain psichedelici una forma di linguaggio criptico e condiviso. È un meccanismo di validazione sociale e di costruzione identitaria che si svolge in uno spazio ludico e auto-referenziale, dove l’appartenenza al gruppo si consolida attraverso la conoscenza e l’uso immediato di codici effimeri. Per gli adulti, comprendere il “perché” di questo successo – oltre un miliardo di visualizzazioni globali e un’audience italiana che coinvolge 6 ragazzi su 10 tra gli 11 e i 18 anni – significa tentare di decifrare i nuovi rituali di socializzazione dell’era digitale.

Il tour mira a trasformare l’esperienza digitale in un evento totalmente immersivo dal vivo.

La due giorni al Campania è strutturata per massimizzare l’interazione diretta con la community. Sono previsti ben sei appuntamenti quotidiani:

  • Ore 11:00 e 12:00: I personaggi si muoveranno in galleria per incontri itineranti.
  • Ore 15:00, 17:00, 18:00 e 19:00: Il cuore dell’evento si sposterà in Piazza Campania per i balletti, i meet and greet e l’esperienza immersiva con i beniamini come Sahur, Mateo e Bromosuaro Rex. I fan potranno scattare foto e ballare insieme la coreografia ufficiale.

Il Centro Commerciale si trasformerà in un set a tema grazie a sei pannelli foto-hole dedicati, offrendo una “caccia al tesoro” fotografica.

Il momento clou per i collezionisti sarà lo scambio delle card Skifidol™ Italian Brainrot, che si terrà in Piazza Campania dalle ore 16:00 alle ore 17:00. Per incentivare la partecipazione, saranno distribuite 2.000 card omaggio totali (1.000 al giorno fino a esaurimento scorte).

Ogni evento avrà una durata di circa 30 minuti e sarà completamente gratuito e accessibile, mirando a coinvolgere non solo i giovanissimi, ma anche le loro famiglie.

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Che “genere” di sport vogliamo, AiCS scende in campo contro la violenza

Perché la violenza di genere sia davvero superata serve un cambio culturale che passi da prevenzione, sensibilizzazione, formazione. AiCS – Associazione italiana cultura sport, tra i più noti e storici enti di promozione sportiva e sociale del Paese, lo sa bene e da tempo, attraverso la sua Commissione nazionale di parità lavora in tal senso per promuovere pari opportunità, sia nella rappresentanza politica che in quella dei soci. Nel 2024, i dati degli associati parlano infatti di un sorpasso: oggi, dell’oltre milione di soci totali (1.100.000, nel dettaglio), il 53% è donna, così come lo è una dirigente su 3 delle circa 10mila associazioni affiliate ad AiCS.

In vista del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza di genere, AiCS promuove sia eventi sportivi che di sensibilizzazione e dà il via a un progetto di formazione nazionale volto ad abbattere le barriere di genere nello sport.

“Parete di genere” e Catch ‘n Serve Ball
Quello tra il 20 e il 23 novembre sarà tutto un week end dedicato alla lotta alla Violenza. Da domani a domenica, AiCS celebra a Salsomaggiore Terme  l’evento nazionale “Donne e sport”, che unisce confronti, formazione sportiva al campionato nazionale di Catch’N Serve Ball, mix tra pallavolo e palla rilanciata, aperto a donne e uomini over 35 in ottica inclusiva e paritaria. E’ uno sport “dolce” – a basso impatto aerobico – che ha come obiettivo quello di portare sul campo da gioco persone adulte che hanno abbandonato lo sport da giovani o che, lo sport, non l’hanno fatto mai. L’evento gode del finanziamento del Ministro dello sport e dei giovani, e del sostegno della Regione Emilia Romagna. Vi partecipano in tutto 350 atleti.

E’ invece un flash mob nazionale “Parete di genere”, incontro di padel che, sabato 22 novembre dalle 10 in contemporanea in 50 circoli di padel sparsi in 17 province diverse e di tutta Italia, porterà sul campo circa 1.100 atleti di ogni età – uomini e donne. La battuta di inizio si giocherà all’X4 Padel Club di Ostia che, dalle 9, ospiterà anche il talk nazionale sul rapporto tra sport, salute femminile e violenza. Il talk – trasmesso in diretta streaming sui canali social AiCS (@aicsdn) – sarà aperto dal presidente nazionale di AiCS Bruno Molea e dalla presidente della commissione di parità di AiCS, Viviana Neri. Presenti anche: Marta Bonafoni, Coordinatrice nazionale della segreteria del Pd, con delega al Terzo Settore e ai rapporti con le associazioni; Sasha Damiani, medica-chirurga e specialista per Peer, Salute femminile; Filippo Tiberia, responsabile Sport AiCS nazionale. I lavori saranno moderati dall’avvocata Ester di Napoli, componente della Commissione nazionale di parità e responsabile dell’Area infanzia e adolescenza del dipartimento Terzo Settore di AiCS.

Formazione sportiva sulla salute femminile
Nel corso del talk che aprirà Parete di genere, sarà presentato anche il nuovo progetto innovativo di formazione sportiva di AiCS che, da gennaio, inserirà nei suoi programmi di formazione per allenatori e tecnici sportivi un modulo specifico di Salute femminile, dall’età puberale alla menopausa.

Speciale di SportivaMente Tv
Ma il week end di sensibilizzazione non si fermerà sui campi da gioco. Per meglio raccontare il ruolo dello sport nella lotta alla violenza e per accogliere altri enti del Terzo Settore attivi nell’accoglienza delle donne vittima di violenza, AiCS dedicherà al tema la puntata di SportivaMente Tv di sabato 22 novembre. Alle 18.30 su DonnaTv (Canale 62), andrà in onda lo speciale “Che GENERE di sport vogliamo”, 45 minuti di talk che porterà in studio buone pratiche di prevenzione in ambito sportivo (come il Safeguarding) e darà voce a Telefono Rosa, la prima associazione italiana al fianco di donne e minori.

Premio AiCS di cultura sportiva “Beppe Viola”
Chiuderà la 4 giorni di celebrazioni, il Premio AiCS di Cultura sportiva “Beppe Viola” che lunedì 24 novembre alle 17 nel salone d’onore del CONI a Roma celebrerà gli sportivi, le sportive, le manager dello sport e i giornalisti e le giornaliste che hanno saputo utilizzare lo sport come leva di socialità, regole di fair play e inclusione. Tra i premiati, la giornalista della Gazzetta dello Sport ELISABETTA ESPOSITO, MANUELA OLIVIERI, fondatrice della Fondazione Pietro Mennea, DIANA BIANCHEDI, Chief Strategy, planning & Lagacy Officer della Fondazione MilanoCortina 2026.

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Il Piccolo Principe: un faro per i giovani della periferia est di Napoli

Quelli che un tempo erano “scugnizzi” oggi sono “piccoli principi”. Bambini e ragazzi che avrebbero forse preso un’altra strada, se non avessero incontrato sul proprio cammino gli operatori del centro socio-educativo “Il Piccolo Principe”, gestito a San Giovanni  Teduccio dalla cooperativa sociale “Terra e Libertà”, che il prossimo 20 novembre, nella Giornata internazionale dei diritti dell’Infanzia, spegne la sua 21esima candelina.

Ce ne parla Gigi Tarallo, presidente della cooperativa che dal 1994 si prende cura dei minori del quartiere: «Di qui sono passati Giuliano, che poteva disperdersi perché il suo destino sembrava segnato, invece ha studiato, oggi ha 31 anni, lavora in Polizia ed è diventato papà un mese fa». Un’altra punta di diamante del centro – diventato in questi venti anni un punto di riferimento per le famiglie nonché presidio di legalità del territorio – è Wanda, anche lei “ex scugnizza” che oggi sta studiando Scienze dell’Educazione e si candida a diventare la futura responsabile del Piccolo Principe.

 

«Quello che ci rende davvero orgogliosi è poter toccare con mano questi straordinari risultati. Oggi quelli che 21 anni fa erano bambini sono degli adulti, molti sono diventati genitori e mi portano i loro figli per farmeli conoscere; alcuni hanno intrapreso il lavoro di educatori ed animatori, passando dall’altra parte della barricata. È una soddisfazione enorme. Certi legami non si spezzano». È il commento di Tarallo, che aggiunge: «Non sono mancati momenti di crisi in questi anni ma abbiamo resistito, non ci siamo mai annoiati e oggi ripartiamo».

 

Il responsabile del CSE di San Giovanni racconta così gli esordi: «Aprendo il Piccolo Principe venti anni fa, siamo stati coraggiosi ma di un coraggio “necessario”: il contesto in cui ci si muoveva era caratterizzato dal vuoto totale sia in termini istituzionali, sia in termini di esperienze simili alle nostre. Oggi la situazione, per fortuna, è nettamente migliorata».

 

Circa un migliaio i bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni seguiti in questi anni dalla struttura, che svolge ogni giorno attività di supporto scolastico e laboratori ludico-ricreativi. «Siamo diventati un luogo accogliente  – spiega Gigi Tarallo – Capace di creare percorsi di reale emancipazione per i bambini a rischio della periferia est di Napoli, perché avessero gli stessi diritti e le stesse opportunità di bellezza degli altri bambini napoletani. Oggi raccogliamo ciò che abbiamo seminato, affrontando anche nuove sfide per il futuro. Come quella dell’autofinanziamento».

 

Ricordiamo infatti che il CSE non riceve denaro pubblico, per cui diventano particolarmente importanti finanziamenti come quello dell’8XMille della Chiesa Valdese, che permetterà ora al Piccolo Principe di diventare “stellare”, andando a consolidare le attività di supporto scolastico e i momenti ludico-ricreativi, oltre a creare nuovi momenti di confronto con le famiglie.

 

Un augurio per il futuro? «Continuare a viaggiare sempre fisicamente ma anche con la fantasia, sulle orme del protagonista del romanzo di Antoine de Saint-Exupéry».

 

di Maria Nocerino

 

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“Nonstopiùnellapelle”: quando il teatro svela le ferite del bullismo

Un teatro che non intrattiene soltanto, ma che cura, educa e mette in dialogo. È questa la visione alla base di “Nonstopiùnellapelle”, la performance multimediale realizzata dalla Fabbrica delle Storie di Shalom Progetto Famiglia odv insieme al Liceo Pitagora-Croce di Torre Annunziata, in scena il 24 novembre 2025 al Teatro Acacia di Napoli. Un’opera che attraversa i territori interiori dell’adolescenza e porta sul palco l’ombra lunga del bullismo, trasformandola in un’esperienza collettiva di consapevolezza.

Lo spettacolo, ispirato a “La Metamorfosi” di Franz Kafka, rilegge il capolavoro letterario alla luce di una delle fragilità più urgenti del nostro tempo: l’isolamento relazionale generato dalle dinamiche del bullismo e amplificato dal rifugio nel mondo digitale. Qui il protagonista, Gregorio, adolescente bullizzato, trova riparo nella realtà virtuale fino a identificarsi con Gregor Samsa, il personaggio kafkiano che si trasforma in un enorme insetto. La gabbia semiaperta che domina la scena diventa la sua mente distorta, una prigione che inghiotte affetti, percezioni e confini.

La regia di Carola Flauto traduce questa metamorfosi in un linguaggio scenico dove digitale e corporeo si fondono, in uno spazio liquido ed etereo che avvolge lo spettatore. Lo spettacolo è il frutto di un lungo percorso laboratoriale dell’atelier “Anita Sorrentino”, in cui studenti e docenti hanno lavorato insieme alla costruzione dei testi, delle coreografie – curate dal ballerino Gerardo Castagnino – e della scenografia, firmata da Angela Flauto. Una creazione corale che restituisce non solo un prodotto artistico, ma un vero processo educativo.

«Bullismo e bullizzati – afferma la regista – sono legati da dinamiche distruttive che generano isolamento, distorsioni percettive e dipendenze digitali. A tutto questo opponiamo il primato del Corpo, della Pelle, il nostro primo luogo di contatto con il mondo». Un messaggio potente, che attraversa la scena e invita a riflettere sul valore dell’incontro, della presenza, dell’ascolto autentico.

Per Armando Prisco, presidente di Shalom Progetto Famiglia odv, il teatro si conferma un dispositivo pedagogico capace di aprire “menti e cuori”: «Non mettiamo in scena solo una storia, ma uno spazio in cui gli studenti possono esplorare emozioni e dinamiche sociali. Questo percorso continuerà nel 2026, consolidando un’idea di Teatro Sociale che unisce arte, educazione e volontariato». Una visione condivisa dal vicepresidente e direttore artistico Mario Flauto, che già guarda al futuro: «Il prossimo step sarà un laboratorio teatrale sulla Costituzione, in collaborazione con il Liceo Pitagora-Croce e con una finestra sul Servizio Civile».

Le parole della Dirigente scolastica Tiziana Savarese sottolineano l’impatto formativo del progetto: «L’immedesimazione permette agli adolescenti di liberarsi dalle emozioni negative e trovare forza per affrontare ansie e paure, oggi alimentate da modelli basati su violenza, apparenza e prepotenza».

Non meno significativa la visione di Salvatore Filocamo, direttore del Teatro Acacia, che definisce l’iniziativa “una nuova frontiera del teatro, partecipato ed educativo”, capace di parlare ai giovani con il loro linguaggio e di generare “bellezza, responsabilità e speranza”.

La giornata ospiterà anche un approfondimento sulle implicazioni legali del bullismo e del cyberbullismo, grazie agli interventi dei magistrati Ernesto Aghina e Gabriella Ambrosino del Tribunale di Torre Annunziata.

“Nonstopiùnellapelle” è dunque più di uno spettacolo: è un viaggio nella fragilità e nella forza, un atto collettivo che intreccia scuola, cultura, volontariato e istituzioni. Un esempio concreto di come il teatro possa diventare un luogo civile dove riconoscersi, prendere parola e tornare – insieme – alla pelle viva delle relazioni.

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