13 Set, 2022 | Comunicare il sociale
La torciata coreografica, che di sera illumina più dei faretti bianchi il campo appena risistemato, restituisce una luce di speranza ai bambini di un rione troppo spesso dimenticato ma tenuto a galla dall’orgoglio di chi vi abita, pur tra mille difficoltà. Ora, finalmente, le Vele di Scampia hanno di nuovo una struttura sportiva degna di essere chiamata tale. Un campo da calcio completamente ristrutturato con nuove porte, nuove reti metalliche di protezione, nuove panchine, un nuovo terreno di gioco. È la Scampia del futuro quella che, come succede oramai da anni visto il processo di rigenerazione urbanistica e umana in atto, rifugge l’etichetta di giungla selvaggia da cui tenersi lontano.
Il progetto – L’obiettivo della ristrutturazione del campetto è stato possibile raggiungerlo grazie a diverse componenti. Numero uno: la raccolta fondi avviata tempo fa da Alfonso Avino de 1926 nel Mondo, informatico di Frattamaggiore residente a Barcellona che distribuisce gadget del Napoli calcio in giro per il globo. Gli oltre 2000 euro raccolti sono stati ovviamente utilissimi. Numero due: il sostegno economico e l’impegno a reperire materiali da parte dei fratelli Antonio e Gaetano Letizia, giocatore della Puteolana il primo e capitano del Benevento il secondo, nati e cresciuti nelle Vele. Terza componente, non meno importante: l’impegno costante del Comitato Vele di Scampia e dei suoi abitanti che non hanno mai mollato nemmeno in questa occasione. L’inaugurazione del campo nella serata di lunedì, alla presenza degli stessi fratelli Letizia (e di Glick, compagno di squadra di Gaetano nel Benevento), del cantante Luciano Caldore, anche lui abitante delle Vele, di Valerio Jovine, di Diego Armando Maradona Junior. Pochi rappresentanti istituzionali presenti: il presidente dell’Ottava Municipalità Nicola Nardella, il consigliere comunale Rosario Andreozzi e qualche esponente della Municipalità ottava.
La felicità della gente – Un campo di calcio rifatto in certi contesti è una vittoria quasi insperata, è qualcosa di diverso e di non scontato. Negli occhi e nel cuore dei genitori delle Vele, a partire da quelli che dimorano nella gialla più vicina alla struttura, traspare una gioia consapevole. «Mio figlio oggi ha 32 anni – afferma Titti – e mi ricordo quando giocava nel campetto malandato. Sapendolo lì mi sentivo più tranquilla perché ero conscia che attorno non ci fosse nulla». Ma tirare calci a una palla tra l’erba alta e le pietre, era comunque complicato. «E infatti accompagnavo con l’auto lui e i suoi amichetti a giocare altrove. Adesso, per i nostri nipoti, non sarà più così» aggiunge Titti. «Anche mio figlio di 6 anni Rosario finalmente potrà giocare su un campo vero, sono davvero felice» il laconico commento di Anna, con il bambino che non vede l’ora di entrare in campo come gli altri centinaia di coetanei. «Scampia è sempre stata emarginata, ci hanno dipinto sempre in un certo modo. I nostri nipoti finalmente avranno un campetto di calcio vero», è la riflessione di Patrizia.
Gli altri interventi – Dal comitato Vele Omero Benfenati sottolinea: «Tutti noi abbiamo giocato tra i ballatoi dei palazzi e l’amianto. Da piccoli, quando andavamo a 100 metri di distanza per fare una partita ci cacciavano perché eravamo quelli delle Vele. Questo campo è per le centinaia di bambini delle Vele ma non solo, tutti possono venirci. Senza la tenacia del Comitato e l’opera dei fratelli Letizia e di Avino tutto questo non sarebbe stato possibile perché le istituzioni latitano, anche sul processo di rigenerazione del Lotto M». Parroco in prima linea contro la camorra e presidente della squadra Oratorio don Guanella Scampia Calcio, don Aniello Manganiello fa un parallelismo con il passato. «Don Peppino Puglisi, appena arrivato al quartiere Brancaccio di Palermo, fece subito in modo di realizzare un campo di calcetto per portare via i ragazzi dalla strada. Quando io sono arrivato al Rione Don Guanella, ho costituito un’associazione sportiva». Ma garantire un campo di calcio ai bambini quando sarà la normalità? «Quando i cittadini acquisiranno la piena convinzione che la legalità conviene perché è una risorsa, una ricchezza a 360 gradi. È questa la strategia per cambiare la realtà che ci circonda» risponde don Aniello. Visibilmente contento è Gaetano Letizia, capitano del Benevento Calcio e figlio di Scampia. «Ci siamo impegnati con il cuore, vedere questi bambini felici è la vittoria più bella sul campo di calcio. Con i miei compagni di squadra abbiamo fatto un pranzo sulle Vele prima dell’estate e loro mi hanno detto che Scampia non è come la descrivono in tv». Alfonso Avino de 1926 nel Mondo spiega perché ha voluto impegnarsi. «Sono venuto alle Vele per portare dei palloni da calcio e il campo era in condizioni pietose. Ho chiesto cosa potesse servire per rifarlo, ovviamente si trattava di trovare dei soldi. E quindi ho fatto partire questa raccolta fondi tramite il mio profilo Instagram, l’ho pubblicizzata tramite anche alcuni giornalisti sportivi». «Io giocavo su un campo di terreno, non avevamo nemmeno l’ascensore quando siamo arrivati dopo il terremoto del 1980» fa un tuffo nel passato anche il cantante Luciano Caldore esibitosi con Valerio Jovine durante la serata.
di Antonio Sabbatino
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12 Set, 2022 | Comunicare il sociale
Il 22 settembre si celebra la prima Giornata Nazionale della Neurologia, istituita dalla Società Italiana di Neurologia (SIN) con l’obiettivo di aumentare la conoscenza sulle patologie neurologiche e sulla figura del neurologo in modo da sensibilizzare la popolazione ad affidarsi alle cure di questo specialista nel momento in cui compaiono i primi sintomi.
Ancora oggi la figura del neurologo e le sue competenze, così come i sintomi che caratterizzano le singole patologie neurologiche, sono poco chiari alla maggior parte delle persone.
Lo conferma un’indagine nazionale promossa dalla SIN da cui emerge come la conoscenza della neurologia risulti piuttosto vaga tra la popolazione: pur riconoscendo che il neurologo tratta patologie legate al cervello, spesso il suo ruolo viene confuso con quello di altri specialisti.
I risultati della Survey dimostrano, inoltre, che 1 italiano su 3 ritiene di conoscere le principali patologie neurologiche, pur non sapendo indicarne i disturbi correttamente: solo il 13% degli intervistati conosce tutti i sintomi dell’Ictus, il 12% quelli dell’Alzheimer, il 5% quelli relativi all’Epilessia, mentre la percentuale scende al 2% quando si parla di Malattia di Parkinson (MP) e Sclerosi Multipla (SM)1.
“Considerando tutte le possibili cause di danno neurologico, da quelle della corteccia cerebrale al muscolo – afferma il Prof. Alfredo Berardelli, dell’Università La Sapienza di Roma e Presidente della Società Italiana di Neurologia – la diagnosi e la cura dei disturbi del Sistema Nervoso è indubbiamente complessa. Solo chi ha un’adeguata preparazione neurologica è in grado di discernere fra l’ampio ventaglio di possibili variabili diagnostiche: il ruolo del neurologo è fondamentale, soprattutto in condizioni in cui, come ad esempio l’ictus, contano i minuti. time is brain come usiamo dire noi neurologi”.
Il 22 settembre, la Società Italiana di Neurologia lancerà una campagna di sensibilizzazione sui propri canali social (Facebook, Instagram e Twitter) dal titolo “Proteggi il tuo cervello, affidati al neurologo” in cui verranno diffusi contenuti informativi su chi è il neurologo e di cosa si occupa, sulle caratteristiche delle principali malattie neurologiche, sui sintomi che possono essere campanelli di allarme, sulle caratteristiche dei centri di riferimento per la cura.
Gli utenti potranno rivolgere agli esperti della SIN domande generiche (non si effettuano consulenze mediche online) attraverso l’interazione con i post o con le storie della campagna social e inviando messaggi privati sugli account Instagram, Twitter e sulla pagina Facebook della Società Italiana di Neurologia.
Le malattie neurologiche sono al primo posto fra le condizioni, acute o croniche, responsabili di perdita dell’autonomia.
“Secondo l’OMS un terzo della popolazione mondiale soffre di malattie del sistema nervoso –sottolinea il Prof. Leandro Provinciali dell’Università Politecnica delle Marche – Oltre a ciò, la metà di tutte le cause di disabilità sono di natura neurologica e il carico di malattia dei pazienti neurologici è di gran lunga maggiore di quello sostenuto da chi è affetto da malattie cardiache o neoplastiche”
In Italia oltre 7 milioni di persone soffrono di emicrania, 12 milioni soffrono di disturbi del sonno e sono oltre 1.200.000 le persone affette da demenza, di cui 720.000 da Alzheimer; 800.000 sono i pazienti con conseguenze invalidanti dell’Ictus, patologia che ogni anno fa registrare 180.000 nuovi casi, e 400.000 coloro che sono colpiti dal Morbo di Parkinson.
La Giornata della Neurologia sarà anche l’occasione per fare il punto della situazione sugli aspetti relativi all’organizzazione assistenziale erogata in Italia, soprattutto alla luce del PNRR che offre una straordinaria opportunità per migliorare la disuguaglianza sanitaria e rigenerare il sistema sanitario, con l’allocazione di risorse finalizzate ad alcuni scopi principali:
potenziamento dell’assistenza territoriale con reti di prossimità, strutture intermedie (come le Case e gli Ospedali di Comunità) e l’assistenza domiciliare, implementando i servizi digitali e di telemedicina
modernizzazione degli ospedali con un nuovo impulso a innovazione, ricerca e digitalizzazione del SSN per l’ammodernamento attraverso nuove tecnologie o la sostituzione di quelle ormai obsolete col loro adeguamento agli standard di sicurezza attuali e la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi.
L’attuazione degli obiettivi del PNRR richiede inoltre lo sviluppo di fattori abilitanti: la valorizzazione del capitale umano, la ridefinizione di percorsi di formazione del personale ed i sistemi di valutazione delle competenze, la ricerca e l’innovazione, la trasformazione digitale, nonché l’implementazione del dialogo e del confronto tra gli attori che hanno la responsabilità di organizzare e offrire l’assistenza.
La SIN ha da tempo chiesto al Ministro della Salute Roberto Speranza un tavolo inter-istituzionale permanente per la riorganizzazione dei modelli di assistenza ospedaliera e territoriale sottolineando la necessità dei neurologi di una maggior coordinazione dei vari livelli assistenziali che faccia perno sul paziente.
Come afferma il presidente SIN Alfredo Berardelli, “La collaborazione con le Istituzioni è importante per dare una risposta adeguata ai problemi derivanti dalla diffusione delle malattie neurologiche, caratterizzate da complessità clinica e da frequente cronicità, rilevante soprattutto nelle patologie neurodegenerative in costante aumento con l’invecchiamento della popolazione”
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12 Set, 2022 | Comunicare il sociale
Tra il 2020 e il 2022 gli accessi dei minorenni al pronto soccorso e i ricoveri in ospedale per cause legate alla suicidalità, cioè tutti quei gesti e comportamenti autolesionistici, tra cui pensieri, azioni e tentativi suicidari, sono in preoccupante aumento.
È l’allarme lanciato dalla SINPIA – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, secondo cui tra i numerosi effetti della Pandemia sulla salute mentale di adolescenti e preadolescenti italiani si rileva anche una maggiore incidenza di atti autolesionistici e di tentati suicidi.
“L’autolesionismo e i comportamenti suicidari sono purtroppo numerosi negli adolescenti, e richiedono interventi tempestivi per raccogliere la richiesta di aiuto sottostante” – spiega la Prof.ssa Elisa Fazzi, Presidente della SINPIA e Direttore della U.O. Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ASST Spedali Civili e Università di Brescia. “Non c’è dubbio – continua – che la Pandemia da Covid-19 abbia rappresentato e rappresenti un’emergenza per la salute mentale dei ragazzi, con il rischio di conseguenze anche a lungo termine se non vengono messi in atto gli interventi appropriati. Un evento molto stressante, come il lungo periodo pandemico, in una fase evolutiva delicata come l’adolescenza può avere un impatto molto rilevante sulla salute mentale. Per fortuna oggi abbiamo a disposizione interventi terapeutici efficaci, purchè vengano messe in campo risorse adeguate per realizzarli”.
Il suicidio è un evento raro prima della pubertà, mentre diviene più frequente in adolescenza e nell’età adulta. In Italia, così come in tutta Europa, rappresenta la seconda causa di morte tra i ragazzi, dopo gli incidenti stradali, con 1.200 vittime ogni anno nella fascia di età tra 10 e 19 anni, tre al giorno in Europa (fonte Unicef).
Secondo alcuni recenti studi, la prevalenza del comportamento autolesivo tra i ragazzi di 16 – 18 anni è rimasta stabile tra il 2011 e il 2014 (17,2% contro 17,7%), mentre si è verificato un incremento fino al 27,6% durante la Pandemia del 2020-2021. Lo stato di isolamento sociale e precarietà, la paura della malattia, le difficoltà economiche, sono fattori importanti che hanno contribuito al malessere diffuso dei ragazzi ed alla frequente profonda mancanza di speranza per il futuro. Rispetto a quello precedente, nel biennio COVID si registrano aumenti statisticamente significativi delle diagnosi di tentato suicidio (32,4% vs 18,4%), disturbo del comportamento alimentare (26,1% vs 14,3%), disturbo d’ansia (30,4% vs 21,7%) e disturbo psicotico (10,1% vs 5,5%).
“Negli ultimi 10 anni – spiega il Prof. Stefano Vicari, ordinario di Neuropsichiatria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Direttore della UO di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma – l’ansia e la depressione sono aumentate notevolmente anche tra i bambini e gli adolescenti. La Pandemia ha poi ulteriormente accentuato questa tendenza e gli studi più recenti indicano come una percentuale compresa tra il 20 e il 25% dei giovani manifesti i segni, rispettivamente, di un disturbo d’ansia e di depressione. E in questo contesto ragazzi e ragazze depresse presentano molto spesso, in associazione, comportamenti autolesivi – danneggiano, cioè, volontariamente il proprio corpo con tagli, bruciature, escoriazioni – ideazione e tentativo di suicidio”.
Gli eventi stressanti, come quelli già descritti correlati alla Pandemia, ma anche la morte di una persona cara, la fine di una relazione, umiliazioni e maltrattamenti gravi, difficoltà scolastiche, problemi con la legge, possono agire da fattori scatenanti, mentre l’uso e l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti possono diminuire l’autocontrollo e interferire con la capacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni, facilitando la messa in atto di comportamenti suicidari.
“Nonostante numeri da vera e propria emergenza sanitaria, gran parte dell’opinione pubblica (e della classe politica) continua ad ignorare la realtà: una parte dei nostri ragazzi sta male, soffre di un dolore mentale che troppo spesso li potrebbe portare a gesti estremi con conseguenze irreparabili.” – conclude la Dott.ssa Antonella Costantino, Past President della SINPIA e Direttore dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) della Fondazione IRCCS «Ca’ Granda» Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – “La risposta del Sistema Sanitario Nazionale è ancora insufficiente sia in termini di presenza sul territorio di Servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza capaci di intercettare il disagio nelle sue prime manifestazioni, sia in termini di offerta assistenziale ospedaliera specificatamente dedicata all’età evolutiva. Come SINPIA, vogliamo cogliere l’occasione di questo 10 settembre 2022, Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, per richiamare nuovamente l’attenzione di tutti sul tema della salute mentale di bambini e adolescenti, nella speranza che gli interventi socio-sanitari da sempre auspicati e mai realizzati trovino finalmente, nel prossimo futuro, piena attuazione”.
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12 Set, 2022 | Comunicare il sociale
«Sono fortemente convinto che la crisi climatica sia a un punto ormai irreversibile e che difficilmente questa corsa potrà essere fermata nel breve periodo, anche perché il sistema politico a livello planetario non è sufficientemente cosciente di questo stato di cose. Stiamo intraprendendo una fase storica nuova, che durerà parecchi anni, quella della transizione ecologica. La consapevolezza che stava crescendo intorno a questi temi è stata bloccata da due eventi che ci hanno distratti tutti: la pandemia e la guerra in Ucraina. Ma non possiamo più non porre attenzione allo sconquasso che sta avvenendo» è questo l’appello di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che ha presentato la prossima edizione di Terra Madre Salone del Gusto che si terrà a Torino dal 22 al 26 settembre con oltre 3000 delegati da 150 paesi e decine di migliaia di visitatori nel nome della rigenerazione
«Per questo credo che l’unica opportunità che l’umanità ha di mitigare la crisi climatica possa solo venire dal basso, dalla società civile, da tutti noi cittadini che dobbiamo avviare una conversione ecologica, come dice Papa Francesco, a partire dalle nostre scelte quotidiane e il cibo ha un ruolo centrale. Ad esempio impegnandoci a consumare meno carne, a sprecare meno prodotti alimentari, a eliminare l’uso della plastica monouso. Tra qualche giorno a Torino oltre 3 mila delegati da 150 Paesi e decine di migliaia di visitatori saranno a Parco Dora per Terra Madre Salone del Gusto: credo possa essere una grandissima occasione per coinvolgere quante più persone possibile, a partire dai più giovani, in questo cambio di paradigma, in questo percorso verso una rigenerazione che parte dal mondo della produzione alimentare per generare un impatto significativo sull’ambiente, la biodiversità, l’economia, la geopolitica, la giustizia sociale e l’equità di genere. In una parola, impegnarsi a fare politica ogni giorno, con gioia, nella nostra vita quotidiana» ha concluso Petrini presentando Edward Mukiibi, presidente di Slow Food.
Edward Mukiibi, 36 anni, agronomo e alumno dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha partecipato a Terra Madre per la prima volta nel 2008, esperienza che gli ha cambiato letteralmente la vita, grazie all’entusiasmo e alla forza collettiva di una rete internazionale unita dagli stessi problemi, dalla stessa visione del mondo e del sistema produttivo e dalla stessa speranza. Mukiibi è stato eletto a capo del movimento della Chiocciola lo scorso luglio, in occasione dell’ultimo congresso internazionale di Slow Food.
«Vengo da una famiglia di produttori di piccola scala in Uganda e ho toccato con mano quello che questo sistema alimentare ha determinato nel mio Paese e in diversi territori del sud del mondo. La crisi climatica non è più un mito e ormai le basi scientifiche sono più che confermate, soprattutto è chiaro ormai a tutti che dobbiamo reagire perché ne vediamo le ripercussioni nella nostra vita quotidiana. Lo abbiamo visto in Italia negli ultimi mesi, ma anche nel resto del mondo è ormai evidente. Per questo dobbiamo agire immediatamente, anche perché la crisi climatica sta generando conflitti e ondate migratorie. Come avviene per esempio nell’Uganda orientale, dove nella stagione calda le comunità di pastori lottano per accaparrarsi i pascoli, sempre più scarsi e secchi. La produzione agricola e il cibo sono vittima e causa di questi fenomeni, ma dipende dall’approccio produttivo utilizzato. Attuare sistemi rigenerativi e agroecologici su larga scala attraverso il lavoro dei giovani e delle comunità locali ci può permettere di contrastare le conseguenze della crisi climatica, soprattutto per garantire una vita sostenibile e dignitosa non solo alla generazione attuale, ma anche alle future. Questo è solo un punto di partenza, ma sia chiaro che non possiamo più aspettare perché forse domani potrebbe essere troppo tardi» ha concluso il presidente di Slow Food.
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12 Set, 2022 | Comunicare il sociale
Il Mann,in collaborazione con Comicon, fino al 19 settembre 2022, ospita una selezione speciale delle opere del progetto Manga Heroes nella sala di Pompei. Evidenti sono i collegamenti tra gli autori di manga che hanno tratto ispirazione dall’immagine del vulcano per raccontare le proprie storie. Caschi che ricordano gli elmi della Magna Grecia, mitologiche armature, pezzi da collezione rari ed esclusivi capaci di regalare ispirazioni, suggestioni al visitatore immerso nella cultura globale universale: quella dell’eroe, della sua sfida nei confronti della natura, del destino, della storia.
In quest’ottica, Super Robots come Goldrake, Mazinga, Jeeg, Voltron divengono giganti di una mitologia che fonde l’immaginario nipponico con quello mediterraneo; mostri alieni che ricordano Scilla e Cariddi e armature forgiate nel fuoco come quelle di Efesto.
I Pokémon offrono una rivisitazione delle divinità della natura tipiche della mitologia romana, mentre Haran Banjo, pilota del famosissimo Daitarn 3, è un eroe tragico espressione del conflitto irrazionale tra la volontà dell’uomo e la necessità del reale. Osamu Tezuka, dio del manga, Triton il figlio del mare ed Astroboy sono costantemente impreziositi da richiami alla storia antica, all’epoca del mito e simboleggiano la ricerca del sé e del ruolo dell’uomo all’interno del mondo, della storia, dell’umanità.
Lo stesso Tokyo Revengers, manga di enorme successo contemporaneo, sembra rievocare le parole di Senofonte nell’Anabasi. Il visitatore . assistendo a tale evento, è testimone dell’amicizia tra il Giappone e la città di Pompei e sostiene con la sua presenza il raggiungimento dell’obiettivo di promuovere un’approfondita conoscenza tra terre apparentemente cosi lontane.
Importante potenziare gli scambi culturali, linguistici, turistici, ambientali ed educativi come fonti di opportunità per gli appartenenti alle due comunità, facilitando lo scambio e la condivisione delle eccellenze dei territori. In tempi di conflitti e divisioni, sostenere un patto di amicizia è un bel gesto, significativo,controcorrente.
di Maria Rosaria Ciotola
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08 Set, 2022 | Comunicare il sociale
Si avvicinano le elezioni politiche del 25 settembre 2022, occasione in cui tutti i cittadini italiani sono chiamati ad esprimere la propria opinione riguardo al rinnovo del Parlamento e, quindi, ad eleggere i rappresentanti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.Ma c’è il rischio che non sia così per tutti.
Consultando, infatti, la sezione FAQ disponibile sul sito del Ministero dell’Interno, la possibilità di avere un accompagnatore nella cabina della votazione per apporre il proprio segno sulla scheda elettorale è riservata solo a chi ha un’impossibilità fisica o visiva (quesito n. 21). Ciò, dunque, precluderebbe il diritto di voto alle persone con disabilità intellettive che, se prive di disabilità fisiche visibili, potrebbero avere comunque bisogno di un adeguato supporto, ovvero di un accompagnatore, nell’espletare l’azione di voto.
Si tratta, questa, di una criticità che era già stata sollevata da Anffas nell’ambito del progetto “Capacity: la legge è eguale per tutti – Modelli e strumenti innovativi di sostegni per la presa di decisioni e per la piena inclusione sociale delle persone con disabilità intellettive”, realizzato con il contributo finanziario concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l’annualità 2016 a valere sul Fondo per l’Associazionismo di cui alla legge n.383 del 2000, avviato nel novembre 2017 e volto a sperimentare modelli innovativi di sostegno al processo decisionale per le persone con disabilità intellettive e del neurosviluppo.
In particolare, dalla Consultazione pubblica lanciata in merito alla concreta applicazione dell’art. 12 della Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità (Uguale riconoscimento dinanzi alla legge), è emersa la necessità, tra le altre, di prevedere l’accompagnamento in cabina al fine di supportare materialmente la persona con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo nell’esprimere la sua scelta senza, mai, alterarne l’espressione e la partecipazione al voto libera, personale e consapevole, nella massima misura possibile.
Pertanto, all’interno delle Raccomandazioni elaborate all’esito del sovracitato progetto, Anffas aveva posto all’attenzione dei decisori politici il bisogno di definire una disciplina chiara e puntuale che garantisca l’esercizio di voto supportato da parte delle persone con disabilità intellettive (raccomandazione n. 5).
Ad oggi, tuttavia, tale impasse rimane ed è causa di episodi, sempre più spesso frequenti e segnalati anche agli sportelli delle associazioni locali, per cui le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo hanno visto negato il proprio diritto di voto.
«Per Anffas tutto ciò non è più sostenibile – dichiara il Presidente Nazionale Anffas, Roberto Speziale. – Sulla scorta delle analoghe proposte avanzate dal GDL 1 – Non discriminazione, riconoscimento della condizione di disabilità – dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, cui Anffas partecipa, richiamiamo nuovamente le Istituzioni a modificare al più presto il sistema giuridico-normativo e a garantire a tutte le persone con disabilità, ivi incluse disabilità intellettive, il diritto ad un “processo decisionale supportato” (in un’ottica di autodeterminazione).»
«Si tratta, in sostanza, di un impegno non più procrastinabile giacché necessario a promuovere la piena inclusione sociale e la partecipazione alla cittadinanza attiva di tutte le persone con disabilità in condizione di pari opportunità con gli altri cittadini; il tutto anche attraverso la predisposizione di strumenti e supporti adeguati e personalizzati, costruiti e gestiti sulla base delle esigenze del singolo individuo.»
A tal proposito, si segnala che, in vista delle elezioni politiche, Anffas Nazionale, in collaborazione con il Gruppo dei lettori di prova di Anffas Udine, ha reso disponibile una guida in linguaggio facile da leggere e da capire (Easy to Read – ETR) finalizzata a rendere accessibili a tutte le persone, con e senza disabilità, le informazioni relative alle modalità di voto.
Il documento è disponibile cliccando qui.
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