“NESSUN UOMO È UN’ISOLA”, MEETING NAZIONALE A PROCIDA DELL’ORDINE ASSISTENTI SOCIALI

“Nessun uomo è un’isola” è il titolo del Convegno Nazionale promosso dall’Ordine Nazionale Assistenti Sociali (CNOAS), dalla Fondazione Nazionale Assistenti Sociali (FNAS) e dal Consiglio Regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Campania (CROAS Campania) il giorno 15 settembre a Procida, Capitale della Cultura 2022, che ha ricevuto l’importante riconoscimento anche e soprattutto per aver promosso attività di accoglienza ed inclusione delle persone in difficoltà.
Il Convegno si terrà nella mattinata del 15 settembre, dalle 9.30 alle 13.10, presso la sala Procida Hall, in concomitanza della Conferenza dei Presidenti che si terrà il 15 e 16 settembre in Campania, nelle isole di Procida ed Ischia.
Il titolo ‘Nessun uomo è un’isola’ vuole evidenziare che tutte le persone hanno diritto attraverso progetti di inclusione a superare il loro disagio. È proprio di diritti, di nuovi bisogni e di inclusione delle persone in stato di disagio che tratterà il Convegno Nazionale del 15 settembre.

La giornata, dopo i saluti istituzionali, si articolerà in tre sessioni di lavoro.

Dalle 9.30 vi saranno i saluti istituzionali del sindaco di Procida Raimondo Ambrosino e degli assessori Leonardo Costagliola e Sara Esposito, dell’assessore regionale Lucia Fortini e dell’assessore al comune di Napoli Luca Trapanese. Apriranno ed introdurranno i lavori, il Presidente nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali, Gianmario Gazzi ed il Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Campania, Gilda Panico.

Nella prima sessione di lavoro “Il mondo non è un’isola”, sono previste le relazioni di  padre Alex Zanotelli, di Silvana Mordeglia della Fondazione Nazionale Assistenti Sociali e di Renato Sampogna, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, i quali illustreranno la necessità degli interventi a livello nazionale.
“Le nostre comunità ” è invece il titolo della seconda sessione di lavoro con le relazioni di Samuele Ciambriello, Garante regionale per i diritti dei detenuti, di Salvatore Gargiulo, docente dell’Università Suor Orsola Benincasa e di Maria de Luzenberger, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minori di Napoli, i quali illustreranno le attività di inclusione promosse nell’ambito della nostra Regione.
Nell’ambito della terza ed ultima sessione “Il Servizio Sociale Professionale in un’isola” vi saranno infine gli interventi e le testimonianze degli Assistenti sociali di Ischia e Procida sul ruolo del Servizio Sociale Professionale per l’inclusione nei  territori insulari.

Le conclusioni della giornata sono a cura del CNOAS e del CROAS Campania.

Nel pomeriggio del 15 settembre iniziano invece i lavori della Conferenza dei Presidenti, che viene convocata periodicamente per un continuo confronto tra i Presidenti Regionali dell’Ordine degli Assistenti Sociali ed il CNOAS sulle tematiche della professione, per le attività ordinistiche in itinere, da promuovere e da condividere.
I lavori della Conferenza proseguiranno venerdì 16 ad Ischia per la seconda parte della Conferenza nazionale dei presidenti regionali dei Consigli dell’Ordine degli Assistenti sociali.

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World Cleanup Day, quinta edizione dell’azione civica di pulizia più grande al mondo

Il 17 settembre si celebra la quinta edizione del World Cleanup Day, la più grande azione civica di pulizia al mondo. Un’onda verde che coinvolgerà 191 Paesi. Dall’Argentina all’Australia, passando per l’Italia, dove a coordinare l’iniziativa c’è l’associazione ambientale Let’s do It! Italy. L’obiettivo è coinvolgere il 5 per cento della popolazione. Nel 2021 sono stati 8,6 milioni che hanno partecipato al WCD in tutto il mondo. Oltre 450 mila i volontari che, in tutta Italia, hanno organizzato e partecipato ad attività di pulizia di spiagge, corsi d’acqua, piazze, boschi, parchi. Da qualche giorno è online sul sito www.letsdoititaly.org la mappa delle azioni registrate finora (associazioni, gruppi informali, cittadini, aziende). Saranno migliaia i volontari che il 17 settembre si armeranno di guanti e sacchi per ripulire l’Italia.

Le associazioni sono il cuore pulsante del World Cleanup Day. Puliamo il mondo di Legambiente, Retake Italia, Zero Waste Italy, Ostia Clean-Up, Plasticaqquà Taranto, WAU – We are urban, ‘N Sea Yet sono alcune di quelle presenti. A sostenere il World Cleanup Day anche molte amministrazioni comunali Crescono il contributo del volontariato aziendale e la sensibilità delle imprese alla sostenibilità ambientale. Tra quelle che aderiscono al World Cleanup Day figurano Decathlon Italia, Spontex, Leroy Merlin, Johnson & Johnson, Allianz Partners Italia, Allianz Trade in Italia, Rakuten Kobo. L’appuntamento è sostenuto anche da partner internazionali quali Unesco, Unhabitat Onu, Earth Day Network, Breakfreefromplastic, Connect4Climate, Zero Waste Europe.







«Pandemia e guerra non ci hanno fatto perdere di vita la nostra stella polare: la tutela dell’ambiente. Il World Cleanup Day è un’occasione importante per raccontare i nostri territori e lo scempio ambientale che li devasta ogni giorno». A dichiararlo è il presidente di Let’s do It! Italy, Vincenzo Capasso.

«Il 17 settembre, e negli altri giorni collegati a questo appuntamento globale, daremo una strigliata gentile ai nostri governi, perché si può e si deve fare di più. Ma questo vale anche per i nostri concittadini – specifica Capasso – che troppo spesso scambiano i nostri territori per delle pattumiere. Il World Cleanup Day vuol dire rimboccarsi le mani, armarsi di guanti ed essere pronti a proteggere i nostri territori».

«Stiamo registrando un notevole aumento della partecipazione a questi eventi, significa che il messaggio di sostenibilità, di riappropriazione del nostro pianeta, dei luoghi in cui viviamo sta passando. Il World Cleanup Day – conclude Capasso – non è una giornata fine a sé stessa, bensì un punto di partenza, lanciando un messaggio chiaro e deciso: dobbiamo tutelare i nostri territori».

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Call per volontari sulla comunicazione e il fundraising

La Fondazione Valenzi vuole individuare due giovani interessati a collaborare come volontari affiancando le attività della Fondazione per il periodo compreso tra il 07/11/2022 e il 31/01/2023, nei seguenti ruoli:

1) affiancamento responsabile comunicazione

2) affiancamento alle attività di fundraising

MODALITÀ DI SVOLGIMENTO E CONTENUTI DELLE ATTIVITÀ

Le mansioni si intendono svolte a titolo gratuito. I volontari saranno forniti di copertura assicurativa per l’intero periodo di svolgimento delle attività e riceveranno un attestato di partecipazione alla conclusione del periodo di volontariato. I volontari svolgeranno la propria attività sia presso la sede della Fondazione Valenzi, sita all’interno di Castel Nuovo (Maschio Angioino, Napoli) sia da remoto, per un periodo di tre mesi da novembre 2022 fino al 31 gennaio 2023.

1) Affiancamento al responsabile comunicazione e social media. Il volontario avrà un ruolo di supporto al responsabile della comunicazione e all’ufficio stampa per:

– la preparazione delle campagne di comunicazione sia per eventi singoli sia per i progetti in corso

– la realizzazione di comunicati stampa e inviti

– la copertura mediatica degli eventi attraverso produzione di materiale fotografico e video

– la gestione dei profili social (Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn)

È richiesta una disponibilità di 10 ore settimanali con turni flessibili in modo da poter essere presente agli eventi organizzati nel corso della settimana.

2) Affiancamento alle attività di fundraising. Il volontario si occuperà di supportare le attività di raccolta fondi messe in atto dalla Fondazione Valenzi. Le attività includono:

– supporto alle campagne già in atto

– supporto alle attività relative alla comunicazione diretta con i donatori

– elaborazione di nuove strategie e ricerca di nuovi donatori

Si richiedono competenze base nella raccolta fondiautonomia e capacità di organizzazione del lavoro. È richiesta una disponibilità di 10 ore settimanali. I volontari saranno formati rispetto alle attività e ai progetti in corso della Fondazione Valenzi e le attività si svolgeranno con la supervisione degli esperti di riferimento che faranno da tutor rispetto al lavoro dei volontari.

CANDIDATURA E SELEZIONI

Per candidarsi come volontario è necessario essere in possesso di laurea triennale e avere un’età inferiore ai 35 anni (non compiuti al 31/12/2021). È necessario compilare la scheda di candidatura di seguito e inviarla all’indirizzo segreteria@fondazionevalenzi.it . Alla scheda dovranno essere allegati un Curriculum Vitae, un documento d’identità e una lettera di motivazione. La scadenza per l’invio delle candidature è fissata alle 23:59 del 10 ottobre 2022. Tutti gli aggiornamenti relativi al processo di raccolta delle candidature e di selezione saranno disponibili sul sito web e sulla pagina Facebook della Fondazione Valenzi. All’invio delle domande seguirà un colloquio conoscitivo e motivazionale di cui verrà data notizia a mezzo mail.

Scarica qui la scheda di candidatura: Scheda_candidatura_CALL_volontari.pdf

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Entusiasmo, speranza, futuro: Scampia ha un nuovo campo di calcio

La torciata coreografica, che di sera illumina più dei faretti bianchi il campo appena risistemato, restituisce una luce di speranza ai bambini di un rione troppo spesso dimenticato ma tenuto a galla dall’orgoglio di chi vi abita, pur tra mille difficoltà. Ora, finalmente, le Vele di Scampia hanno di nuovo una struttura sportiva degna di essere chiamata tale. Un campo da calcio completamente ristrutturato con nuove porte, nuove reti metalliche di protezione, nuove panchine, un nuovo terreno di gioco. È la Scampia del futuro quella che, come succede oramai da anni visto il processo di rigenerazione urbanistica e umana in atto, rifugge l’etichetta di giungla selvaggia da cui tenersi lontano.

Il progetto – L’obiettivo della ristrutturazione del campetto è stato possibile raggiungerlo grazie a diverse componenti. Numero uno: la raccolta fondi avviata tempo fa da Alfonso Avino de 1926 nel Mondo, informatico di Frattamaggiore residente a Barcellona che distribuisce gadget del Napoli calcio in giro per il globo. Gli oltre 2000 euro raccolti sono stati ovviamente utilissimi. Numero due: il sostegno economico e l’impegno a reperire materiali da parte dei fratelli Antonio e Gaetano Letizia, giocatore della Puteolana il primo e capitano del Benevento il secondo, nati e cresciuti nelle Vele. Terza componente, non meno importante: l’impegno costante del Comitato Vele di Scampia e dei suoi abitanti che non hanno mai mollato nemmeno in questa occasione. L’inaugurazione del campo nella serata di lunedì, alla presenza degli stessi fratelli Letizia (e di Glick, compagno di squadra di Gaetano nel Benevento), del cantante Luciano Caldore, anche lui abitante delle Vele, di Valerio Jovine, di Diego Armando Maradona Junior. Pochi rappresentanti istituzionali presenti: il presidente dell’Ottava Municipalità Nicola Nardella, il consigliere comunale Rosario Andreozzi e qualche esponente della Municipalità ottava.

La felicità della gente – Un campo di calcio rifatto in certi contesti è una vittoria quasi insperata, è qualcosa di diverso e di non scontato. Negli occhi e nel cuore dei genitori delle Vele, a partire da quelli che dimorano nella gialla più vicina alla struttura, traspare una gioia consapevole. «Mio figlio oggi ha 32 anni – afferma Titti – e mi ricordo quando giocava nel campetto malandato. Sapendolo lì mi sentivo più tranquilla perché ero conscia che attorno non ci fosse nulla». Ma tirare calci a una palla tra l’erba alta e le pietre, era comunque complicato. «E infatti accompagnavo con l’auto lui e i suoi amichetti a giocare altrove. Adesso, per i nostri nipoti, non sarà più così» aggiunge Titti. «Anche mio figlio di 6 anni Rosario finalmente potrà giocare su un campo vero, sono davvero felice» il laconico commento di Anna, con il bambino che non vede l’ora di entrare in campo come gli altri centinaia di coetanei. «Scampia è sempre stata emarginata, ci hanno dipinto sempre in un certo modo. I nostri nipoti finalmente avranno un campetto di calcio vero», è la riflessione di Patrizia.

Gli altri interventi – Dal comitato Vele Omero Benfenati sottolinea: «Tutti noi abbiamo giocato tra i ballatoi dei palazzi e l’amianto. Da piccoli, quando andavamo a 100 metri di distanza per fare una partita ci cacciavano perché eravamo quelli delle Vele. Questo campo è per le centinaia di bambini delle Vele ma non solo, tutti possono venirci. Senza la tenacia del Comitato e l’opera dei fratelli Letizia e di Avino tutto questo non sarebbe stato possibile perché le istituzioni latitano, anche sul processo di rigenerazione del Lotto M». Parroco in prima linea contro la camorra e presidente della squadra Oratorio don Guanella Scampia Calcio, don Aniello Manganiello fa un parallelismo con il passato. «Don Peppino Puglisi, appena arrivato al quartiere Brancaccio di Palermo, fece subito in modo di realizzare un campo di calcetto per portare via i ragazzi dalla strada. Quando io sono arrivato al Rione Don Guanella, ho costituito un’associazione sportiva». Ma garantire un campo di calcio ai bambini quando sarà la normalità? «Quando i cittadini acquisiranno la piena convinzione che la legalità conviene perché è una risorsa, una ricchezza a 360 gradi. È questa la strategia per cambiare la realtà che ci circonda» risponde don Aniello. Visibilmente contento è Gaetano Letizia, capitano del Benevento Calcio e figlio di Scampia. «Ci siamo impegnati con il cuore, vedere questi bambini felici è la vittoria più bella sul campo di calcio. Con i miei compagni di squadra abbiamo fatto un pranzo sulle Vele prima dell’estate e loro mi hanno detto che Scampia non è come la descrivono in tv». Alfonso Avino de 1926 nel Mondo spiega perché ha voluto impegnarsi. «Sono venuto alle Vele per portare dei palloni da calcio e il campo era in condizioni pietose. Ho chiesto cosa potesse servire per rifarlo, ovviamente si trattava di trovare dei soldi. E quindi ho fatto partire questa raccolta fondi tramite il mio profilo Instagram, l’ho pubblicizzata tramite anche alcuni giornalisti sportivi». «Io giocavo su un campo di terreno, non avevamo nemmeno l’ascensore quando siamo arrivati dopo il terremoto del 1980» fa un tuffo nel passato anche il cantante Luciano Caldore esibitosi con Valerio Jovine durante la serata.

di Antonio Sabbatino

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La SIN lancia la campagna di sensibilizzazione “Proteggi il tuo cervello, affidati al neurologo”

Il 22 settembre si celebra la prima Giornata Nazionale della Neurologia, istituita dalla Società Italiana di Neurologia (SIN) con l’obiettivo di aumentare la conoscenza sulle patologie neurologiche e sulla figura del neurologo in modo da sensibilizzare la popolazione ad affidarsi alle cure di questo specialista nel momento in cui compaiono i primi sintomi.

Ancora oggi la figura del neurologo e le sue competenze, così come i sintomi che caratterizzano le singole patologie neurologiche, sono poco chiari alla maggior parte delle persone.

Lo conferma un’indagine nazionale promossa dalla SIN da cui emerge come la conoscenza della neurologia risulti piuttosto vaga tra la popolazione: pur riconoscendo che il neurologo tratta patologie legate al cervello, spesso il suo ruolo viene confuso con quello di altri specialisti.

I risultati della Survey dimostrano, inoltre, che 1 italiano su 3 ritiene di conoscere le principali patologie neurologiche, pur non sapendo indicarne i disturbi correttamente: solo il 13% degli intervistati conosce tutti i sintomi dell’Ictus, il 12% quelli dell’Alzheimer, il 5% quelli relativi all’Epilessia, mentre la percentuale scende al 2% quando si parla di Malattia di Parkinson (MP) e Sclerosi Multipla (SM)1.

“Considerando tutte le possibili cause di danno neurologico, da quelle della corteccia cerebrale al muscolo – afferma il Prof. Alfredo Berardelli, dell’Università La Sapienza di Roma e Presidente della Società Italiana di Neurologia – la diagnosi e la cura dei disturbi del Sistema Nervoso è indubbiamente complessa. Solo chi ha un’adeguata preparazione neurologica è in grado di discernere fra l’ampio ventaglio di possibili variabili diagnostiche: il ruolo del neurologo è fondamentale, soprattutto in condizioni in cui, come ad esempio l’ictus, contano i minuti. time is brain come usiamo dire noi neurologi”.

Il 22 settembre, la Società Italiana di Neurologia lancerà una campagna di sensibilizzazione sui propri canali social (Facebook, Instagram e Twitter) dal titolo “Proteggi il tuo cervello, affidati al neurologo” in cui verranno diffusi contenuti informativi su chi è il neurologo e di cosa si occupa, sulle caratteristiche delle principali malattie neurologiche, sui sintomi che possono essere campanelli di allarme, sulle caratteristiche dei centri di riferimento per la cura.

Gli utenti potranno rivolgere agli esperti della SIN domande generiche (non si effettuano consulenze mediche online) attraverso l’interazione con i post o con le storie della campagna social e inviando messaggi privati sugli account Instagram, Twitter e sulla pagina Facebook della Società Italiana di Neurologia.

Le malattie neurologiche sono al primo posto fra le condizioni, acute o croniche, responsabili di perdita dell’autonomia.

“Secondo l’OMS un terzo della popolazione mondiale soffre di malattie del sistema nervoso –sottolinea il Prof. Leandro Provinciali dell’Università Politecnica delle Marche – Oltre a ciò, la metà di tutte le cause di disabilità sono di natura neurologica e il carico di malattia dei pazienti neurologici è di gran lunga maggiore di quello sostenuto da chi è affetto da malattie cardiache o neoplastiche”

In Italia oltre 7 milioni di persone soffrono di emicrania, 12 milioni soffrono di disturbi del sonno e sono oltre 1.200.000 le persone affette da demenza, di cui 720.000 da Alzheimer; 800.000 sono i pazienti con conseguenze invalidanti dell’Ictus, patologia che ogni anno fa registrare 180.000 nuovi casi, e 400.000 coloro che sono colpiti dal Morbo di Parkinson.

La Giornata della Neurologia sarà anche l’occasione per fare il punto della situazione sugli aspetti relativi all’organizzazione assistenziale erogata in Italia, soprattutto alla luce del PNRR che offre una straordinaria opportunità per migliorare la disuguaglianza sanitaria e rigenerare il sistema sanitario, con l’allocazione di risorse finalizzate ad alcuni scopi principali:

potenziamento dell’assistenza territoriale con reti di prossimità, strutture intermedie (come le Case e gli Ospedali di Comunità) e l’assistenza domiciliare, implementando i servizi digitali e di telemedicina
modernizzazione degli ospedali con un nuovo impulso a innovazione, ricerca e digitalizzazione del SSN per l’ammodernamento attraverso nuove tecnologie o la sostituzione di quelle ormai obsolete col loro adeguamento agli standard di sicurezza attuali e la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi.

L’attuazione degli obiettivi del PNRR richiede inoltre lo sviluppo di fattori abilitanti: la valorizzazione del capitale umano, la ridefinizione di percorsi di formazione del personale ed i sistemi di valutazione delle competenze, la ricerca e l’innovazione, la trasformazione digitale, nonché l’implementazione del dialogo e del confronto tra gli attori che hanno la responsabilità di organizzare e offrire l’assistenza.

La SIN ha da tempo chiesto al Ministro della Salute Roberto Speranza un tavolo inter-istituzionale permanente per la riorganizzazione dei modelli di assistenza ospedaliera e territoriale sottolineando la necessità dei neurologi di una maggior coordinazione dei vari livelli assistenziali che faccia perno sul paziente.

Come afferma il presidente SIN Alfredo Berardelli, “La collaborazione con le Istituzioni è importante per dare una risposta adeguata ai problemi derivanti dalla diffusione delle malattie neurologiche, caratterizzate da complessità clinica e da frequente cronicità, rilevante soprattutto nelle patologie neurodegenerative in costante aumento con l’invecchiamento della popolazione”

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NEGLI ADOLESCENTI, TENTATI SUICIDI E ATTI AUTOLESIONISTICI AUMENTATI CON LA PANDEMIA

Tra il 2020 e il 2022 gli accessi dei minorenni al pronto soccorso e i ricoveri in ospedale per cause legate alla suicidalità, cioè tutti quei gesti e comportamenti autolesionistici, tra cui pensieri, azioni e tentativi suicidari, sono in preoccupante aumento.

È l’allarme lanciato dalla SINPIA – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, secondo cui tra i numerosi effetti della Pandemia sulla salute mentale di adolescenti e preadolescenti italiani si rileva anche una maggiore incidenza di atti autolesionistici e di tentati  suicidi.

“L’autolesionismo e i comportamenti suicidari sono purtroppo numerosi negli adolescenti, e richiedono interventi tempestivi per raccogliere la richiesta di aiuto sottostante” – spiega la Prof.ssa Elisa Fazzi, Presidente della SINPIA e Direttore della U.O. Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ASST Spedali Civili e Università di Brescia. “Non c’è dubbio – continua – che la Pandemia da Covid-19 abbia rappresentato e rappresenti un’emergenza per la salute mentale dei ragazzi, con il rischio di conseguenze anche a lungo termine se non vengono messi in atto gli interventi appropriati. Un evento molto stressante, come il lungo periodo pandemico, in una fase evolutiva delicata come l’adolescenza può avere un impatto molto rilevante sulla salute mentale. Per fortuna oggi abbiamo a disposizione interventi terapeutici efficaci, purchè vengano messe in campo risorse adeguate per realizzarli”.

Il suicidio è un evento raro prima della pubertà, mentre diviene più frequente in adolescenza e nell’età adulta.  In Italia, così come in tutta Europa, rappresenta la seconda causa di morte tra i ragazzi, dopo gli incidenti stradali, con 1.200 vittime ogni anno nella fascia di età tra 10 e 19 anni, tre al giorno in Europa (fonte Unicef).

Secondo alcuni recenti studi, la prevalenza del comportamento autolesivo tra i ragazzi di 16 – 18 anni è rimasta stabile tra il 2011 e il 2014 (17,2% contro 17,7%), mentre si è verificato un incremento fino al 27,6% durante la Pandemia del 2020-2021. Lo stato di isolamento sociale e precarietà, la paura della malattia, le difficoltà economiche, sono fattori importanti che hanno contribuito al malessere diffuso dei ragazzi ed alla frequente profonda mancanza di speranza per il futuro. Rispetto a quello precedente, nel biennio COVID si registrano aumenti statisticamente significativi delle diagnosi di tentato suicidio (32,4% vs 18,4%), disturbo del comportamento alimentare (26,1% vs 14,3%), disturbo d’ansia (30,4% vs 21,7%) e disturbo psicotico (10,1% vs 5,5%).

“Negli ultimi 10 anni – spiega il Prof. Stefano Vicari, ordinario di Neuropsichiatria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Direttore della UO di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma – l’ansia e la depressione sono aumentate notevolmente anche tra i bambini e gli adolescenti. La Pandemia ha poi ulteriormente accentuato questa tendenza e gli studi più recenti indicano come una percentuale compresa tra il 20 e il 25% dei giovani manifesti i segni, rispettivamente, di un disturbo d’ansia e di depressione. E in questo contesto ragazzi e ragazze depresse presentano molto spesso, in associazione, comportamenti autolesivi – danneggiano, cioè, volontariamente il proprio corpo con tagli, bruciature, escoriazioni – ideazione e tentativo di suicidio”.

Gli eventi stressanti, come quelli già descritti correlati alla Pandemia, ma anche la morte di una persona cara, la fine di una relazione, umiliazioni e maltrattamenti gravi, difficoltà scolastiche, problemi con la legge, possono agire da fattori scatenanti, mentre  l’uso e l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti possono diminuire l’autocontrollo e interferire con la capacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni, facilitando la messa in atto di comportamenti suicidari.

“Nonostante numeri da vera e propria emergenza sanitaria, gran parte dell’opinione pubblica (e della classe politica) continua ad ignorare la realtà: una parte dei nostri ragazzi sta male, soffre di un dolore mentale che troppo spesso li potrebbe portare a gesti estremi con conseguenze irreparabili.” – conclude la Dott.ssa Antonella Costantino, Past President della SINPIA e Direttore dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) della Fondazione IRCCS «Ca’ Granda» Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – “La risposta del Sistema Sanitario Nazionale è ancora insufficiente sia in termini di presenza sul territorio di Servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza capaci di intercettare il disagio nelle sue prime manifestazioni, sia in termini di offerta assistenziale ospedaliera specificatamente dedicata all’età evolutiva.   Come SINPIA, vogliamo cogliere l’occasione di questo 10 settembre 2022, Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, per richiamare nuovamente l’attenzione di tutti sul tema della salute mentale di bambini e adolescenti, nella speranza che gli interventi socio-sanitari da sempre auspicati e mai realizzati trovino finalmente, nel prossimo futuro, piena attuazione”.

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