L’INCONTRO PER DIRE BASTA ALLA VIOLENZA DI GENERE, PROMOSSO DA CAMPANIA DEI FESTIVAL

“Cultura, impegno e solidarietà per dire basta alla violenza di genere”. È questo il titolo dell’incontro promosso dalla Fondazione Campania dei Festival diretta da Ruggero Cappuccio, in collaborazione con la Regione Campania e il Teatro Trianon Viviani di Napoli, che dal 2020 ha la direzione artistica di Marisa Laurito, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’appuntamento, aperto agli studenti e alle famiglie, è in programma al Trianon Viviani il 25 novembre dalle 10 alle 13, con l’obiettivo di contribuire alla riflessione, alla sensibilizzazione e al dialogo su un tema drammaticamente attuale. Un momento di confronto al quale prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni, esperti e realtà del territorio impegnate nella tutela dei diritti e nella costruzione di una cultura del rispetto, della consapevolezza e dell’uguaglianza. Interverranno infatti Rosanna Romano (Direttrice generale per le Politiche Culturali della Regione Campania), Marisa Laurito (Direttrice artistica del Teatro Trianon Viviani), Nadia Baldi (regista e Vicedirettrice artistica della Fondazione Campania dei Festival), il Maggiore dei Carabinieri Marzia La Piana (Comandante della Compagnia di Napoli Stella), Tania Castellaccio (Area Accoglienza Donne – Cooperativa Dedalus), Maria Argenzo (Componente della Commissione Pari Opportunità della Regione Campania, già Vicepresidente dell’Osservatorio sul Fenomeno della Violenza sulle Donne) e Simona Cappella (Presidente dell’Associazione Forti Guerriere).

L’incontro sarà introdotto dalla videoproiezione del cortometraggio diretto e interpretato da Anna Foglietta, attrice, regista e parte attiva della Fondazione Una Nessuna Centomila, impegnata nel contrasto alla violenza di genere. Impreziosiranno la mattinata anche alcuni monologhi scritti, diretti e interpretati dalle donne dell’Associazione Forti Guerriere.

Dal 2015 ad oggi sono 1046 le vittime di femminicidio in Italia.

L’articolo L’INCONTRO PER DIRE BASTA ALLA VIOLENZA DI GENERE, PROMOSSO DA CAMPANIA DEI FESTIVAL proviene da Comunicare il sociale.

“La mafia non è musica”: Luisa Impastato racconta Peppino

Venerdì 28 novembre, alle ore 19.30, il Teatro Palladium dell’Università Roma Tre si fa palcoscenico de “La mafia non è musica”, progetto artistico che, sulle orme della memoria, fa incontrare musica e impegno civile: una serata che lega la storia di Peppino Impastato al nostro tempo, ricordando che i nomi vanno pronunciati e difesi, che l’arte può dire “no” con la stessa intensità con cui sa generare bellezza.

Protagonista Luisa Impastato, nipote di Peppino, che restituisce con autenticità e coraggio la vicenda dello zio — giovane giornalista e attivista ucciso dalla mafia nel 1978 — portando sul palco la forza di una testimonianza che attraversa le generazioni.

Accanto a lei, la Nuova Orchestra Pedrollo, formazione nata nel 2012 da un gruppo di musicisti professionisti e oggi riconosciuta per la capacità di unire arte, educazione e responsabilità sociale. Tredici orchestrali accompagnano la narrazione di Luisa in un intreccio di parola, musica e immagini: un racconto che si muove tra memoria e presente, tra l’eco di una Sicilia ferita e la coscienza di un Paese che non può dimenticare.

La musica, scelta come linguaggio universale, non accompagna soltanto: si fa voce, respiro, amplificazione del pensiero, in un dialogo costante tra emozione e consapevolezza. Le proiezioni e gli interventi sonori costruiscono un racconto corale, un concerto civile in cui la storia personale di Peppino si apre al pubblico come patrimonio collettivo.

Il progetto, ideato e curato da Luisa Impastato e Nuova Orchestra Pedrollo, nasce da un percorso di ricerca della Nuova Orchestra Pedrollo, che da oltre un decennio porta la musica nei luoghi dell’impegno e della memoria, promuovendo l’ascolto come forma di crescita umana. Dopo i successi registrati a Vicenza, con repliche sold out e un pubblico profondamente coinvolto, lo spettacolo approda ora, per la prima volta, a Roma, in una nuova tappa che rinnova la forza civile del messaggio di Peppino Impastato: la libertà come atto di scelta, la cultura come forma di resistenza.

L’articolo “La mafia non è musica”: Luisa Impastato racconta Peppino proviene da Comunicare il sociale.

Benessere Donna in Movimento: prevenire il tumore incidendo sui fattori di rischio “modificabili” Speciale SEMI DI BENE

Nel nostro Paese, un’ampia percentuale di casi di tumore al seno è strettamente legata a fattori di rischio che possono essere identificati come “modificabili”, come l’alimentazione e, più in generale, gli stili di vita. Chi mangia sano e svolge una regolare attività fisica ha il 50% di probabilità in meno di sviluppare un tumore, in generale, e un tumore al seno in particolare. Partendo da questo assunto – dimostrato nello studio interdisciplinare pubblicato di recente con il titolo “Scienza, Nutrizione & Ricette di Alta Cucina” a cura di Giuseppe D’Aiuto e Vincenzo Quagliariello con la collaborazione dello chef Gennaro Esposito – l’Associazione Lotta ai Tumori del Seno (ALTS) promuove il progetto “Benessere Donna in Movimento”. Si tratta di un programma itinerante di prevenzione e salute femminile che prevede consulenze, screening e una serie di altre attività gratuite a Napoli e nella provincia, per promuovere il più possibile la “prevenzione primaria”.

Ci spiega bene questo concetto la professoressa Nunzia Nappo, direttrice scientifica del progetto: «Si parla sempre di prevenzione secondaria, cioè dell’importanza, chiaramente vitale, di farsi periodicamente visite ed esami come mammografia ed ecografia; ma si può agire ancor prima per cambiare le cose, attraverso la prevenzione primaria, ovvero informando e sensibilizzando la popolazione sui fattori di rischi modificabili come alimentazione corretta e movimento fisico». In altre parole, non tutti sanno che mangiando in modo sano, che non significa necessariamente fare grandi sacrifici a tavola ma semplicemente rispettare buone regole alimentari, e facendo attività fisica abbastanza regolarmente, si può ridurre notevolmente il rischio di tumore. Da qui l’idea dell’associazione campana (con sede a Napoli, al Corso Umberto I, 35) di puntare su una iniziativa che possa coinvolgere il numero più alto di donne attraverso incontri informativi, allenamenti in palestra, consulenze nutrizionali, laboratori pratici di cucina sana, passeggiate in città e una pedalata con trainer qualificati, e tanto altro per orientare a uno stile di vita sano ed equilibrato e ridurre così in maniera significativa il rischio di ammalarsi. Ricordiamo che il tumore al seno è ancora la prima causa di mortalità delle donne in Italia: la Campania tocca un picco del 60%, mentre si abbassa sempre di più l’età media delle persone che si ammalano. «Invertire la tendenza è possibile, ma per farlo bisogna sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica» sottolinea la dottoressa Nappo.

 

Un primo passo lo si può fare sostenendo dal basso il progetto “Benessere Donna in Movimento” anche con una piccola donazione, partecipando alla campagna di crowdfunding già attiva sulla piattaforma IlMioDono. La raccolta fondi sarà aperta fino al 30 novembre 2025: più alta sarà la somma raggiunta, maggiore sarà il numero di donne che prenderà parte attivamente al programma. «Invitiamo tutti a partecipare per estendere il più possibile il nostro target e coinvolgere anche territori spesso trascurati, penso al bacino vesuviano dei comuni di Portici, San Giorgio a Cremano ed Ercolano», spiega Nunzia Nappo. Il progetto “Benessere Donna in Movimento” è già vincitore, insieme ad altre tre pregevoli iniziative, del bando “Semi di Bene” che vede scendere in campo Unicredit e Csv Napoli Ets accanto al terzo settore napoletano con un investimento complessivo di oltre 50mila euro. Ora però, è il momento di donare e farsi parte attiva del cambiamento: solo le donazioni che saranno effettuate con carta di credito, carta prepagata o bancomat consentiranno di raddoppiare l’importo totale a fine raccolta grazie a un contributo bonus concesso da UniCredit al raggiungimento di specifiche soglie di donazione.

 

Questo le informazioni e il link per sostenere il progetto: Unicredit ilMioDono – Benessere donna in movimento

 

https://www.ilmiodono.it/it/organizzazioni/campania/associazione_perlalottaaitumoridelsenoitaliaetsodv/iniziative/benessere_donna_inmovimento.html

 

di Maria Nocerino

L’articolo Benessere Donna in Movimento: prevenire il tumore incidendo sui fattori di rischio “modificabili” <font color=”red”> Speciale SEMI DI BENE </font> proviene da Comunicare il sociale.

GIORNATA MONDIALE INFANZIA, IL MONITO DI CESVI: “FUTURO DELL’UMANITÀ A RISCHIO”

Conflitti, cambiamenti climatici e violenza diffusa rischiano di condannare a morte 30 milioni di bambini nei prossimi 5 anni, anche a causa della parallela diminuzione dei fondi per la cooperazione internazionale.

La denuncia arriva da Fondazione CESVI che, in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia, ricorda che, solo nell’ultimo anno, il taglio dei finanziamenti ha messo a rischio i servizi e i progetti di lotta alla fame e alla malnutrizione di cui beneficiano oltre 14 milioni di minori, rischiando di lasciare senza assistenza 2,3 milioni di bambini affetti da deperimento acuto e di causare fino a 369mila decessi infantili in più, oltre mille al giorno.

Attualmente, nel mondo, sono quasi 40 milioni i bambini con meno di 5 anni che soffrono di malnutrizione acuta mentre circa 1 miliardo di minori è esposto a shock climatici e ambientali con quasi il 90% del carico globale delle malattie associate ai cambiamenti climatici, al degrado ambientale e all’inquinamento che ricade proprio sui più piccoli. A questo si aggiunge la violenza causata dall’uomo: nell’ultimo anno le Nazioni Unite hanno rilevato oltre 41mila gravi violazioni contro i bambini durante conflitti armati conflitti tra cui quasi 12mila casi di uccisione o mutilazione e oltre 7.400 casi di reclutamento o utilizzo di minori come soldati e quasi 5mila casi di rapimento.  I conflitti nella Striscia di Gaza, in Sudan, in Myanmar e in Burkina Faso sono stati i più letali per i bambini.

«milioni di bambini sono negati i diritti fondamentali sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti per l’infanzia e l’adolescenza, come il diritto alla vita, al cibo, all’istruzione, alle cure mediche – sottolinea il direttore generale di CESVI Stefano Piziali – Gli effetti dei conflitti armati, uniti ai cambiamenti climatici e aggravati dai tagli ai fondi umanitari, stanno cancellando decenni di progressi nella protezione dei minori, condannando un’intera generazione alla fame e alla paura, compromettendo il futuro stesso dell’umanità. I recenti tagli alla cooperazione internazionale rischiano di aggravare di oltre mille i decessi infantili al giorno. In contesti come il Sudan, Gaza e l’Ucraina, milioni di minorenni sono costretti a sopravvivere in condizioni inumane con traumi che li accompagneranno per tutta la vita. E queste tragedie non sono eventi isolati, ma parte di una crisi globale che colpisce l’infanzia in ogni continente. Nella giornata dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza rinnoviamo l’attenzione verso il riconoscimento e il rispetto dei loro diritti fondamentali a prescindere dalla parte del mondo in cui sono nati».

Complessivamente, sono oltre 500 milioni i minori che vivono in zone colpite da intensi conflitti, di cui 218 milioni nella sola Africa, dove ben il 32,6% del totale dei bambini risiede in zone colpite da violenza armata. Tra i contesti più drammatici, il Sudan, il Paese con la più grave crisi umanitaria al Mondo (30,4 milioni di persone, più di 3 sudanesi su 5, con bisogni umanitari urgenti), dove la guerra ha stravolto la vita di 24 milioni di bambini esponendoli anche ad uccisioni, mutilazioni, rapimenti, violenze sessuale e reclutamento da parte di gruppi armati e dove più di 12 milioni di persone sono a rischio di violenza di genere e abusi. Nel Paese, grazie al sostegno della Cooperazione Italiana, CESVI ha avviato un progetto dedicato alla protezione delle donne, dei bambini e dei sopravvissuti alla violenza di genere e sta realizzando spazi sicuri (Protection Safe Corners) all’interno dei centri di salute, dove le persone più vulnerabili possano ricevere assistenza psicologica e supporto legale in un ambiente protetto, riservato e dignitoso. In questi spazi, gestiti da psicologi e operatori specializzati, vengono forniti servizi di assistenza sociale per le vittime, supporto psicosociale, sostegno economico e distribuzione di kit per l’igiene e la dignità femminile.

Nell’ultimo anno CESVI ha sostenuto oltre un milione di bambini in 28 Paesi del mondo, anche attraverso il programma dedicato all’infanzia “Case del Sorriso”, che garantisce spazi sicuri e protetti, distribuzione di pasti, sostegno alle attività scolastiche e formative, opportunità ricreative, cure mediche e igiene personale ai minori in difficoltà in Brasile, ad Haiti, in India, Sudafrica, Perù e Zimbabwe e progetti a favore dell’infanzia in zone colpite da gravi emergenze umanitarie innescate da conflitti, dove l’organizzazione fornisce, in affiancamento agli interventi di risposta all’emergenza, attività per i bambini, di tipo educativo e ricreative, supporto psicosociale e accesso ai servizi igienico-sanitari.

Le Case del Sorriso sono presenti anche in Italia, per contrastare la crescente povertà e la conseguente maggior esposizione al rischio di maltrattamento infantile, in contesti molto complessi, segnati da fragilità economica e socioculturale, criminalità minorile, dispersione scolastica e carenza di spazi educativi e di aggregazione.  Le strutture, che offrono attività di sostegno psicologico, ascolto, supporto alla genitorialità, laboratori sportivi, psicomotori, artistico-espressivi e proposte educative, si trovano a Napoli (quartiere di San Pietro a Patierno), a Bari (quartiere San Paolo) e a Siracusa (vicino al quartiere periferico di Mazzarona), tutti territori particolarmente esposti al rischio di maltrattamento infantile.  Secondo l’ultima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia di Fondazione CESVI le regioni italiane dove è più pericoloso essere bambini sono, infatti, Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, dove non solo sono presenti fattori di rischio elevati, ma si riscontrano anche importanti criticità sul fronte del sistema dei servizi di contrasto, che risultano al di sotto della media nazionale.  In linea generale, quasi tutte le regioni del Meridione, secondo il rapporto,  sono “ad elevata criticità” sul fronte del rischio del maltrattamento, anche a causa di condizioni socio-economiche più difficili: nelle regioni del Mezzogiorno il 43,6% dei bambini e ragazzi con meno di 16 anni è a rischio di povertà o di esclusione sociale, un dato estremamente più elevato sia rispetto alla media nazionale (26,7%) che rispetto ai dati territoriali relativi al Centro (26,2%) e al Nord Italia (14,3%). «Sebbene episodi di maltrattamento possano avvenire indipendentemente dagli status socioeconomici – spiega il direttore generale di CESVI, Stefano Pizialivivere in un quartiere o in un contesto familiare povero aumenta fortemente i rischi. La povertà materiale, educativa, e relazionale si configura, infatti, come uno dei fattori predittivi più rilevanti di episodi di abuso e trascuratezza, anche perché l’indigenza può rappresentare un rilevante fattore di stress genitoriale. Per garantire i diritti ai bambini nati in zone ad alto rischio di povertà, esclusione sociale, trascuratezza e maltrattamento in Italia, sono, dunque, fondamentali interventi mirati a rafforzare le capacità familiari e migliorare l’accesso ai servizi di assistenza, formazione e supporto psico-sociale, con particolare attenzione alle aree di maggiore vulnerabilità territoriale del Sud Italia, dove la povertà è più diffusa e i sistemi di tutela spesso più carenti».

Per sostenere il Programma Case del Sorriso e i progetti sull’infanzia CESVI ha lanciato una campagna con numerazione solidale attiva sino al 14 dicembre 2025: si può donare al 45582 con SMS o chiamata da rete fissa.

L’articolo GIORNATA MONDIALE INFANZIA, IL MONITO DI CESVI: “FUTURO DELL’UMANITÀ A RISCHIO” proviene da Comunicare il sociale.

“Il diamante dell’abisso”, il cortometraggio che guida i giovani alla ricerca della felicità

Dopo aver toccato il tema cruciale del bullismo con il fortunato video “Girotondi pericolosi”, l’Associazione Culturale “Parole Alate” torna sulla scena digitale con una nuova e significativa produzione. Si tratta di un cortometraggio che pone allo spettatore una domanda universale e profonda: “Cos’è per te la felicità?”, con l’intento dichiarato di indurre il pubblico a riflettere e ad apprezzare l’autentico valore delle piccole cose. Scritto e diretto dal regista ElleCi, il film vuole essere un monito contro la superficialità della società contemporanea.

La storia di Masi: un’odissea di semplice umanità- La sinossi del cortometraggio ci presenta Masi, un bambino algerino la cui traversata verso le coste italiane si rivela tanto rocambolesca quanto fortunata. Prima di essere accolto in un centro di prima accoglienza, il piccolo incontra Checco, un ragazzo abituato a vivere di espedienti, e i suoi amici. Saranno loro a prendersi cura di Masi, offrendogli cure e un affetto inaspettato.

Il cortometraggio, della durata di 31 minuti, si concentra sulla fugacità dell’esistenza e sulla resilienza dei giovanissimi protagonisti. Nonostante l’amore e gli sforzi profusi per il piccolo Masi, le difficoltà non mancheranno, scandendo la loro vita “nel giro di pochi ciak”.

Il cast che dà vita a questa storia corale include Francesco Coraggio, Gennaro Giordano, Alessandro Zambetta, Martina Di Martino, Cristian Vaiano, Elena Tariffa, Amodio Ammirati, Francesco Pellè, Paquito Catanzaro, Nika Girtelli e Giorgio Petraccone.

L’articolo “Il diamante dell’abisso”, il cortometraggio che guida i giovani alla ricerca della felicità proviene da Comunicare il sociale.

A CITTÀ DELLA SCIENZA IL GIOCO È UN DIRITTO: UN WEEKEND DI SCOPERTA E DIVERTIMENTO

Mai come in questo fine settimana del 22 e 23 novembre 2025, Città della Scienza ribadisce con forza un concetto fondamentale: il gioco è un diritto inalienabile per tutte le bambine, i bambini e gli adolescenti del mondo.

Sulla scia della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che celebra la storica Convenzione ONU del 1989, il polo scientifico napoletano ha deciso di onorare l’articolo 31 trasformando i suoi spazi in un grande laboratorio di inclusione e scoperta. L’obiettivo è promuovere e valorizzare questo diritto essenziale attraverso un ricco programma di attività interattive scientifiche, pensate per stimolare la curiosità di ogni fascia d’età.

Il programma si apre con una dedica ai più piccoli, dai 3 ai 6 anni, che al quarto piano di Corporea potranno tuffarsi nel laboratorio “Giochi del Passato”. Qui si riscopriranno i migliori passatempi di una volta, da praticare con materiali semplici sia al chiuso che all’aria aperta, favorendo la socializzazione tra vecchi e nuovi amici.  Per i ragazzi più grandi, dai 7 ai 13 anni, la scienza diventa una sfida avvincente: domenica 23 novembre, il laboratorio “Api e bolle di sapone”, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Matematica dell’Università Federico II, svelerà il sorprendente legame tra la natura e la geometria, spiegando perché le api scelgono l’esagono per i loro favi e come le bolle di sapone minimizzino la loro superficie. Sabato 22 novembre, invece, il focus si sposterà sulla tecnologia storica con “Il telefono senza fili”, un percorso che parte dalla vita di Guglielmo Marconi per arrivare alla costruzione pratica di un telefono, svelandone i segreti. Un momento di grande condivisione per tutto il pubblico sarà lo science show “Assaggi di scienza”, previsto in entrambi i giorni. Questo spettacolo dimostrerà come, fin da piccoli, il gioco sia lo strumento principale per esplorare il mondo, utilizzando materiali comuni per rivelare fenomeni fisici sorprendenti.

Grande attesa anche per l’innovazione tecnologica: i visitatori potranno sperimentare il nuovissimo Virtual Lab della Fisica, vivendo cinque esperimenti immersivi grazie a visori 3D di ultima generazione, un progetto finanziato dalla Regione Campania.

La vera novità del weekend è però un’opportunità esclusiva per i ragazzi dai 7 ai 13 anni: il viaggio nel backstage della mostra Insetti&CO. Casa Insetti aprirà le sue porte segrete per mostrare il “dietro le quinte”, permettendo ai partecipanti di osservare come si nutrono gli animali, dove vengono conservate le uova degli insetti stecco e foglia, come crescono le piccole mantidi e svelando le abitudini alimentari della tartaruga mata mata e delle formiche.

L’offerta del fine settimana si arricchisce ulteriormente con le consuete e affascinanti visite guidate al museo interattivo del corpo umano, Corporea, e gli spettacoli mozzafiato del Planetario, che guidano gli spettatori tra le meraviglie dell’universo. Tuttavia, un invito particolare è rivolto a chi cerca emozioni forti: fino all’11 gennaio 2026 è possibile visitare la straordinaria mostra Arachnida. Questa esposizione rappresenta un’occasione unica per guardare negli occhi le proprie paure e trasformarle in conoscenza. Tra ragni giganti, scorpioni e tarantole, i visitatori intraprenderanno un viaggio tra brivido e fascinazione, scoprendo le incredibili capacità adattive, le strategie di caccia e le caratteristiche biologiche di questi predatori a otto zampe. Arachnida non è solo una mostra, ma un’esperienza immersiva che sfida i pregiudizi e svela il ruolo cruciale di queste creature nel nostro ecosistema.

L’articolo A CITTÀ DELLA SCIENZA IL GIOCO È UN DIRITTO: UN WEEKEND DI SCOPERTA E DIVERTIMENTO proviene da Comunicare il sociale.