Presentato il programma del FIABADAY 2022: “XX GIORNATA NAZIONALE PER L’ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE”

Giovedì 29 settembre, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata presentata la ventesima edizione della “Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche – FIABADAY”, organizzata in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.

La conferenza si è aperta con il saluto del Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Roberto Chieppa, il quale ha sottolineato l’importanza nel processo di consolidamento dei diritti delle persone con disabilità della approvazione della legge delega in materia di disabilità. “Si tratta di una riforma che pone al centro la valutazione multidimensionale della disabilità e la realizzazione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, diretto a consentire alle persone con disabilità di essere protagoniste della propria vita e di realizzare una effettiva inclusione nella società”.

A seguire, il Presidente di FIABA Onlus Giuseppe Trieste ha ricordato che “la mancanza di accessibilità porta esclusione sociale. Impegnarsi per eliminare le barriere significa quindi attivare il nostro senso di responsabilità. Tutto parte dalla convinzione che la questione dell’accessibilità interessi solo un ristretto gruppo di individui, mentre in fin dei conti può riguardare chiunque. La campagna di sensibilizzazione del FIABADAY 2022, dal titolo «Abbattere le barriere si può. Facciamolo!», è incentrata proprio sull’idea che anche le nostre azioni quotidiane possono fare la differenza”.

Il Ministro per le Disabilità Erika Stefani ha chiuso la conferenza stampa dichiarando: “Abbattere le barriere significa prendere parte a un’opera di sensibilizzazione, che porti all’eliminazione in primis di quelle culturali. Un mondo senza barriere è quello che ne riconosce l’esistenza, e promuove ogni iniziativa che ribadisca il principio per cui vivere in una società accessibile è un diritto. Per tale ragione è importante oggi parlarne, la disabilità è un tema che riguarda tutti”.

Ha moderato la giornata Nicola Perrone, Direttore Responsabile Agenzia DiRE.

Il FIABADAY 2022 si terrà domenica 2 ottobre 2022, in piazza Colonna a Roma, dove si alterneranno momenti di approfondimento e di spettacolo, per parlare di barriere architettoniche e culturali. La giornata avrà inizio alle ore 10.00 con i saluti delle autorità: Erika Stefani, Ministro per le Disabilità; Maurizio Gasparri, Senatore; Fabio Capolei, Consigliere Regione Lazio; Barbara Funari, Assessora Politiche Sociali Comune di Roma; Monica Lucarelli, Assessora Pari Opportunità Comune di Roma. Contemporaneamente, Palazzo Chigi aprirà le sue porte per visite guidate riservate a persone con disabilità e a ridotta mobilità.

Dopo l’esibizione della Fanfara dei Carabinieri, si apriranno i panel sul palco, dove sarà disponibile anche il servizio di interpretariato LIS. Gli argomenti affrontati saranno i seguenti:

Accessibilità nel mondo del lavoro. Un esempio concreto in Eni

Accessibilità e inclusione nella quotidianità

I professionisti e le imprese a servizio dell’accessibilità

I bonus per abbattere le barriere architettoniche

 Presenti anche Maurizio Carlini e Lorenza Bohuny, autori di “Carozzella Romana”, la canzone di Rodolfo Laganà contro le barriere architettoniche.

Modera la giornalista del TG2 Marzia Roncacci.

 Non solo momenti di approfondimento, ma anche tanto spettacolo. A partire dalle ore 14.30 si esibiranno: l’Orchestra inclusiva “Euterpe” diretta dal Maestro Tommaso LiuzziLuca ViragoLinda DAlma Manera.

Presso gli stand allestiti accanto al palco si terranno delle dimostrazioni di primo soccorso per tutte le fasce di età, a cura di CESAP, Emergenza Sordi, IRCOMUNITÀ e Volontariato per Te – ODV. Saranno distribuiti anche gadget di HARIBO Italia Srl, Pizzardi Editore SpA. e Pompadour.

Quest’anno, inoltre, si è voluto dare risalto anche all’accessibilità della cultura, grazie all’adesione di poli museali e aree archeologiche, tra cui: Museo Nazionale Etrusco di Villa GiuliaPalazzo Massimo – Museo Nazionale RomanoParco Archeologico di Paestum e VeliaMuseo Tattile Statale Omero di Ancona.

La ventesima edizione della “Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche – FIABADAY” ha ricevuto la “Medaglia del Presidente della Repubblica”.

L’articolo Presentato il programma del FIABADAY 2022: “XX GIORNATA NAZIONALE PER L’ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE” proviene da Comunicare il sociale.

Bando “Terre Colte”, 2 milioni di euro per valorizzare le terre abbandonate o incolte

Recuperare e valorizzare terreni incolti o abbandonati, o non adeguatamente utilizzati nelle regioni meridionali, per dar vita a produzioni agricole sostenibili dal punto di vista sociale, economico e ambientale, capaci di creare prodotti di qualità, di rivitalizzare le tradizioni legate all’agricoltura e all’allevamento, di promuovere percorsi di inclusione sociale e lavorativa per persone in difficoltà, sviluppando filiere corte in grado di rispondere alle attuali difficoltà di accesso ai prodotti agricoli di prima necessità, garantendo adeguati canali di commercializzazione.

Sono questi gli obiettivi del bando “Terre colte”, giunto alla seconda edizione e promosso dalla Fondazione CON IL SUD che mette a dispone 2 milioni di euro. Il bando è rivolto alle organizzazioni di terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia.

L’agricoltura ha caratterizzato storicamente il Mezzogiorno. Nel 2001, mentre al Nord i lavoratori impegnati in agricoltura rappresentavano il 3,9% del totale, al Sud questo dato era proporzionalmente più del doppio (9,2%). Nel corso degli ultimi decenni, però, molti terreni agricoli sono stati abbandonati o non valorizzati a pieno. Le cause sono molteplici, a partire dal difficile, e pressoché assente, ricambio generazionale della classe agricola. Dai dati presenti sul sito web dell’Ismea, ad oggi nelle sei regioni del Sud sono presenti ben 645 terreni incolti. Un dato che non rappresenta la totalità dei fondi agricoli abbandonati presenti nel meridione, ma che contribuisce a dare la misura del fenomeno.

“I progetti sostenuti con il primo bando hanno rappresentato un percorso molto soddisfacente, che ci ha spinti a insistere in questo ambito” ha commentato Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD. “La valorizzazione dei terreni abbandonati o non utilizzati, che sono davvero tanti nel nostro Sud, è uno degli strumenti da percorrere per creare occasioni di lavoro e di inclusione sociale, per generare economia, per valorizzare le ricchezze che la natura ci mette a disposizione e, soprattutto, per creare opportunità per le comunità e per chi vive situazioni difficili”.

Due le fasi del bando: nel corso della prima, sarà richiesta l’individuazione e presentazione dei risultati attesi e la chiara definizione degli obiettivi e delle attività, mentre nel corso della seconda fase i proponenti saranno invitati a chiarire ed eventualmente ridefinire il progetto.

Per accedere al bando è necessario che i proprietari dei terreni diano in concessione le terre a una o più organizzazioni del partenariato che propone il progetto per una durata minima di 10 anni, di cui i primi 5 a titolo gratuito o simbolicamente oneroso. I terreni potranno essere messi a disposizione anche da proprietari di fondi agricoli incolti o abbandonati che si sono trasferiti in altre regioni d’Italia o all’estero e che decidano in questo modo di metterli a disposizione della comunità locale.

Le partnership di progetto dovranno essere composte da almeno tre organizzazioni, di cui due di Terzo settore compreso l’ente responsabile del partenariato. Potranno inoltre essere coinvolti il mondo economico, delle istituzioni, dell’università, della ricerca.

Le proposte potranno prevedere, oltre alle attività di coltivazione e/o di allevamento, iniziative di tipo commerciale, sociale, turistico-ricettivo, artigianale, ecc., purché strettamente connesse e accessorie a quelle di carattere agricolo. Il contributo per singola proposta è di massimo 400.000 euro.

Le proposte dovranno essere presentate online entro il 14 dicembre, attraverso la piattaforma Chàiros >> www.chairos.it

Con il precedente bando “Terre Colte”, promosso nel 2017 dalla Fondazione CON IL SUD in collaborazione con Enel Cuore Onlus, sono stati sostenuti 9 progetti con 3 milioni di euro.

L’articolo Bando “Terre Colte”, 2 milioni di euro per valorizzare le terre abbandonate o incolte proviene da Comunicare il sociale.

Il murales dedicato a Gino Strada nella “stazione dei diritti”

L’associazione “Restiamo Umani” è tra gli enti promotori del Murales dedicato a Gino Strada dipinto all’interno della stazione della Circumvesuviana di Scisciano, che da oltre un anno ha dato casa e riparo a un percorso di tutela dei diritti attraverso uno sportello dedicato alle persone migranti.

“In quest’anno- si legge in una nota dell’associazione-  circa 1000 persone si sono rivolte al nostro sportello, di cui circa 300 sono già riuscite a regolarizzare la propria presenza in Italia ed altrettante sono in fase di regolarizzazione. Questo piccolo spazio nel pieno della pandemia ha permesso a circa 500 persone, invisibili e a forte rischio di marginalità di accedere al percorso vaccinale ed ogni giorno è sempre più un presidio di solidarietà e tutela dei bi-sogni di chi è ogni giorno vive sulla propria pelle la precarietà di vita e di futuro. Il nostro sportello è poi divenuto anche spazio di segretariato sociale comunale grazie al progetto Sai del Comune di Scisciano che ha l’ufficio legale e di orientamento all’interno del nostro sportello. Attraverso il progetto SAI il nostro spazio è divenuto ancora di più uno spazio al servizio della comunità migrante del territorio e quest’estate l’abbiamo valorizzato assieme al bellissimo laboratorio dell’ass. Agorà di Dugenta che ha decorato le mura esterne dello Sportello con un bellissimo murales che racconta le migrazioni e la tutela dei diritti. Questo Murales è dedicato a Gino Strada che per noi e per tutti quelli che credono in un mondo diverso e più umano è fonte di ispirazione continua. Il 3 ottobre, nel giorno in cui si ricorda la strage di Lampedusa che nel 2013 vide la morte di 368 persone, bambini, donne e uomini che cercavano di raggiungere l’Europa, abbiamo deciso di inaugurare questo luogo che deve essere spazio di MEMORIA oltre che di SOLIDARIETA’ ed ACCOGLIENZA».

L’inaugurazione del murales è prevista per il 03 ottobre alle ore 17, durante l’inaugurazione oltre a interventi di testimonianza di persone che hanno raggiunto l’Italia attraverso l’epopea in mare ci sarà un racconto in musica e in versi dell’altro mondo possibile.

 

L’articolo Il murales dedicato a Gino Strada nella “stazione dei diritti” proviene da Comunicare il sociale.

Oceanus Bike Tour: salute, ambiente e smart-mobility

Oceanus, in collaborazione con il Cammino di San Francesco Caracciolo,  ha realizzato un percorso in bici che promuove il cammino del Santo, protettore dei cuochi d’Italia, da Napoli a Loreto. A Napoli, l’istituto alberghiero ISIS Elena di Savoia, e a Loreto, l’istituto alberghiero IIS Einstein-Nebbia, hanno accolto i ciclisti e presentato il tour che, seppur alla sua prima edizione, ha riscosso un grande successo in ogni località raggiunta, coinvolgendo sindaci, assessori e associazioni locali, come l’ASD “Il Triciclo Sidicino” di Teano che si è unita per qualche chilometro al viaggio. Viaggio che, diviso in tappe giornaliere, è stato capitanato da Ivan Negretti, ormai un veterano dei tour organizzati con Oceanus in tutta Italia, ma che a differenza dei primi in solitaria (Reggio Calabria – Milano e Napoli – Milano) oggi viaggia in compagnia di nuovi amici, ciclisti appassionati, che hanno sposato il messaggio della Campagna di Oceanus “Pedalando verso il futuro” portando un messaggio di cambiamento e attenzione verso un nuovo modo di viaggiare e spostarsi nei centri urbani, incoraggiando i piccoli e grandi comuni ad adottare strategie che incentivino, tutelandolo, l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto abituale. Per questo il tour è rientrato a far parte delle settimane Europee della Mobilità e dell’Energia Sostenibile, iniziative della Comunità Europea che promuovono buone pratiche ed eventi che siano parte del cambiamento a cui tutti noi siamo chiamati.









Con la campagna “ Pedalando verso il futuro”, nata durante la presidenza europea di Josè Barroso, Oceanus mira a promuovere l’uso della bicicletta come mezzo alternativo di trasporto urbano, chiede alle Amministrazioni Pubbliche di prendere provvedimenti per favorirne e tutelarne l’uso; per promuovere la bicicletta anche nel tempo libero, sia per riscoprire aspetti culturali ed ambientali del nostro territorio, sia per favorire amicizie e socializzazione. La bicicletta è uno stile di vita, è un modo diverso e più naturale di affrontare il tempo, riconquistarlo insieme agli spazi che separano, circondano, in pochi chilometri le nostre attività quotidiane.

Le tappe del Tour
.1° Tappa 23.09 Napoli – Teano 60 km

2° Tappa 24.09 Teano – Pescolanciano 120 km

3° Tappa 25.09 Pescolanciano – Roccamontepiano 160 km

4° Tappa 26.09 Roccamontepiano – Ascoli Piceno 155 km

5° Tappa 27.09 Ascoli Piceno – Loreto 138 km

L’articolo Oceanus Bike Tour: salute, ambiente e smart-mobility proviene da Comunicare il sociale.

Crisi energetica, mancano all’appello 11 miliardi di metri cubi di gas naturale. Che inverno ci aspetta?

La crisi energetica che sta investendo l’Europa sta turbando il sonno di molti. Politici, imprenditori e comuni cittadini temono il razionamento del gas nel bel mezzo dell’inverno. Tra meno di un mese, i riscaldamenti del Centro-nord Italia si accenderanno. A quel punto, cosa succederà? Rispetto all’anno scorso, mancano all’appello 11 miliardi di metri cubi di gas naturale. Questo è il risultato dell’interruzione della fornitura da parte di Gazprom (29 miliardi di m3), compensata, in parte, dall’aumento delle forniture da Algeria, Azerbaijan e Norvegia (totali 18 miliardi di m3). Per scongiurare il tanto temuto razionamento, la politica si affida ad una soluzione “emergenziale”: i rigassificatori.

Mentre dall’Algeria, dall’Azerbaijan e dalla Norvegia, il gas arriva in Italia tramite gasdotti (rispettivamente il Transmed-Enrico Mattei, il TAP e il Transitgas), la quota mancante di gas, che dovrà arrivare da altri Paesi fornitori, giungerà sulle nostre coste via nave. Queste nuove tratte non possono contare, però, sulle tradizionali condotte, i gasdotti per l’appunto. Il trasporto del gas via nave consente di superare i limiti infrastrutturali legati proprio ai gasdotti, pagandone, però, uno scotto. Il gas, per essere trasportato via nave, richiede di essere prima trasformato in GNL (gas naturale liquefatto), dato che in forma liquida è possibile trasportarne quantità nettamente superiori rispetto alla sua forma gassosa, per poi essere riportato al suo stato naturale e immesso nei metanodotti territoriali. Proprio in questa fase, entrano in gioco i rigassificatori, impianti che permettono di trasformare i 266.000 metri cubi di GNL (la capacità massima di una nave metaniera) negli equivalenti 160 milioni di metri cubi di gas aeriforme. In Italia, sono in funzione, dagli anni ’70, tre rigassificatori che, da gennaio, hanno già incrementato del 25% la loro attività. Già in cantiere l’ampliamento di questi impianti per assicurare una maggiore quota di rigassificazione. Questi da soli, però, non sono in grado di smaltire le forniture che si stanno acquistando in vari Paesi del mondo, per sopperire alla quota mancante di gas russo.

Dei 73 miliardi di metri cubi importati dall’Italia nel 2021, solo 9,4 derivano dal GNL, ovvero dalla rigassificazione del gas liquido, in quanto questa è da sempre ritenuta una misura meno conveniente rispetto alla fornitura via condotta e con maggiori rischi per l’ambiente e per la sicurezza delle aree circostanti gli impianti. Nonostante ciò, per far fronte alla carenza di forniture, lo Stato Italiano ha già opzionato 11 miliardi di metri cubi di GNL, che al momento non trovano spazio negli impianti già esistenti. La soluzione a questo problema arriva da Snam S.p.A., che, su mandato del governo Draghi, ha acquistato due navi rigassificatrici, dalla portata di 5 miliardi di metri cubi ognuna, per una cifra complessiva che si aggira intorno ai 750 milioni di dollari. Le due navi, che saranno disposte in mare davanti Ravenna e Piombino, svolgeranno le medesime funzioni degli impianti di rigassificazione tradizionali e garantiranno l’approdo di un maggior numero di navi metaniere da Stati Uniti, Qatar, Egitto e Nigeria, alla rete distributiva italiana. Una misura emergenziale per il governo italiano, meno per Snam, che ha avanzato la richiesta di 25 anni di concessione sull’impianto; richiesta che mal si sposa con l’intento, almeno dichiarato da parte del governo, di perseguire l’obiettivo europeo della neutralità climatica, attraverso la transizione energetica. Ma si sa, davanti alle emergenze il tempismo è essenziale. La transizione energetica è un percorso lungo e radicale, poco adatto, secondo il governo, a scongiurare una crisi energetica prevista per l’inverno ormai alle porte. Meno adatti ancora, come risposta immediata, sono i nuovi rigassificatori: l’impianto di Ravenna non sarà in funzione prima di settembre 2024, mentre quello di Piombino non prima di un anno. Del risultato delle politiche energetiche emergenziali per il prossimo inverno non si vedrà traccia nel prossimo inverno, bisognerà attendere il 2024.

Nel frattempo, in attesa che una misura emergenziale venga completata tra due anni, augurandoci anche la fine dell’emergenza entro il 2024, tra pasta cotta a fuoco spento e altri consigli utili, ci abitueremo alla penuria di gas, perpetrando quello stato di emergenza tanto caro a chi, per interessi economici, si oppone alla transizione energetica. Un cambio di rotta necessario non solo per l’ambiente e il Pianeta, ma, mai come adesso, anche per l’economia. Una transizione energetica, ecologica, ma soprattutto valoriale che assomiglia sempre più ad una chimera.

di Valerio Orfeo

L’articolo Crisi energetica, mancano all’appello 11 miliardi di metri cubi di gas naturale. Che inverno ci aspetta? proviene da Comunicare il sociale.

Quarto, rassegna letteraria nel bene confiscato Casa Mehari

La sezione autunnale di “Quarto Città dei Libri” si apre con la presentazione dell’ultimo lavoro di Gigi Di Fiore. Il giornalista e saggista presenterà “Il gerarca che sfidò Mussolini. Aurelio Padovani e il fascismo meridionale. Aurelio Padovani e il fascismo meridionale” edito da Utet nel 2022. Nell’occasione sarà anche possibile conversare con l’autore sugli argomenti delle sue precedenti pubblicazioni di libri che hanno approfondito temi come la storia sull’Unità, della camorra e della napoletanità. Interviene Raffaella de Vivo, assessore alla cultura del Comune di Quarto. Letture di Arturo Delogu. Presenta il giornalista Rosario Scavetta.

Sinossi- Nell’ottobre del 1922, il Partito fascista raduna le sue forze a Napoli, in quella che appare una dimostrazione intimidatoria in vista della marcia su Roma. Tra gli organizzatori dell’adunata c’è uno dei capitani del Sud, leader del fascismo campano delle origini: il gerarca Aurelio Padovani. Volontario della guerra di Libia e reduce pluridecorato (e mutilato) della Grande guerra, Padovani è un antisocialista feroce con un incredibile ascendente sui lavoratori napoletani, tanto che Mussolini ne intuisce subito le capacità e lo vuole accanto a sé nella sua scalata verso palazzo Chigi, che non può fare a meno di sostegni nel Mezzogiorno. Ma il loro sodalizio è destinato a incrinarsi. Il duce e Padovani hanno idee molto diverse su come il nuovo partito debba allargare la propria base elettorale. Contrariamente a Mussolini, Padovani non vuole stringere alleanze con i nazionalisti, espressione al Sud del potere stantio ed elitario dei vecchi notabili; il partito che sogna è repubblicano, vicino ai liberali, garante della tranquillità e indisponibile a qualsiasi compromesso. Lo scontro tra i due si inasprisce di giorno in giorno, arrivando all’espulsione di Padovani dal partito, finché, nel 1926, il capitano e otto dei suoi fedelissimi restano uccisi nel crollo del balcone della sua casa-studio in via Orsini, nel quartiere di Santa Lucia a Napoli. Su quella disgrazia aleggiano molti dubbi, tanto che la folla acclamante raccolta sotto casa del “ribelle in camicia nera” sospetta subito un attentato e si riversa per le strade a caccia di un colpevole. Le indagini e il processo smentiranno questa ipotesi, la svolta autoritaria del regime nasconderà i contrasti pregressi e Padovani cadrà nel dimenticatoio. In occasione del centenario della marcia su Roma, Di Fiore, grazie a una monumentale ricerca su inediti atti processuali rimasti finora sepolti negli archivi e fonti giornalistiche dell’epoca, svela una storia dimenticata che ci pone davanti uno di quei bivi in cui si determinò il futuro del paese: cosa sarebbe stato il fascismo senza la caduta di quel balcone?

Il successivo evento per la rassegna “Quarto città dei Libri” è per venerdì 7 ottobre con Sara Bilotti che presenterà il suo “Eden” edito da Harper Collins Italia.

L’ingresso alla rassegna letteraria “Quarto Città dei libri” è gratuito. I libri presentati saranno donati alla Biblioteca di Casa Mehari, uno dei progetti dell’associazione temporanea di scopo a cui è affidato il bene. L’a.t.s. è composta dall’associazione di volontariato “La Bottega dei Semplici Pensieri” (capofila), la cooperativa “La Quercia Rossa”, l’associazione culturale “Artemide” e l’associazione di promozione sociale “Dialogos”.

Per gli eventi che si svolgono a Casa Mehari è attivo il bar interno gestito dalla Cooperativa Sociale “La Quercia Rossa”. Non è consentito il parcheggio all’interno del complesso e nelle strade intorno alla villa; pertanto è necessario parcheggiare lungo via Pozzillo raggiungere a piedi, in due minuti, Casa Mehari.

L’articolo Quarto, rassegna letteraria nel bene confiscato Casa Mehari proviene da Comunicare il sociale.