10 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
Una legge regionale che sancisca il diritto alle cure riabilitative per persone che soffrono di gravissime malattie psichiche e sensoriali. È quanto richiesto dal Comitato Diritto alla Cura che in soli 4 mesi ha raccolto 11.562 firme (più altre 800 che vari Comuni non sono riusciti ancora a trasmettere), presentate quest’oggi al consiglio regionale della Campania. Con tale iniziativa popolare – le adesioni sono andate avanti per 4 mesi in diversi territori regionali, da Salerno a Benevento a Napoli, superando di gran lunga la soglia minima prevista di 10.000 firme – i promotori intendono chiedere che, entro i 90 giorni previsti dopo la presentazione delle firme stesse, il consesso regionale discuta la proposta di una legge per individuare delle codificazioni specifiche rispetto alle patologie mentali pesanti e le relative cure. Il Comitato Diritto alla Cura contesta il contenuto della delibera regionale 164/22 che prevede che dopo 180 giorni le cure riabilitative di un paziente siano tenute non più in un presidio residenziale, ma al massimo solo in quello assistenziale. Ora la palla passerà al consiglio regionale, che avrà 3 mesi di tempo per costruire la legge dando per scontato la sensibilità rispetto all’argomento.
La presentazione – Soddisfazione dinanzi all’edificio F13 del Centro Direzionale, sede del consiglio regionale della Campania, per la presentazione delle 11.562 firme. Gerardo Pagano primo firmatario della proposta di legge e operatore ultraventennale nel settore della riabilitazione, spiega: «La nostra proposta è di istituire quanto già deciso a livello nazionale ossia un regime assistenziale residenziale già previsto dal progetto Mattoni, approvato nel 2003 dalla conferenza Stato-Regioni, perché ci si è accorti che a livello nazionale c’erano 20 sistemi diversi (il codice specifico è RR2 ndr.). Occorre anche per la Regione Campania avere una codificazione unica dedicata solamente a questa tipologia di utenza di chi soffre di malattie psichiche gravi». Antonella Derna, operatrice di un centro di riabilitazione a Nocera Inferiore, che ospita 130 persone, presente anche lei stamani alla presentazione delle firme, batte su un tasto mai pigiato abbastanza. «Ci vorrebbero meno tagli sulla sanità. Noi lavoriamo con celebropatici, che scontano gravi insufficienze mentali e che hanno un lento recupero funzionale. A volte un anno, due anni, tre anni di riabilitazione non bastano. In strutture residenziali ci sono professionalità valide e strumenti adatti – aggiunge Derna – ma ora stando a quanto prevede la delibera 164, dopo 180 giorni i pazienti danno in Residenze assistenziali assistite dove il personale è inferiore. Ci siamo dimenticati tutti i morti al loro interno nel periodo più duro della pandemia?».
Parola ai familiari – Convivere con una persona che sconta deficit mentali gravi, è qualcosa di pesante che solo chi vive la situazione può raccontare. Tra questi c’è Antonio Casale padre di 38enne affetto da autismo e punto di riferimento nel salernitano di altri genitori con situazioni simili in famiglia. «Le difficoltà aumentano giorno per giorno, a partire da quelle burocratiche. Le pare normale che io ogni 6 mesi devo andare dal medico specialista per far rinnovare la terapia che si chiama ex articolo 26 perché non c’è un nome appropriato? Speriamo di arrivare a nuove procedure grazie a questa proposta di legge di iniziativa popolare presentata». Antonio poi mette l’accento su un’altra questione forse ancora troppo sottaciuta. «Alcuni disabili in Campania non sono nemmeno conosciuti, vengono lasciati nelle loro case per volontà dei genitori. La famiglia di un’amica di mio figlio, anche lei disabile, ha preferito tenere la donna a casa perché stanche di adempiere a intervalli regolari alle procedure per l’accesso alle cure. Io non sono d’accordo con questa scelta, ma il tema si pone». Annarita Ruggiero del comitato civico #iosononicolo, madre di un bambino disabile di 10 anni cerca di guardare avanti. «Dopo la battaglia vinta per la presentazione delle firme per chiedere al consiglio regionale di approvare la legge di iniziativa popolare, passeremo a richiedere delle linee guida sull’autismo. Quelle nazionali che ci sono inficiano tutto il lavoro fatto sugli autistici, di vario livello ed età, perché si uniformano le terapie. Dopo anni di ricerca scientifica, adesso ci vediamo catapultati in 15 anni indietro, si torna al vuoto». Annarita auspica unità in questa nuova sfida, chiedendo anche l’istituzione di «un comitato tecnico-scientifico con la presenza di esperti ma anche dei genitori che vivono 365 giorni all’anno la problematica dei figli autistici. Sui vari territori della Campania e nelle varie Asl c’è disparità rispetto alle ore settimanali di riabilitazione, ci sono famiglie che addirittura cambiano residenza per permettere ai loro figli di usufruire di un numero maggiore di ore di terapia. Questa differenza va colmata».
di Antonio Sabbatino
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10 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
L’incubo è finito, ma la situazione resta molto grave. Grazie all’intervento dei Carabinieri, un commerciante di Napoli ha visto finire in manette il suo aguzzino, un 33enne già noto alle forze dell’ordine, in carcere con l’accusa di usura aggravata dal metodo mafioso. Sulla vicenda intervengono l’associazione Codici ed il Forum delle Associazioni Antiusura, impegnati con azioni legali per tutelare le vittime di usura.
“Da un prestito iniziale di 600 euro – afferma Giuseppe Ambrosio, Presidente del Forum delle Associazioni Antiusura e legale di Codici Campania –, il commerciante si è ritrovato a dover pagare oltre 22mila euro. Nel corso del tempo l’uomo ha ridato all’usuraio 17mila euro, terrorizzato dalla parentela che ostentava con un personaggio di spicco di un clan operante a Scampia e Secondigliano. I Carabinieri l’hanno bloccato quando stava intascando 500 euro. Il timore è che possano esserci altre vittime e per questo ci siamo attivati per fornire assistenza legale”.
“La crisi – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – sta spingendo sempre più persone a rivolgersi agli strozzini per poter far fronte a spese fino a poco tempo fa di routine. Pensiamo alle bollette, per molti diventate insostenibili. Sono situazioni diffuse, estremamente delicate, perché la disperazione può portare a scelte sbagliate. Anche quando tutto sembra perduto, bisogna restare nella legalità. Chiedere un prestito ad uno strozzino non è la soluzione, ma l’inizio di un incubo. Gli strumenti di aiuto ci sono e su quelli bisogna puntare”.
L’associazione Codici ed il Forum delle Associazioni Antiusura sono attivi da anni nella lotta all’usura e nel sostegno delle vittime. È possibile fare una segnalazione e richiedere assistenza al numero 06.55.71.996 oppure all’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org.
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10 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
5,6 milioni di persone, pari a 1,9 milioni di famiglie, vivono in condizioni di povertà assoluta in Italia: si tratta del 9,4 % dell’intera popolazione. Nell’ultimo report Istat sulla povertà in Italia (datato giugno 2022), si stima che nel 2020, anno di inizio della pandemia, la povertà abbia raggiunto il livello più elevato dal 2005. Le stime dell’Istat prevedono che, entro la fine del 2022, l’Italia potrebbe registrare 400mila famiglie povere in più.
Per queste persone fragili, che siano singole persone senza dimora o famiglie indigenti, Fondazione Progetto Arca opera ogni giorno per rendere sempre più grande ed efficiente la rete di supporto alimentare a livello nazionale.
Per sostenere le sue attività e i suoi progetti dedicati a chi è più solo e povero, è possibile per tutti donare attraverso il numero solidale 45584, inviando un sms o chiamando da rete fissa dal 9 al 29 gennaio 2023.
Progetto Arca è accanto alle persone senza dimora con il servizio delle Unità di strada in 7 città italiane: Milano, Varese, Torino, Roma, Napoli, Bari e Padova. Sono gruppi di operatori qualificati e volontari che garantiscono ogni giorno a chi vive in strada la distribuzione di beni di prima necessità (sacchi a pelo, indumenti caldi, kit igienico sanitari) e di cene calde e colazioni che, nei mesi di freddo invernale fanno la differenza se non si ha un tetto sotto cui rifugiarsi per dormire.
La distribuzione dei pasti caldi è possibile grazie alle Cucine Mobili, speciali foodtruck allestiti con forni e bollitori a bordo che accompagnano i volontari delle Unità di strada. Nel complesso delle 7 città, ogni settimana i pasti cucinati e caldi distribuiti in strada sono in tutto 2.450.
Il servizio delle Cucine mobili, nato durante la pandemia per rispondere alla chiusura obbligata di molte mense per i poveri e per garantire cibo sano e adeguato a chi non può permetterselo, è oggi parte strutturale della presenza in strada di Progetto Arca.
La Fondazione sostiene inoltre 3.500 famiglie in tutta Italia con la distribuzione mensile di pacchi viveri in 18 regioni e di spese di alimenti freschi (frutta, verdura, latticini) e a lunga conservazione attraverso 3 social market a Milano, Rozzano (Milano) e Bacoli (Napoli). Sono veri e propri minimarket dove le famiglie possono fare gratuitamente la spesa, accompagnate da volontari che svolgono anche un ruolo di supporto emotivo e relazionale.
«Stiamo vivendo le conseguenze degli avvenimenti che negli ultimi due anni hanno stravolto il nostro modo di vivere – commenta Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca – La pandemia e la guerra hanno portato conseguenze ancora più drammatiche per tutti coloro che già vivevano in una condizione di vita complessa e oggi rischiano di cadere nella povertà più estrema. Non parlo solo di persone senza dimora, ma anche di famiglie che prima non arrivavano alla terza settimana e che adesso non arrivano alla seconda. Cercare risposte ai bisogni sociali più urgenti per andare incontro alle necessità di chi è più in difficoltà è da sempre il nostro obiettivo, ed oggi lo è ancora di più».
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10 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
Un dolce della tradizione natalizia per regalare un sorriso a chi è in difficoltà. Grazie alla straordinaria generosità di tanti donatori, in questi giorni, Fondazione ANT Campania ha potuto consegnare circa 250 “Doni Sospesi” tra panettoni, pandori, cioccolatini e panieri alimentari – attraverso la campagna ispirata alla tradizione partenopea del caffè sospeso – a quattro importanti realtà napoletane che aiutano i più fragili.
Si tratta del Pio Monte della Misericordia, ente tra i più antichi della città partenopea che dal 1602 assiste e supporta i bisognosi, la Casa di Matteo, comunità socio sanitaria per bambini e neonati in stato di adozione o affido affetti da patologie ad alta complessità assistenziale, la Comunità di Sant’Egidio che assiste i senza fissa dimora, e la Parrocchia
di San Carlo Borromeo alle Brecce, attiva per le famiglie in difficoltà nella periferia orientale di Napoli. Anche quest’anno l’iniziativa è stata accolta con entusiasmo e generosità da aziende e privati cittadini che hanno scelto di donare ad ANT il corrispettivo di un dono natalizio e che permetterà di portare, con un solo gesto, sostegno ai pazienti oncologici che i medici e gli infermieri ANT assistono a domicilio ogni giorno.
Tutti i fondi raccolti attraverso l’iniziativa del Dono Sospeso, infatti, andranno a sostegno delle attività gratuite di assistenza medico-specialistica domiciliare ai malati di tumore e di prevenzione oncologica di Fondazione ANT a Napoli e Caserta. La struttura sanitaria di ANT in Campania, attiva dal 1990, è composta da 3 medici, 3 infermieri e 2
psicologhe che assistono ogni giorno, 24 ore al giorno compresi i festivi, circa 100 persone malate di tumore e le loro famiglie. Un’équipe che opera in un territorio complesso, come quello della Campania, con richieste di assistenza aumentate sensibilmente nel corso degli ultimi anni, a causa di pandemia e crisi, e che necessita di un supporto ancora
maggiore.
Al progetto dono sospeso hanno aderito tanti cittadini ed è stato generosamente sostenuto anche da diverse aziende campane: il Gruppo Balletta, Prezioso Casa, Enginfo Consulting, Epsilon da sempre impegnate in attività di responsabilità sociale sul territorio.
“Ancora una volta è stata fondamentale la sinergia con le realtà imprenditoriali e i cittadini del nostro territorio – ha commentato il Delegato ANT della Campania Antonio Imbrogno – Chi opera nel terzo settore, soprattutto in questa fase così delicata per il nostro paese, tra pandemia e incertezza economica, si trova ad affrontare grandi difficoltà, che si
possono superare solo se si fa rete con altre realtà no profit per il bene della comunità”.
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10 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
Si intitola «Dove c’è sempre gioia» il nuovo progetto musicale realizzato da “Interlife Onlus”, organizzazione di cooperazione internazionale, per sensibilizzare al sostegno a distanza di circa 200 bambini estremamente vulnerabili dello Stato indiano del Tamil Nadu, nel sud del paese asiatico. Nelle aree in cui opera Interlife il 50% dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione e la maggior parte delle comunità vive con meno di un dollaro al giorno.
Il nuovo progetto segue quello del 2021 dal titolo “Mediterraneo”, un Ep realizzato in collaborazione con Livio Magnini dei “Bluvertigo” e altri artisti, che ha permesso di continuare le operazioni sul campo di Interlife aiutando concretamente oltre tremila famiglie in Costa d’Avorio. Il progetto umanitario musicale continua con il brano «Dove c’è sempre gioia» scritto e interpretato dalla presidente di Interlife, Giorgia Gambini, con la collaborazione del musicista Marco Mantovani. «Si tratta -spiega la presidente- di una canzone che racconta una vita e ne simboleggia tante; quelle dei bambini che, grazie al sostegno a distanza di Interlife, sono cambiate radicalmente. La nostra presenza nel Tamil Nadu ha migliorato la vita di circa duemila bambini, alcuni dei quali oggi sono adulti che, grazie al sostegno di Interlife, hanno un lavoro o hanno potuto frequentare l’università e oggi possono garantire ai loro figli un’esistenza degna e un futuro diverso». Il video, infatti, racconta attraverso le immagini e la musica “il percorso di crescita” di una delle tante bambine che sono diventate grandi grazie al progetto “Sostegno a distanza a 360°” di Interlife che “è un vero e proprio strumento di cambiamento».
La formula, infatti, è quella del Toolkit Interlife, “la scatola degli attrezzi” che permette ai bambini di studiare e alle loro famiglie di avviare un’attività lavorativa, rendendosi così autonomi. «La nostra formula, ormai consolidata, prevede una vera e propria autonomia delle realtà familiari delle zone dove interveniamo -continua la presidente- perché solamente in questo modo possiamo essere certi che avranno un domani migliore. Diamo loro gli strumenti e le possibilità per affrancarsi dalla miseria estrema e avviamo insieme a loro un circolo virtuoso che in poco tempo aiuta l’intera comunità; ogni famiglia che viene aiutata, infatti, deve impegnarsi ad aiutare un’altra famiglia e così via, tutto sotto il nostro monitoraggio attento e quotidiano». Il nuovo video musicale è disponibile su YouTube alla pagina della Interlife Onlus e tutti i proventi saranno destinati a finanziare il programma di sostegno a distanza nel Tamil Nadu.
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10 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
Dal terreno di gioco al palcoscenico con cazzimma&arraggia, nell’incontro che si terrà venerdì 13 gennaio alle 18.30 al Teatro Bolivar di via Bartolomeo Caracciolo con due calciatrici del Napoli Femminile: Giulia Ferrandi, centrocampista, ex giocatrice nella Lazio con esperienza anche all’estero con il West Ham, e Melissa Toomey, laterale di fascia, italiana con origini irlandesi.
In vista del ritorno nel capoluogo partenopeo di cazzimma&arraggia – spettacolo di Fulvio Sacco e Napoleone Zavatto che racconta la trattativa che portò Diego Armando Maradona al Napoli – sabato 28 e domenica 29 gennaio proprio sul palco della sala di Materdei, il talk indagherà come si realizzano i sogni, attraverso la voce di chi oggi corre in campo con furbizia, scaltrezza, cazzimma, e con ostinazione, impeto, arraggia, per scrivere un racconto che va oltre le questioni di genere e parla forte di amore, di calcio e di riscatto.
A moderare l’incontro, a ingresso gratuito, il critico teatrale Michele Di Donato e lo speaker radiofonico Marco Pesacane.
«Chi, come noi, – sottolineano gli autori dello spettacolo – viene dai campetti di strada degli anni novanta ha ben precise due regole non scritte del calcio: i chiatti e gli scarsi vanno a porta e le femmine, che a priori non sanno giocare a pallone, se proprio vogliono giocare vanno in porta pure loro…e noi (uomini) al massimo concediamo loro di “tirare piano”. Probabilmente veniamo da un mondo con il quale continuiamo a fare a cazzotti nel voler raccontare storie di ordinaria follia, di chi si siede a tavola con la týchē (la fortuna per i greci) e prova a riscattare sé stesso per riscattare un’identità allargata, collettiva. La rappresentazione del calcio non può essere solo quella che questi mondiali qatarioti o la sorpresa, come nel 2019, che anche le donne sanno giocare. Chi muove la cazzimma e l’arraggia non deve temere nulla, se non la propria sorte».
cazzimma&arraggia andrà in scena sabato 28 (ore 21) e domenica 29 (ore 19) gennaio al Teatro Bolivar di Materdei. Lo spettacolo racconta la storia dell’arrivo di Maradona a Napoli come pretesto per costruire un’epica commedia contemporanea, che tra battute fulminanti e arredi vintage, ci racconta di due scalcagnati dirigenti di una città in costante attesa di riscatto che portano a segno la realizzazione di un sogno collettivo.
I biglietti sono disponibili al link: https://www.go2.it/evento/cazzimma_and_arraggia/
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