23 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
Il sintetico continua ad avanzare alla ricerca di spazi tradizionalmente occupati dal mondo animale. E così dopo la carne sintetica, la nuova sfida punta a sostituire le api nella produzione del miele. Dal web emerge la notizia che la startup americana MeliBio con sede in California è al lavoro per produrre miele molecolarmente identico a quello reale. L’obiettivo dichiarato è la creazione di un prodotto con la stessa consistenza e il medesimo gusto di quello tradizionale, ovviamente allo scopo di evitare che vengano coinvolte le api nella sua produzione.
“Un percorso che va nella direzione opposta a quelle che sono le aspettative di quanti scelgono di utilizzare il miele proprio perché prodotto dalle api”, spiega Gerardo De Cillis presidente dell’associazione Asnapi (Associazione Nazionale Ape Italiana) che aggiunge: “La strada che vuole allontanare i consumatori dai prodotti realizzati secondo le regole osservate da sempre non ci appartiene, negli ultimi anni per causa anche delle nostre scelte alimentari stiamo consegnando il mondo alimentare nelle mani di poche multinazionali che decidono cosa produrre e cosa non produrre, esempio il miele sintetico, identico per gusto e molecola a quello prodotto dalle api che è tutto da dimostrare. Asnapi è impegnata a sensibilizzare il consumatore finale dando informazione sul miele prodotto dalle api, che non potrà mai avere un solo gusto o un solo colore. Anche il miele rappresenta un territorio per la grande biodiversità dei pascoli presenti sul territorio nazionale per le api, producendo una varietà di miele rari, conclude De Cillis.
Sul ruolo delle api quale insetto da valorizzare interviene il professore Vincenzo Peretti della Federico II in qualità di presidente del Comitato Scientifico Asnapi sottolineando che: “Fra gli obiettivi principali della nostra associazione c’è proprio quello di tutelare e valorizzare l’Apis Melliffera Ligustica italiana. Una specie di rinomata importanza e a rischio di estinzione. L’unico modo per raggiungere questo obiettivo è quello di fargli conservare il loro ruolo tradizionale nella filiera produttrice del miele. Solo così potrà conservare il suo ruolo di colonna portante della biodiversità territoriale essendo geneticamente predisposta ad essere impollinatrice e grande lavoratrice e non di certo “pensionandola” dal percorso produttivo”.
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23 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
L’impegno di Airalzh per costruire “un domani senza Alzheimer” continua anche nel 2023. Grazie al Bando AGYR 2022 (Airalzh Grants for Young Researchers), dopo le edizioni del 2020 e del 2021, sono stati stanziati ed assegnati altri 300mila Euro per la Ricerca contro le demenze e la malattia di Alzheimer.
Simone Baiardi, Davide Cammisuli, Claudia Capitini, Andrea Magrì, Marco Mainardi, Lorenzo Massimi, Alessandro Trentini ed Alessia Vignoli sono gli otto ricercatori che si sono aggiudicati il Bando AGYR 2022 e che svilupperanno il proprio progetto di ricerca in varie Università e Centri d’Eccellenza in tutt’Italia: Bologna, Catania, Ferrara, Firenze, Milano, Pisa, Roma. L’Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, dopo aver valutato con attenzione le 42 richieste pervenute, ha deciso di premiare otto progetti di Ricerca che puntano a sviluppare metodi per la diagnosi precoce della malattia di Alzheimer, ma anche all’individuazione delle misure di prevenzione e all’importanza di adottare corretti stili di vita.
“Obiettivo dell’Associazione – commenta la Prof.ssa Alessandra Mocali, Presidente di Airalzh – è contribuire a sviluppare la Ricerca medico-scientifica sulle demenze e sulla malattia di Alzheimer. Proprio per questo motivo, dal 2020, grazie a delle donazioni private, il cui ricavato va totalmente a favore della Ricerca, è stato istituito il Bando AGYR. L’edizione del 2022 ha visto la premiazione di otto progetti, con un finanziamento complessivo di 300mila Euro, che si va ad aggiungere ai 600mila Euro già stanziati nei due anni precedenti. Un’opportunità, per dei giovani ricercatori, di sviluppare carriere indipendenti e fornire il proprio contributo, cercando di rallentare il decorso della malattia di Alzheimer”.
I vincitori del Bando AGYR 2022 hanno tutti un’età inferiore ai 40 anni ed hanno elaborato progetti originali in lingua inglese, che sono stati finanziati con importi che vanno da 22mila a 43mila Euro circa, sulla base delle richieste e della valutazione del Comitato Tecnico Scientifico di Airalzh.
Il Dr. Simone Baiardi, neurologo che svolge la propria attività presso l’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, ha elaborato un progetto focalizzato sulla malattia a corpi di Lewy, la principale co-patologia riscontrata a livello autoptico nei pazienti con Alzheimer (30-50%). Sebbene nella popolazione generale la prevalenza della malattia a corpi di Lewy aumenti con l’età, essa è stata sorprendentemente riscontrata in giovani individui affetti da Alzheimer ereditario. Il principale obiettivo dello studio pilota finanziato da AGYR 2022 è di valutare la prevalenza di malattia a corpi di Lewy in pazienti con Alzheimer a esordio giovanile (<65 anni) mediante un nuovo test nel liquido cerebrospinale. Verranno inoltre ricercate differenze cliniche, genetiche e laboratoristiche tra i soggetti risultati positivi al test (che hanno entrambe le malattie) e quelli negativi (che hanno solo Alzheimer), che possano suggerire fattori predisponenti e aiutare i medici nel sospettare la presenza dell’associazione tra le due patologie.
Il Dr. Davide Maria Cammisuli è psicologo e dottore di ricerca in Neuroscienze presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il suo progetto si propone di rilevare nella popolazione anziana (con e senza declino cognitivo) segni precoci di alterazioni nella navigazione spaziale che, accanto al tipico disturbo di memoria, costituiscono il quadro iniziale del decadimento mentale tipico della malattia di Alzheimer. Tale accertamento sarà svolto attraverso test computerizzati comparati a compiti di cognizione spaziale svolti su percorsi urbani, in modo da simulare l’effetto di potenziale smarrimento nel rinvenire le tappe di un circuito percorso. Gli esperimenti verranno condotti con l’ausilio della tecnologia wearable, grazie a dei body muniti di sensori per la rilevazione di parametri fisiologici e connessa app.
La Dr.ssa Claudia Capitini è assegnista di ricerca presso il LENS (European Laboratory for Non-Linear Spectroscopy) dell’Università di Firenze, dove ha incentrato la propria ricerca nello studio dei fattori che influenzano la formazione di aggregati tossici della β-Amiloide (Aβ) – che contribuiscono a causare l’insorgenza e la progressione di Alzheimer – e, in particolare, nello studio di Trodusquemina, un composto naturale in grado di ridurre la tossicità proprio di questi aggregati. Infatti, recentemente, è stato dimostrato come Trodusquemina sia in grado di interagire con le membrane cellulari e con le fibre nervose del cervello formando una sorta di barriera che impedirebbe agli aggregati di Aβ di penetrare ed esercitare la loro funzione tossica. Il progetto ha l’obiettivo di studiare ancora più nel dettaglio se e, nel caso, come Trodusquemina interagisca con gli aggretati di Aβ al fine di comprendere meglio il meccanismo protettivo del composto, approfondendo anche l’eventuale ruolo svolto da altri fattori chiave nella patogenesi di Alzheimer. Questo studio multidisciplinare contribuirà ad una maggiore conoscenza dell’azione di Trodusquemina e, quindi, al suo potenziale utilizzo come farmaco per i pazienti con Alzheimer.
Il Dr. Andrea Magrì è ricercatore in Biologia Molecolare presso l’Università di Catania dove studia i mitocondri, piccoli organelli cellulari, considerati delle vere e proprie “centrali energetiche”, poiché in grado di produrre energia dai nutrienti e provvedere così al sostentamento dei neuroni. Nella malattia di Alzheimer questi smettono di funzionare come dovrebbero e ciò è dovuto, in parte, all’accumulo di proteine tossiche (β-amiloide), sulla loro superficie. Il progetto, che svilupperà grazie al bando AGYR, si propone di studiare le interazioni tra β-amiloide e le proteine presenti sulla superficie del mitocondrio (chiamate VDAC), oltre ad utilizzare una piccola molecola interferente – il peptide NHK1 brevettata dal Dr. Magrì assieme ad un gruppo di altri ricercatori dell’Università di Catania – per ostacolarne l’accumulo. La molecola NHK1 si è rivelata efficace nel ripristinare parzialmente l’attività dei mitocondri in modelli di Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Il Dr. Marco Mainardi, che svolge la propria attività presso l’Istituto di Neuroscienze del CNR (Consiglio Nazionale Ricerche) di Pisa ha elaborato il progetto LifestylAD per comprendere come uno stile di vita salutare possa rallentare il declino delle capacità di apprendimento e memoria causato dalla malattia di Alzheimer. Infatti, se da un lato gli effetti benefici dell’allenamento fisico e cognitivo sulla salute cerebrale sono ben conosciuti e radicati anche nella cultura popolare, i meccanismi molecolari alla loro base non sono completamente noti. Nel progetto LifestylAD, dei modelli della malattia di Alzheimer saranno esposti a uno stile di vita “arricchito” in stimoli motori, sociali e cognitivi. La composizione molecolare delle sinapsi cerebrali (i contatti tra i neuroni, bersaglio chiave della malattia di Alzheimer) sarà quindi analizzata per generare un database che fornirà un aiuto nella comprensione dei meccanismi tramite i quali lo stile di vita può alleviare la severità della malattia di Alzheimer, oltre a suggerire potenziali bersagli terapeutici.
Il progetto del Dr. Lorenzo Massimi, impegnato presso il gruppo ToMa (Tomography for Medical Applications) all’Istituto per le Nanotecnologie del CNR di Roma parte dal fatto che fragilità nell’anziano sia una condizione caratterizzata dalla riduzione delle riserve biologiche e da una diminuita resistenza agli eventi avversi (fisici o psicologici). Tale vulnerabilità dipende da un affaticamento dei sistemi fisiologici e da un malfunzionamento degli organi. La fragilità è anche un importante fattore di rischio per lo sviluppo della malattia di Alzheimer. È quindi importante identificare durante l’invecchiamento quelle alterazioni che precedono l’esordio del danno cognitivo. A tale scopo nel progetto si confronterà un modello preclinico che sviluppa demenza con uno che non la sviluppa e, attraverso tecniche di analisi e imaging multi-organo molto sofisticate, verranno identificate le alterazioni precoci associate allo sviluppo della demenza.
Il Dr. Alessandro Trentini è un Biologo, con dottorato in Biochimica, Biologia Molecolare e Biotecnologie, presso l’Università degli Studi di Ferrara. La diagnosi ed il monitoraggio della progressione della malattia di Alzheimer non sono semplici da eseguire. Infatti, i marcatori (molecole che identificano la probabile presenza di malattia) attualmente utilizzati necessitano di metodiche invasive di raccolta del campione, come ad esempio la puntura lombare. In studi precedenti è emerso che due molecole – BACE1 ed Aβ34 – potrebbero essere dei buoni candidati come marcatori della malattia. Il progetto si propone di verificare se tali molecole misurate nel sangue (quindi ottenibili con un semplice prelievo) siano in grado sia di identificare precocemente la malattia, che di monitorarne la progressione.
La Dr.ssa Alessia Vignoli è assegnista presso il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Firenze ed il suo progetto, intitolato “MEDEA”, riguarda l’analisi mediante risonanza magnetica nucleare del sangue di pazienti con demenza o pre-demenza al fine di predire l’evoluzione della malattia sulla base del loro metabolismo. Verranno reclutati 90 pazienti che coprono l’intero spettro del deterioramento cognitivo (dal decadimento cognitivo lieve, in assenza di Alzheimer, alla demenza dovuta alla malattia). Un campione di siero sarà raccolto da ciascun paziente e analizzato mediante spettroscopia NMR. Viene ipotizzato che le alterazioni metaboliche presenti a livello del sistema nervoso centrale possano riflettersi a livello sistemico nel siero dei pazienti con Alzheimer e che, dunque, MEDEA possa fornire informazioni cruciali sulle cause metaboliche alla base dell’Alzheimer. L’identificazione di queste alterazioni sarebbe fondamentale per pianificare possibili interventi futuri, in grado di prevenire o rallentare la progressione della malattia. Inoltre, la possibilità di trovare nuovi biomarcatori periferici potrebbe fornire un modo minimamente invasivo per diagnosticare l’Alzheimer nella sua primissima fase o per valutare la prognosi dei pazienti.
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23 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
“Il ruolo delle donne durante la guerra”, è il titolo del convegno organizzato dal Rotary Club Ottaviano che si terrà venerdì 27 gennaio con inizio alle 18 presso l’aula consiliare “Pasquale Cappuccio” del Comune di Ottaviano, in piazza Municipio. Introdurrà e modererà l’avvocato Antonello D’Antonio, presidente del Rotary Club Ottaviano, mentre relatori saranno il professor Biagio Simonetti del Rotary Club “Ulisse” Napoli, docente dell’Università del Sannio, la professoressa Rossella Del Prete, presidente del Rotary Club Benevento, docente dell’Università del Sannio, professoressa Fiorella Saviano dell’Istituto comprensivo D’Aosta di Ottaviano e la professoressa Natalia Shyriaieva dell’Università di Kharkiv (Ucraina).
Proprio la presenza di Natalia Shyriaieva, docente universitaria ucraina, rappresenterà l’occasione per fare riflessioni e ascoltare testimonianze dirette sugli orrori della guerra in atto e sul fondamentale ruolo della donna in un momento così delicato della nostra storia.
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23 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
«Viviamo una contemporaneità in cui tutte le povertà sono in aumento, e quella culturale, quasi sempre sottovalutata dai più, è una di queste». Nasce da questa consapevolezza la proposta di rendere il Comune di Pomigliano d’Arco uno dei partecipanti al progetto di Affido Culturale dell’impresa sociale Con I bambini. La proposta sarà portata in Commissione Cultura giovedì 26 gennaio dal consigliere comunale, capogruppo di Rinascita, Antonio Avilio. «Si tratta – spiega – di un progetto che mira a rendere fruibili per giovanissimi in condizioni di povertà culturale luoghi fisici o esperienze formative che altrimenti sarebbero precluse, attraverso la tecnica dell’affido. In pratica la famiglia affidataria si impegna a vivere esperienze culturali con il minore che gli viene affidato e, preferibilmente, anche con almeno un componente della sua famiglia d’origine. In cambio riceve biglietti gratuiti per l’accesso a luoghi culturali, buoni carburante per raggiungerli e altre forme di beneficio che possono essere ogni volta messi a disposizione».
La novità di questa impostazione consiste nel mettere al centro la famiglia, come succede già con gli affidi familiari; quindi, limando meccanismi di divisione sociale che possono generare nei beneficiari sentimenti di esclusione e discriminazione, come, ad esempio, visite guidate organizzate ad hoc destinate solo a ragazzi in difficoltà economica, o semplici gite scolastiche, che vengono percepite dai ragazzi come doveri e non attività divertenti ed appassionanti. In questo modo anche le famiglie che decidono di partecipare al progetto traggono giovamento dal rapporto con i ragazzi che gli vengono affidati.
L’esperienza di Affido Culturale è già stata sperimentata con successo a Napoli, Roma, Modena e Bari ed ha ottenuto diverse forme di finanziamento, tra cui la vittoria di un bando di accesso al “Fondo per il Contrasto della Povertà Educativa Minorile”. «Affido Culturale propone di mobilitare, contro la povertà educativa, – si legge sul sito ufficiale del progetto – delle “famiglie risorsa”, valorizzando l’esperienza dell’affido familiare, ma declinandola sullo specifico della fruizione di prodotti e servizi culturali. L’idea di fondo è molto semplice. Un genitore, che abitualmente porta i suoi figli al cinema, a teatro, al museo o in libreria, ci porta anche un bambino – eventualmente con un membro della famiglia di quest’ultimo – che in questi luoghi non ci entrerebbe per differenti cause».
«Vorremmo avviare – specifica il consigliere Avilio – un percorso per inserire anche Pomigliano in questo meccanismo virtuoso. Sicuramente il nostro territorio non è paragonabile a Napoli o Roma per la presenza di luoghi culturali, ma ciò non esclude la possibilità di aderire a convenzioni già esistenti con le città che hanno aderito al progetto. Napoli, ad esempio dispone di circa 50 possibili attività da poter scegliere, tra musei, cinema, teatri e laboratori didattici. Inoltre, è possibile costruire nuove esperienze culturali alternative che possano arricchire il nostro territorio. Perché sicuramente la visita di un museo o di un luogo di cultura è altamente formativo, come la visione di uno spettacolo teatrale e cinematografico, ma può esserlo anche un tour in bicicletta, la partecipazione ad un laboratorio di lettura interattivo, o l’esperienza in una fattoria didattica. La cultura ha proprio questo di meraviglioso: non ha limiti spaziali o temporali. Si tratta di un vero e proprio Patto Educativo, a cui noi di Rinascita vogliamo assolutamente aderire insieme alle istituzioni della nostra città».
Tutte le informazioni sulle attività di Rinascita sono disponibili alle pagine social ufficiali: www.facebook.com/rinascita.pomigliano/ e www.instagram.com/rinascitapomigliano/
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23 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
Alla Reggia di Portici, fino al 31 dicembre 2023, è presente una mostra sul legno nell’antica città di Ercolano, dal titolo “Materia” finalizzata ad illustrare gli infiniti usi del legno nell’antica Roma. Ercolano è l’unica città del mondo romano che conserva il suo antico fronte a mare e l’elevato delle case sino al secondo piano nonchè il legno come materiale di costruzione, di arredo e non solo grazie al particolare tipo di seppellimento, causato dalle ondate di fango vulcanico dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C
Curata da Francesco Sirano e Stefania Siano,la mostra nasce nell’ambito di una collaborazione interistituzionale con la Città Metropolitana di Napoli, il Dipartimento di Agraria e del Musa (Centro Museale Reggia di Portici) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con lo sponsor di HEBANON Fratelli Basile 1830. L’allestimento è affidato alla società ACME04 e con il contributo della Regione Campania – Direzione Generale per le Politiche Culturali ed il Turismo, nell’ambito degli interventi del POC 2014-2020.
Sono visionabili alcune sale al piano nobile del Palazzo Reale,attraversando le quali il visitatore potrà godere del miracolo della conservazione del legno sfuggito alla catastrofe che investì l’area del Vesuvio, ma anche prendere visione di 120 oggetti, tutti provenienti da Ercolano e mai sinora presentati al pubblico in forma monografica.
La mostra è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì (giorno di chiusura). Orario invernale (dal 15 ottobre al 15 marzo): dalle 9:30 alle 17:30 (ultimo ingresso ore 15:30). Orario estivo (dal 16 marzo al 14 ottobre): dalle 9:30 alle 19 (ultimo ingresso 17:30). Il costo di ingresso è di 5 euro ma i visitatori possono godere di un biglietto integrato. di 15 euro, che permette l’ingresso anche alla Reggia di Portici, l’Orto botanico ed il parco archeologico di Ercolano.
Di Maria Rosaria Ciotola
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23 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
La necessità di superare la propria “nicchia’’ nell’azione di volontariato, nel rapporto con le altre realtà del terzo settore e con gli operatori pubblici. È una delle conclusioni a cui arriva il professore Matteo Salvini, ordinario di Sociologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, nel suo lavoro di indagine denominato “Volontari Due Volte, l’azione pro-sociale nella Società di San Vincenzo De Paoli’’ che ha il merito di aver approfondito il comportamento delle socie e dei soci dell organizzazione di volontariato, nata a Parigi nel 1833 e presente in Italia dal 1842 per quello che si può definire il primo riferimento laico per una federazione di questo tipo comunque d’ispirazione religiosa. La Federazione è presente in 154 Paesi nel mondo, 148 dei quali con un presidente nazionale. Il presidente nazionale, in attesa delle nuove nomine che sono attese da qui a pochi mesi, è il brasiliano Renato Oliva De Olivera, mentre il vice presidente è Antonio Gianfico. In Italia i volontari della Società di San Vincenzo De Paoli sono (dati 2022) 2308, i soci 9280, i Consigli Centrali 999, 86 Consigli Centrali e 2 opere speciali.
La dualità- Momento di riflessione rispetto a quanto elaborato dal professor Salvini, tenendo conto dei cambiamenti che sta interessando anche l’ambito del terzo settore, il confronto tenutosi sabato scorso nel complesso museale di Largo Donnaregina a Napoli. A parteciparvi, i componenti della Società di San Vincenzo De Paoli nazionale, della Campania, della Calabria e della Puglia oltre allo stesso docente presentando il suo elaborato. Perno dell’indagine condotta dal professor Matteo Salvini, la “dualità’’, composta dall’aspetto religioso della Società di San Vincenzo De Paoli e quello del volontariato che è la sua missione principe: due elementi connaturati fra loro. In un paragrafo della sintesi del volume del docente dell’università di Pisa, che nello specifico è denominato “Sintesi ragionata delle risultanze emerse dall’indagine su Essere Volontari nella Società di San Vincenzo De Paoli’’, il professor Salvini fa riferimento a una “scarsa propensione delle socie e dei soci al confronto e allo scambio di esperienze con volontari di altre organizzazioni di Terzo Settore e con gli operatori dei servizi pubblici. La riduzione dell’attenzione delle giovani generazioni alle comunità religiose, può condurre a una corrispondente caduta del volontariato di tipo religioso’’. Tra i motivi di queste criticità rilevate, il docente dell’università di Pisa usa la frase “effetti indesiderati’’, la lunga militanza di molti dei soci e delle socie della Società di San Vincenzo De Paoli. “L’organizzazione – afferma in proposito il professor Matteo Salvini – si struttura in modo evidente e solido intorno all’orientamento spirituale e operativo, come scelta di fondo, che dunque viene conosciuta fin dai momenti di adesione e perdura in modo praticamente invariante. Non è un caso che molte socie e molti soci aderiscano al SSVP da molti anni. Le conseguenze di questi processi hanno comportato una graduale diminuzione nel tempo delle adesioni, e un rapido innalzamento dell’età media delle socie e dei soci’’.
La “nicchia’’- In riferimento al concetto di nicchia, nella sua sintesi il professor Matteo Salvini rileva “due problemi’’. In primo luogo “quanto più l’organizzazione è specifica e caratterizzata sul piano identitario, tanto più stringenti saranno i processi di inclusione. In secondo luogo, in un medesimo campo organizzativo, si può verificare il caso di una sovraesposizione tra nicchie: è questo il caso in cui più organizzazioni che operano in un ambito/settore simile si trovino (anche loro malgrado) a competere per l’accesso alle risorse presenti in quel settore. Ne deriva che la nicchia genera processi di auto-segregazione, anche al di là delle intenzionalità dei soci’’. Visto il contesto appare chiaro, dai dati raccolti, una ridotta propensione “all’innovazione e alla gestione organizzativa rispetto a quelle legate all’integrazione interna, (e quindi alla legittimità organizzativa)’’ che si dimostra anche nella maggiore propensione dei soci a prediligere le proprie Conferenze (così si chiamano i vari raggruppamenti dei vari contesti territoriali e ambiti della Società di San Vincenzo De Paoli) evidenziando un distacco rispetto alle altre. Da una parte, evidenzia il professor Salvini, “le Conferenze garantiscono adeguatamente, nella percezione dei soci, la realizzazione della propria identità e consolidamento del senso di appartenenza; dall’altra esse rischiano di diventare entità autoreferenziali, cioè relativamente chiuse rispetto alle relazioni con il contesto in cui esse operano’’.
L’incontro con i soci a Napoli e le soluzioni –Per Paola De Ros, presidente della Federazione Italiana Società di San Vincenzo De Paoli presente nella giornata di sabato al Largo Donnaregina, i «cambiamenti sociali che incidono sulle nostre vite» oltre a comportare un «senso di responsabilità» fanno capire come sia giunto «il tempo di trovare delle nuove soluzioni» rispetto al sostegno delle persone più in difficoltà e indigenti vista la riforma del Terzo Settore. «Agire e non solo riflettere», è l’invito della De Ros. A prendere parola nel dibattito di sabato, moderato da Carmela Palmese, presidente Odv Società di San Vincenzo De Paoli-Consiglio Centrale di Napoli e Benevento, tra gli altri, Padre Francesco Gonnella, Consigliere Spriturale della Federazione e Monica Galdo è membro della Giunta Esecutiva. Secondo la Galdo, per il piano di azione triennale che dovrà essere varato, «sono da stabilire delle linee guida flessibili per l’opera di volontariato della Società. È giusto che le proposte giungano in primis dai vari territori, dai singoli vincenziani in modo da creare dei gruppi di lavoro nelle varie conferenze. Chiediamo ai vari membri dei territori di segnalarci le criticità». Oltre alle linee guida nazionali e territoriali la Galdo reputa necessaria la predisposizione di un catalogo formativo di base e un’area del sapere e di formazione che rappresenta una delle richieste emerse dalle indagini tra i soci delle varie realtà in Italia della Società di San Vincenzo De Paoli.
di Antonio Sabbatino
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