01 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
In occasione della festa di San Giovanni Bosco, patrono dei giovani, presso il Don Bosco di Napoli, si è svolto l’evento “GiòNà”. Giò come giovani ma anche come Giovanni Bosco, essendo il santo dei giovani e Nà come Napoli, città che ha bisogno dei giovani e di un “esercito” di educatori per il suo riscatto, perché siamo convinti che educare è disarmante. Per celebrare il Santo della pedagogia del Sistema Preventivo, il Don Bosco Napoli ha accolto circa 500 ragazzi provenienti da tutta la Città. Per l’occasione sono stati coinvolti i Laboratori di Educativa Territoriale e i Centri Diurni Polifunzionali di Napoli, per trascorrere un pomeriggio all’insegna del gioco, dello sport, della socializzazione, dell’amicizia e della riflessione, personale e collettiva.
I servizi in convenzione con il Comune di Napoli, costituiscono un’importante risorsa territoriale volta a rispondere alle esigenze educative di bambine e bambini, di ragazze e ragazzi, in età compresa tra 6 e 16 anni e sono caratterizzati da una pluralità di specifici interventi orientati all’accompagnamento, alla crescita e allo sviluppo individuale e sociale. Un lavoro di rete che copre l’interno territorio comunale e agisce al fine di prevenire situazioni di disagio minori e di promuovere il benessere integrale del ragazzo. All’iniziativa hanno partecipato l’Arcivescovo don Mimmo Battaglia e Luca Trapanese, Assessore alle Politiche Sociali del comune di Napoli.
Una giornata di festa organizzata dai Salesiani di via Don Bosco, una realtà che da 90 anni accoglie, orienta e forma i ragazzi di Napoli e della provincia, oggi si presenta come una realtà dinamica e aperta al territorio, che a partire dal carisma del suo fondatore, risponde alle nuove povertà educative presenti in città attraverso l’Oratorio, la Formazione Professionale, i Servizi educativi territoriali, Comunità per minori stranieri non accompagnati, la Comunità alloggio, il Centro di pronta accoglienza.
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01 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
Si continua a scavare a Ischia tra i detriti della tremenda frana dello scorso 26 novembre. Sma, società in house della Regione Campania, moltiplica i suoi interventi per rendere sempre più agibile tutto il territorio colpito dalla frana dei mesi scorsi. Da ieri sono intervenute anche squadre con le ruspe per liberare l’area da detriti naturali e antropici degli alvei e delle cave.
La Sma sarà per lungo tempo, fino al ripristino totale dell’area interessata, il braccio operativo di tutta una serie di attività importanti per la pulizia dell’isola. Con altre istituzioni e’ stato concordato che, dove possibile, tutto il materiale andrà recuperato e riutilizzato, dando un segnale sempre più forte di attenzione e rispetto all’ambiente.
“Il nostro impegno a Ischia – spiegano i membri del cda Sma, Tommaso Sodano, Fiorella Zabatta e Antonio Capasso – è totale, quel che è successo a Casamicciola colpisce profondamente e duramente la nostra Regione e ognuno di noi, per quel che può, deve rendersi parte attiva per uscire dall’emergenza e riattivare tutto quanto di bello c’è a Ischia. Tutte le attività avranno un ordine prioritario dettato dalle necessità che si presenteranno durante i lavori e la Sma sarà sempre parte attiva”.
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01 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
E’ stato pubblicato sul sito del Comune di Napoli l’avviso di gara per la gestione delle attività di accoglienza residenziale a bassa soglia per i concittadini senza dimora.L’assessorato alle Politiche Sociali, con il Servizio Integrazione e Nuove Cittadinanze, ha indetto una procedura aperta per selezionare enti in grado di offrire, nell’arco dei prossimi tre anni, oltre 300 posti di accoglienza, il doppio dei posti precedentemente messi a bando, che andranno ad ampliare i servizi alle persone fragili presenti sul territorio cittadino.
L’obiettivo è quello di contribuire a migliorare l’offerta stabile di accoglienza affinché sia possibile dare una risposta concreta a bisogni primari delle persone in difficoltà, favorirne l’accesso alla rete dei servizi esistenti ed affrontare dal prossimo anno anche l’emergenza freddo con strumenti stabili ed efficaci.
“L’ampliamento dei posti letto è fondamentale ma va legato al miglioramento generale dell’offerta dei servizi che, sempre più, devono mettere al centro il benessere delle persone ed il loro inserimento nel circuito assistenziale – ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali Luca Trapanese – A questo stiamo lavorando alacremente, cercando di tenere in considerazione tutte le esigenze e di lavorare insieme agli altri enti che, con il Comune di Napoli, si occupano dei cittadini senza dimora”.
Questo il link al bando: https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/47237
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01 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
Ospitiamo una riflessione ricevuta dalla cooperativa sociale Proodos circa un evento che si è tenuto negli scorsi giorni sul tema delle comunità educanti.
“La rigenerazione passa attraverso il cambiamento di cui siamo artefici: siamo artigiani del nostro futuro. È così che vogliamo descrivere l’incontro con la comunità che abbiamo vissuto lo scorso 26 gennaio: diventare #Artigianidelfuturo! #Artigianidelfuturo è l’evento promosso da Proodos cooperativa sociale per raccontare l’ecosistema di diverse realtà, con funzioni e peculiarità differenti, che hanno scelto di dar vita, insieme, alla comunità educante nei quartieri di Gianturco, Poggioreale, S. Lorenzo, Vicaria, mettendosi accanto a ragazzi e ragazze, accompagnando le famiglie, percorrendo nuove strade possibili per educare alla vita, al bello, alla responsabilità e soprattutto a sentirsi comunità. Sono i sogni, le aspirazioni, i legami e le interazioni tra le persone che conducono alla individuazione del modello di comunità più coerente con il “sentire” della comunità, questo il messaggio che abbiamo voluto promuovere. Con la partecipazione dell’Arcivescovo Metropolita di Napoli, Monsignor Domenico Battaglia e della Presidente di Municipalità Maria Caniglia, i veri protagonisti sono stati gli attori del progetto Base Comune: i giovani, ispirati dal desiderio di costruire il proprio futuro. Ai saluti introduttivi affidati a Mario Sicignano Presidente di Proodos cooperativa sociale, a Raffaella Ruocco Consigliera di Amministrazione di Proodos e a Padre Marco Rota, Parroco della Parrocchia Sacra Famiglia, hanno fatto seguito gli interventi di ospiti (le presidi degli istituti scolastici del territorio e dei parroci) che hanno portato il loro contributo con le riflessioni sul tema rigenerazione e cambiamento che ispira il nostro operato comune.
Il lavoro di Proodos sulla comunità educante, a partire dai Patti educativi di cui siamo firmatari, si è tradotto in prima istanza, nell’azione di estrinsecare spunti e linee guida, per un Patto dei Quartieri quelli appunto di Gianturco, Poggioreale, S. Lorenzo, Vicaria, e nel farlo ci siamo sin da subito ispirati all’approccio maieutico mutuato dal pedagogista ed educatore Danilo Dolci. Il processo maieutico che vogliamo innescare su questo territorio si concentra sulle capacità delle persone di scoprire i loro sogni, i loro interessi vitali e di esprimere liberamente le proprie riflessioni sulla base delle proprie esperienze e delle scoperte personali, così come sulla verifica corale delle proposte. Lavorare sullo sviluppo della comunità educante sta significando quindi per Proodos intraprendere un percorso di ricerca comune, di analisi, di coeducazione creativa. Per riuscire nel proposito occorre promuovere e praticare la cultura del Noi, mettendo insieme ruoli e linguaggi differenti per dare vita ad un alfabeto nuovo che possa essere utilizzato da tutti, per creare un quaderno ad anelli dove ogni giorno si possa mettere insieme un pezzo nuovo. Questo lavoro di messa insieme ci ha portato alla scelta di promuovere un percorso corale di confronto riflessivo e di scrittura partecipata per la costruzione del Manifesto Della Comunità Educante, che abbiamo inaugurato proprio all’evento insieme agli studenti degli istituti scolastici Caruso, Bonghi e Imbriani e dei giovani e delle famiglie delle Parrocchie Sacra Famiglia, Sant’Anna alle Paludi, SS Trinità al Corso Malta.
Il Manifesto della Comunità Educante è stato pensato come uno strumento per fotografare il qui ed ora della comunità: le storie, i sogni e i bisogni e per individuare temi di confronto e campi di intervento; fissare idee e spunti di innovazione; condurre laboratori progettuali di messa a punto di percorsi di cambiamento. Sulla base del lavoro di redazione partecipata si intenderà poi redigere la prima Carta Della Comunità Educante su Gianturco, Poggioreale, S. Lorenzo, Vicaria per raccogliere e articolare le riflessioni strutturate, e individuare e delineare i campi d’azione della comunità che avvia il suo percorso di cambiamento. Questo l’invito fattoci dal vescovo che intendiamo raccogliere: ‘C’è un rischio ed è quello di omologarci, e l’unico modo per realizzare i nostri sogni è la capacità di essere sempre se stessi, di credere fortemente in qualcosa, di lottare nonostante tutto. I nostri quartieri sono territori fragili di cui dobbiamo iniziare a prenderci cura. La fragilità diventa opportunità da costruire insieme, una ricchezza. Costruire reti per farle diventare sistema, per occupare spazi, per essere artigiani di futuro e costruire il presente. Costruire reti e non ragnatele. La rete libera, la ragnatela imprigiona. E quella la dobbiamo combattere con il nostro impegno. Abbiate il coraggio di scegliere di restare, scegliendo di vivere e non sopravvivere. Cambiare è possibile se si dà forza al proprio sogno. Sognare insieme è l’inizio della realtà”.
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31 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
Una struttura di 200 metri quadrati, nel cuore di Napoli, confiscata alla criminalità organizzata e riutilizzata per accogliere ragazzi con spettro di autismo e altre disabilità cognitive già seguiti dal centro di riabilitazione Argo. L’edificio, in via del Formale a ridosso di piazza Carità, è stata ribattezzata Casa Comune e sarà attiva nei prossimi mesi dopo un periodo di ristrutturazione che comincerà a marzo per concludersi entro . La realizzazione del progetto sarà possibile grazie alla sinergia tra la fondazione Foqus-Quartieri Spagnoli, che nel 2016 promosse il centro Argo, il Consorzio Co.Re. e Associazione Quartieri Spagnoli riuniti in un’Associazione temporanea di Impresa. Nel febbraio del 2022 Guber Banca, istituto privato di Brescia ha lanciato il suo primo conto deposito vincolato a progetti legati al terzo settore su impulso della stessa Fondazione Foqus e Fondazione Etica. Materialmente i lavori di rifunzionalizzazione della struttura di via del Formale saranno affidati alla Società di Ingegneria Bono srl e alle Aeffe&Partner srl.
L’attività – La conferenza stampa di presentazione del progetto questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, alla presenza dei rappresentanti dei vari soggetti interessati. Casa Comune non accoglierà soltanto i ragazzi con disabilità cognitive ma permetterà loro di impegnarsi nella produzione di pasticceria e cioccolata, accogliere nei weekend gli operatori sociali di altre città che potranno far visita alle diverse realtà del Terzo Settore del territorio in nome della piena autonomia dei ragazzi già coinvolti nell’attività di Argo (stabilire ora un numero preciso non è possibile), nel progetto in essere. Secondo l’assessore al Welfare dell’amministrazione comunale di Napoli, Luca Trapanese, si pone il tema del «dopo di noi. Il progetto Casa Comune mi ha convinto non solo per l’attenzione che rivolge ai soggetti fragili della nostra città, ma anche e soprattutto per la dignità che riconosce loro. Rispetto dei loro tempi di risposta – continua Trapanese – il progetto prova concretamente ad avvicinarli al mondo del lavoro». Delegato della giunta comunale ai beni confiscati del Comune, l’assessore Antonio De Iesu parla di «una giornata bellissima. Con questa iniziativa si conclude in modo efficace il ciclo del riutilizzo dei beni confiscati sottratti alla camorra, se si considera in special modo le difficoltà che gli enti locali scontano per incidere proprio sul tema delle strutture appartenute alla criminalità organizzata. Spesso abbiamo difficoltà persino a fare dei sopralluoghi». Fa eco a De Iesu il vicesindaco di Napoli con delega all’Urbanistica Laura Lieto. «La destinazione d’uso del bene confiscato alla camorra prevista dal progetto della Casa Comune risponde perfettamente alla visione di questa amministrazione che lavora a una città sempre più inclusiva e solidale».
Gli altri interventi – La direttrice di Argo è Sarah Mancini, che dice: «Casa Comune rappresenterà la fisiologica evoluzione del percorso di crescita e formazione che i ragazzi di Argo hanno intrapreso nel 2016». Si tratta di uno «spazio e di un’opportunità che le famiglie dei giovani e adulti disabili da tempo desideravano per i loro figli. Una restituzione del territorio a chi sulle proprie risorse ha sempre investito». Renato Quaglia, direttore di Foqus-Fondazione Quartieri Spagnoli sottolinea come «innovare significa sperimentare nuovi modelli di intervento per produrre cambiamento. La Casa Comune diventerà un progetto condiviso da una comunità ampia, nazionale, accomunata dalla consapevolezza che ognuno ha diritto di trovare il proprio posto nel mondo». Giovanni Laino, vicepresidente dell’Associazione Quartieri Spagnoli afferma: «Viviamo un passaggio d’epoca e anche le strategie per una città solidale e accogliente devono cambiare. Avviamo una sfida mettendo insieme sostegno di soggetti fragili e attrattività delle straordinarie risorse culturali della città, senza per questo deresponsabilizzare il welfare pubblico». Infine il commento di Giovanpaolo Gaudino, presidente del Consorzio Co.Re. «Riteniamo – le sue parole – che questa iniziativa possa dare un messaggio di speranza, nella costruzione di comunità sempre più accoglienti e inclusive. In tale ottica il Terzo Settore è un attore importante non solo per la protezione del personale in fragilità ma anche per lo sviluppo del territorio, in una forte alleanza con la comunità».
di Antonio Sabbatino
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31 Gen, 2023 | Comunicare il sociale
Il carcere è al centro del dibattito nel Rione Sanità per il primo convegno organizzato a Napoli dalla rete nazionale di “Sbarre di Zucchero. Quando il carcere è donna in un mondo di uomini”. Titolo del convegno è “Mai più una di Meno”, attraverso le storie di chi ha vissuto e vive il carcere ma anche familiari, volontari, operatori, verranno raccontate luci e ombre del sistema carcere, per riportare al centro del dibattito un tema troppo spesso relegato ai margini. L’appuntamento è alle ore 17.30 nella sede dell’Associazione Liberi di Volare Odv in via Buonomo Giuseppe 39, Napoli.
Il programma – Ad aprire il convegno il cortometraggio di Carlotta Toschi e i saluti delle attiviste Micaela Tosato e Monica Bizaj, tra le fondatrici del gruppo Sbarre di Zucchero, e Don Franco Esposito, direttore Pastorale Carceraria. A seguire le testimonianze delle ragazze e dei ragazzi di Sbarre di Zucchero che racconteranno le loro storie di disagio e riscatto. Infine tavola rotonda moderata da Rossella Grasso, giornalista del Riformista con gli interventi di Emanuela Belcuore, garante dei detenuti per la provincia di Caserta, Elena Cimmino, vice presidente de “Il Carcere Possibile Onlus”, degli avvocati Argia Di Donato, Vincenzo Improta, Carlotta Toschi e della dott.ssa Maria Luisa Palma, direttore della Casa Circondariale di Pozzuoli. Per il Comune di Napoli porterà il suo saluto l’assessore al Welfare e politiche sociali Luca Trapanese. Al termine interventi liberi. Incursioni musicali del cantautore Marco Chiavistrelli. L’evento sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook di Sbarre di Zucchero.
L’Associazione – “Leo amore mio, mi dispiace. Sei la cosa più bella che mi poteva accadere e per la prima volta in vita mia penso e so cosa vuol dire amare qualcuno ma ho paura di tutto, di perderti e non lo sopporterei. Perdonami amore mio, sii forte, ti amo e scusami”. Sono queste le ultime parole d’amore scritte a penna su un foglietto a quadretti da Donatela Hodo, morta suicida in carcere a 27 anni la scorsa estate. Parole d’amore che vengono dal buio più pesto, che sono rimaste incise nel cuore di tanti. E soprattutto delle amiche di Donatella, che avevano condiviso con lei un pezzo di vita. Ed è proprio per non lasciare che quella morte prematura e drammatica sia avvenuta invano, che le sue amiche hanno aperto un gruppo su Facebook “Sbarre di Zucchero” che in 5 mesi di attività si è esteso a varie parti della penisola.
Sbarre di Zucchero è un megafono che riporta al centro il tema del carcere, soprattutto al femminile. Il gruppo di attiviste e attivisti promuove iniziative per migliorare le condizioni delle carceri e si impegna a diffondere storie per far conoscere a tutti cosa significhi la detenzione, affinché nessuno abbia mai più “paura di tutto” come Donatella, nessuno si senta abbandonato e il carcere possa davvero assolvere a quello che la Costituzione (art 27 comma 3) prevede: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Affinché quelle celle, sovraffollate e inadeguate alla vita, non diventino più bare.
Il gruppo è nato fisicamente a Verona, la città di Donatella, ma presto ha formato distaccamenti in tutta Italia, con sedi a Napoli, Roma, Milano e Bologna. Un modo per fare rete e parlare di carcere, di quello che non va e anche delle buone pratiche da promuovere. Mettere insieme le forze per dare supporto ai detenuti e alle loro famiglie che troppo spesso ancora soffrono per le condizioni estreme delle carceri.
Tra le attività promosse da Sbarre di Zucchero, a seguito dell’emergenza freddo per i risparmi energetici e della scarso approvvigionamento e organizzazione nel soddisfacimento della domanda, c’è la raccolta e consegna di abbigliamento e generi di prima necessità per l’igiene personale, a favore della popolazione detenuta di Milano, Busto Arsizio, Verona, Rovigo, Roma, Napoli, trovando l’appoggio e la collaborazione concreta del cardinale Konrad Krajewski, Elemosiniere del Santo Padre e del cantautore Zucchero Fornaciari; I convegni in presenza ed online, portando le testimonianze de #leragazzedisbarre e la presentazione di libri di chi, dopo il carcere, ha trovato la sua seconda opportunità; stretta collaborazioni con Il Riformista (con la rubrica Lettere sul carcere a Sbarre di Zucchero, a cura di Rossella Grasso), Voci di dentro, 41bus di Bruno Palamara ed altre realtà associative. E’ infine in programma la costituzione in associazione che sarà composta da appassionati, perché non cerchiamo soci ma persone innamorate della giustizia e delle seconde possibilità.
L’articolo «MAI PIU’ UNA/UNO DI MENO»: quando il carcere è donna in un mondo di uomini. Il convegno a Napoli proviene da Comunicare il sociale.