09 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
Hanno preso il via i lavori per la realizzazione del primo reparto oculistico pediatrico del Sud Sudan, Stato nel centro-est dell’Africa tra i più poveri al mondo e stremato da anni di guerra civile. The Bright Sight – letteralmente “vista luminosa” – è il nome del progetto di cooperazione che vede come capofila CBM Italia, in collaborazione con le ONG Medici con l’Africa CUAMM e CORDAID, con il sostegno dell’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e la partecipazione del Ministero della Salute sud sudanese.
Finora il destino dei bambini sud sudanesi con necessità di cure oculistiche è stato di essere destinati a lontani ospedali di Stati confinanti o diventare ciechi per sempre. Con il nuovo progetto, rivolto in particolare alle categorie più fragili della popolazione e alle persone con disabilità, si prevede in 3 anni di costruire l’edificio – presso il Buluk Eye Center (BEC), il primo centro oculistico del Paese, avviato nel 2015 a Juba da CBM –, acquistare arredi e attrezzature e inoltre formare il personale medico-sanitario e realizzare cliniche oculistiche mobili.
Tra gli obiettivi del progetto, anche il rafforzamento nelle comunità più vulnerabili di pratiche di prevenzione alle Malattie Tropicali Neglette (malattie infettive che colpiscono chi vive in condizioni di povertà, come il tracoma e la oncocercosi), il rafforzamento dei servizi sanitari di prossimità con la diffusione capillare sul territorio di servizi oculistici inclusivi e accessibili, la cura di patologie complesse e le attività di riabilitazione.
Nel complesso, il progetto ha l’obiettivo nei 3 anni di curare oltre 90mila pazienti. “Portare cure di qualità per migliorare la vita di migliaia di persone: è per questo che siamo qui oggi, perché tutti noi insieme possiamo rendere concreto questo sogno” il commento di Massimo Maggio, direttore di CBM Italia. “Abbiamo iniziato a lavorare in Sud Sudan 20 anni fa, sempre in collaborazione con il Ministero della Salute, con l’obiettivo di rafforzare i servizi oculistici nel Paese, e da allora non ci siamo mai fermati. Crediamo infatti che la salute della vista sia un diritto di tutti, e in particolare dei bambini: a loro è dedicato questo nuovo centro, perché sono loro il futuro”.
CBM è stata la prima organizzazione a portare cure oculistiche in Sud Sudan. Il primo progetto risale al 2003, dedicato alla cura della oncocercosi (malattia negletta detta anche cecità fluviale). Dal 2008 al 2014 CBM ha avviato un programma di formazione specialistica per il personale medico e sanitario del Paese. Il 2015 segna il passo più importante: l’apertura del primo centro oculistico del Sud Sudan, il Buluk Eye Centre (BEC), che da allora contribuisce a ridurre la cecità evitabile nello Stato di Jubek (uno dei dieci Stati che compongono il Sud Sudan che ha come capitale Juba, anche capitale centrale del Paese) fornendo servizi oculistici funzionanti e di qualità, sia presso il BEC sia nelle scuole e nei campi sfollati.
Progetti accomunati da un’unica visione: offrire servizi di salute della vista integrati nel Sistema Sanitario nazionale, inclusivi (accessibili a tutti, in particolare ai più fragili) e comprehensive (con una presa in carico completa dei pazienti: dalla prevenzione alle cure fino alla riabilitazione).
La dichiarazione del Dr. Malek, Director General al Ministero della Salute Nazionale della Repubblica del Sud Sudan, presente alla cerimonia di avvio ai lavori: “Il nome Buluk Eye Center risuona in tutto il Paese. Con l’ampliamento della copertura dei servizi oculistici e l’inserimento di nuove specializzazioni, come la retinopatia diabetica e l’oculistica pediatrica, non dovremo più andare in Uganda, Kenya, Sudan o altri Paesi. La popolazione sud sudanese verrà curata nel proprio Paese”.
Alcuni dati che descrivono la povertà estrema del Sud Sudan: 4 persone su 5 vivono sotto la soglia della povertà; solo il 35% della popolazione ha accesso all’acqua potabile; 2,4 milioni di bambini sono esclusi dall’educazione di base (fonte: Humanitarian Needs Overview 2021 “; UNOCHA and Humanitarian Country Team; January 2021).
La prevalenza delle malattie visive in Sud Sudan è alta, eppure l’80% dei casi di disabilità visiva è prevenibile. Se non diagnosticate e trattate, le patologie più gravi possono portare alla cecità, contribuendo ad alimentare quel circolo vizioso che lega povertà e disabilità. Le principali cause di cecità sono dovute a malattie non diagnosticate e non trattate come la cataratta e le malattie tropicali trascurate come il tracoma e l’oncocercosi. Altre patologie presenti sono il glaucoma, gli errori refrattivi, la cecità infantile.
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09 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
Un momento di incontro e condivisione quello organizzato dall’associazione Hippocampus, con il patrocinio della Fondazione Ente Ville Vesuviane, del Comune di Ercolano e del Dipartimento di Agraria dell’UNINA. L’appuntamento è per domenica 12 febbraio, dalle 9 alle 13, nel Parco sul Mare di Villa Favorita con “Percorso tra le eccellenze del territorio”, una Fiera Mercato per promuovere “Enogastronomia –Artigianato –Prodotti Ortofrutticoli – Creazioni Artistiche – Prodotti Bio”.
Promuovere la cultura del riciclo e le eccellenze del territorio sono tra gli obiettivi della manifestazione, che si ripeterà per tutte le seconde domeniche del mese fino a luglio, promossa dalla ODV che con i con propri operatori, tutti volontari, promuove la tutela dell’ambiente e in particolare della flora e fauna del mare.
L’impegno dell’Associazione si concretizza anche in progetti per le scuole proprio per educare i minori al rispetto dell’ambiente e alla sua preservazione e nella formazione di operatori preparati e specializzati.
Lo scopo dell’Associazione consiste anche nella valorizzazione delle risorse presenti sul territorio ercolanese dando loro un preciso rilievo di carattere sociale nell’interesse della collettività tutta.
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09 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
“Moda sostenibile: il fenomeno del second hand” è il titolo della call for ideas lanciata da Infinity LAB – il laboratorio permanente creato da Infinity+ – in collaborazione con La5 e attiva su Produzioni dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation, per finanziare in crowdfunding una docu-serie dedicata alla sostenibilità della scelta di capi di “seconda mano”.
C’è tempo fino al 12 marzo per candidare la propria idea. Il progetto selezionato, se raggiungerà il 50% del goal economico previsto, sarà co-finanziato per il restante 50% da Infinity+ che, oltre a co-produrla, distribuirà la docu-serie sul proprio channel.
Nel campo della moda il tema della sostenibilità sta diventando un fattore trainante sempre più popolare. Sempre più persone si avvicinano al mondo del second hand alla ricerca di pezzi unici per definire il proprio stile, incoraggiati dalla varietà del catalogo e dalla consapevolezza di star effettuando una scelta green.
Secondo il rapporto Vestiaire Collective-BCG 2022, il mercato del second hand rappresenta già dal 3% al 5% dell’abbigliamento, delle calzature e degli accessori e potrebbe crescere fino al 40%, tanto che si prevede che nel 2023 i pezzi ‘pre-loved’ costituiranno il 27% degli armadi. (Fonti: Ansa, The Impact of Secondhand Market On Fashion Retailers | BCG)
Scopo della call è premiare il progetto per una docu-serie che possa raccontare, in modo inedito e originale, l’equilibrio fra moda, originalità, stile e sostenibilità attraverso la scelta di articoli di “seconda mano” e le soluzioni adottate da consumatori e venditori per il futuro del fashion.
Ogni progetto candidato deve essere descritto nei minimi particolari, dalla sinossi alla durata complessiva, fino al supporto tecnologico utilizzato.
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09 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
“La voce dei ragazzi reclusi negli istituti penali minorili è arrivata finalmente nelle case di tutti gli italiani grazie al monologo di Francesca Fagnani sul palco di Sanremo. Un testo che ha il merito di aver portato in prima serata le storie complesse, difficili e umane di ragazzi che hanno sbagliato, ma ai quali va data la possibilità di avere un futuro”, così Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
“L’obiettivo deve essere quello del recupero e reinserimento dei ragazzi piuttosto che la semplice applicazione di sanzioni. Servono pene su misura per i minorenni, la piena attuazione dell’ordinamento penale minorile, investimenti sulla prevenzione e sulle attività di rieducazione nelle strutture e va potenziato lo strumento della giustizia riparativa. È importante, poi, contrastare il fenomeno della dispersione scolastica, anche rafforzando la collaborazione tra istituti scolastici e tribunali per i minorenni: un ragazzo che abbandona precocemente la scuola va immediatamente segnalato perché può rischiare prendere una strada sbagliata”.
Si tratta di temi sui quali l’Autorità garante è impegnata da tempo e ai quali ha dedicato l’ultima Giornata mondiale dell’infanzia lo scorso novembre.
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08 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
Arriva il primo passo verso l’approvazione in consiglio regionale della legge di iniziativa popolare relativa alle “Disposizioni per persone con gravi patologie disabilitanti”. Nella giornata di ieri la I Commissione permanente (Ordinamento Civile, Ordinamento della Regione, Risorse Umane, Affari Generali) si è espressa in modo favorevole sulla legittimità della presentazione, da parte del Comitato Diritto alla Cura, delle 11395 firme depositate lo scorso 10 gennaio al Consiglio regionale della Campania. Con l’ok, all’unanimità, dell’organo consiliare che ha per presidente Giuseppe Sommese la proposta di legge potrà essere esaminata nel dettaglio dalla V Commissione consiliare Sanità. Successivamente, se tutto andrà secondo i piani, il testo – si discuterà nella V Commissione l’impianto, si potranno presentare degli emendamenti – potrà poi approdare in consiglio regionale per la discussione dell’istituzione della legge in favore di persone con gravi patologie disabilitanti, psichiche e sensoriali (individuando ad esempio anche una codificazione specifica). Stando ai regolamenti della Regione Campania, dalla data di presentazione delle firme, in questo caso il 10 gennaio, ci sono 90 giorni di tempo perché l’Aula si esprima sull’approvazione della legge di iniziativa popolare.
I commenti della politica- Giuseppe Sommese, presidente della I Commissione permanente, commenta così alla nostra testata l’approvazione all’unanimità del 7 febbraio: «Noi abbiamo adempiuto al nostro compito, ora dovrà lavorarci la V Commissione. L’obiettivo è quello di assicurare tempi certi per la discussione, vista la delicatezza di un tema verso il quale siamo sensibili». Comunicare il Sociale ha anche ascoltato il presidente della Commissione Sanità, Vincenzo Alaia che si riserva di fare dichiarazioni dopo aver esaminato nel dettaglio il testo assicurando però l’intenzione di convocare la Commissione competente già la prossima settimana.
La soddisfazione dei promotori- Soddisfatti i promotori della raccolta firme che fanno parte del Comitato Diritto alla Cura e delle altre realtà che operano per sensibilizzare il tema della disabilità, in movimento per mesi sulle cinque province della Campania per raggiungere (e superare) la quota delle 10.000 firme per presentare l’iniziativa di legge popolare. «È una gioia indescrivibile, è un primo passo importantissimo. C’è stata sinergia, ci ha lavorato una squadra» afferma Annarita Ruggiero referente del Comitato Diritto alla Cura e del Progetto Sociale #iosononicolo che poi si sofferma sulla questione del “Con Noi e Dopo di Noi’’. «Sono due argomenti che si intersecano tra loro e che devono trovare un giusto equilibrio – ragiona Ruggiero, mamma di un bambino autistico di 10 anni il cui nome viene rievocato nel progetto di cui è curatrice –Al di là della una legge regionale che può portare la Campania a essere all’avanguardia, c’è il tema della istituzione di una eventuale commissione permanente perché l’autismo ha una sua specificità con un vademecum, un’apertura dinamica perché oltre al “Dopo di Noi’’ c’è anche il “Con noi’’. A vivere la disabilità oltre la persona è anche la sua famiglia, i propri affetti che spesso devono rinunciare a tante cose per accudire coloro i quali convivono con una disabilità. A loro deve essere garantita serenità». Annarita Ruggiero dice ancora: «La presa in carico, la cura deve avere una visione globale. Non va confusa l’assistenza con la riabilitazione proprio perché c’è anche il “Con noi’’ e non solo il “Dopo di Noi’’. Bisogna puntare sulla consapevolezza delle disabilità come l’autismo e delle gravi patologie disabilitanti».
Il parere critico- Non mancano le voci critiche rispetto all’iniziativa promossa dal Comitato Diritto alla Cura. Daniele Romano, presidente campano della Fish Onlus – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, è decisamente contrario. «La proposta di legge di iniziativa popolare è inutile. Il Governo sta già lavorando a una riorganizzazione del trattamento delle disabilità, anche sul “Con noi’’ e il “Dopo di Noi’’ attraverso la “Legge Delega sulla disabilità» approvata in Parlamento il 22 dicembre 2021 ed entrata in vigore il giorno successivo. Con tale legge il Parlamento delega il Governo di legiferare su alcuni aspetti relativi alla disabilità e alle sue varie forme. Dall’entrata in vigore di questa Legge Delega ci sono a disposizione 20 mesi perché vengano definiti i vari principi e criteri e c’è dunque tempo fino ad agosto del 2023. «Non ci sono disabili di serie A e disabili di serie B – rafforza il concetto Daniele Romano – In sinergia con l’Assessore regionale alle Politiche Sociali, Lucia Fortini dal 2018 stiamo lavorando su diversi progetti, se ne sono realizzati tantissimi contando su finanziamenti messi a disposizione dalla Regione Campania, riguardanti tutte le forme di disabilità. Non esiste solo quello dell’autismo seppur importante».
di Antonio Sabbatino
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08 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
Sensibilizzare gli studenti sui temi della demenza e della lotta ai pregiudizi che ancora circondano la malattia, per trasformarli in una Generazione Amica delle Persone con Demenza. È l’obiettivo del percorso didattico gratuito lanciato dalla Federazione Alzheimer Italia per le scuole secondarie di secondo grado su tutto il territorio nazionale: un’iniziativa che rappresenta il nuovo tassello del progetto Dementia Friendly Italia, avviato per stimolare l’intera società ad approfondire la conoscenza della malattia e diventare così più inclusiva per chi ne è colpito.
Le classi coinvolte avranno la possibilità di conoscere da vicino la demenza e riflettere sui comportamenti che tutti possono mettere in atto per migliorare la vita delle persone con demenza e dei loro familiari. Tre in particolare le lezioni previste. La prima è dedicata agli aspetti clinici e medici della malattia: le cause, i sintomi, i numeri della sua diffusione, le cure e le terapie disponibili. Nella seconda si approfondiscono le modalità corrette per relazionarsi e comunicare con una persona con demenza. Il focus dell’ultima, invece, è la persona con demenza nella società e cosa gli individui e le comunità possono fare per continuare a farla sentire accolta e compresa oltre la malattia.
La Federazione Alzheimer fornirà ai docenti interessati tutto il materiale necessario per guidare gli studenti nel percorso: video esplicativi, storie, testimonianze, la guida “Demenza: le parole contano” sul linguaggio corretto da usare quando si parla della malattia.
All’inizio della formazione, inoltre, ai ragazzi verrà chiesto di compilare un questionario che sarà poi riproposto identico al termine delle lezioni, in modo tale da verificare le conoscenze acquisite e il livello di sensibilizzazione raggiunto. Non solo: il percorso si concluderà con l’elaborazione da parte della classe di un “Progetto Amico”, ovvero la proposta di un’iniziativa che possa rendere la propria comunità più inclusiva per le persone con demenza e i loro familiari. I progetti migliori saranno pubblicati sul sito, in modo da poter essere fonte di ispirazione per chiunque si voglia impegnare per costruire una società accogliente.
Tutti gli insegnanti e le classi coinvolte riceveranno l’attestato di “Amici delle Persone con Demenza” che certifica l’impegno concreto ad abbattere i pregiudizi e lo stigma per migliorare la vita delle persone con demenza e delle loro famiglie. Iniziata nel 2016 con l’avvio della prima “Comunità Amica delle Persone con Demenza” ad Abbiategrasso (MI), l’iniziativa Dementia Friendly Italia (www.dementiafriendly.it) ha raggiunto oggi le 44 comunità in tutto il Paese e si è ampliata ai singoli cittadini: dopo un breve e semplice corso di formazione online, infatti, tutti possono imparare cosa vuol dire vivere con la malattia e cosa si può fare nel proprio piccolo per chi ne è colpito, diventando “Amici delle Persone con Demenza”.
Siamo molto felici di poter estendere l’iniziativa Dementia Friendly Italia anche alle scuole – afferma la presidente della Federazione Alzheimer Italia Gabriella Salvini Porro – Oggi in Italia sono 1.480.000 le persone con demenza, un numero purtroppo destinato a crescere. I giovani sono gli adulti del domani: sensibilizzarli al più presto è fondamentale per costruire una società “Amica” che sia sempre più attenta ai bisogni delle persone con demenza e delle loro famiglie, e che in futuro non lasci indietro nessuno.
Gli insegnanti interessati a ricevere maggiori informazioni e ad iscrivere la propria classe possono compilare il form su dementiafriendly.it/formazione/.
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