“Sopravvissuti- Sogni e illusioni nei vicoli di Napoli”, la presentazione del libro con il coinvolgimento dell’Anpi Napoli

Torna il postino della Sanità con il romanzo storico “Sopravvissuti – Sogni e illusioni nei vicoli di Napoli” dove Nunzia Gionfriddo racconta il Dopoguerra a Napoli fino agli anni Settanta. Il volume, edito da Kairòs, si presenta alla Sala Conferenze del Museo Archeologico Nazionale di Napoli MANN (piazza Museo, 19) lunedì 20 marzo 2023 alle ore 16,30. L’evento, che è anche un omaggio ad Antonio Amoretti, recentemente scomparso, vede il coinvolgimento dell’Anpi Napoli nella persona dell’attuale presidente, Ciro Raia, e di Nino Daniele. Modera la dott.ssa Stefania Tarantino, docente all’Università degli Studi di Salerno, tra le letture teatralizzate degli attori Mario Mauro e Federica Volpe, con la partecipazione straordinaria di Anna Maria Ackermann. Accompagnamento musicale di Davide Mauro. Durante la presentazione, l’autrice racconta il libro attraverso filmati e proiezioni di fotografie (in particolare del fotografo Giancarlo De Luca). La manifestazione va in diretta Facebook sul profilo di Comunicati Cultura.

Séguito del romanzo storico Gli angeli del rione Sanità (2017) che Nunzia Gionfriddo, allora come oggi, aveva affidato alle cure della giornalista Anita Curci per la sua Linea Editoriale Serie Oro improntata su cultura e tradizione campana. Sopravvissuti – Sogni e illusioni nei vicoli di Napoli riprende le fila del racconto che, nel primo volume, termina nell’ottobre del 1943 quando Beppe Barone, il postino della Sanità, assieme a conoscenti e amici combatte contro i Tedeschi che presidiano la città, riuscendo a cacciarli prima dell’arrivo di Inglesi e Americani.

Il Dopoguerra si presenta ostile con i “sopravvissuti” delle Quattro Giornate. Specie con Beppe, rimasto gravemente ferito dagli scontri. Mentre egli giace in ospedale, continuano a vivere alla Sanità la moglie e i due figli, di cui il maggiore è costretto per fame a fare il contrabbandiere e il minore studia per diventare medico. Beppe Barone è stato uno dei superstiti della sommossa, assieme a una popolazione che ha coraggiosamente cacciato gli uomini di Hitler con le armi e che però, alla fine, ha dimenticato la dignità e l’onore, riducendosi a vendere la pelle agli americani per poche amlire. La città, prostrata dalla miseria, affronta con entusiasmo il boom economico degli anni Cinquanta in una Italia che ha tentato di emergere dal disastro di una guerra perduta, dalla povertà, dall’influenza delle mafie e dalle mortali pandemie del ’57 e del ’68. Napoli, in una repubblica appena costituita, diviene simbolo di città dimenticate, abbandonate a poteri leciti e illeciti. La seconda generazione del dopo conflitto è quella dei figli dei “sopravvissuti”, Maria, Enzina, Totonno, Ciruzzo e Rosetta, ai quali si aggiunge un rampollo della borghesia napoletana, Lucio, in contrasto con la famiglia di origine. I ragazzi crescono nel progresso economico in un sistema governativo incapace di venire incontro alle esigenze delle masse e degli operai e a una scuola selettiva. I giovani entrano negli anni Sessanta con la voglia di rinnovare la politica e la morale arcaica dei genitori, irrompendo nel Sessantotto con tutte le sue meraviglie e le sue contraddizioni.

In questo volume, emergono tanti sopravvissuti. “Sopravvissuta è la moglie del postino, Assuntina”, spiega l’autrice, “nonostante i lupi abbiano divorato il figlio maggiore. Sopravvissuta è Ninetta, a cui i tedeschi hanno ammazzato il compagno, ma che continua a lottare per la libertà propria e di quella delle donne scampate agli stupri dei vincitori. Sopravvissute sono Maria, Enzina e Rosetta che, figlie della violenza di ogni tipo, lottano per un mondo libero da differenze economiche e sociali. Sopravvissuti sono Totonno, costretto a emigrare sotto i colpi di un governo che non sa difenderlo dalla camorra; il fratello Ciruzzo che deve lottare contro ingiustizie sociali per diventare un medico”.

In questo romanzo la parola “sopravvissuto” s’impreziosisce di ulteriore accezione che è quella della resistenza, “nel coraggio delle donne a rivendicare la libertà di pensiero, la parità di sesso e di costumi”. E sta nelle femmine napoletane degli anni Cinquanta e Sessanta che diventano “icone di un manifesto che intreccia in una ‘social catena’ le mani di colore diverso di tutte le oppresse del mondo”.

 

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Visite gratuite a Napoli per la prevenzione dei tumori della cute con Fondazione ANT  

Prosegue l’impegno di Rilastil, storico marchio del gruppo italiano Istituto Ganassini, nei confronti della prevenzione dei tumori della cute in partnership con Fondazione ANT, organizzazione non profit impegnata da 45 anni nell’assistenza domiciliare ai malati di tumore e in progetti di diagnosi precoce aperti alla cittadinanza.

A Napoli saranno a disposizione (su prenotazione) 96 visite dermatologiche a bordo dell’Ambulatorio Mobile ANT collocato in Ansa San Carlo (attigua a Piazza Trieste e Trento) dal 28 al 31 marzo. Prenotazioni fino a esaurimento posti disponibili dal 6 marzo al link  https://ant.it/reparto/?rep=2663446&titolo=Campania

 La partnership tra Rilastil e ANT è stata creata con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sul tema della prevenzione e di offrire un contributo concreto al contrasto delle neoplasie, in particolare i tumori della cute e il melanoma. Il melanoma è, infatti, un tipo di tumore molto aggressivo che può nascere sulla cute, a volte su un nevo preesistente, congenito o acquisito, ma anche nelle mucose e nell’occhio. Ogni anno, in Italia, fa registrare 7.000 nuovi casi e 1.500 decessi. La fascia d’età più a rischio è quella tra i 50 e 60 anni e per un 20% colpisce purtroppo anche soggetti tra i 15 e i 39 anni.

Già dal 2019 Rilastil aderisce ai progetti di diagnosi precoce a bordo dell’Ambulatorio Mobile ANT, rendendo possibile offrire complessivamente oltre 1.300 visite dermatologiche gratuite. L’iniziativa si rinnova anche quest’anno: a partire dal 7 marzo, Rilastil offrirà visite gratuite di diagnosi precoce del Melanoma in diverse città dislocate su tutto il territorio italiano grazie ai professionisti della Fondazione. Il progetto prenderà il via da Verona per poi proseguire toccando le città di Milano, Napoli, Perugia e Ancona, per un totale di 22 giornate e 480 visite dermatologiche gratuite effettuate con l’ausilio della dermatoscopia per la diagnosi tempestiva di lesioni sospette o neoplastiche: una metodica dermatologica non invasiva che permette di esaminare le caratteristiche delle strutture pigmentate dell’epidermide, non visibili alla semplice ispezione a occhio nudo.

IL CALENDARIO

Verona, 7-10 marzo

Milano, 13-16 marzo

Napoli, 28-31 marzo

Perugia, 4-7 aprile

Ancona, 18-21 aprile

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“Lo show del cuore”, terza edizione

Grande serata per Lo Show del Cuore, la cena spettacolo curata e organizzata da Flora Savio per il CULT, Centro Assistenza Lotta Tumori presieduto da Giovanni Panico. Giunto alla sua III edizione, che quest’anno ha avuto luogo pochi giorni fa nell’incantevole Villa Taurinus di Pozzuoli, l’evento ha unito in una cena di gala l’alto settore imprenditoriale a sostegno della nobile causa e mission del CULT: offrire supporto a persone affette da tumore o leucemia infantile durante il decorso terapeutico, spesso lungo e complicato, soprattutto per chi ha difficoltà a raggiungere i presidi medici ospedalieri. Grazie al CALT e allo Show del Cuore è stato possibile in questa edizione donare circa 400 servizi di accompagnamento a chi ne aveva bisogno.

Importante l’impegno profuso da vari esponenti del comparto medico, tra i quali il dott. Nicola Pedana chirurgo oncologo presso il Grande Hospital e responsabile del reparto di senologia del Pineta Hospital.

La serata è stata ricca di momenti che hanno accolto la soddisfazione di tutti i presenti.  A partire dalla cena raffinata, a cura di Villa Taurinus e del suo direttore Emanuele Mammola, al piacevole accompagnamento musicale, alle interviste televisive fino al momento della consegna dei riconoscimenti, dall’alto valore etico e sociale, alle aziende che supportano l’iniziativa. In un momento storico così complesso, in cui anche le attività commerciali faticano a restare a galla, dare una presenza sul piano della solidarietà è un segno importante di umanità e rispetto per la vita.

Un plauso va in particolare alle aziende partner che hanno sostenuto la nobile causa del CALT: Marican, un vero e proprio modello virtuoso di sviluppo economico e sociale nel settore agricolo, immobiliare, delle costruzioni e delle energie rinnovabili; Agenzia di Viaggi Terre Preziose specializzata in esperienze di viaggio uniche ed esclusive, con itinerari personalizzati e poco convenzionali; Cerbone SpA leader nel settore dell’alluminio e nella distribuzione per il serramentista da più di 20 anni in Campania, Lazio e Basilicata; Temi SpA eccellenza partenopea della logistica, distribuzione e consulenza doganale e licenziataria di punta di GLS; Caffen, dal 1955 leader nella produzione ed esportazione del caffè in oltre 30 Paesi d’Europa; Si ringraziano A.D.V. Gioielli, Centro Estetico Paradise, Caffè Janè, Picano Rent, CTP Petroli, e altre aziende che hanno offerto il loro contributo.

Si ringrazia, infine, la Fondazione Natale Cerbone per il suo valoroso e costante impegno in prima linea per il CULT.

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MIGRANTI DELLA SALUTE IN AUMENTO DOPO LA PANDEMIA: BOOM DI RICHIESTE DI ACCOGLIENZA NEL 2022

Dopo gli anni più duri dell’emergenza Covid-19, tornano ad aumentare i migranti della salute, ovvero le persone che si spostano dalle proprie città e regioni per motivi sanitari. A lanciare l’allarme è CasAmica ODV che dal 1986 è impegnata ad accogliere i malati costretti a curarsi lontano da casa e i loro familiari. L’aumento è confermato anche dall’ultima rilevazione sulla mobilità sanitaria dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), dalla quale emerge che, dopo il netto calo del 2020, a partire dal 2021 sono tornati a crescere i ricoveri ospedalieri interregionali, che vedono il Nord Italia (in particolare Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto) come meta principale per coloro che devono curarsi.

I DATI DI CASAMICA. In 37 anni di attività CasAmica ha offerto accoglienza e il calore di una famiglia a 100mila pazienti e familiari accompagnatori. Solo nel 2022, l’organizzazione ha aperto le porte a circa 5mila persone presso le sei Case tra Milano, Roma e Lecco, per quasi 40.000 notti di ospitalità, con un incremento del 18% rispetto al 2021. In tutte le strutture gli ospiti trovano non solo una sistemazione confortevole ma anche il pieno sostegno degli operatori di CasAmica e di oltre 120 volontari che restano al loro fianco per tutto il percorso di cura, supportandoli sia a livello logistico che emotivo.

Tra le persone che hanno bisogno di accoglienza ci sono anche tanti bambini e ragazzi, secondo la ricerca Censis “Migrare per curarsi”, infatti, sono ben 71mila i minori che ogni anno si spostano dalla loro città per sottoporsi a cure mediche e chirurgiche. Un dato che ha spinto l’organizzazione a realizzare a Milano una struttura interamente dedicata ai bambini e ad attivare servizi specifici per i più piccoli anche a Roma, al fine di aiutarli a condurre il più possibile una vita normale nonostante la lontananza da casa e la malattia.

Per rispondere al sempre crescente bisogno CasAmica sta realizzando una nuova struttura di 3mila metri quadrati tra interni ed esterni, con spazi dedicati anche ai più piccoli, alle porte di Milano, città che ospita importanti poli di eccellenza sanitaria come l’Istituto Nazionale dei Tumori, l’Istituto Neurologico Carlo Besta e l’IRCSS Ospedale San Raffaele di Milano.

La nuova casa di accoglienza  sorgerà vicino all’IRCSS Ospedale San Raffaele, non lontano dall’Istituto Nazionale dei Tumori e dall’Istituto Neurologico Carlo Besta. Sarà strutturata su 4 piani e potrà ospitare fino a 60 persone al giorno. L’ampia superficie degli interni consentirà di realizzare una trentina di stanze e miniappartamenti per gli ospiti, alcuni dei quali riservati a pazienti particolarmente fragili che necessitano di una degenza separata. Oltre alle stanze destinate ai malati e ai loro accompagnatori, in ogni piano sarà prevista un’area comune, composta di sala e cucina. Anche in questa nuova casa, un ampio spazio della struttura sarà dedicato ai bambini. «La casa di Segrate porta a maturazione un processo di crescita che in questi anni ha visto l’implementazione di nuovi servizi di accoglienza, con costante attenzione all’ospitalità nei confronti di chi è costretto a migrare per necessità di cura della propria salute», spiega il direttore generale di CasAmica Stefano Gastaldi. «In particolare, – aggiunge –la nuova struttura ha l’obiettivo di rispondere al fenomeno della migrazione sanitaria verso i centri di eccellenza, mettendo a disposizione un numero sempre più alto di posti letto e costruendo un servizio che risponda in modo flessibile ed efficace ai bisogni delle persone, con una grande attenzione all’umanizzazione degli spazi e delle cure», conclude.

Per sostenere le attività di CasAmica a favore di chi è costretto a curarsi lontano da casa e contribuire alla realizzazione della nuova Casa è stata lanciata una campagna con numerazione solidale: dal 12 marzo al 1°aprile è possibile fare una donazione con un sms o chiamata da rete fissa al 45591.

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Storie di donne durante la guerra AstraDoc porta a Napoli “Cipria – Il film della vostra vita”

In attesa di svelare la seconda parte della rassegna che ci sarà dal 24 marzo al 26 maggio, AstraDoc – Viaggio nel cinema del reale ospita Giovanni Piperno e Anna Villari per presentare, in anteprima in città, il loro documentario “Cipria – Il film della nostra vita”. L’appuntamento con la rassegna di documentari curata da Arci Movie è per venerdì 17 marzo alle 20:30 al Cinema Astra di via Mezzocannone. Il documentario, mostrato in anteprima allo scorso Torino Film Festival, recupera storie “sospese” di donne di ottanta anni fa quando la guerra irrompe e interrompe la vita delle persone e del Paese. Il film sarà introdotto dalla discussione moderata da Gina Annunziata, coordinatrice della Scuola di Cinema, Fotografia e Audiovisivo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

“Cipria” (Italia, 2021, 60′), prodotto da Luce Cinecittà, è ambientato nel 1941, quando l’Italia è in guerra ma il regime tende a rassicurare su una vittoria vicina. C’è tempo ancora per innamorarsi dei divi del cinema, della radio, di Cinecittà. La casa cosmetica di Giuseppe Visconti di Modrone, padre di Luchino, lancia un concorso associato a una cipria di nuova uscita invitando le italiane a inviare la storia della loro vita al giornale “L’Illustrazione del Popolo”. Le più belle saranno pubblicate e radiosceneggiate, la vincitrice addirittura trasformata in un film. Ideatori del concorso sono Dino Villani, il massimo pubblicitario dell’epoca e l’inventore del concorso che dopo la guerra sarebbe diventato Miss Italia, e il futuro padre del Neorealismo, genio letterario e editoriale, Cesare Zavattini. La giuria è di vaglia: con lo stesso Zavattini, Alba De Cespedes, Luchino Visconti, Vittorio De Sica. Il concorso è un successo, le storie arrivano a centinaia: la giuria proclama persino tre vincitrici, poi tutto si interrompe. La guerra si rivela tragica: tutto si polverizza come cipria al vento. Rimangono le storie di quelle donne. Vive, attualissime e riemerse dalle pagine dei giornali. L’autrice le ha ritrovate, il regista le ha lette e selezionate. Così, ottanta anni dopo, il film tratto dalle loro vite è finalmente realizzato.

Il documentario fa un uso ricco e creativo dei filmati del grande Archivio Luce insieme ai repertori di Home Movies. Emergono parole e sensibilità di ottanta anni fa che si rivelano vicine per voglia di emancipazione, libertà, senso di oppressione e rivendicazione delle loro protagoniste. Le voci narranti del film, tra cui quella partecipe di un’attrice amata come Lucia Mascino, danno tutta la distanza dei progressi fatti dalle donne in questo secolo ma anche tutta la vicinanza delle loro ansie, aspirazioni, delle fughe in avanti nella Storia. Sono storie ‘sospese’ da un grande evento storico come la guerra ma che ci fanno capire quanta strada è stata fatta e quanto ancora la società abbia da ascoltare e imparare dalla voce delle donne.

Cipria è una storia di fantasmi: c’erano delle vite di donne che aspettavano da molti anni di essere trasformate in un film e con loro c’era Zavattini che le aveva raccolte e voleva raccontarle col cinema. Le storie erano sulla pagina ma non c’erano immagini o suoni per audio visualizzarle. Bisognava riuscire a fare un film con il materiale di repertorio cercando di rimanere il più possibile fedeli alla sostanza di questi racconti, con uno stile che rispettasse quello che Zavattini aveva in mente (con i fantasmi non si scherza).”, dalle note del regista Giovanni Piperno.

Giovanni Piperno ha diretto numerosi documentari protagonisti di numerosi e importanti festival. Dal 2017 è direttore del Perugia Social Film Festival e dal 2020 insegna regia del documentario alla Scuola Gian Maria Volonté. Anna Villari, museologa, storica dell’arte, è curatrice di progetti culturali ed espositivi ed è autrice e consulente di programmi e documentari. Dal 2010 collabora con la Presidenza del Consiglio dei Ministri occupandosi di ideazione e curatela di progetti culturali legati agli anniversari nazionali ed è docente universitario di Arti visuali e tecnologie e Museologia a Roma (Università Uninettuno).

AstraDoc – Viaggio nel cinema del reale” è la rassegna dedicata al cinema documentario curata da Arci Movie Napoli con Parallelo 41 Produzioni, Università di Napoli Federico II e COINOR con il patrocinio del Comune di Napoli. Biglietto 4 euro, ridotto soci Arci 3.5 euro. Per info Arci Movie: 0815967493, info@arcimovie.it, www.arcimovie.it, WhatsApp 3346895990.

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Da Torino il materasso fatto tutto con materiale di riciclo

Sono oltre 32mila gli alberghi censiti dall’Istat nell’ultimo rapporto “NoiItalia2022” presenti sul territorio nazionale. A questi vanno aggiunte altre 195mila strutture extra-alberghiere (B&B, affittacamere, case per ferie) per un totale di 5,2 milioni di posti letto. Ciò significa, 5,2 milioni di materassi per il riposo notturno che, in media, hanno un ciclo di vita di cinque anni e che necessitano di essere sostituiti. Un numero impressionante di presidi per il riposo che richiedono un notevole consumo di materiale per la produzione (acciaio, poliuretano, fibre tessili) e generano un altrettanto impressionante quantitativo di materiale da smaltire. Nel 2021, dall’idea di Adriano e Michele Calabrese, figli d’arte (i nonni e i genitori erano produttori di materassi) due fratelli di Leini, in provincia di Torino, è iniziata la sperimentazione, prima, e la produzione, poi, di un materasso realizzato con materiale riciclato dedicato proprio alle strutture alberghiere ed extra-alberghiere: si chiama Rigyclò e, per la sua produzione, vengono utilizzate più di 140 bottiglie di plastica, l’acqua risparmiata per la produzione di un singolo materasso corrisponde a 33 docce e, in aggiunta, i fratelli Calabrese piantumano due alberi nel Canavese, alle porte di Torino, per neutralizzare la Co2 emessa dalla produzione dei materassi. «Il mondo dell’ospitalità, così come tutti i settori economici, è chiamato a rispondere con crescente consapevolezza alle sfide del nostro presente –spiega Adriano Calabrese-; noi siamo produttori di materassi e ci siamo interrogati proprio su quello che potevamo fare noi per l’ambiente. Rigyclò è il primo prodotto in Italia dedicato all’hotellerie che è realizzato quasi totalmente con materiale da riciclo, certificato dal ministero dell’Interno secondo le norme 1 IM senza scendere a compromessi per comfort e durevolezza dei materiali». Nel dettaglio, ogni materasso prodotto dai fratelli Calabrese è realizzato nella sua parte esterna, la cover, con il recupero al 100% di contenitori in PET; l’imbottitura si compone, per il 70%, di poliestere riciclato post-consumo permettendo di recuperare 143 bottiglie di plastica dagli Oceani; infine, l’interno del materasso, l’anima del riposo, è costituita da poliuretano riciclato al 100%: «Oltre a riciclare parte di quanto, ogni anno, viene conferito nelle discariche -continua Adriano Calabrese- per ogni materasso che produciamo ci impegniamo a piantumare due alberi nella zona del Canavese, dove abbiamo la sede produttiva. Crediamo fortemente che ogni azienda debba reinvestire parte del proprio ricavato sul territorio in cui opera. Noi collaboriamo con il Consorzio forestale del Canavese, il punto di riferimento per la gestione forestale e ambientale del nostro territorio». Sono già parecchie le strutture ricettive, grandi e piccole, con cui l’azienda dei fratelli Calabrese ha iniziato a collaborare per la fornitura di materassi che aiutano l’ambiente, ma ancora c’è molto su cui lavorare: «Sia le grandi catene alberghiere sia le piccole realtà a conduzione familiare stanno sempre di più ponendo l’attenzione alle tematiche ambientali -conclude Adriano Calabrese-. Dotarsi di materiale sostenibili è anche un modo, per gli imprenditori del turismo, di far sapere alla propria clientela che si crede fortemente nei valori della sostenibilità e della tutela ambientale. Un biglietto da visita in più, di altissimo valore».

 

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