Tante voci per l’Etiopia: a Napoli un concerto solidale per le bambine di Hosanna

Unire musica e solidarietà per sostenere chi vive ai margini. È questo l’obiettivo del concerto “Tante voci per l’Etiopia”, promosso da GMA Napoli e in programma sabato 28 marzo alle 19.30 nella Chiesa di San Giorgio Maggiore, in via Duomo.

L’iniziativa intende raccogliere fondi per la Casa Famiglia che accoglie bambine abbandonate a Hosanna, in Etiopia. Una realtà che garantisce protezione, cura e percorsi educativi a minori prive di riferimenti familiari.

Sul palco si esibiranno l’Euphoria Gospel Choir e i cori di bambini UpBeat! e Fantastic Joy!, coinvolgendo diverse fasce d’età in un’unica esperienza corale. Prevista anche la partecipazione di Annalisa Madonna, con la direzione del maestro Emanuele Giovanni Aprile.

L’evento rappresenta un’occasione concreta di sostegno, ma anche un momento di sensibilizzazione su un tema spesso poco visibile: quello dell’infanzia vulnerabile nei contesti più fragili del mondo.

Ingresso e informazioni sono disponibili tramite GMA Napoli. Una serata aperta alla città, dove la musica diventa uno strumento semplice e diretto per contribuire a un progetto sociale.

L’articolo Tante voci per l’Etiopia: a Napoli un concerto solidale per le bambine di Hosanna proviene da Comunicare il sociale.

Prevenzione e salute tra i giovani, a Napoli nasce “Amati Adesso”: test gratuiti e supporto psicologico

Otto milioni di consumatori di alcol a rischio in Italia, con i più esposti tra i giovanissimi. Droghe ancora diffuse, con la cannabis che resta la sostanza più utilizzata tra gli studenti. E sul fronte delle infezioni sessualmente trasmissibili, numeri che continuano a preoccupare: nel 2024 in Italia sono state registrate 2.379 nuove diagnosi di HIV, mentre in Campania si contano mediamente circa 300 nuovi casi l’anno, con una trasmissione quasi esclusivamente sessuale.

È dentro questo scenario che prende forma a Napoli “Generazione di Fenomeni YZA”, il progetto sostenuto dalla Regione Campania attraverso Scabec, che punta a rafforzare la cultura della prevenzione e della consapevolezza sui comportamenti a rischio, soprattutto tra i più giovani. Cuore operativo dell’iniziativa sarà “Amati Adesso”, il primo check-point promosso dal mondo associativo e ospitato presso il CSV Napoli.

È qui che, a partire dai primi giorni di aprile, prenderà forma uno spazio aperto e accessibile, pensato per intercettare soprattutto i più giovani, ma rivolto all’intera cittadinanza, comprese le comunità straniere presenti in città.

Lo sportello sarà attivo due volte a settimana, il lunedì e il giovedì dalle 14.30 alle 17.30, presso la sede del CSV Napoli (Centro Direzionale Isola E1, primo piano), e offrirà gratuitamente test rapidi salivari per HIV, screening ginecologici, test per la sifilide, colloqui di counselling, supporto psicologico e sessuologico e orientamento ai servizi territoriali. In caso di positività, sarà garantito un accesso rapido ai test di conferma e l’accompagnamento verso le strutture pubbliche per la presa in carico.

Il progetto, ideato da Vincenzo De Falco – infermiere, psicologo e sessuologo dell’Ospedale Cotugno e presidente delle associazioni VOLA e Anlaids Campania – integra l’approccio sanitario con quello educativo e relazionale. Accanto alla prevenzione clinica, infatti, sono previsti percorsi di educazione all’affettività e all’intelligenza emotiva, con l’obiettivo di rafforzare nei giovani la capacità di compiere scelte consapevoli e di costruire relazioni sane.

«La prevenzione e l’educazione alla salute rappresentano oggi una priorità delle politiche giovanili. Offrire ai ragazzi strumenti di informazione, ascolto e supporto significa aiutarli a compiere scelte consapevoli e costruire stili di vita più sani e responsabili», ha dichiarato l’assessora regionale Fiorella Zabatta.

«Come CSV Napoli sosteniamo questa iniziativa mettendo a disposizione un supporto logistico strutturato, a partire dagli spazi della nostra sede al Centro Direzionale dove sarà attivo lo sportello informativo, oltre al Camper del Volontariato e ai nostri servizi di comunicazione. Le collaborazioni con l’associazione VOLA, con Anlaids e con altri enti del territorio dimostrano quanto sia importante il lavoro di rete tra sanità, istituzioni e Terzo settore per promuovere salute, consapevolezza e responsabilità nelle comunità», ha affermato il presidente del CSV Napoli Umberto Cristadoro.

«Con questa iniziativa puntiamo ad alzare il livello di sensibilizzazione e informazione rispetto ai comportamenti a rischio. Vogliamo aumentare il numero di accessi gratuiti e anonimi e portare la prevenzione anche nelle scuole e nei luoghi frequentati dai più giovani, promuovendo al tempo stesso il contrasto allo stigma, alle discriminazioni e alle violenze omofobe», ha concluso Vincenzo De Falco, promotore del progetto.

Accanto allo sportello fisico, sarà attivo anche un servizio online attraverso il sito volaonlus.org, rivolto a cittadini dai 14 anni in su. L’obiettivo è intercettare almeno mille persone nei prossimi dodici mesi, aumentando l’accesso ai test e agli screening e rafforzando la cultura della prevenzione.

Il programma prevede inoltre campagne di sensibilizzazione multilingue sui social, una linea telefonica dedicata con canali WhatsApp e Telegram, attività nelle scuole e interventi nei luoghi della movida attraverso camper informativi e distribuzione gratuita di preservativi.

 

L’articolo Prevenzione e salute tra i giovani, a Napoli nasce “Amati Adesso”: test gratuiti e supporto psicologico proviene da Comunicare il sociale.

Nel Rione Luzzatti il riscatto passa dallo sport

Non è sempre facile crescere nel Rione Luzzatti, nella periferia est di Napoli, lì dove scarseggiano spazi di aggregazione per i più piccoli, punti di riferimento per le famiglie e opportunità per i giovani. È proprio in contesti come questo che le piccole realtà associative del territorio possono fare la differenza, offrendo un’alternativa a chi sa coglierla. È quanto è successo a Maria Parente, 23 anni, cresciuta all’ombra dei murales dedicati all’Amica Geniale con la passione per la trave, il cui destino è cambiato grazie all’incontro con l’Associazione Sportiva Dilettantistica Campana guidata da Cinzia Capuozzo.

 «Ho iniziato a praticare ginnastica artistica quando avevo 6 anni e da quel momento non l’ho più lasciata. È stato amore a prima vista – racconta – Gareggiare mi ha aiutato moltissimo: mi ha reso più sicura di me, mi ha insegnato ad affrontare le sfide senza paura e mi ha fatto capire che, con impegno e costanza, i risultati arrivano». Grazie ai suoi sacrifici e al sostegno ricevuto dall’associazione napoletana che da quasi 30 anni promuove attività sportive e sociali nelle palestre scolastiche del Rione Luzzatti Ascarelli, Maria nel 2025 si è laureata con lode in Biotecnologie alimentari e da circa 3 anni insegna proprio lì dove ha mosso i primi passi come ginnasta. «Ancora oggi, da istruttrice – dice – la palestra rappresenta per me un luogo sicuro, dove posso esprimere e trasmettere alle mie allieve tutto l’amore che provo per questo sport».

 Sport e inclusione sociale sono sempre andate a braccetto per l’organizzazione nata 28 anni fa nel quartiere di Poggioreale per iniziativa di un gruppo di insegnanti della scuola media “Bonghi”, con l’obiettivo di “promuovere la pratica sportiva dilettantistica, in ogni sua forma, insieme a un sano e corretto stile di vita, e ridurre le disuguaglianze sociali”. Come spiega la presidente Cinzia Capuozzo: «Lo sport rappresenta per noi un incubatore di cultura. La palestra per i nostri ragazzi è una alternativa alla strada, un luogo protetto in cui imparare il valore della disciplina, il rispetto delle regole e il lavoro di squadra. Ci teniamo molto alla partecipazione delle nostre piccole atlete alle manifestazioni e ai saggi, perché le competizioni servono per mettersi alla prova, tirar fuori le proprie capacità, confrontarsi con se stessi e con gli altri».

 Iscritta al Coni e riconosciuta come Centro di avviamento alla pratica sportiva, l’associazione, oltre alla ginnastica artistica, promuove l’accesso ad altri sport: le arti marziali, la danza sportiva, il basket e il baskin. Tra i principali progetti portati avanti negli anni, ricordiamo lo “Sport Geniale”, finanziato da Fondazione Con il Sud, che ha permesso a centinaia di ragazzi del quartiere di partecipare in maniera totalmente gratuita alle attività sportive offerte. «Un vero fiore all’occhiello per l’ASD Campana risiede nella capacità di coltivare talenti e dare ai più giovani una prospettiva lavorativa – sottolinea la Capuozzo – Dopo anni di agonismo, alcune atlete hanno conseguito il brevetto di istruttore. Il nostro successo più grande è vedere chi è cresciuto tra queste mura mettersi a disposizione delle nuove generazioni. I nostri destinatari non sono solo utenti di un servizio, ma protagonisti di un percorso di riscatto».

di Maria Nocerino 

L’articolo Nel Rione Luzzatti il riscatto passa dallo sport proviene da Comunicare il sociale.

«Ballare è tornare a vivere»: la rinascita di Inna e il lavoro delle Kassandre contro la violenza LA STORIA

Ballare per tornare a sentirsi viva, come atto di libertà e riscatto da un passato violento da dimenticare. È quello che è successo a Inna Kyrylyuk, 59 anni, cittadina ucraina della zona est di Napoli, che per venti anni ha subito ogni tipo di abuso dal suo carnefice, fino all’incontro con il Centro anti-violenza della VI Municipalità cittadina, dove è stata accolta e presa in carico dalle professioniste dell’associazione Le Kassandre. Per donne come lei, ormai da circa 21 anni, l’organizzazione di promozione sociale con sede a Ponticelli, mette in campo una serie di azioni di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. L’ultima iniziativa, giunta alla sua terza edizione, è stata finanziata dalla Fondazione Alta Mane Italia e prevede due laboratori artistici, uno di danza e uno di canto, a cui parteciperanno donne del territorio, tra cui vittime di violenza. È proprio a questo progetto che ha preso parte oltre 2 anni fa Inna: «Dopo anni di violenze, mi sentivo in gabbia, non riuscivo neanche più a comunicare, a parlare. Odiavo il mio compagno e ho finito per odiare anche Napoli, perché lui era tutto quello che conoscevo di questa città – racconta la donna – Poi, mi sono iscritta al progetto de Le Kassandre; da lì la mia vita ha incominciato a cambiare, non avevo più bisogno di verbalizzare, parlavo con il corpo». Per lei inizia la liberazione, a partire proprio dalla danza: il percorso di fuoriuscita dalla violenza parte da dentro ma passa anche per l’esterno. «Pur non essendo esperta di ballo, sono riuscita, per la prima volta in vita mia, ad esprimermi liberamente, mi sono riscoperta, la mia autostima ne ha guadagnato» dice.

 

Fondamentale è stato il confronto con le esperienze delle altre donne, che, come lei, hanno ritrovato in sé una forza e un coraggio che non sapevano neanche di avere. E sono state moltissime le “cenerentole” sostenute, in questi anni, da Le Kassandre attraverso il Centro anti-violenza (gestito per il Comune di Napoli nella IV e VI Municipalità) e lo Sportello di accoglienza: ad accompagnarle in percorsi di valorizzazione e ad offrire consulenza legale e psicologica, orientamento al lavoro, gruppi di supporto e auto-aiuto, c’è una èquipe di psicologhe, psicoterapeute, avvocate, counselor e insegnanti, affiancate da volontarie e tirocinanti. Nel 2025, sono state 66 complessivamente le donne accolte, con una età media di 42 anni: ancora troppe (38) sono disoccupate, altre lavorano stabilmente (23), mentre una piccola parte svolge lavori saltuari, studia o è in pensione. Stando ai dati snocciolati dall’associazione – guidata da Marianna Hasson e dal 2010 parte della rete nazionale del “1522” – di queste, la maggior parte è vittima di violenza psicologica (58) e fisica (49), oltre che economica (26), componente che resta molto forte nella periferia orientale della città. Perché queste donne riescano a rialzarsi è necessario che siano in grado di ricreare un rapporto di fiducia, prima di tutto con se stesse. Ed è qui che entrano in gioco i percorsi di arte di comunità del progetto “Koreie”. In partenza a marzo, in due location del centro storico, i nuovi laboratori: quello di danza e coreografia, condotto da Diana Magri (in programma il lunedì dalle 15 alle 18, presso La Serra Art & Theater Nursery) e quello di canto e coro multietnico, condotto da Valentina Conte (il mercoledì dalle 15 alle 17, presso Trail Music Lab). «In questi incontri – spiega la psicologa e danzatrice Diana Magri – l’espressione artistica diventa strumento di autonomia, promozione dell’empowerment femminile e creazione collettiva di un messaggio di emancipazione, non solo personale ma anche collettivo».

Grazie a questi momenti condivisi, queste persone fanno squadra, socializzano, escono dall’isolamento, creano una appartenenza e un legame. «Si aprono nuovi spazi di rappresentazione di sé che danno forma a una immagine del tutto nuova da quella mortificante in cui erano abituate a vedersi, un’immagine capace di valorizzare se stesse e la propria capacità emozionale ed espressiva», sottolinea la dottoressa Magri, che coordina il progetto. Entrambi i percorsi coinvolgeranno per sei mesi, in maniera trasversale, donne di ogni origine e cultura provenienti da tutto il territorio di Napoli. La donna è dunque la protagonista assoluta del progetto, insieme all’arte intesa come presa di coscienza di sé e momento di riscoperta che può fare la differenza. I laboratori si concluderanno con uno spettacolo musicale che vedrà in scena le 25 partecipanti al progetto, libere e finalmente consapevoli del proprio valore, perché come dice Inna: «Ballare è un po’ come tornare a vivere». Per ulteriori informazioni, si può contattare l’associazione Le Kassandre all’indirizzo infolekassandre@gmail.com.

 

di Maria Nocerino

 

L’articolo «Ballare è tornare a vivere»: la rinascita di Inna e il lavoro delle Kassandre contro la violenza <font color=”red”> LA STORIA </font> proviene da Comunicare il sociale.

Capodichino, l’aeroporto amico dell’autismo

Un’attenzione particolare per le persone con disturbi dello spettro autistico che trasformano un’esperienza spesso ansiogena in un viaggio sereno e accessibile. È quanto l’aeroporto di Napoli ha previsto con iniziative come il progetto ENAC “Autismo in viaggio attraverso l’aeroporto” e i laccetti “Girasole”, che  posizionano lo scalo partenopeo tra i pionieri italiani, supportando famiglie con bambini e adulti autistici nel superare barriere sensoriali e logistiche.

Lanciato nel 2015 dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) in collaborazione con Assaeroporti e associazioni come ANGSA e FISH,  il progetto “Autismo, in viaggio attraverso l’aeroporto” mira a facilitare il percorso aeroportuale per persone autistiche e loro accompagnatori. Napoli, gestito da GE.S.A.C., è stato tra i primi aeroporti italiani ad aderire, implementando strumenti specifici come brochure illustrate, video tutorial e “storie sociali”: semplici sequenze di immagini con testi brevi che descrivono passo per passo check-in, controlli di sicurezza, sala d’attesa e imbarco. Queste risorse, disponibili sul sito ENAC e in Sala Amica, aiutano a ridurre il sovraccarico sensoriale – rumori, luci, folle – preparando i passeggeri a ogni fase.

Il personale dedicato, formato con corsi specifici su autismo e disabilità invisibili, offre visite preventive gratuite. Prenotabili con almeno 7 giorni di anticipo, queste simulazioni durano circa un’ora e includono un accompagnatore che guida la famiglia attraverso tutto l’itinerario, replicando procedure reali senza stress da volo. 

Laccetti Girasole- Introdotti da diversi anni, i laccetti “Girasole” rappresentano un’innovazione discreta e universale. Nati nel 2016 all’aeroporto di Gatwick (Regno Unito) su iniziativa di una madre con figlio autistico, questi braccialetti gialli con girasole simboleggiano disabilità non visibili come disturbi dello spettro autistico, ADHD, demenza o ansia grave. A Napoli, richiesti alla Sala Amica, vengono consegnati gratuitamente e permettono al personale – da security a negozi, gate e compagnie aeree – di riconoscere chi necessita assistenza extra senza invadere la privacy. In Italia, oltre 100 aeroporti usano il simbolo, con Napoli capofila al Sud. Il laccetto garantisce priorità ai controlli (fast track), spazi tranquilli e comunicazioni calme, evitando code e domande ripetute. 

La sala amica – Posizionate prima e dopo i varchi di sicurezza, sono oasi di calma con personale qualificato 24/7. Dotate di bagni accessibili, amplificatori magnetici per non udenti e aree relax, erogano servizi PRM (passeggeri a ridotta mobilità), estesi ad autismo. Qui si prenotano assistenze, si ritirano materiali ENAC e laccetti, e si riceve accompagnamento personalizzato. Negli ultimi dieci anni, centinaia di famiglie – soprattutto locali da Napoli e Campania – hanno usufruito di questi supporti, con feedback eccellenti: riduzione drastica di ansia pre-viaggio e incidenti evitati grazie a familiarizzazione. GE.S.A.C. investe in formazione continua, sensibilizzando oltre 1.000 operatori annui. Queste iniziative, attive da un decennio, incarnano l’inclusione sociale: piccoli accorgimenti come storie sociali e laccetti fanno una “grande differenza”, confermando dati ENAC su soddisfazione utenti (oltre 90%). Napoli si allinea a standard europei (es. ACI World), rafforzando il suo ruolo di hub empatico in un contesto campano ricco di famiglie con autistici (circa 20.000 casi stimati).

Di W.M.

L’articolo Capodichino, l’aeroporto amico dell’autismo proviene da Comunicare il sociale.

Minori e carcere, il teatro come riscatto: “La Salita” arriva a Napoli

Arriva a Napoli un film che intreccia arte, memoria e impegno sociale. Lunedì 30 marzo, al Cinema Metropolitan di via Chiaia, sarà presentato in anteprima La Salita, esordio alla regia di Massimiliano Gallo, già applaudito alla Mostra del Cinema di Venezia e premiato al Bif&st di Bari come Migliore Opera Prima.

Un appuntamento atteso, che vedrà la presenza del regista insieme a un ricco cast: da Roberta Caronia ad Antonio Milo, da Maurizio Casagrande a Maria Bolignano, fino a tanti altri protagonisti del panorama artistico campano e nazionale.

La Salita è una storia che affonda le radici in una delle esperienze più significative di inclusione e rieducazione attraverso la cultura. Ambientato nella Napoli del 1983, il racconto prende spunto dall’impegno di Eduardo De Filippo nel carcere minorile di Nisida, dove il teatro diventa strumento di crescita, formazione e speranza per i giovani detenuti.

Tra realtà e finzione, il film ricostruisce un percorso umano e collettivo in cui l’arte scenica rompe le barriere della detenzione e apre nuovi orizzonti. Il teatro, in questo contesto, non è solo espressione artistica, ma occasione concreta di riscatto sociale, capace di restituire dignità e futuro a chi vive condizioni di marginalità.

Prodotto da Panamafilm e F.A.N. con Rai Cinema e distribuito da Fandango, La Salita arriverà nelle sale dal 9 aprile, portando con sé un messaggio attuale: investire nella cultura significa investire nelle persone, soprattutto nei più giovani.

Un’opera che racconta una Napoli di quarant’anni fa, ma che parla con forza anche al presente, ricordando quanto sia fondamentale offrire opportunità e percorsi alternativi a chi rischia di restare indietro.

L’articolo Minori e carcere, il teatro come riscatto: “La Salita” arriva a Napoli proviene da Comunicare il sociale.