AL VIA LA CAMPAGNA DI SOLIDARIETA’ DELLA FONDAZIONE TENDER TO NAVE ITALIA ETS

La campagna di solidarietà di Nave Italia 2023 salperà il 4 aprile dal porto di La Spezia per toccare, lungo tutto il periodo primaverile ed estivo, i porti italiani di Genova, Savona, Livorno, Civitavecchia, Olbia e Cagliari. A bordo, in compagnia dell’equipaggio della Marina Militare e dello staff scientifico della Fondazione, saliranno 23 associazioni ed enti no profit del terzo settore provenienti da tutta Italia e una dal Sudafrica, per sperimentare come il metodo Nave Italia influisca positivamente sul benessere di chi vive un disagio o una disabilità. Oltre ai progetti di solidarietà, diverse le iniziative in programma: la partecipazione alla settimana Velica Internazionale “Accademia Navale e Città di Livorno” a fine aprile; il Trofeo Siad Bombola d’oro a maggio a Santa Margherita Ligure; la Festa della Marina prevista nel mese di giugno a La Spezia; il progetto “Academy to Italy!” realizzato in collaborazione con il Royal Cape Yacht Club Sailing Academy di Città del Capo, che tra giugno e luglio vedrà salire a bordo alcuni ragazzi delle township di Cape Town; la collaborazione, sempre nel mese di luglio, con Luna Rossa a Cagliari. Dopo un periodo di fermo estivo ad agosto, in cui il brigantino resterà a La Spezia, Nave Italia spiegherà nuovamente le vele e, tra settembre e ottobre, continuerà a realizzare progetti imbarcando enti provenienti da tutta Italia. In concomitanza dell’apertura di stagione del brigantino più grande al mondo e per celebrare i 30 anni dal varo della nave, il 30 marzo 2023 a Roma, Poste Italiane emetterà il francobollo di Nave Italia in tiratura speciale. Sempre per celebrare il trentennale, l’Istituto Idrografico della Marina Militare donerà alla Fondazione Tender To Nave Italia, un’inedita cartina di navigazione con l’indicazione della rotta solidale, che verrà distribuita durante la stagione alle associazioni che navigheranno insieme a Nave Italia. Dopo un’attenta selezione, terminata a dicembre 2022, che ha visto il comitato scientifico della Fondazione Tender to Nave Italia impegnato nell’analizzare le domande di circa 50 associazioni, sono stati individuati i 23 equipaggi straordinari che salperanno a bordo di Nave Italia nel corso della stagione. Tra i numerosi progetti si segnala: a maggio “Il viaggio di ESPRIMO” promosso dall’Università degli Studi di Verona – Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento, rivolto a pazienti affetti da sclerosi multipla di età compresa tra i 18 e i 45 anni; nel mese di giugno “È tempo di salpare 2”, promosso da AGOP – Associazione Genitori Oncologia Pediatrica, che si rivolge a pazienti tra i 12 e i 18 anni affetti da patologie onco-ematologiche seguiti presso l’UOSD di Oncologia Pediatrica e Neurochirurgia Infantile della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma e il Centro di Proton Terapia di Trento; tra giugno e luglio sarà la volta di “Academy to Italy!”, progetto promosso da Il Royal Cape Yacht Club Sailing Academy di Città del Capo, con l’intento di avvicinare al mondo della vela studenti sudafricani di età compresa tra i 15 e i 23 anni, provenienti da comunità povere ed emarginate a causa delle conseguenze storiche dell’apartheid del paese. E ancora a luglio, grazie a “Diabete in navigazione: come la tecnologia può aiutare”, programma proposto dalle associazioni Diabete Zero ODV e JANASDIA con la partecipazione del Team di Luna Rossa, un gruppo di diabetici tipo 1 insulino dipendenti, supportato da un team specialistico, dovrà affrontare la sfida di conciliare le tempistiche imposte dalla malattia con quelle della vita di bordo; altro progetto da segnalare per il mese di luglio è “La Nave dei Segni”, giunto alla seconda edizione, promosso dalla Fondazione La Casa delle Luci di Roma e rivolto a giovani tra i 20 e i 40 anni con disabilità che impediscono loro di esprimersi verbalmente.






Nella prima settimana di agosto sarà la volta dei pazienti seguiti dal Dipartimento di Oncoematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “A gonfie vele contro il cancro”, questo il nome del progetto, è parte integrante del percorso di cura e ha come obiettivo principale quello di far sperimentare a giovani di età compresa tra i 12 e i 19 anni, nuove abilità e comportamenti all’interno di una cornice avventurosa come quella del Brigantino. Dopo una breve sosta a settembre, Nave Italia ripartirà con a bordo “Seastyle”, progetto promosso dall’Istituto di Istruzione Superiore Antonio Stradivari di Cremona, che si concentra sulla musica come esperienza espressiva, aggregativa e terapeutica, fruttando la creatività e l’arte in una dimensione collaborativa. Si proseguirà la navigazione con il progetto “Viaggio e Benessere nell’anziano fragile”, promosso dall’Università degli Studi di Bergamo e l’Associazione Insieme a te, al secondo imbarco su Nave Italia, che intende valutare l’efficacia degli approcci educativoesperienziali del viaggio, nelle persone anziane e affette da demenza. In chiusura di stagione, con il progetto “Navigare a Vista” saliranno a bordo un gruppo di ragazzi non vedenti o ipovedenti di età compresa tra i 12 e i 35 anni, in condizione aggiuntiva di disabilità cognitiva lieve. Questo progetto, promosso dall’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione del Consiglio Regionale Del Lazio Onlus, permetterà ai beneficiari di vivere esperienze in cui avventura e razionalità coesistano, rispettando i tempi di cui necessitano per elaborare le esperienze. “Dal 2007 ad oggi Nave Italia ha percorso oltre 40.000 miglia promuovendo la cultura del mare e della navigazione come strumenti di educazione, formazione, inclusione sociale e supporto alla terapia riabilitativa – ricorda l’Ammiraglio Giorgio Lazio, presidente di Fondazione Tender To Nave Italia. Dopo il difficile periodo dovuto alla pandemia da Covid -19, che ha comunque visto Nave Italia operare senza interruzioni seppure in maniera ridotta, già dal 2022 siamo tornati a navigare a vele spiegate con un ricco calendario che, anche per questo 2023, vedrà a bordo oltre venti ambiziosi progetti che auspichiamo favoriscano ulteriormente il consolidamento del “metodo Nave Italia”, nel quale crediamo fortemente, per la creazione di una società più inclusiva e priva di barriere”. “Nel 2022 – commenta il Prof. Paolo Cornaglia Ferraris, Direttore Scientifico della Fondazione Tender to Nave Italia – hanno goduto del “metodo Nave Italia” 239 beneficiari e 91 operatori: bambini, adolescenti, adulti, perfino anziani con demenza che vivono disabilità e disagio; insieme a loro si sono imbarcati coloro che ne avevano cura. Salire a bordo, affrontando il mare è diventato metafora di una vita instabile, come le onde del mare. Ma poi ciascuno scopre che prossimità, disciplina e condivisione sono strumenti di guarigione. Hanno vissuto insieme un’avventura entusiasmante, gioiosa, educativa, terapeutica. Chi era convinto di non riuscire, scopre risorse nuove, soprende se stesso e gli altri e conquista nuove energie. L’amore per il mare e la natura diventano conquista di una vita diversa. Ognuno dimentica i propri limiti, arricchendo l’altro di originalità. Al rientro, le emozioni diventano ricordi indelebili di un cambiamento improbabile, eppure raggiunto, che trasforma ciascuno in marinaio speciale. Chi li abbraccia al rientro dice: “non credevo ci sarebbe riuscito”; sarà obbligato a ripensare al proprio modo di vedere fragilità e percorsi assistenziali. Il “metodo Nave Italia” fa bene ai deboli, ma anche a loro curanti.” TENDER TO NAVE ITALIA Fondazione Tender To Nave Italia ETS, ente senza scopo di lucro fondato nel 2007, promuove numerosi progetti di solidarietà a favore di Associazioni non profit, Onlus, Scuole, Ospedali, Servizi sociali, Aziende pubbliche o private che sostengono azioni inclusive verso i propri assistiti e le loro famiglie. Mission della fondazione è combattere ogni forma di pregiudizio sulle disabilità e sul disagio sociale, abbattendo il muro dell’indifferenza e ponendosi al fianco di persone fragili che, a causa di quel pregiudizio, rischiano di finire ai margini della comunità. Gli strumenti della Fondazione sono progetti educativi e riabilitativi che vengono realizzati a bordo di un brigantino a vela battente bandiera della Marina Militare, Nave Italia, seguendo una metodologia specifica: i protagonisti a bordo sono bambini, adolescenti e adulti con disabilità, disagio psichico o disagio sociale e famigliare, che hanno ogni giorno grandi ostacoli da affrontare e che a bordo riconquistano la fiducia in sé stessi, attraverso un’esperienza che unisce prossimità e gerarchia. Dal 2007 Nave Italia ha imbarcato 7.000 persone tra passeggeri speciali, operatori e volontari dedicati e ha realizzato 336 progetti cresciuti in questi anni, per numero e qualità, fornendo ai beneficiari percorsi formativi e riabilitativi unici. Il progetto rappresenta uno dei tanti esempi di attività complementari che la Forza Armata svolge a favore della collettività e, nel caso specifico, delle fasce più deboli della popolazione, in un’ottica di solidarietà che da sempre contraddistingue il grande equipaggio della Marina.

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GIORNATA ACQUA, BUSILLO (ANBI): SISTEMA IRRIGUO CAMPANIA ESEMPIO PER ITALIA

Si è tenuta questa mattina la giornata di studio su “Sostenibilità delle risorse idriche della Regione Campania: stato dell’arte e prospettive future” nella biblioteca storica della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Tra gli esperti è intervenuto Vito Busillo, presidente di ANBI Campania e presidente di Coldiretti Salerno.

“Il sistema irriguo della Campania – ha sottolineato Busillo – è tra i più efficienti d’Italia, sia nell’utilizzo razionale dell’acqua, sia nell’impiego delle nuove tecnologie satellitari gli interventi puntuali e l’agricoltura di precisione. Possiamo dire con cognizione di causa di essere un esempio di efficienza, anche per quanto riguarda l’accumulo dell’acqua. Lungo i canali irrigui del fiume Sele, ad esempio, abbiamo già realizzato delle vasche di accumulo che aprono le paratie di notte. Su piano laghetti proposto da ANBI e Coldiretti, chiediamo alla Regione di aprire un tavolo di confronto, perché il nostro territorio è estremamente complesso sul piano orografico e agricolo. Infine c’è il tema delle energie rinnovabili. Oggi nei consorzi di bonifica siamo in grado di produrre 6 milioni di kWh, ma per arrivarci siamo stati costretti a lunghi iter burocratici. In alcuni casi ci sono voluti sette anni per le autorizzazioni. Così non andiamo da nessuna parte. Gli agricoltori sono i primi custodi e difensori dell’ambiente per garantire cibo di qualità.”

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Cosenza Capitale del Volontariato, evento inaugurale il 25 marzo

Volontari protagonisti nelle comunità. È lo slogan scelto per identificare “Cosenza Capitale italiana del volontariato 2023” ed è anche il titolo dell’evento inaugurale che si terrà sabato 25 marzo, alle 10, nella sala Quintieri, Ridotto del Teatro Rendano di Cosenza.

Il titolo Capitale è assegnato da CSVnet, l’associazione nazionale che rappresenta livello nazionale ed europeo i 49 centri di servizio per il volontariato (Csv) attivi in Italia, ad una città che si distingue nell’esprimere, in modo rilevante, i valori e la pratica del volontariato.

Per l’anno 2023 è stata scelta Cosenza perché ha un territorio molto vivo dal punto di vista associativo. Sono, infatti, oltre mille e 200 gli enti di terzo settore in attività. 12mila invece, i volontari, soprattutto adulti, che operano quotidianamente per la crescita delle comunità. I dati emergono dell’indagine realizzata dal CSV Cosenza in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria che sarà presentata proprio il 25 marzo. La ricerca ha coinvolto 429 organizzazioni del terzo settore. L’intento del CSV Cosenza, che coordina tutte le attività, è quello di offrire una narrazione nuova, positiva della Calabria e del Sud Italia rendendo protagonisti i volontari, le associazioni e tutto il bello offerto dalle comunità locali e dal terzo settore.

All’incontro del 25 saranno presenti l’arcivescovo di Cosenza – Bisignano, Giovanni Checchinato, Emma Staine, assessore regionale alle Politiche Sociali, Rosaria Succurro, presidente della Provincia di Cosenza, Franz Caruso, sindaco di Cosenza. Seguirà una tavola rotonda con referenti nazionali del volontariato e del terzo settore tra cui Chiara Tommasini, presidente CSVnet, Vanessa Pallucchi, portavoce Forum Terzo Settore, don Marco Pagniello, direttore della Caritas italiana, Carlo De Rose e Antonio Samà, docenti del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria e Gianni Romeo, presidente del CSV Cosenza.
L’evento del 25 marzo sarà il primo di una lunga serie di iniziative utili a diffondere la cultura e i valori del volontariato, dare visibilità al lavoro delle associazioni e del territorio e accendere i riflettori sulla Calabria positiva e solidale.

Volontari, associazioni ed enti di terzo settore sono invitati a partecipare.

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Giornata della Memoria per le vittime delle mafie, Segre scrive a don Ciotti: «Le nostre strade si incrociano»

In occasione primo giorno di primavera, scelto da Libera per celebrare la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafiela senatrice a vita, Liliana Segre, invia al fondatore dell’associazione, don Luigi Ciotti, un messaggio. Lo riferisce Redattore Sociale (www.redattoresociale.it), che riposta ampi stralci della missiva: «Caro don Luigi Ciotti, signore e signori dell’associazione Libera – contro le mafie, benvenute e benvenuti a Milano. L’occasione è particolare e importante: la XXVIII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia – scrive la senatrice – Libera da tanti anni conduce una battaglia indefessa e coraggiosa contro la mafia, contro l’organizzazione criminale, ma anche contro le connivenze politiche che talvolta si registrano e contro gli interessi economici che si nascondono e proliferano dietro l’attività criminosa. Ma quest’anno – si legge nel messaggio la situazione è particolare. Intanto perché per il secondo anno continua una sanguinosa guerra di aggressione da parte della Russia ai danni dell’Ucraina, il che significa, morti, distruzione, milioni profughi. Ma poi la recente strage di migranti consumatasi nel mare di Cutro ci ripropone in tutta la sua drammaticità una questione epocale ovvero la mancanza di serie politiche di salvataggio e accoglienza di migliaia di persone che fuggono dalla guerra e dalla fame».

E ancora: «Se ci fate caso le nostre traiettorie si incrociano nel nome della memoria e dell’impegno – prosegue Liliana Segre –. Io come una delle ultime testimoni di qualcosa di inaudito come la Shoah, voi con l’impegno da sempre contro la mafia, tutti noi a testimoniare e denunciare lo scandalo di uomini e donne, bambine e bambini costretti alla morte in mare per criminale sordità e insensibilità. Bisogna fare di più, molto di più. In Italia, in Europa, nel mondo. Ciò che ci unisce è quindi proprio il culto della memoria. Ricordare le vittime della Shoah e di tutti genocidi, le vittime della mafia e dei poteri criminali, le vittime della tratta di esseri umani e di aberranti politiche verso i migranti. Quest’anno voi avete deciso di leggere, insieme ai nomi delle vittime della mafia anche i nomi delle persone, adulti e minori, morte nella tragedia di Cutro. Condivido del tutto questa scelta. Perché si tratta di persone. Che hanno un nome ed un cognome. Una storia, una identità, una vita. Donne e uomini. Bambine e bambini. Colpevoli di nulla, se non di esistere e di voler vivere una vita degna. E la vita è indegna se si è sotto il terrore del razzismo, della fame, della criminalità, della guerra».

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GIORNATA MONDIALE DELLA SINDROME DI DOWN, ANFFAS: «CON NOI, NON PER NOI»

Il 21 marzo ricorre la Giornata Mondiale della Sindrome di Down – indetta, nel dicembre 2011, dall’Assemblea Generale con Risoluzione A/RES/66/149 al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Sindrome di Down – e quest’anno l’ONU riporta, attraverso un messaggio riportato sul proprio sito, che il tema della Giornata sarà incentrato su: “With Us Not For Us”, cioè “Con Noi, Non Per Noi”, accogliendo così il focus lanciato da Down Syndrome International – l’organizzazione rappresentativa, a livello internazionale, delle persone con Sindrome di Down.

Questo tema viene indicato come la chiave per un approccio alla disabilità basato sui diritti umani che possa concorrere a superare il modello obsoleto di “carità della disabilità”, in cui le persone con disabilità sono trattate appunto come “oggetti di carità”, meritevoli di pietà e da affidare agli altri per avere supporto.

Un approccio basato sui diritti umani vede, infatti, le persone con disabilità come aventi il ​​diritto ad essere trattate in modo equo e avere le stesse opportunità di tutti gli altri, lavorando CON gli altri per migliorare le loro vite.

Anffas, in tale ottica, auspica che questa Giornata possa contribuire a rafforzare la consapevolezza sui seguenti punti: 

assicurare alle persone con Sindrome di Down i necessari supporti per vivere una vita di qualità, in tutte le stagioni della loro vita
godere di tutti i necessari supporti per essere pienamente incluse nei vari contesti e, soprattutto, avere maggiori opportunità per accedere al mondo del lavoro vero
supportare in modo adeguato e continuativo i genitori e familiari che se prendono cura, nelle varie fasi di vita, nel durante noi anche in vista di un “Dopo di Noi”
fare in modo che le persone con Sindrome di Down possano sempre disporre di un proprio progetto di vita personalizzato e partecipato, corredato da un budget di progetto, anche autogestito, che gli consenta di potere scegliere liberamente come, dove e con chi vivere e disporre delle necessarie ed adeguate risorse ed opportunità
disporre di adeguati sostegni, anche ad elevata intensità, ma mai totalmente sostitutivi, per poter esprimere i propri desideri, aspettative e preferenze
sostenere la ricerca e garantire adeguata presa in carico da parte dei servizi sanitari, sia per tutti gli aspetti che riguardano la prevenzione che quelli legati alle prestazioni abilitative/riabilitative nonché, anche in relazione dell’avanzare dell’età, quelle legate all’invecchiamento precoce e connesse patologie, superando l’attuale assurda ed inidonea collocazione, da parte del sistema sanitario, nella sola area delle malattie cronico-degenerative
potenziare, anche all’interno delle organizzazioni il diritto al protagonismoalla partecipazione attiva, all’autoderminazione ed autorappresentanza delle persone con Sindrome di Down
garantire alle organizzazioni maggiormente rappresentative di poter partecipare attivamente e fattivamente ai luoghi di co-programmazione e coprogettazione, riguardanti le persone con Sindrome di Down e loro familiari

Quelli in elenco non sono richieste ma diritti di tutte le persone con Sindrome di Down e di tutte le persone con disabilità che non dovrebbero più essere evidenziati, per la loro mancanza, in Giornate apposite ma che dovrebbero essere invece la realtà concreta nella loro vita quotidiana, nel pieno rispetto di quanto sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e in una reale società di pari diritti e opportunità.

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Poggiomarino, arriva lo sportello anti-violenza

Da domani, 22 Marzo, l’Associazione poggiomarinese Artemide, che si occupa di supportare le donne vittime di violenza, avrà una sede definitiva. “Presso il Centro per le Donne, la Famiglia ed i Minori ” Domenica Sangiovanni ” ci saranno volontarie qualificate ad ascoltare e seguire donne vittime di violenze” annuncia l’assessora alle Pari Opportunità, Rachele Sorrentino specificando “è già da più di un anno che è stato firmato un protocollo d’intesa con l’associazione Artemide, approvato in giunta. Per l’amministrazione Falanga l’attenzione alle donne è prioritario”. A pochi giorni dall’inaugurazione del centro in piazza Mazzini il primo cittadino Maurizio Falanga si dichiara entusiasta per il lavoro della sua squadra “il nostro lavoro per diffondere la cultura della non violenza è incessante, quotidiano e persistente”.

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