Case vacanze e B&B: al via il corso gratuito di Welcome Agent

Offrirà nuove opportunità di lavoro nel settore turistico. È promosso da Gesco, Wonderful Italy e Fondazione di Comunità San Gennaro

Promuove opportunità di formazione e di lavoro nel settore turistico il nuovo corso – totalmente gratuito – per diventare Welcome Agent organizzato da Gesco insieme con Wonderful Italy e Fondazione di Comunità San Gennaro. Il corso formerà e selezionerà giovani addetti all’accoglienza nel settore degli affitti turistici, da inserire poi nello staff di Gesco impegnato nei servizi a strutture ricettive e property manager. L’obiettivo è il rafforzamento di competenze nel settore turistico, con un approfondimento su case vacanza e affitti brevi utile a chi voglia sperimentarsi nel settore.

“Il boom turistico che stiamo conoscendo in questa stagione ci colloca tra le città più apprezzate al mondo, con oltre undici milioni di visitatori all’anno – ricorda il presidente di Gesco, Sergio D’Angelo – Perciò il settore turistico può costituire un volano di sviluppo economico non solo per Napoli ma per tutta la regione e offrire nuove occasioni di lavoro, che necessitano però di competenze adeguate. La qualificazione professionale è indispensabile affinché il lavoro possa essere vero, di qualità e con le giuste tutele”.

Il corso di “welcome agent” avrà la durata di 40 ore e partirà ad aprile: pre-requisito fondamentale è la conoscenza della lingua inglese; la sede è presso Gesco, in Via Vicinale Santa Maria del Pianto 36.

L’iniziativa fa parte della collaborazione nel campo dell’ economia turistica instaurata tra il gruppo Gesco, Fondazione di Comunità San Gennaro e Wonderful Italy, la più grande azienda italiana di ospitalità ed esperienze turistiche commercializzate in Italia.

 

Per informazioni e iscrizioni: info@gescoformazione.it – whatsapp 366 6760297 – tel 081 19473986

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Europa, Sud e giovani, confronto a Bruxelles con Lucia Vuolo

«L’Italia cammina a due velocità. Il nostro compito è ridurre il divario, ma per l’Europa l’Italia resta ed è una sola». Dal Parlamento europeo, Lucia Vuolo analizza la situazione del nostro Paese e si sofferma, in particolare sulla programmazione: «Il lavoro da fare è tanto, il Sud cammina ancora sulla programmazione 2014 – 2020 senza un’autentica visione. Noi del Sud abbiamo inventiva e voglia di sacrificio e sinceramente meritiamo di più»

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Donne e diritti, incontro a Palma Campania con esperti e istituzioni

Una riflessione sui diritti delle donne in Italia e nel mondo, con particolare attenzione a quei Paesi dove la disparità di genere è un problema molto serio e rappresenta un ostacolo difficile da superare. È il senso dell’incontro, aperto a tutti i cittadini ma in modo particolare agli studenti e alle nuove generazioni, che si terrà il prossimo 4 aprile alle 10,30 presso il teatro comunale di Palma Campania.

Organizzato e promosso dall’assessore alle politiche scolastiche, Donatella Isernia, l’incontro, moderato dall’avvocato Eliana Iuorio, presidente dell’associazione Inrosa vedrà la partecipazione di Francesca Beneduce, autrice del libro “Scacco matto, Zugzwang”, dell’avvocato Pina Grasso e dell’europarlamentare Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e componente della Commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere.

Il sindaco di Palma Campania Nello Donnarumma, l’assessore Donatella Isernia e l’assessore alle politiche sociali del Comune di San Giorgio a Cremano Giuseppe Giordano faranno, invece, i saluti istituzionali

Spiega l’assessore Donatella Isernia: “Con una delegazione delle tre scuole del territorio di Palma Campania, gli istituti comprensivi “De Curtis” e “Russo” e l’Isis “Rosmini” ci confronteremo su un tema di grande rilievo, cercando di formare gli studenti e le studentesse sul rispetto della parità di genere e sui diritti delle donne: argomenti che riguardano il presente e il futuro della nostra società. Rifletteremo tutti insieme sulle attuali difficoltà delle donne a inserirsi nella società secondo i loro meriti e valori ma anche delle prospettive future e dei passi avanti compiuti”

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Vite in affido: l’Ambito N23 lancia il contest per la realizzazione di uno spot

Il sindaco di Nola, Carlo Buonauro: “Vogliamo moltiplicare l’accoglienza dei bambini temporaneamente allontanati dalle proprie famiglie”

Realizzare uno spot sull’affido per sensibilizzare le comunità e per spianare la strada all’accoglienza temporanea di bambini che vivono situazioni di difficoltà all’interno delle famiglie d’origine.
E’ l’obiettivo del contest lanciato dall’Ambito sociale N23 (14 Comuni con Nola capofila) che è stato selezionato dalla Regione Campania per supportare anche le altre aggregazioni intercomunali ricadenti nel territorio della stessa azienda sanitaria locale nell’ individuazione, nella formazione e nell’accompagnamento di famiglie disponibili a prendersi cura di minori collocati fuori famiglia per effetto di provvedimenti di tutela dell’Autorità Giudiziaria minorile.
Il concorso, le cui informazioni sono disponibili sul sito dell’Ambito sociale N23 nella sezione bandi ed avvisi, è rivolto a videomaker, giornalisti, fotografi ed a quanti vorranno cimentarsi nella creazione di un prodotto dall’alto valore sociale che costituirà uno degli strumenti individuati per la campagna di comunicazione e di informazione che si svilupperà nei prossimi mesi.
Chi vorrà partecipare al concorso avrà di tempo fino al prossimo 30 maggio per realizzare lo spot che poi sarà veicolato sui social e sulle piattaforme specializzate. I nomi dei vincitori saranno resi noti il 30 giugno quando si terrà un maxi evento in Piazza Duomo nella cornice della Festa dei Gigli, patrimonio dell’umanità Unesco.
“I sindaci – spiega il dirigente dell’Ambito Sociale N23, Giuseppe Bonino – sono sempre stati molto sensibili al tema dell’Affido ed alla necessità di favorirne il ricorso in alternativa alla collocazione in casa famiglia di bambini che già vivono la sofferenza del distacco dai propri cari. Le esperienze accumulate ed il supporto di professionalità elevate ci hanno dato la possibilità di guidare un processo che è prima di tutto culturale”.
“Il nostro – aggiunge Francesco Cantalupo, consigliere comunale di Nola, delegato all’Ambito N23 – è un modo nuovo di gestire le politiche sociali. Scegliamo ogni strumento non solo per accorciare le distanze con i cittadini in difficoltà, ma anche per far sapere che ad ognuno intendiamo garantire un sostegno che va oltre l’assistenza fine a sé stessa”:
“Il benessere dei minori prima di tutto. Il lavoro che stiamo facendo e che faremo sull’Affido è ispirato alla necessità di assicurare le migliori condizioni non solo materiali, ma anche psicologiche a quei bambini ed a quei ragazzini che nonostante la tenera età sono costretti a confrontarsi con situazioni critiche e difficili. Per questo – evidenzia Carlo Buonauro, sindaco di Nola, città capofila dell’Ambito N23 – abbiamo scelto di privilegiare l’esclusività delle relazioni umane che si creano tra un minore temporaneamente allontanato dalla propria famiglia e chi decide di prendersene cura. Sono certo che facendo sapere alle persone quale fitta rete di protezione, di sostegno e di supporto esiste intorno all’istituto dell’Affido e soprattutto spronandole a riflettere su quanto possa essere straordinario ed appagante il gesto d’amore che sceglieranno di compiere, troveremo numerosissime mani tese”.

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Sanità, volontariato pronto al cambiamento grazie all’accordo fra CSVnet e Federavo

Valorizzare il ruolo del volontariato nei percorsi di cura delle persone, supportando l’impegno di migliaia di organizzazioni e cittadini che, soprattutto a seguito della pandemia, hanno risposto con interventi di assistenza innovativi ai bisogni crescenti della popolazione e delle categorie più fragili.

Sono alcuni degli obiettivi del protocollo d’intesa siglato tra CSVnet – l’associazione che rappresenta a livello nazionale ed europeo i 49 centri di servizio per il volontariato (Csv) attivi in Italia – e Federavo – federazione delle Avo territoriali (associazioni di volontariato ospedaliero) attualmente operative con oltre 221 sedi in 16 regioni.

Con l’accordo, della durata triennale, CSVnet e Federavo si impegnano in particolare a favorire una maggiore sinergia fra le associazioni socie di Federavo ed i Csv, promuovendo attività di formazione e ricerca, incentivando la partecipazione attiva di persone ed enti nei progetti di cura in ambito socio-sanitario e favorendo il dialogo con le istituzioni, diffondendo i valori della cittadinanza attiva e solidale anche grazie al supporto fornito da oltre 800 operatori nei 300 punti di servizio attivati dai Csv in tutta Italia.

“Gli ultimi anni di emergenza sanitaria ci hanno dimostrato quanto il volontariato sanitario sia parte integrante del processo di cura – dichiara Chiara Tommasini, presidente di CSVnet. Un impegno che va oltre la prestazione medica perché rimette al centro la dimensione umana e la relazione fra le persone. Il protocollo d’intesa con Federavo rappresenta un importante passo in avanti per supportare sempre di più e meglio le organizzazioni attive in questo ambito”.

“Siamo molto contenti di poter contare, grazie al protocollo di intesa col CSVnet, sulla collaborazione della rete dei Csv diffusa su tutto il territorio nazionale a supporto delle sedi territoriali AVO, in un contesto di profondi cambiamenti che costituiscono un’opportunità per dare pieno sviluppo al progetto AVO di vicinanza alle fragilità” – è il commento di Francesco Colombo, presidente di Federavo.

Fra le azioni previste dal protocollo d’intesa anche l’avvio di una cabina di regia per l’analisi dei bisogni delle organizzazioni territoriali e la progettazione di azioni che favoriscano, tra gli altri aspetti, il ricambio generazionale all’interno degli enti attivi in ambito sanitario.

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Mungitura volontaria e impatto zero: ecco la stalla smart per le bufale campane

Una nuova linea tecnologica che parte dal benessere animale per offrire prodotti di alto livello qualitativo e di sicurezza, e che, proprio grazie ad un controllo degli animali e della loro alimentazione, riesce anche a diminuire l’impatto ambientale dell’allevamento. È la mission del progetto Transfer, sperimentato dalla società agricola Lenza Lunga a Cancello ed Arnone, in provincia di Caserta. Tutto nasce dalla collaborazione tra Lenza Lunga, l’Università degli Studi di Napoli Federico II con il CeSMA (Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati), il dipartimento di Medicina Veterinaria e produzione animale della Federico II e la società Gematica, con il supporto di TecUp e Knowledge For Business.

La sinergia ha permesso di sperimentare una Smart Farm bufalina perfettamente tecnologizzata grazie a sensori disseminati nella stalla e robot, con cui vengono automatizzate tutte le azioni necessarie per la cura e la manutenzione dell’allevamento. Le bufale spontaneamente decidono di andare nella zona di mungitura dove un robot in automatico inizia e finisce le operazioni in base a parametri controllati dai sensori. Gli stessi meccanismi vengono utilizzati per il cibo e la pulizia della stalla.

“La nostra è un’azienda di famiglia dove l’attività bufalina si svolge dagli anni Cinquanta – racconta Giuliano Cacciapuoti, amministratore di Lenza Lunga –. Dal 2000 con mio fratello abbiamo iniziato una fase di sviluppo per il miglioramento e il benessere animale con un occhio di riguardo all’innovazione tecnologica”. Così la famiglia Cacciapuoti ha portato avanti la tradizione di famiglia e locale con tutti i vantaggi che l’innovazione offre: “Le tecnologie migliorano il benessere delle bufale e questo le rende più produttive e in questo modo riusciamo anche a preservare il nostro territorio in termini di ambiente ed ecologia”.





La smart Farm di Lenza Lunga è un allevamento attento dal punto di vista energetico: “Presto saremo autosufficienti e abbiamo già un impianto di biogas con cui produciamo energia dal metano prodotto dalle deiezioni bufaline, senza immetterlo nell’atmosfera. Inoltre, abbiamo creato un prototipo su un robot di mungitura dove analizziamo tutte le fasi di vita dell’animale attraverso le analisi del latte e la respirazione dell’animale. Ogni volta che l’animale viene munto nel nostro robot gli viene fatto un check up completo: indicatori di stress, cortisolo, progesterone. E questo significa anche la certezza della bontà e qualità del latte”.

“Tutto si basa sul concetto di mungitura volontaria – spiega Gianluca Neglia, direttore del corso di laurea in Precision Livestock Farming (Zootecnia di precisione) della Federico II -. La stalla è divisa in una zona di riposo. Ogni volta che un animale si vuole spostare nella zona di alimentazione deve attraversare un percorso che è dotato di sensori che valutano da quanto tempo non è stato munto. Se sono passate almeno sei ore il cancello si apre in direzione del robot di mungitura. In caso contrario il cancello si apre verso la zona di alimentazione. La grande innovazione del Progetto Transfer è stata l’implementazione del robot di mungitura grazie ai sensori: nel robot c’è una termocamera che valuta lo stato di salute della mammella e inoltre un sistema di rilevazione delle emissioni di metano, e due centraline meteo, che valutano temperatura e umidità nella stalla che influisce sul livello di stress delle bufale”.

Con Gematica, capofila del progetto Transfer, è stata poi creata una piattaforma informatica all’interno della quale confluiscono tutti i dati provenienti dai diversi sensori. “Vantiamo molti sottosistemi che generano dei dati indipendenti – dice Vincenzo Reccia, responsabile tecnico di Gematica –. Gematica li ha messi insieme in modo tale da avere un unico pannello che evidenzia oltre la produzione giornaliera dell’animale, il suo stato di salute e in questo modo aggrega le informazioni di due sottosistemi indipendenti. Questo ci permette di dare uno strumento decisionale al produttore anche ad esempio per fronteggiare situazioni come la mastite dell’animale. Il dato dell’immagine termica con altri dati si può anche iniziare a predire un fenomeno che può verificarsi nella stalla”.

“Il progetto Transfer mira a evidenziare il ruolo delle tecnologie abilitanti nell’ambito del paradigma 4.0 nel settore dello smart farming e della zootecnia di precisione – conclude Leopoldo Angrisani, direttore CeSMA – In questo modo le attività possono avere una ricaduta importante con aspetti sia economici ma soprattutto di valorizzazione del mercato delle aziende che spingono in quella direzione. Il prodotto che ne deriva è certificato in maniera automatica e soprattutto può dare al produttore delle informazioni che può rivendere in maniera diretta sul mercato”.

Fondamentale per il progetto il supporto di Tec Up e Knowledge for Business che oltre ad aiutare i partner nella ricerca dei finanziamenti e nella gestione, ha contribuito alla valutazione del life cycle assessment, l’analisi del ciclo di vita del prodotto, il modo migliore per valutare la sostenibilità ambientale di un progetto.

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