Casamarciano, successo per il camper della salute oculistica. Buono (#Attivisempre): «Screening essenziale, altre giornate in arrivo»

Successo per l’iniziativa “Vista in salute” di #Attivisempre Aps Asd svoltasi lo scorso sabato a Casamarciano. Il camper della salute oculistica ha effettuato circa 25 visite nel corso della mattinata, cittadini adulti ma anche giovanissimi si sono sottoposti alle cure del medico oculista Paolo Russo. La mattinata di prevenzione è stata possibile anche grazie alla collaborazione della Protezione civile di Casamarciano, presieduta da Francesco Tortora, e al patrocinio morale dell’amministrazione comunale casamarcianese. Tra le visite, anche quelle istituzionali del sindaco di Marigliano Giuseppe Jossa e del capo segreteria del Comune di Saviano Nello Fontanella che hanno espresso con la loro presenza l’apprezzamento per un evento molto sentito dalla popolazione del Nolano.

«Siamo davvero entusiasti del riscontro che ha avuto “Vista in salute”– dichiara il presidente di #Attivisempre Francesco Buono – ma di certo non vogliano fermarci qui. Abbiamo intenzione di mettere in calendario altre giornate della prevenzione perché il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare istituzioni e cittadini sulla opportunità di screening come questi, che incidono positivamente non solo sulla loro salute ma anche sulle spese dello Stato destinate alla Sanità. Prevenire è un gesto che aiuta se stessi e la collettività».

Di fondamentale importanza per la riuscita dell’iniziativa è stata la partecipazione dei responsabili territoriali di UICI Napoli Mario Mirabile, del Presidio dell’area nolana e vesuviana Giuseppe Ambrosino, del Presidente della UNIVOC Enzo Mosca, dei referenti di IAPB ITALIA ONLUS e del parroco di Casamarciano don Marco Napolitano che insieme ai giovani presenti hanno reso, con Fenalc ed il progetto Volontamiamoli, una testimonianza concreta di volontariato delle ragazze e dei ragazzi del territorio.

L’associazione #Attivisempre è nata da pochi mesi ma, sottolinea Buono «è ricca di esperienza e competenza tra i suoi soci fondatori e sono certo che passo dopo passo potrà diventare un modello per sviluppare il non profit nell’area nolana».

 

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SI VA IN SCENA. STORIE DI EPILESSIA”: LA STORIA DI ANDREA VINCE IL CONTEST DELLA LICE DEDICATO ALL’INCLUSIONE SOCIALE, DALLA SCUOLA AL LAVORO

Andrea si ammala di epilessia all’età di 12 anni. E’ un ragazzino vivace, socievole e amante dello sport…”. Inizia così l’emozionante storia di Andrea, raccontata dalla sua mamma Antonella vincitrice del contest della LICE – Lega Italiana Contro l’Epilessia, dedicato all’inclusione sociale, dalla scuola al lavoro. Dal racconto di Andrea sarà liberamente tratta la sceneggiatura di un cortometraggio che verrà presentato al prossimo Giffoni Film Festival, in programma dal 20 al 29 luglio, e, fuori concorso, alla prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Tra le tantissime storie che si sono candidate al contest lanciato da LICE e Fondazione LICE nel mese di febbraio, una giuria di esperti, tra i quali figuravano i referenti di Giffoni Innovation Hub e i due sceneggiatori Enrico Saccà e Antonio Manca, ha scelto di premiare la storia di Andrea, affetto da Epilessia sin da ragazzino, che rappresenta un inno alla vita e alla voglia di farcela, nonostante tutto. “Nella storia di Andrea – commentano così la scelta i due sceneggiatori abbiamo ritrovato un’attenzione particolare alla dimensione educativa, l’importanza dello sport nel percorso di formazione delle nuove generazioni, un’attitudine positiva della narrazione che parla di perseveranza e di speranza. Pensando al target, prettamente giovane, del Giffoni Film Festival e alla missione educativa del progetto di LICE, la storia di Andrea è quella che, a nostro avviso, offre il maggior numero di elementi per la stesura di una sceneggiatura efficace: età del personaggio, dialettica interna del racconto, possibilità di immedesimazione da parte del pubblico”.

 Oltre al primo classificato, la giuria di esperti ha premiato altre due storie: Stefania e Valentina, che si aggiudicano, così, il secondo e terzo posto al contest, con un’ottima valutazione.

Storie di vita quotidiana quelle di Stefania e Valentina: la prima racconta la storia di Anna un’adolescente di 15 anni dedita alla ginnastica artistica e ai pomeriggi trascorsi al Pincio a pattinare con gli amici, finché compare la prima crisi: “Lei, dopo ore sui pattini, cade. La prima crisi comincia con quella sensazione alla gamba, e si estende al resto del corpo, come se il corpo venisse avvolto da spire. Convulsioni…”; la storia di Valentina racconta, invece, le difficoltà di un giorno qualsiasi: “Ore 6, suona la sveglia. Valentina, 45 anni, si prepara di corsa, indossa un tailleur nero, riempie un portapillole da portare con sé e corre ad aspettare il bus per l’ufficio. La fermata è gremita, l’attesa lunga. Si fa spazio sul bus affollato, prende in modo rocambolesco le sue pasticche, con la bottiglietta d’acqua pescata dalla borsa…”.

E, infine, la giuria conferisce una menzione speciale ex aequo a Matteo e Giuliana per la capacità di trasformare il vissuto personale in storie originali utilizzando in maniera creativa registri narrativi non naturalistici” – aggiungono i due sceneggiatori.

“Tantissime le storie che abbiamo ricevuto e che ci hanno davvero commosso – dichiarano Laura Tassi, Presidente LICE e Oriano Mecarelli, Past President LICE – perché raccontano un vissuto complesso tra difficoltà e solitudine, ma anche voglia di lottare e di non abbattersi mai, qualunque sia la sfida. A nome della LICE e della Fondazione LICE vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al contest, lanciato in occasione della scorsa Giornata Internazionale dell’Epilessia, manifestando grande coraggio nel raccontare come si affronta quotidianamente la malattia e dimostrando che convivere con l’Epilessia si può, senza esclusioni, in ogni ambito”.

E la storia di Andrea, prima classificata, ne è l’esempio emblematico perché vincere si può, nonostante l’Epilessia e come racconta mamma Antonella nelle conclusioni: “L’acqua non è nemica di Andrea e della sua Epilessia, in acqua lui sta bene, è come gli altri, non compaiono né tic e né crisi. A Marzo 2023 sono passati tre mesi dall’ultima crisi, alle finali regionali, Andrea nei 1500 stile ha fatto un tempo che è a soli 2 secondi dal tempo limite necessario per poter partecipare questa estate agli italiani Open Water Assoluti di Piombino. Io credo che ci riuscirà! Ci deve riuscire perché è il suo sogno da quando è piccolo e perché l’Epilessia non deve vincerlo ma è lui a dover vincere”.

La Campagna LICE 2023 “SI VA IN SCENA. STORIE DI EPILESSIA” proseguirà per tutto il 2023. Il trailer del cortometraggio sarà presentato in anteprima in occasione del 46° Congresso Nazionale LICE che si terrà a Napoli dal 7 al 9 giugno 2023. Un ringraziamento speciale va alle Aziende che sono al fianco di LICE e di Fondazione LICE per il loro impegno straordinario che dedicano tutti i giorni in questo ambito: Angelini Pharma, Jazz Pharmaceuticals, UCB, Eisai, Ecufarma, Lusofarmaco e Sanofi per il contributo non condizionante alla Campagna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 maggior numero di elementi per la stesura di una sceneggiatura efficace: età del personaggio, dialettica interna del racconto, possibilità di immedesimazione da parte del pubblico”.

 

Oltre al primo classificato, la giuria di esperti ha premiato altre due storie: Stefania e Valentina, che si aggiudicano, così, il secondo e terzo posto al contest, con un’ottima valutazione.

Storie di vita quotidiana quelle di Stefania e Valentina: la prima racconta la storia di Anna un’adolescente di 15 anni dedita alla ginnastica artistica e ai pomeriggi trascorsi al Pincio a pattinare con gli amici, finché compare la prima crisi: “Lei, dopo ore sui pattini, cade. La prima crisi comincia con quella sensazione alla gamba, e si estende al resto del corpo, come se il corpo venisse avvolto da spire. Convulsioni…”; la storia di Valentina racconta, invece, le difficoltà di un giorno qualsiasi: “Ore 6, suona la sveglia. Valentina, 45 anni, si prepara di corsa, indossa un tailleur nero, riempie un portapillole da portare con sé e corre ad aspettare il bus per l’ufficio. La fermata è gremita, l’attesa lunga. Si fa spazio sul bus affollato, prende in modo rocambolesco le sue pasticche, con la bottiglietta d’acqua pescata dalla borsa…”.

E, infine, la giuria conferisce una menzione speciale ex aequo a Matteo e Giuliana per la capacità di trasformare il vissuto personale in storie originali utilizzando in maniera creativa registri narrativi non naturalistici” – aggiungono i due sceneggiatori.

“Tantissime le storie che abbiamo ricevuto e che ci hanno davvero commosso – dichiarano Laura Tassi, Presidente LICE e Oriano Mecarelli, Past President LICE – perché raccontano un vissuto complesso tra difficoltà e solitudine, ma anche voglia di lottare e di non abbattersi mai, qualunque sia la sfida. A nome della LICE e della Fondazione LICE vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al contest, lanciato in occasione della scorsa Giornata Internazionale dell’Epilessia, manifestando grande coraggio nel raccontare come si affronta quotidianamente la malattia e dimostrando che convivere con l’Epilessia si può, senza esclusioni, in ogni ambito”.

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Gli abusi e la violenza? Spesso nascono in famiglia. Una app può aiutare a stanarli 

Non sempre famiglia, partner, amicizia fanno rima con amore. Tutt’altro. Le relazioni abusanti possono esistere in ogni contesto affettivo e le statistiche lo spiegano bene, è tra le mura domestiche che si consumano più spesso gli abusi e le vittime vengono investite da una doppia tragedia: subire violenze e subirle da chi si ama. Per i giovanissimi, in primis i minori, gli ostacoli da superare per trovare una via d’uscita a un contesto del genere sono doppi perché, a fronte di un sistema giudiziario e culturale che oggi fa fronte compatto e con sempre maggiore sensibilità e strumenti contro le violenze sui minori, sussistono comunque paura e incertezza quando un giovanissimo deve riconoscere un abuso e poi denunciarlo. E’ per questo che a Portici la cooperativa Shannara, da anni sentinella sul territorio vesuviano contro le violenze su donne e minori, ha avviato un progetto importante che si intitola “Pro Youth” e sposa tecnologia e informazione per arrivare proprio agli adolescenti ma non solo. «Galeotta è stata una conferenza in Giordania – spiegano Paola Schettini ed Emanuela Trisolini di Shannara – quando sentimmo per la prima volta parlare di honour related violence, una forma di violenza di genere legata alla comunità e alla famiglia di appartenenza. Da quella conferenza abbiamo deciso di dare il via al nostro progetto, una app contro la violenza di genere». La honour related  violence comprende diversi tipi di crimini, molti dei quali specifici di determinate culture o relativi a precise comunità. Pensiamo ai matrimoni combinati che spesso riguardano proprio ragazze e ragazzi le cui famiglie seguono i dettami delle culture di appartenenza; al bullismo che subiscono gli adolescenti della comunità lgbtqia+; all’emarginazione con cui in certi contesti sono punite le donne ‘colpevoli’ di adulterio e persino all’aggressività nei confronti di chi semplicemente esprime sé stesso vestendo o comportandosi in maniera ‘diversa’.  Secondo una definizione condivisa, la honour related  violence  «agisce come un metodo per sorvegliare il comportamento delle donne (e uomini) e la loro autonomia sessuale, permettendo così agli uomini di esercitare il controllo». Le vittime più spesso sono donne e minorenni, i carnefici familiari e partner. «Questa app – spiega Paola Schettini – si rivolge sia ai giovani sia ai professionisti. Elaborata dalla società Switch srl di Napoli, si struttura a fumetti nei quali vengono proposte situazioni a rischio. Il fine è di indurre chi fruisce della applicazione di riconoscersi eventualmente in quegli scenari. La stessa app fornisce poi dei Warning Signs, ovvero dei segnali di pericolo come il desiderio di fuga dalla propria famiglia o di suicidio, che consente alla persona di leggere la propria condizione e in seguito, eventualmente, rivolgersi ai canali che offriamo per chiedere aiuto». L’applicazione utilizza un linguaggio semplice e una grafica accattivante e prevede anche una seconda parte dedicata ai professionisti, in primis gli educatori, ricca di riferimenti legislativi. La app sarà scaricabile da marzo in Italia, Giordania, Finlandia e andrà a costituire l’ennesimo tassello della Cooperativa Shannara per la lotta a tutela di deboli e minoranze. Nata nel 1996, Shannara oggi è un punto di riferimento nel Vesuviano. Due comunità alloggio per minori e Casa Donna Elvira, struttura in cogestione con il Comune di Portici che si trova in un bene confiscato ed è e dedicata alle donne abusate costituiscono la missione della Cooperativa. «Luoghi in cui proviamo a mettere a disposizione le nostre competenze e sensibilità – spiegano Paola ed Emanuela – grazie a uno staff di esperti composto per lo più da donne che aiutano il minore o la donna a iniziare a liberarsi dei propri demoni». Le due comunità alloggio possono ospitare fino a venti minori (maschi e femmine) mentre Casa Don Elvira ha quattro posti letti destinati anche a eventuali figli delle donne «cui destiniamo supporto psicologico ma anche legale». Nel corso degli anni nelle ‘case’ di Shannara sono passate storie e vite tra le più diverse, tutte accomunate da difficoltà, abusi, tragedie personali che i professionisti provano a far ‘sfumare’ con le competenze e il supporto di un territorio che si è sempre stretto alle persone supportate: «Non è un caso che molti dei ragazzi passati di qui poi restano a Portici, qui prendono casa e trovano lavoro». Una storia felice, quella di Shannara, riconosciuta come importante anche dalla comunità: «Ma ancora c’è tanto da fare, soprattutto in tema di violenza sulle donne. Una volta che la donna ha preso coscienza degli abusi, esiste un muro di burocrazia che scoraggia. Da noi ad esempio arrivano dopo un iter che passa per forze dell’ordine e magistratura, noi diciamo sempre che ci vogliono tempo e pazienza». Tempo e pazienza che una donna abusata deve recuperare dal proprio fardello, già pieno di problemi e drammi. 

 

di Bianca Bianco 

foto © Ferdinando Tononi Progetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”

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Marriott International insieme a Rise Against Hunger, a sostegno della popolazione ucraina

Gli alberghi romani parte del gruppo Marriott International  – The St.Regis Rome, The Westin Excelsior Rome, W Rome, Le Méridien Visconti Rome, Courtyard Rome Central Park, Sheraton Parco de Medici Rome Hotel, Rome Marriott Grand Hotel Flora, Rome Marriott Park Hotel, The Pantheon Iconic Rome Hotel, Autograph Collection  – uniti nei Marriott Italy Business Councils, anche quest’anno sostengono l’onlus internazionale Rise against Hunger, offrendo ospitalità ad un inedita esperienza di volontario finalizzata al confezionamento di kit alimentari destinati allla popolazione ucraina, ormai allo stremo delle forze.

Sabato 1° aprile allo Sheraton Parco de’ Medici di Roma si è tenuto il primo evento pilota del progetto, che verrà successivamente replicato in altre città italiane: una vera e propria gara di solidarietà quella degli alberghi romani del gruppo Marriott International, che hanno accolto una giornata di volontariato e di festa che ha visto impegnati i teams dei vari alberghi coinvolti, aziende partner, amici e testimonial di eccezione.

Un bellissimo evento di volontariato e solidarietà, che ci unisce per una causa importante, e che sarà soltanto il primo di una lunga serie; siamo infatti pronti per replicarlo nelle principali città italiane dove Marriott è presente con le sue strutture” – dichiara Giuseppe De Martino, Presidente del Marriott Business Council East Italy. “Ci teniamo a ringraziare tutti i volontari e gli sponsor che hanno preso parte a quest’azione di solidarietà sociale, tutti uniti in una grande festa corale dopo una lunga pausa dettata dalla pandemia.” 

“Siamo orgogliosi che una compagnia alberghiera internazionale come Marriott International abbia deciso di sostenerci e di essere in prima linea per questa drammatica emergenza umanitaria” – continua Alberto Albieri, Presidente di Rise Against Hunger Italia, associazione che da 10 anni a questa parte si batte contro la fame nel mondo attraverso la preparazione e distribuzione di razioni e prodotti alimentari da destinare alle popolazioni in grave stato di emergenza o colpite da insicurezza alimentare. “Il perdurare del conflitto in Ucraina sta intensificando la crisi umanitaria giorno dopo giorno. Grazie al gruppo Marriott e al lavoro dei tanti volontari, la nostra rete solidale porterà beni essenziali lì dove ce n’è più bisogno”. I partecipanti hanno realizzato nell’arco di poco più di un’ora 1320 kit alimentari.

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Anche quest’anno la solidarietà si moltiplica con l’Uovo Sospeso di ANT

Per il 45esimo anno consecutivo Fondazione ANT si prepara a celebrare le festività pasquali nel segno del bene comune, della condivisione e della solidarietà vera per chi soffre. E con immutato amore per il prossimo.

Fino a sabato 8 aprile, i volontari ANT torneranno una volta di più nelle piazze d’Italia con golose uova di cioccolato al latte o fondenti, tradizionali colombe e tante altre dolcezze. Per sostenere il lavoro delle tante équipe di medici, infermieri e psicologi che ogni giorno portano assistenza, cure e supporto a 3.000 persone malate di tumore in 11 regioni dello Stivale.

I regali di Pasqua ANT saranno disponibili nelle postazioni di piazza e nel Charity Point di Caserta, ma potranno essere ordinate anche online sul nuovo sito https://regalisolidali.ant.it/ (con consegna a domicilio compresa) e sulle nostre pagine dello shop di Amazon. Sarà possibile, così, ordinare i doni solidali e farli recapitare ai propri cari che vivono in altre zone ove ANT è presente: per darti un’occasione per stare insieme, anche se lontani, e celebrare le Feste nel segno della solidarietà.

Infine, come già nei due anni passati, torna anche l’iniziativa dell’Uovo Sospeso, mutuata appunto dalla tradizione partenopea del caffè sospeso: approfittando delle festività Pasquali, Fondazione ANT offre l’opportunità di moltiplicare la solidarietà con un unico gesto, buono sotto molti punti di vista. Specialmente in tempi critici come questi, la gioia più grande viene ancora dalla condivisione di piccoli ma significativi momenti di vicinanza.

Con un’offerta minima di 15 euro sarà infatti possibile donare un uovo di cioccolato da 500 gr. al latte o fondente a realtà solidali del territorio a scelta del donatore o suggerite dalla Fondazione e contemporaneamente contribuire a sostenere l’assistenza medico-specialistica ANT ai malati di tumore. Sul nostro sito, alla pagina https://ant.it/sostenitori-ant/uovo-sospeso/, è possibile trovare l’elenco dei beneficiari per ogni zona e le modalità per donare. Quest’anno la delegazione ANT Campania ha scelto di fare rete a con l’Associazione L’altra Napoli Onlus, impegnata dal 2005 in progetti di riqualificazione urbana, artistica e sociale del Rione Sanità e Forcella, con il coinvolgimento di centinaia di bambine e bambini. E a Santa Maria Capua Vetere con la cooperativa EVA, impegnata in progetti e servizi di prevenzione e contrasto della violenza maschile contro le donne e i minori e servizi volti alla promozione della qualità della vita dell’infanzia e dell’adolescenza.

“Nell’anno in cui celebra il 45esimo anniversario della sua fondazione, ANT vede ancora e sempre ben chiare le stesse priorità che hanno sempre animato il suo lavoro – racconta Raffaella Pannuti, presidente di Fondazione ANT – Innanzitutto la rinnovata garanzia di un’assistenza capillare a migliaia di cittadini che soffrono e di uno strutturato programma di attività di sensibilizzazione e prevenzione. Ma anche, ora più che mai, la volontà di essere vicini ai tutte le categorie più fragili della nostra società, dai profughi in fuga dai recenti conflitti ai giovani in cerca di una strada attraverso il servizio civile, passando per una terza età sempre più al centro delle politiche sanitarie e assistenziali. Perché la solidarietà non è davvero tale se non è per tutti”.

È possibile ordinare le uova solidali oppure donare le uova sospese anche contattando direttamente la delegazione campana allo 081 6338318 delegazione.napoli@ant.it.

 

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PREVENZIONE INCENDI BOSCHIVI: AL VIA IL SERVIZIO PER 68 OPERAI FORESTALI

Hanno iniziato la loro attività i 68 operai a tempo determinato che si occuperanno degli interventi previsti dal Piano Forestale 2023 in provincia di Caserta. Il progetto, per un importo di oltre 2 milioni di euro, riguarda la prevenzione degli incendi boschivi, mediante lavori di bonifica montana e collinare, lavori di presidio idraulico ed altre specifiche azioni utili alla mitigazione del rischio incendi ed idrogeologico in diverse aree della provincia di Caserta.
Ad accoglierli nella Sala Riunioni del Palazzo della Provincia c’erano il dirigente Giovanni Solino, l’ex responsabile del servizio Angelo Masucci, da pochi giorni collocato in quiescenza, ed il nuovo responsabile Egidio Russo.
Il presidente della Provincia Giorgio Magliocca ha fatto pervenire ai lavoratori il proprio indirizzo di saluto e benvenuto: “Auguro buon lavoro agli operai forestali – ha detto Magliocca – che affiancheranno nei prossimi mesi i nostri quindici operai a tempo indeterminato, certo che interpreteranno il loro ruolo nel miglior modo possibile, con professionalità e senso di responsabilità. Si tratta di un’attività fondamentale per la salvaguardia dei nostri preziosi boschi, specialmente in vista della prossima stagione estiva”.
Soddisfatto anche il consigliere provinciale delegato alla Forestazione e alla Protezione Civile, Angelo Campolattano, che ha seguito personalmente tutto l’iter amministrativo:
“Le attività partono quest’anno con circa due mesi di anticipo – ha aggiunto – grazie alla sinergia tra Provincia, Regione e sindacati di categoria. Ciò consente una migliore organizzazione dei turni di lavoro e di ferie, ma soprattutto restituisce dignità a lavoratori che svolgono un servizio fondamentale per la nostra comunità”.

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