La Resistenza è fondata sul lavoro

Costituzione, diritti, lavoro e istruzione al centro dell’incontro previsto per celebrare il 25 aprile. Studenti, lavoratori e società civile a confronto per non dimenticare e alimentare la memoria. A Castellammare di Stabia, Città Medaglia d’Oro alla Resistenza, si torna a discutere di memoria, Costituzione e antifascismo. E lo si fa con un incontro previsto per giovedì 20 aprile, a partire dalle 9.30 nella Sala “CRAL Fincantieri” del Palazzetto del Mare, in Via Bonito. L’incontro nella città stabiese è promosso dalla CGIL, dalle categorie FP e FLC, rappresentative rispettivamente del settore pubblico e della scuola. Sarà infatti presente la Segretaria nazionale dei pubblici, Serena Sorrentino, che si confronterà in un dibattito aperto e di taglio “assembleare” con le studentesse e gli studenti degli istituti superiori stabiesi.

Un dibattito arricchito dagli interventi di Guido D’Agostino, Presidente dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, e Giuseppe Di Massa, Presidente dell’ANPI di Castellammare. «Vogliamo parlare di memoria, ma vogliamo parlarne guardando al presente: che senso ha oggi ricordare e perché è importante farlo- spiega Gianluca Torelli, responsabile della CGIL stabiese- Noi pensiamo che la memoria crei l’identità delle persone, crei la loro cultura: perciò se ricordiamo gli orrori, e gli errori, del passato, contribuiamo a creare nel presente un’identità culturale che eviterà il ripetersi di quegli orrori. È così che si costruisce un paese democratico, plurale e antirazzista».

Tra gli interventi previsti, quelli di Alfredo Garzi e Federica Fiocca, rispettivamente Segretario generale e responsabile territoriale della FP CGIL. «La nostra Costituzione- spiega Federica Fiocca- è nata dalla Resistenza, e la Resistenza ci ha consegnato un Paese la cui identità si fonda sulla coesione territoriale, sul valore costituzionale per cui i cittadini hanno tutti pari dignità, vivano essi al nord, al centro o al sud. La Repubblica disegnata dai padri costituenti ha il compito di rimuovere gli ostacoli che possono minare l’uguaglianza e la coesione territoriale».

A richiamare ancora una volta il ruolo imprescindibile della scuola e delle giovani generazioni è Raffaela Cuomo, responsabile territoriale della FLC CGIL che ricorda come «la scuola abbia il compito di preparare alla vita, al lavoro, ma anche alla vita in comunità, a essere dei cittadini capaci di mantenere viva la democrazia. Nutrire oggi la coscienza e lo spirito critico degli studenti significa costruire domani un Paese più civile, coeso e democratico».

Ma Castellammare di Stabia ha una storia importante da raccontare: nel 1943, durante la ritirata i nazisti misero in atto la strategia della “terra bruciata”, che comprendeva anche la distruzione del cantiere navale. Il cantiere fu eroicamente difeso dagli operai stabiesi: è sarà proprio un operaio del cantiere, Giovanni De Riso, a dialogare con gli studenti per ricordare quella storia e riaffermare, ancora una volta, che la Resistenza è fondata sul lavoro.

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Ischia, delegazione di Legambiente incontra il Commissario per la ricostruzione

Una delegazione di Legambiente composta da rappresentanti della struttura nazionale , regionale e del circolo locale ha incontrato  questa mattina a Ischia il  Commissario delegato per l’emergenza frana e per la Ricostruzione post sisma 2017, Giovanni Legnini. Dopo un primo confronto presso la sede della struttura commissariale a Ischia Porto, durante il quale il Commissario Legnini ha presentato le azioni già messe un campo per affrontare l’emergenza frana e per dare impulso alle attività per la messa in sicurezza dell’isola e per la ricostruzione. La delegazione di Legambiente ha accompagnato il Commissario in un giro via mare dell’isola per un sopralluogo su alcune aree dell’isola colpite dalla frana del novembre del 2022. Al termine della riunione si è deciso di avviare una collaborazione tra la struttura commissariale e Legambiente, in continuità con l’esperienza avuta nel territorio del centro Italia per la ricostruzione post sisma. All’incontro ha partecipato anche il Commissario prefettizio del comune di Casamicciola Simonetta Calcaterra

Abbiamo incontrato il Commissario Legnini – commenta Mariateresa Imparato presidente Legambiente Campania – per dare il nostro contributo per far diventare Ischia un “cantiere modello” per una ricostruzione sicura e di qualità, garantendo trasparenza e legalità per la necessaria rigenerazione urbana ed economica delle aree colpite, puntando sull’innovazione ambientale e sociale e sulla costituzione di comunità energetiche. Riteniamo che l’esperienza costruttiva avviata con la struttura commissariale per la ricostruzione post sisma nel centro Italia si possa replicare anche sull’Isola. Crediamo- conclude il presidente Legambiente Campania- che anche qui la rigenerazione passi da un’importante protagonismo della società civile e di tutta la comunità locale e per questo come associazione ambientalista daremo il nostro contributo. Il confronto, lo scambio di informazioni è la strada maestra per affrontare insieme la complessità degli elementi e delle problematiche, sia di carattere ambientale (messa in sicurezza definitiva, riqualificazione ambientale paesaggistica, ecc.), che sociale (interlocuzione con i cittadini per garantire il diritto di abitare e vivere in sicurezza) che da anni gravano sull’isola.

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“Insieme al Mare” nell’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola

Laboratori didattici, attività ludico creative e percorsi di visita che, nel mese di aprile e maggio, vedranno coinvolti bambini e adolescenti delle comunità e case-famiglia della Città di Napoli assieme ai loro coetanei rifugiati ucraini, per scoprire “insieme” ai biologi ed archeologi del Parco le meraviglie del nostro mare.
Una nuova iniziativa che si innesta nel solco tracciato dal CSI Gaiola onlus, Ente gestore del
Parco, fin dai primi anni, puntando sulla funzione inclusiva ed educativa del mare e del patrimonio naturale e culturale cittadino, e che in oltre 20 anni ha coinvolto varie realtà sociali come i bambini di Don Luigi Merola, i ragazzi di Mario e Chiara a Marechiaro, i ragazzi dell’istituto di Nisida, i figli delle donne vittime di violenza, e che quest’anno si rinsalda ulteriormente con il Progetto “Insieme …al Mare.

Protagonisti del nuovo progetto sociale, i ragazzi provenienti dall’Associazione “I bambini
dell’Ucraina sono i figli di tutti noi”, impegnata nell’accoglienza di famiglie rifugiate, vittime del conflitto in Ucraina, già ospiti lo scorso anno presso il Parco, e quelli provenienti dalla Cooperativa Orsa Maggiore, impegnata nella promozione di diritti e realizzazione di servizi alle persone vulnerabili ed alle loro famiglie.

In particolare, i ragazzi avranno l’opportunità di avvicinarsi alla conoscenza dell’universo marino e della sua incredibile biodiversità attraverso i laboratori didattici che svolgeranno presso il CeRD – Centro Ricerca e Divulgazione del Parco Sommerso di Gaiola, con osservazioni al microscopio del microcosmo marino, riconoscimento delle specie presenti nell’Acquario Mediterraneo ed altre attività ludico-creative all’aperto per conoscere e riconoscere gli habitat marini e i suoi abitanti.

Non mancheranno le escursioni sul campo tra natura e archeologia. Prima di giungere al Parco Sommerso di Gaiola, infatti, i ragazzi attraverseranno la maestosa Grotta di Seiano e visiteranno il suggestivo Parco archeologico del Pausilypon.
Il Progetto rientra nell’ambito delle attività del CEAS Gaiola (Centro di educazione Ambientale e alla Sostenibilità) della Rete INFEA Regionale. Il Parco Sommerso di Gaiola, rappresenta ad oggi uno dei più attivi Centri di Educazione ambientale Regionali frequentato da oltre 5000 studenti l’anno. Al centro dell’iniziativa ovviamente anche il tema della sostenibilità e come questa dipenda strettamente dalle scelte quotidiane di ognuno di noi.
“Coinvolgere e sensibilizzare questi ragazzi- spiega Maurizio Simeone, Direttore Parco Sommerso di Gaiola- per noi è motivo di orgoglio e linfa vitale per una mission, quella dell’inclusione sociale, che portiamo avanti fin dai primi anni di vita del Parco. Credo fermamente nella funzione sociale, educativa ed inclusiva che può svolgere la natura, la cultura e la bellezza delle cose. Dallo scorso anno abbiamo ritenuto importante coinvolgere in questo percorso anche piccoli rifugiati ucraini che vivono da tempo la tragedia di una guerra nel loro Paese. Speriamo che questo progetto possa rappresentare un’opportunità e un piccolo faro per questi ragazzi per intravedere all’orizzonte un futuro migliore”.

“Siamo lieti di partecipare all’iniziativa “Insieme…al Mare” promossa dal Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus-  dice Tamara Sklyarova-Dvirska, Associazione “I bambini dell’Ucraina sono i figli di tutti noi”- coinvolgendo i nostri bambini e ragazzi. Una bellissima giornata all’insegna della solidarietà per i bambini ucraini rifugiati nel nostro territorio. Ringraziamo il Direttore del Parco, Maurizio Simeone e il Presidente Csi Gaiola Paola Masucci, per averci coinvolti nel progetto”.

“E’ una grande opportunità – sottolinea Claudia De Martino, Responsabile Area Infanzia e Famiglia della cooperativa Orsa Maggiore- far partecipare i nostri gruppi di bambini e ragazzi che seguiamo quotidianamente, all’iniziativa. Permettere loro di scoprire temi come la biodiversità e la sostenibilità ambientale è fondamentale. I nostri ragazzi quest’anno hanno partecipato al laboratorio di cittadinanza attiva, seguendo un percorso di conoscenza e scoperta del proprio territorio cittadino che gli ha permesso di riconoscersi come cittadini attivi. Con questo nuovo laboratorio i ragazzi potranno sia conoscere una splendida realtà naturale unica della nostra Città, sia riflettere sul tema del rispetto ambientale”.

Il Progetto è cofinanziato dalla Regione Campania, nell’ambito delle attività rete INFEA e ha
ricevuto il patrocinio dell’Assessorato alla politiche sociali del Comune di Napoli.

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Fondazione CON IL SUD, ecco il bando da 3 mln per valorizzare i beni confiscati alle mafie

La Fondazione CON IL SUD promuove la quinta edizione del “Bando beni confiscati”, con l’obiettivo di valorizzare i beni confiscati alle mafie con iniziative di natura sociale, culturale ed economica sostenibili nel tempo, in grado di contribuire sia allo sviluppo socio-economico del territorio circostante, sia alla riappropriazione del bene da parte della comunità di riferimento.

L’iniziativa, che mette a disposizione 3 milioni di euro, è rivolta alle organizzazioni del Terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

“La piena restituzione alla comunità di un bene precedentemente utilizzato dalla criminalità organizzata non si realizza nella semplice ristrutturazione e riqualificazione dello stesso”, ha dichiarato Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD. “È essenziale che ci sia un sostegno alla gestione del bene, affinché la restituzione alla comunità sia piena e condivisa: il bene, quindi, torna nella disponibilità delle comunità attraverso attività e iniziative di natura sociale, economica, culturale capaci di generare sviluppo in una dimensione di piena sostenibilità. Nel corso degli ultimi 13 anni la Fondazione ha contribuito a valorizzare 86 beni confiscati (54 fabbricati; 14 terreni; 17 terreni con fabbricato rurale e 1 natante) per un totale di oltre 1.8 milioni di metri quadri riqualificati e con la quinta edizione di questo bando vogliamo proseguire nell’ importante lavoro di sostegno concreto al Terzo settore impegnato nella gestione dei beni confiscati. Con le sue scarse risorse, la Fondazione CON IL SUD vuole continuare a proporre un modello di gestione dei beni confiscati più efficace ed efficiente di quelli attuati dalle politiche pubbliche”.

Il bando si rivolge a partnership composte da tre o più organizzazioni, almeno due delle quali appartenenti al mondo del Terzo settore. Nei progetti potranno essere coinvolti, inoltre, il mondo delle istituzioni, della scuola, dell’università, della ricerca e delle imprese. I partenariati dovranno dimostrare l’effettiva disponibilità del bene confiscato per almeno 10 anni dalla data di scadenza del bando.

L’iniziativa si articola in due distinte fasi: la prima finalizzata alla selezione delle proposte con maggiore impatto sul territorio di intervento e la successiva rimodulazione, volta ad arricchire la proposta e a chiarire eventuali aspetti critici rilevati nella fase di valutazione.

Il Bando, pubblicato sul sito www.fondazioneconilsud.itscade il 14 settembre 2023 e prevede la presentazione delle proposte esclusivamente online tramite la piattaforma Chàiros.

Contesto- I beni immobili confiscati complessivamente ‘destinati’ sono oggi oltre 19.800 mila, di cui il 65% è localizzato nelle regioni del Sud e circa il 58% è destinato a finalità sociali[1]. Se negli anni ’90 i beni immobili ‘destinati’ annualmente nelle regioni del Sud non superavano le cento unità, negli ultimi due anni (2020-2022) si è arrivati a destinare ben 2.500 beni, di cui oltre 1.500 a scopi sociali. Un ulteriore passo avanti verso il riutilizzo sociale dei beni confiscati è stato fatto con la legge n.161 del 17 ottobre 2017, che ha previsto la possibilità di assegnazione diretta dei beni confiscati da parte dell’ANBSC a enti non profit. A tal proposito, nel luglio 2020, l’ANBSC ha pubblicato il primo bando nazionale per l’assegnazione di oltre 1.400 lotti confiscati in via definitiva ad enti del terzo settore. Al termine delle attività istruttorie, tuttavia, ne sono stati assegnati solamente 260 per la realizzazione di 68 progetti. Di questi, meno della metà riceveranno un contributo, fino ad un massimo di 50.000 euro, per la realizzazione delle attività progettuali proposte, importo insufficiente a garantire un’efficace gestione dei beni.

Un’altra occasione persa in termini di coinvolgimento delle organizzazioni di terzo settore per la valorizzazione dei beni confiscati, è rappresentata dalla pubblicazione da parte dell’Agenzia per la Coesione Territoriale (ACT), nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, di un avviso pubblico di 300 milioni di euro per la presentazione di proposte di riqualificazione finalizzate alla valorizzazione economica e sociale dei beni confiscati alle mafie presenti nelle 8 regioni del Mezzogiorno. L’avviso, infatti, era rivolto esclusivamente agli enti pubblici territoriali, escludendo completamente dal processo gli enti di terzo settore assegnatari dei beni e non prevedendo, nemmeno questa volta, risorse per la gestione delle attività all’interno dei beni.

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Contrasto alla dispersione scolastica e al disagio sociale, l’intervento di Atena nel cuore di Napoli

Un gruppo di giovani interessati alla promozione del concetto di benessere della comunità ed all’integrazione sociale dei cittadini. E’ la cooperativa Atena, realtà che si è resa protagonista della promozione, della progettazione e della realizzazione di servizi psico – socio- sanitari ed educativi, attivando in parallelo iniziative agricole, industriali, commerciali o di servizi, aventi come obiettivo l’inserimento  lavorativo di persone svantaggiate.

Atena è da considerarsi  spin-off della Cooperativa Sociale “L’Isola del Sorriso”; Davide Chiecchi, vicepresidente della coooperativa, ha offerto una rappresentazione più chiara e articolata dell’organizzazione rispondendo ad alcune domande.

 Cosa vi ha spinti a costituire la Cooperativa Atena? «La Cooperativa Atena nasce come progetto di riscatto sociale del territorio di Napoli Forcella, e le sue prime attività hanno riguardato, e continuano a riguardare ancora oggi, questo territorio, grazie a progetti autogestiti contro la dispersione scolastica e contro il disagio sociale. Le sue attività comprendono anche interventi di assistenza specialistica a studenti con disabilità nelle scuole, realizzazione di asili nido e di servizi alla persona».

Come è composta la Cooperativa? «La Cooperativa è composta da soci e socie giovani e altamente motivati, che credono fermamente che il riscatto di un territorio non debba solo passare da interventi assistenzialistici, ma debba invece e soprattutto basarsi su una costruzione di una base educativa e di rispetto reciproco, di attenzione al prossimo e ai bisogni sociali».

Cosa significa essere volontari oggi? «Essendo una Cooperativa i nostri interventi non coinvolgono solo personale volontario, spinto da motivazioni sociali eo personali. La nostra compagine vanta anche professionisti quali educatori, psicologi, sociologi, mediatori culturali, che collaborano a tempo pieno o parziale, e come personale dipendente, alla realizzazione delle attività».

Nel realizzare percorsi di inclusione e di integrazione sociale, avete incontrato solidarietà nel territorio in cui realizzate le vostre attività? «Operando su questo territorio ormai da molti anni, si sono realizzate delle collaborazioni durature e rapporti di reciproca fiducia con gli altri enti ed istituzioni di questo territorio. La Cooperativa collabora da anni con l’Istituto Adelaide Ristori, un comprensivo che serve principalmente il territorio di Forcella; con la Cooperativa LESS, con cui si sono sviluppate attività di affiancamento nell’ambito degli sportelli sociali; con l’APS La Livella, che realizza attività di orientamento al lavoro per persone in uscita da percorsi penali; con l’ODV Donne dell’Est, formata da donne ucraine, con cui la cooperativa collabora per la realizzazione di uno sportello dedicato alle persone in fuga dalla guerra che sta sconvolgendo quel paese».

Avete nuovi progetti in cantiere? «Oltre ai progetti in essere, la Cooperativa ha presentato un progetto PNRR Terzo Settore promosso dall’Agenzia per la Coesione Territoriale contro la dispersione scolastica, di cui siamo in attesa di esito».

A  chi fosse interessato a prestare azione di volontariato presso la vostra realtà, quali requisiti richiedereste? «Per chi è interessato a svolgere attività in ambito sociale, che sia a favore di minori o di adulti, si richiede, oltre a buona volontà, empatia, capacità di ascoltare , accogliere e sostenere l’altro. Una formazione di base è sicuramente preferibile ma non è fondamentale, in quanto ogni volontario è accompagnato dagli operatori titolari durante tutte le attività, in una sorta di processo di formazione in itinere che porta all’acquisizione di competenze emotive, relazionali e gestionali».

Per poter svolgere attività di volontariato, ci si può rivolgere al numero 0817345560 o scrivere all’email: coop.atena.na@mail.com

 

di Maria Rosaria Ciotola

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CAMPANIA: CONSIGLIO REGIONALE APPROVA LEGGE SULLA STREET ART

Dare piena dignità alla street art come fenomeno culturale e forma d’arte di grande impatto comunicativo e rilevanza sociale, affermare la presenza delle istituzioni e dello Stato sul territorio, riservare spazi destinati a questo tipo di espressione artistica e premiare le opere migliori tra quelle realizzate dagli artisti di strada e i progetti di ricerca delle università su questa materia. Sono questi i punti fondamentali della legge dal titolo ‘Disposizioni per la valorizzazione, promozione e diffusione della street art’, approvata a maggioranza dal Consiglio regionale della Campania nella seduta odierna. La proposta di legge è stata illustrata all’aula dal consigliere Massimiliano Manfredi (Pd) ed è frutto del lavoro comune svolto nei mesi scorsi con il consigliere Francesco Borrelli, oggi deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra.

La Regione riconosce la street art come un’importante forma espressiva, anche per la forte capacità comunicativa e di rigenerazione, riqualificazione e valorizzazione di un territorio, in particolare per le zone periferiche degradate delle città. Può essere inoltre un valido strumento per avvicinare i giovani a tematiche di grande attualità, come quelle relative alla legalità e all’ambiente. Il testo approvato prevede che la Regione adotti annualmente avvisi pubblici per sostenere i processi di conoscenza, sostegno e valorizzazione della creatività urbana. Spetta invece ai Comuni l’individuazione e la selezione di superfici da destinare alla creatività urbana, attraverso un albo aggiornato periodicamente e pubblicato sul sito istituzionale della Regione.

In linea con quanto stabilito dalle altre Regioni italiane, la legge istituisce un premio regionale articolato in due sezioni: la prima è riservata al migliore progetto di ricerca presentato dalle università su questa materia, la seconda alle migliori opere o progetti artistici realizzati nel territorio regionale.

La legge è finanziata con 200mila euro per il triennio 2023-2025, di cui 30mila sono destinati al premio ‘Creatività urbana’, 15mila per ciascuna delle due sezioni.

“L’approvazione della legge pone la Campania all’avanguardia a livello nazionale sulla valorizzazione e il riconoscimento della street art – spiega Manfredi – Con questo provvedimento andiamo a censire le superfici pubbliche e private, costituendo un vero e proprio albo, per distinguere l’arte di strada da forme di vandalismo o dall’utilizzo artistico per inviare messaggi sbagliati. Allo stesso tempo diamo una valenza scientifica a un fenomeno artistico riconosciuto in tutto il mondo, introducendo un premio che valorizzerà da una parte l’opera di strada più bella e dall’altra il miglior progetto di ricerca universitario in materia”.

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